08/02/2019 - 12:28

Nannicini e Serracchiani presentano interrogazione su presidente Anpal

“Domenico Parisi si metterà in aspettativa dall’Università del Mississippi e rinuncerà a tutti gli incarichi in potenziale conflitto d’interesse prima di ricoprire il ruolo di presidente e amministratore unico di Anpal?"

Lo hanno chiesto, con una interrogazione presentata in entrambi i rami del parlamento, i parlamentari dem Tommaso Nannicini e Debora Serracchiani e sottoscritta da tutti i componenti del Pd in commissione Lavoro di Camera e Senato. Per Nannicini e Serracchiani  “Parisi, indicato dal governo quale nuovo presidente Anpal e amministratore unico di Anpal servizi Spa, ovvero colui che secondo il decretone è preposto a selezionare i cosiddetti "navigator" e ad acquistare l'App che dovrà fare incontrare domande e offerte di lavoro, potrebbe trovarsi in aperto conflitto d’interessi". Nel testo della dettagliata interrogazione,  si legge che “lo stesso Ministro Di Maio ha presentato il professor Parisi come colui che, tramite il “suo” sistema informatico creato nel Mississippi, rivoluzionerà i centri per l’impiego italiani aiutando i “navigator” a incrociare domanda e offerta di lavoro con l’utilizzo di una piattaforma informatica innovativa”.

I parlamentari dem ricordano a Di Maio che "il Decreto del Presidente della Repubblica 26 maggio 2016, n. 108, prevede che l’incarico di presidente di Anpal è incompatibile con altri rapporti di lavoro subordinato, nonché con qualsiasi altra attività di lavoro autonomo, anche occasionale, che possa entrare in conflitto con gli scopi e i compiti dell’Anpal". Nannicini e Serracchiani aggiungono che "a oggi, il professor Parisi non ha ancora chiarito se, così come imposto dal DPR, andrà in aspettativa dall’Università del Mississippi e rinuncerà agli altri numerosi incarichi di consulenza o attività imprenditoriali in potenziale conflitto di interesse con le forniture di Anpal e della sua società controllata Anpal Servizi SpA”.

Infine, i dem chiedono a Di Maio “come intenda vigilare su questa situazione  affinché il potenziamento delle piattaforme informatiche avvenga in totale trasparenza e con procedure aperte e volte a favorire la partecipazione del maggior numero di potenziali fornitori a livello italiano e internazionale, in modo da fugare ogni dubbio sul fatto che, come riportato da varie testate giornalistiche, esista l’ipotesi che a vendere la piattaforma informatica e la relativa App allo Stato italiano sia direttamente l’Università del Mississippi, qualsivoglia soggetto controllato dall’Università del Mississippi, o addirittura società private riconducibili al professor Parisi, a suoi familiari o a soggetti presso i quali il professor Parisi svolge attività di lavoro subordinato o autonomo".

29/01/2019 - 15:30

Dichiarazione on. Debora Serracchiani, capogruppo Pd commissione Lavoro.

“C’è una vistosa ingiustizia nel decretone del governo che introduce reddito di cittadinanza e quota 100: salta l’assegno di ricollocazione, sospeso fino al 31 dicembre 2021, per tutti coloro che percepiscono la Naspi. Per loro ci sarà  il reddito di cittadinanza . Ma c’è un problema, e non secondario: non tutte le persone   che oggi hanno la Naspi avranno i requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza. Per loro , prevalentemente giovani e nuovi disoccupati che avranno un Isee non in linea con i limiti previsti dal reddito di cittadinanza  non ci sarà niente,  non è previsto nessun  intervento ”. 

A denunciarlo è la deputata Debora Serracchiani, capogruppo del Pd in commissione Lavoro. Per Serracchiani “la legge è fin troppo chiara: all’art. 9, comma 7,  del Decretone del governo si dice che  l’erogazione dell’assegno di ricollocazione è sospesa fino a tutto dicembre 2021. Norma chiara ma implacabile per molti disoccupati che sicuramente non avranno più né assegno di ricollocazione,  né redditto di cittadinanza. Chiediamo al governo di rivedere questa norma e di pensare a misure urgenti per sanare una situazione difficile per tutti coloro che senza assegno di ricollocazione avranno maggior difficoltà  a trovare nuova occupazione, con il rischio concreto di scivolare davvero in una condizione di povertà. Davvero un bel paradosso", conclude Serracchiani.

