04/02/2015 - 14:23

“La elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica fa riemergere con forza il pensiero e l'azione umana e politica di Aldo Moro. La lezione del presidente della Dc sulla sacralità della persona, sul rispetto della Costituzione, sulla esaltazione del no alla guerra e sulla riaffermazione di diritti umani è l’essenza del discorso del neo Capo dello Stato. Mi piace ricordare una affermazione del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri Sergio Mattarella nel 1999: ‘Sul caso Moro ci siamo accontentati della verità giudiziaria. Ci siamo fermati lì, invece si può e si deve cercare ancora. Ci sono ex brigatisti irriducibili, altri oggi in libertà che verosimilmente sanno e non dicono, che potrebbero far luce sui giorni del rapimento e invece non parlano. Ma non ci fermeremo. Perché ritengo che non saremo davvero padroni del nostro Paese finché non riusciremo a capire per intero le ragioni della morte di Moro’. La verità è libertà e è rivoluzionaria: serve ai posteri non per consumare vendette, ma per fare giustizia. Il nostro impegno come Commissione parlamentare prosegue con molto ottimismo, confortati proprio dalle parole del nuovo Capo dello Stato”.

Così Gero Grassi, vicepresidente dei Deputati del Pd e componente della Commissione d’Inchiesta sul sequestro e la morte di Aldo Moro.

 

02/02/2015 - 20:22

“Beppe Grillo ha dimostrato in ogni occasione possibile di essere molto bravo a ‘chiamarsi fuori’, un campione del genere, tanto da diventare inessenziale anche nelle scelte che richiedono la partecipazione di tutti. La sua decisione di non essere presente alla cerimonia al Quirinale per l’insediamento del nuovo Capo dello Stato è in linea con il personaggio che si è costruito l’ex comico”.

Lo dice il vicepresidente dei Deputati Pd Gero Grassi , il quale aggiunge: “Sergio Mattarella è una personalità che esprime il valore ‘alto’ della politica. Noi del Pd siamo onorati di averlo votato e sarà una grande opportunità per il paese”. 

 

22/01/2015 - 17:37

Allargamento Direttiva declassifica è un nuovo strumento per le indagini

“L’estensione della Direttiva sulla declassificazione degli atti riguardanti le stragi anche al caso Moro è una buona notizia. Ora confidiamo che tutte le amministrazioni sollecitate a riversare nell’Archivio centrale di Stato il patrimonio documentale riguardante il sequestro e l’uccisione del presidente della Dc possano farlo nel più breve tempo possibile. E’ tempo che tutti gli armadi siano aperti affinchè il parlamento, la magistratura - visto che prossimamente sapremo se l’opposizione dei familiari degli agenti della scorta di Moro contro la chiusura dell’inchiesta della Procura generale di Roma verrà accolta - e tutti i ricercatori interessati possano essere messi nelle condizioni di valutare il contenuto dei documenti esistenti e contribuire così a fare luce sui segreti ancora esistenti sui 55 giorni ”. Così Gero Grassi, vice presidente del Gruppo dei Deputati del Pd e membro della Commissione d’inchiesta sul caso Moro.

 

21/01/2015 - 15:55

"Al leader della Lega, o a chi la pensi come lui - purtroppo non è il solo - dico che lo Stato ha sempre il dovere di salvare la vita di un ostaggio. Prima ancora, ovviamente ha il compito di evitare che i suoi cittadini siano privati della libertà ma quando questo avviene non può sottrarsi, deve fare il possibile per tutelare le persone rapite. E’ avvilente che un tema antico come questo sia svilito da un dibattito superficiale nel quale si perde il senso dello Stato e quello del valore della vita stessa”.

Così Gero Grassi, vice presidente del Gruppo del Pd alla Camera.

 

19/01/2015 - 15:37

“Hanno fatto bene i familiari degli agenti morti nell'agguato di via Fani ad opporsi alla archiviazione dell’inchiesta avviata dalla Procura di Roma. Siamo certi che la loro azione troverà una attenta valutazione che porti a non chiudere la possibilità di intervenire di nuovo su una vicenda che presenta tanti aspetti non investigati adeguatamente. La verità sul sequestro e sulla morte di Aldo Moro secondo noi è ancora possibile ”. Lo ha detto il componente della Commissione d’inchiesta sul caso Moro, Gero Grassi, in merito alla prossima udienza davanti al gip di Roma, Donatella Pavone, sulla richiesta di archiviazione della tranche d'inchiesta sul rapimento e l'omicidio di Aldo Moro avocata lo scorso anno dalla procura generale e riguardante, tra l'altro, la presenza di una moto Honda in via Fani il giorno del sequestro dello statista Dc e l'eccidio della sua scorta.

