11/11/2014 - 18:26

“La Procura di Roma ha chiuso l’inchiesta condotta sul caso Moro dopo le rivelazioni dell’ex ispettore di PS Enrico Rossi. Domani il procuratore generale della capitale, Luigi Ciampoli, verrà a riferire nella  Commissione parlamentare”. Lo rende noto  Gero Grassi, vicepresidente dei deputati del Pd e componente della Commissione d’inchiesta sul caso Moro, il quale ricorda che “Rossi aveva fornito elementi di grande interesse in merito al possibile ruolo di agenti segreti durante l’agguato di via Fani, indicandoli come i passeggeri della moto Honda che certamente passò durante l’assalto del commando brigatista. Naturalmente si tratta di notizie che devono essere attentamente valutate, dunque è importante che la Procura abbia indagato. Vedremo se ci saranno sviluppi”. 

 

29/10/2014 - 17:48

“E’ stata positiva la prima audizione svolta dalla Commissione d’inchiesta sul caso Moro con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti, Marco Minniti, il quale ci ha detto che esistono ben 12.500 atti relativi al sequestro e alla uccisione del leader Dc attualmente secretati. 474 di questi sono stati emessi da Enti stranieri (i soli che possono autorizzarne la declassificazione, che in genere viene negata). Minniti ha precisato che la declassificazione degli atti riguarda la tipologia e non comporta automaticamente la pubblicità, ma che il governo è disponibile a collaborare attivamente con la Commissione fornendo i documenti senza gli omissis con cui sono stati depositati all’Archivio di Stato. Abbiamo fatto presente al sottosegretario che la Commissione parlamentare ha due anni per svolgere la propria attività: dunque non c’è molto tempo, considerando che la Direttiva Prodi sulla declassificazione degli atti, emessa nel 2008, ha dato i suoi effetti due anni dopo e che la Direttiva Renzi relativa alle stragi, che avrà comunque effetti nel 2015, non riguarda quelli relativi al caso Moro: per questo abbiamo votato alla unanimità un documento per chiedere alla Presidenza del Consiglio l'estensione di quella Direttiva. Mi pare comunque che potremo contare sulla piena collaborazione del governo e questo è molto importante per il lavoro che ci aspetta”.

Così Gero Grassi, vicepresidente dei Deputati del Pd e componente della Commissione Moro.

 

28/10/2014 - 19:31

“Il presidente Giorgio Napolitano ha saputo gestire con alto senso delle istituzioni una giornata difficile nella quale non solo ha dato prova del suo alto profilo morale, ma è riuscito con forza a mostrare come si tutela la democrazia. Le speculazioni o le insinuazioni diventano così solo pallidi e inutili tentativi di screditare la più alta carica dello Stato”.

Così il vice presidente dei deputati Pd Gero Grassi.

 

28/10/2014 - 17:22

Da Commissione deciso elenco audizioni

“Ho visto oggi la macchina nel quale fu abbandonato Aldo Moro. Guardare quell’auto è non solo molto commovente ma anche di estremo interesse ancora oggi per cogliere nuovi elementi di verità sulla uccisione del leader democristiano. La R4 racconta insomma qualcosa di quella storia”. Lo afferma Gero Grassi, vicepresidente dei deputati del Pd e componente della Commissione d’inchiesta sul caso Moro, che oggi si è recato a visionare la Renault 4 che fu lasciata in via Caetani il 9 maggio del 1978 con dentro il cadavere di Moro. “Dobbiamo molto al senso civico del suo proprietario, Filippo Bartoli, scomparso nel dicembre del 2013 il quale l’ha ben conservata ma soprattutto tutelata da ogni possibile uso commerciale, anche rinunciando a laude ricompense. Tutto di quella macchina emoziona, anche il suo colore, che ricorda tragicamente il colore del sangue. Mi auguro che presto questo simbolo della nostra storia venga esposto al Museo delle auto della Polizia di Stato che, senz’altro, è il luogo più idoneo per custodirla e per metterla a disposizione di tutti i cittadini”.

