09/03/2016 - 16:48

Presentata proposta di legge dem alla Camera

“Rafforzare gli strumenti di sostegno fiscale a favore delle famiglie che per necessità o per scelta decidono di avvalersi della collaborazione professionale di un addetto all’assistenza personale”. Lo hanno detto Patrizia Maestri, deputata del Pd in commissione Lavoro, e Silvia Fregolent, vice presidente del gruppo dem alla Camera, nel corso della conferenza stampa per presentare la proposta di legge in materia di deducibilità e detraibilità degli oneri e delle spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale e familiare.

“L’Istat, nel Rapporto annuale 2015 - hanno proseguito le deputate dem - ha indicato il comparto del lavoro domestico quale più irregolare, con una percentuale di nero che raggiunge il 54,6 per cento pari a oltre 490.000 rapporti, contro una media del 12,6 per cento. Le famiglie italiane hanno dovuto compensare alla mancanza di un welfare pubblico veramente universale facendo ricorso all’aiuto quotidiano di collaboratori familiari: badanti, colf e baby sitter. Questa proposta di legge che il Pd sostiene convintamente consentirebbe, tra l’altro, di porre un freno al significativo tasso di irregolarità ed evasione contributiva che contraddistingue il comparto permettendo quindi di tutelare tutti quei lavoratori oggi occupati in nero”.

14/01/2016 - 13:19

Utilizzare i proventi del contrasto all’evasione del canone per nuovi investimenti

Oltre 40 deputati hanno sottoscritto l’interrogazione presentata come prima firmataria dalla deputata PD Patrizia Maestri riferita alle problematiche di ricezione del segnale TV Rai nelle aree di montagna. Problematica che si protrae ormai da diverso tempo, a partire dall’introduzione del digitale terrestre.

“L’UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) - ha detto la deputata dem Patrizia Maestri - si è schierata con decisione a fianco dei cittadini dei comuni montani che, pur pagando da sempre il canone, non sono messi nelle condizioni di poter fruire con regolarità del servizio pubblico. È un problema noto da tempo ma che Rai Way, proprietaria degli impianti di trasmissione, non ha ancora affrontato e risolto. L’inserimento del canone Rai nella bolletta elettrica, come previsto dalla Legge di Stabilità 2016, consentirà di contrastarne in modo efficace l’evasione, oggi attestata ben oltre il tollerabile in un paese civile, e di reinvestire parte dei maggiori proventi in una prima riduzione della tassa che si attesta ora a 100 euro all’anno. Un dato importante ma non ancora sufficiente. E’ necessario attivare immediatamente un tavolo di monitoraggio con le regioni e i comuni per definire un piano straordinario per il potenziamento degli impianti di diffusione del segnale Rai e per porre rimedio alle problematiche di ricezione denunciate dai cittadini dei comuni montani. Chiediamo pertanto al Governo di impegnare Ray Way in questo senso, con un investimento che potrà essere finanziato con i maggiori incassi conseguenti al radicale contrasto all’evasione del canone”.

23/11/2015 - 17:14

Presentata una proposta di legge del Pd

“Estendere anche alle lavoratrici e ai lavoratori del settore domestico e familiare, e quindi non solo ai committenti imprenditori o professionisti - come previsto dal decreto legislativo n. 81 del jobs act - il limite di compenso di 2.000 euro annui per le attività lavorative che possono essere retribuite tramite voucher, oggi fissato a 7.000 euro”. Lo dice Patrizia Maestri, deputata del Pd e componente della commissione Lavoro, che ha presentato una proposta di legge in questa materia (n. 3363).

“I voucher - prosegue Maestri - sono stati introdotti come strumento per consentire l’emersione del lavoro irregolare soprattutto con riferimento all’occasionalità di singole prestazioni. Oggi i dati inducono a ritenere che si stia determinando un abuso nell’utilizzo di questo strumento che deve rapidamente tornare allo spirito originario per il quale è stato istituito. L’inchiesta di Report ha messo in evidenza una situazione che purtroppo i dati dell’INPS delle ultime settimane avevano già rilevato: il ricorso indiscriminato ai voucher è lesivo dei diritti dei lavoratori, ne pregiudica le tutele contrattuali e, soprattutto, il futuro previdenziale. Insieme a numerosi deputati del Partito Democratico la scorsa settimana abbiamo rivolto al un’interrogazione su questa problematica ministro del Lavoro. Ma l’intervento risolutivo non può che essere quello che ho delineato nella mia proposta di legge a partire del lavoro domestico e familiare”.

