14/03/2019 - 18:22

“Le persone con disabilità sono state dimenticate dal Reddito di cittadinanza”. Lo dichiarano Stefano Lepri e Debora Serracchiani, deputati del Partito democratico, a proposito degli emendamenti presentati dal governo al Decretone.

“A fronte della dura battaglia del Pd – spiegano - il governo ha portato proprio ora il suo emendamento: qualche briciola per le persone anziane che hanno in casa una persona non autosufficiente o disabile grave. Mettono 12 milioni in più quando oggi le pensioni di invalidità e quelle di accompagnamento valgono oltre 15 miliardi all’anno”.

“Manco un millesimo di quello già stanziato. E la vendono come una rivoluzione. Con che faccia”, concludono.

14/03/2019 - 11:00

“La bocciatura da parte di M5S e Lega degli emendamenti presentati dal Pd per sanare le storture del reddito di cittadinanza rappresentano un evidente paradosso. Il criterio dei due anni continuativi di residenza in Italia negli ultimi dieci, misura voluta per tagliare fuori dalla platea gli stranieri, finisce di fatto per penalizzare i nostri stessi connazionali che rientrano in Italia da un periodo di permanenza all’estero. Un tetto che, tra l’altro, cadrà al primo ricorso. Una discriminazione che si estende anche ai cittadini italiani iscritti all’Aire. Mentre l’esclusione dal Rdc delle persone senza fissa dimora non solo scarica il dramma della povertà sugli Enti locali, ma evidenzia a tutto tondo l’inefficacia di un provvedimento che la propaganda voleva dedicato proprio a chi si trova in condizione di estremo bisogno. Siamo dunque di fronte a un provvedimento iniquo, miope e ingiusto, che non offre risposte a un problema che invece c’è e che andrebbe affrontato con strumenti adeguati”.

Così i deputati Dem delle commissioni Lavoro e Affari sociali, Debora Serracchiani, Elena Carnevali, Romina Mura e Stefano Lepri.

13/03/2019 - 17:03

"Bocciando il nostro emendamento che intendeva eliminare la pericolosissima confusione, rispetto ai motivi per i quali viene richiesto il reddito di cittadinanza, tra povertà e disoccupazione, il governo rischia di abbandonare al loro destino tante persone”. Lo dichiara Debora Serracchiani, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera, a proposito del Decretone.

“Abbiamo cercato di far notare – spiega – in ogni modo, la criticità già evidenziata dall’Ufficio parlamentare di bilancio. Ovvero che, per tutti i beneficiari che sono stati inseriti nel canale dei Centri per l’impiego ma per i quali possono essere attivati percorsi di contrasto alla povertà, ‘non sia chiaro quale sia il percorso da seguire tra diversi uffici e chi decida in proposito’. Senza contare che a oggi, nonostante l’accordo con le Regioni, non è ancora chiaro chi assumerà i 3000 navigator e il loro numero esatto, mentre è chiaro che i primi concorsi potranno veder la luce non prima del 2020 e che le ulteriori assunzioni non potranno essere effettuate prima del 2021".

“Il nostro emendamento offriva una soluzione realistica a questi problemi. Ma il governo è stato tenacemente sordo ai nostri suggerimenti. Ha quindi dimostrato con i fatti ancora una volta che i proclami sulla difesa dei più deboli non erano che parole”, conclude.

12/03/2019 - 16:22

“Dopo aver aperto tavoli, fatto promesso di ogni genere, annunciato per due volte imminenti interventi legislativi, Di Maio tradisce ancora una volta le speranze dei riders “. Lo dichiara Debora Serracchiani, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera, a proposito della decisione del governo di dichiarare inammissibili tutti gli emendamenti al Decretone riguardanti i riders.

“Al tavolo aperto il 2 luglio dello scorso anno – spiega – e all’impegno di recepire l’accordo stretto con i riders prima nel Decreto Dignità, poi nel Decretone, Di Maio non solo non ha ancora fatto seguire alle parole alcun atto concreto ma ha respinto anche le proposte delle opposizioni. Non si capisce se questo sistematico tradimento delle speranze dei riders sia dovuto alla solita incapacità del ministro rispetto a una materia complessa, oppure risponde allo schema cinico secondo cui si utilizza un problema in chiave propagandistica per poi dimenticarsene al momento di passare dalle parole ai fatti. In ogni caso, al ministro facciamo presente che ha una soluzione a portata di mano. Ed è una proposta di legge a mia prima firma. Prevede la trasparenza informativa sugli algoritmi funzionali all’individuazione dei riders, il principio dell’equità salariale, tale da assicurare un trattamento economico in grado di correlare il compenso al tempo complessivo di lavoro, il ricorso alla contrattazione collettiva, per ridurre i possibili contenziosi giudiziari, la libertà di organizzazione ed azione sindacale, per evitare quei comportamenti opportunistici indotti dalle modalità di erogazione della prestazione”.

