17/04/2019 - 16:29

“Siamo molto preoccupati perché il governo M5s-Lega non ha saputo dare alcuna risposta alla nostra interrogazione sul mancato perfezionamento della convenzione sottoscritta da Inps, Ispettorato nazionale del lavoro, Confindustria e Cgil, Cisl, Uil, finalizzata alla certificazione della rappresentanza delle organizzazioni sindacali per la contrattazione collettiva nazionale di categoria. La firma della convenzione, scaduta ormai dal 16 marzo scorso, era stata prevista con appuntamento, data e ora, dal ministro del Lavoro. Poi però la sottoscrizione dell’atto formale è sparita dai radar del governo. La convenzione, peraltro già definita dalle parti sociali, serve per certificare la rappresentanza sindacale ed è un tassello fondamentale su un tema di grande attualità. Quale profonda riflessione deve ancora compiere il governo dopo oltre dieci mesi dal suo insediamento? Perché non è stata ancora firmata questa convenzione? Sono domande che restano ancora una volta senza risposta, anche dopo le parole di oggi del sottosegretario Durigon. Come su molti, troppi, altri temi, l’esecutivo giallo-verde naviga a vista, e a rimetterci è l’intero mondo del lavoro e il Paese”.

Così Debora Serracchiani, dopo la risposta del sottosegretario Durigon all’interrogazione firmata, oltre che dalla capogruppo Pd in commissione Lavoro, dalle deputate e dai deputati Dem: Chiara Gribaudo, Carla Cantone, Marco Lacarra, Stefano Lepri, Romina Mura, Antonio Viscomi e Alessandro Zan.

04/04/2019 - 15:59

“L’incompetenza del governo è tale che il pasticcio nella stesura degli emendamenti al Decretone crea il forte rischio di bloccare l’erogazione del reddito di cittadinanza”. Lo dichiarano Debora Serracchiani, Elena Carnevali e Carla Cantone, deputate Pd in Commissione Lavoro alla Camera, a proposito del Decretone.

“Tutto – spiega – ruota attorno all’espressione ‘per ogni ulteriore componente’ contenuta in uno degli emendamenti del governo. Nel comma modificato questa espressione è ripetuta due volte ma nel dibattito che si è svolto alla Camera, aiutandosi con la logica, si è opportunamente riferito la modifica alla sola seconda ricorrenza dell’espressione per evitare un effetto paradossale (non consentire il conteggio di quanti sono gli adulti in famiglia ed escludere la possibilità di incremento dell’importo nel caso in cui ci sia in disabile) che si determina riferendolo alla prima. Sulla Gazzetta ufficiale, però, il testo coordinato prende a riferimento proprio la prima delle due occorrenze, finendo per creare le condizioni per l’effetto paradossale di cui si è detto”.

“I moduli predisposti dall’Inps per la richiesta del beneficio sono attestati sull’interpretazione della Camera ma questa è contraddetta dal testo in Gazzetta ufficiale. In altre parole, il pasticcio del governo fa sì che ogni iniziativa nell’erogazione rischia di essere arbitraria e quindi di innescare contenziosi o mancati riconoscimenti. E’ assolutamente necessario porre rimedio a questa situazione con un’interpretazione autentica che il governo deve adottare subito. Altrimenti il reddito di cittadinanza rischia seriamente di bloccarsi”, conclude.

26/03/2019 - 15:19

“E’ stata incardinata oggi in commissione Lavoro della Camera la proposta di legge del Pd sulla rappresentanza sindacale. Per il mondo del lavoro si tratta di una proposta fondamentale che rafforza le parti sociali, la contrattazione, il rispetto dei diritti.

L’approvazione di queste norme è indispensabile anche per affrontare il tema del salario minimo legale. Se pensa che il governo debba intervenire sul serio, Di Maio si adoperi per avviare un tavolo con il Pd e si dialoghi con pari dignità, tenendo conto delle nostre proposte e delle sollecitazioni delle parti sociali. Consideri anche che la prima cosa da fare dovrebbe essere un netto cambio della politica economica, visto che sta affossando l’economia e il lavoro.

Noi siamo per contrastare il dumping salariale, lo sfruttamento, il precariato e proponiamo un percorso che parta da alcuni punti chiave: regolare la rappresentanza; dare centralità alla contrattazione collettiva e valore legale ai minimi contrattuali delle organizzazioni più rappresentative; stabilire d’intesa con le parti sociali un salario minimo legale per chi non è coperto dalla contrattazione collettiva”.

Lo dichiara la capogruppo democratica in commissione Lavoro della Camera Debora Serracchiani.

