15/04/2015 - 17:18

Secondo l’ex delfino di Craxi fu un errore non convocare il parlamento

“L’audizione dell’ex delfino di Bettino Craxi, Claudio Martelli, ci consegna un’altra novità del caso Moro, con buona pace per chi ritiene superfluo il lavoro dell’organismo parlamentare. Infatti, Martelli ci ha raccontato oggi che in un incontro con l’allora capo del Sisde, Giuseppe Grassini, apprese che aerei Nato sorvolarono la zona del litorale laziale, tra Roma e Latina, dove secondo indiscrezioni poteva essere localizzata una base brigatista: la ricognizione, di cui si è poi saputo ma attribuita a mezzi dell’aeronautica italiana,  aveva lo scopo di fotografare l’area. Tuttavia, Grassini rivelò a Martelli che sugli aerei non furono installate le opportune apparecchiature, cioè non furono scattate foto. La notizia mi pare davvero importante: ovviamente non conosciamo la catena di comando che portò alla decisione dell’intervento di aerei dell’Alleanza Atlantica e che scelse di non raccogliere immagini, di fatto boicottando la missione”. E’ quanto riferisce il vicepresidente dei deputati del Pd, Gero Grassi, componente della Commissione parlamentare ‘inchiesta sul caso Moro, dopo l’audizione di Claudio Martelli il quale “ha ricostruito – aggiunge Grassi - i contatti di quelle ore, riaffermando la posizione ‘umanitaria’ del suo partito di trattare con le Br, posizione che personalmente giudico invece a pieno titolo politica. Il quadro che emerge è desolante, ancora una volta: la politica non fece un passo per salvare Moro. Come è noto non fu ritenuta opportuna neanche la convocazione del Parlamento, una decisione che Martelli definisce ora un ‘grave errore’”.

 

13/04/2015 - 19:04

“L’aspra polemica della Turchia contro Papa Francesco sta assumendo toni sconcertanti, direi isterici. Il ministro per gli Affari europei, Volkan Bozkir, si è lanciato in una invettiva nella quale mette insieme il genocidio armeno, l’Argentina, i nazisti e l’Olocausto. Siamo indignati e sorpresi da questa chiusura e dalla indisponibilità a fare i conti con il proprio passato”. Lo afferma il vicepresidente dei Deputati del Pd, Gero Grassi, il quale aggiunge: “il riferimento del Papa alla sterminio armeno è prezioso, un monito per le coscienze democratiche che non devono mai dimenticare gli orrori del passato. Ci auguriamo perciò che le sue parole saranno invece un utile viatico per il dialogo tra i popoli armeno e turco”.

 

31/03/2015 - 14:23

“L’avvocato Giannino Guiso è stato uno dei protagonisti del tentativo di salvare la vita di Aldo Moro. A questo fine mise a disposizione le sue competenze e i suoi rapporti. Se il suo impegno fosse stato davvero sostenuto dalla politica del tempo, forse Moro non sarebbe stato assassinato ed oggi non saremmo qui a cercare le tante verità negate della vicenda. Insieme al cordoglio per la sua scomparsa, esprimiamo anche il rammarico per non avere avuto il tempo di ascoltare le sue parole in Commissione Moro”. 

Così Gero Grassi, vice presidente dei deputati del Pd e componente della Commissione parlare d’inchiesta sul sequestro e la morte di Aldo Moro.

 

19/03/2015 - 20:03

Il terrorismo è contro la democrazia e la civiltà non contro l’Italia

“Il leader della Lega dovrebbe fermarsi di fronte all’orrore del terrorismo e al dolore delle sue vittime ed invece farnetica. Oggi ha sostenuto che a Tunisi c’è stato un attacco contro l'Italia perche' qui da noi ci sarebbe un governo debole. Ma non si vergogna?”.

