23/07/2015 - 17:42

L’ impegno a garantire lungo la rete ferroviaria nazionale una maggiore sicurezza a viaggiatori e personale viaggiante, facendo leva sul consolidamento delle imprese ferroviarie e sulla riorganizzazione della polizia ferroviaria. E’ questa la risposta del sottosegretario al Ministero dell’Interno Domenico Manzione all’interrogazione dei deputati Pd Emanuele Fiano, capogruppo in commissione Affari costituzionale, e Raffaella Mariani, commissione Ambiente, che sottolineano come “l e cronache di questi giorni sollevano la questione “sicurezza” lungo le tratte ferroviarie. Aggressioni, scippi, atti di violenza, ai danni di passeggeri e del personale viaggiante sui treni rappresentano un problema grave, tra gli episodi più eclatanti ricordiamo la violenza sessuale subita da una ragazza su un treno regionale e l’aggressione a un capotreno lo scorso giugno da una gang con un macete. Non c’è dubbio che lo stesso personale in servizio è spesso esposto ad aggressioni: dati delle Ferrovie dello Stato dicono che dall’inizio dell’anno ad oggi, sono state oltre 140 le aggressioni subite. Le regioni più a rischio: Lombardia, Campania, Toscana, Lazio, Veneto ed Emilia Romagna. Le stesse Ferrovie, hanno stilato una sorta di “lista nera” con una quindicina di tratte ad altissimo rischio, sulle quali hanno esplicitamente richiesto un rafforzamento del personale di polizia, ponendola come condizione per la continuazione del servizio. La questione sicurezza, inoltre, non riguarda solo i convogli ma anche alcune stazioni ferroviarie, laddove criminalità locale e straniera, prostituzione, e situazioni di degrado, finiscono per condizionare fortemente la vita del personale in servizio sui treni e dei viaggiatori.”

“Siamo soddisfatti dell’impegno del sottosegretario ad aumentare gli standard della sicurezza della rete nazionale delle ferrovie . Inoltre, il sottosegretario si è reso disponibile nei prossimi giorni ad incontrarci per un confrontarci con l’obiettivo comune di trovare soluzioni concrete ed efficaci su questo terreno. La situazione di alcune tratte ferroviarie preoccupa e interventi specifici si rendono sempre più urgenti anche alla luce di un mutato scenario dei traffici ferroviari e della trasformazione già in atto delle grandi stazioni che da luoghi di transito si sono trasformate in centri di incontro e di attività commerciali”. 

22/04/2015 - 17:27

"Oggi abbiamo ottenuto risultati concreti, non parole, nell'azione di tutela del territorio e per la sicurezza dei cittadini. La legge prevede "Interventi a sostegno della formazione e della ricerca nelle scienze geologiche", ed è fondamentale per diffondere una coscienza della tutela ambientale e una cultura della prevenzione dei rischi naturali,”- lo dichiarano Manuela Ghizzoni, deputata Pd e relatrice della proposta di legge approvata in prima lettura in Commissione Cultura, scienze e Istruzione e Raffaella Mariani, deputata Pd e prima firmataria della proposta - 

"Si interviene nel settore della formazione e della cultura, perché - spiegano le deputate -sono questi i pilastri su cui dobbiamo fondare gli interventi per il dissesto idrogeologico. Il nostro territorio è sottoposto a uno stato di emergenza continua. il Paese ha mostrato tutta la sua fragilità nel corso degli ultimi anni, per questo è necessario salvaguardare il territorio attraverso la prevenzione e la conoscenza, oltre che garantire la sicurezza dei cittadini".
"A questo scopo concorre la formazione di professionisti esperti quali i geologi. Ecco perché la legge approvata prevede sostegno dell’attività della ricerca, con risorse del Ministero dell’Ambiente e misure per rinforzare la presenza dei dipartimenti di scienze della terra nel sistema universitario, include le discipline geologiche tra le aree disciplinari di particolare interesse comunitario che godono di risorse dedicate per sostenere le iscrizioni di studenti, e inoltre - sottolineano le deputate democratiche - introduce un programma di borse di studio in favore degli studenti che si iscrivono ai corsi di laurea in scienze della terra: una misura concreta a favore dell’incremento delle iscrizioni ed al potenziamento dei corsi di laurea".
"Il governo ha già messo in atto un sistema di governance innovativo, mediante la costituzione della unità di missione presso la Presidenza del Consiglio, ora il Parlamento aggiunge un tassello fondamentale per la formazione e la ricerca geologica e, quindi, per la prevenzione dei rischi naturali, perché - concludono Ghizzoni e Mariani - il sostegno della formazione e della ricerca nelle scienze geologiche sono evidentemente obiettivi strategici per il Paese".