“Il governo e Di Maio non hanno più scuse. Si decidano a intervenire e introducano le tutele di cui i riders hanno assolutamente bisogno. Certo, di tutto hanno bisogno fuorché di promesse poi tradite”, conclude.

08/03/2019 - 13:48

“Purtroppo Quota 100 è un abito disegnato su misura per un lavoratore maschio di una grande impresa del Nord o inserito nel pubblico impiego. Sono queste le due categorie, le due figure tipo, evidentemente in grado di accumulare 38 anni di contributi, in continuità, fino al raggiungimento dei 62 anni di età. Mentre ad essere penalizzate e tagliate fuori dalle nuove regole restano invece le donne, vittime di carriere più accidentate, proprio in virtù del ruolo sociale svolto come madri o nel lavoro di cura in famiglia. Proprio per tenere nella giusta e dovuta considerazione la peculiarità della vita delle donne, il Partito democratico ha presentato una serie di emendamenti che permettono la riduzione della Quota 100 di un anno per un figlio e di due anni nel caso di due o più figli. Si tratta di misure condivise e sostenute anche da tutte le organizzazioni sindacali che hanno preso parola durante le audizioni. Anziché limitarsi alle frasi di circostanza in occasione dell’8 marzo, i parlamentari di M5s e Lega potrebbero prendere posizione a sostegno di questo pacchetto di emendamenti che danno centralità e rispetto al ruolo sociale delle donne”.

Così Debora Serracchiani, capogruppo Dem in commissione Lavoro della Camera.

06/03/2019 - 19:24

Grave che sul sito della Camera il passaggio sui navigator sia stato ‘silenziato’

“Il neo presidente dell’Anpal è stato molto chiaro nel dire che i navigator avranno una sorta di diritto di prelazione sulle migliori offerte di lavoro che si troveranno a gestire”. Lo sottolinea la capogruppo democratica nella commissione Lavoro della Camera, Debora Serracchiani in merito alla risposta del presidente dell’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, Domenico Parisi alla domanda dei deputati democratici che gli chiedevano “per quale ragione, visto la forma di contratto precario, un navigator dovrebbe mettere a disposizione dei propri assistiti le migliori offerte di lavoro e non tenersele per se?”. “Non ci vedo niente di male – ha detto Parisi – anzi magari accadesse, sarebbe un importantissimo piano di stabilizzazione”. “Con queste affermazioni – conclude Serracchiani – Parisi ha sancito l’esistenza di una sorta di diritto di prelazione per i navigator che lavoreranno in primo luogo per se stessi invece di aiutare i Centri per l'impiego a trovare offerte di lavoro da proporre a chi percepirà il reddito di cittadinanza. Molto grave che nel video dell’audizione caricato sul sito della camera proprio questo passaggio sia stato silenziato”.

Ecco il video: https://webtv.camera.it/evento/13936 il passaggio silenziatova dal minitu 1.56.42 al minuto 1.56.51

06/03/2019 - 16:22

Audizioni smascherano bugie e incoerenze del governo

“Il reddito di cittadinanza penalizza il nord, in particolare il nord ovest dove il grado di copertura della misura è molto basso rispetto al resto del paese e riguarderà solo la metà degli aventi diritto”. Lo sottolinea la capogruppo democratica nella commissione lavoro della Camera, Debora Serracchiani commentando quanto emerso nel corso dell’audizione dell’Ufficio Parlamentare del Bilancio, della Cei e del neo presidente dell’Anpal. “Le audizioni - ha sottolineato Serracchiani -  confermano le tante difficoltà che il governo sta nascondendo agli italiani e le tante insidie e incoerenze di una misura che rischia di disincentivare
la ricerca di lavoro aumentando,
come ha sottolineato la Cei, forme di cittadinanza non solo passiva ma anche parassitaria nei confronti dello stato. Il rischio - conclude Serracchiani - è che ad essere escluse saranno proprio le persone più fragili e più povere e che, in ogni caso l’importo dell’assegno, sarà molto ridimensionato rispetto alla propaganda del governo”.

