27/11/2014 - 18:24

Solo i funzionari che hanno visto e sanno possono contribuire alla verità: speriamo in un loro atto di coraggio

“L’ex Ispettore di Pubblica Sicurezza Enrico Rossi, che denunciò recentemente nuovi elementi relativi alla dinamica dei fatti di via Fani, è stato ascoltato oggi dalla Commissione d’inchiesta sul caso Moro. La testimonianza conferma una drammatica costante della vicenda: indagini interrotte e difficoltà di recuperare le prove a molti anni di distanza. Rossi ha messo in evidenza, tra le altre cose, un fatto importante: la Honda passò con certezza a via Fani – su questo sentiremo a breve il testimone chiave, Alessandro Marini - ma non fu mai trovata, diversamente dalle macchine utilizzate durante l’agguato. Se fosse stata rubata dai brigatisti sarebbe stata abbandonata invece nessuno ne denunciò il furto e chi la utilizzò – ormai è definitivamente sgomberato il campo dalle vecchie ipotesi che si trattenesse dei due autonomi romani chiamati Peppe e Peppa – sapeva già come farne, dove custodirla e tenerla lontano dalle indagini. Questa certezza conferma che la moto fu una presenza cruciale sulla quale non si volle indagare né a suo tempo né più recentemente come dimostra la vicenda Rossi. Speriamo che altri funzionari che videro o seppero abbiano il coraggio oggi di farsi avanti, come senz’altro lo ha avuto Enrico Rossi”.

Così il vice presidente dei deputati del Pd Gero Grassi, componente della Commissione d’inchiesta sull’assassinio di Aldo Moro.

 

24/11/2014 - 15:34

"Il risultato delle regionali premia il Pd e la sua ambizione di governare riformando. Ora il Partito democratico deve giocare e vincere un'altra partita: riconquistare al voto i tanti cittadini che disertano le urne dimenticando che il voto è un diritto-dovete come recita la Costituzione. Anche questa partita si può vincere facendo squadra e riformando il Paese. Il resto sono parole e non fatti".

Così Gero Grassi vice presidente dei deputati Pd.

 

20/11/2014 - 19:20

“Oggi si è svolta l’audizione con l’ex Pm di Roma Luciano Infelisi che fu il primo ad occuparsi della strage di via Fani, fino a che, circa venti giorni dopo il 16 marzo, l’intervento del capo della Procura, Giovanni Di Matteo, decise l’avocazione dell’inchiesta nelle mani del Pg della Corte generale, Pascalino. Infelisi ha raccontato che aveva un buon rapporto di collaborazione con il ministro dell’Interno, Cossiga, e che alla base della sconcertante avocazione ci fu una precisa strategia attendista scelta dalle autorità giudiziarie in accordo con quelle politiche, cioè con il presidente del Consiglio Giulio Andreotti. Questa linea di condotta, motivata dalla preoccupazione di tutelare l’ostaggio evitando azioni dirette, da lui non condivisa, determinò la decisione di non emanare i suoi ordini di cattura di 17 presunti brigatisti, tra i quali c’erano i nomi anche di Valerio Morucci, Adriana Faranda e Prospero Gallinari. Infelisi, tra le altre cose, ha ricordato che scrisse, senza poi dargli seguito, un atto di incriminazione per favoreggiamento nei confronti di due delle persone più vicine ad Aldo Moro, cioè Nicola Rana e Sereno Freato, i quali a suo dire conducevano intensi rapporti anche con ambienti direttamente coinvolti nel sequestro ma non collaborando con la magistratura. In definitiva, Infelisi ha confermato le difficoltà di un quadro investigativo complesso e frenetico: non fu ad esempio affatto presa in considerazione la presenza della Austin Morris che impedì la manovra di svincolo all’auto di Aldo Moro. La prossima settimana sarà ascoltato l’ex Ispettore di Ps Enrico Rossi, che recentemente ha fornito interessanti notizie, sulle quali tuttavia non sono state trovati riscontri investigativi, relativi alla dinamica dell’agguato di via Fani”.

E’ quanto rende noto il vicepresidente dei Deputati del Pd, Gero Grassi, al termine dell’audizione di oggi della Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro. 