 

16/12/2014 - 18:08

Domani Rosario Priore in Commissione Moro

“L’opposizione alla richiesta di archiviazione da parte della Procura generale di Roma in merito alla nuova inchiesta su via Fani, ad un primo giudizio, è fondata. Aspetteremo la decisione del Gip, auspicando che ogni possibilità per raccogliere nuovi elementi investigativi sia valutata. Non dimentichiamo che non fu mai fatta un’indagine sulla moto Honda, mai rintracciata, dalla quale partirono i colpi di arma da fuoco che colpirono Alessandro Marini, un passante a bordo del suo motorino. A tanti anni di distanza non bisogna illudersi di scoprire tutto ciò che non fu considerato, non capito o occultato all’epoca ma occorre il massimo sforzo. In questo senso noi abbiamo convocato in audizione proprio Alessandro Marini la cui testimonianza sarà sicuramente di grande interesse. Domani sera, intanto, alle 20.45, sentiremo l’ex magistrato Rosario Priore, già titolare di una delle inchieste sul caso Moro ”.

Così Gero Grassi, vice presidente della Commissione d’inchiesta sulla morte di Aldo Moro, commentando quanto ha reso noto l’avvocato Valter Biscotti, legale dei familiari delle vittime della strage del 16 marzo 1978, in sede di opposizione alla richiesta di archiviazione della parte dell’inchiesta avocata nei mesi scorsi dalla Procura generale di Roma e riguardante, tra l'altro, la presenza di una moto Honda sul luogo dell'agguato.

 

03/12/2014 - 16:55

“Ho chiesto oggi al ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ascoltata dalla Commissione Moro nell’ambito delle audizioni con i rappresentanti del Governo, di verificare dove sia conservato il documento del 2 marzo del 1978 nel quale venne chiesto al colonnello Stefano Giovannone, capo centro del Sismi a Beirut, di attivarsi per la liberazione di Aldo Moro che sarebbe stato rapito di lì a 14 giorni. Il documento è noto da tempo ed è di estremo interesse investigativo non solo in relazione al caso Moro ma anche rispetto alla struttura segreta di Gladio, cioè quella non denunciata ufficialmente da Giulio Andreotti nel 1990. Il fatto che non sia stato mai ritrovato in nessun archivio, naturalmente, non significa che non sia autentico. Il ministro Pinotti, che oggi ha dato un importante contributo consegnando alla Commissione 50 documenti tutti inerenti la vicenda Moro, conservati negli Archivi del Ministero  e quasi tutti provenienti dall’Arma dei Carabinieri, si è impegnata a darci una risposta”. E’ quanto afferma Gero Grassi, vice presidente dei deputati del Pd, componente della Commissione Moro.

 

02/12/2014 - 17:57

"Il senatore Gasparri può lasciare la commissione e consentirci di andare avanti nel nostro lavoro, se non crede in quello che stiamo facendo. Mi pare, del resto, che l’unico che fa spettacolo sia lui, con i suoi comunicati diramati mentre la Commissione è in corso senza il suo apporto”.

Lo dice Gero Grassi, vicepresidente dei deputati Pd, componente della Commissione d’inchiesta sul caso Moro, il quale aggiunge: “le audizioni che stiamo svolgendo sono di grande rilevanza, oggi abbiamo ascoltato il senatore Sergio Flamigni che ci ha portato la sua competenza e la sua passione, intatta dopo molti anni”.