Grassi aggiunge che oggi si è riunita la Commissione Moro e ha stabilito un elenco di nominativi per le audizioni. Si comincerà dal sottosegretario Minniti e dai ministri Alfano, Pinotti, Orlando, Padoan, Franceschini e da quello degli Esteri, per proseguire con poi con ex presidenti ed ex componenti delle precedenti Commissioni d‘inchiesta (Bianco, Pellegrino, Guzzanti e Flamigni, Violante, Mattarella, Manca, Andò e Bielli), tra i politici Claudio Signorile e i magistrati che sono stati in prima linea nelle indagini (Ionta, Monastero, Priore, Infelisi, Marini, Imposimato, Pomarici, Caselli, Tindari Baglione, Spataro e Pignatone). 

 

22/10/2014 - 17:50

“Il gruppo ristretto di lavoro della commissione Moro si è riunito oggi e ha deciso di proporre varie audizioni con i protagonisti politici e giudiziari delle inchieste precedenti. Martedì prossimo saranno discussi e votati il calendario dei lavori e le convocazioni”.

Così Gero Grassi, vicepresidente dei deputati Pd, membro della Commissione d’inchiesta sulla morte del presidente della Dc, Aldo Moro.

 

21/10/2014 - 14:22

“Si è riunita oggi la neo-costituita Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro che ha deciso la costituzione di un Comitato di lavoro ristretto all’Ufficio di Presidenza, ai capigruppo e ad altri quattro componenti (3 del Pd, 1 di Forza Italia e 1 dei 5S). Nella seduta odierna è stata inoltre presa la decisione di procedere alla riunificazione alla digitalizzazione di tutti gli atti parlamentare relativi al caso Moro, una scelta improrogabile e di grande rilevanza ai fini dell’analisi e dell’approfondimento della vicenda. Rinviate alla prossima settimana le previste audizioni dei ministri dell’Interno e della Difesa, Angelino Alfano e Roberta Pinotti, e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delegata ai Servizi segreti Marco Minniti. La commissione tornerà a riunirsi domani alle 14”.

Ne dà notizia il vicepresidente dei deputati pd Gero Grassi.

 

15/10/2014 - 18:28

Interrogazione al ministro dell’Interno. Oggi varato regolamento commissione d’inchiesta

Con un’interrogazione al ministro dell’Interno, il vicepresidente dei Deputati Pd Gero Grassi chiede di sapere “dove sia custodita la Renault 4 nella quale le Brigate rosse abbandonarono il cadavere di Aldo Moro. Il proprietario, Filippo Bartoli, un imprenditore marchigiano scomparso lo scorso 25 dicembre, dopo il dissequestro la tenne a Serravalle di Chienti, dove ancora starebbe secondo alcuni, anche se era inservibile. Nel 2012 la donò al Viminale chiedendo un impegno dello Stato a conservarla ed esporla. Il luogo ideale per custodire questo pezzo di storia nazionale – la foto di via Caetani è impressa nella memoria di varie generazioni – è il museo delle auto della Polizia: perché ancora non è stata esposta? Sarebbe gravissimo se l’auto venisse logorata dal tempo, come è inaccettabile che non sia a disposizione di tutti”. Grassi rende noto inoltre che “nella giornata di oggi la commissione d’inchiesta si è riunita ed ha varato il proprio regolamento – con il voto favorevole di tutti e l’astensione dei deputati 5S – il quale prevede, tra l’altro, l’acquisizione di tutti gli atti e dei reperti giudiziari relativi al caso Moro. La prossima settimana si comincerà ad entrare nel merito dell’inchiesta”.

 

08/10/2014 - 16:43

“Lucio Tarquinio di Forza Italia e Gaetano Piepoli del Gruppo per l’Italia sono stati eletti oggi Vice Presidenti della Commissione parlamentare di inchiesta sul caso Moro.

In omaggio alle origini del Presidente della DC, sono due pugliesi, il primo già direttore del Poligrafico di Foggia e assessore regionale, l’altro ex Preside della Facoltà di Giurisprudenza di Bari ed ex Presidente della Fiera del Levante, due personalità della nostra Regione che godono di una stima diffusa.

