30/06/2017 - 15:30

La legge sulle Dat in discussione lo garantisce e tutela il minore

“Noi crediamo che anche ai genitori di Charlie doveva essere garantita la possibilità di lottare, infatti la legge in discussione  alla Camera sulle Dat (dichiarazioni anticipate di trattamento) garantisce questa libertà e, allo stesso tempo, tutela la salute del minore”. Lo dice Donata Lenzi, capogruppo Pd alla Commissione Affari sociali di Montecitorio, la quale precisa: “La fine tragica del piccolo Charlie e la disperazione dei giovani genitori ci toccano nel cuore. Sappiamo che la loro era una speranza estrema, un ultimo tentativo ma perchè negarlo quando non c'è nulla da perdere e si agisce a proprie spese?. Certamente va stigmatizzato un aspetto: utilizzare questa drammatica vicenda per sparare sull'Europa, non ha senso. La decisione è stata presa in base alle leggi del Regno Unito e da tribunali del Regno Unito in tre gradi di giudizio  La Corte Europea ha solo dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo la legislazione britannica  adeguata. Il problema è nella giurisdizione inglese, dunque”.

29/06/2017 - 14:32

“L’approvazione della legge per l’Istituzione e la disciplina del Registro nazionale e dei registri regionali dei tumori è un passaggio importante per il nostro Paese. Si tratta di un provvedimento delicato, che tocca molte sensibilità, e che completa dopo un ampio e costruttivo dibattito un disegno legislativo più complessivo. Approfondimenti che hanno permesso il miglioramento del testo, come ad esempio il contributo della Commissione Lavoro. E’ uno strumento di raccolta sistematica di dati utile a migliorare l’attività di prevenzione e gli stili di vita della popolazione, che mette a profitto il rapporto con le associazioni che da anni si occupano di questi temi e che permette anche studi integrati in materia di inquinamento ambientale. Speriamo ora in una rapida approvazione del Senato ”.

Così la deputata Dem Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali.

08/06/2017 - 14:49

"Esprimo la mia solidarietà alla ministra Beatrice Lorenzin per le parole inqualificabili del deputato grillino Sibilia. Il noto gaffeur pentastellato, responsabile scuola e università del M5S, si era distinto fino ad oggi per gli strafalcioni grammaticali e, in particolare, per i congiuntivi sbagliati. Adesso, ci chiediamo quali scienziati frequenti Sibilia”.

Lo ha detto Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera.

05/06/2017 - 19:08

Oggi la Commissione Affari sociali di Montecitorio ha svolto ben 33 audizioni con i vari soggetti interessati dalla Riforma del Terzo settore. Molto rapidamente daremo dunque il nostro parere al decreto attuativo predisposto dal Governo, recependo nel modo più ampio possibile le osservazioni che abbiamo ascoltato. Apprezzabile il contributo di tutti coloro che sono stati auditi”.

Così Donata Lenzi, capogruppo Pd nella Commissione Affari sociali della Camera.

19/05/2017 - 15:31

“Esprimo apprezzamento per la posizione equilibrata individuata dal Consiglio dei ministri in materia di vaccinazione dei bambini. La soluzione proposta dal governo ci dà il tempo di convincere, prima di obbligare, e di innalzare progressivamente il numero dei bambini vaccinati”.

Lo ha detto Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera. 

16/05/2017 - 15:14

Presentati gli emendamenti al ddl Lorenzin

“Riteniamo necessaria una discussione aperta sul futuro delle professioni sanitarie che non può tradursi nella sola moltiplicazione dei profili professionali. Da qui, la nostra  proposta di una norma che regoli i processi decisionali di accesso alle professioni sanitarie. È anche imprescindibile prevedere un confronto con le Regioni a cui, stante l'esito del referendum costituzionale, rimane piena competenza in materia di organizzazione dei servizi”. Lo dice Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali.

