28/07/2015 - 17:17

“I deputati del Partito democratico si stringono alle famiglie delle vittime e alla città di Modugno che piange i suoi concittadini e i lavoratori della fabbrica, due indiani e uno albanese, che hanno trovato la morte nella strage dello scorso 24 luglio. Nel ricordare la tragedia, spero che il Parlamento dia presto risposte legislative per la messa in sicurezza di questi particolari luoghi di lavoro”.

Lo ha detto il vicepresidente dei deputati del Pd, Gero Grassi, intervento a Montecitorio per ricordare le vittime della strage di Modugno, alle porte di Bari, dove l'esplosione di una fabbrica di fuochi d'artificio ha provocato 9 morti e 2 feriti.

22/07/2015 - 18:12

“Oggi abbiamo ascoltato il dottor Giancarlo Capaldo, capo del Pool anti-terrorismo della Procura di Roma, al quale fu affidato il fascicolo relativo alla presenza della moto Honda durante l’agguato della mattina del 16 marzo 1978. Capaldo ha ripercorso con precisione la sua indagine, mettendo in luce i comprensibili dubbi in merito alla denuncia dell’anonimo che parlò in una missiva del suo ruolo di agente segreto, insieme ad un collega, nel commando di via Fani, ma anche i ritardi farraginosi, gravi e incomprensibili, delle indagini avviate dalla Digos di Torino.  In sostanza, dalla audizione emerge di nuovo il tema scottante della non-indagine sulla vicenda: Capaldo ricevette il dossier solo alla fine di luglio 2012 e nel settembre successivo morì improvvisamente Antonio Fissore, individuato come l’altro passeggero della moto Honda. Ormai era troppo tardi. Mentre questo aspetto della vicenda rischia dunque di non poter più trovare riscontri, abbiamo appreso che prosegue  l’inchiesta che vede al centro la testimonianza cruciale, e a nostro giudizio estremamente interessante, dell’artificiere Vito Antonio Raso. Ci auguriamo che possano presto emergere novità: Raso raccontò in un libro di essere arrivato in via Caetani la mattina del 9 maggio intorno alle ore 10. Lì c’era già il ministro dell’Interno Cossiga. La sua testimonianza sovverte la versione brigatista di quelle ore. La drammatica telefona con cui Valerio Morucci avvisò che il cadavere di Aldo Moro era stato abbandonato in via Caetani è delle 12,15 e il brigatista ha mai saputo spiegare perché, dopo aver ucciso Moro intorno alle 9, impiegarono quattro ore per trovare una cabina telefonica.”   

Così Gero Grassi, componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sequestro e la morte di Aldo Moro.

16/07/2015 - 17:05

“Siamo tutti con Lucia Borsellino e siamo tutti contro Rosario Crocetta che non ha altra strada se non quella di dimettersi”. Lo afferma il vice presidente dei Deputati del Pd Gero Grassi il quale aggiunge: “difendere l’onore delle istituzioni è il primo impegno di ogni amministratore. Crocetta non ha saputo garantire questo compito fondamentale. Per questo non c’è spazio per autosospensioni, riflessioni o altro. Deve dimettersi e consentire che la Sicilia possa tornare al voto perché ha bisogno di un governo credibile e forte in grado di affrontare il futuro dell’isola”.

30/06/2015 - 17:08

“Il ritorno in edicola de L’Unità è una buona notizia per tutti. I commenti acidi di molti esponenti dei 5 Stelle lasciano sconcertati. Rivelano il loro animo ‘fascistoide’. Ben lavoro al direttore e a tutta la redazione”.

Così Gero Grassi, vice presidente dei deputati del Pd.

12/05/2015 - 17:27

 I visitatori di Expo’ il prossimo giovedì alle ore 15 potranno partecipare ad un incontro sul caso Moro presso lo stand del Corriere della Sera al Padiglione Italia. Gero Grassi, componente della Commissione Parlamentare d’inchiesta, e vicepresidente dei Deputati del Pd, sarà intervistato da Antonio Ferrari.

 

08/05/2015 - 14:41

“Un ricordo non formale, vogliamo la verità”

“Domani andrò in via Caetani a rendere omaggio ad Aldo Moro a nome del Partito Democratico. La figura del presidente della Democrazia cristiana è ancora oggi ricordata e amata da migliaia di cittadini, come posso testimoniare dai miei numerosissimi incontri in ogni città dove associazioni e partito continuano ad organizzare dibattiti approfondimenti sul ruolo di Moro, la sua azione politica e sulla verità negata degli ultimi 55 giorni della sua vita. Non sarà dunque un omaggio formale quello di domani e non solo perché l’Italia non ha affatto dimenticato Aldo Moro, ma perché non intende affatto rinunciare a capire i retroscena della sua morte. La Commissione parlamentare sta svolgendo con impegno il proprio compito e molto c’è da fare, ma si può già fare un primo bilancio: qualcuno impedì le trattative per salvare Moro, la dinamica dell’agguato così come ci è stata raccontata è fasulla, un killer sparò da solo 48 colpi e ancora non sappiamo chi sia, le tracce di sangue sulla Renault 4 in cui fu ritrovato il cadavere non coincidono con la descrizione della morte fatta dai brigatisti. Sapevamo già che Moro, insieme agli uomini della sua scorta - Leonardi, Ricci, Iozzino, Rivera, Zizzi, - è stato vittima di una strategia, anche internazionale, che volle interrompere la stagione del dialogo moroteo e la rinascita dell’Italia. Oggi vogliamo sapere chi operò perché l’assassinio fosse portato a termine”.

