02/08/2017 - 17:09

Partono nuovi strumenti per il contrasto alla povertà'.
 
“Con l’approvazione da parte delle Commissioni congiunte XI e XII del parere sul decreto legislativo che attua la legge delega sul contrasto alla povertà, si chiude oggi l’iter parlamentare del Reddito d’Inclusione (ReI): la prima misura unica nazionale di contrasto alla povertà scatterà dal primo dicembre, giorno da cui si potrà far domanda per il beneficio.”
Lo dichiarano le Deputate del Partito Democratico Ileana Piazzoni e Anna Giacobbe, relatrici del provvedimento rispettivamente per le Commissioni Affari Sociali e Lavoro della Camera. “Il Reddito d’Inclusione (ReI), beneficio economico accompagnato da un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa, in fase di prima attuazione potrà contare su circa 2 miliardi di euro e sarà rivolto ai nuclei familiari con figli minori o disabili, donne in stato di gravidanza o persone ultra cinquantacinquenni in condizione di disoccupazione, per arrivare gradualmente, con progressivo incremento delle risorse, a raggiungere tutte le persone in condizione di povertà assoluta. Un obiettivo che va perseguito con il Piano nazionale per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale, come precisato nel parere oggi approvato, garantendo innanzitutto il buon funzionamento della misura e il completo utilizzo delle risorse stanziate. Diverse le indicazioni fornite al Governo per la stesura definitiva del decreto: dall'opportunità di riconoscere il beneficio agli ultra cinquantacinquenni disoccupati a prescindere dalla causa di tale stato e indipendentemente da una precedente occupazione, alla necessità che il Piano nazionale per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale – strumento triennale attraverso cui ampliare la platea dei beneficiari e l’importo del Reddito d'Inclusione – possa innalzare il massimale del beneficio e il limite mensile di prelievo in contanti; dall'opportunità di prevedere una deroga ai limiti e divieti vigenti per le assunzioni legate al potenziamento della rete territoriale dei servizi sociali, alla necessità di prevedere termini certi per l’erogazione ai Comuni e agli Ambiti territoriali delle risorse a ciò destinate. L’introduzione del Reddito d'Inclusione (ReI) colma una lacuna importante nel nostro sistema di protezione sociale. L’impianto delineato dal decreto legislativo necessiterà di un’implementazione costante e di verifiche sull'attuazione e sull'efficacia – concludono le Deputate – ma l’entrata in vigore della misura consente finalmente all'Italia di riallinearsi al resto dei Paesi dell’Unione Europea, dotandola di uno schema di reddito minimo di ultima istanza."

27/07/2017 - 17:53

Non condividiamo Boeri sulle risorse per i servizi territoriali

"Le audizioni in commissione in merito al decreto legislativo che introduce una misura nazionale per il contrasto della povertà, hanno confermato la validità dell'impianto del ReI (Reddito di inclusione sociale) e hanno fornito indicazioni utili per la sua prossima attuazione”. Lo dicono le deputate del Pd Anna Giacobbe e Ileana Piazzoni relatrici, rispettivamente per la commissione Lavoro e per la commissione Affari sociali, sullo schema di decreto legislativo che prevede l’introduzione di una misura nazionale di contrasto della povertà.

"Condividiamo - proseguono Giacobbe e Piazzoni - le preoccupazioni sulla necessità che il ReI debba progressivamente raggiungere tutte le persone che si trovano in condizioni di povertà assoluta; proprio per questo riteniamo molto importante riuscire a garantire da subito il buon funzionamento della misura ed il pieno utilizzo delle risorse già disponibili. Non condividiamo quindi le considerazioni negative espresse dal Presidente dell'Inps Tito Boeri in merito alla quota strutturale di risorse destinate al rafforzamento dei servizi territoriali: l'obiettivo di potenziare la rete di welfare locale dei Comuni è essenziale per l'attuazione degli strumenti di contrasto alla povertà che non sono un mero trasferimento economico ma una vera e propria presa in carico del nucleo familiare, orientata all'attivazione sociale e lavorativa. Ci appaiono ingiustificati, inoltre, i timori circa un'eccessiva difficoltà, paventata da Boeri, nella verifica dei requisiti di accesso. Comprendiamo naturalmente lo sforzo organizzativo a cui sarà chiamato l'Inps nell'attuazione del ReI - concludono le deputate dem - e prendiamo atto delle rassicurazioni sulla capacità di garantire l'avvio della misura nei tempi indicati dal decreto legislativo: presentazione domande dal 1° dicembre 2017 e corresponsione del beneficio economico dal 1° gennaio 2018”. 

