15/05/2017 - 13:50

“Condivido pienamente la proposta di Cittadinanza attiva e del Tribunale per i diritti del malato di abolire il super ticket, proposta per la quale sono state raccolte 35mila firme con una petizione. Dobbiamo comunque proseguire il lavoro di omogeneizzazione dei ticket regionali per eliminare le attuali diversità ingiustificate che sono motivo di diseguaglianza per i cittadini di diverse Regioni. Bene perciò abolire subito il super ticket”.

Lo ha detto Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera.

12/05/2017 - 16:20

“Apprezzamento per l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri dei decreti attuativi, previsti dalla riforma del Terzo settore, quasi al compimento di un anno dall’approvazione della legge delega da parte del Parlamento. Adesso le commissioni parlamentari competenti daranno i loro pareri per arrivare all’approvazione definitiva dei decreti e lo faranno ascoltando in modo ampio lo straordinario e variegato mondo del Terzo settore”.

Lo ha detto Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali.

04/05/2017 - 18:41

Esprimo grande preoccupazione sugli attesi decreti applicativi della legge di riforma del Terzo settore, raccogliendo sollecitazioni e sfoghi da parte di tante associazioni. Per  questo motivo, concordo con la richiesta di una proroga avanzata dal Forum del Terzo settore.

Dalle  bozze si coglie un rischio di accentramento a livello nazionale, di una burocratizzazione e di condizioni fiscali che sembrano favorire più chi fa impresa, piuttosto che quanti agiscono per solidarietà e volontariamente. Occupandomi da anni di sanità, non posso poi che esprimere contrarietà alla previsione del divieto per le associazioni di malati a svolgere servizi per i propri soci. La quasi totalità di esse nascono esattamente per cercare di fornire servizi sanitari domiciliari o meno ai pazienti soci, tappando così i buchi del nostro servizio sanitario nazionale, o nascono come gruppi di auto aiuto per sostenersi a vicenda.  Se passasse una norma di tale genere, non solo si tradirebbe lo spirito della legge di riforma, ma si dimostrerebbe che si è rimasti alla ottocentesca idea della mera beneficenza.

Lo afferma Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera, già relatrice della legge di riforma del Terzo settore.

21/04/2017 - 16:20

“L’impegno del ministro Beatrice Lorenzin a seguire il tema del ddl sul fine vita e a rendere efficaci le Dichiarazioni anticipate di trattamento è molto positivo. Infatti, solo con l'appoggio del ministero sarà possibile realizzare un registro nazionale delle Dat che, anche se non indispensabile, è certamente utile per rendere le dichiarazioni anticipate note agli operatori sanitari. Ci auguriamo che il Senato possa iniziare in breve tempo l’esame del ddl approvato ieri alla Camera con una ampia maggioranza”.

Lo ha detto Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera e relatrice al ddl sul consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento.

20/04/2017 - 19:33

La legge attua dopo 70 anni l’articolo 32 della Costituzione

“Dopo più di un anno di lavoro in commissione Affari sociali e un esame approfondito in Aula, la Camera ha approvato la legge sul testamento biologico lungamente attesa. Il testo base, come è giusto che sia, è stato più volte modificato accettando le proposte che venivano da quanti erano realmente interessati al confronto nel merito. Siamo così arrivati ad un testo equilibrato che valorizza la relazione medico paziente nel pieno rispetto dell’art. 32 della Costituzione. È un testo equilibrato che rientra in una visione mite nel diritto, una legge di principi, non una elencazione puntuale di situazioni che il Parlamento ha avuto tutto il tempo per approfondire ed emendare”. Lo dichiara Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali e relatrice della proposta di legge sul testamento biologico commentandone l’approvazione.

“Si vuole valorizzare la relazione tra medico e paziente - spiega Lenzi - e dare certezze all’agire del personale sanitario. Abbiamo mediato fra principi costituzionali di pari rango: quelli della vita, della autodeterminazione e della salute. Una mediazione che abbiamo cercato in modo laico. La legge approvata in prima lettura dà grande importanza al consenso informato che avrà funzione di sintesi tra l’autodeterminazione e il diritto alla salute. Come per tutti i diritti di libertà, il consenso si può dare, rifiutare e ritirare. E la perdita della capacità di agire non può comportare la perdita di un diritto quale quello di esprimere la propria volontà in merito al trattamento sanitario a cui potrei essere sottoposto in futuro; da qui la necessaria introduzione nel nostro ordinamento delle disposizioni anticipate di trattamento. Le Dat potranno essere fatte dal notaio ma anche depositate presso i Comuni e le Regioni potranno con propria normativa prevederne l’inserimento nel fascicolo sanitario elettronico. Con un apposito articolo abbiamo previsto particolare attenzione alla fase finale della vita contro ogni ‘ostinazione irragionevole’ a proseguire cure o fare esami diagnostici nelle fasi finali dell’esistenza e riconoscendo in quali casi sia opportuno ricorrere alla sedazione palliativa profonda. Parlare di eutanasia o di partito della morte dà la misura del livello di strumentalizzazione ideologica alla quale alcuni colleghi non rinunciano neanche davanti a un argomento così delicato e, da parte nostra, potremmo facilmente rispondere che loro sono diventati il partito dell’obbligo a soffrire. Ci auguriamo che il Senato possa in breve tempo approvare la legge per poter ampliare il riconoscimento, e la tutela, dei diritti che in questa legislatura ha visto passi avanti importanti”.

