02/12/2015 - 19:32

Risoluzione che impegna Governo a far sì che non sia modificato attuale regolamento Ue

“Si tratta di una liberalizzazione sconsiderata. Diciamo no alla paventata intenzione della Ue di privare della tutela i vini identitari, cioè che prendono nome dal vitigno e non da una zona o paese, fra cui il Lambrusco”. Lo dichiara il deputato del Partito Democratico Giuseppe Romanini, che sulla questione ha presentato, insieme al collega Marco Carra, una specifica risoluzione in Commissione Agricoltura, sottoscritta dai colleghi emiliani, con l’obiettivo di impegnare nella difesa di quanto stabilito fino ad oggi direttamente il Governo.

“Ha fatto bene De Castro – spiega Romanini - a sollevare pubblicamente il problema e il nostro Ministero dell’Agricoltura a opporsi: togliere il Lambrusco dalla lista dei vini protetti dalla Ue per il solo fatto che questo vino, così come altri fra cui il Vermentino, non possiedono un riferimento geografico, è una assurdità che costerebbe molto cara alle terre di produzione a vocazione storica, fra cui anche la nostra”.

“Per non parlare della bilancia dell’export visto che il Lambrusco è fra i vini più esportati in tutto il mondo”, conclude Giuseppe Romanini.

12/11/2015 - 12:39

Interrogazione a ministro Martina

Sbloccare la situazione di stallo e riconoscere le Organizzazioni interprofessionali (Ol) nel settore agricolo, regolamentate per la prima volta in modo organico con il cosiddetto decreto latte (convertito nella legge n. 91). Lo chiede il deputato Pd Giuseppe Romanini in una interrogazione, firmata anche da colleghi della commissione Agricoltura, fra cui il capogruppo Pd Oliverio.

“Fino ad oggi – spiega Romanini - le disposizioni riguardanti le OI sono state disattese e manca da parte degli uffici del Mipaaf l’indicazione delle procedure con cui formalizzare le richieste di riconoscimento che verranno valutate dal Ministero e poi autorizzate con decreto. Paradossalmente, l’introduzione delle nuove norme determina in alcuni casi difficoltà e incertezze operative anche per Organizzazioni Interprofessionali già esistenti, autorizzate dalle Regioni e operative da tempo, come ad esempio la OI Pomodoro da industria del Nord Italia che si è vista negare l’approvazione e la pubblicazione del contratto quadro Area Nord Italia per il pomodoro da Industria 2015 proprio in virtù del mancato passaggio del riconoscimento dettato dal dl 51 .

Secondo Romanini “ un adeguato sviluppo delle OI, solo otto in Italia secondo non studio dell’Università di Perugia, è strategico al miglioramento della competitività e sostenibilità delle filiere agroalimentari in quanto garantirebbe una sede stabile di relazione tra i soggetti, la trasparenza del mercato e la conoscenza del potenziale produttivo, la sua programmazione e qualificazione, la definizione di contratti tipo e di regole condivise. Occorre dunque intervenire e dare risposte certe ai soggetti interessati al riconoscimento nazionale salvaguardando anche le buone esperienze già avviate”.

30/09/2015 - 18:15

Il comparto bieticolo-saccarifero nazionale sta attraversando grandi difficoltà. Nonostante la scelta del Mipaaf e del governo di destinare 17 mln di aiuto accoppiato allo zucchero, la crisi è profonda e mette in affanno le circa 10.000 aziende agricole e 4 impianti di trasformazione, con quasi 2.000 addetti, che compongono il settore e che insieme producono un terzo del consumo nazionale.

La causa risiede nel bassissimo prezzo internazionale del prodotto finito, non in grado di coprire i costi della filiera nazionale dello zucchero e nella fine del regime delle quote, ma anche la mancata erogazione del saldo degli aiuti nazionali relativi alle campagne bieticolo-saccarifere del 2009 e del 2010.

Con l’obiettivo di richiamare il governo ai propri impegni insieme ad altri 18 parlamentari fra cui il presidente della Commissione Agricoltura Luca Sani, i capigruppo Pd in Commissione Agricoltura della Camera Nicodemo Oliverio e del Senato Maria Teresa Bertuzzi, nonché la responsabile nazionale Pd Agricoltura Sabrina Capozzolo, ho inviato ai ministri Martina e Padoan una lettera in cui si ripercorre la vicenda delle quote non erogate.