Lo dice il vicepresidente dei deputati del Pd, Gero Grassi, il quale aggiunge: “l’attentato di Tunisi, come quello avvenuto a Parigi, e purtroppo in altri luoghi, non è contro l’Italia ma contro la democrazia, la convivenza, la civiltà, valori che il nostro Paese per fortuna incarna, e non per merito di Salvini, alleato dei neofascisti. Salvini riduce tutto ad un giochetto politico, noi crediamo che così offenda le vittime e dovrebbe perciò scusarsi”.

 

09/03/2015 - 17:06

Ma sulla confessione al leader Dc non convince

“Don Antonello Mennini è un abile uomo di Chiesa e ci ha detto molte cose riguardo al caso Moro. La prima è che non ha confessato il presidente della Dc nel carcere delle Br, spiegando che questa circostanza, cioè non solo l’oggetto della confessione ma anche il luogo e il momento, sarebbe comunque sottoposta al vincolo del segreto divino. Quando il procuratore Sica gli disse che avrebbe chiesto direttamente al Papa di liberarlo dal segreto della confessione Mennini gli spiegò, come ha riferito questa mattina, di non affannarsi perché neanche il Santo Pontefice poteva arrivare laddove il limite è segnato dall’alto. Come ha spiegato anche il senatore Paolo Corsini, eminente storico, questa regola in realtà non esiste ma attorno ad essa si avvita uno dei misteri del caso Moro. Valerio Morucci e Adriana Faranda assicurarono la figlia maggiore del leader Dc, Maria Fida, che suo padre era morto avendo ricevuto il conforto della confessione. Forse di un sacerdote vicino alle Br? Insomma, su questo punto don Mennini non mi convince”. Così Gero Grassi, vicepresidente dei deputati del Pd e componente della Commissione d’Inchiesta sul sequestro e la morte di Aldo Moro. Grassi aggiunge che “l’audizione del sacerdote amico di Aldo Moro ci dà una importante conferma: l’esistenza di un canale di ritorno, cioè di un contatto aperto per la gestione di una trattativa che però non si comprende per quali ragioni fallì”. 

 

03/03/2015 - 19:23

“Se confermata, l’espulsione di Cesare Battisti dal Paese sudamericano, oltre che attesa, è giusta perché l’impunità è sempre un buco nero. Dopo la decisione delle autorità brasiliane, il nostro Governo affronti ora con determinazione in dossier Alessio Casimirri. Non è tollerabile che l’ex brigatista, componente del commando di via Fani, abbia goduto di alte protezioni per oltre trent’anni”.

Così Gero Grassi, vicepresidente dei deputati del Pd e componente della commissione d’inchiesta sul sequestro e la morte di Aldo Moro. 

 

18/02/2015 - 17:18

Due persone sono ancora libere, quelle della Honda

“Il procuratore Antonio Marini, che si occupò negli anni ’90 del caso Moro, è stato ascoltato oggi dalla Commissione parlamentare in merito alle indagini svolte a suo tempo e sulle sue valutazioni relative ai fatti più recenti. Marini ha fornito molti dettagli interessanti ma ha soprattutto messo in evidenza che l’avocazione da parte della Procura Generale di Roma dell’ultima inchiesta sulla dinamica dei fatti di via Fani, nata dalle rivelazioni dell’ex Ispettore di PS Enrico Rossi, lo ha ‘offeso’, sottolineando che senz’altro la sua esperienza avrebbe potuto essere di qualche utilità. Le sue parole sono importanti e verranno attentamente vagliate dalla Commissione che tornerà ad ascoltare Marini la prossima settimana. Il Procuratore ha puntato il dito su un aspetto cruciale: almeno due persone che hanno partecipato all’assalto delle macchina di Moro e all’assassinio della sua scorta sono impunite, si tratta dei passeggeri della moto Honda”.

Così Gero Grassi, vicepresidente dei Deputati del Pd e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta su via Fani.