 

27/11/2014 - 18:24

Solo i funzionari che hanno visto e sanno possono contribuire alla verità: speriamo in un loro atto di coraggio

“L’ex Ispettore di Pubblica Sicurezza Enrico Rossi, che denunciò recentemente nuovi elementi relativi alla dinamica dei fatti di via Fani, è stato ascoltato oggi dalla Commissione d’inchiesta sul caso Moro. La testimonianza conferma una drammatica costante della vicenda: indagini interrotte e difficoltà di recuperare le prove a molti anni di distanza. Rossi ha messo in evidenza, tra le altre cose, un fatto importante: la Honda passò con certezza a via Fani – su questo sentiremo a breve il testimone chiave, Alessandro Marini - ma non fu mai trovata, diversamente dalle macchine utilizzate durante l’agguato. Se fosse stata rubata dai brigatisti sarebbe stata abbandonata invece nessuno ne denunciò il furto e chi la utilizzò – ormai è definitivamente sgomberato il campo dalle vecchie ipotesi che si trattenesse dei due autonomi romani chiamati Peppe e Peppa – sapeva già come farne, dove custodirla e tenerla lontano dalle indagini. Questa certezza conferma che la moto fu una presenza cruciale sulla quale non si volle indagare né a suo tempo né più recentemente come dimostra la vicenda Rossi. Speriamo che altri funzionari che videro o seppero abbiano il coraggio oggi di farsi avanti, come senz’altro lo ha avuto Enrico Rossi”.

Così il vice presidente dei deputati del Pd Gero Grassi, componente della Commissione d’inchiesta sull’assassinio di Aldo Moro.

 

24/11/2014 - 15:34

"Il risultato delle regionali premia il Pd e la sua ambizione di governare riformando. Ora il Partito democratico deve giocare e vincere un'altra partita: riconquistare al voto i tanti cittadini che disertano le urne dimenticando che il voto è un diritto-dovete come recita la Costituzione. Anche questa partita si può vincere facendo squadra e riformando il Paese. Il resto sono parole e non fatti".

Così Gero Grassi vice presidente dei deputati Pd.

 

20/11/2014 - 19:20

“Oggi si è svolta l’audizione con l’ex Pm di Roma Luciano Infelisi che fu il primo ad occuparsi della strage di via Fani, fino a che, circa venti giorni dopo il 16 marzo, l’intervento del capo della Procura, Giovanni Di Matteo, decise l’avocazione dell’inchiesta nelle mani del Pg della Corte generale, Pascalino. Infelisi ha raccontato che aveva un buon rapporto di collaborazione con il ministro dell’Interno, Cossiga, e che alla base della sconcertante avocazione ci fu una precisa strategia attendista scelta dalle autorità giudiziarie in accordo con quelle politiche, cioè con il presidente del Consiglio Giulio Andreotti. Questa linea di condotta, motivata dalla preoccupazione di tutelare l’ostaggio evitando azioni dirette, da lui non condivisa, determinò la decisione di non emanare i suoi ordini di cattura di 17 presunti brigatisti, tra i quali c’erano i nomi anche di Valerio Morucci, Adriana Faranda e Prospero Gallinari. Infelisi, tra le altre cose, ha ricordato che scrisse, senza poi dargli seguito, un atto di incriminazione per favoreggiamento nei confronti di due delle persone più vicine ad Aldo Moro, cioè Nicola Rana e Sereno Freato, i quali a suo dire conducevano intensi rapporti anche con ambienti direttamente coinvolti nel sequestro ma non collaborando con la magistratura. In definitiva, Infelisi ha confermato le difficoltà di un quadro investigativo complesso e frenetico: non fu ad esempio affatto presa in considerazione la presenza della Austin Morris che impedì la manovra di svincolo all’auto di Aldo Moro. La prossima settimana sarà ascoltato l’ex Ispettore di Ps Enrico Rossi, che recentemente ha fornito interessanti notizie, sulle quali tuttavia non sono state trovati riscontri investigativi, relativi alla dinamica dell’agguato di via Fani”.

E’ quanto rende noto il vicepresidente dei Deputati del Pd, Gero Grassi, al termine dell’audizione di oggi della Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro. 

 

19/11/2014 - 19:13

“E’ molto positivo l’interesse della stampa in merito alla R4 in cui fu abbandonato Aldo Moro”. Lo afferma Gero Grassi, Vicepresidente dei Deputati del Pd e componente della Commissione d’inchiesta sul caso Moro, il quale nei giorni scorsi aveva cercato e trovato l’auto che ancora oggi, afferma, “oltre ad essere un commovente reperto di una tragedia del nostro paese, può suggerire nuovi elementi di verità sulla uccisione del leader democristiano. La R4 racconta insomma qualcosa di quella storia". Grassi ricorda che “tutti abbiamo un debito di riconoscenza verso il senso civico del suo proprietario, Filippo Bartoli, scomparso nel dicembre del 2013. Bartoli l'ha ben conservata, ma soprattutto tutelata da ogni possibile uso commerciale, anche rinunciando a laude ricompense. Tutto di quella macchina emoziona, anche il suo colore, che ricorda tragicamente il colore del sangue. Ho chiesto che questo simbolo della nostra storia venga esposto al Museo delle auto della Polizia di Stato che, senz'altro, è il luogo più idoneo per custodirla e per metterla a disposizione di tutti i cittadini".