Lo dice il vice presidente del Gruppo Pd alla Camera, Gero Grassi.

 

27/04/2015 - 19:34

"Le Istituzioni di un Paese democratico vanno rispettate sempre: indegno è Matteo Salvini che le umilia con i suoi insulti e con la continua ricerca della rissa”.   Così Gero Grassi, vicepresidente dei Deputati del Pd, commenta le frasi del leghista Salvini contro Laura Boldrini.

“Salvini – aggiunge Grassi - non è un leader politico, ma solo un hooligan, adatto al tifo da stadio”. 

 

15/04/2015 - 17:18

Secondo l’ex delfino di Craxi fu un errore non convocare il parlamento

“L’audizione dell’ex delfino di Bettino Craxi, Claudio Martelli, ci consegna un’altra novità del caso Moro, con buona pace per chi ritiene superfluo il lavoro dell’organismo parlamentare. Infatti, Martelli ci ha raccontato oggi che in un incontro con l’allora capo del Sisde, Giuseppe Grassini, apprese che aerei Nato sorvolarono la zona del litorale laziale, tra Roma e Latina, dove secondo indiscrezioni poteva essere localizzata una base brigatista: la ricognizione, di cui si è poi saputo ma attribuita a mezzi dell’aeronautica italiana,  aveva lo scopo di fotografare l’area. Tuttavia, Grassini rivelò a Martelli che sugli aerei non furono installate le opportune apparecchiature, cioè non furono scattate foto. La notizia mi pare davvero importante: ovviamente non conosciamo la catena di comando che portò alla decisione dell’intervento di aerei dell’Alleanza Atlantica e che scelse di non raccogliere immagini, di fatto boicottando la missione”. E’ quanto riferisce il vicepresidente dei deputati del Pd, Gero Grassi, componente della Commissione parlamentare ‘inchiesta sul caso Moro, dopo l’audizione di Claudio Martelli il quale “ha ricostruito – aggiunge Grassi - i contatti di quelle ore, riaffermando la posizione ‘umanitaria’ del suo partito di trattare con le Br, posizione che personalmente giudico invece a pieno titolo politica. Il quadro che emerge è desolante, ancora una volta: la politica non fece un passo per salvare Moro. Come è noto non fu ritenuta opportuna neanche la convocazione del Parlamento, una decisione che Martelli definisce ora un ‘grave errore’”.

 

13/04/2015 - 19:04

“L’aspra polemica della Turchia contro Papa Francesco sta assumendo toni sconcertanti, direi isterici. Il ministro per gli Affari europei, Volkan Bozkir, si è lanciato in una invettiva nella quale mette insieme il genocidio armeno, l’Argentina, i nazisti e l’Olocausto. Siamo indignati e sorpresi da questa chiusura e dalla indisponibilità a fare i conti con il proprio passato”. Lo afferma il vicepresidente dei Deputati del Pd, Gero Grassi, il quale aggiunge: “il riferimento del Papa alla sterminio armeno è prezioso, un monito per le coscienze democratiche che non devono mai dimenticare gli orrori del passato. Ci auguriamo perciò che le sue parole saranno invece un utile viatico per il dialogo tra i popoli armeno e turco”.

 

31/03/2015 - 14:23

“L’avvocato Giannino Guiso è stato uno dei protagonisti del tentativo di salvare la vita di Aldo Moro. A questo fine mise a disposizione le sue competenze e i suoi rapporti. Se il suo impegno fosse stato davvero sostenuto dalla politica del tempo, forse Moro non sarebbe stato assassinato ed oggi non saremmo qui a cercare le tante verità negate della vicenda. Insieme al cordoglio per la sua scomparsa, esprimiamo anche il rammarico per non avere avuto il tempo di ascoltare le sue parole in Commissione Moro”. 

Così Gero Grassi, vice presidente dei deputati del Pd e componente della Commissione parlare d’inchiesta sul sequestro e la morte di Aldo Moro.

 

19/03/2015 - 20:03

Il terrorismo è contro la democrazia e la civiltà non contro l’Italia

“Il leader della Lega dovrebbe fermarsi di fronte all’orrore del terrorismo e al dolore delle sue vittime ed invece farnetica. Oggi ha sostenuto che a Tunisi c’è stato un attacco contro l'Italia perche' qui da noi ci sarebbe un governo debole. Ma non si vergogna?”.

