16/07/2019 - 15:11

“Il ministro Di Maio lancia oggi un altro dei suoi proclami trionfali sul lavoro, ma i numeri traballano e vorremmo proprio sapere come costruisce le sue tabelle. Di Maio ci dice che il “Decreto dignità” funziona, contrariamente a quanto pensavano i sindacati, e che i contratti a tempo indeterminato nel periodo da agosto 2018 ad aprile 2019 sono ben 328 mila. I conti non tornano e per diverse ragioni.
Il decreto dignità è entrato in vigore a novembre 2018, quindi perché fare i conti da agosto, ministro? Rifacciamoli insieme i conti e prendiamo pure come riferimento il periodo che inspiegabilmente indica lei: agosto 2018>aprile 2019: i contratti a tempo indeterminato in più sono 91 mila e non 328 mila! Il ministro dovrebbe anche dirci che nel periodo novembre 2018>aprile 2019 i contratti a tempo determinato si sono ridotti di 9 mila unità a fronte dell’aumento di ben 17 mila partite Iva.

Non le viene il dubbio, ministro, che ai lavoratori non vengano più fatti contratti a termine e che in realtà stia aumentando il lavoro autonomo e che le stabilizzazioni con l’entrata in vigore del dl dignità siano state ben poche rispetto a quelle auspicate?”.

Lo scrive su facebook la deputata del Pd Debora Serracchiani, capogruppo in commissione Lavoro di Montecitorio.

15/07/2019 - 11:49

“Salvini convoca le parti sociali al Viminale (che non è propriamente una sede di partito) e illustra programmi di governo. Siri spiega la flat tax. E i 5 Stelle reagiscono così "La presenza di Siri all'incontro con i sindacati? Dimostra che è un incontro politico, non di governo". Ormai la doppia morale grillina non ha più confini e non sanno più cosa inventarsi per rimanere attaccati alle poltrone”.

Lo dichiara la deputata democratica Debora Serracchiani, capogruppo in commissione Lavoro.

11/07/2019 - 10:56

Di Maio ci dica se ha un'idea su cosa fare

"Non siamo soddisfatti della risposta del governo, anche perché l'interrogazione aveva due richieste puntuali e cioè da una parte quali sono le azioni che il governo intende mettere in campo qualora ci fosse la chiusura dell'altoforno 2, ma ancora una volta non c'è una riposta circa la salvaguardia della tutela occupazionale e circa le azioni che si vogliono mettere in campo; dall'altra siamo di fronte all'ennesima balla da parte del ministro Di Maio circa una vicenda complessa come questa dell'Ilva di Taranto, perché per l'ennesima volta ha raccontato una cosa non vera e cioè ha detto che l'immunità non era determinante e importante ai fini del contratto; quel contratto lo ha sottoscritto lui nel settembre 2018, e mi auguro che lo abbia letto prima di sottoscriverlo, perché dice che il venir meno dell'immunità costituisce clausola risolutiva espressa del contratto stesso. Qui si sta giocando con la vita delle persone. Quel sito ha la possibilità di essere bonificato con un piano ambientale serio che garantisca tutele sia in termini di salute che ambientali che di lavoro. Ancora una volta non abbiamo avuto una risposta, perché la risposta di oggi è la stessa di qualche mese fa e probabilmente sarà la stessa fra qualche giorno o qualche settimana perché ancora non avete chiaro cosa intendete fare, ma vi ricordo che i dipendenti di quell'azienda e le loro famiglie hanno bisogno di una risposta concreta. Prendete una decisione che sia una, ma almeno non prendete in giro le persone. La vicenda è complessa ma quello che emerge è che se avete difficoltà a gestire le cose semplici, non siete certo in grado di gestire le cose complesse".

Lo ha detto questa mattina in commissione Lavoro della Camera la capogruppo Pd, Debora Serracchiani, replicando al governo che aveva risposto ad una interrogazione a risposta immediata illustrata dal deputato Pd Marco Lacarra che aveva chiesto "se il governo fosse a conoscenza della cassa integrazione a cui vanno incontro 1400 operai e se poteva illustrare le motivazioni della chiusura dell'altoforno 2". Il deputato Lacarra nell'introduzione all'interrogazione ha espresso "immenso dolore e vicinanza alla famiglia dell'ennesimo operaio morto ieri a Taranto mentre era alla guida di una gru all'interno dello stabilimento ex Ilva di Taranto. Ancora una volta è stato pagato con la vita il prezzo di una situazione che ormai si trascina da anni di insicurezza per i lavoratori".