06/03/2019 - 13:13

Dichiarazione on. Debora Serracchiani, capogruppo Pd in commissione Lavoro

“Il reddito di cittadinanza è un capolavoro di incoerenza poiché ad essere escluse saranno  proprio le persone  più fragili e più povere e che tali continueranno a rimanere.” E’ quanto ha dichiarato la capogruppo del Pd in commissione Lavoro, Debora Serracchiani, al termine delle audizioni alla Camera della Alleanza contro la povertà, della Federazione italiana organismi per le persone senza dimora  e della Comunità di Sant’Egidio.  “Oggi abbiamo avuto la riprova – ha aggiunto Serracchiani - che le persone che più hanno bisogno di assistenza , in particolare quelle senza fissa dimora e  che si trovano in povertà assoluta, rischino di non essere tra i beneficiari del reddito di cittadinanza. Non è una stravaganza, è una assurdità. L’Istat – prosegue la parlamentare democratica- ci ha informato  che saranno,  presumibilmente,  2 milioni e 700 mila le persone che potranno beneficiare del reddito di cittadinanza.  Di queste,  900 mila possono fare un patto per il lavoro e di questi ultimi, 600 mila non hanno titoli di studio adeguati. Per come è strutturata la norma, - prosegue Serracchiani - è del tutto evidente che per queste persone lo Stato si limiterà a dare solo dei soldi, senza farsi carico di un futuro lavoro.  Tanto più che i comuni sono esclusi dal sistema. Anche anche la misura della previsione della residenza per 10 anni è non solo  illegittima, perché contraria anche alle attuali normative,  ma creerà dei problemi a tutte le persone fragili, che generalmente  sono i poveri, i quali sono costretti  a cambiare spesso  residenza,  mentre la misura prevede che si debba rimanere almeno per due anni nello stesso posto” . Per Serracchiani, “strutturalmente il reddito di cittadinanza non risponde  ai bisogni delle persone  più deboli. In  più – conclude la parlamentare del Pd - una quota di coloro che prende il reddito di inclusione sarà esclusa dal reddito di cittadinanza. Ed è un’altra ingiustizia".

05/03/2019 - 12:31

“Hanno mentito. Il governo M5s-Lega non ha disposto alcun aumento delle pensioni di invalidità e, oltre al danno, si è aggiunta ora anche la beffa. Dal calcolo dell’Isee di una persona con disabilità, infatti, non è stata prevista la possibilità di sottrarre le indennità per le prestazioni assistenziali, come invece già stabilito dalla giurisprudenza. Questa assurda esclusione provoca il paradosso che, a parità di requisiti per accedere al reddito di cittadinanza, una famiglia con un disabile prenderà di meno. Né aumento delle pensioni di invalidità, dunque, né pari condizioni di accesso al reddito di cittadinanza. Ancora una volta la maggioranza gialloverde si è resa protagonista di un mix perverso tra fake news e incapacità di dare soluzioni giuste alle domande delle cittadine e dei cittadini”.

Così la capogruppo Dem in commissione Lavoro, Debora Serracchiani, a margine delle audizioni alla Camera sul cosiddetto Decretone.

05/03/2019 - 11:49

“Se il buon giorno si vede dal mattino, l’audizione di Marco Siracusano, ad di Postepay, sulle modalità di erogazione del reddito di cittadinanza, mette in evidenza invece tutta la superficialità, l’opacità e l’incapacità con cui il governo M5S-Lega sta affrontando questo tema. Abbiamo ora chiaro che Poste Italiane non assumerà personale per far fronte alle centinaia di migliaia di cittadini che giungeranno presso le loro sedi e non vi sarà neppure una precisa dotazione finanziaria per gestire questa situazione d’emergenza. È lo stesso Ad di Postepay a spiegare che ‘siamo di fronte ad un'operazione straordinaria che non potrà mai avere una esecuzione ordinaria’ e che ‘non si possono escludere disfunzioni’. Una cosa sembra certa: siamo dinanzi al rischio concreto che un’operazione marcatamente propagandistica, approvata in fretta e furia per distribuire male e senza seri criteri delle risorse prima delle elezioni europee, si tramuti in un pericoloso caos”. Lo dichiara la capogruppo dem in commissione Lavoro Debora Serracchiani.

