04/07/2017 - 13:06

domani mercoledì 5 luglio, ore 13.00,  sala stampa Camera dei Deputati

Un punto di riferimento internazionale per chi vuole  conoscere da vicino l’artista  Antonio Ligabue ( 1899 - 1965) e desidera accostarlo con interesse culturale e scientifico: è  la “Fondazione Archivio Antonio Ligabue Parma - Archivio dal 1983”, di Parma, che su iniziativa dei deputati parmensi del Pd Patrizia Maestri e Giuseppe Roma­nini sarà presentata a Roma, domani, mercoledì 5 luglio, ore 13, sala stampa Camera dei Deputati. Presenti anche  Flavia Piccoli Nardelli, presidente com­missione Cultura, Augusto Agosta Tota, presiden­te Fondazione e Marzio Dall’Acqua direttore comitato di studio della Fondazione.

“La Fondazione – spiegano i deputati parmensi -  ha  origine dalla pluridecennale attività dell’Associazione “Centro Studi & Archivio Antonio Ligabue”, realtà che ha coinvolto i maggiori studiosi d’arte, scrittori e uomini di cultura, realizzando un’intensa attività promotrice in Italia e all’estero ed estendendo il proprio interesse anche ad altri artisti italiani del xx secolo, meno conosciuti.

Essenziale l’ attività editoriale dell’Associazione “Centro Studi & Archivio Antonio Ligabue”, e l’imponente archivio-documentario sulla vita e gli aspetti umani e creativi di Ligabue.

La futura attività della neonata Fondazione continue­rà anche a livello internazionale e vogliamo anticipare l’inedita notizia di una due mostre di Ligabue nel 2018, la prima a Mosca, a gennaio e febbraio, e poi a San Pietroburgo, ad aprile e maggio”. 

25/05/2017 - 16:37

Dichiarazione della deputata Pd, già relatrice del decreto di abolizione dei voucher

“I numerosi emendamenti e i tempi ristretti per l’esame della manovrina non consentono di affrontare la discussione sul lavoro occasionale e accessorio come sarebbe necessario e come, Parlamento e Governo, ci eravamo impegnati a fare con l’approvazione in aprile del decreto che ha abolito i voucher”.

A dichiararlo è la deputata Pd Patrizia Maestri, componente della Commissione Lavoro e già relatrice alla Camera prima della proposta di riforma e poi del decreto che ha abolito i voucher.

“Chiediamo al Governo - prosegue Maestri - di convocare subito le parti sociali per un confronto di merito che consenta di dare risposte positive tanto alle istanze di famiglie e piccolissime imprese quanto alla necessità di contrastare le irregolarità e migliorare le condizioni di lavoro dei prestatori d’opera occasionale. All’esito del confronto, urgente e irrinunciabile, accoglieremmo con favore la proposizione di uno specifico provvedimento d’urgenza da parte del Governo che recepisse l’intesa con le parti sociali”.

06/04/2017 - 14:44

“Era necessario sgomberare il tavolo, prendendo atto che i voucher erano diventati lo strumento perverso di un mercato del lavoro privo di regole e tutele e che era necessario reintrodurre la responsabilità solidale negli appalti al fine di rafforzare le tutele in favore dei lavoratori in coerenza con la recente evoluzione della disciplina in materia di contratti pubblici”. A dichiararlo è la deputata del Pd Patrizia Maestri, relatrice di maggioranza del decreto-legge che ha abolito i voucher e reintrodotto la responsabilità solidale negli appalti, approvato in prima lettura dalla Camera.