 

19/11/2014 - 19:13

“E’ molto positivo l’interesse della stampa in merito alla R4 in cui fu abbandonato Aldo Moro”. Lo afferma Gero Grassi, Vicepresidente dei Deputati del Pd e componente della Commissione d’inchiesta sul caso Moro, il quale nei giorni scorsi aveva cercato e trovato l’auto che ancora oggi, afferma, “oltre ad essere un commovente reperto di una tragedia del nostro paese, può suggerire nuovi elementi di verità sulla uccisione del leader democristiano. La R4 racconta insomma qualcosa di quella storia". Grassi ricorda che “tutti abbiamo un debito di riconoscenza verso il senso civico del suo proprietario, Filippo Bartoli, scomparso nel dicembre del 2013. Bartoli l'ha ben conservata, ma soprattutto tutelata da ogni possibile uso commerciale, anche rinunciando a laude ricompense. Tutto di quella macchina emoziona, anche il suo colore, che ricorda tragicamente il colore del sangue. Ho chiesto che questo simbolo della nostra storia venga esposto al Museo delle auto della Polizia di Stato che, senz'altro, è il luogo più idoneo per custodirla e per metterla a disposizione di tutti i cittadini".

 

18/11/2014 - 17:14

“Si è conclusa oggi l’audizione, avviata la scorsa settimana, dell’ex presidente della Commissione Stragi, Giovanni Pellegrino, il quale ha dato il suo autorevole contributo al nostro lavoro. Pellegrino si è detto convinto che durante i 55 giorni fu avviata una sotterranea trattativa tra pezzi dello Stato e le Br dalla quale gli apparati coinvolti conclusero che fosse più ‘conveniente’ la morte di Moro piuttosto che la sua liberazione. Mario Moretti, dice Pellegrino, forse non fu il referente di questo dialogo: Moretti era un capo militare ed è molto più convincente l’ipotesi che accanto a lui ci fosse una personalità del calibro di Giovanni Senzani. E’ evidente che gli interrogativi del presidente Pellegrino confermano scenari inquietanti sui quali dovremo cercare di dare un contributo di chiarezza”.

Lo afferma il vicepresidente dei Deputati del Pd, Gero Grassi, il quale aggiunge che il prossimo giovedì la Commissione d’inchiesta sul delitto Moro ascolterà il giudice Luciano Infelisi il primo ad occuparsi della strage di via Fani. 

 

13/11/2014 - 19:38

“La Commissione Moro ha deciso di convocare in audizione l’ex ispettore di PS Enrico Rossi che ha rivelato nuovi elementi sulla dinamica dei fatti di via Fani. Le indagini della Procura generale di Roma sono di estremo interesse: oggi abbiamo appreso dal dottor Luigi Ciampoli, Procuratore generale, e dal sostituto Otello Lupacchini, i particolari delle loro investigazioni che hanno portato da un lato alla affermazione che sulla Honda avvistata in via Fani non ci fossero membri del commando brigatista, dall’altra ad una richiesta di archiviazione determinata dalla impossibilità di convogliare le ricerche su esponenti di organismi paralleli ai servizi. Prendiamo atto di questa difficoltà ma è evidente che la Commissione dovrà tentare di sondare eventuali altre vie. Sentiremo anche l’ingegner Alessandro Marini che fu un testimone chiave, passando con il suo motorino proprio durante l’agguato: fu colpito da alcuni proiettili, parlò di un caricatore che vide gettato in terra e fu poi minacciato di morte”.

Così Gero Grassi, vicepresidente dei deputati Pd e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro.

 

12/11/2014 - 17:45

“L’audizione con il procuratore generale di Roma, Luigi Ciampoli, e con il sostituto procuratore generale preso la Corte d'Appello di Roma, Otello Lupacchini, che riprenderà domani alle 16,30, è stata di grande interesse ed ha messo in evidenza elementi cruciali del caso Moro: cioè la presenza di presenze esterne alle Br in via Fani e il ruolo dell’agente Usa Steve Pieczenik. Mi pare che più che archiviare, qui c’è da aprire nuovi dossier”. Lo afferma il vicepresidente dei deputati del Pd, Gero Grassi, dopo l’audizione nella Commissione d’inchiesta sull’omicidio di Aldo Moro. Grassi aggiunge: “c’è molto materiale su cui lavorare per scavare e cercare nuove verità. E’ certo che, a tanti anni di distanza, le richieste di archiviazione in sede giudiziaria non vanno confuse con l’assoluzione in sede politica, dove non si valutano le responsabilità individuali ma, appunto, quelle generali, politiche. I procuratori hanno infatti spiegato a chiare lettere che non hanno potuto raccogliere elementi sufficienti per poter dare seguito alle denunce dell’ispettore Enrico Rossi perché sono intervenuti dopo una inerzia di due anni. Dunque, la nostra attenzione verso quanto ha dichiarato Rossi resta alta”.