10/07/2019 - 19:32

“Se qualcuno poteva avere dubbi sulla fondatezza delle nostre perplessità sulla nomina di Tridico al vertice dell’Inps, oggi li può di certo superare. Temevamo che con questa presidenza l’autonomia dell’ente fosse a rischio, ma a questo punto siamo oltre ogni ragionevole timore. Le affermazioni di oggi di Tridico sembrano quelle di uno zelante portavoce del governo. Tutto il contrario di ciò che dovrebbe essere l’Inps: un ente autonomo e distante da qualsiasi sirena politica”.

Lo dichiara la capogruppo democratica in commissione Lavoro alla Camera, Debora Serracchiani.

10/07/2019 - 14:14

“Chiediamo al ministro del Lavoro e Politiche sociali, alla luce delle ultime affermazioni rilasciate, delle conseguenze delle decisioni della Procura, quali rischiano di essere le conseguenze occupazionali per i lavoratori Arcelor Mittal su tutto il territorio nazionale a partire da Taranto”. Lo chiedono i deputati Pd, Serracchiani,  Carla Cantone, Chiara Gribaudo, Marco Lacarra, Stefano Lepri, Romina Mura, Antonio Viscomi, Alessandro Zan, in una interrogazione a risposta immediata al ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, che si svolgerà domattina alle ore 9 in commissione Lavoro di Montecitorio.

04/07/2019 - 18:37

“Quando Di Maio si vanta di 3500 assunti oggi all’Inps, omette di dire che questo è un risultato ottenuto dal precedente presidente Boeri con il Pd al governo”. Lo dichiarano Debora Serracchiani, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera, e Carla Cantone, componente Pd della stessa commissione, a proposito delle parole del ministro del Lavoro Luigi Di Maio sulle future assunzioni all’Inps

“Circa le altre 1250 assunzioni – continua - su cui come al solito Di Maio si lancia in annunci e proclami, il necessario concorso non è stato ancorano bandito. Per cui non si sa bene come faccia il ministro a sapere che sarà a novembre. L’ultima castroneria è quella che riguarda il legame tra le assunzioni e Quota 100. Possibile che Di Maio non sappia che Quota 100 non è entrata ancora in vigore per il settore pubblico e che quindi la sua spiegazione è qualcosa che non esiste?”.

“La smetta, insomma, non solo di dedicarsi alla propaganda costruita sulle menzogne e, se ci riesce, faccia il suo lavoro con la serietà e il rispetto per i dipendenti pubblici che il ruolo di ministro del Lavoro richiede”, concludono.

02/07/2019 - 13:48

“Oggi il vice premier Luigi Di Maio, intervistato da ‘Repubblica’, rivendica il taglio di 600 milioni di euro sui contributi Inail. Il ministro del Lavoro, per intenderci, esulta per una misura che contribuisce a mettere a repentaglio la salute e la sicurezza dei lavoratori. Ma ciò che più indigna è che queste scelte del governo avvengono, come ha dimostrato tabelle alla mano lo stesso presidente dell’Inail nella relazione presentata la scorsa settimana, proprio mentre i numeri degli incidenti e degli infortuni sul lavoro continuano a segnalare la persistenza di fenomeni gravi e allarmanti. Luigi Di Maio, dunque, anziché essere euforico per il taglio sui contributi Inail e per aver scelto di far cassa sulla pelle di chi tutte le mattine si alza per andare a lavorare, dovrebbe muoversi nella direzione esattamente opposta. Quella della tutela della salute di chi lavora, e contro gli infortuni e le malattie professionali”.

Così Debora Serracchiani, capogruppo Dem in commissione Lavoro alla Camera.

26/06/2019 - 13:48

Serracchiani: Di Maio ci ripensi, mai abbassare la guardia

“La Relazione del presidente dell’Inail dovrebbe far riflettere il governo sulle scelte messe in campo finora che, come denunciato questa mattina, stanno mettendo a repentaglio la salute e la sicurezza dei lavoratori”.

Così la capogruppo democratica nella commissione lavoro della camera, Debora Serracchiani commenta i dati contenuti nella Relazione annuale dell’Inail in cui viene esplicitamente criticata la scelta del governo tagliare i fondi per i progetti di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza per finanziare la riforma delle tariffe dei premi Inail contro gli infortuni e le malattie professionali.

“Siamo al paradosso – sottolinea Serracchiani - mentre i numeri degli incidenti e degli infortuni sul lavoro mostrano una situazione ancora molto grave, il governo decide in totale autonomia, senza consultare neanche l’Inail, di finanziare la riduzione del costo del lavoro sottraendo fondi alla sicurezza. Auspichiamo un rapido ripensamento da parte di Di Maio: lo Stato non abbassi la guardia e non faccia cassa sulla pelle dei lavoratori”.