“Il senso degli emendamenti presentati al ddl Lorenzin - prosegue Lenzi - è di favorire una maggiore portata innovativa al provvedimento in modo da rendere gli ordini professionali più partecipati. Da qui la proposta di un limite di mandato per gli incarichi direttivi e di modalità di elezione on line, o comunque con più seggi e più giorni per votare. Non si può certo investire su un ruolo degli ordini professionali quando la partecipazione al voto supera di poco il dieci per cento degli aventi diritto. Abbiamo inoltre aggiunto una particolare attenzione alla medicina di genere e all'accesso alla specializzazioni in medicina. La vera novità contenuta nella proposta del Senato era  quella dell'istituzione dell'ordine professionale omnibus chiamato ‘ordine dei tecnici sanitari di radiologia e delle professioni sanitarie tecniche, delle riabilitazione, e della prevenzione’ entro il quale dovrebbero trovare accoglienza ben venti professioni sanitarie con il loro albo. Se a questi aggiungiamo gli ordini autonomi previsti di infermieri, ostetriche e quelli riordinati di chimico-fisico, biologo, psicologo a cui si aggiungono gli esistenti ordini dei medici e degli odontoiatri, dei veterinari e dei farmacisti si tratta alla fine di ventinove professioni sanitarie riconosciute e altre bussano alla porta”.
 

15/05/2017 - 13:50

“Condivido pienamente la proposta di Cittadinanza attiva e del Tribunale per i diritti del malato di abolire il super ticket, proposta per la quale sono state raccolte 35mila firme con una petizione. Dobbiamo comunque proseguire il lavoro di omogeneizzazione dei ticket regionali per eliminare le attuali diversità ingiustificate che sono motivo di diseguaglianza per i cittadini di diverse Regioni. Bene perciò abolire subito il super ticket”.

Lo ha detto Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera.

12/05/2017 - 16:20

“Apprezzamento per l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri dei decreti attuativi, previsti dalla riforma del Terzo settore, quasi al compimento di un anno dall’approvazione della legge delega da parte del Parlamento. Adesso le commissioni parlamentari competenti daranno i loro pareri per arrivare all’approvazione definitiva dei decreti e lo faranno ascoltando in modo ampio lo straordinario e variegato mondo del Terzo settore”.

Lo ha detto Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali.

04/05/2017 - 18:41

Esprimo grande preoccupazione sugli attesi decreti applicativi della legge di riforma del Terzo settore, raccogliendo sollecitazioni e sfoghi da parte di tante associazioni. Per  questo motivo, concordo con la richiesta di una proroga avanzata dal Forum del Terzo settore.

Dalle  bozze si coglie un rischio di accentramento a livello nazionale, di una burocratizzazione e di condizioni fiscali che sembrano favorire più chi fa impresa, piuttosto che quanti agiscono per solidarietà e volontariamente. Occupandomi da anni di sanità, non posso poi che esprimere contrarietà alla previsione del divieto per le associazioni di malati a svolgere servizi per i propri soci. La quasi totalità di esse nascono esattamente per cercare di fornire servizi sanitari domiciliari o meno ai pazienti soci, tappando così i buchi del nostro servizio sanitario nazionale, o nascono come gruppi di auto aiuto per sostenersi a vicenda.  Se passasse una norma di tale genere, non solo si tradirebbe lo spirito della legge di riforma, ma si dimostrerebbe che si è rimasti alla ottocentesca idea della mera beneficenza.

Lo afferma Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera, già relatrice della legge di riforma del Terzo settore.

21/04/2017 - 16:20

“L’impegno del ministro Beatrice Lorenzin a seguire il tema del ddl sul fine vita e a rendere efficaci le Dichiarazioni anticipate di trattamento è molto positivo. Infatti, solo con l'appoggio del ministero sarà possibile realizzare un registro nazionale delle Dat che, anche se non indispensabile, è certamente utile per rendere le dichiarazioni anticipate note agli operatori sanitari. Ci auguriamo che il Senato possa iniziare in breve tempo l’esame del ddl approvato ieri alla Camera con una ampia maggioranza”.

