01/07/2015 - 15:25

“Il decreto in materia di pensioni va nella giusta direzione anche se non prevede tutti gli interventi che avremmo voluto. Per questo il Pd vota favorevolmente invitando tutti a collaborare per risolvere i problemi della manovra Salva Italia che sono aperti e che hanno bisogno di correzioni”. Lo ha detto Maria Luisa Gnecchi, capogruppo Pd in commissione Lavoro durante la dichiarazione di voto sul decreto pensioni approvato stamani dall’Aula di Montecitorio.

“La legge Fornero – ha proseguito Gnecchi – è stata una manovra per salvare l’Italia dalla bancarotta e non una riforma delle pensioni. Abbiamo previsto sei salvaguardie per gli esodati e possiamo dire ai colleghi delle opposizioni, che ci accusano di aver votato quella manovra, che abbiamo la coscienza a posto per le correzioni fatte fin da subito alla legge Fornero; dobbiamo andare avanti pensando anche alle pensioni dei giovani. Già nel decreto è previsto che la rivalutazione del montante contributivo, quindi dei propri contributi versati nell'arco di tutta la vita lavorativa, debba sempre essere positivo, almeno l'1% indipendentemente dall'eventuale pil negativo. Dobbiamo tutti insieme Camera, Senato e Governo correggere le attuali distorsioni del sistema che, senza nessun intervento, permetterebbe a quasi tutte le donne di andare in pensione solo a 70 anni, perchè la manovra prevede che per andare prima si debba avere un calcolo di pensione superiore a 600 euro mensili. La sentenza della Consulta che ha reso necessario questo decreto deve essere letta tutta e non presa a pezzi; in essa c’è un invito chiaro a tenere presente i più poveri. Invece durante la discussione del decreto sono stati presentati emendamenti per restituire la indicizzazione anche alle pensioni più alte, alle famigerate pensioni d'oro”.  

13/05/2015 - 17:35

 “La DIS COLL, cioè l'indennità per i collaboratori coordinati e continuativi e a progetto, volta ad allargare il sostegno al reddito a categorie finora escluse, non viene percepita anche dagli altri parasubordinati (non collaboratori coordinati e continuativi o a progetto) iscritti alla gestione separata INPS. Il tema secondo noi va affrontato. Assegnisti di ricerca, dottorandi e titolari di borse di ricerca e tutti coloro che sono iscritti alla gestione separata dell’Inps hanno diritto al sostegno al reddito. In questo momento storico la questione non è eludibile: oggi il ministri Poletti ha detto in Aula durante il question time che occorre una legge, noi siamo pronti a discuterla in parlamento”.

Così la capogruppo del Pd nella commissione Lavoro, Maria Luisa Gnecchi, durante il question time di oggi a Montecitorio.

 

07/05/2015 - 14:00

“La recente sentenza della Consulta sul blocco della indicizzazione delle pensioni introdotto dal governo Monti, deve servire da lezione. Agire sul sistema previdenziale richiede la massima attenzione per non creare ai cittadini e ai governi successivi danni più gravosi dei benefici attesi”. Lo dice Marialuisa Gnecchi, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera.

“La sentenza della Corte - prosegue Gnecchi - pone molti spunti di riflessione: i giudici della Consulta ricordano che fu riconosciuto legittimo il blocco dell'indicizzazione per le pensioni superiori a 8 volte il trattamento minimo, quindi superiori a 3500 euro, introdotto dal governo Prodi sottolineando ‘la ratio redistributiva del sacrificio imposto, a conferma di un principio solidaristico’ in quanto le risorse erano destinate all'interno del sistema previdenziale. Sempre il governo di centrosinistra aveva previsto anche la quattordicesima per le pensioni basse. Personalmente ritengo che la parte più incostituzionale della manovra del 2011, oltre al problema degli esodati che stiamo faticosamente affrontando salvaguardia dopo salvaguardia, sia stato l'innalzamento dell'età della pensione di vecchiaia delle donne senza prevedere nessuna gradualità; tra una donna nata il 31 dicembre del 1951 e una nata il primo gennaio 1952 ci sono più di 4 anni di differenza per accedere alla pensione. Differenza simile anche tra le nate con pochi mesi di differenza all'interno del 1952. Dobbiamo assolutamente correggere queste inique storture del Salva Italia che hanno colpito particolarmente pensionati, pensionandi e soprattutto le donne”.

 

15/04/2015 - 17:50

“Siamo contenti che i lavoratori agricoli siano stati inseriti nelle clausole di salvaguardia, come ha annunciato oggi il ministro Poletti alla Camera; è un buon risultato ma noi insistiamo: la questione degli  esodati ha bisogno di una soluzione strutturale”.

Lo ha detto la democratica Maria Luisa Gnecchi, capogruppo in commissione Lavoro durante il question time di oggi a Montecitorio.