03/05/2017 - 17:02

“Il presidente dell’Inps Boeri criminalizza l’intera categoria sindacale”. Lo dichiara Anna Giacobbe, deputata Pd e componente in Commissione Lavoro alla Camera.

“Si può dire – spiega - che ci sono stati abusi nell’utilizzo di una norma, e perseguirli per via amministrativa o ricorrendo al magistrato. Oppure si può dire che c’è un privilegio per una intera categoria, e fare un’operazione in sé odiosa di generica criminalizzazione. Il presidente dell’Inps Tito Boeri usa questa seconda strada, e non lo fa certo per ingenuità. Già lo scorso 9 marzo dichiarava: ‘Abbiamo intenzione di intervenire sui privilegi di alcune categorie. Cominceremo con una circolare che interviene su un privilegio che i sindacalisti si sono concessi’. La stessa nota stampa di allora, titolata ‘Pensioni: Boeri, pronti ad abolire un privilegio sindacalisti’, precisava che si tratta di una ‘situazione che riguarda alcuni casi di pensioni di sindacalisti’. Ma come stanno le cose? Si tratta di alcuni abusi fondati non su una norma che riguarda i sindacalisti - non esiste la ‘pensione dei sindacalisti’ - ma il criterio di calcolo delle pensioni dei pubblici dipendenti per i periodi prima del 1992. Ma il Presidente Boeri torna sull’argomento e oggi ci fa sapere che ‘si possono raccogliere tanti soldi se si interviene sulle rendite dei sindacalisti’ oltre che sui vitalizi dei politici’. Secondo il presidente dell'Inps, ‘ci sono posizioni di rendita che i sindacalisti si sono creati per loro stessi in questi anni’. Insomma ‘colma la misura’. Quello che non va bene non è certo indicare storture o abusi (e correggerli per la parte che compete all’Istituto): ma additare intere categorie, in questo caso chi lavora nei sindacati, come dei privilegiati, e magari degli imbroglioni”.

“Ci sono cose di cui il presidente dell’Inps dovrebbe occuparsi di più: l’Istituto non funziona come dovrebbe, anziché risolverli crea molti problemi a lavoratori, pensionati e disoccupati”, conclude.

03/08/2016 - 12:36

“La convocazione dei sindacati e delle RSU di Piaggio per il prossimo 9 agosto ad un incontro presso la Presidenza del Consiglio è una buona notizia. Certo, la sostanza delle cose rimane complicata, tanto difficile. Ma la disponibilità del Governo è molto positiva ed è condizione indispensabile per trovare una via d'uscita. All'incontro ci saranno il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti e il ministro allo Sviluppo Economico Calenda; anche questo è un segno d'attenzione importante”. Lo ha detto Anna Giacobbe deputata del Pd in commissione Lavoro.

 

“Il Governo ha un ruolo non solo di mediazione politica, ma il diritto-dovere di esercitare i poteri che il nostro ordinamento gli assegna, trattandosi di una azienda italiana considerata strategica per la sicurezza nazionale: per questo il Governo italiano ha adottato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 18 aprile 2014, in attuazione della L. 56/11 maggio 2012, che ha posto condizioni ad azienda e proprietà nel momento in cui Mubadala ha acquisito la maggioranza e poi la totalità delle quote di Piaggio Aero. Le persone che lavorano in Piaggio e i loro sindacati hanno idee chiare e la determinazione a salvare non solo il proprio lavoro, ma anche un patrimonio industriale e professionale di grande valore”.

