17/10/2018 - 17:06

Dichiarazione di Graziano Delrio, presidente gruppo Pd e Debora Serracchiani capogruppo in commissione Lavoro

“Apprendiamo  che il governo degli annunci fa retromarcia anche sui tagli alle  pensioni d’oro. Da mesi andiamo ripetendo che il testo all’esame del parlamento è iniquo e inattuabile e  che l’unica proposta praticabile è la nostra, quella di un contributo di solidarietà, sulla quale oggi pare convergano anche M5S e Lega.

Chiediamo pertanto al governo di ritirare immediatamente il testo in esame , essendo tutti consapevoli  che non vedrà mai la luce e che rappresenta solo una perdita di tempo e una presa in giro per gli italiani. “

E’ quanto hanno dichiarato il presidente  del gruppo  Pd alla Camera Graziano Delrio e l’on. Debora Serracchiani, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

“L’Inps  - scrivono Delrio e Serracchiani -   ha peraltro confermato  che il risparmio non sarebbe di un miliardo,  come più volte sbandierato dal vicepremier Di Maio, ma sarebbe meno di   150 milioni di euro per una platea di 44 mila persone, di cui 29 mila colpite dal taglio.  Lega e M5S fanno ora dietrofront. Bene: non è mai troppo tardi. A conferma che la loro proposta era  irragionevole e sconclusionata.”

12/10/2018 - 11:53

Chi ha di più deve dare di più. Dichiarazione on. Debora Serracchiani, capogruppo Pd Commissione Lavoro della Camera

“Leggo che si vorrebbe inserire il possibile taglio delle pensioni d’oro nel decreto fiscale prevedendo una penalizzazione per gli assegni di importo superiore a 4.500 euro netti, che colpirà soprattutto chi è andato in pensione di anzianità. La proposta di 5 stelle e Lega è il solito annuncio privo di ogni fatto concreto. Di Maio ha sempre dichiarato che i contributi versati per le pensioni  medio alte avrebbero dovuto essere ricalcolati  al fine di evitare che qualcuno prenda una pensione superiore a quanto ha versato e che le pensioni sarebbero state così tagliate. Nella loro proposta non c’è nulla di tutto questo. Non si toccano i contributi e  come hanno evidenziato tutte le audizioni svolte dalla commissione Lavoro,  è palesemente incostituzionale , iniqua e inattuabile. Senza contare che i risparmi sono notevolmente inferiori a quanto sbandierato. Ricordo a Di Maio che noi siamo stati i primi a sostenere che chi ha di più deve dare di più. Ma l’unico strumento  possibile è la proposta del Pd che inserisce   un contributo di solidarietà a carico delle pensioni medio alte, prevedendo   espressamente che i risparmi ricavati dal taglio siano destinati ad un apposito fondo finalizzato a tutelare le giovani generazioni.”

04/10/2018 - 15:52

“Dare seguito agli impegni assunti dal Presidente del Consiglio dei ministri nell'incontro con l'Anci dell'11 settembre 2018, approvando con la massima urgenza un provvedimento finalizzato a reintegrare tutte le risorse necessarie ad assicurare l'integrale finanziamento delle 96 convenzioni stipulate nell'ambito del Bando periferie”. Lo chiede la mozione, resa nota dalla deputata Debora Serracchiani, che il gruppo del Partito democratico alla Camera ha presentato “al fine di assicurare il finanziamento di tutti i progetti ammessi in graduatoria”.

Il documento ricorda che “sono stati pregiudicati i diritti dei 19.803.099 cittadini dei 96 enti beneficiari diretti (87 Comuni Capoluogo e 9 Città metropolitane, per un totale di 326 comuni) che non vedranno la realizzazione dei 1.625 interventi, nonché dei progettisti e delle imprese che avrebbero dovuto realizzare i 2,7 miliardi di investimenti previsti, di cui 1,6 miliardi di euro per la realizzazione dei progetti legati alle 96 convenzioni e circa 1,1 miliardi di euro di finanziamenti messi a disposizione da privati ed altri enti”. E precisa: “il Partito Democratico ha denunciato la situazione e contrastato la revoca dei fondi presentando emendamenti e ordini del giorno”.

“Il Presidente del Consiglio – si legge ancora nella mozione - ha assunto l’impegno a inserire nel primo decreto utile una norma che di fatto dia la possibilità di recuperare la realizzabilità dei progetti già in fase avanzata”. E tuttavia, prosegue il testo “nessuna iniziativa dell’esecutivo ha dato seguito al citato impegno”.

