27/07/2018 - 15:38

"I nostri sforzi sono stati premiati: abbiamo convinto Lega e M5S a cambiare radicalmente parere sul pagamento del contributo aggiuntivo per i datori di lavoro di colf, badanti e baby sitter, come chiedeva il Pd, già in commissione". Lo dichiarano Graziano Delrio, presidente del gruppo Pd alla Camera, e Debora Serracchiani, capogruppo Pd in Commissione Lavoro,  a proposito del Dl Dignita.

"Al lavoro domestico quindi non si applicherà il Dl Di Maio. Un risultato importante e non scontato, che premia la nostra ostinazione a tutela delle famiglie e di chi lavora. Viene così eliminata una norma ingiusta  che penalizzava il lavoro domestico, con  pesanti costi aggiuntivi sulle famiglie italiane", concludono.

27/07/2018 - 11:56

“Oggi abbiamo fatto un passo avanti importante per le famiglie italiane riuscendo a convincere la maggioranza della necessità di non gravarle di un altro inutile balzello sul lavoro domestico”.

Lo dichiara Debora Serracchiani, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Lavoro alla Camera.

“Il decreto, invece di andare verso una decontribuzione totale per aiutare le famiglie, portava a ulteriori oneri. Parliamo - spiega la deputata Dem - di un’addizionale che avrebbe pesato sul bilancio familiare per circa 160 euro all’anno. Un ulteriore aggravio per chi ha già difficoltà e per chi è costretto a ricorrere a badanti o collaboratori familiari per prendersi cura dei propri cari, con il rischio di portare molti di questi lavoratori e lavoratrici verso il lavoro nero”. 

“I nostri sforzi per cercare di migliorare questo pessimo decreto stanno dando i loro frutti. Ora - conclude Serracchiani- ci auguriamo che la maggioranza in Aula faccia proprio il nostro emendamento per evitare che a pagare i loro errori siano le famiglie italiane”

26/07/2018 - 19:07

Dichiarazione on. Debora Serracchiani, deputata Pd 

“Da Di Maio  il solito ruggito del coniglio,  fa la voce grossa ma poi basta cambiare nome alle cose per accomodarsi. Così anche per i voucher, continua a far finta di opporsi e dire che non li voterà . Tanto poi comanda la Lega. Quanta ipocrisia, da veri campioni della doppiezza.”

26/07/2018 - 14:16

“La maggioranza gialloverde ha impedito ogni forma di dialogo costruttivo per migliorare il decreto Di Maio, che di dignitoso per i lavoratori e le imprese ha ben poco”.

Lo dichiara Debora Serracchiani, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Lavoro.

“Tutti noi siamo d’accordo nel dire che va combattuto il precariato, che vanno combattute le delocalizzazioni selvagge, che occorre combattere contro la ludopatia. Il precariato, però, si combatte  rendendo più conveniente il lavoro a tempo indeterminato, ma 5Stelle e Lega - spiega la deputata Dem - hanno detto no a tutti gli emendamenti del Partito Democratico volti a ridurre il costo del lavoro a tempo indeterminato. È arrivato un no netto anche per quelli che prevedevano di affidare l’introduzione delle causali alla contrattazione collettiva, mostrando una mancata conoscenza della realtà che vede l’80% dei contratti collettivi privi delle causali del contratto a termine. No anche alla proposta di indennità compensatoria al lavoratore a cui non viene rinnovato il contratto”.

“Resta così un provvedimento i cui unici effetti saranno quelli di creare incertezze, aumentare i contenziosi e produrre effetti perversi sul mercato del lavoro e sulla creazione di posti di lavoro. Il governo del cambiamento - conclude Serracchiani- non ascolta i territori e neppure gli allarmi lanciati da tutti quelli che in questo decreto si sono imbattuti”.

23/07/2018 - 16:55

Tweet di Debora Serracchiani, capogruppo Pd in commissione Lavoro

“Sull’indennità di licenziamento il Partito democratico fa emendamenti che tutelano da subito i lavoratori, aumentando l’indennità in sede  conciliativa. L’aumento a 36 mensilità proposto dal M5S sarà effettivo solo dal 2033. #lochiamavanodignità.” Così in un twett la capogruppo del Pd in commissione lavoro, Debora Serracchiani.

20/07/2018 - 11:00

Dichiarazione deputata Pd Debora Serracchiani, capogruppo in Commissione Lavoro

“Il Pd ha proposto di esentare dal pagamento del contributo aggiuntivo previsto nel caso di rinnovo del contratto  i datori di lavoro di colf, badanti e baby sitter. Questo è per noi un aiuto concreto alle famiglie che invece il decreto Di Maio colpisce e penalizza indiscriminatamente”. Ad affermarlo la deputata del Pd Debora Serracchiani, capogruppo in commissione Lavoro, impegnata nel coordinare l’azione del suo gruppo per modificare il decreto.  “ Chiediamo alla maggioranza e al governo di approvare il nostro emendamento. Di cambiare subito quella norma irragionevole che penalizza il lavoro domestico, come richiesto anche dall’associazione dei datori di lavoro domestico Assindatcolf”.