19/07/2016 - 18:34

“Subito dopo l'approvazione alla Camera del ddl contrasto alla povertà molti commentatori hanno deplorato i tempi di attesa necessari all'entrata in vigore del nuovo reddito di inclusione, a fronte di un'emergenza sociale da affrontare nell'immediato. Con l’entrata in vigore del decreto ministeriale che stabilisce l’estensione su tutto il territorio nazionale del Sostegno per l’inclusione attiva (Sia), il governo mette in campo la prima iniziativa concreta per contrastare la povertà, un passaggio importante verso l’introduzione del Reddito di inclusione previsto dal ddl approvato la settimana scorsa”.. "La legge di stabilità 2016 aveva chiarito che nell'immediato il nuovo Fondo di contrasto alla povertà sarebbe stato destinato all'estensione su scala nazionale del Sia come misura ponte per affrontare subito l'emergenza nel 2016, in attesa della definizione, attraverso la legge delega, della nuova misura nazionale la cui entrata in vigore è prevista per il 2017. L'avvio dell'estensione del Sia rappresenta quindi un passaggio fondamentale per sostenere concretamente le persone in maggiore difficoltà e permette di anticipare nella pratica concreta il futuro funzionamento del Reddito di Inclusione, che però, ricordiamo, disporrà già in fase di prima attuazione di circa 1,4 miliardi, vale a dire il doppio dello stanziamento per il Sia, e potrà disporre di una ulteriore esperienza applicativa, su tutto il territorio nazionale (proprio quella del Sia definita dal decreto da oggi in vigore), per essere ulteriormente messo a punto. Siamo consapevoli della necessità di aumentare le risorse da destinare a questo fondamentale obiettivo - concludono le Deputate - ma esprimiamo la nostra soddisfazione per l'avvio di un percorso concreto che siamo certe possa dare ottimi risultati se sostenuto adeguatamente nella sua concreta attuazione."

Lo dichiarano le deputate del Pd Ileana Piazzoni e Anna Giacobbe, relatrici alla Camera del ddl povertà.

14/07/2016 - 10:32

“Come può il Presidente dell’INPS smarrire l’idea che la separazione tra assistenza e previdenza è un cardine di un sistema sostenibile? Quello che, secondo il prof. Boeri, si è perso nell’iter alla Camera del disegno di legge, di cui sono relatrice con la collega Piazzoni, è l’utilizzo di risorse della previdenza per il contrasto alla povertà. Sì, lo abbiamo cancellato dal testo. L’assistenza, il sostegno a chi non ha nulla, è un dovere della collettività; i trattamenti previdenziali invece si costruiscono con i contributi dei lavoratori e delle imprese”. Lo dice Anna Giacobbe, deputata del Pd e relatrice per la commissione Lavoro al disegno di legge delega sul contrasto alla povertà.

“Per superare la commistione tra previdenza e assistenza - prosegue Giacobbe - si sono adottati provvedimenti nel corso degli anni: non torniamo indietro! C’è un grande bisogno di tenere, e far tornare, nella previdenza risorse per correggere errori e per costruire un futuro previdenziale più sicuro per chi oggi è giovane. Anche per chi perde il lavoro, ci deve essere un sistema di ammortizzatori sociali fondato sulla mutualità, sempre tra imprese e lavoratori, per le situazioni in cui il rapporto di lavoro rimane vivo; e sussidi pagati dalla fiscalità generale per chi il posto di lavoro non lo ha più: il problema è che oggi questi sistemi sono insufficienti, perché la crisi non ha finito di colpire l’occupazione. I lavoratori anziani devono potere andare in pensione prima di quanto previsto dalla legge Fornero, soprattutto se non hanno lavoro. Molti rimangono intrappolati non dalla legge, ma dalle circolari dell’INPS, materia della quale il Presidente dell’Istituto immagino vorrà occuparsi”.