20/10/2015 - 17:59

Il Governo risponde a un’interrogazione Pd

“L’imminente creazione presso l’Inps di un polo unico per la medicina fiscale attraverso l’accorpamento delle funzioni prima ripartite tra Inps e Asl annunciato oggi dal governo, è un risultato importante. È quanto avevo sollecitato con la collega Donata Lenzi della commissione Affari Sociali, presentando un’interrogazione alla quale ha risposto oggi nell’aula di Montecitorio il sottosegretario al Lavoro Massimo Cassano annunciando che i decreti attuativi sono in corso di predisposizione”. Così la deputata Pd Patrizia Maestri, componente della commissione Lavoro della Camera, commenta la risposta del governo alla sua interrogazione.

“È una soluzione – commenta Maestri – che permette di semplificare e rendere maggiormente efficiente l’azione di controllo evitando sovrapposizioni e dando certezze di lavoro ai medici fiscali professionisti”.

La parlamentare PD nella stessa interrogazione, aveva anche chiesto al governo conto della prevista riduzione degli stanziamenti per le visite fiscali e della conseguente diminuzione degli accertamenti disposti. “Il governo ci ha rassicurato sul fatto che dal monitoraggio avviato sulla spesa per assenze di malattia non è stata evidenziata, al momento, alcuna particolare anomalia nonostante la riduzione delle visite a domicilio. Questo però non basta: il sistema di controllo deve essere riformato per produrre maggiore efficienza e conseguire ulteriori risparmi sulla spesa improduttiva”.

 

28/09/2015 - 17:15

Si favorirebbe anche l’emersione dei lavoratori irregolari

"Lo Stato deve riconoscere e dare valore sociale al 'welfare familiare', per questo sto lavorando ad una proposta di legge che ha l’obiettivo di rafforzare quelle agevolazioni fiscali che consentono di ‘scaricare’ i costi connessi all’assunzione di collaboratori domestici. La finalità è duplice: sostenere le famiglie che si trovano a fronteggiare queste spese e rendere effettivamente conveniente l'assunzione regolare di badanti, colf ma anche baby sitter". Lo ha detto la deputata del Pd componente della commissione Lavoro, Patrizia Maestri, intervenendo al convegno "La famiglia: dove mangia, come vive", organizzato da Assindatcolf, associazione nazionale dei datori di lavoro domestico, nel padiglione Unione Europea di Expo Milano 2015. Al centro del convegno proprio la richiesta avanzata da Assindatcolf: rendere completamente deducibile il costo del lavoro domestico.

"Dobbiamo arrivare a definire un giusto equilibrio tra detrazioni e deduzioni - ha spiegato Maestri – assicurando una reale convenienza per tutte le famiglie. Un primo passo potrebbe anche essere compiuto aumentando il tetto per la deduzione degli oneri versati per i collaboratori domestici (oggi fissato a 1.549,37 euro) e incrementando il limite di reddito per accedere alle detrazioni portandolo dagli attuali 40 mila euro a 50 mila rivedendo anche l’ammontare massimo detraibile fermo da tempo a 2.100 euro. Il confronto con il Governo sul riordino delle agevolazioni fiscali è già avviato; il mio impegno è per salvaguardare e rafforzare, in chiave solidale, le agevolazioni che sono destinate alle persone e alle famiglie. La mia proposta di legge va in questa direzione. Nella proposta ho inserito inoltre l’estensione a tutti i committenti (quindi anche alle famiglie) del limite di 2 mila euro nell’utilizzo dei voucher per la retribuzione del lavoro accessorio, oggi applicato solo agli imprenditori e ai professionisti. Il limite generalizzato a 7 mila euro, previsto in uno dei decreti attuativo del jobs act, infatti, rischia di incentivare impropriamente il ricorso al lavoro accessorio rispetto all’ordinaria contrattualizzazione, con evidenti ripercussioni negative sui diritti dei lavoratori – in special modo domestici – e sul loro futuro previdenziale”.

05/03/2015 - 17:29

Presentata interrogazione alla Presidenza del Consiglio su vicenda del Parma Fc

"Assumere una iniziativa urgente per arrivare a una rapida soluzione della vicenda, anche in considerazione degli emergenti risvolti giudiziari, al fine di salvaguardare la dignità della città e del mondo del calcio, nonché gli attuali livelli occupazionali della società Parma F.C.".