04/03/2019 - 16:55

“Vorremmo segnalare al vice presidente del Consiglio, Luigi Di Maio, che sul salario minimo orario esiste una proposta di legge del Partito democratico, già depositata fin dallo scorso luglio, molto precisa e dettagliata. Si tratta di una misura che verrebbe incontro ai circa due milioni di lavoratori che in Italia non hanno un contratto collettivo di riferimento e agli oltre 2,5 milioni che possono essere considerati lavoratori poveri proprio per gli stipendi. Stiamo parlando di lavoratori poveri che anche il reddito di cittadinanza escluderebbe da qualsiasi tipo di aiuto pubblico e che ricevono salari al di sotto dei minimi stabiliti dalla contrattazione. Se quella del M5s è una iniziativa legislativa seria e non la solita campagna propagandistica, troverà sempre pronto il Pd nella difesa degli interessi delle categorie più deboli”.

Così la capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Debora Serracchiani.

27/02/2019 - 10:55

“Le questioni legate all’amianto sono un tema che sta particolarmente a cuore al Partito democratico. Si tratta di un problema che in questo Paese riguarda tanti cittadini e tante famiglie. Nella scorsa legislatura il Parlamento si era impegnato alla realizzazione di una riforma organica e, vista la delicatezza e il dramma di questa vicenda, avevamo chiesto alla maggioranza oggi al governo di completare insieme questo percorso. Mi riferisco in particolare ai risarcimenti del Fondo amianto per le vittime non professionali e per i familiari di vittime non professionali, che oggi da un una tantum di 5.600 euro e che il Fondo amianto stesso, che ha risorse sufficienti, ha suggerito di portare a 12 mila; e alla riapertura dei benefici contributivi previdenziali per le persone esposte all’amianto. Il No di M5s e Lega a queste due proposte è stato un fatto grave, miope e insopportabile, soprattutto dopo che la maggioranza gialloverde aveva annunciato interventi legislativi alle associazioni delle persone malate e dei loro familiari. Ma noi non rinunciamo a questa battaglia di civiltà. E torniamo a dire: il Parlamento faccia presto e bene con un voto bipartisan”.

Così Debora Serracchiani, capogruppo Dem in commissione Lavoro alla Camera, intervenendo al convegno “Amianto: Malattia, Prevenzione, Previdenza. Stato e Parti Sociali insieme per risolvere”, promosso da Sportello Nazionale Amianto, in corso a Palazzo San Macuto.

Debora Serracchiani è anche prima firmataria di due proposte di legge a favore delle persone colpite da amianto. La prima riguarda l’erogazione del beneficio assistenziale in favore dei malati di mesotelioma di origine non professionale o degli eredi per gli anni 2019-2020; la seconda intende riaprire i termini per la presentazione delle domande al fine del riconoscimento delle prestazioni pensionistiche per quei lavoratori che devono ricostruire la propria carriera lavorativa.

26/02/2019 - 16:04

“L’indagine conoscitiva sul caporalato sta evidenziando che la legge approvata dal precedente governo per il contrasto al fenomeno funziona, ma anche che la sua attuazione non è uniforme sul territorio nazionale”. Lo dichiarano Maria Chiara Gadda e Debora Serracchiani, rispettivamente capogruppo Pd in Commissione Agricoltura e Lavoro alla Camera.

“Finalmente – spiega - è partita l’indagine conoscitiva sul fenomeno del caporalato, più volte sollecitata dal gruppo Pd. Le audizioni stanno dando un messaggio chiaro: la legge approvata nella scorsa legislatura va nella giusta direzione, nei principi e nei nuovi strumenti a disposizione degli organismi di controllo. Si registra, tuttavia, una pericolosa battuta d’arresto nella sua attuazione. La cabina di regia presieduta dall’Inps non viene convocata da mesi. E, soprattutto, a causa della lentezza delle istituzioni e della burocrazia la rete del lavoro agricolo di qualità, è presente in sole cinque province italiane. L’apertura di questi sportelli consentirebbe alle imprese sane, che non sfruttano il lavoro nero e sottopagato, di accedere a servizi e monitorare anelli deboli del sistema, come il trasporto e le soluzioni abitative, sovente in mano ai caporali. Non si comprende, poi, la ragione che ha spinto il governo a non rinnovare le esperienze positive avviate a Foggia e Reggio Calabria con i commissari straordinari. Oltre alle parole, nella legge di Bilancio non si sono viste risorse per potenziare l’attività ispettiva e misure premiali per gli imprenditori agricoli che aderiscono alla rete del lavoro agricolo di qualità e per i territori che abbiano progetti seri di inclusione sociale”.