Per Serracchiani, la vicenda del decreto Di Maio “è l’ennesima conferma che il contratto di governo  tra Lega e 5 Stelle è un grandissimo imbroglio sulla pelle dei cittadini. Altro che governo del cambiamento, questo è un governo del peggioramento.”

19/07/2018 - 20:04

“Il presidente dell’Inps Boeri ha smentito  le dichiarazione resa ieri da Di Maio non in un video Facebook ma davanti alle Commissioni Finanze e Lavoro riunite della Camera. In altre parole, Di Maio non ha detto la verità davanti al Parlamento e al Paese”. Lo dichiara Debora Serracchiani, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera, a proposito dell’audizione del presidente dell’Inps Boeri sul Decreto Dignità.

“L’affermazione secondo cui – continua – Di Maio avrebbe ricevuto dall’Inps due relazioni, nella seconda delle quali, non richiesta, una ‘manina’ avrebbe inserito la previsione degli 8mila posti di lavoro all’anno persi, è stata smentita da Boeri. Date alla mano, il presidente dell’Inps ci ha informato che la relazione è una sola, che è stata ricevuta dal ministero del Lavoro almeno 8 giorni prima della stesura definitiva del decreto e dell’invio al Colle, e che conteneva già l’indicazione sulla perdita dei posti di lavoro. Successivamente, sono stati invitati alla Ragioneria generale dello Stato dei chiarimenti che non toccavano comunque il tema dei posti di lavoro.  Allo stesso tempo, Boeri ha confermato che nell’immediato il decreto non solo causerà una perdita di posti di lavoro ma anche che la stima degli 8 mila posti è ottimistica, dal momento che non comprende gli effetti relativi ai contratti di somministrazione e a quelli che sono in scadenza dal momento che rischiano, con l’introduzione della causalità, di non essere rinnovati. Boeri conferma invece la bontà dell’iniziativa del Pd: la chiave di volta per affrontare il tema del precariato è ridurre il costo al lavoro a tempo indeterminato.  Siccome vale di più deve costare di meno. In questo senso, Boeri si è detto d’accordo con la proposta del Partito democratico di un taglio di 4 punti in 4 anni,  precisando però che questo sarà possibile solo senza contestuali aumenti della spesa pensionistica”.

“Il presidente dell’Inps ha confermato il sistema dei contratti a tutele crescenti ha funzionato: il numero dei contratti a tempo indeterminato è aumentato”, conclude

19/07/2018 - 16:57

Presentata interrogazione urgente ai Ministri Tria e Bongiorno 

“Che fine faranno i buoni pasto? L’ha chiesto  la deputata  Debora Serracchiani, capogruppo del Pd in commissione Lavoro della Camera, che ha presentato una interrogazione urgente ai ministri  dell’Economia e della Funzione Pubblica. Serracchiani scrive ai ministri Tria e Bongiorno che “il futuro dei buoni pasto se lo stanno ponendo oltre un milione di dipendenti pubblici  che vedono ora compromessa  una parte importante del proprio stipendio”.

Serracchiani ricorda che  la vicenda nasce a seguito “della disdetta da parte della Consip  della convenzione con  “Qui Grouop” per le inadempienze della stessa società che ha lasciato tantissimi dipendenti pubblici in una condizione di avere buoni pasto non spendibili”. Nell’interrogazione, l’esponente del Pd ricorda inoltre ai ministri che “la convenzione tra Consip e Qui Gruop è stata attiva da marzo 2016 a giugno 2018, con  un valore di 500 milioni di euro  e di questi 450 milioni sono stati ordinati e ritirati”. “In  pratica – scrive Serracchiani - circa un milione di dipendenti pubblici di Piemonte, Lombardia, Liguria, Valle d’Aosta e Lazio rischiano di perdere il valore di buoni pasto già ricevuti e non utilizzabili poichè bar, ristoranti e  supermercati non li accettano più”.

La capogruppo del Pd in commissione Lavoro fa presente al governo che “i  buoni pasto hanno una incidenza rilevante, soprattutto per le retribuzioni più basse nella PA e possono valere da 100 a 140 euro in meno per 20 giorni di lavoro” . Al governo, la deputata del Pd ha chiesto “di assumere una iniziativa  al fine di tutelare i dipendenti pubblici nel loro potere d’acquisto e nel non perdere i buoni pasto ricevuti e  impossibilitati ad utilizzare.”  