Lo dice il vicepresidente dei deputati del Pd, Gero Grassi, il quale aggiunge: “l’attentato di Tunisi, come quello avvenuto a Parigi, e purtroppo in altri luoghi, non è contro l’Italia ma contro la democrazia, la convivenza, la civiltà, valori che il nostro Paese per fortuna incarna, e non per merito di Salvini, alleato dei neofascisti. Salvini riduce tutto ad un giochetto politico, noi crediamo che così offenda le vittime e dovrebbe perciò scusarsi”.

 

09/03/2015 - 17:06

Ma sulla confessione al leader Dc non convince

“Don Antonello Mennini è un abile uomo di Chiesa e ci ha detto molte cose riguardo al caso Moro. La prima è che non ha confessato il presidente della Dc nel carcere delle Br, spiegando che questa circostanza, cioè non solo l’oggetto della confessione ma anche il luogo e il momento, sarebbe comunque sottoposta al vincolo del segreto divino. Quando il procuratore Sica gli disse che avrebbe chiesto direttamente al Papa di liberarlo dal segreto della confessione Mennini gli spiegò, come ha riferito questa mattina, di non affannarsi perché neanche il Santo Pontefice poteva arrivare laddove il limite è segnato dall’alto. Come ha spiegato anche il senatore Paolo Corsini, eminente storico, questa regola in realtà non esiste ma attorno ad essa si avvita uno dei misteri del caso Moro. Valerio Morucci e Adriana Faranda assicurarono la figlia maggiore del leader Dc, Maria Fida, che suo padre era morto avendo ricevuto il conforto della confessione. Forse di un sacerdote vicino alle Br? Insomma, su questo punto don Mennini non mi convince”. Così Gero Grassi, vicepresidente dei deputati del Pd e componente della Commissione d’Inchiesta sul sequestro e la morte di Aldo Moro. Grassi aggiunge che “l’audizione del sacerdote amico di Aldo Moro ci dà una importante conferma: l’esistenza di un canale di ritorno, cioè di un contatto aperto per la gestione di una trattativa che però non si comprende per quali ragioni fallì”. 

 

03/03/2015 - 19:23

“Se confermata, l’espulsione di Cesare Battisti dal Paese sudamericano, oltre che attesa, è giusta perché l’impunità è sempre un buco nero. Dopo la decisione delle autorità brasiliane, il nostro Governo affronti ora con determinazione in dossier Alessio Casimirri. Non è tollerabile che l’ex brigatista, componente del commando di via Fani, abbia goduto di alte protezioni per oltre trent’anni”.

Così Gero Grassi, vicepresidente dei deputati del Pd e componente della commissione d’inchiesta sul sequestro e la morte di Aldo Moro. 

 

18/02/2015 - 17:18

Due persone sono ancora libere, quelle della Honda

“Il procuratore Antonio Marini, che si occupò negli anni ’90 del caso Moro, è stato ascoltato oggi dalla Commissione parlamentare in merito alle indagini svolte a suo tempo e sulle sue valutazioni relative ai fatti più recenti. Marini ha fornito molti dettagli interessanti ma ha soprattutto messo in evidenza che l’avocazione da parte della Procura Generale di Roma dell’ultima inchiesta sulla dinamica dei fatti di via Fani, nata dalle rivelazioni dell’ex Ispettore di PS Enrico Rossi, lo ha ‘offeso’, sottolineando che senz’altro la sua esperienza avrebbe potuto essere di qualche utilità. Le sue parole sono importanti e verranno attentamente vagliate dalla Commissione che tornerà ad ascoltare Marini la prossima settimana. Il Procuratore ha puntato il dito su un aspetto cruciale: almeno due persone che hanno partecipato all’assalto delle macchina di Moro e all’assassinio della sua scorta sono impunite, si tratta dei passeggeri della moto Honda”.

Così Gero Grassi, vicepresidente dei Deputati del Pd e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta su via Fani.

 

17/02/2015 - 17:04

“Voglio ringraziare il presidente Luciano Violante, già membro della ex Commissione Stragi, ascoltato oggi nell’ambito dell’inchiesta parlamentare sul sequestro e la morte di Aldo Moro, per la chiarezza con cui si è rivolto al nuovo organismo inquirente ammettendo che la verità sui 55 giorni non è mai stata acquisita. Violante ha parlato di ‘nebulosità’ che avvolgono diverse momenti di quelle settimane e ha parlato senza mezzi termini dell’esistenza di un canale di ritorno attraverso il quale Moro e i suoi sequestratori ricevevano notizie dall’esterno. Violante ha così indicato molti elementi sui quali continuare ad indagare, un compito che cerchiamo di portare avanti con impegno e determinazione ”.

Lo afferma Gero Grassi, vicepresidente dei deputati Pd e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro.

 

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