19/04/2017 - 14:47

Medico si deve astenere dall’accanimento terapeutico

“La legge sul fine vita in discussione a Montecitorio non prevede nessun abbandono terapeutico del paziente. Nel corso delle votazioni di stamani è stato approvato un emendamento del collega Marazziti che prevedeva una correzione tecnica per cui il tema delle cure palliative e quello del fine vita sono stati spostati in un articolo a sé; con lo stesso emendamento si stabilisce che il medico si deve astenere dall’accanimento terapeutico, ora definito ‘ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure  nella fase finale della vita’ e si prevede esplicitamente il ricorso alla sedazione palliativa profonda continua quando necessaria per controllare dolori insopportabili. Credo che il dibattito di oggi abbia chiarito anche che non si  vuole imporre al medico comportamenti contrari alla sua competenza professionale o alla deontologia. Mi auguro  che questo  tranquillizzi chi temeva una riduzione del proprio ruolo a quello di mero esecutore. È sempre difficile normare in materie sensibili, né si possono tradurre in norme le relazioni personali; noi abbiamo cercato un equilibrio dove si tenga conto del diritto del paziente a veder rispettata la sua volontà”.

Lo ha detto Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali e relatrice alla proposta di legge in materia dio consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento.

13/04/2017 - 13:54

Percorso approvazione legge riprende mercoledì 19 alla Camera

“L’esame della proposta di legge in materia di consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento va avanti. Mercoledì 19 aprile nell’Aula di Montecitorio riprenderanno le votazioni sugli emendamenti al testo uscito dalla commissione Affari sociali dopo un anno di lavoro e approfondimento. Il testo è equilibrato e si basa sul riconoscimento della volontà del paziente e sulla possibilità di poter rifiutare e interrompere le cure. È necessario dare risposte dopo anni di discussioni che non hanno portato all’approvazione di nessun testo. Sarebbe però sbagliato pensare che questa legge introduca l’eutanasia così come avviene in Svizzera”.

Lo dice Donata Lenzi capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera e relatrice alla proposta di legge in materia di consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento.

16/03/2017 - 14:41

“Il governo trovi una soluzione al taglio del fondo per le politiche sociali. È per noi necessario che la decisione, presa recentemente dalle Regioni, di tagliare da 311 a 99 milioni di euro i fondi per il sociale venga superata; abbiamo presentato un ordine del giorno al decreto sicurezza, approvato dall’Aula, per chiedere un intervento dell’esecutivo. Ci auguriamo che quanto prima venga trovata una soluzione in modo da rimettere i servizi sociali nella situazione di poter svolgere il loro prezioso lavoro”.
Lo dicono le deputate del Pd Elena Carnevali e Donata Lenzi componenti della commissione Affari sociali della Camera firmatarie dell’ordine del giorno sul taglio del Fondo per le politiche sociali.

15/03/2017 - 16:05

Ma perché non fare gare aperte e senza secretazione?