11/07/2016 - 18:34

Iniziata discussione del ddl sul contrasto alla povertà

“Il disegno di legge delega sul contrasto della povertà introduce per la prima volta in Italia il reddito minimo come livello essenziale delle prestazioni, da garantire progressivamente a quanti sono in condizione di povertà assoluta. Oltre al sostegno economico sono previsti anche interventi di inclusione attiva sostenuti dai servizi degli enti locali. Si tratta di un intervento per il rispetto della dignità delle persone e in nessun modo può essere definito un intervento assistenziale”. Lo ha detto Anna Giacobbe, deputata del Pd e relatrice per la commissione Lavoro al ddl povertà, durante la relazione nell’Aula di Montecitorio.

“La crisi economica - ha proseguito Giacobbe - ha aumentato la quota di popolazione povera. Anche per questo la legge di Stabilità per il 2016 ha istituito il Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale stanziando un miliardo di euro dal 2017. Si stratta di un fondo strutturale, sostenibile per il bilancio dello Stato e non di un intervento demagogico una tantum. Il Fondo verrà incrementato di anno in anno per arrivare a coprire la platea di tutti i nuclei familiari in condizione di povertà assoluta, a partire da quelli con figli minori o disabili gravi, o con disoccupati ultra cinquantacinquenni. Viene anche previsto un riordino del funzionamento nel sistema dei servizi sociali con un nuovo e più stringente sistema di controlli e verifiche per gli aventi diritto. Con questo ddl il Pd e il governo mettono al centro una serie di interventi concreti e strutturali per contrastare la povertà assoluta”. 

05/07/2016 - 19:16

“Con le votazioni della giornata odierna le Commissioni XI e XII della Camera hanno concluso l’esame degli emendamenti al ddl povertà, introducendo importanti modifiche e chiarendo il quadro di principi e criteri entro cui il Governo dovrà esercitare la delega per la costruzione della nuova misura di contrasto alla povertà in attuazione del Fondo strutturale creato con la legge di stabilità 2016". Lo dichiarano in una nota congiunta Ileana Piazzoni e Anna Giacobbe, deputate del Partito democratico e relatrici del provvedimento. 

“Il lavoro puntuale e approfondito – continuano – svoltosi nelle commissione congiunte in un clima di collaborazione tra i gruppi di maggioranza e opposizione, insieme al confronto proficuo e costante con il Governo, hanno portato a definire i contorni del provvedimento, finalizzandolo chiaramente alla costruzione di una misura universale di contrasto alla povertà, con l’assorbimento delle sole prestazioni che oggi perseguono questa finalità in maniera inefficace e frammentata. La misura in questione avrà carattere universale, sarà condizionata alla prova dei mezzi e a un progetto personalizzato che garantisca la piena partecipazione dei destinatari, realizzato a livello di ambito territoriale, garantendo in questo modo percorsi di inclusione attiva. Sarà rivolta prioritariamente ai nuclei familiari con figli minori o in condizione di disabilità grave o in cui siano presenti donne in stato di gravidanza e ai soggetti disoccupati con più di 55 anni, ma l’obiettivo chiaro della legge delega è quello di introdurre una misura in grado di sostenere tutti i soggetti in situazione di povertà assoluta, definita come l’impossibilità di disporre dell’insieme dei beni e dei servizi necessari a condurre un livello di vita dignitoso, superando in questo modo l’approccio categoriale. L’azione delle regioni e degli enti locali che svolgeranno un ruolo centrale nell’attuazione della misura, verrà sostenuta attraverso il rafforzamento del sistema dei servizi sociali, grazie all’utilizzo di risorse provenienti dai fondi europei, e della gestione associata, chiarendo il quadro normativo che oggi non permette proprio a regioni e comuni scelte più funzionali ed efficienti".

"Il lavoro di oggi, in attesa dei pareri delle Commissioni competenti, consegna all’Aula la possibilità di approvare la prima misura strutturale di contrasto alla povertà che il nostro Paese abbia mai avuto e dare così una risposta concreta alle persone in maggiore difficoltà", concludono.