“Il decreto ha tolto ogni alibi. Ora chiediamo al Governo di avviare rapidamente un confronto con la maggioranza e le parti sociali per definire un nuovo strumento che regolamenti il lavoro occasionale e accessorio rispondendo alle istanze di famiglie e micro imprese ma anche riconoscendo diritti e dignità ai lavoratori. Spero che il Senato converta rapidamente in legge il decreto e si creino le condizioni per un confronto e un dibattito che superino le dichiarazioni strumentalmente polemiche di queste ore; non abbiamo inseguito il sindacato, anche se va riconosciuto che l’istanza referendaria ha richiamato con forza l’attenzione della politica, e in nessun modo vogliamo alimentare le sacche del lavoro irregolare che invece contrastiamo ad ogni livello. Al contrario: da oltre un anno in Commissione Lavoro era avviata la discussione sulla riforma dei buoni lavoro; occorre ripartire dal lavoro di approfondimento già svolta per definire, nel giro di poche settimane, una nuova disciplina che risponda alle esigenze di flessibilità del mercato del lavoro senza lasciare privi di diritti o tutele i lavoratori coinvolti”.
 

30/03/2017 - 14:41

La relatrice accoglie positivamente la comunicazione dell’istituto previdenziale

“La comunicazione inviata oggi dal Ministero del Lavoro e dal Dipartimento Politiche per la Famiglia all’Inps consente finalmente di fare chiarezza e conferma che l’istituto previdenziale potrà continuare a emettere voucher baby sitting sulla base della procedura recentemente implementata e già operativa”. Lo dice la deputata Pd Patrizia Maestri che aggiunge: “Il contributo è stato introdotto nel 2013 e prorogato in via sperimentale dall’ultima Legge di Bilancio fino alla fine del 2018 che ne ha esteso l’applicazione anche alle lavoratrici autonome, oltre che alle dipendenti; prevede, a fronte della rinuncia in tutto o in parte del congedo parentale, l’erogazione di un contributo di 600 euro per un massimo di 6 mesi (3 per le autonome) da utilizzarsi per pagare la retta dell’asilo nido oppure la baby sitter. Nel primo caso il contributo viene corrisposto direttamente alla struttura, nel secondo l’Inps eroga ‘buoni lavoro’ da utilizzarsi per pagare la tata”.

“Il decreto che ha abolito i voucher, di cui sono relatrice – spiega -  aveva alimentato dubbi sulla possibilità di proseguire, fino alla scadenza prevista, la sperimentazione del bonus e aveva suscitato allarme nelle tante famiglie che, sul contributo, stavano facendo affidamento. La positiva soluzione della questione in via amministrativa, di cui sono sinceramente soddisfatta, rende a questo punto superflua la presentazione di uno specifico emendamento che avevo già predisposto per risolvere l’equivoco che si era creato”.

23/03/2017 - 15:23

Reintroduce anche responsabilità solidale appalti

“Entro il 30 marzo dovranno essere presentate le proposte emendative con l’obiettivo di concludere l’esame del decreto in Commissione entro la prima settimana di aprile”. Così la deputata Pd Patrizia Maestri, relatrice in Commissione Lavoro della legge di conversione del decreto che cancella i voucher e reintroduce la responsabilità solidale negli appalti.

“Il decreto – spiega - trova fondamento nella necessità e nell’urgenza di superare l'istituto del lavoro accessorio così come lo conosciamo oggi perché si è dimostrato foriero di comportamenti elusivi ma anche nella necessità di modificare la disciplina della responsabilità solidale negli appalti al fine di elevare ulteriormente l'efficacia delle tutele in favore dei lavoratori in coerenza con la recente evoluzione della disciplina in materia di contratti pubblici”.

“Soprattutto con riferimento alla normativa dei voucher, la nostra intenzione è quella di approvare rapidamente il decreto per mettere il Governo nelle condizioni di convocare quanto prima le parti sociali e avviare il confronto su una nuova disciplina del lavoro occasionale che tenga anzitutto conto delle esigenze delle famiglie che sono, ad oggi, le più penalizzate dall’abolizione prevista dal decreto”, conclude. 

17/03/2017 - 13:35

La relatrice in Commissione commenta il decreto licenziato dal governo

“Come avevamo concordato, questa mattina il governo ha approvato un decreto-legge che recepisce le indicazioni della Commissione Lavoro sull’abolizione dei voucher e sulla responsabilità solidale negli appalti. Ora mi aspetto un impegno responsabile di tutte le forze politiche per la rapida conversione in legge del decreto”.