Lo ha detto Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera e relatrice al ddl sul consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento.

20/04/2017 - 19:33

La legge attua dopo 70 anni l’articolo 32 della Costituzione

“Dopo più di un anno di lavoro in commissione Affari sociali e un esame approfondito in Aula, la Camera ha approvato la legge sul testamento biologico lungamente attesa. Il testo base, come è giusto che sia, è stato più volte modificato accettando le proposte che venivano da quanti erano realmente interessati al confronto nel merito. Siamo così arrivati ad un testo equilibrato che valorizza la relazione medico paziente nel pieno rispetto dell’art. 32 della Costituzione. È un testo equilibrato che rientra in una visione mite nel diritto, una legge di principi, non una elencazione puntuale di situazioni che il Parlamento ha avuto tutto il tempo per approfondire ed emendare”. Lo dichiara Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali e relatrice della proposta di legge sul testamento biologico commentandone l’approvazione.

“Si vuole valorizzare la relazione tra medico e paziente - spiega Lenzi - e dare certezze all’agire del personale sanitario. Abbiamo mediato fra principi costituzionali di pari rango: quelli della vita, della autodeterminazione e della salute. Una mediazione che abbiamo cercato in modo laico. La legge approvata in prima lettura dà grande importanza al consenso informato che avrà funzione di sintesi tra l’autodeterminazione e il diritto alla salute. Come per tutti i diritti di libertà, il consenso si può dare, rifiutare e ritirare. E la perdita della capacità di agire non può comportare la perdita di un diritto quale quello di esprimere la propria volontà in merito al trattamento sanitario a cui potrei essere sottoposto in futuro; da qui la necessaria introduzione nel nostro ordinamento delle disposizioni anticipate di trattamento. Le Dat potranno essere fatte dal notaio ma anche depositate presso i Comuni e le Regioni potranno con propria normativa prevederne l’inserimento nel fascicolo sanitario elettronico. Con un apposito articolo abbiamo previsto particolare attenzione alla fase finale della vita contro ogni ‘ostinazione irragionevole’ a proseguire cure o fare esami diagnostici nelle fasi finali dell’esistenza e riconoscendo in quali casi sia opportuno ricorrere alla sedazione palliativa profonda. Parlare di eutanasia o di partito della morte dà la misura del livello di strumentalizzazione ideologica alla quale alcuni colleghi non rinunciano neanche davanti a un argomento così delicato e, da parte nostra, potremmo facilmente rispondere che loro sono diventati il partito dell’obbligo a soffrire. Ci auguriamo che il Senato possa in breve tempo approvare la legge per poter ampliare il riconoscimento, e la tutela, dei diritti che in questa legislatura ha visto passi avanti importanti”.

19/04/2017 - 14:47

Medico si deve astenere dall’accanimento terapeutico

“La legge sul fine vita in discussione a Montecitorio non prevede nessun abbandono terapeutico del paziente. Nel corso delle votazioni di stamani è stato approvato un emendamento del collega Marazziti che prevedeva una correzione tecnica per cui il tema delle cure palliative e quello del fine vita sono stati spostati in un articolo a sé; con lo stesso emendamento si stabilisce che il medico si deve astenere dall’accanimento terapeutico, ora definito ‘ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure  nella fase finale della vita’ e si prevede esplicitamente il ricorso alla sedazione palliativa profonda continua quando necessaria per controllare dolori insopportabili. Credo che il dibattito di oggi abbia chiarito anche che non si  vuole imporre al medico comportamenti contrari alla sua competenza professionale o alla deontologia. Mi auguro  che questo  tranquillizzi chi temeva una riduzione del proprio ruolo a quello di mero esecutore. È sempre difficile normare in materie sensibili, né si possono tradurre in norme le relazioni personali; noi abbiamo cercato un equilibrio dove si tenga conto del diritto del paziente a veder rispettata la sua volontà”.