22/01/2019 - 16:59

La capogruppo del Pd in Commissione Lavoro, Debora Serracchiani, presenta Pdl per la salute e la sicurezza sui posti di lavoro

Dall’inizio dell’anno sono già ventuno i morti sul lavoro. Ormai è un bollettino di guerra e molte volte di questi lavoratori non sappiamo neppure il nominativo, l’età e come è accaduto l’incidente sul lavoro. Però questi sono lavoratori, persone e non numeri. L’Italia, inoltre, è uno dei pochi paesi della Ue a non avere ancora una propria Strategia Nazionale per la salute e la sicurezza sul lavoro, mentre averla potrebbe aiutarci a definire le politiche di prevenzione da attuare, le risorse da impiegare e  gli obiettivi da raggiungere. Per colmare questa lacuna, ho presentato una proposta di legge che prevede che il Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e la Commissione consultiva permanente (ovvero i due istituti previsti dal Testo Unico in vigore da oltre 10 anni)  elaborino una Strategia nazionale per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. Di fronte alle morti  il cordoglio  non basta più. La sicurezza sul lavoro e la  tutela della salute rappresentano un valore inestimabile che deve essere patrimonio della coscienza collettiva. Questa proposta di legge, che è stata sottoscritta anche dai colleghi  Gribaudo, Cantone, Lacarra , Lepri, Mura , Viscomi e Zan, ha lo scopo di definire una strategia che sia la più  efficace e condivisa possibile.”

19/12/2018 - 16:51

Dichiarazione dell’on. Debora Serracchiani, deputata Pd

“Questo non è un cedimento, è una disfatta.” Così la parlamentare del Pd Debora Serracchiani commentando l’accordo tra il governo italiano e la commissione europea. “La manovra se la sono fatta scrivere dai tecnici di Bruxelles, altro che  sovranisti. Con  Lega e M5S siamo diventati  sudditi dei tecnocrati della Ue. Per settimane  abbiamo  assistito ad un balletto indecoroso fatto di norme, cifre  e  repentini dietrofront per poi andare in Europa con il cappello in mano . Uno spettacolo avvilente, frutto di incapacità e incompetenza. E  quel che è peggio è che le conseguenze le stano pagando  gli italiani che non solo non avranno nulla delle mirabolanti promesse elettorali ma saranno anche penalizzati nei loro risparmi e nelle aspettative  di futuro.”

11/12/2018 - 13:13

Oggi scopriamo un nuovo obiettivo di  Luigi Di Maio. Il vice premier afferma infatti che il 2019 sarà l’anno del salario minimo orario. Traguardo condivisibile. Vorremmo però segnalare a Di Maio che di questa proposta non c’è nessuna traccia né nella manovra, né in altre iniziative del governo. C’è però una proposta chiara e dettagliata del Partito democratico già depositata alla Camera e può tranquillamente utilizzarla. Anzi, considerato che il governo naviga a vista e sembra non sapere dove mettere le mani, gli consigliamo, già che c’è,  di usare le altre proposte del Pd per trasformare una manovra sbagliata e pericolosa in una utile al Paese”.

Lo dichiara la deputata dem Debora Serracchiani, capogruppo in commissione Lavoro.

06/12/2018 - 13:56

“Questa manovra è inesistente. Da settimane governo e maggioranza stanno facendo conti su conti solo sulla pelle della gente. E’ una vergogna. Il Pd ha proposto,  in attesa che il governo decida cosa fare su pensioni e reddito di cittadinanza - di cui nella manovra non c’è traccia - di aiutare le persone in difficoltà prorogando e stabilizzando l’Ape sociale. Al momento è  l’unico strumento in grado di dare risposte ai disoccupati di lungo corso e   lavoratori precoci. Abbiamo poi proposto di  prorogare  la cosiddetta opzione donna. Ma abbiamo ricevuto solo no. Il Pd ha allora suggerito  di fare un piccolo intervento,  che non richiede tante risorse, ma che dà una risposta concreta a moltissimi italiani:  di ampliare la platea dei pensionati a cui dare la 14° mensilità. Ma nemmeno su questo Lega e M5S hanno voluto ascoltarci. Allora abbiamo proposto   di prevedere almeno  la nona salvaguardia per gli ultimi 6000 esodati rimasti. Niente. Solo una porta in faccia. E infine,  abbiamo sperato che Lega e M5S dicessero di si  almeno all’aumento del fondo amianto per le vittime non professionali e per i loro familiari e di riaprire i termini dei benefici previdenziali per le persone che sono state esposte a amianto. Silenzio assordante. Non solo questa è una  manovra inesistente ma abbiamo trovato  anche una maggioranza e un governo completamente sordi ai bisogni di milioni di italiani.”