“Come certamente ricorderete – si legge nella lettera - tali contributi sono stati approvati ai sensi dei Reg. CE n. 318 e 319/2006 che avevano disegnato un articolato quadro di interventi per il settore prevedendo l'erogazione di aiuti per il quinquennio 2006/2010 sia comunitari puntualmente erogati, sia nazionali versati per il triennio 2006, 2007, 2008, ma solo parzialmente per la campagna 2009 e per nulla per la campagna 2010. Il Comitato interministeriale di cui alla L. 81/2006 (da ultimo nella seduta del 5 febbraio 2015), il Parlamento ed il MIPAAF, in diverse occasioni, hanno formalmente confermato tale impegno; restano però ancora da stanziare circa 46 milioni di Euro. La mancata erogazione di tali somme, iscritte a credito nei bilanci dei corrispondenti anni dalle imprese del settore, rischia di aggravare in modo irreparabile le difficoltà nelle quali si trova il comparto”.

“Confidiamo sul vostro impegno – conclude la lettera - per arrivare all’effettivo stanziamento dell’intero importo con una prossima delibera Cipe, ma riteniamo importante che già nella prossima Legge di stabilità vi sia lo stanziamento di una quota della somma in questione per dare agli operatori una tempestiva, se pur parziale, risposta”. Lo afferma il deputato del Pd Giuseppe Romanini , componente della commissione Agricoltura della Camera.

22/07/2015 - 18:18

“Far sì che l’impegno contenuto nel decreto sulle liberalizzazioni del 2006 nella parte riguardante l’attività di produzione di pane e nella previsione di un decreto volte a disciplinare la denominazione di ‘panificio’, ‘pane fresco’ e ‘pane conservato’, diventi realtà”. E’ quanto prevedono due risoluzioni del deputato del Partito Democratico Giuseppe Romanini e depositate in Commissione Agricoltura e in Commissione Attività produttive, in questo caso con la prima firma del collega Galperti.

“L’obiettivo – spiega Romamini - era la tutela della corretta informazione per i consumatori e la valorizzazione del pane fresco italiano, un tema che ho ripreso lavorando alla Proposta di Legge in materia di produzione del pane che depositerò fra breve e che mira a valorizzare uno dei prodotti dell’eccellenza italiana”.

“Proprio negli incontri preliminari avuti con le associazioni dei panificatori – continua il deputato democratico - è emersa l’esigenza di riprendere le fila di un provvedimento che, pur avendo avviato l’iter anche in sede europea, si è arenato, creando così un vuoto legislativo che si ripercuote su tutte quelle aziende italiane che quotidianamente sfornano il pane”.

“Le due risoluzioni che ho scritto e presentato hanno la funzione di impegnare il governo a completare una normativa necessaria a fare chiarezza su un prodotto base della dieta italiana e mediterranea”, conclude Giuseppe Romanini.

31/03/2015 - 13:41

Dare continuità alla partecipazione italiana alla missione Minurso, istituita per accompagnare la soluzione del conflitto fra Saharawi e Marocco, per la terra contesa nel Sahara occidentale, con un referendum di autodeterminazione, e alle iniziative di sostegno al popolo Saharawi; oltre a proseguire nell’attività diplomatica per una giusta soluzione al problema del Sahara occidentale. E’ questo l’impegno accolto dal Governo e chiesto in un ordine del giorno del deputato Pd Giuseppe Romanini e altri, che riguarda appunto il proseguimento della missione Onu e dell’attività diplomatica per il Sahara Occidentale. L’odg è stato approvato oggi alla Camera nell’ambito della discussione sul decreto-legge misure urgenti per il contrasto del terrorismo e proroga delle missioni internazionali.

Con la deputata Pd Patrizia Maestri e altri colleghi siamo stati nei campi profughi a fine dicembre – racconta Romanini – e ci siamo resi conto delle difficili condizioni di vita del popolo Saharawi compresa la continua violazione dei diritti umani. Interrompere o ridurre il sostegno avrebbe voluto dire allontanare per sempre una soluzione giusta, equa e negoziata del problema del Sahara Occidentale, con concreti rischi di lasciare quel popolo alla mercé dell’integralismo jaidista e dell’attività terroristica dell’Isis”.

