17/04/2015 - 12:39

Rispettare l’accordo di programma del 2013 e salvaguardare occupazione

“Il piano presentato da Whirlpool non ci convince nella maniera più assoluta perché non rispetta l’accordo di programma del 2013. E’ necessario intervenire subito per salvaguardare gli stabilimenti produttivi e i livelli occupazionali di Indesit”. E’ quanto affermano Giampiero Giulietti ed Emanuele Lodolini deputati del Pd in seguito alla presentazione presso il ministero dello Sviluppo Economico del piano industriale di Whirlpool relativo all’acquisizione del gruppo Indesit, che prevede 1.350 esuberi in tutta Italia e la chiusura di tre stabilimenti tra cui quello di Albacina di Fabriano.

“Nel piano presentato da Whirlpool è ipotizzata la chiusura dello stabilimento di Albacina e questo è inaccettabile - proseguono i deputati Pd -. Chiediamo che vengano rispettati gli impegni occupazionali e produttivi sottoscritti con l’accordo di programma del 2013, salvaguardando gli stabilimenti produttivi e i livelli occupazionali di Albacina ed evitando qualsiasi ipotesi di tagli e chiusure”.

Sul futuro degli stabilimenti di Indesit, Giulietti e Lodolini avevano già presentato un’interrogazione al ministro dello Sviluppo economico in cui chiedevano chiarimenti in merito all’acquisizione di Indesit da parte del gruppo statunitense, sottolineando la necessità di rispettare l’accordo del 2013, secondo il quale l’azienda non sarebbe ricorsa ad alcun licenziamento per i successivi 5 anni ed avrebbe effettuato investimenti per 80 milioni di euro. “Whirlpool ha ignorato l’accordo del 2013 ed ha annunciato esuberi e chiusure di stabilimenti - hanno aggiunto i deputati dem -. Apprezziamo la posizione di contrarietà già espressa dal Governo e lo invitiamo ad intervenire quanto prima perché il piano presentato oggi venga modificato, nel rispetto degli impegni già presi, al fine di salvaguardare lo stabilimento del fabrianese e tutelare i posti di lavoro. Vogliamo inoltre esprimere la nostra solidarietà e vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori, confermando il nostro sostegno alla vertenza".

 

10/02/2015 - 17:19

“Continueremo a seguire la vicenda in attesa di conoscere nel dettaglio il piano industriale di Whirlpool e invitiamo il Governo a monitorare la situazione per salvaguardare gli stabilimenti produttivi e i livelli occupazionali di Indesit, scongiurando ipotesi di tagli e chiusure”. Lo hanno dichiarato i deputati Pd Giampiero Giulietti e Emanuele Lodolini commentando la risposta del viceministro dello Sviluppo economico De Vincenti alla loro interrogazione dove chiedevano chiarimenti sull’acquisizione da parte di Whirlpool della Indesit.

Il viceministro De Vincenti ha precisato che “il19 febbraio la Whirlpool illustrerà al Ministero dello Sviluppo economico il piano industriale della Indesit, recentemente acquisita dal gruppo statunitense. Lo scorso luglio è stato sottoscritto un accordo tra l’americana Whirlpool Corporation e Fineldo spa (a cui fa capo Indesit Company) per la cessione della partecipazione detenuta da Fineldo. La stessa Whirlpool ha inoltre raggiunto accordi con la famiglia Merloni per l’acquisto delle azioni da essa detenute in Indesit. Ai sensi di tali accordi, il gruppo americano acquisterebbe il 66,8% delle azioni di Indesit Company, finanziando tale operazione per cassa, insieme a finanziamenti bancari e facendo ricorso al mercato del debito statunitense e internazionale. L’acquisizione di Indesit da parte di Whirlpool è soggetta sia all’autorizzazione del Tribunale di Ancona, ottenuta recentemente, sia alla procedura dell’autorità antitrust di cui si è invece in attesa di esito.

“Terremo ulteriori incontri con le parti coinvolte nella vertenza, al momento – conclude il viceministro - non risultano piani di ristrutturazione che prevedano eccedenze occupazionali al di fuori dei processi di riorganizzazione che stanno interessando una parte del gruppo dirigente. Il 19 febbraio si terrà comunque un nuovo incontro dove la Whirlpool illustrerà il piano industriale conseguente all’acquisizione, peraltro già operativa, di Indesit”. 

 

10/12/2014 - 17:34

“Sono lieto che sia stata approvata all’unanimità in commissione Finanze la risoluzione che impegna il Governo ad estendere le norme sulla determinazione del reddito d’impresa e sulla tracciabilità dei pagamenti, contenute nella legge 147/2013, anche alle aziende di autotrasporto e cabotaggio”. Lo dichiara Emanuele Lodolini, deputato del Pd, primo firmatario della risoluzione che estende al settore dell’autotrasporto le norme contenute nella legge 147/2013 articolo 1 commi 177 e 178, in materia di transfer pricing per le società operanti nella raccolta di pubblicità online.

