06/04/2017 - 14:47

Giuseppe Guerini, relatore di maggioranza per l’Aula, insieme ad Alessandro Naccarato, del Dl Immigrati sostiene che “le nuove procedure che la Camera voterà prima di Pasqua rendono più rapide ed efficaci le procedure e le controversie per i richiedenti asilo. Questo è l’obiettivo del provvedimento  che interviene sulle procedure: più in generale, è l’Europa che deve intervenire prevedendo canali d’ingresso europeo per le migliaia di persone che chiedono ospitalità al vecchio continente” .

03/06/2015 - 20:30

"E’ un buon testo, condiviso da maggioranza e opposizione, una collaborazione che ha portato a rafforzare e ampliare le tutele dei cittadini. Innanzitutto, la class action entra a pieno titolo nel codice di procedura civile uscendo dal ristretto ambito del codice del consumo. In concreto, sarà efficace il ricorso all'azione di classe. Inoltre, ed è l’altra novità rilevante, potranno aderire alla class action anche coloro che aderiscono dopo il pronunciamento di una sentenza. Nella sostanza, tutti i cittadini, consumatori o meno, potranno far valere di più e meglio i loro diritti".

Così Giuseppe Guerini, deputato del Pd, durante la dichiarazione di voto del provvedimento.

 

15/05/2015 - 17:49

Conferenza stampa di Ferranti, Ermini, Verini, G. Guerini, Fissore. Montecitorio, lunedì 18, ore 11, 30

Il Partito democratico presenta lunedì 18 maggio, con una conferenza stampa indetta alle ore 11, 30 presso la Sala Stampa di Montecitorio, le rilevanti novità del testo di legge sulla Class Action (AC 1335) approvato dalla Commissione giustizia dopo un ampio e costruttivo confronto tra tutte le forze politiche. Il testo potenzia lo strumento dell’azione di classe allargandone il campo d’applicazione soggettivo (cioè dei soggetti che possono utilizzare questa azione), attualmente circoscritto alla tutela dei diritti di consumatori e utenti, e oggettivo, cioè delle situazioni giuridiche che possono essere fatte valere in giudizio. Intervengono: Donatella Ferranti, presidente dalla Commissione Giustizia, David Ermini, responsabile Giustizia del Pd, Walter Verini, capogruppo in commissione Giustizia, l’on Giuseppe Guerini e la senatrice Elena Fissore.

17/11/2014 - 21:07

“E’ doveroso per un Paese civile e democratico istituire la Commissione d’inchiesta che faccia luce sulle reali condizioni in cui riversano i migranti nei Cie. Non accettiamo dalla destra alcuna lezione su come condurre una politica migratoria, visti i fallimenti che hanno prodotto negli ultimi anni, a cominciare dalla legge Bossi-Fini. Il governo lavora per dare una risposta concreta affinché si possano migliorare le condizioni di vita di coloro che alloggiano nei Cie, cercando di ridurre i tempi di permanenza fino a 90 giorni e istituendo l’ obbligo di riconoscimento dei detenuti stranieri nelle carceri durante l’esecuzione della pena, senza che questo avvenga successivamente. Noi abbiamo intrapreso una strada totalmente diversa per quanto riguarda la gestione delle politiche sull’immigrazione, la destra, se crede che sia inutile, stia fuori dalla Commissione”.

Lo ha detto nell’aula della Camera Giuseppe Guerini, deputato del Partito Democratico, durante la dichiarazione di voto sulla legge che istituisce una commissione d’inchiesta sulle condizioni di trattenimento dei migranti nei centri di accoglienza (Cda), nei centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) e nei centri di identificazione ed espulsione (Cie).

 

23/10/2014 - 17:10

Mantenere Mare Nostrum e adoperarsi nelle sedi europee affinché si arrivi quanto prima ad un sistema comune di accoglienza per i rifugiati. E’ quanto viene chiesto in una lettera inviata al Presidente del Consiglio Renzi dal deputato Pd Giuseppe Guerini ( commissione Giustizia) e sottoscritta da 40 deputati democratici.

Secondo Guerini “l’operazione Triton che dovrebbe sostituire progressivamente Mare Nostrum avrà infatti finalità e modalità assai diverse e soprattutto non appare in grado di garantire il soccorso in mare dei migranti che attraversano il Mediterraneo, vale a dire la ragione fondante che aveva condotto il nostro Governo ad intervenire dopo la tragedia di Lampedusa”.

“I mezzi partecipanti all’operazione Triton – si legge nella lettera - si attesteranno a circa 30 miglia dalle coste italiane, ben lontano pertanto dall’attuale dislocazione dei mezzi del dispositivo Mare Nostrum; se è vero che il costo complessivo dell’operazione Mare Nostrum ammonta a circa 9 milioni di euro al mese, non appare chiaro quale sia il costo di utilizzo ordinario dei mezzi attualmente impiegati nella suddetta operazione; l’interruzione dell’operazione Mare Nostrum comporterà di fatto una fortissima limitazione delle capacità di soccorso in mare dei migranti che cercano di raggiungere le coste dell’Unione Europea” .

Guerini sottolinea anche che “secondo quanto affermato dal direttore dell’agenzia europea Frontex, Gil Arias Fernandez, “la decisione di interrompere Mare Nostrum spetta solo alle autorità italiane e Triton comincerà indipendentemente da Mare Nostrum”.

“Chiediamo dunque - conclude Guerini - di confermare Mare Nostrum, affiancandolo all’operazione europea Triton e, avvalendosi anche del semestre di Presidenza italiana dell’Unione, di operare affinché l’UE proceda alla riforma del Regolamento (n. 604/2013) del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 per arrivare ad un mutuo riconoscimento della protezione internazionale tra gli Stati membri, in modo da addivenire ad un sistema comune europeo di accoglienza”.

I firmatari sono Giuseppe Guerini, Pippo Civati, Luca Pastorino, Gianni Cuperlo, Paolo Gandolfi, Michela Marzano, Paolo Beni, Walter Verini, Gian Piero Scanu, Michela Rostan, Giuseppe Berretta, Mauro Guerra, Chiara Gribaudo, Matteo Richetti, Grazia Rocchi, Sandra Zampa, Romina Mura, Anna Giacobbe, Veronica Tentori, Maria Iacono, Francesco Laforgia Francesca La Marca, Vincenza Bruno Bossio, Giuseppe Romanini, Alfredo Bazoli, Margherita Miotto, Simona Malpezzi, Tonino Moscatt, Gea Schirò, Emiliano Minnucci, Vanessa Camani, Liliana Ventricelli, Gian Mario Fragomeli, Marina Berlinghieri, Sofia Amoddio, Maino Marchi, Paolo Cova, Edoardo Patriarca, Elisa Mariano, Tamara Blazina, Eleonora Cimbro, Irene Manzi, Roberto Rampi. 

 

10/06/2014 - 20:51

Primo passo verso ridefinizione del sistema

 

“Sono molto soddisfatto perché si tratta di un primo ma significativo passo verso la ridefinizione complessiva dei Cie”. Così il deputato del Pd della commissione Politiche Ue Beppe Guerini, estensore dell’emendamento alla Legge europea approvato oggi dall’Aula, in base al quale il periodo massimo di trattenimento dei cittadini extracomunitari all'interno dei Centro di identificazione e di espulsione non può essere superiore a 180 giorni. “Per i detenuti stranieri che abbiano già passato in carcere un periodo di tempo di 180 giorni - precisa Guerini - la permanenza nei Cie si riduce a massimo trenta giorni, perché si presuppone che l’identificazione sia già stata fatta in carcere”.