19/03/2019 - 20:09

“Mentre al Parlamento i gialloverdi fanno fronte per evitare che Salvini risponda alla magistratura su caso Diciotti esce la notizia di Zingaretti indagato a 48 ore dall'insediamento alla segreteria Pd. E i M5S si ricordano di essere giustizialisti”. Lo scrive su Twitter Debora Serracchiani, vice-presidente e deputata del Partito democratico.

15/03/2019 - 11:26

“Hanno sempre accusato il Pd di essere complice delle storture della Legge Fornero; mentre loro, quelli del ‘Cambiamento’, erano i paladini della giustizia sociale. Poi, dopo la propaganda, entrando nel merito delle questioni, si scopre che i governi a guida Dem, approvando ben otto ‘salvaguardie’, sono intervenuti più volte per sanare le iniquità che colpivano decine e decine di migliaia di cittadini. Mentre loro, M5S e Lega, bocciando il nostro emendamento, si sono rifiutati di dare corso alla nona salvaguardia, che ricostruiva un profilo pensionistico a 9mila lavoratrici e lavoratori. Questo cosiddetto Decretone sarà ricordato come una delle più rumorose occasioni mancate dalla politica nel dare risposte alle attese degli italiani”.

Così Debora Serracchiani, capogruppo Dem in commissione Lavoro alla Camera, in una nota a margine della discussione su Rdc e Quota 100.

15/03/2019 - 10:44

“Avevamo denunciato che Quota 100 si stava tramutando in un abito disegnato su misura per un lavoratore maschio di una grande impresa del Nord o inserito nel pubblico impiego. La bocciatura degli emendamenti presentati dal Partito democratico, che avrebbero permesso alle donne la riduzione della Quota 100 di un anno per un figlio e di due anni nel caso di due o più figli, conferma le nostre preoccupazioni. Peccato, si trattasse di misure condivise e sostenute anche dalle parti sociali audite in commissione. Le donne, e quindi le famiglie di cui tanto si enfatizza l’importanza, continuano ad essere penalizzate e tagliate fuori dalle nuove regole. Nessun riconoscimento da parte di M5S e Lega del loro ruolo sociale, che le rende vittime di carriere più accidentate, proprio per il lavoro svolto come madri e nella cura in famiglia”.

Così Debora Serracchiani, capogruppo Dem in commissione Lavoro alla Camera, ed Elena Carnevali, della Presidenza del Gruppo Pd a Montecitorio.

14/03/2019 - 18:22

“Le persone con disabilità sono state dimenticate dal Reddito di cittadinanza”. Lo dichiarano Stefano Lepri e Debora Serracchiani, deputati del Partito democratico, a proposito degli emendamenti presentati dal governo al Decretone.

“A fronte della dura battaglia del Pd – spiegano - il governo ha portato proprio ora il suo emendamento: qualche briciola per le persone anziane che hanno in casa una persona non autosufficiente o disabile grave. Mettono 12 milioni in più quando oggi le pensioni di invalidità e quelle di accompagnamento valgono oltre 15 miliardi all’anno”.

“Manco un millesimo di quello già stanziato. E la vendono come una rivoluzione. Con che faccia”, concludono.

14/03/2019 - 11:00

“La bocciatura da parte di M5S e Lega degli emendamenti presentati dal Pd per sanare le storture del reddito di cittadinanza rappresentano un evidente paradosso. Il criterio dei due anni continuativi di residenza in Italia negli ultimi dieci, misura voluta per tagliare fuori dalla platea gli stranieri, finisce di fatto per penalizzare i nostri stessi connazionali che rientrano in Italia da un periodo di permanenza all’estero. Un tetto che, tra l’altro, cadrà al primo ricorso. Una discriminazione che si estende anche ai cittadini italiani iscritti all’Aire. Mentre l’esclusione dal Rdc delle persone senza fissa dimora non solo scarica il dramma della povertà sugli Enti locali, ma evidenzia a tutto tondo l’inefficacia di un provvedimento che la propaganda voleva dedicato proprio a chi si trova in condizione di estremo bisogno. Siamo dunque di fronte a un provvedimento iniquo, miope e ingiusto, che non offre risposte a un problema che invece c’è e che andrebbe affrontato con strumenti adeguati”.

Così i deputati Dem delle commissioni Lavoro e Affari sociali, Debora Serracchiani, Elena Carnevali, Romina Mura e Stefano Lepri.

13/03/2019 - 17:03

"Bocciando il nostro emendamento che intendeva eliminare la pericolosissima confusione, rispetto ai motivi per i quali viene richiesto il reddito di cittadinanza, tra povertà e disoccupazione, il governo rischia di abbandonare al loro destino tante persone”. Lo dichiara Debora Serracchiani, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera, a proposito del Decretone.