 

16/03/2015 - 17:21

“Intervenire direttamente e con la massima sollecitudine al fine di revocare il conferimento del riconoscimento concesso al bersagliere Paride Mori la cui data di morte (18 febbraio 1944) non sarebbe in alcun modo compatibile con gli avvenimenti che la legge che istituisce la ‘Giornata del Ricordo’ si impegna a commemorare e verificare l’elenco degli insigniti onde evitare che impropri riconoscimenti siano stati concessi a fascisti e militari della RSI che nulla avevano a che fare con gli eccidi perpetrati nelle foibe”.

Questa la richiesta sottoscritta dai deputati del PD Patrizia Maestri e Giuseppe Romanini che hanno presentato un’interrogazione rivolta al Presidente del Consiglio dei Ministri anche a seguito della presa di distanza di ieri del Sottosegretario Graziano Delrio.

“La Commissione – hanno proseguito Maestri e Romanini - che ha istruito la pratica per il conferimento a Paride Mori, ha compiuto delle valutazioni che a nostro giudizio sono sbagliate nel merito e dal punto di vista storico. Paride Mori ha aderito alla Repubblica Sociale in modo consapevole, avendo già quarant’anni e in qualità di ufficiale dell’esercito e per questo, non a caso, è menzionato tra i caduti RSI in diversi siti web revisionisti e di estrema destra. La lettura degli eventi storici che hanno portato alla morte di Paride Mori parrebbe far ricondurre la stessa ad un evento bellico che ha visto coinvolti repubblicani fascisti e partigiani senza quindi alcuna connessione diretta con gli eccidi ai danni della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia avvenuti durante la seconda guerra mondiale e nell'immediato dopoguerra. Il rispetto per i defunti è una cosa, la verità storica è un’altra. Invitiamo il Governo a porre rapidamente rimedio a questo errore grossolano”.

 

30/01/2015 - 16:33

“E’ un buon risultato frutto dell’impegno assunto dal Ministero la cui azione ora si sposta in Europa”. Esprime la propria soddisfazione il deputato Pd di Parma Giuseppe Romanini, della commissione Agricoltura, per la sigla, comunicata dal Ministero delle Politiche agricole, dell’accordo interprofessionale per lo zuccherificio di San Quirico (Parma) fra il gruppo Eridania Saddam e la Confederazione generale bieticoltori italiani.

“E’ un atto – spiega - che il Parmense aspettava e che permetterà la realizzazione della campagna 2015 salvaguardando in questo modo i livelli occupazionali e l’indotto. Il Ministero ha dunque rispettato gli impegni rimarcati anche di recente in Commissione Agricoltura dove il viceministro Olivero ha risposto a una mia interrogazione urgente.

Un altro segnale che leggo in modo molto positivo è l’ulteriore passo annunciato dal Ministro Martina per una strategia nazionale ed europea, in vista della fine del regime delle quote zucchero prevista per il 2017, mirata ad un rilancio della filiera”.

Con oltre 1.200 bieticoltori aderenti alle associazioni bieticole, il bacino bieticolo interessa le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Mantova, Cremona e Lodi. Nell’ultimo Consiglio europeo a Bruxelles, l’Italia ha proposto un dibattito urgente sul comparto che la Commissione Ue ha accettato”.

 

08/09/2014 - 18:20

La visita questa mattina di Maestri, Romanini e Pagliari alla Casa madre delle missionarie di Maria

Profondamente colpiti dalla notizia dell’uccisione delle tre sorelle, suor Lucia, suor Olga e suor Bernardetta, gli onorevoli Patrizia Maestri e Giuseppe Romanini e il senatore Giorgio Pagliari hanno ritenuto di porgere personalmente, questa mattina a Parma, le più sentite condoglianze alla direttrice generale della Casa Madre dell’ordine delle Missionarie Saveriane di Maria, suor Giordana Bertacchini e alle consorelle.

Nel corso della breve visita i parlamentari hanno espresso sentite condoglianze insieme ai sentimenti più profondi di stima, rimarcato il valore della scelta di vita compiuta dalle tre suore di dedicarsi a chi ha più bisogno svolgendo la loro missione in Burundi, una delle terre africane più difficili.

 

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