“La proposta di mediazione che nei giorni scorsi avevo presentato - prosegue Maestri - era più articolata e ha consentito alla Commissione di svolgere un doveroso approfondimento ma è stato necessario prendere atto che quella proposta non era in grado di coagulare il necessario consenso dentro e fuori il Parlamento. L’abrogazione dei voucher, accompagnata da un periodo transitorio per l’utilizzo dei buoni già acquistati, consentirà di sgomberare la discussione dalle posizioni strumentali di queste settimane e riaprire, insieme alle parti sociali e datoriali, un confronto di merito per regolamentare seriamente il lavoro occasionale e accessorio. Ancora una volta voglio ringraziare i colleghi deputati ma anche i tanti cittadini e le organizzazioni che mi hanno scritto portando il loro contributo. Il mio impegno continua. Già nelle prossime settimane depositerò alla Camera una proposta di legge per disciplinare il lavoro occasionale per le famiglie che oggi rischiano di essere le più penalizzate da questa abrogazione”.

14/03/2017 - 16:09

Necessaria buona legge che freni gli abusi degli ultimi anni

“La Commissione Lavoro della Camera ha condiviso il testo con modifiche all’uso dei voucher che ho proposto e abbiamo fissato per le ore 16 di domani il termine per la presentazione degli emendamenti. Procediamo quindi a ritmo sostenuto il nostro lavoro così come ci siamo impegnati a fare nei giorni scorsi. In queste ore ho raccolto e analizzato con attenzione le osservazioni propositive e critiche che sono state formulate pubblicamente e che mi sono arrivate. C’è molta attesa per questa legge e, per noi, resta ferma la volontà di fare una buona legge che ponga un freno agli abusi che ci sono stati in questi anni ma che risponda anche alle esigenze del mondo del lavoro. Giovedì pomeriggio la Commissione tornerà a riunirsi e spero saremo nelle condizioni di licenziare un testo definitivo”. 

Lo ha detto Patrizia Maestri deputata del Pd componente della commissione Lavoro e relatrice al testato in materia di lavoro accessorio.

10/03/2017 - 19:00

“L’ho detto e lo ripeto: il testo base che abbiamo presentato è aperto al contributo e alle proposte di tutti ma vorrei non ci fossero fraintendimenti sulle nostre reali intenzioni e sulla proposta che abbiamo depositato ieri”. Così la deputata Pd Patrizia Maestri, relatrice in Commissione Lavoro della proposta di riforma del lavoro occasionale e accessorio.

“La formulazione che abbiamo adottato – spiega - è chiara e ripropone esattamente quella della legge Biagi. Infatti, come nel testo di legge del 2003, anche in quello presentato ieri, proponiamo che le imprese (novità: senza dipendenti) possano far ricorso al lavoro occasionale (novità: solo per un valore non superiore a 3.000 euro all’anno) esclusivamente per impiegare determinate categorie di lavoratori: disoccupati, studenti, pensionati, extracomunitari (nei sei mesi successivi alla perdita del lavoro). Oltre a questi, abbiamo ritenuto di proporre la conferma della possibilità di utilizzo dei voucher per retribuire prestazioni svolte da persone disabili e da soggetti in comunità di recupero per i quali, com’è noto, le occasioni di inserimento professionale sono purtroppo sempre insufficienti e spesso, addirittura, non prevedono retribuzione”.

“Non c’è alcuna volontà di bypassare la legge 68 che anzi, in questi anni parlamentari, ho difeso e di cui ho accolto con piacere, come avevo proposto in più occasioni, il rafforzamento del sistema sanzionatorio per le imprese che eludono l’obbligo assunzionale. Le finalità delle due norme sono diametralmente diverse e non può esserci confusione. Se fosse necessario precisare in questo senso il testo della nostra proposta non avrei reticenze”, conclude.

09/03/2017 - 19:03

“La proposta che abbiamo formulato tiene conto delle sollecitazioni pervenute alla Commissione nel corso delle audizioni svolte con le parti sociali e le organizzazioni datoriali ma è ancora aperta alle proposte migliorative dei diversi gruppi parlamentari. Il nostro obiettivo è quello di concludere l’esame in Commissione già la prossima settimana”.