“Estendere tali norme alle aziende estere di autotrasporto e cabotaggio – prosegue Lodolini - significa tracciabilità delle attività, trasparenza delle operazioni e indicatori di profitto connessi ai ricavi realizzati, anche alla luce del fatto che sono in aumento gravi ed evidenti distorsioni del mercato, come il superamento palese dell’orario settimanale di lavoro, turni irregolari di cabotaggio internazionale, uso illegale di cabotaggio e distacco transnazionale di autisti ”.

“E’ auspicabile gestire il mercato del trasporto estero in Italia attraverso una stabile organizzazione delle imprese estere che operano nel nostro territorio. Già nello Sblocca Italia il Governo ha previsto la modifica delle sanzioni amministrative, fino al fermo amministrativo, in materia di cabotaggio stradale nel caso di veicoli immatricolati all’estero. Allo stesso tempo dobbiamo tutelare le aziende di autotrasporto italiane che devono sostenere maggiori costi per il carburante e per il lavoro, considerando che il settore dell’autotrasporto è fondamentale per la nostra economia”, conclude il deputato Pd.

 

30/11/2014 - 13:49

"Il Governo – dichiara l'on. Emanuele Lodolini  (PD) – ha accolto un ordine del giorno da me presentato, sottoscritto dai deputati Pd Giulietti - Brandolin - Fragomeli che lo impegna ad avviare negli ulteriori passaggi della Legge di Stabilità in Parlamento, iniziative legislative volte a far si che gli interventi previsti sull'impiantistica sportiva di base che partiranno dal 1 gennaio 2015, non rientrino nel patto di Stabilità".

Questo alla luce del fatto che il Governo, in collaborazione con l'Istituto di Credito Sportivo, ha lanciato un piano strategico che permette a Comuni e province di usufruire di finanziamenti a tasso zero per un importo massimo di 150 mila euro ammortizzabili in 15 anni. I finanziamenti potranno essere utilizzati per realizzare impianti sportivi scolastici nuovi o per ristrutturare, ammodernare, ampliare, completare, attrezzare, riconvertire, mantenere le strutture già esistenti. Gli investimenti potranno, inoltre, riguardare anche la messa a norma e in sicurezza delle palestre, compresi gli interventi di bonifica dall'amianto.

"Il bando per accedere ai finanziamenti previsti dal nuovo piano del Governo, che si aggiunge a quello sull’edilizia scolastica già comprensivo di una quota destinata alle palestre delle scuole, si è aperto lo scorso lunedì 24 novembre. Ma il cospicuo numero di domande arrivate in un solo giorno e la rapidità con cui Comuni e Province hanno risposto all’apertura del bando sono la conferma ulteriore di quanto per i territori sia prioritario e fondamentale l’intervento sull’impiantistica sportiva delle scuole, per garantire un servizio di qualità ad alunni e studenti in primis, ma alle comunità in generale"

"L'accoglimento dell'ordine del giorno da parte del Governo parte dalla considerazione del fatto che gli aspetti della sicurezza, della prevenzione e della riqualificazione degli impianti sportivi, a partire da quelli scolastici, adibiti al mattino all'utilizzo degli studenti e usufruiti nel pomeriggio anche dalle società portiere, meritano attenzione prioritaria da arte del Governo e del Parlamento tutto" afferma l'on. Giulietti, cofirmatario dell’ordine del giorno.

 

12/11/2014 - 17:44

“Siamo soddisfatti per quanto detto dal vice ministro De Vincenti a proposito della vicenda Ex Merloni, e sottolineiamo la necessita di ripartire quanto prima con un nuovo e rimodulato accordo di programma, anche alla luce di ciò che sino a oggi non ha funzionato e di arrivare, come affermato dal governo, a una soluzione positiva del contenzioso tra banche, commissario e JP che consenta la ripresa della piena attività a breve termine”. Lo dichiarano i deputati del Partito Democratico Guglielmo Epifani, Giampiero Giulietti ed Emanuele Lodolini, commentando la risposta del vice ministro dello Sviluppo economico De Vincenti all’interrogazione da loro presentata per sollecitare il Governo a intervenire nella vicenda Ex Merloni e Jp Industries.

“Il vice ministro De Vincenti – spiegano Epifani, Giulietti e Lodolini – ci assicurato che il Governo sta lavorando affinché nel più breve tempo possibile si possa arrivare a una soluzione complessiva della vicenda ex Merloni e Jp Industries. Nella sua risposta, il vice ministro ha affermato che è in corso la definizione del contenzioso giudiziario tra l’Antonio Merloni in amministrazione straordinaria e gli istituti bancari creditori che, dopo le sentenze del Tribunale e della Corte di Appello di Ancona che hanno accolto le richieste del pool di banche, ha di fatto annullato la cessione alla Jp Industries degli stabilimenti umbro-marchigiani della ex Merloni”.