29/01/2016 - 18:40

“Abbiamo presentato una interrogazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero dello Sviluppo economico sulla situazione di Piaggio Aerospace. I sindacati hanno più volte segnalato difficoltà di cassa e la mancanza della riorganizzazione delle attività velivolistiche ed il rischio che non siano rispettati i contenuti dell’accordo siglato in sede ministeriale; è necessario, tra l’altro, dare risposte convincenti ai lavoratori attualmente in cassa integrazione come eccedenze strutturali Piaggio o in attesa di chiamata da LaerH. Chiediamo quindi al Governo quali azioni intenda adottare per garantire che l'azienda mantenga gli impegni presi con le istituzioni e le organizzazioni sindacali, considerato il livello strategico delle attività svolte da Piaggio Aerospace per cui la Presidenza del Consiglio dei ministri ha già in passato (29 aprile 2014) esercitato i poteri speciali nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, e in considerazione delle risorse fin qui messe in campo dallo Stato sia in termini di contributi alle aziende aeronautiche sia in termini di ammortizzatori sociali”.

E’ quanto dichiara la deputata del Pd Anna Giacobbe, prima firmataria dell’interrogazione.

17/11/2015 - 19:12

"Esprimiamo la nostra soddisfazione per l’approvazione della legge delega sugli appalti: contiene riferimenti precisi alla introduzione di clausole sociali per promuovere la stabilità del lavoro e alla corretta applicazione dei contratti collettivi di lavoro; si fanno passi in avanti soprattutto nel settore dei servizi, ed in particolare in quelli ad alta intensità di manodopera; una specifica clausola sociale viene prevista anche per le concessioni di lavori o di servizi pubblici. Ma anche l’impianto generale del provvedimento potrà promuovere tutela e valorizzazione del lavoro, con un sistema più trasparente, maggiormente difeso dalle infiltrazioni della malavita, dalla concorrenza sleale, dalla competizione basata solo sui costi. Saranno decisivi i tempi e i modi con cui i criteri di delega e le altre previsioni contenute in questo provvedimento verranno tradotte in norme esigibili.”

Così le deputate dem Patrizia Maestri e Anna Giacobbe dopo l’approvazione da parte della Camera del nuovo Codice degli appalti.

01/10/2015 - 19:48

“Nell’esame in Commissione Ambiente degli emendamenti al disegno di legge delega per un nuovo Codice degli appalti, i temi della tutela del lavoro, del contrasto al dumping contrattuale e della necessità di clausole sociali che accompagnino la maggior apertura al mercato nell’affidamento dei lavori o servizi, hanno trovato uno spazio significativo, con criteri di delega che, dopo il passaggio in aula e l’approvazione definitiva al Senato, dovranno essere attuati con molta determinazione”. Lo dichiara Anna Giacobbe, deputata del Partito Democratico e componente in Commissione Lavoro alla Camera.

“Già il testo approvato in prima lettura al Senato – continua Giacobbe - conteneva elementi importanti, soprattutto per gli appalti di servizi ad alta intensità di manodopera (previsione della clausola sociale per la stabilità occupazionale del personale, no alle gare al massimo ribasso, applicazione del contratto che presenta le migliori condizioni per i lavoratori); valutazione delle offerte, nelle gare, che tengano conto anche degli aspetti della territorialità e della filiera corta e delle ricadute occupazionali”.

“Con gli emendamenti che da noi presentati alla Camera – continua la deputata democratica - si sono fatti ulteriori passi in avanti: previsione della clausola sociale anche per gli appalti di lavori, un più preciso riferimento alla salvaguardia livelli occupazionali e alla continuità di impiego nei cambi di appalto; una norma specifica per i call center che prevede esplicitamente che nei cambi di appalto “il rapporto di lavoro continui con l’appaltatore subentrante, salvaguardando i trattamenti economici e normativi previsti dai contratti collettivi nazionali, territoriali ed aziendali vigenti alla data del trasferimento. Si tratta di un risultato molto importante”.