Lo dichiara Debora Serracchiani

03/12/2018 - 19:39

"È inaudito che proprio il ministro del Rapporti con il Parlamento annunci alla stampa una norma che non ancora esaminata sallo stesso Parlamento". Lo dichiara Debora Serracchiani, deputata del Partito democratico, a proposito delle dichiarazioni del ministro Fraccaro su un emendemento alla legge di Bilancio riguardante le banche.

"Sono almeno due giorni - spiega - che abbiamo chiesto alla presidenza della Commissione Bilancio di poter leggere gli emendamenti all'art.38 ma ci è stato detto che le riformulazioni non erano pronte. Nonostante questo il ministro Fraccaro si permette di annunciare alla stampa il contenuto di quegli emendamenti, del tutto incurante del lavoro della Commissione Bilancio e della dignità del Parlamento Proprio lui che dovrebbe garantire il rispetto di entrambi".

"Con questa manovra ne avevamo già viste di tutti i colori. Ma con la gaffe di Fraccaro siamo andati al di là di ogni più pessimistica immaginazione. Ha dimostrato di essere il ministro senza rapporti con il Parlamento", conclude.

29/11/2018 - 16:42

Dichiarazione dell’on. Debora Serracchiani, deputata Pd

“L’Ape Sociale è una concreta opportunità per anticipare l’età pensionabile. Una misura che sta funzionando bene, che ha consentito a molti lavoratori in condizioni disagiate di andare prima in pensione. Scade improrogabilmente il 31 dicembre e noi del Pd abbiamo chiesto non solo di prorogarla ma di renderla strutturale. Come hanno chiesto anche Cgil, Cisl e Uil.  Abbiamo però trovato un muro insormontabile, ma non ci arrendiamo e chiediamo alla maggioranza e al governo di ripensarci.”

E’ quanto ha dichiarato l’on. Debora Serracchiani, capogruppo del Pd in commissione Lavoro , all’indomani della bocciatura  dell’emendamento alla legge di Bilancio che l’avrebbe resa strutturale.

“A parole – ha aggiunto Serracchiani – la maggioranza gialloverde intende cambiare la legge Fornero ma quando  ne hanno la possibilità concreta, come nel caso dell’Ape Sociale, fanno il contrario. E’ un comportamento grave e inaccettabile. L’Ape sociale rappresenta per molti lavoratori che hanno gravi disabilità o che assistono familiari disabili o  appartengono a categorie gravose , di andare in pensione prima rispetto a quota 100. Ma Lega e 5 Stelle hanno preferito bocciare la nostra richiesta e continuare nella assurda logica  dell’inconcludenza e della propaganda”.   