“Il ministro Lorenzin, rispondendo ad una nostra interrogazione, ha assicurato che è in corso la rinegoziazione tra Aifa e case farmaceutiche per l’impiego dei nuovi farmaci contro l’epatite C. Siamo molto soddisfatte, visti i prezzi proibitivi che hanno indotto molti pazienti a recarsi all’estero per ottenere i medicinali prodotti in alcuni Paesi attorno ad un costo di 600 euro. Siamo anche preoccupate perché la rinegoziazione deve avvenire intorno a questo prezzo, mentre abbiamo letto sulla stampa cifre ben più elevate (7000 euro!) che non avrebbero ragion d’essere”. Lo sostengono Donata Lenzi e Margherita Miotto, deputate del Pd, le quali  ricordano che  “il Piano di eradicazione dell’epatite C”, annunciato qualche giorno fa dal direttore di Aifa, Mario Melazzini, prevede di trattare circa 240mila persone in tre anni, grazie allo stanziamento totale di un miliardo e mezzo di euro deciso alla fine dello scorso anno dal Governo. Con i nuovi criteri indicati dall’Agenzia, quasi tutti i malati, anche i tanti asintomatici potrebbero essere curati, mentre, in base al vecchio accordo, siglato con Gilead e altre aziende fornitrici dall’allora direttore di Aifa Luca Pani, è stato possibile trattare solo 65mila pazienti affetti da epatite C, scelti in base a condizioni di gravità, a un costo medio di circa 14mila euro a paziente - costo che aveva impedito l’allargamento della platea. Basti pensare che, se il costo per il primo paziente trattato si aggirava intorno a 40 mila euro, il cinquantamillesimo paziente è costato circa 3400 euro; i costi fissi sono così ampiamente ammortizzati e pertanto la base di trattativa più ragionevole secondo noi è di 3400 euro. A tutt’oggi proseguono i negoziati con le aziende farmaceutiche per la determinazione del prezzo di acquisto a carico del Ssn: noi crediamo che a questo punto di possa andare ad una gara aperta, senza nessuna secretazione, per garantire prezzi più convenienti e cure adeguate per i malati”.

13/03/2017 - 17:37

La legge attua dopo 70 anni articolo 32 della Costituzione

“Dopo un anno di lavoro in commissione Affari sociali iniziamo oggi in Aula l’esame della legge sul testamento biologico. È un testo equilibrato che rientra in una visione mite nel diritto, una legge di principi e non una elencazione puntuale di situazioni”. Lo dichiara Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali e relatrice della proposta di legge sul testamento biologico. “Si vuole dare – spiega - ampio spazio alla relazione tra medico e paziente e dare certezze all’agire del personale sanitario. Questa legge attua dopo 70 anni il dettato costituzionale dell'articolo 32. Abbiamo mediato fra principi costituzionali di pari rango, quelli della vita quello della autodeterminazione e quelli della salute; una mediazione che abbiamo cercato in modo laico. Questa proposta di legge dà grande importanza al consenso informato che avrà funzione di sintesi tra l’autodeterminazione e il diritto alla salute. Come per tutti i diritti di libertà, il consenso si può dare, si può rifiutare e si può ritirare: possiamo dire sì, possiamo dire no, possiamo dire ‘adesso basta’. E la perdita della capacità di agire non può comportare la perdita di un diritto quale quello di esprimere la propria volontà in merito al trattamento sanitario a cui potrei essere sottoposto in futuro”.

“Ci auguriamo che l’esame in Aula si concentri nel merito tenendo conto della delicatezza di questo tema”, conclude.

02/03/2017 - 15:46

Sottosegretario Bobba risponde a interrogazione in commissione

“Apprendiamo oggi dalla risposta a una nostra interrogazione che l'intesa tra Stato e Regioni del 23 febbraio, diretta a distribuire tra le Regioni i tagli previsti dalla legge di Stabilità, comporta la sottrazione di 485 milioni dal fondo sanitario e dai fondi sociali a causa del rifiuto di due Regioni a statuto speciale a fare la loro parte”. Lo ha detto Donata Lenzi capogruppo Pd in commissione Affari sociali commentando la risposta del sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali Luigi Bobba ad una sua interrogazione discussa oggi in commissione.

“Ricordo - prosegue Lenzi - che anche grazie all'impegno dei parlamentari il fondo per la non autosufficienza prevede quest'anno uno stanziamento di 500 milioni e 311 milioni sono previsti per il fondo sociale. Questi fondi sono destinati a scopi sociali e non sta alla competenza delle Regioni destinarli ad altri scopi in disprezzo del Parlamento. Incredibile poi che le Regioni a statuto speciale si sottraggano e scarichino sulle persone in stato di bisogno delle altre Regioni i tagli che avrebbero dovuto affrontare”.

02/03/2017 - 14:31

 Commissione Affari sociali vota il mandato al relatore, in aula dal 13 marzo.

“Si è concluso oggi in commissione Affari sociali l’esame del testo unico sul testamento biologico iniziato più di un anno fa. Il testo che approda in Aula è equilibrato, valorizza la relazione tra medico e paziente, nel pieno rispetto dell’art. 32 della Costituzione e non si occupa del problema dell’eutanasia. Ci auguriamo che la discussione che si terrà in Aula da lunedì 13 marzo sia centrata nel merito e non venga utilizzata una materia così delicata per strumentalizzazioni ideologiche. Ringrazio il presidente Marazziti che ha dimostrato grande correttezza istituzionale anche in momenti difficili”.