“Rimangono criticità - soprattutto per la tutela dei lavoratori nel caso di affidamento tramite gare ad evidenza pubblica in settori quali i lavori di manutenzione e progettazione legati alle concessioni autostradali - che si potranno in parte affrontare nel passaggio in Aula. In generale, è ‘amico del lavoro’ un sistema di appalti e di affidamento di lavori, servizi, forniture, concessioni, più trasparente e con regole certe; un sistema maggiormente difeso dalle infiltrazioni della malavita, dalla concorrenza sleale, dalla competizione basata solo sui costi; un sistema, dunque, in grado di garantire migliori condizioni per i lavoratori e sostegno all’imprenditoria che sceglie la legalità, la qualità e la responsabilità sociale: questi sono gli obiettivi della Legge Delega”, conclude Anna Giacobbe.

14/07/2015 - 13:18

“Il decreto pensioni che oggi viene esaminato dal Senato riconosce una rivalutazione, pur limitata, anche alle pensioni superiori a tre volte il minimo per gli anni 2012 e 2013; considerando le difficoltà di finanza pubblica che ancora ci sono e la necessità di destinare risorse anche ad altre esigenze urgenti, si tratta di una soluzione equa a tutela soprattutto dei redditi che più avevano sofferto del il blocco previsto dal ‘Salva Italia’ del 2011”. Lo dice Anna Giacobbe, deputata del Pd componente della commissione Lavoro.

“I sindacati dei pensionati questa mattina hanno manifestato unitariamente, con un presidio organizzato da SPI FNP e UILP presso il Pantheon, per chiedere attenzione per la condizione degli anziani - prosegue Giacobbe -. Ma i pensionati hanno un credito nei confronti del Governo e del Parlamento. Sono troppe le pensioni che, nonostante siano frutto di tanti contributi versati, sono vicine alla soglia di povertà relativa, soprattutto per le donne. I pensionati italiani pagano più tasse rispetto alla media dei loro ‘colleghi’ degli altri Paesi europei; le pensioni non hanno altro strumento che la perequazione automatica per essere difese dalla perdita di potere d’acquisto, e questo strumento deve tornare ad essere efficace ed equo. Giovedì prossimo i sindacati dei pensionati di Cgil-Cisl-Uil incontreranno il Governo per proseguire il confronto avviato nelle scorse settimane. Sono organizzazioni che rappresentano davvero milioni di anziani, rappresentanza certificata. E’ un’occasione da non sprecare per rendere giustizia a persone che lo meritano e per riannodare i fili di un rapporto tra persone, gruppi sociali e politica che, anche per queste generazioni, si è allentato. Insieme a questo, è tempo che si apra davvero il confronto in Parlamento e con le organizzazioni sociali sulle modifiche alle legge Fornero”.

 

01/07/2015 - 14:59

“L’approvazione in Aula del decreto pensioni è un buon risultato dell’azione del governo e del lavoro parlamentare”. lo ha dichiarato la deputata Pd Anna Giacobbe, commissione Lavoro, che spiega: “Il provvedimento, che la Camera ha contribuito a migliorare, definisce un nuovo meccanismo per il parziale recupero della perdita di potere d’acquisto, negli anni 2012 e 2013, delle pensioni che avevano importo superiore a 1443 euro lordi (le pensioni più basse avevano avuto già allora la rivalutazione al 100%). Le risorse sono limitate, per la necessità di conciliare il riconoscimento di un diritto dei pensionati con le esigenze che derivano dai vincoli di finanza pubblica".

“Per questo – prosegue Giacobbe – abbiamo scelto di indirizzare quelle risorse soprattutto ai pensionati con meno di 2000 euro lordi circa, e a scalare per le fasce di reddito pensionistico superiori. Sarà necessario destinare risorse anche ad altri obiettivi di revisione del sistema previdenziale, alcune cose, pur limitate, si fanno con questo provvedimento. In particolare, il provvedimento contiene un’importante correzione del meccanismo di rivalutazione dei contributi per il calcolo delle pensioni, per non scaricare le difficoltà della fase di crisi che abbiamo attraversato sulle generazioni dei lavoratori più giovani e sul loro futuro previdenziale".

"Inoltre, un miliardo e 335 milioni di euro, che sono stati incrementati in misura significativa nel corso dell’iter parlamentare, vengono destinati al rifinanziamento di vari strumenti degli ammortizzatori sociali, in una fase – conclude - ancora difficile per il lavoro e di transizione verso un sistema nuovo di tutele previsto dalla delega lavoro”.