 

17/02/2015 - 17:04

“Voglio ringraziare il presidente Luciano Violante, già membro della ex Commissione Stragi, ascoltato oggi nell’ambito dell’inchiesta parlamentare sul sequestro e la morte di Aldo Moro, per la chiarezza con cui si è rivolto al nuovo organismo inquirente ammettendo che la verità sui 55 giorni non è mai stata acquisita. Violante ha parlato di ‘nebulosità’ che avvolgono diverse momenti di quelle settimane e ha parlato senza mezzi termini dell’esistenza di un canale di ritorno attraverso il quale Moro e i suoi sequestratori ricevevano notizie dall’esterno. Violante ha così indicato molti elementi sui quali continuare ad indagare, un compito che cerchiamo di portare avanti con impegno e determinazione ”.

Lo afferma Gero Grassi, vicepresidente dei deputati Pd e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro.

 

04/02/2015 - 14:23

“La elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica fa riemergere con forza il pensiero e l'azione umana e politica di Aldo Moro. La lezione del presidente della Dc sulla sacralità della persona, sul rispetto della Costituzione, sulla esaltazione del no alla guerra e sulla riaffermazione di diritti umani è l’essenza del discorso del neo Capo dello Stato. Mi piace ricordare una affermazione del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri Sergio Mattarella nel 1999: ‘Sul caso Moro ci siamo accontentati della verità giudiziaria. Ci siamo fermati lì, invece si può e si deve cercare ancora. Ci sono ex brigatisti irriducibili, altri oggi in libertà che verosimilmente sanno e non dicono, che potrebbero far luce sui giorni del rapimento e invece non parlano. Ma non ci fermeremo. Perché ritengo che non saremo davvero padroni del nostro Paese finché non riusciremo a capire per intero le ragioni della morte di Moro’. La verità è libertà e è rivoluzionaria: serve ai posteri non per consumare vendette, ma per fare giustizia. Il nostro impegno come Commissione parlamentare prosegue con molto ottimismo, confortati proprio dalle parole del nuovo Capo dello Stato”.

Così Gero Grassi, vicepresidente dei Deputati del Pd e componente della Commissione d’Inchiesta sul sequestro e la morte di Aldo Moro.

 

02/02/2015 - 20:22

“Beppe Grillo ha dimostrato in ogni occasione possibile di essere molto bravo a ‘chiamarsi fuori’, un campione del genere, tanto da diventare inessenziale anche nelle scelte che richiedono la partecipazione di tutti. La sua decisione di non essere presente alla cerimonia al Quirinale per l’insediamento del nuovo Capo dello Stato è in linea con il personaggio che si è costruito l’ex comico”.

Lo dice il vicepresidente dei Deputati Pd Gero Grassi , il quale aggiunge: “Sergio Mattarella è una personalità che esprime il valore ‘alto’ della politica. Noi del Pd siamo onorati di averlo votato e sarà una grande opportunità per il paese”. 

 

22/01/2015 - 17:37

Allargamento Direttiva declassifica è un nuovo strumento per le indagini

“L’estensione della Direttiva sulla declassificazione degli atti riguardanti le stragi anche al caso Moro è una buona notizia. Ora confidiamo che tutte le amministrazioni sollecitate a riversare nell’Archivio centrale di Stato il patrimonio documentale riguardante il sequestro e l’uccisione del presidente della Dc possano farlo nel più breve tempo possibile. E’ tempo che tutti gli armadi siano aperti affinchè il parlamento, la magistratura - visto che prossimamente sapremo se l’opposizione dei familiari degli agenti della scorta di Moro contro la chiusura dell’inchiesta della Procura generale di Roma verrà accolta - e tutti i ricercatori interessati possano essere messi nelle condizioni di valutare il contenuto dei documenti esistenti e contribuire così a fare luce sui segreti ancora esistenti sui 55 giorni ”. Così Gero Grassi, vice presidente del Gruppo dei Deputati del Pd e membro della Commissione d’inchiesta sul caso Moro.

 

21/01/2015 - 15:55

"Al leader della Lega, o a chi la pensi come lui - purtroppo non è il solo - dico che lo Stato ha sempre il dovere di salvare la vita di un ostaggio. Prima ancora, ovviamente ha il compito di evitare che i suoi cittadini siano privati della libertà ma quando questo avviene non può sottrarsi, deve fare il possibile per tutelare le persone rapite. E’ avvilente che un tema antico come questo sia svilito da un dibattito superficiale nel quale si perde il senso dello Stato e quello del valore della vita stessa”.