 

11/11/2014 - 18:26

“La Procura di Roma ha chiuso l’inchiesta condotta sul caso Moro dopo le rivelazioni dell’ex ispettore di PS Enrico Rossi. Domani il procuratore generale della capitale, Luigi Ciampoli, verrà a riferire nella  Commissione parlamentare”. Lo rende noto  Gero Grassi, vicepresidente dei deputati del Pd e componente della Commissione d’inchiesta sul caso Moro, il quale ricorda che “Rossi aveva fornito elementi di grande interesse in merito al possibile ruolo di agenti segreti durante l’agguato di via Fani, indicandoli come i passeggeri della moto Honda che certamente passò durante l’assalto del commando brigatista. Naturalmente si tratta di notizie che devono essere attentamente valutate, dunque è importante che la Procura abbia indagato. Vedremo se ci saranno sviluppi”. 

 

29/10/2014 - 17:48

“E’ stata positiva la prima audizione svolta dalla Commissione d’inchiesta sul caso Moro con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti, Marco Minniti, il quale ci ha detto che esistono ben 12.500 atti relativi al sequestro e alla uccisione del leader Dc attualmente secretati. 474 di questi sono stati emessi da Enti stranieri (i soli che possono autorizzarne la declassificazione, che in genere viene negata). Minniti ha precisato che la declassificazione degli atti riguarda la tipologia e non comporta automaticamente la pubblicità, ma che il governo è disponibile a collaborare attivamente con la Commissione fornendo i documenti senza gli omissis con cui sono stati depositati all’Archivio di Stato. Abbiamo fatto presente al sottosegretario che la Commissione parlamentare ha due anni per svolgere la propria attività: dunque non c’è molto tempo, considerando che la Direttiva Prodi sulla declassificazione degli atti, emessa nel 2008, ha dato i suoi effetti due anni dopo e che la Direttiva Renzi relativa alle stragi, che avrà comunque effetti nel 2015, non riguarda quelli relativi al caso Moro: per questo abbiamo votato alla unanimità un documento per chiedere alla Presidenza del Consiglio l'estensione di quella Direttiva. Mi pare comunque che potremo contare sulla piena collaborazione del governo e questo è molto importante per il lavoro che ci aspetta”.

Così Gero Grassi, vicepresidente dei Deputati del Pd e componente della Commissione Moro.

 

28/10/2014 - 19:31

“Il presidente Giorgio Napolitano ha saputo gestire con alto senso delle istituzioni una giornata difficile nella quale non solo ha dato prova del suo alto profilo morale, ma è riuscito con forza a mostrare come si tutela la democrazia. Le speculazioni o le insinuazioni diventano così solo pallidi e inutili tentativi di screditare la più alta carica dello Stato”.

Così il vice presidente dei deputati Pd Gero Grassi.

 

28/10/2014 - 17:22

Da Commissione deciso elenco audizioni

“Ho visto oggi la macchina nel quale fu abbandonato Aldo Moro. Guardare quell’auto è non solo molto commovente ma anche di estremo interesse ancora oggi per cogliere nuovi elementi di verità sulla uccisione del leader democristiano. La R4 racconta insomma qualcosa di quella storia”. Lo afferma Gero Grassi, vicepresidente dei deputati del Pd e componente della Commissione d’inchiesta sul caso Moro, che oggi si è recato a visionare la Renault 4 che fu lasciata in via Caetani il 9 maggio del 1978 con dentro il cadavere di Moro. “Dobbiamo molto al senso civico del suo proprietario, Filippo Bartoli, scomparso nel dicembre del 2013 il quale l’ha ben conservata ma soprattutto tutelata da ogni possibile uso commerciale, anche rinunciando a laude ricompense. Tutto di quella macchina emoziona, anche il suo colore, che ricorda tragicamente il colore del sangue. Mi auguro che presto questo simbolo della nostra storia venga esposto al Museo delle auto della Polizia di Stato che, senz’altro, è il luogo più idoneo per custodirla e per metterla a disposizione di tutti i cittadini”.