“Abbiamo cercato di far notare – spiega – in ogni modo, la criticità già evidenziata dall’Ufficio parlamentare di bilancio. Ovvero che, per tutti i beneficiari che sono stati inseriti nel canale dei Centri per l’impiego ma per i quali possono essere attivati percorsi di contrasto alla povertà, ‘non sia chiaro quale sia il percorso da seguire tra diversi uffici e chi decida in proposito’. Senza contare che a oggi, nonostante l’accordo con le Regioni, non è ancora chiaro chi assumerà i 3000 navigator e il loro numero esatto, mentre è chiaro che i primi concorsi potranno veder la luce non prima del 2020 e che le ulteriori assunzioni non potranno essere effettuate prima del 2021".

“Il nostro emendamento offriva una soluzione realistica a questi problemi. Ma il governo è stato tenacemente sordo ai nostri suggerimenti. Ha quindi dimostrato con i fatti ancora una volta che i proclami sulla difesa dei più deboli non erano che parole”, conclude.

12/03/2019 - 16:22

“Dopo aver aperto tavoli, fatto promesso di ogni genere, annunciato per due volte imminenti interventi legislativi, Di Maio tradisce ancora una volta le speranze dei riders “. Lo dichiara Debora Serracchiani, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera, a proposito della decisione del governo di dichiarare inammissibili tutti gli emendamenti al Decretone riguardanti i riders.

“Al tavolo aperto il 2 luglio dello scorso anno – spiega – e all’impegno di recepire l’accordo stretto con i riders prima nel Decreto Dignità, poi nel Decretone, Di Maio non solo non ha ancora fatto seguire alle parole alcun atto concreto ma ha respinto anche le proposte delle opposizioni. Non si capisce se questo sistematico tradimento delle speranze dei riders sia dovuto alla solita incapacità del ministro rispetto a una materia complessa, oppure risponde allo schema cinico secondo cui si utilizza un problema in chiave propagandistica per poi dimenticarsene al momento di passare dalle parole ai fatti. In ogni caso, al ministro facciamo presente che ha una soluzione a portata di mano. Ed è una proposta di legge a mia prima firma. Prevede la trasparenza informativa sugli algoritmi funzionali all’individuazione dei riders, il principio dell’equità salariale, tale da assicurare un trattamento economico in grado di correlare il compenso al tempo complessivo di lavoro, il ricorso alla contrattazione collettiva, per ridurre i possibili contenziosi giudiziari, la libertà di organizzazione ed azione sindacale, per evitare quei comportamenti opportunistici indotti dalle modalità di erogazione della prestazione”.

“Il governo e Di Maio non hanno più scuse. Si decidano a intervenire e introducano le tutele di cui i riders hanno assolutamente bisogno. Certo, di tutto hanno bisogno fuorché di promesse poi tradite”, conclude.

08/03/2019 - 13:48

“Purtroppo Quota 100 è un abito disegnato su misura per un lavoratore maschio di una grande impresa del Nord o inserito nel pubblico impiego. Sono queste le due categorie, le due figure tipo, evidentemente in grado di accumulare 38 anni di contributi, in continuità, fino al raggiungimento dei 62 anni di età. Mentre ad essere penalizzate e tagliate fuori dalle nuove regole restano invece le donne, vittime di carriere più accidentate, proprio in virtù del ruolo sociale svolto come madri o nel lavoro di cura in famiglia. Proprio per tenere nella giusta e dovuta considerazione la peculiarità della vita delle donne, il Partito democratico ha presentato una serie di emendamenti che permettono la riduzione della Quota 100 di un anno per un figlio e di due anni nel caso di due o più figli. Si tratta di misure condivise e sostenute anche da tutte le organizzazioni sindacali che hanno preso parola durante le audizioni. Anziché limitarsi alle frasi di circostanza in occasione dell’8 marzo, i parlamentari di M5s e Lega potrebbero prendere posizione a sostegno di questo pacchetto di emendamenti che danno centralità e rispetto al ruolo sociale delle donne”.

Così Debora Serracchiani, capogruppo Dem in commissione Lavoro della Camera.

06/03/2019 - 19:24

Grave che sul sito della Camera il passaggio sui navigator sia stato ‘silenziato’

“Il neo presidente dell’Anpal è stato molto chiaro nel dire che i navigator avranno una sorta di diritto di prelazione sulle migliori offerte di lavoro che si troveranno a gestire”. Lo sottolinea la capogruppo democratica nella commissione Lavoro della Camera, Debora Serracchiani in merito alla risposta del presidente dell’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, Domenico Parisi alla domanda dei deputati democratici che gli chiedevano “per quale ragione, visto la forma di contratto precario, un navigator dovrebbe mettere a disposizione dei propri assistiti le migliori offerte di lavoro e non tenersele per se?”. “Non ci vedo niente di male – ha detto Parisi – anzi magari accadesse, sarebbe un importantissimo piano di stabilizzazione”. “Con queste affermazioni – conclude Serracchiani – Parisi ha sancito l’esistenza di una sorta di diritto di prelazione per i navigator che lavoreranno in primo luogo per se stessi invece di aiutare i Centri per l'impiego a trovare offerte di lavoro da proporre a chi percepirà il reddito di cittadinanza. Molto grave che nel video dell’audizione caricato sul sito della camera proprio questo passaggio sia stato silenziato”.