 

11/03/2015 - 19:54

“Al sistema delle infrastrutture servono regole più semplici e tempi di attuazione più rapidi per facilitare investimenti e modernizzazione”. Lo dichiara Raffaella Mariani, deputata del Partito Democratico e componente in Commissione Ambiente, per commentare il rapporto sull’attuazione della Legge Obiettivo, presentato oggi in Commissione Ambiente e Lavori pubblici dal Servizio Studi, in collaborazione con Cresme e Autorità nazionale anticorruzione.

“Il rapporto – spiega Mariani - evidenzia i limiti di una legge pensata per dare impulso alle opere strategiche del nostro Paese, che appare ormai inefficace e superata nei fatti. Dai moltissimi dati emerge con nettezza un livello di attuazione ridotto, le cui cause sono riferibili alla lentezza della progettazione, delle procedure di gara e di affidamento dei lavori. Molto sperequata – continua la deputata democratica – risulta la ripartizione territoriale dei costi delle opere deliberate dal Cipe al dicembre 2014: 75,5 % per il Centro-Nord, 24,4 % Mezzogiorno. Gli investimenti privati, poi, sono concentrati nel Centro Nord”.

“Il trend – prosegue Mariani - dei bandi di gara per la realizzazione di opere vede risalire l'importo del 58% e il numero del 25% nel 2014 rispetto al 2013. Ed è significativo anche il divario tra il numero di bandi di gara per classi di importo oltre 50 milioni di euro - in netto aumento - e quelli per bandi di classi di importo inferiore, sostanzialmente stabili. Si tratta di informazioni preziosissime da cui partire per una riforma efficace che dovrà tenere conto anche del recepimento delle direttive Comunitarie su contratti pubblici e concessioni. La legge delega di riforma del Codice appalti, oggi al Senato, va in questa direzione: un’occasione per l'ammodernamento delle regole e l’innovazione del sistema, destinato a estendersi a settori strategici dello sviluppo e della crescita del Paese come energia, efficienza energetica e bioedilizia, architettura, arte e turismo, rigenerazione urbana, gestione dei processi nelle costruzioni”, conclude Raffaella Mariani.

22/01/2015 - 20:09

"La legge 225 del 1992 che ha istituito una cornice normativa fondamentale è ancora oggi il riferimento per la gestione delle emergenze e per le regole che disciplinano il funzionamento del sistema di aiuto, in un Paese fragile come l’Italia , soprattutto per territori in cui i rischi potenziali si sommano. Ma la necessità di procedere ad una revisione complessiva della materia è stata rappresentata in questi ultimi anni da istituzioni locali e regionali, dal Parlamento e dallo stesso Capo del Dipartimento della Protezione Civile in riferimento alla farraginosità delle norme che si sono stratificate in conseguenza di singoli eventi." lo dichiara la relatrice del provvedimento in Commissione Ambiente on. Raffaella Mariani "L’obiettivo principale del riordino è quello di coniugare semplificazione e sempre maggiore efficacia a tutela della sicurezza dei cittadini e dei loro beni primari, ricercando la maggiore coerenza possibile tra strumenti nazionali e regionali, per garantire certezza e omogeneità nelle risposte concrete date alle comunità colpite, valorizzando allo stesso tempo l’apporto indispensabile del volontariato organizzato e del sistema pubblico di Protezione Civile”. Le misure più significative in discussione : “puntare di più sulla prevenzione ci permetterà di superare la logica delle continue emergenze in cui i territori più fragili caratterizzati da una particolare frequenza di eventi calamitosi hanno vissuto gli ultimi anni. A questo si deve aggiungere la certezza delle risorse per la ricostruzione e dei tempi di intervento del sistema pubblico”.

 

04/12/2014 - 17:26

La norma transitoria che impone l’applicazione della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) a tutti i progetti per ogni singolo caso è stata necessaria per adeguare la legislazione italiana alla europea, a seguito delle procedure di infrazioni contestate dalla Ue al nostro Paese. Tuttavia, amministrazioni e privati hanno a disposizione la Guida della Commissione europea che fornisce indirizzi operativi e facilita la valutazione delle opere e dà l’opportunità di decidere, nella legittimità, di non sottoporre alla Via progetti con scarso o nessun impatto sull’ambiente. È questo il contenuto della risposta del ministro Galletti all’interrogazione della deputata Pd  Raffaella Mariani (commissione Ambiente), dello  scorso settembre, seguita alla richiesta di molti soggetti istituzionali (Province e Regioni) e produttivi di avere chiarimenti sull’applicazione della procedura di Via ai progetti varati dalle pubbliche amministrazioni e dalle realtà private. “Il ministro – ha dichiarato Mariani - ha inoltre rassicurato che a breve sarà emanato il decreto per fissare i nuovi criteri d’esenzione. Attualmente, però,  per i progetti dove sussista il dubbio di un reale impatto ambientale sarà sufficiente un esame preliminare, con questionari o checklist e sul risultato si potrà decidere di sottoporre o meno i progetti alla Via. Sarà così possibile evitare il paventato abbandono di progetti da parte di quegli  imprenditori scoraggiati dal rischio di  doversi sottoporre a lunghe e onerose procedure ambientali per qualsiasi iniziativa. E si darà così nuovo respiro a chi vuole mandare avanti la nostra economia e aiutare il paese ad uscire dalla crisi”.