“Ricorriamo a tutti gli strumenti per restituire ai cittadini e ai Comuni quanto spetta loro – commenta Serracchiani – e anche per offrire al Governo l'opportunità di riscattarsi da un atto di arroganza centralista. I rapporti tra Governo e Comuni non hanno mai raggiunto un punto così basso e auspichiamo che nelle prossime ore il premier Conte voglia dare un segno concreto che la sua parola ha un valore”.

04/10/2018 - 10:07

190 CASI TRA VENETO E FRIULI VENEZIA GIULIA , LA DEPUTATA DEL PD DEBORA SERRACCHIANI HA CHIESTO AL MINISTRO COSA SI STA FACENDO

La cosiddetta “febbre del Nilo” è una epidemia che sta colpendo alcune aree del nostro Paese, in particolare il Veneto , dove sono stati già accertati oltre 160 casi e nella regione Friuli Venezia Giulia, dove i casi di contagio sono ormai 27, e siamo ahimè alla terza vittima. La febbre del Nilo inoltre,  si accompagna ad un'altra epidemia per noi altrettanto importante che ha colpito in particolare la regione Lombardia e che riguarda alcuni casi di legionella, che poi hanno determinato anche la morte per complicazioni di alcune persone. Ho chiesto, intervenendo in aula, che il ministro della Salute Giulia Grillo venga a riferire con urgenza all’intero Parlamento su questa situazione , per capire quali sono le misure che sono state adottate al fine di  limitare i contagi stessi, e quali sono gli interventi che il Ministero intende fare, anche perchè si tratta di epidemie che ormai sono note al nostro Paese. In particolare, la febbre del Nilo risale nella sua prima apparizione alla fine degli anni Novanta, ma ora è particolarmente invasiva e, come ripeto, ha causato già diverse vittime. Credo sia doveroso che i cittadini siano informati rapidamente su come ci si sta adoperando per farvi fronte.

25/09/2018 - 17:10

Condanna in commissione Lavoro

“Un ministro non può definire gli avversari degli “assassini politici”. Ho pertanto chiesto che  le parole inaccettabili e intollerabili oltrechè irresponsabili del ministro Di Maio, fossero condannate anche dalla  commissione  Lavoro della Camera, che nella seduta odierna ha preso atto della nostra richiesta. Si può condividere o non condividere il jobs act e si può contrastare una riforma senza insultare gli avversari.  Abbiamo ricordato inoltre al ministro Di Maio che le parole hanno un peso e che per il lavoro alcuni uomini hanno perso la vita. Su questi argomenti il confronto deve essere più corretto e più rispettoso delle idee degli altri.”

Lo dichiara Debora Serracchiani.

24/09/2018 - 14:29

Dichiarazione di Debora Serracchiani, deputata Pd

“Per Di Maio è sempre colpa degli altri . Anche se il M5S è adesso al governo , loro  non c’entrano mai, i responsabili sono altrove . Eppure il ministro del Lavoro aveva la possibilità di dare una risposta precisa e concreta per quei lavoratori  che dal 2019 non avranno più  tutele,  accogliendo la proposta del Partito democratico di prorogare  di un anno la cassa integrazione per  cessazione di attività  . Lo  avevamo proposto nel decreto legge milleproroghe ma il governo dei gialloverdi ha detto di no. Troppo impegnato a difendere Casalino e ad attaccare Renzi per occuparsi dei lavoratori in difficoltà.”

20/09/2018 - 12:42

La deputata del Pd presenta interrogazione urgente al ministro per i Beni e attività culturali

“Le esperienze maturate  dai volontari impegnati nei progetti di Servizio Civile Nazionale realizzati dal Mibac non devono andare disperse”. E’ quanto ha chiesto, attraverso una interrogazione urgente al ministro per i Beni e le attività Culturali, la deputata del Pd Debora Serracchiani, dopo la conclusione, il 12 settembre scorso, del  periodo di un  anno per  1.050 volontari  impiegati nella la salvaguardia del patrimonio storico, artistico e culturale del nostro Paese. “ Volontari – scrive Serracchiani al ministro Bonisoli - altamente specializzati nel settore culturale e nei settori connessi che hanno dedicato ed investito un anno della propria vita nella tutela del nostro patrimonio culturale nei musei, biblioteche, archivi,  acquisendo ulteriori e specifiche competenze.” Serracchiani ha altresì chiesto al ministro Bonisoli “se non intenda anche individuare specifiche forme di collaborazione,  tenuto conto che i volontari in questione sono quasi tutti in possesso di una formazione di alto livello.” Nell’interrogazione, Serracchiani  sottolinea che “lo Stato, le Regioni e le Province autonome, nei limiti delle rispettive competenze, possono stipulare convenzioni con associazioni di imprese private, con associazioni di rappresentanza delle cooperative e con altri enti senza finalità di lucro, al fine di favorire il collocamento nel mercato del lavoro dei giovani che hanno svolto il servizio civile universale” e che, “ferme restando le riserve di posti previste dalla normativa vigente, ai fini della compilazione delle graduatorie di merito dei concorsi pubblici relativi all'accesso nelle carriere iniziali, le pubbliche amministrazioni possono prevedere nei relativi bandi, come titoli di preferenza, anche lo svolgimento del servizio civile universale completato senza demerito”. Infine, la deputata del Pd  ha ricordato a Bonisoli che fu lui stesso, nel corso di un question time alla Camera, a fornire  dati “inequivocabili” dai quali  risultava “una carenza attuale rispetto alla dotazione organica prevista.”