Così la deputata PD Patrizia Maestri, relatrice del provvedimento in Commissione Lavoro.

“5.000, 2.000 e 3.000 euro all’anno sono i nuovi tetti all’utilizzo dei voucher previsti dalla proposta di riforma della disciplina del lavoro accessorio che da martedì prossimo inizierà il suo iter in Commissione Lavoro alla Camera. Ciascun prestatore non potrà percepire più di 5.000 euro all’anno di compensi tramite voucher, non più di 2.000 per attività svolte a favore di ciascun committente se imprenditore o professionista. A loro volta i committenti ‘professionali’ non potranno retribuire lavoro accessorio per più di 3.000 euro l’anno”. 

“Proponiamo di differenziare i buoni lavoro in ‘voucher famiglia’ e in ‘voucher impresa’: i primi potranno essere utilizzati, indipendentemente dallo status occupazionale del prestatore, per retribuire esclusivamente attività occasionali domestiche (pulizie e piccole manutenzioni straordinarie, giardinaggio, lezioni private complementari, assistenza ai minori, agli anziani o ai disabili) e avranno un importo orario di 10 euro l’uno; i secondi, del valore di 15 euro, potranno essere utilizzati solo da imprese senza dipendenti esclusivamente per retribuire le prestazioni svolte da disoccupati, pensionati e studenti per tutte le attività ad eccezione di quelle ‘rischiose’”.

01/03/2017 - 16:51

La relatrice Patrizia Maestri interviene a margine della seduta del Comitato ristretto in Commissione Lavoro

“Lavoriamo con la convinzione di poter adottare già nei prossimi giorni un testo base condiviso che, ovviamente, sarà aperto al contributo e alle proposte migliorative di tutti i deputati. L’orientamento è quello di limitare fortemente i voucher nella Pubblica Amministrazione, consentendone l’uso solo per eventi eccezionali e straordinari e di precluderne l’utilizzo da parte delle imprese”. Lo afferma la deputata del Pd Patrizia Maestri, relatrice in Commissione Lavoro della proposta di legge di modifica della disciplina del lavoro accessorio.

 “Ho registrato – prosegue la deputata - una sostanziale convergenza da parte di tutti i gruppi parlamentari sulla necessità di approvare in tempi brevi una nuova disciplina del lavoro accessorio. La volontà non è quella di cancellare ‘tout cour’ i voucher, ma quella di ricondurli nell’alveo dell’occasionalità, così com’erano stati immaginati dal prof. Biagi. L’obiettivo è contrastare l’abuso dei voucher e, in particolare, l’effetto sostitutivo che questi hanno avuto in alcuni casi, rispetto all’ordinaria regolamentazione dei rapporti di lavoro. Non c’è nulla di ideologico nella posizione di chi chiede di dare più diritti e certezze ai lavoratori, pur nella consapevolezza che è necessario regolamentare le prestazioni di lavoro saltuarie, in particolare se svolte dai lavoratori socialmente più deboli. Al di là delle polemiche e dei posizionamenti politici di parte, credo ci siano tutte le condizioni per portare a compimento, in tempi rapidi, una buona riforma. Personalmente mi muovo in questa direzione”.

23/02/2017 - 19:11

“E’ essenziale che, a ormai due anni dall’introduzione del Jobs act, venga fatto un ‘tagliando’ alle norme approvate nel 2015 verificandone il funzionamento e, in particolare, gli effetti sui licenziamenti per giustificato motivo anche per le assunzioni che hanno beneficiato degli sgravi contributivi”. Lo ha dichiarato la deputata PD Patrizia Maestri, prima firmataria di un’interrogazione al Ministro del Lavoro presentata alla luce dei dati del report mensile dell'osservatorio sul precariato dell'Inps, pubblicato il 19 gennaio 2017.