Lo ha detto Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali e relatrice alla proposta di legge in materia dio consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento.

13/04/2017 - 13:54

Percorso approvazione legge riprende mercoledì 19 alla Camera

“L’esame della proposta di legge in materia di consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento va avanti. Mercoledì 19 aprile nell’Aula di Montecitorio riprenderanno le votazioni sugli emendamenti al testo uscito dalla commissione Affari sociali dopo un anno di lavoro e approfondimento. Il testo è equilibrato e si basa sul riconoscimento della volontà del paziente e sulla possibilità di poter rifiutare e interrompere le cure. È necessario dare risposte dopo anni di discussioni che non hanno portato all’approvazione di nessun testo. Sarebbe però sbagliato pensare che questa legge introduca l’eutanasia così come avviene in Svizzera”.

Lo dice Donata Lenzi capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera e relatrice alla proposta di legge in materia di consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento.

16/03/2017 - 14:41

“Il governo trovi una soluzione al taglio del fondo per le politiche sociali. È per noi necessario che la decisione, presa recentemente dalle Regioni, di tagliare da 311 a 99 milioni di euro i fondi per il sociale venga superata; abbiamo presentato un ordine del giorno al decreto sicurezza, approvato dall’Aula, per chiedere un intervento dell’esecutivo. Ci auguriamo che quanto prima venga trovata una soluzione in modo da rimettere i servizi sociali nella situazione di poter svolgere il loro prezioso lavoro”.
Lo dicono le deputate del Pd Elena Carnevali e Donata Lenzi componenti della commissione Affari sociali della Camera firmatarie dell’ordine del giorno sul taglio del Fondo per le politiche sociali.

15/03/2017 - 16:05

Ma perché non fare gare aperte e senza secretazione?

“Il ministro Lorenzin, rispondendo ad una nostra interrogazione, ha assicurato che è in corso la rinegoziazione tra Aifa e case farmaceutiche per l’impiego dei nuovi farmaci contro l’epatite C. Siamo molto soddisfatte, visti i prezzi proibitivi che hanno indotto molti pazienti a recarsi all’estero per ottenere i medicinali prodotti in alcuni Paesi attorno ad un costo di 600 euro. Siamo anche preoccupate perché la rinegoziazione deve avvenire intorno a questo prezzo, mentre abbiamo letto sulla stampa cifre ben più elevate (7000 euro!) che non avrebbero ragion d’essere”. Lo sostengono Donata Lenzi e Margherita Miotto, deputate del Pd, le quali  ricordano che  “il Piano di eradicazione dell’epatite C”, annunciato qualche giorno fa dal direttore di Aifa, Mario Melazzini, prevede di trattare circa 240mila persone in tre anni, grazie allo stanziamento totale di un miliardo e mezzo di euro deciso alla fine dello scorso anno dal Governo. Con i nuovi criteri indicati dall’Agenzia, quasi tutti i malati, anche i tanti asintomatici potrebbero essere curati, mentre, in base al vecchio accordo, siglato con Gilead e altre aziende fornitrici dall’allora direttore di Aifa Luca Pani, è stato possibile trattare solo 65mila pazienti affetti da epatite C, scelti in base a condizioni di gravità, a un costo medio di circa 14mila euro a paziente - costo che aveva impedito l’allargamento della platea. Basti pensare che, se il costo per il primo paziente trattato si aggirava intorno a 40 mila euro, il cinquantamillesimo paziente è costato circa 3400 euro; i costi fissi sono così ampiamente ammortizzati e pertanto la base di trattativa più ragionevole secondo noi è di 3400 euro. A tutt’oggi proseguono i negoziati con le aziende farmaceutiche per la determinazione del prezzo di acquisto a carico del Ssn: noi crediamo che a questo punto di possa andare ad una gara aperta, senza nessuna secretazione, per garantire prezzi più convenienti e cure adeguate per i malati”.

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