13/09/2018 - 18:50

“Dal 2017 è in vigore l’Ape social che riguarda coloro che  sono  in cassa integrazione, disoccupazione o impiegati nei cosiddetti lavori gravosi. L’Ape social scade il 31 dicembre 2018. Il Partito Democratico chiede al governo  di prorogarla”. E’ quanto ha chiesto l’on. del Pd Debora Serracchiani,  illustrando in aula l’ordine del giorno, di cui è prima firmataria,  al decreto Milleproroghe. “L’Ape social – ha aggiunto Serracchiani – è un’importante strumento di inclusione sociale , una risposta positiva e a carico totale dello Stato, che non può non essere prorogata in assenza di strumenti strutturali e di riforme pensionistiche che nessuno vede all’orizzonte ma che qualcuno solo annuncia.” Serracchiani ha inoltre  attaccato duramente la politica sociale del Governo, evidenziando che “se già stanno  rinviando le urgenze figurarsi quando questo governo dovrà prendere  una posizione sul tema delle pensioni che è il tema – ha sottolineato la parlamentare del Pd –  sul quale è stata fatta  un’intera campagna elettorale dicendo che sarebbe stata abolita la Legge Fornero, anzi che l’avrebbero superata, anzi  non stanno facendo nulla”.

12/09/2018 - 10:59

“Il dato sulla produzione industriale diffuso oggi dall’Istat sulla produzione industriale non può e non deve essere sottovalutato. L’Istituto parla di ‘brusca discesa’ a luglio 2018, -1,8% rispetto a giugno, -1,3% rispetto a luglio 2017. Si tratta del peggiore andamento da oltre tre anni a questa parte ed è il primo segno negativo dal 2016. Questo pessimo risultato si aggiunge al ridimensionamento della crescita prevista del Pil per quest’anno e al calo sì della disoccupazione, ma accompagnato da una contestuale riduzione degli occupati e alla crescita degli inattivi. Il ‘governo del cambiamento in peggio’ sta dunque dispiegando le sue nefaste ali sul Sistema Italia. Avevamo segnalato questi rischi in sede di discussione del ‘decreto disoccupazione’ firmato da Di Maio. Adesso arrivano le prime buie conferme. Il Partito democratico è pronto a fare la sua parte per collaborare ad una inversione di rotta, ma M5s e Lega devono prendere atto del fallimento dei loro primi 100 giorni di governo”.

Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.

01/08/2018 - 11:21

“Il Partito democratico prende atto che M5S e Lega lasciano intatto il Jobs act voluto e attuato dai governi Renzi e Gentiloni. E lo fanno dopo che per tutta la campagna elettorale hanno detto che lo avrebbero abolito e reintrodotto i l’articolo 18. Ecco, proprio quel Jobs act che secondo le loro accuse non avrebbe creato posti di lavoro, danneggiato l’economia, tradito la fiducia di imprese e lavoratori, con la votazione di stamani alla Camera non viene toccato, anzi viene ribadita l’importanza del contratto a tutele crescenti. Quello che governo e maggioranza però fanno con questo decreto è intervenire in una fase delicata della nostra economia peggiorando il funzionamento del mercato del lavoro, facendo costare di più il contratto a termine, introducendo le causali,  utilizzando il Jobs act, senza ridurre il costo del lavoro a tempo indeterminato: il contrario di quello che serve”. Lo ha detto in Aula alla Camera la capogruppo Pd in commissione Lavoro Debora Serracchiani.