“Il ministro De Vincenti – proseguono i deputati democratici - ha inoltre affermato che sono in via di soluzione le problematiche tra i commissari e la Jp Industries, e che ciò consentirebbe di riprendere appieno l'attività e di garantire un futuro ai 700 dipendenti riassunti”.

“Bene fa dunque il governo a lavorare per scongiurare che una situazione già devastante finisca per generare effetti irreversibili sulla coesione sociale ed economica dei territori di Umbria e Marche”, concludono Epifani, Giulietti e Lodolini.

 

14/10/2014 - 14:25

“La messa in mobilità di 1.450 dipendenti della ex Antonio Merloni aggrava la situazione economica e occupazionale di una parte dell’Italia, la fascia appenninica umbra-marchigiana, già duramente colpita dalla crisi. Non possiamo perdere altro tempo e per questo abbiamo provveduto a inviare un’ulteriore sollecitazione al premier Renzi e ai ministri del Lavoro Poletti e dello Sviluppo economico Guidi chiedendo quanto prima la convocazione di un tavolo urgente”. Lo affermano i deputati del Pd, Giampiero Giulietti ed Emanuele Lodolini, all’indomani dell’avvio del procedimento di mobilità per i lavoratori della ex Antonio Merloni, non riassorbiti dalla JP Industries.

“Quella della ex Antonio Merloni è una delle vertenze più gravi dell’Umbria, – sottolineano i deputati democratici - alla quale è appeso il destino di centinaia di lavoratori e di famiglie umbre e marchigiane. La ex Antonio Merloni è in amministrazione straordinaria dall’autunno del 2008. L’accordo di programma del 2010 tra ministero dello Sviluppo economico e le Regioni Marche e Umbria che avrebbe dovuto incentivare la reindustrializzazione è rimasto un paracadute chiuso. Mentre l’accordo sindacale del novembre 2011 che prevedeva l’acquisizione da parte di J.P. Industries SpA degli stabilimenti produttivi di Fabriano e Nocera Umbra, con la conseguente riassunzione di 700 persone, è stato di fatto bloccato il 21 settembre 2013 dal Tribunale civile di Ancona che ha annullato la cessione. Sentenza poi confermata anche dalla Corte di Appello”.

“Alla situazione precaria dei lavoratori riassunti dalla JP Industries, legati alle incertezze del contenzioso giudiziario in corso e del piano industriale, si aggiunge oggi l’amara certezza della mobilità, e quindi del licenziamento, per i 1.450 lavoratori non ancora riassorbiti, per i quali non c’è più alcuna prospettiva all’orizzonte. Sollecitiamo quindi – concludono Giulietti e Lodolini - il governo a convocare quanto prima un tavolo sulla vicenda Merloni per mettere in atto tutte le misure possibili per far fronte al dramma che stanno vivendo quasi 1.500 famiglie”. 

 

18/06/2014 - 01:00

“Valutare gli effetti delle recenti manovre finanziarie a carico delle Province e Città metropolitane (solo nel biennio 2012/2014 pari a 2.144,5 milioni di euro) sulla effettiva sostenibilità del mantenimento di un adeguato livello di svolgimento delle funzioni fondamentali; in particolare, ci riferiamo alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade provinciali, degli edifici scolastici secondari superiori e dei necessari interventi di risanamento da dissesto idrogeologico e inquinamento ambientale. Il governo tenga conto che è stata prevista la riduzione del patto di stabilità dei comuni per gli anni 2014 e 2015 nella misura di 122 milioni annui per gli interventi di edilizia scolastica”. Lo dice Emanuele Lodolini, deputato del Pd componente della commissione Finanze della Camera che ha presentato un ordine del giorno, accolto dal governo, al decreto Irpef in votazione oggi alla Camera.

“E’ necessario - si legge fra l’altro nell’ordine del giorno - individuare particolari forme di tutela per le Province in dissesto al fine di garantire la salvaguardia della sostenibilità dei piani pluriennali di riequilibrio e dei piani di rientro delle gestioni commissariali per le Province in dissesto e operare per individuare la copertura finanziaria necessaria per allentare, anche per le Province, il patto di stabilità interno a fronte di interventi di edilizia scolastica sugli oltre 5000 edifici scolastici di cui fruiscono 2,5 milioni di studenti delle ciclo secondario superiore. Tutto questo è ancora più necessario se si tiene conto ad oggi 5 Province hanno deliberato la procedura di riequilibrio e 2 hanno già dichiarato il dissesto finanziario. Ad aggravare la situazione anche la mancata erogazione dei contributi spettanti alle province, per l’anno 2013, a valere sul fondo sperimentale di riequilibrio, e che ciò determina progressiva difficoltà di cassa, con oneri a carico delle finanze pubbliche per le necessarie anticipazioni in tesoreria. Il governo valuti anche l’opportunità di avviare per gli enti con maggiori difficoltà finanziarie un processo di moratoria triennale per il pagamento della rata dei mutui in essere con la Cassa Depositi e Prestiti”.

 

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