Gnecchi ricorda anche che: “Occorre concludere rapidamente il monitoraggio avviato dal Governo insieme all’Inps per  quanto riguarda l’Opzione Donna, cioè la possibilità per le donne di andare in pensione con calcolo contributivo a 57 anni di età e 35 di contributi: soprattutto, occorre finire prima che intervenga la giustizia amministrativa. Abbiamo invitato il ministro Poletti in commissione Lavoro per discutere ed approfondire tutte le situazioni rimaste irrisolte dopo la legge Fornero, così da trovare opportune soluzioni in tempi certi, e per ragionare sulle modifiche strutturali al sistema pensionistico così da garantire il naturale turn over e permettere l’ingresso ai giovani nel mondo del lavoro”, conclude Gnecchi.

 

14/04/2015 - 16:27

“Il presidente dell’Inps Tito Boeri venga in Parlamento a spiegare quali sono le sue intenzioni”. Lo chiedono le deputate PD Donata Lenzi, capogruppo Affari Sociali, e Maria Luisa Gnecchi, capogruppo commissione Lavoro che spiegano: “ Sono giorni che Boeri fa dichiarazioni in Tv e sui giornali su eventuali modifiche che vorrebbe apportare al nostro sistema pensionistico. Sarebbe opportuno che invece di parlare attraverso i media venisse in Parlamento a dirci che cosa intende fare”.

“Ci lascia piuttosto perplesse – concludono  le deputate Pd - la strada di comunicazione intrapresa dal presidente che mette le istituzioni nella inappropriata condizione di leggere i giornali per conoscere le modifiche che propone ”.

 

09/01/2015 - 16:14

“L’impegno del governo per valutare la possibilità di diversificare il criterio di adeguamento dell'aspettativa di vita in base alle specifiche caratteristiche dell'attività lavorativa è molto positivo. Ci auguriamo che nei prossimi mesi questo impegno venga onorato”. Lo ha detto Maria Luisa Gnecchi, capogruppo Pd in commissione Lavoro commentando la risposta del sottosegretario al ministero del Lavoro Massimo Cassano ad una sua interrogazione in commissione sull'adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi della speranza della vita.

“È necessario - prosegue Gnecchi - dare corso agli approfondimenti necessari per individuare un criterio di adeguamento dell'aspettativa di vita che tenga conto anche delle mansioni svolte, delle qualifiche, della durata dell'attività lavorativa. È dimostrato che l’aspettativa di vita cambia in base a molteplici fattori come istruzione, qualità della vita e mansioni svolte. Ci auguriamo che questi approfondimenti avvengano in tempi rapidi”.

 

11/11/2014 - 20:11

Strano che diventi notizia oggi una cosa che ripeto dal Salva Italia, quindi dal dicembre del 2011. Che la "Fornero" sia una brutta legge non è proprio una novità. Soprattutto è una somma di ingiustizie e iniquità e quella denunciata oggi da Stella sul Corriere è una delle tante. Purtroppo non è per un errore del burocratese che c'è chi va in pensione con più dell'100% dell'ultimo stipendio. E non si tratta di categorie deboli: sono super pensioni di docenti universitari, medici, magistrati. Insomma pensioni di chi già guadagnava tanto.

In effetti la bozza della prima stesura della legge conteneva un comma in cui si affermava che "per chi ha maturato la pensione massima con il sistema retributivo, non è possibile nessun beneficio dall'applicazione del sistema contributivo", comma sparito però nella versione definitiva.

E' una stortura e un’ingiustizia sociale che come Pd abbiamo cercato di superare da subito: ho personalmente sottoscritto varie proposte di legge per la revisione del sistema pensionistico ed una in particolare prevede esplicitamente la correzione di questa stortura. I calcoli fatti dall'Inps sono diversi da quelli individuati da Stella. Sarei contenta se lui avesse ragione perché potrebbero essere risorse da utilizzare per alcuni miglioramenti indispensabili. Approvarla al più presto sarebbe un risparmio per le casse dell'Inps, ma anche un gesto di responsabilità e riparazione di una legge che già tanti danni ha fatto al paese e alle sue fasce più deboli.

Lo ha dichiarato l’on. Luisa Gnecchi, della Commissione Lavoro.

 

30/10/2014 - 20:16

“Vogliamo assolutamente raggiungere l’obiettivo di restituire alle donne il diritto alla pensione che è stato loro negato e quindi cancellare quella che ha tutto l’aspetto di una discriminazione di genere”.  Lo ha dichiarato Maria Luisa Gnecchi, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera, durante la conferenza stampa di questo pomeriggio a Montecitorio sui problemi legati alla cosiddetta Opzione donna, ovvero sull’effetto di una circolare dell’Inps che, accorciando i termini temporali del periodo sperimentale di maturazione dei requisiti, nega a circa 6000 lavoratrici il diritto di scegliere se andare in pensione, con trattamento contributivo, con 57 anni di età e 35 anni di anzianità, sancito dalla legge Maroni del 2004.