Così Gero Grassi, vice presidente del Gruppo del Pd alla Camera.

 

19/01/2015 - 15:37

“Hanno fatto bene i familiari degli agenti morti nell'agguato di via Fani ad opporsi alla archiviazione dell’inchiesta avviata dalla Procura di Roma. Siamo certi che la loro azione troverà una attenta valutazione che porti a non chiudere la possibilità di intervenire di nuovo su una vicenda che presenta tanti aspetti non investigati adeguatamente. La verità sul sequestro e sulla morte di Aldo Moro secondo noi è ancora possibile ”. Lo ha detto il componente della Commissione d’inchiesta sul caso Moro, Gero Grassi, in merito alla prossima udienza davanti al gip di Roma, Donatella Pavone, sulla richiesta di archiviazione della tranche d'inchiesta sul rapimento e l'omicidio di Aldo Moro avocata lo scorso anno dalla procura generale e riguardante, tra l'altro, la presenza di una moto Honda in via Fani il giorno del sequestro dello statista Dc e l'eccidio della sua scorta.

 

16/12/2014 - 18:08

Domani Rosario Priore in Commissione Moro

“L’opposizione alla richiesta di archiviazione da parte della Procura generale di Roma in merito alla nuova inchiesta su via Fani, ad un primo giudizio, è fondata. Aspetteremo la decisione del Gip, auspicando che ogni possibilità per raccogliere nuovi elementi investigativi sia valutata. Non dimentichiamo che non fu mai fatta un’indagine sulla moto Honda, mai rintracciata, dalla quale partirono i colpi di arma da fuoco che colpirono Alessandro Marini, un passante a bordo del suo motorino. A tanti anni di distanza non bisogna illudersi di scoprire tutto ciò che non fu considerato, non capito o occultato all’epoca ma occorre il massimo sforzo. In questo senso noi abbiamo convocato in audizione proprio Alessandro Marini la cui testimonianza sarà sicuramente di grande interesse. Domani sera, intanto, alle 20.45, sentiremo l’ex magistrato Rosario Priore, già titolare di una delle inchieste sul caso Moro ”.

Così Gero Grassi, vice presidente della Commissione d’inchiesta sulla morte di Aldo Moro, commentando quanto ha reso noto l’avvocato Valter Biscotti, legale dei familiari delle vittime della strage del 16 marzo 1978, in sede di opposizione alla richiesta di archiviazione della parte dell’inchiesta avocata nei mesi scorsi dalla Procura generale di Roma e riguardante, tra l'altro, la presenza di una moto Honda sul luogo dell'agguato.

 

03/12/2014 - 16:55

“Ho chiesto oggi al ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ascoltata dalla Commissione Moro nell’ambito delle audizioni con i rappresentanti del Governo, di verificare dove sia conservato il documento del 2 marzo del 1978 nel quale venne chiesto al colonnello Stefano Giovannone, capo centro del Sismi a Beirut, di attivarsi per la liberazione di Aldo Moro che sarebbe stato rapito di lì a 14 giorni. Il documento è noto da tempo ed è di estremo interesse investigativo non solo in relazione al caso Moro ma anche rispetto alla struttura segreta di Gladio, cioè quella non denunciata ufficialmente da Giulio Andreotti nel 1990. Il fatto che non sia stato mai ritrovato in nessun archivio, naturalmente, non significa che non sia autentico. Il ministro Pinotti, che oggi ha dato un importante contributo consegnando alla Commissione 50 documenti tutti inerenti la vicenda Moro, conservati negli Archivi del Ministero  e quasi tutti provenienti dall’Arma dei Carabinieri, si è impegnata a darci una risposta”. E’ quanto afferma Gero Grassi, vice presidente dei deputati del Pd, componente della Commissione Moro.

 

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