“L’Osservatorio sul precariato dell’Inps – spiega - ha rilevato un incremento, a partire dal 2014, del numero dei licenziamenti per giusta causa o giustificato motivo soggettivo. Numeri limitati in valore assoluto ma che attestano una tendenza sulla quale è bene svolgere una riflessione non superficiale. Nei primi undici mesi del 2016 si rilevano 14.000 licenziamenti in più e 113.000 dimissioni volontarie in meno rispetto all’analogo periodo del 2015, con un andamento analogo che prescinde dalle dimensioni dell’azienda (più o meno di 15 dipendenti) e dalla durata dei contratti di lavoro (tempo determinato o indeterminato). La ragione dello spostamento di una parte delle dimissioni verso i licenziamenti è quindi, con tutta probabilità, legato all’introduzione, a partire dal primo trimestre 2016, delle disposizioni finalizzate a contrastare le cosiddette ‘dimissioni in bianco’”.

“Se così fosse, si rileverebbe quindi un effetto positivo considerato che quando il rapporto di lavoro si scioglie per licenziamento, il lavoratore beneficia di maggiori diritti e tutele, tra questi specifici ammortizzatori sociali, rispetto al caso in cui il rapporto di lavoro venga sciolto per dimissioni”, conclude.

21/02/2017 - 17:30

“Dal 1 gennaio 2017, per effetto di una legge entrata in vigore nel 2012, oltre 10.000 lavoratori a tempo indeterminato del settore dell’industria di trasformazione cooperativa, ai quali si applica la previdenza agricola, non hanno più l’indennità di mobilità e nemmeno il diritto al sussidio di disoccupazione NASpI. Si tratta di un errore a cui riteniamo necessario si ponga rapidamente rimedio”. Lo ha dichiarato la deputata Pd Patrizia Maestri che insieme a Giuseppe Romanini, come primi firmatari, ha rivolto ai Ministri del Lavoro Giuliano Poletti e delle Politiche Agricole Maurizio Martina un’interrogazione chiedendo un intervento normativo di riforma che consenta di far fronte alla situazione.

“Molti dei lavoratori potenzialmente coinvolti è impiegato in aziende che si dedicano alla trasformazione dei prodotti di eccellenza del nostro agroalimentare”, ha ricordato Giuseppe Romanini. “In Emilia-Romagna sono quasi 3.000 i lavoratori ai quali, in caso di ristrutturazioni aziendali o cessazione delle attività, non essendo più possibile l’utilizzo della mobilità, rimarrà solo la prospettiva del licenziamento; sollecitiamo un’iniziativa del governo per far sì che anche nei confronti di questi lavoratori trovi applicazione la disciplina della NASpI”, ha concluso.

07/02/2017 - 16:26

Governo risponde all’interrogazione delle deputate Maestri e Gnecchi

“Un tassello essenziale della riforma del mercato del lavoro, atteso da tempo dalle associazioni dei disabili, dai servizi per l’impiego e da quelle persone che, più di altre, vivono profonde difficoltà nel trovare un’occupazione; per questo accogliamo con favore le rassicurazioni sull’imminente approvazione delle linee guida sul collocamento delle persone con disabilità e sul fatto che a breve sarà formalizzato un apposito gruppo di lavoro che, con le Regioni, sarà chiamato ad affrontare le questioni connesse all’inserimento mirato nell’ambito della riorganizzazione dei servizi per l’impiego”. Questo il commento delle deputate dem Patrizia Maestri e Maria Luisa Gnecchi, componenti della Commissione Lavoro della Camera, alla risposta della Sottosegretaria Franca Biondelli alla loro interrogazione sui ritardi nell’emanazione delle linee guida previste dal decreto legislativo n. 151/2015.

“Le linee guide, previste dal jobs act, hanno l’obiettivo - proseguono le deputate - di portare alla costruzione di una rete integrata per migliorare il sistema di inserimento lavorativo anche attraverso la promozione di accordi territoriali con i sindacati e le organizzazioni datoriali e di sostenere la predisposizione di progetti di collocamento mirati. Si tratta di uno strumento che è parte essenziale di quella riforma delle politiche attive e dei servizi all’impiego che rappresenta la chiave di volta per dare una possibilità di lavoro, in particolare, ai giovani, alle donne e alle persone disabili. Al riconoscimento del diritto al lavoro per i disabili, sancito dalla legge, è necessario dare sostanza. Il forte inasprimento delle sanzioni per le aziende che eludono l’obbligo di assume disabili in ragione del numero degli occupati, recentemente entrato in vigore, ha rappresentato una prima risposta alla necessità di rendere disponibili posti di lavoro. Le linee guida consentiranno ora anche di favorire l’incontro tra domanda e offerta di impiego”.