“Una circolare dell’Inps del 2012 impedisce alle donne di utilizzare un diritto attribuito loro dal legislatore. E questo è per noi inaccettabile, dal momento che non solo la legge Maroni, ma anche la riforma Fornero avevano inserito questa possibilità tra le salvaguardie. Per sanare questa ferita abbiamo fatto interrogazioni parlamentari e anche approvato una risoluzione per far correggere la circolare dell’Inps ma la Ragioneria dello Stato ci chiede una copertura, che noi non riconosciamo perché doveva essere già prevista dalla legge Maroni”.

“Non è importante come l’obiettivo verrà raggiunto, se sarà il Parlamento a porre rimedio agli effetti della circolare Inps, oppure le azioni legali promosse dai comitati di Opzione donna.  Quel che conta è che le donne si vedano restituito il loro diritto di scegliere. Da parte nostra, noi continueremo a fare tutto quello che è possibile per cancellare una inaccettabile discriminazione di genere”, conclude Gnecchi.

 

29/10/2014 - 16:31

Domani, giovedì 30 ottobre alle 15,30, presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, si terrà una conferenza stampa sui problemi legati alla cosiddetta Opzione donna. L’effetto combinato della riforma Fornero e di una circolare dell’Inps ha fatto sì che il periodo sperimentale in cui è possibile per le donne di andare in pensione con 57 anni di età e 35 anni di anzianità, a condizione che le stesse optino per il sistema contributivo e cioè per un assegno di pensione inferiore, sia stato accorciato, escludendo tutte le donne che hanno maturato i requisiti per la pensione nel 2015.

Interverranno il presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano e la capogruppo Pd della stessa Commissione Marialuisa Gnecchi.

 

28/10/2014 - 19:30

Giovedì 30 ottobre alle 15,30, presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, si terrà una conferenza stampa sui problemi legati alla cosiddetta Opzione donna. L’effetto combinato della riforma Fornero e di una circolare dell’Inps ha fatto sì che il periodo sperimentale in cui è possibile per le donne di andare in pensione con 57 anni di età e 35 anni di anzianità, a condizione che le stesse optino per il sistema contributivo e cioè per un assegno di pensione inferiore, sia stato accorciato, escludendo tutte le donne che hanno maturato i requisiti per la pensione nel 2015.

Interverranno il presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano e la capogruppo Pd della stessa Commissione Marialuisa Gnecchi.

 

01/10/2014 - 17:51

“Siamo molto contenti che, dopo il via libera della Camera il 3 luglio, anche al Senato sia passata, e in modo unanime, la sesta salvaguardia. Si tratta di un segnale positivo per altre 32mila persone, che vengono salvaguardate”. Lo dichiara Luisa Gnecchi, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera.

“Si tratta di un risultato – spiega Gnecchi – particolarmente significativo dal momento che a essere salvaguardate sarà una delle categorie più in difficoltà, ovvero le persone licenziate senza nessun accordo di esodo e ammortizzatore sociale”.

“Altrettanto importante è lo spostamento della salvaguardia per la decorrenza del termine pensionistico dal 6 gennaio 2015 al 6 gennaio 2016. Si tratta di un anno in più per tutti, e quindi di una novità di notevole importanza”, conclude la capogruppo Pd.

 

17/09/2014 - 18:17

Gnecchi, “Noi chiediamo che nella Legge di Stabilità si torni a norme giuste”

Maria Luisa Gnecchi, capogruppo del Pd nella commissione Lavoro, si dice “soddisfatta per l’impegno del ministro Poletti ad approfondire la questione delle pensioni anticipate in sede di prossima Legge di Stabilità, proprio come noi lo abbiamo sollecitato a fare oggi con la nostra interrogazione discussa durante il question time”. “Nello specifico la nostra richiesta – spiega Gnecchi - è di eliminare le penalizzazioni per chi vada in pensione di anzianità prima dei 62 anni. Era già stato approvato un emendamento in tal senso nel Decreto sulla Pubblica Amministrazione ma nel passaggio tra Camera e Senato la Ragioneria di Stato ha quintuplicato le coperture necessarie e, quindi, il Senato lo ha stralciato. La richiesta del Pd al ministro Poletti è dunque di verificare le necessarie coperture e di intervenire nella Legge Stabilità perché non è accettabile che i periodi di astensione obbligatoria per maternità, quelli per l'assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e di cassa integrazione guadagni ordinaria, disoccupazione e scioperi non siano considerati prestazione effettiva di lavoro - visto che esiste una regolare contribuzione. Per questo il Pd chiede che si torni a giustizia”, conclude Maria Luisa Gnecchi.

 

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