Lo ha detto Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali e relatrice al testo unico sul testamento biologico.

28/02/2017 - 18:26

Oggi abbiamo approvato una legge importante di iniziativa parlamentare, in discussione da tre legislature, che riguarda da un lato il tema della sicurezza delle cure e dall’altro il tema della responsabilità professionale in sanità. Sul piano della sicurezza, voglio sottolineare che uno dei più grandi problemi di oggi è l’organizzazione del percorso. Agire sulla prevenzione e sul risk management è una responsabilità prima di tutto aziendale, ed è una pratica che ci obbliga ad ampliare l’intervento non solo ed esclusivamente alla responsabilità del medico. Con questa legge introduciamo l’obbligo in ogni regione di attivare un centro per la  gestione del rischio, l’obbligo per questo centro di trasmettere i dati all’osservatorio nazionale delle buone pratiche, l’obbligo della trasparenza della documentazione sanitaria e di pubblicare su internet i risarcimenti erogati e infine l’obbligo di assicurare. Perché l’assicurazione serve a tutelare dal rischio le aziende ospedaliere e i professionisti nei settori più delicati, quindi è a difesa  del paziente.

Sul piano della responsabilità, c’è una ragione per cui distinguiamo la figura del professionista sanitario da quella di qualsiasi altro professionista. L’alea del rischio che affronta il professionista sanitario non è infatti paragonabile a quello che affronta nessun altro professionista. Due scelte sono contenute in questa legge: la punibilità del professionista nelle ipotesi di dolo e colpa grave, nei casi non abbia rispettato le linee guida o le buone pratiche cliniche e, in ambito civilistico, la distinzione tra la responsabilità contrattuale in capo alle aziende e quella extra contrattuale in capo agli esercenti delle professioni sanitarie. Un impianto per cercare di riscostruire, sia sul piano della sicurezza sia sul piano della responsabilità, un clima migliore all’interno delle nostre strutture che permetta al medico di agire innanzitutto in modo appropriato, lasciando da parte gli atteggiamenti derivati dalla paura di conseguenze penali e civili.

Lo  afferma Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera intervenendo in Aula sulla legge per la responsabilità professionale.

17/02/2017 - 16:20

Evitare strumentalizzazioni su un tema così delicato

“La proposta di legge sul consenso informato e sulle dichiarazioni di volontà anticipate è stato ampiamente dibattuto in commissione Affari sociali dal 4 febbraio 2016 fino a ieri sera, così come risulta dai resoconti parlamentari e come ha ricordato anche il presidente Marazziti che ha avuto sempre grande equilibro nella conduzione dei lavori. Il testo base, come è giusto che sia, è stato più volte modificato accettando le proposte che venivano da quanti erano realmente interessati al confronto nel merito. Siamo così arrivati ad un testo equilibrato che valorizza la relazione medico paziente nel pieno rispetto dell’art. 32 della Costituzione. Parlare di eutanasia o di partito della morte dà la misura del livello di strumentalizzazione al quale alcuni colleghi non rinunciano neanche davanti a un argomento così delicato e, da parte nostra, potremmo facilmente rispondere che loro sono diventati il partito dell’obbligo per tutti a soffrire. Legiferare sul fine vita dovrebbe coinvolgere le coscienze di ognuno di noi e non l’istinto a strumentalizzare ad ogni costo per una manciata di voti”.

Lo ha detto Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali e relatrice alla proposta di legge sul biotestamento.

02/02/2017 - 17:58

Alleanza terapeutica medico-paziente possibile solo con consenso di entrambi

Oggi in commissione Affari sociali ci siamo lungamente confrontati sul tema del consenso ad una cura sanitaria dato da persona maggiorenne e capace di intendere e di volere allo scopo di dare concreta attuazione all’articolo 32 della Costituzione. Ci siamo trovati di fronte alla forte opposizione di alcuni colleghi per i quali, nel caso di richiesta del paziente di interrompere le cure, ci si dovrebbe limitare a "tener conto" di questa volontà. Riteniamo che l’alleanza terapeutica tra medico e paziente sia possibile soltanto con il consenso di entrambi. Ribadiamo che il consenso informato di una persona libera e consapevole significa poter dire di sì ma anche poter dire di no alle cure e anche poter dire "basta, lasciatemi andare". Continueremo a sperare che questa idea sia condivisa per poter proseguire nell’esame di una legge equilibrata, assolutamente non eutanasica che stiamo discutendo da un anno esatto”.

Lo ha detto Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali e relatrice al provvedimento in materia di consenso informato e dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari.

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