12/06/2015 - 16:20

Gli assegni più alti pagano già contributo di solidarietà che abbiamo previsto nella L. di stabilità

“Il lavoro che stiamo facendo sul decreto pensioni mira a dare maggiori certezze ai giovani e ai lavoratori in difficoltà: la massa di contributi versati, sulla quale verrà calcolata la pensione con il sistema contributivo, non deve subire svalutazioni per gli andamenti negativi dell’economia, né futuri ‘recuperi’ che ne riducano il valore; abbiamo anche chiesto di incrementare in modo sostanziale il finanziamento dei contratti di solidarietà, per dare certezze a organizzazioni sindacali e imprese che ricorrono a questo strumento per affrontare le situazioni di crisi senza disperdere il patrimonio professionale ed umano dei lavoratori”. Lo dice Anna Giacobbe, deputata del Pd e componente della commissione Lavoro.

“Nel contempo - prosegue Giacobbe - ci proponiamo si fare sì che gli aumenti delle pensioni che derivano dal nuovo meccanismo di indicizzazione per il 2012-2013, dopo la sentenza della Corte costituzionale, possano continuare ad avere effetto anche per il futuro, inserendoli nella base di calcolo delle successive perequazioni. Ci auguriamo che con l’incontro di lunedì prossimo tra Governo e sindacati dei pensionati riparta un confronto vero, utile anche a costruire per l’avvenire un meccanismo di rivalutazione delle pensioni più efficace e misure per sostenere quelle pensioni basse che pure sono frutto di anni di lavoro e di contributi versati. In ogni caso, dal 1 agosto i pensionati che più hanno patito il blocco dell’adeguamento delle pensioni al costo della vita, quelli con pensioni lorde tra 1500 e 2000 euro lordi circa (chi ha pensioni inferiori ha già avuto in questi anni la perequazione al 100%) riceveranno gli arretrati: oltre 900 euro lordi, circa 700 netti, per una pensione di 1700 euro, sempre lordi; cifre che si riducono al crescere del valore delle pensioni. Certamente, sono più penalizzate le pensioni più alte ed anche i vitalizi che, finalmente, fanno ‘cumulo’ con le pensioni per il calcolo della rivalutazione delle pensioni stesse. Un intervento limitato, dunque, ma nella direzione giusta; soprattutto un intervento possibile, e non una boutade propagandistica senza effetti concreti. Le pensioni più alte, nel frattempo stanno già pagando il contributo di solidarietà che noi, non certo il M5S, abbiamo voluto e votato nella legge di stabilità per il 2014. Continua, nel frattempo, il nostro impegno anche per modificare la ‘legge Fornero’ e consentire alle persone di poter scegliere di andare in pensione in condizioni dignitose, superando anche le tante ingiustizie presenti in quel sistema”.

 

25/05/2015 - 19:03

“La situazione dei lavoratori genovesi esposti all’amianto, ai quali erano state revocate le certificazioni, deve essere risolta definitivamente”. Lo dichiarano in una nota Cesare Damiano e Anna Giacobbe, Presidente e deputata della Commissione Lavoro alla Camera.

“Dopo l’ennesima iniziativa di mobilitazione di oggi – proseguono Damiano e Giacobbe - abbiamo chiesto ed ottenuto un incontro al Ministero del Lavoro con le organizzazioni sindacali e le istituzioni regionali insieme ai rappresentanti di INPS e di INAIL per il prossimo 9 giugno. Ci sono le condizioni per dare una soluzione definiva a tutti coloro che hanno diritto alla pensione e, finalmente, ad un po’ di tranquillità”.

“In preparazione dell’incontro l’INPS ha il tempo di istruire una ipotesi di soluzione dal momento che il Parlamento ha approvato le norme per rendere giustizia a lavoratori e pensionati genovesi coinvolti in questa vicenda. Ora vanno solo applicate” concludono i deputati PD.

 

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