31/07/2018 - 18:41

“Il decreto Di Maio è così mal definito che fara’  costare di più i contratti a termine”. E’ quanto ha dichiarato l’on. del partito democratico Debora Serracchiani, intervenendo in aula in qualità di relatrice di minoranza al decreto sul lavoro. Serracchiani ha fatto un appello al governo e alla maggioranza di “riflettere e prendere in considerazione l’ipotesi di fare riferimento alla contrattazione collettiva nazionale quando ci si riferisce alla causali”. Per Serracchiani, infatti, “il decreto interviene solo sui contratti a termine facendoli costare di più.  L’80% dei contratti collettivi nazionali – ha sottolineato l’esponente del pd - non contiene, nei contratti a termine, le causali. E questo significa che se questa disciplina sarà reintrodotta la conseguenza sarà il caos e il ricorso ai contenziosi che darà lavoro principalmente ad avvocati e magistrati.”

27/07/2018 - 15:38

"I nostri sforzi sono stati premiati: abbiamo convinto Lega e M5S a cambiare radicalmente parere sul pagamento del contributo aggiuntivo per i datori di lavoro di colf, badanti e baby sitter, come chiedeva il Pd, già in commissione". Lo dichiarano Graziano Delrio, presidente del gruppo Pd alla Camera, e Debora Serracchiani, capogruppo Pd in Commissione Lavoro,  a proposito del Dl Dignita.

"Al lavoro domestico quindi non si applicherà il Dl Di Maio. Un risultato importante e non scontato, che premia la nostra ostinazione a tutela delle famiglie e di chi lavora. Viene così eliminata una norma ingiusta  che penalizzava il lavoro domestico, con  pesanti costi aggiuntivi sulle famiglie italiane", concludono.

27/07/2018 - 11:56

“Oggi abbiamo fatto un passo avanti importante per le famiglie italiane riuscendo a convincere la maggioranza della necessità di non gravarle di un altro inutile balzello sul lavoro domestico”.

Lo dichiara Debora Serracchiani, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Lavoro alla Camera.

“Il decreto, invece di andare verso una decontribuzione totale per aiutare le famiglie, portava a ulteriori oneri. Parliamo - spiega la deputata Dem - di un’addizionale che avrebbe pesato sul bilancio familiare per circa 160 euro all’anno. Un ulteriore aggravio per chi ha già difficoltà e per chi è costretto a ricorrere a badanti o collaboratori familiari per prendersi cura dei propri cari, con il rischio di portare molti di questi lavoratori e lavoratrici verso il lavoro nero”. 

“I nostri sforzi per cercare di migliorare questo pessimo decreto stanno dando i loro frutti. Ora - conclude Serracchiani- ci auguriamo che la maggioranza in Aula faccia proprio il nostro emendamento per evitare che a pagare i loro errori siano le famiglie italiane”

26/07/2018 - 19:07

Dichiarazione on. Debora Serracchiani, deputata Pd 

“Da Di Maio  il solito ruggito del coniglio,  fa la voce grossa ma poi basta cambiare nome alle cose per accomodarsi. Così anche per i voucher, continua a far finta di opporsi e dire che non li voterà . Tanto poi comanda la Lega. Quanta ipocrisia, da veri campioni della doppiezza.”

26/07/2018 - 14:16

“La maggioranza gialloverde ha impedito ogni forma di dialogo costruttivo per migliorare il decreto Di Maio, che di dignitoso per i lavoratori e le imprese ha ben poco”.

Lo dichiara Debora Serracchiani, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Lavoro.

“Tutti noi siamo d’accordo nel dire che va combattuto il precariato, che vanno combattute le delocalizzazioni selvagge, che occorre combattere contro la ludopatia. Il precariato, però, si combatte  rendendo più conveniente il lavoro a tempo indeterminato, ma 5Stelle e Lega - spiega la deputata Dem - hanno detto no a tutti gli emendamenti del Partito Democratico volti a ridurre il costo del lavoro a tempo indeterminato. È arrivato un no netto anche per quelli che prevedevano di affidare l’introduzione delle causali alla contrattazione collettiva, mostrando una mancata conoscenza della realtà che vede l’80% dei contratti collettivi privi delle causali del contratto a termine. No anche alla proposta di indennità compensatoria al lavoratore a cui non viene rinnovato il contratto”.

“Resta così un provvedimento i cui unici effetti saranno quelli di creare incertezze, aumentare i contenziosi e produrre effetti perversi sul mercato del lavoro e sulla creazione di posti di lavoro. Il governo del cambiamento - conclude Serracchiani- non ascolta i territori e neppure gli allarmi lanciati da tutti quelli che in questo decreto si sono imbattuti”.

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