Ecco il video: https://webtv.camera.it/evento/13936 il passaggio silenziatova dal minitu 1.56.42 al minuto 1.56.51

06/03/2019 - 16:22

Audizioni smascherano bugie e incoerenze del governo

“Il reddito di cittadinanza penalizza il nord, in particolare il nord ovest dove il grado di copertura della misura è molto basso rispetto al resto del paese e riguarderà solo la metà degli aventi diritto”. Lo sottolinea la capogruppo democratica nella commissione lavoro della Camera, Debora Serracchiani commentando quanto emerso nel corso dell’audizione dell’Ufficio Parlamentare del Bilancio, della Cei e del neo presidente dell’Anpal. “Le audizioni - ha sottolineato Serracchiani -  confermano le tante difficoltà che il governo sta nascondendo agli italiani e le tante insidie e incoerenze di una misura che rischia di disincentivare
la ricerca di lavoro aumentando,
come ha sottolineato la Cei, forme di cittadinanza non solo passiva ma anche parassitaria nei confronti dello stato. Il rischio - conclude Serracchiani - è che ad essere escluse saranno proprio le persone più fragili e più povere e che, in ogni caso l’importo dell’assegno, sarà molto ridimensionato rispetto alla propaganda del governo”.

06/03/2019 - 13:13

Dichiarazione on. Debora Serracchiani, capogruppo Pd in commissione Lavoro

“Il reddito di cittadinanza è un capolavoro di incoerenza poiché ad essere escluse saranno  proprio le persone  più fragili e più povere e che tali continueranno a rimanere.” E’ quanto ha dichiarato la capogruppo del Pd in commissione Lavoro, Debora Serracchiani, al termine delle audizioni alla Camera della Alleanza contro la povertà, della Federazione italiana organismi per le persone senza dimora  e della Comunità di Sant’Egidio.  “Oggi abbiamo avuto la riprova – ha aggiunto Serracchiani - che le persone che più hanno bisogno di assistenza , in particolare quelle senza fissa dimora e  che si trovano in povertà assoluta, rischino di non essere tra i beneficiari del reddito di cittadinanza. Non è una stravaganza, è una assurdità. L’Istat – prosegue la parlamentare democratica- ci ha informato  che saranno,  presumibilmente,  2 milioni e 700 mila le persone che potranno beneficiare del reddito di cittadinanza.  Di queste,  900 mila possono fare un patto per il lavoro e di questi ultimi, 600 mila non hanno titoli di studio adeguati. Per come è strutturata la norma, - prosegue Serracchiani - è del tutto evidente che per queste persone lo Stato si limiterà a dare solo dei soldi, senza farsi carico di un futuro lavoro.  Tanto più che i comuni sono esclusi dal sistema. Anche anche la misura della previsione della residenza per 10 anni è non solo  illegittima, perché contraria anche alle attuali normative,  ma creerà dei problemi a tutte le persone fragili, che generalmente  sono i poveri, i quali sono costretti  a cambiare spesso  residenza,  mentre la misura prevede che si debba rimanere almeno per due anni nello stesso posto” . Per Serracchiani, “strutturalmente il reddito di cittadinanza non risponde  ai bisogni delle persone  più deboli. In  più – conclude la parlamentare del Pd - una quota di coloro che prende il reddito di inclusione sarà esclusa dal reddito di cittadinanza. Ed è un’altra ingiustizia".

05/03/2019 - 12:31

“Hanno mentito. Il governo M5s-Lega non ha disposto alcun aumento delle pensioni di invalidità e, oltre al danno, si è aggiunta ora anche la beffa. Dal calcolo dell’Isee di una persona con disabilità, infatti, non è stata prevista la possibilità di sottrarre le indennità per le prestazioni assistenziali, come invece già stabilito dalla giurisprudenza. Questa assurda esclusione provoca il paradosso che, a parità di requisiti per accedere al reddito di cittadinanza, una famiglia con un disabile prenderà di meno. Né aumento delle pensioni di invalidità, dunque, né pari condizioni di accesso al reddito di cittadinanza. Ancora una volta la maggioranza gialloverde si è resa protagonista di un mix perverso tra fake news e incapacità di dare soluzioni giuste alle domande delle cittadine e dei cittadini”.

Così la capogruppo Dem in commissione Lavoro, Debora Serracchiani, a margine delle audizioni alla Camera sul cosiddetto Decretone.

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