- E’ quanto chiedono i deputati di Parma Giuseppe Romanini e Patrizia Maestri in un’interrogazione presentata alla presidenza del Consiglio dei Ministri. Nell’atto parlamentare i due deputati ripercorrono le tappe di una vicenda che sta scuotendo cittadini e sportivi. -

“E’ una ferita che ogni giorno viene rinnovata con fatti e notizie sempre più pesanti a partire da quelle giudiziarie – spiegano Romanini e Maestri – Quanto sta accadendo è talmente deflagrante per il nostro territorio e per l’Italia sportiva che ad ogni livello bisogna impegnarsi per una soluzione e per adottare misure tali da impedire simili vicende. L’auspicio è che tutto venga alla luce, che si individuino i responsabili e si possa ripartire a Parma, nel calcio, su basi sane con imprenditori interessati a fare il bene della città e della squadra”.

"L’interrogazione ripercorre gli ultimi mesi del Parma FC. Sopravvissuta al fallimento della Parmalat, la squadra di calcio è stata acquistata nel 2007 da Tommaso Ghirardi, che ne è stato il presidente fino al 16 dicembre 2014. Difficile la situazione finanziaria: dall'ultimo bilancio depositato la società conta un debito tributario di 16 milioni 746mila euro e debiti consistenti anche verso il Comune di Parma. Nel testo si riportano anche i fatti giudiziari: la Procura di Parma che chiede il fallimento del Parma Fc per inadempienze fiscali e apre anche un fascicolo per bancarotta fraudolenta e due giorni fa il comandante della Guardia di Finanza e il suo vice che vengono messi sotto inchiesta per omissione di atti d’ufficio e, sembra, assegnati ad altra sede. Alla luce di quanto accaduto - concludono Romanini e Maestri - ci aspettiamo che la Presidenza del Consiglio dei Ministri valuti ulteriori e nuove misure nell’ambito delle regole dello sport tali da impedire che analoghe circostanze, purtroppo non nuove al mondo del calcio, possano ripetersi nel futuro”

 

05/03/2015 - 17:27

Presentata interrogazione alla Presidenza del Consiglio su vicenda del Parma Fc

"Assumere una iniziativa urgente per arrivare a una rapida soluzione della vicenda, anche in considerazione degli emergenti risvolti giudiziari, al fine di salvaguardare la dignità della città e del mondo del calcio, nonché gli attuali livelli occupazionali della società Parma F.C.".

- E’ quanto chiedono i deputati di Parma Giuseppe Romanini e Patrizia Maestri in un’interrogazione presentata alla presidenza del Consiglio dei Ministri. Nell’atto parlamentare i due deputati ripercorrono le tappe di una vicenda che sta scuotendo cittadini e sportivi. -

“E’ una ferita che ogni giorno viene rinnovata con fatti e notizie sempre più pesanti a partire da quelle giudiziarie – spiegano Romanini e Maestri – Quanto sta accadendo è talmente deflagrante per il nostro territorio e per l’Italia sportiva che ad ogni livello bisogna impegnarsi per una soluzione e per adottare misure tali da impedire simili vicende. L’auspicio è che tutto venga alla luce, che si individuino i responsabili e si possa ripartire a Parma, nel calcio, su basi sane con imprenditori interessati a fare il bene della città e della squadra”.

"L’interrogazione ripercorre gli ultimi mesi del Parma FC. Sopravvissuta al fallimento della Parmalat, la squadra di calcio è stata acquistata nel 2007 da Tommaso Ghirardi, che ne è stato il presidente fino al 16 dicembre 2014. Difficile la situazione finanziaria: dall'ultimo bilancio depositato la società conta un debito tributario di 16 milioni 746mila euro e debiti consistenti anche verso il Comune di Parma. Nel testo si riportano anche i fatti giudiziari: la Procura di Parma che chiede il fallimento del Parma Fc per inadempienze fiscali e apre anche un fascicolo per bancarotta fraudolenta e due giorni fa il comandante della Guardia di Finanza e il suo vice che vengono messi sotto inchiesta per omissione di atti d’ufficio e, sembra, assegnati ad altra sede".

"Alla luce di quanto accaduto - concludono Romanini e Maestri - ci aspettiamo che la Presidenza del Consiglio dei Ministri valuti ulteriori e nuove misure nell’ambito delle regole dello sport tali da impedire che analoghe circostanze, purtroppo non nuove al mondo del calcio, possano ripetersi nel futuro”.

11/02/2015 - 17:48

Per gli esodati urgente una settima salvaguardia e dare soluzione a “quota 96” nella scuola.