18/07/2018 - 16:41

Governo faccia propria proposta Pd

“Non si deve aumentare il costo dei contratti a tempo determinato senza diminuire quelli a tempo indeterminato: il governo faccia propria la nostra proposta di tagliare di 4 punti in 4 anni il cuneo fiscale". Lo ha dichiarato Debora Serracchiani, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera, durante le audizioni del ministro Di Maio sul Dl Dignità.

"È fondamentale - ha continuato - che il governo faccia chiarezza su questo punto. Di Maio sui giornali ha annunciato di lavorare a questo problema con la stabilizzazione degli incentivi. Vorremo fargli presente che parla di una norma già esistente, la 92/2012. Il ministro lavora dunque a una norma che già esiste? Da parte nostra stiamo lavorando ad alcuni emendamenti che prevedono un taglio strutturale di 4 punti in 4 anni del cuneo fiscale. Allo stesso modo riteniamo totalmente sbagliato equiparare la somministrazione ai contratti a termine. E’ una confusione che comporta un effetto opposto a quello a cui il ministro dice di lavorare. Così in questo settore il rischio di perdere posti di lavoro diventa concreto. Ci auguriamo per questo che Di Maio pensi a modificare la norma eliminando il rinvio alla somministrazione”,

"Quanto ai voucher, quando e perché il ministro Di Maio ha cambiato idea? Un anno fa era a favore del referendum Cgil per la loro abolizione. Poi ha promesso di erigere addirittura un muro di cemento armato contro la loro eventuale reintroduzione. Ora apre alla possibilità di reintrodurli in certi settori. Di Maio faccia chiarezza anche su questo”.

18/07/2018 - 10:38

“Dalle prime audizioni nelle commissioni Finanze e Lavoro sul decreto Di Maio emerge in modo evidente una certa frettolosità nell’aver redatto un  provvedimento che non solo ha avuto  problemi di copertura finanziaria ma contiene vere e proprie criticità che ne minano  l’efficacia”. Lo dichiara la capogruppo Pd in commissione Lavoro Debora Serracchiani.

“Se è vero che per decreto  non si crea lavoro – aggiunge la deputata dem -, però si può complicare o addirittura impedire la creazione di nuovi posti, provocando sacche di irregolarità. Tutti i soggetti auditi sono stati concordi nel ritenere che  il punto non è aumentare il costo del contratto a termine, perché per  creare lavoro si deve ridurre il costo del tempo indeterminato in modo strutturale. La strada giusta in questo senso è la riduzione del cuneo fiscale come si sta impegnando a fare il Pd emendando il decreto”.

“ I vincoli sul tempo determinato non servono a nulla  - prosegue Serracchiani - e la tutela al lavoratore la dà il lavoro non il contenzioso sul suo contratto. Va inoltre sostenuta l’economia e creato un ambiente che agevoli l’attrazione di investimenti. Le norme sulle delocalizzazioni, che in linea di principio hanno un fondamento, rischiano di non colpire le frodi e l’uso disinvolto dei fondi, quanto il sistema produttivo italiano che è fatto anche di imprese che sono già fortemente internazionalizzate e che investono all’estero anche per  rafforzare la presenza in Italia. Così – conclude - si rischia inoltre di frenare investimenti stranieri nel nostro Paese per l’indeterminatezza delle norme”.

17/07/2018 - 19:36

“Noi crediamo che per crescere il Paese deve creare posti di lavoro, che non si creano aumentando il costo dei contratti a termine senza diminuire quello dei contratti a tempo indeterminato”. Lo afferma la capogruppo Pd in commissione Lavoro Debora Serracchiani.

“Diminuire il costo dei contratti a tempo indeterminato è infatti la vera chiave di volta  per contrastare il precariato. Per questo motivo- spiega Serracchiani -, e come già avevamo proposto nel nostro programma, stiamo lavorando a una proposta per la riduzione del costo del lavoro tagliando il cuneo fiscale e incentivando le assunzioni a tempo indeterminato”.

“La stabilizzazione dei posti di lavoro – conclude - non avviene infatti per decreto ma solo se si forniscono gli strumenti per consentire alla imprese e ai lavoratori di operare in un sistema stabile nel quale il contratto a tempo indeterminato sia lo strumento ordinario del rapporto di lavoro”.

12/07/2018 - 17:30

Nel corso dell’audizione  del Ministro del Lavoro nelle Commissioni riunite , l’on Serracchiani, capogruppo del Pd in commissione Lavoro ,  ha osservato che “il decreto Di Maio ancora nessuno l’ha visto: nè il parlamento nè, soprattutto, il Paese. Fatichiamo davvero molto – ha aggiunto Serracchiani-  a comprenderne le ragioni straordinarie  di necessità e urgenza, come prevede  la Costituzione.