Durante la riunione di oggi sono stati eletti anche i due Segretari, Federico Fornaro del PD e Florian Kronbichier di Sel. Nel complesso gli organismi della Commissione sono affidati a parlamentari che ne garantiranno l’equilibrio e l’efficienza”.

E’ quanto rende noto Gero Grassi, Vice Presidente dei deputati del PD.

 

07/10/2014 - 15:16

"Da più fronti sono giunte nei giorni scorsi sostegni alla ipotesi del presidente del Consiglio di ridurre il numero delle Forze di polizia. Questa mattina Renzi ha giustamente riproposto il tema, peraltro definendolo ‘indifferibile’. Ha ragione e credo che questo dibattito dovrebbe essere allargato alle Forze armate: dovremmo discutere anche sul loro ridimensionamento per andare incontro alle esigenze del Bilancio dello Stato e per una loro maggiore efficienza”.

Così Gero Grassi, vicepresidente dei Deputati del Pd, dopo quanto ha detto oggi Renzi durante l'incontro con sindacati di polizia e Cocer.

 

02/10/2014 - 16:17

“Consideriamo un ottimo segnale la rapida elezione del presidente della Commissione che sarà così operativa immediatamente. Con Beppe Fioroni abbiamo fortemente voluto la creazione di questo organismo perché siamo convinti che la verità sull’omicidio di Moro deve essere riscritta: abbiamo incontrato molte resistenze, come è noto, ma il Partito democratico ha garantito l’istituzione della commissione. L’esperienza politica di Fioroni è una garanzia per tutti i gruppi e per il raggiungimento dei nostri obiettivi, cioè almeno far fare un passo in avanti alla comprensione delle dinamiche che portarono al sequestro e poi alla cancellazione dalla scena politica di Aldo Moro che pagò con la vita la coerenza del suo disegno per dare un futuro migliore all’Italia”.

Così Gero Grassi, vice presidente dei deputati Pd e promotore della Commissione d’inchiesta sul caso Moro.

 

01/10/2014 - 19:54

“Con l’insediamento della commissione Moro, il parlamento si assume la grande responsabilità di riaprire le indagini, dopo trentaquattro anni, sul delitto politico che ha segnato la nostra storia e sul quale non è mai stata fatta chiarezza. Su molti aspetti della vicenda, a cominciare dall’agguato di via Fani fino alle ultime ore della vita di Aldo Moro, sono rimasti aperti interrogativi inquietanti. E’ nostro dovere tentare di trovare delle risposte perché il Paese ha bisogno di verità. Con questo spirito ho voluto proporre, insieme ad alcuni colleghi, l’istituzione di questo organismo. Ringrazio i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, per il loro determinante contributo all’avvio dei lavori”.

Così il vice presidente dei deputati del Pd Gero Grassi.

 

25/09/2014 - 18:10

“La discussione interna al PD su temi centrali, quali il lavoro e le riforme, non può essere affrontata con il ricatto della scissione che leggiamo sulla stampa. Il nostro partito basa sulla democrazia interna la propria esistenza e dà la possibilità di scegliere, con il metodo delle primarie, i propri candidati, anche ai non iscritti. Il tema scissione è surreale e inoltre nessuno dei protagonisti lo ha mai avanzato, se non attraverso ricostruzioni di fantasia. Immaginare che alcuni deputati Democratici possano fare sponda a Grillo per danneggiare il governo e il loro Partito è solo la prova del fallimento del Movimento Cinque Stelle. IL PD è impegnato a sostenere lealmente il Governo Renzi per dare all'Italia quelle risposte necessarie per guardare al futuro con speranza e serenità. Il Governo Renzi è anche il Governo del Segretario PD, circostanza che non lo indebolisce certo ma gli dà un maggiore carico di responsabilità”. Così Gero Grassi, vicepresidente dei deputati del Pd.

 

23/09/2014 - 19:41

“L’intervento dei presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, contro l’immobilismo dei gruppi parlamentari è risolutivo e consentirà finalmente l’avvio dei lavori della Commissione d’inchiesta”. Lo afferma il vicepresidente dei deputati del Pd, Gero Grassi, il quale è più volte intervenuto nelle ultime settimane per sollecitare una soluzione contro lo stallo di questo organismo. “Diamo atto ai presidenti Boldrini e Grasso di aver assunto un’iniziativa che non solo sblocca la paralisi determinata dai gruppi che non hanno indicato i loro componenti, consentendo l’insediamo della Commissione, ma tutela, al contempo, la credibilità e la serietà del Parlamento”.