28/11/2018 - 18:00

Presentata interrogazione a prima firma Debora Serracchiani

E’ approdata in parlamento la vicenda legata alla famiglia Di Maio e al ruolo che il ministro del M5S  ha svolto all’interno dell’azienda di famiglia. Con una interrogazione allo stesso ministro del Lavoro, a prima firma Debora Serracchiani, e sottoscritta da tutti i deputati del Pd, il Partito Democratico  ha formalmente chiesto al ministro  Di Maio se  “intende rendere pubblica l’intera documentazione inerente al suo rapporto di lavoro con la Ardima costruzioni, con particolare riguardo  all’estratto conto contributivo, nonché chiarire se nel corso degli anni dal 2008 al 2013 sia stato percettore di trattamenti di indennità legati allo stato di disoccupazione”. “Dalla documentazione patrimoniale dell’on. Di Maio depositata alla Camera dei Deputati – scrivono i deputati del Pd,  emerge la titolarità di una partecipazione nella società Ardima s.r.l.; tuttavia, da tale documentazione, dalla suddetta partecipazione non risultano derivare redditi”.
Nel testo si fa riferimento alla trasmissione televisiva  “Le Iene” che ha contattato, tra gli altri, Domenico Sposito, un lavoratore della Ardima costruzioni. “Sposito – si legge nell’interrogazione -    ha dichiarato alle Iene di aver svolto in azienda, per diversi anni, attività lavorativa senza regolare contratto di lavoro, cui ha fatto seguito, nel 2013, l’instaurazione di un contenzioso ancora pendente presso la corte di appello di Napoli”. “Alla richiesta di chiarimenti dei giornalisti delle Iene– scrivono i parlamentari del Pd-  il ministro ha dichiarato di essere all’oscuro della vicenda”. “Una affermazione che  necessita, a parere degli interroganti, di una verifica scrupolosa, stante la delicatezza del caso e la perplessità generata dal fatto che al momento dell’acquisizione della proprietà dell’azienda, uno dei due soci potesse essere all’oscuro della predetta controversia giudiziale”. Inoltre, scrivono Serracchiani e gli altri deputati del Pd, “oltre a questa specifica situazione, sono stati segnalati altri tre casi di operai, Salvatore Pizzo, “Giovanni” e “Stefano”, che dichiarano di aver lavorato presso la medesima azienda in “nero” o in condizioni di irregolarità contrattuale e contributiva”. Per il Pd “anche la posizione del ministro Di Maio necessita di chiarimenti in merito all’attività svolta nel corso degli scorsi anni nell’azienda di famiglia, relativamente alla propria condizione contrattuale e contributiva, al fine di fugare possibili dubbi sulla regolarità della prestazione lavorativa svolta”. Oltre a chiedere di rendere pubblica l’intera documentazione , il Pd chiede a Di Maio anche “se non intenda adoperarsi con la massima urgenza per fornire ogni utile informazione riguardante la posizione lavorativa e contrattuale dei lavoratori che nel corso degli ultimi 10 anni abbiano prestato attività presso le società Ardima costruzioni e Ardima srl. e quali siano state le attività svolte dalla Ardima s.r.l. dalla data della sua costituzione ad oggi.”

21/11/2018 - 10:44

OGGI CONFERENZA STAMPA CON IL CAPOGRUPPO DELRIO - ORE 13 SALA STAMPA DI MONTECITORIO

Mercoledì 21 novembre, alle ore 13.00 ,  presso la sala Sala Stampa di Montecitorio, l’on. Debora Serracchiani presenterà due proposte di legge, di cui è prima firmataria, a favore delle persone colpite da amianto. La prima riguarda l’ erogazione del beneficio assistenziale in favore dei malati di mesotelioma di origine non professionale o degli eredi per gli anni 2019-2020, mentre la seconda intende riaprire i termini per la presentazione delle domande al fine del riconoscimento delle prestazioni pensionistiche per quei lavoratori che devono ricostruire la propria carriera lavorativa.

Alla conferenza stampa interverrà anche il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio e saranno presenti i rappresentanti dell’Aiea, dello Sportello Nazionale Amianto e dell’Ona.

20/11/2018 - 14:54

DOMANI CONFERENZA STAMPA CON IL CAPOGRUPPO DELRIO - ORE 13 SALA STAMPA DI MONTECITORIO

Mercoledì 21 novembre, alle ore 13.00 ,  presso la sala Sala Stampa di Montecitorio, l’on. Debora Serracchiani presenterà due proposte di legge, di cui è prima firmataria, a favore delle persone colpite da amianto. La prima riguarda l’ erogazione del beneficio assistenziale in favore dei malati di mesotelioma di origine non professionale o degli eredi per gli anni 2019-2020, mentre la seconda intende riaprire i termini per la presentazione delle domande al fine del riconoscimento delle prestazioni pensionistiche per quei lavoratori che devono ricostruire la propria carriera lavorativa.

Alla conferenza stampa interverrà anche il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio e saranno presenti i rappresentanti dell’Aiea, dello Sportello Nazionale Amianto e dell’Ona.