 

18/11/2014 - 17:14

“Si è conclusa oggi l’audizione, avviata la scorsa settimana, dell’ex presidente della Commissione Stragi, Giovanni Pellegrino, il quale ha dato il suo autorevole contributo al nostro lavoro. Pellegrino si è detto convinto che durante i 55 giorni fu avviata una sotterranea trattativa tra pezzi dello Stato e le Br dalla quale gli apparati coinvolti conclusero che fosse più ‘conveniente’ la morte di Moro piuttosto che la sua liberazione. Mario Moretti, dice Pellegrino, forse non fu il referente di questo dialogo: Moretti era un capo militare ed è molto più convincente l’ipotesi che accanto a lui ci fosse una personalità del calibro di Giovanni Senzani. E’ evidente che gli interrogativi del presidente Pellegrino confermano scenari inquietanti sui quali dovremo cercare di dare un contributo di chiarezza”.

Lo afferma il vicepresidente dei Deputati del Pd, Gero Grassi, il quale aggiunge che il prossimo giovedì la Commissione d’inchiesta sul delitto Moro ascolterà il giudice Luciano Infelisi il primo ad occuparsi della strage di via Fani. 

 

13/11/2014 - 19:38

“La Commissione Moro ha deciso di convocare in audizione l’ex ispettore di PS Enrico Rossi che ha rivelato nuovi elementi sulla dinamica dei fatti di via Fani. Le indagini della Procura generale di Roma sono di estremo interesse: oggi abbiamo appreso dal dottor Luigi Ciampoli, Procuratore generale, e dal sostituto Otello Lupacchini, i particolari delle loro investigazioni che hanno portato da un lato alla affermazione che sulla Honda avvistata in via Fani non ci fossero membri del commando brigatista, dall’altra ad una richiesta di archiviazione determinata dalla impossibilità di convogliare le ricerche su esponenti di organismi paralleli ai servizi. Prendiamo atto di questa difficoltà ma è evidente che la Commissione dovrà tentare di sondare eventuali altre vie. Sentiremo anche l’ingegner Alessandro Marini che fu un testimone chiave, passando con il suo motorino proprio durante l’agguato: fu colpito da alcuni proiettili, parlò di un caricatore che vide gettato in terra e fu poi minacciato di morte”.

Così Gero Grassi, vicepresidente dei deputati Pd e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro.

 

12/11/2014 - 17:45

“L’audizione con il procuratore generale di Roma, Luigi Ciampoli, e con il sostituto procuratore generale preso la Corte d'Appello di Roma, Otello Lupacchini, che riprenderà domani alle 16,30, è stata di grande interesse ed ha messo in evidenza elementi cruciali del caso Moro: cioè la presenza di presenze esterne alle Br in via Fani e il ruolo dell’agente Usa Steve Pieczenik. Mi pare che più che archiviare, qui c’è da aprire nuovi dossier”. Lo afferma il vicepresidente dei deputati del Pd, Gero Grassi, dopo l’audizione nella Commissione d’inchiesta sull’omicidio di Aldo Moro. Grassi aggiunge: “c’è molto materiale su cui lavorare per scavare e cercare nuove verità. E’ certo che, a tanti anni di distanza, le richieste di archiviazione in sede giudiziaria non vanno confuse con l’assoluzione in sede politica, dove non si valutano le responsabilità individuali ma, appunto, quelle generali, politiche. I procuratori hanno infatti spiegato a chiare lettere che non hanno potuto raccogliere elementi sufficienti per poter dare seguito alle denunce dell’ispettore Enrico Rossi perché sono intervenuti dopo una inerzia di due anni. Dunque, la nostra attenzione verso quanto ha dichiarato Rossi resta alta”.

 

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