25/06/2019 - 15:03

“Chiediamo al ministro se sia a conoscenza della situazione della nota azienda bolognese di intimo La Perla e se ritenga necessario intervenire urgentemente per attivare un tavolo di concertazione con la Proprietà, le Istituzioni locali e le Organizzazioni sindacali per trovare una soluzione”. Lo chiedono i deputati del Pd Benamati, De Maria, Cantone, Critelli, Rizzo Nervo, Serracchiani, in una interrogazione a risposta scritta al ministro dello Sviluppo economico.

“Lo scorso 18 giugno - spiegano i deputati - la società anglo-olandese Tennor (ex Sapinda) ha comprato La Perla annunciando un piano industriale che prevede dei tagli di 100-120 lavoratori per lo più concentrati sulla sede di Bologna; secondo le OO.SS, che hanno proclamato lo stato di agitazione e un pacchetto di 16 ore di sciopero, la riorganizzazione e i relativi tagli di personale metterebbe a rischio la continuità produttiva di Bologna”.

“Chiediamo dunque al ministro di intervenire affinché la nuova proprietà, senza impoverire il bagaglio professionale che ha reso La Perla un marchio riconosciuto a livello internazionale, garantisca una certa tenuta occupazionale e ne consenta allo stesso tempo il rilancio”, concludono i deputati dem.

19/06/2019 - 16:12

“Garantire ai lavoratori di Mercatone Uno che l’importo della Cassa integrazione sia calcolato sulla base dei contratti in essere prima che intervenisse la Shernon holding e quindi dignitoso, e non su quelli part-time introdotti dalla stessa Sharnon come condizione per un rilancio che poi non c’è stato perché si tratterebbe di una cifra da fame”. Lo dichiarano Alessandro Zan, deputato del Partito democratico, e Debora Serracchiani, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera, a proposito del tavolo di crisi su Mercatone Uno in corso oggi presso il Mise.

“Quando la Shernon holding – ricordano - ha acquisito Mercatone Uno ha presentato un piano industriale ponendo, come condizione finanziaria per sua attuazione, che i lavoratori accettassero il passaggio al part-time. L’accordo raggiunto tra lavoratori e la holding prevedeva una riduzione di ore in cambio della certezza di un futuro. Ma poi il tribunale di Bologna ha decretato il fallimento della Shernon e i 1853 dipendenti di Mercatone Uno hanno dovuto subire l’enorme danno di essere lasciati a casa da un giorno all’altro con un sms dopo un patto. Ora quel patto rischia di diventare non solo il tradimento dell’impegno assunto dalla holding ma, addirittura, la causa di un nuovo, intollerabile danno economico, dal momento che ora il governo intende concedere una Cig dall’importo irrisorio perché calcolato sulla base dei contratti part-time e non di quelli full time precedenti”.

“Chiediamo per questo al ministro Di Maio e al suo ministero di tenere conto del fatto che i contratti part-time furono accettati solo in quanto garanzia di un futuro poi negato e di calcolare quindi la Cig sulla base dei contratti del 2018. Se non lo facesse, si renderebbe complice della doppia, insopportabile beffa subita dai lavoratori di Mercatone Uno”, concludono.

19/06/2019 - 11:21

“Il question time di oggi sulla vicenda Whirlpool non si svolgerà. E’ stato annullato. Non avremo dunque la possibilità di chiedere a Luigi Di Maio il perché non abbia dato immediata e trasparente comunicazione ai lavoratori e alle loro rappresentanze sindacali delle intenzioni di Whirlpool di chiudere l’impianto di Napoli. Una decisione, avvenuta per un puro calcolo elettorale, che oggi mette ancor di più a repentaglio il futuro lavorativo e occupazionale di quel sito industriale. La cancellazione del question time non diminuisce però la nostra esigenza di giungere a una verità dei fatti. Lo chiedono i lavoratori, preoccupati dal rischio di perdere il posto di lavoro, e i cittadini, che non possono tollerare la presenza al governo di chi mette al centro non l’interesse dell’Italia, ma la propria poltrona. La nostra interrogazione, quindi, rimane valida e depositata e su questa il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico sarà chiamato a risponderci”.

Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.