Grassi aggiunge che oggi si è riunita la Commissione Moro e ha stabilito un elenco di nominativi per le audizioni. Si comincerà dal sottosegretario Minniti e dai ministri Alfano, Pinotti, Orlando, Padoan, Franceschini e da quello degli Esteri, per proseguire con poi con ex presidenti ed ex componenti delle precedenti Commissioni d‘inchiesta (Bianco, Pellegrino, Guzzanti e Flamigni, Violante, Mattarella, Manca, Andò e Bielli), tra i politici Claudio Signorile e i magistrati che sono stati in prima linea nelle indagini (Ionta, Monastero, Priore, Infelisi, Marini, Imposimato, Pomarici, Caselli, Tindari Baglione, Spataro e Pignatone). 

 

22/10/2014 - 17:50

“Il gruppo ristretto di lavoro della commissione Moro si è riunito oggi e ha deciso di proporre varie audizioni con i protagonisti politici e giudiziari delle inchieste precedenti. Martedì prossimo saranno discussi e votati il calendario dei lavori e le convocazioni”.

Così Gero Grassi, vicepresidente dei deputati Pd, membro della Commissione d’inchiesta sulla morte del presidente della Dc, Aldo Moro.

 

21/10/2014 - 14:22

“Si è riunita oggi la neo-costituita Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro che ha deciso la costituzione di un Comitato di lavoro ristretto all’Ufficio di Presidenza, ai capigruppo e ad altri quattro componenti (3 del Pd, 1 di Forza Italia e 1 dei 5S). Nella seduta odierna è stata inoltre presa la decisione di procedere alla riunificazione alla digitalizzazione di tutti gli atti parlamentare relativi al caso Moro, una scelta improrogabile e di grande rilevanza ai fini dell’analisi e dell’approfondimento della vicenda. Rinviate alla prossima settimana le previste audizioni dei ministri dell’Interno e della Difesa, Angelino Alfano e Roberta Pinotti, e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delegata ai Servizi segreti Marco Minniti. La commissione tornerà a riunirsi domani alle 14”.

Ne dà notizia il vicepresidente dei deputati pd Gero Grassi.

 

15/10/2014 - 18:28

Interrogazione al ministro dell’Interno. Oggi varato regolamento commissione d’inchiesta

Con un’interrogazione al ministro dell’Interno, il vicepresidente dei Deputati Pd Gero Grassi chiede di sapere “dove sia custodita la Renault 4 nella quale le Brigate rosse abbandonarono il cadavere di Aldo Moro. Il proprietario, Filippo Bartoli, un imprenditore marchigiano scomparso lo scorso 25 dicembre, dopo il dissequestro la tenne a Serravalle di Chienti, dove ancora starebbe secondo alcuni, anche se era inservibile. Nel 2012 la donò al Viminale chiedendo un impegno dello Stato a conservarla ed esporla. Il luogo ideale per custodire questo pezzo di storia nazionale – la foto di via Caetani è impressa nella memoria di varie generazioni – è il museo delle auto della Polizia: perché ancora non è stata esposta? Sarebbe gravissimo se l’auto venisse logorata dal tempo, come è inaccettabile che non sia a disposizione di tutti”. Grassi rende noto inoltre che “nella giornata di oggi la commissione d’inchiesta si è riunita ed ha varato il proprio regolamento – con il voto favorevole di tutti e l’astensione dei deputati 5S – il quale prevede, tra l’altro, l’acquisizione di tutti gli atti e dei reperti giudiziari relativi al caso Moro. La prossima settimana si comincerà ad entrare nel merito dell’inchiesta”.

 

08/10/2014 - 16:43

“Lucio Tarquinio di Forza Italia e Gaetano Piepoli del Gruppo per l’Italia sono stati eletti oggi Vice Presidenti della Commissione parlamentare di inchiesta sul caso Moro.

In omaggio alle origini del Presidente della DC, sono due pugliesi, il primo già direttore del Poligrafico di Foggia e assessore regionale, l’altro ex Preside della Facoltà di Giurisprudenza di Bari ed ex Presidente della Fiera del Levante, due personalità della nostra Regione che godono di una stima diffusa.

Durante la riunione di oggi sono stati eletti anche i due Segretari, Federico Fornaro del PD e Florian Kronbichier di Sel. Nel complesso gli organismi della Commissione sono affidati a parlamentari che ne garantiranno l’equilibrio e l’efficienza”.

E’ quanto rende noto Gero Grassi, Vice Presidente dei deputati del PD.

 

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