“Di fronte a tutto questo è necessario riaprire un ‘cantiere previdenza’, rimettere mano alla manovra Fornero per rendere flessibile l’uscita dal lavoro verso la pensione e per dare alle giovani generazioni prospettive previdenziali certe, oltre che maggiori spazi per trovare un lavoro”. Lo dicono le deputate del Pd in commissione Lavoro Anna Giacobbe, Antonella Incerti e Patrizia Maestri.

“Sono ancora circa 49.000 gli esodati che si trovano ancora oggi senza lavoro e senza pensione. Nel frattempo si è sostanzialmente bloccato il ricambio generazionale, nei settori privati ed ancor più nella pubblica amministrazione. Va detto, inoltre, che i provvedimenti sulla previdenza del 2011 sono stati particolarmente pesanti per le donne, che si sono viste allungare la vita lavorativa per periodi sino a sei-sette anni, e per coloro che hanno iniziato a lavorare molto giovani. Per gli esodati è ormai urgente una settima salvaguardia con lo slittamento, intanto, di un ulteriore anno della decorrenza della pensione per l’accesso alla salvaguardia e l’estensione a lavoratori e lavoratrici in mobilità da aziende fallite o in mobilità edile: ed inoltre, soluzioni per il personale della scuola di “quota 96” e per gli operatori addetti all’esercizio ferroviario, superamento, anche oltre il 2017, delle penalizzazioni per l’accesso alla pensione prima dei 62 anni. Ci sono proposte di legge del Pd già presentate e altre che saranno depositate nei prossimi giorni. La nostra Capogruppo PD Luisa Gnecchi ha inoltre promosso una indagine conoscitiva sugli effetti dei provvedimenti previdenziali sulla condizione delle donne. Soprattutto, intendiamo incalzare il Governo affinché, dalle dichiarazioni positive del Ministro Poletti nelle settimane scorse, si passi ad un confronto stringente per individuare le risorse e costruire le soluzioni necessarie, anche attraverso un processo graduale, ma certo”.

 

 

 

20/01/2015 - 15:56

La parlamentare Pd Patrizia Maestri commenta la dichiarazione di inammissibilità del quesito referendario proposto dalla Lega Nord per abrogare la legge Fornero

«L’articolo 75 della Costituzione Italiana è molto chiaro: non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio. Indipendentemente dal giudizio politico e di merito che vogliamo dare sulla legge Fornero – e il mio è sicuramente molto negativo – era del tutto evidente che la promozione di un referendum abrogativo sulla riforma delle pensioni non avrebbe potuto avere seguito. La Lega Nord lo sapeva benissimo ma questo non le ha impedito di provare ad illudere quelle lavoratrici e quei lavoratori che hanno pensato di poter cambiare con una firma una legge che pure è ingiusta e sbagliata e che va rapidamente modificata in Parlamento. La riforma nasceva in un momento di grave emergenza e difficoltà economica per il nostro Paese ma questo non ha impedito nei mesi scorsi, sempre su iniziativa del Partito Democratico, di apportare continuamente correttivi alla legge Fornero che, ad esempio, hanno consentito di salvaguardare 170.000 esodati che altrimenti sarebbero ancora oggi in un limbo: senza lavoro e senza pensione. Una profonda modifica della legge è comunque ancora necessaria e urgente soprattutto per ridare fiato all’occupazione e consentire l’ingresso nel mercato del lavoro a tanti giovani oggi disoccupati; oltre naturalmente a rendere giustizia a coloro che si sono visti allungare ingiustamente l’età pensionabile. Ne beneficerebbe anzitutto la produttività del nostro sistema industriale ma anche la tenuta del nostro sistema sociale e familiare».

 

04/08/2014 - 21:03

“La decisione del governo di intervenire con quattro emendamenti soppressivi per modificare alcuni articoli del Decreto Pubblica Amministrazione riguardanti la materia previdenziale, impone di trovare rapidamente un’altra strada per sanare una situazione penalizzante”. Lo dichiarano Anna Giacobbe, Antonella Incerti e Patrizia Maestri, deputate del Partito Democratico e componenti in Commissione Lavoro alla Camera.

“Si tratta, in particolare – spiegano Giacobbe, Incerti e Maestri - dei 4000 insegnati che potrebbero andare in pensione dando semplicemente una corretta interpretazione della Legge Fornero, aprendo occasioni di lavoro per i giovani realizzando un pezzo di quel ricambio generazionale di cui c’è grande bisogno. Inoltre, rimarrebbe in vigore la riduzione dell’importo della pensione per quei lavoratori, del pubblico e del privato, che, anche con oltre 42 anni di contributi, sono penalizzati solo per avere cominciato presto a lavorare e raggiungono il diritto a pensione prima dei 62 anni. Gli emendamenti soppressivi del governo, poi, riguardano il pensionamento d'ufficio a 68 anni per i docenti universitari e l’'incremento delle pensioni di reversibilità per gli invalidi vittime del terrorismo”.