 

18/09/2014 - 10:29

Il vicepresidente del Gruppo Pd, Gero Grassi, è intervenuto con un’interrogazione per chiedere al presidente del Consiglio Matteo Renzi “che tempi siano previsti per la conclusione del processo di liberalizzazione di molti documenti che riguardano le stragi nel nostro Paese ed anche il caso Moro”.

Grassi spiega che “il processo avviato è molto complesso mentre, nel frattempo, ricercatori e studiosi continuano a vedersi spesso negato l’accesso agli atti perché gli enti che li hanno emessi non provvedono alla loro declassifica – una decisione, è bene ricordarlo, che può essere presa solo dagli enti stessi”. “Per quanto riguarda il caso Moro circa il 30% dei documenti conservati dall'Archivio storico del Senato è classificato, circostanza che impedisce a questo archivio, come è noto autorevole luogo di raccolta di documenti che riguardano i casi più controversi della nostra storia recente, di poter rispondere positivamente alle richieste dell’utenza. Inoltre – continua Grassi – ho sollevato nella mia interrogazione il problema del taglio dei finanziamenti all'Archivio Centrale dello Stato, struttura che conserva la storia del Paese attraverso milioni di documenti. La questione è stata anche sollevata da una recente inchiesta giornalistica e richiede attenzione da parte del governo anche perché è proprio lì che dovrebbero arrivare le centinaia di faldoni legati alle stragi desecretate dal governo Renzi. E’ vero che la sede potrebbe essere trasferita a Pomezia, come paventano alcuni? E’ un’ipotesi che ci preoccupa, naturalmente. Siamo convinti che il nostro Paese ha bisogno della verità ma occorre grande determinazione perché è davvero inaccettabile che alcuni gruppi parlamentari non abbiano ancora indicato ai presidenti di Camera e Senato i loro componenti della nuova Commissione d'inchiesta sul caso Moro: si tratta di uno strisciante tentativo di boicottaggio che ho già denunciato pubblicamente”.  

 

09/09/2014 - 18:30

“E’ preoccupante e incomprensibile il rinvio dell’insediamento della Commissione bicamerale d’inchiesta sul caso Moro, conseguenza del comportamento di alcuni Gruppi che non hanno ancora indicato le proprie designazioni”. Lo scrive in una lettera alla Presidente della Camera, Laura Boldrini, il vicepresidente dei deputati Pd Gero Grassi il quale ha spiegato: “Abbiamo ventiquattro mesi di tempo per poter coordinare e sintetizzare le più recenti novità e per dare impulso a nuove indagini che possano contribuire, si spera, a fare verità su questo delitto politico. Il ritardo da parte di alcuni gruppi nel fornire le indicazioni richieste e consentire ai Presidenti di entrambe le Camere di procedere alla nomina dei componenti di questo organismo è grave perché costituisce oggettivamente una omissione istituzionale, visto che non consente l’avvio dei lavori della commissione, istituita con legge dello Stato. Il rallentamento invia al Paese un messaggio negativo: il disinteresse o, peggio, l’ostruzionismo da parte di alcuni nei confronti di questa iniziativa che invece, ha bisogno di avere un’opinione pubblica concorde e consapevole dei nostri sforzi, a tanti anni di distanza dei fatti. A fronte della legge approvata a maggio, siamo a settembre e la Commissione non ha ancora potuto avviare i propri lavori. E’ oggettivamente un pessimo segnale che La prego davvero di contrastare sollecitando i gruppi politici a dare seguito alle loro responsabilità o mettendo in atto i suoi poteri sostitutivi di designazione”. “Nel 2014 - aggiunge Grassi - ho tenuto già sessanta incontri pubblici sul ‘caso Moro’ in ogni parte d’Italia ed altri cento sono programmati. Dovunque i cittadini auspicano la verità e partecipano con grande interesse. Il ritardo del parlamento non è davvero tollerabile”.

 

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