17/06/2019 - 11:45

“Sulla vicenda Whirlpool, e più precisamente sulla notizia della conoscenza già ad aprile da parte del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, della volontà dell’azienda di chiudere lo stabilimento di Napoli, il Partito democratico ha presentato immediatamente alla Camera un question time in commissione Lavoro e una risoluzione sempre in commissione per poter audire tutti i protagonisti della vicenda, da Invitalia ai sindacati all’azienda. Non solo, sulla base di quanto è emerso nel question time e dai documenti pubblicati on line dal sito statunitense ‘Politico.eu’, che inchiodano Luigi Di Maio dinnanzi alle sue irresponsabilità, il vicepremier M5s sarà ora chiamato a riferire in Aula su un’ulteriore interrogazione sempre del Pd, in cui dovrà spiegare il perché non abbia dato immediata e trasparente comunicazione ai lavoratori e alle loro rappresentanze sindacali, delle intenzioni di Whirlpool, mettendo così a repentaglio il futuro lavorativo e occupazionale dell’impianto di Napoli”.

Così Debora Serracchiani, capogruppo Dem in commissione Lavoro, e Chiara Gribaudo, vice capogruppo Pd alla Camera.

14/06/2019 - 11:12

“L’anno bellissimo di cui vagheggiava il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sta facendo i conti, di giorno in giorno, con i duri numeri della realtà. I dati diffusi dall’Istat sull’industria, i numerini che non piacciono ai Salvini e Di Maio, suonano l’ennesimo campanello d’allarme, con un -1% del fatturato e un ancora più grave per le prospettive future -2,4% degli ordini registrato ad aprile. Un trend negativo che diventa drammatico nel comparto dell’auto, dove, sempre ad aprile, si registra -8,6% sul fatturato e -11,6% negli ordini. Si tratta di indicatori, questi ultimi, che dovrebbero condurre a un’immediata convocazione di un tavolo specifico sull’automotive da parte del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico. Se il governo, che sta dimostrando di viaggiare di notte a fari spenti, non vuole ascoltare i suggerimenti del Partito democratico, ascolti almeno le migliaia e migliaia di metalmeccanici che stanno scioperando oggi in tutta Italia proprio per mettere al centro dell’agenda dell’esecutivo il tema del lavoro”.

Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.

13/06/2019 - 12:24

“Basta con le lezioncine sulla dignità dei lavoratori, perché la dignità dei lavoratori si garantisce soltanto con il lavoro. Questo governo, viceversa, sta prendendo in giro i lavoratori della Whirlpool, e non solo loro”.

Così Debora Serracchiani, capogruppo del Pd in commissione Lavoro, rivolgendosi al sottosegretario Claudio Durigon nel corso del question time alla Camera sulla situazione della crisi dello stabilimento campano.

Ritenendosi “molto delusa e insoddisfatta” della risposta del rappresentante del governo, Serracchiani ha aggiunto: “Non raccontiamo più balle ai lavoratori, perché voi continuate a prenderli in giro e state facendo ancora campagna elettorale sulla loro pelle. I lavoratori della Whirlpool devono essere consapevoli che i tavoli di crisi aziendale non si gestiscono come avete fatto voi, mostrando da una parte la faccia cattiva e dall’altra fregandosene su cosa stava succedendo agli stabilimenti. Quando si firmano degli accordi bisogna poi seguirli giorno per giorno. Bisogna vedere continuamente cosa succede e non ricordarsene soltanto dopo qualche mese perché la campagna elettorale è finita e serve fare un po’ di scena, come avete fatto in tutti questi giorni. Oggi - ha concluso Serracchiani - voi non ci avete neppure detto cosa intendete fare in termini occupazionali. Mentre la nostra richiesta è molto chiara: cosa intendete fare di concreto che permetta a questi lavoratori di continuare a lavorare? E’ finito il tempo delle favole, noi siamo fortemente preoccupati, perché non avete ancora una minima soluzione al problema. Ci chiedete di fare squadra? Noi del Pd siamo molto seri su questo: se sarete trasparenti e se direte le cose esattamente come stanno, noi ci siamo. Viceversa, se continuerete a prendere in giro i lavoratori, noi a quel tavolo non intendiamo nemmeno sederci”.

13/06/2019 - 10:07

“Luigi di Maio ha mentito ai lavoratori e ai cittadini sulla vicenda Whirpool. È stato costretto ad ammettere che sapeva della crisi dello stabilimento di Napoli, ben prima dell’annuncio fatto il 31 maggio dall’azienda. Lo ha fatto, come al suo solito, in tv. E senza alcun pudore ha mandato contemporaneamente il sottosegretario Durigon in commissione a dire l’esatto contrario!”.

Lo dichiara la deputata democratica Debora Serracchiani, capogruppo in commissione Lavoro.

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