“Il governo – proseguono le tre deputate Pd - cede alla pressione della Ragioneria generale dello Stato, le ragioni della quale sono assolutamente discutibili. Per il superamento delle penalizzazioni, la Rgs mette in dubbio i numeri dei possibili pensionamenti forniti dall’Inps. Per ‘quota 96’, mette in discussione il numero dei destinatari, che il Ministero dell’Istruzione ha verificato direttamente con le persone interessate”.

“La stessa ministra Madia ha difeso questi provvedimenti nel passaggio alla Camera. Il Governo si adoperi quindi per verificare se esiste una strada alternativa capace di evitare gli effetti penalizzanti del decreto”, concludono Anna Giacobbe, Antonella Incerti e Patrizia Maestri.

 

02/07/2014 - 21:24

“32.100 persone escono dalla condizione di esodati senza lavoro e senza pensione: con la sesta salvaguardia’ in discussione da oggi in aula decine di migliaia di famiglie si vedono restituire una prospettiva di vita e di dignità”. Lo dichiarano Anna Giacobbe, Antonella Incerti e Patrizia Maestri, deputate del Partito Democratico, e componenti della commissione Lavoro della Camera.

“La Camera - spiegano le tre deputate democratiche - ha iniziato la discussione in Aula sul provvedimento, che pure non risolve in modo definitivo il problema delle persone che avevano perso il lavoro a ridosso dell’approvazione della ‘manovra Fornero’ e che per effetto della pesante modifica dei requisiti pensionistici, sono rimaste per molti anni senza la possibilità di andare in pensione”.

“Adesso è necessario – proseguono Giacobbe, Incerti e Maestri - affrontare con la legge di Stabilità un intervento strutturale sul sistema previdenziale, per dare risposte a chi oggi ancora rimane fuori da questo provvedimento e a tutti coloro che sono stati penalizzati in modo esagerato dall’innalzamento dei requisiti previdenziali”.

“Quello di oggi è un passo importante. Solo un passo, ma nella giusta direzione. Ora metteremo un grande impegno per arrivare a tutelare tutti coloro che ne avrebbero diritto, e per cambiare ciò che deve essere cambiato nel sistema previdenziale”, concludono le tre deputate democratiche.

 

02/07/2014 - 20:39

“Non possiamo dirci del tutto soddisfatti, perché la proposta di legge su cui la Commissione ha lavorato con grande serietà e determinazione, aveva l’obiettivo di risolvere il modo strutturale il problema esodati. Tuttavia, l’emendamento del Governo che va certamente nella direzione di aprire una nuova salvaguardia, la sesta, fino al 2016 per 32.100 esodati. E un’ulteriore risposta alle giuste rivendicazioni di quei lavoratori rimasti ‘incastrati’ nei gravi errori compiuti con la riforma Fornero del 2011”. Lo dichiara Patrizia Maestri, deputata del Partito Democratico, e componente della commissione Lavoro della Camera.

“La proposta di legge della Commissione – spiega Maestri - cui il PD ha dato un contributo determinante, rispondeva non solo alla necessità di non abbandonare quei lavoratori rimasti senza reddito e senza pensione dopo l’approvazione del decreto ‘Salva Italia’ del Governo Monti, ma anche coloro che si sono visti penalizzare in modo così forte dalle nuove norme come i circa 4000 insegnanti di ‘quota 96’ e i macchinisti delle ferrovie, o come quei lavoratori che, in età avanzata, hanno perso il lavoro a causa della crisi e non sono riusciti a trovare un nuovo impiego. Uomini e donne che aspettano una risposta alle loro legittime aspettative”.

“Pur favorevoli alla proposta del Governo, come Partito Democratico, continueremo a lavorare per arrivare a una revisione strutturale della Fornero già nella prossima Legge di Stabilità. Non solo pensando ai pensionandi, ma soprattutto alle giovani generazioni che oggi stanno costruendo con grande difficoltà il proprio futuro previdenziale. Siamo certi che il Governo, e in particolare il ministro Poletti, che ringraziamo per la disponibilità dimostrata in Commissione, non potrà non ascoltare le nostre proposte”, conclude la parlamentare democratica.

 

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