“La manifestazione di oggi a Reggio Calabria accende ancora l’attenzione sulla tendopoli di San Ferdinando, un luogo dove ogni giorno la dignità umana continua a essere ferita e la cui problematicità è aumentata a causa degli effetti del decreto sicurezza Salvini. Anche lì il governo si è limitato alle parole: passerelle quando si accende l’attenzione mediatica per cavalcare i problemi, per poi sparire e lasciare sacche di illegalità”, conclude.

20/02/2019 - 16:11

In Italia sono oltre 100 mila: sono i lavoratori frontalieri a cui manca ancora una definizione del loro status giuridico che preveda le opportune tutele e diritti, oggi doppiamente negati sia nel paese di provenienza sia in quello dove prestano la propria opera. Di questo si è parlato stamane nel corso  di un incontro tra le organizzazioni sindacali di categoria di Cgil, Cisl e Uil e una delegazione dei gruppi Pd di Camera e Senato, guidati dalla capogruppo in commissione Lavoro on. Debora Serracchiani e  dal sen. Alessandro Alfieri e composta dai deputati Enrico Borghi,  Maria Chiara Gadda, Gian Mario Fragomeli e  Chiara Braga.
“Siamo del tutto consapevoli che oggi i  lavoratori frontalieri vivono in una  condizione difficile, non avendo le opportune  tutele e diritti  né dallo Stato di origine né da quello in cui lavorano. Una condizione che va superata , anche con nome di legge” - ha evidenziato l’on Serracchiani- annunciando che il Pd  “si attiverà  con appositi strumenti legislativi, nelle opportune sedi parlamentari, al fine di dare quanto prima più tutele e più diritti a questi lavoratori”. Nel corso dell’incontro sono stati elencati i principali problemi che affrontano quotidianamente i lavoratori  frontalieri: da quello della sicurezza sociale , alla fiscalità diretta, alla legislazione sul lavoro. Dal canto loro, i rappresentanti sindacali di categoria,  che hanno chiesto di incontrare  tutti i gruppi parlamentari,  hanno ricordato la necessità dell’istituzione di un tavolo interministeriale che predisponga  una sorta di “Statuto  dei lavoratori frontalieri”.

14/02/2019 - 11:27

Il governo ha risposto oggi in commissione Lavoro all’interrogazione dell’on. Pd, Debora Serracchiani, sulla nomina a presidente Anpal di Domenico Parisi

“Sulla nomina del Prof. Domenico Parisi a presidente dell’Anpal e di Anpal servizi, il governo, rispondendo alla mia interrogazione in commissione attraverso il sottosegretario Claudio Durigon, è stato del tutto evasivo. “ Debora Serracchiani, capogruppo del Pd in commissione Lavoro,  si dichiara “assolutamente insoddisfatta” per la risposta sul potenziale conflitto d’interessi di “colui che secondo il decretone è preposto a vagliare le candidature e selezionare gli idonei navigator e ad acquistare l’App che dovrà far incontrare domanda e offerta di lavoro”. “Per noi – ha ribadito Serracchiani -    la nomina di Parisi è in aperto conflitto d’interessi. Apprendiamo con favore, che contrariamente a quanto dichiarato in precedenza, il prof. Parisi intende mettersi in aspettativa dai suoi incarichi. Ma il governo non ha  minimamente chiarito come il ministero intenda assolvere al compito di vigilanza, per impedire  che vi siano conflitti di interesse. E non solo: nella risposta del sottosegretario Durigon non vi è  alcuna spiegazione sulle società collegate direttamente ai familiari del prof Parisi. Che – lo ricordo- Di Maio ha voluto fortemente alla presidenza dell’Anpal in virtù della sua  App che fa incrociare domanda e offerta di lavoro  nel lontano Missippippi” . “Il cosiddetto  “governo del cambiamento”- ha proseguito Serracchiani – non può limitarsi a specificare che potenziali conflitti d’interesse possano  essere  semplicemente messi da parte con una autocertificazione in cui si dichiara che non c’è alcuna incompatibilità.” “Inoltre – conclude Serracchiani – non ho sentito dal governo nessuna risposta su come si intenda vigilare affinchè non vengano raggirate le regole e limitata la trasparenza”.

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