“Per la parlamentare del Pd, “dalla relazione del ministro appare preoccupante come la questione del lavoro sia più che mai  una cenerentola rispetto allo sviluppo economico e colpisce negativamente il fatto che ci sia stato solo qualche fugace accenno a temi, rilevantissimi, come la sicurezza sul lavoro. Abbiamo quindi preso atto che il ministro Di Maio non intende  abolire e/o superare  la Legge Fornero, pur non comprendendo quali saranno le proposte in materia di pensioni.” Serracchiani ha altresì “ preso atto che il muro, probabilmente un muretto, contro i voucher è caduto rovinosamente, anche se non ci è chiaro per quali categorie e con quali limiti il governo intenda reintrodurli”.

La capogruppo in commissione lavoro del pd ha infine chiesto  al ministro Di Maio “cosa il governo  intenda fare per la riduzione del costo del lavoro perché non si crea nuova occupazione aumentando il costo dei contratti a termine, senza ridurre il costo di quelli a tempo indeterminato“.

10/07/2018 - 12:21

Sul sistema pensionistico dal governo non è giunta ancora nessuna proposta concreta, ma solo ipotesi propagandistiche su cui è difficile avviare un confronto. Il Pd incalzerà l’esecutivo per rendere strutturali alcune misure approvate nella scorsa legislatura che stanno già dando alcune positive risposte, allargando le categorie alle quali applicarle a partire dai fasce più deboli come donne, disoccupati, situazioni di disagio sociale. Mi riferisco, ad esempio, all’Ape volontaria e sociale e ad Opzione donna. Occorre inoltre proseguire nel solco della rivisitazione di alcune parti della Riforma Fornero con un’ulteriore salvaguardia (la nona) e impegnarsi per l’introduzione della pensione di garanzia dei giovani. In ogni caso, qualsiasi intervento non può prescindere da due questioni: il sistema fiscale e il lavoro. Le decisioni su sistema previdenziale non possono prescindere dalle scelte che verranno fatte su quello fiscale. Basti ricordare come l’attuazione contemporanea del taglio delle pensioni d’oro e della flat tax produce l’effetto paradossale di mettere più soldi in tasca proprio a chi ha redditi più elevati.
Quanto al lavoro, oltre agli interventi che hanno permesso di renderne più dinamico il mercato, vanno ricordate le misure che hanno coperto alcune lacune, come il reddito di inclusione, ed è necessario proseguire sulla strada degli investimenti che ne potenzino l’efficacia”.

Così la capogruppo Dem in commissione Lavoro, Debora Serracchiani, intervenendo a Roma al convegno promosso dalla Cgil “Pensioni, adesso risposte concrete” al Centro Congressi Frentani.

05/07/2018 - 19:35

"I 235 milioni che Luigi Di Maio si vanta di aver destinato ai centri per l'impiego non sono altro che i fondi destinati alle regioni dalla legge di bilancio 2018, grazie a un  emendamento a prima firma Gribaudo e al governo a guida Pd, che ha previsto la distribuzione fra le regioni già agennaio di quest'anno. Di Maio finge ancora di portare a casa grandi risultati mentre sta solo usando la buona eredità del centrosinistra.  Come con il reddito di cittadinanza, non sta proponendo niente di nuovo, ma solo il riciclo e l'appropriazione delle nostre riforme e dei nostri risultati." Lo dichiarano la vice capogruppo pd alla camera, Chiara Gribaudo, e la capogruppo Pd in Commissione Lavoro Debora Serracchiani dopo le dichiarazioni del Ministro Di Maio sui centri per l'impiego.

04/07/2018 - 16:14

Dichiarazione di Debora Serracchiani, deputata Pd capogruppo in Commissione Lavoro

"Il Pd ha fortemente voluto il Reddito di inserimento, una misura di vero contrasto alla povertà, che dal 1 luglio ha assunto un profilo universalistico. E' significativo che il presidente Boeri abbia sottolineato l’importanza di questa misura, quale effettivo supporto a oltre 300 mila famiglie italiane". Lo afferma la deputata del Pd, Debora Serracchiani, capogruppo in commissione Lavoro. Per Serracchiani “il Rei non crea illusioni, si fa carico di chi è in difficoltà con percorsi di reinserimento in collaborazione con altri enti: è efficace. Per questo abbiamo chiesto al governo di estendere la platea dei beneficiari e raddoppiare le risorse, coprendo chi è rimasto escluso". “Il Ministro Di Maio- conclude la parlamentare del Pd -  continua a sollecitare gli animi di persone in difficoltà con la chimera del reddito di cittadinanza. Le sue parole sono sempre più un azzardo e gioca con le persone più fragili. Si confronti invece con noi e con le nostre proposte, che non sono né assistenzialismo e né palliativi. Inoltre, ho anche apprezzato il riferimento di Boeri al salario minimo. Un provvedimento a cui il Pd sta lavorando e che porterà all’attenzione del parlamento già nelle prossime settimane.”

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