19/01/2017 - 15:56

Il 26 gennaio al via in commissione Lavoro esame pdl di riforma dei buoni lavoro

“I dati diffusi oggi dall’Inps rilevano che la ‘tracciabilità’ nell’utilizzo dei voucher introdotta dal governo nell’ottobre scorso ha prodotto un primo e importante, seppur parziale, risultato: nel mese di dicembre sono stati venduti 11,5 milioni di voucher a fronte degli 11,4 milioni venduti a dicembre 2015. Un dato quindi che, per la prima volta da mesi, frena la crescita esponenziale a cui assistiamo ormai ininterrottamente da alcuni anni”. Lo dice Patrizia Maestri deputata del Pd e relatrice in Commissione Lavoro della riforma dei voucher.

“Non possiamo tuttavia ignorare - prosegue Maestri - che nell’intero 2016 sono stati venduti complessivamente 133,8 milioni di voucher con un incremento del 23,9% sul 2015 e che quindi una riforma organica della materia è indispensabile. In Commissione sono otto le proposte di legge all’esame, tutte sostanzialmente convergenti nel ravvisare la necessità di una stretta sull’uso indiscriminato dei buoni lavoro, liberalizzati a partire dal 2009 e, con maggiore intensità, dal 2012. In questa direzione stiamo lavorando con attenzione e celerità e conto di poter giungere alla predisposizione di un testo di legge condiviso già nelle prossime settimane. A partire da giovedì 26 gennaio audiremo le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria: anche da loro ci aspettiamo un contributo costruttivo a questa riforma non più rinviabile”.

11/01/2017 - 17:21

“Le decisioni della Corte Costituzionale non si commentano ma di esse si prende atto sempre con rispetto. Accogliamo quindi la decisione della Consulta di ammettere la consultazione referendaria sui quesiti proposti dalla Cgil su voucher e appalti e di rigettare quello sull’articolo 18. Ora è compito della politica, nelle settimane che ci separano dal voto, rispondere con coerenza alle sollecitazioni degli oltre 3 milioni di cittadini che hanno sostenuto l’iniziativa del Sindacato. Io stessa avevo firmato per i due quesiti oggi dichiarati ammissibili”. Questo il commento di Patrizia Maestri, deputata PD e relatrice in Commissione Lavoro della proposta di riforma dei voucher.

 “La Commissione Lavoro – prosegue Maestri - ha iniziato a confrontarsi sulla riforma dei voucher quasi un anno fa, a partire dalla proposta di legge presentata come primo firmatario dal Presidente Cesare Damiano e sottoscritta da oltre 100 deputati democratici. Nel frattempo è intervenuto anche il Governo introducendo la ‘tracciabilità’ che rappresenta uno strumento essenziale per il contrasto all’abuso nell’utilizzo dei voucher, ma ancora non sufficiente. Oggi sono in totale 6 i progetti di legge che stiamo esaminando, in gran parte convergenti con la proposta del PD per il ritorno allo spirito della legge Biagi del 2003 (utilizzo dei voucher esclusivamente per prestazioni meramente occasionali).

Credo ci siano quindi tutte le condizioni per assecondare lo spirito dell’istanza referendaria con una riforma radicale dei voucher che abbia come riferimento essenziale la tutela dei lavoratori, in particolare dei giovani, e dei loro diritti. In modo analogo – conclude Maestri  – ritengo ci sia lo spazio per una riflessione sulla reintroduzione della responsabilità solidale negli appalti ma anche sul tema dei licenziamenti, soprattutto disciplinari, aumentati nel 2016 del 28%”.

Pagine