31/10/2018 - 19:37

“È stata approvata in commissione Lavoro alla Camera la risoluzione del Pd che impegna il governo a intervenire tempestivamente per garantire l’accesso alla pensione agli esodati rimasti fuori dalle precedenti salvaguardie. Un provvedimento di giustizia sociale che riguarda qualche migliaio di lavoratori che a parità di diritto non hanno potuto beneficiare delle correzioni della riforma Fornero previsti negli otto interventi di salvaguardia che si sono succeduti negli ultimi anni.  Le risorse ci sono, sono quelle che avanzano dalle precedenti salvaguardie, adesso il governo non ha più alibi per non intervenire”. Così la capogruppo del Pd in commissione Lavoro della Camera a seguito dell’approvazione della risoluzione presentata dalle opposizioni, Pd, Forza Italia e Fratelli d’Italia a cui si è alla fine unito anche il M5s.

31/10/2018 - 12:04

“I dati Istat sono pessimi e si aggiungono ai risultati negativi del nostro Pil. Un uno-due micidiale che azzera la credibilità delle scelte del Governo Giallo-Verde. Purtroppo sta accadendo ciò che era ampiamente previsto. L’assoluta inadeguatezza del Dl Di Maio, che ha determinato la perdita di 40mila posti di lavoro ad agosto e altri 34mila a settembre e la ripresa della disoccupazione, in particolare quella giovanile, insieme ad una manovra che non sostiene la crescita e l’occupazione, stanno riportandoci in recessione. La retorica e gli annunci si scontrano con la realtà. Parole contro numeri impietosi che fotografano un disastro annunciato. Il governo abbia il buon senso di fermarsi, stanno giocando con la vita degli italiani. Noi abbiamo presentato delle proposte per continuare sulla strada della crescita, le usino finché sono in tempo. L’effetto Di Maio-Salvini sta costando molto caro agli italiani”.

Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.

17/10/2018 - 17:06

Dichiarazione di Graziano Delrio, presidente gruppo Pd e Debora Serracchiani capogruppo in commissione Lavoro

“Apprendiamo  che il governo degli annunci fa retromarcia anche sui tagli alle  pensioni d’oro. Da mesi andiamo ripetendo che il testo all’esame del parlamento è iniquo e inattuabile e  che l’unica proposta praticabile è la nostra, quella di un contributo di solidarietà, sulla quale oggi pare convergano anche M5S e Lega.

Chiediamo pertanto al governo di ritirare immediatamente il testo in esame , essendo tutti consapevoli  che non vedrà mai la luce e che rappresenta solo una perdita di tempo e una presa in giro per gli italiani. “

E’ quanto hanno dichiarato il presidente  del gruppo  Pd alla Camera Graziano Delrio e l’on. Debora Serracchiani, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

“L’Inps  - scrivono Delrio e Serracchiani -   ha peraltro confermato  che il risparmio non sarebbe di un miliardo,  come più volte sbandierato dal vicepremier Di Maio, ma sarebbe meno di   150 milioni di euro per una platea di 44 mila persone, di cui 29 mila colpite dal taglio.  Lega e M5S fanno ora dietrofront. Bene: non è mai troppo tardi. A conferma che la loro proposta era  irragionevole e sconclusionata.”

12/10/2018 - 11:53

Chi ha di più deve dare di più. Dichiarazione on. Debora Serracchiani, capogruppo Pd Commissione Lavoro della Camera

“Leggo che si vorrebbe inserire il possibile taglio delle pensioni d’oro nel decreto fiscale prevedendo una penalizzazione per gli assegni di importo superiore a 4.500 euro netti, che colpirà soprattutto chi è andato in pensione di anzianità. La proposta di 5 stelle e Lega è il solito annuncio privo di ogni fatto concreto. Di Maio ha sempre dichiarato che i contributi versati per le pensioni  medio alte avrebbero dovuto essere ricalcolati  al fine di evitare che qualcuno prenda una pensione superiore a quanto ha versato e che le pensioni sarebbero state così tagliate. Nella loro proposta non c’è nulla di tutto questo. Non si toccano i contributi e  come hanno evidenziato tutte le audizioni svolte dalla commissione Lavoro,  è palesemente incostituzionale , iniqua e inattuabile. Senza contare che i risparmi sono notevolmente inferiori a quanto sbandierato. Ricordo a Di Maio che noi siamo stati i primi a sostenere che chi ha di più deve dare di più. Ma l’unico strumento  possibile è la proposta del Pd che inserisce   un contributo di solidarietà a carico delle pensioni medio alte, prevedendo   espressamente che i risparmi ricavati dal taglio siano destinati ad un apposito fondo finalizzato a tutelare le giovani generazioni.”

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