 

27/11/2014 - 14:26

Un gruppo di parlamentari, tra cui il deputato Enrico Borghi (Pd), Presidente dell’Intergruppo per lo sviluppo della montagna, i deputati Pd Roger De Menech e Raffaella Mariani (Pd) alla Camera, e il Sen. Mauro Del Barba (Pd) al Senato, hanno avviato un’azione parlamentare nei confronti dell’annunciato decreto che rivede i criteri di esenzione IMU per i terreni agricoli ricadenti in area montana, fino ad oggi totalmente esclusi dal tributo in considerazione di particolari condizioni orografiche, tra cui ad esempio il fatto di essere irraggiungibili per gran parte dell’anno a causa del gelo e delle precipitazioni.

Spiega Borghi: “Bisogna considerare i costi maggiori delle produzioni di beni alimentari rispetto a quelle di pianura e il fatto che i proprietari di appezzamenti di terreno posti in aree montane sono spesso a proprie spese in prima linea nella salvaguardia dall’ambiente e nell’azione contro il rischio idrogeologico e gli incendi boschivi. Il decreto-legge n. 66 del 20 14 convertito con modificazioni dalla legge n.89 del 2014 ha disposto una revisione del regime di esenzione dall'IMU per i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina. In particolare, ha previsto che, con decreto di natura non regolamentare del ministro dell'Economia e delle Finanze, di concerto con il ministro delle Politiche agricole e forestali e il ministro dell'Interno, siano rideterminati i comuni nei quali si applica la prevista esenzione IMU sulla base dell'altitudine riportata nell'elenco dei comuni italiani predisposto dall'Istat. Nell’interpretazione data dal MEF ciò determinerebbe una suddivisione in tre fasce altimetriche con esenzione totale solo per i terreni che risiedono nei Comuni con altitudine superiore ai 600 metri, esenzione parziale per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali proprietari di terreni in Comuni con altitudine compresa fra 281 e 600 metri, e nessuna agevolazione per tutti gli altri, chiamati a pagare regolarmente l’imposta.

“E’ un provvedimento sbagliato – prosegue il Presidente Borghi – che non tiene conto della realtà dei fatti. La classificazione Istat assume il dato dell’altitudine dalla posizione della sede del municipio, spesso costruito a fondovalle e pertanto non realistica rispetto al resto dell’estensione comunale, e non considera in alcun modo il parametro del dislivello. In questo modo si crea una disparita’ di trattamento tra i comuni che risiedono in area montana e i cui residenti affrontano le medesime difficolta’. Il criterio adottato fino ad oggi per classificare i territori montani si rifaceva a quanto previsto dalla legge del 1992 (n.991) (Provvedimenti agevolati in favore dei territori montani), che individuava come montani i ‘comuni situati per almeno l'80 per cento della loro superficie al di sopra di 600 metri di altitudine sul livello del mare e quelli nei quali il dislivello tra la quota altimetrica inferiore e la superiore del territorio comunale non è minore di 600 metri’. Questo consentiva pertanto una più puntuale valutazione delle condizioni di ciascun comune ai fini dell'esenzione IMU per i territori agricoli in area montana. Non si può decidere in maniera così rigida e arbitraria chi è dentro e chi è fuori, attuando una ennesima classificazione montana discrezionale e confusa. Il Governo si ravveda su un provvedimento che si rivelerebbe discriminante per i nostri territori”.

 

16/10/2014 - 19:26

Presentata una interrogazione in commissione ambiente

“Chiediamo al ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, di emanare il decreto che disciplina le percentuali di rimodulazione degli incentivi per l’installazione di impianti fotovoltaici di potenza superiore a 200 KW e che doveva essere varato entro il 1° ottobre, come stabilito dal decreto Competitività”. Lo dicono Alessandro Bratti e Raffaella Mariani, deputati del Partito Democratico e membri in commissione Ambiente.

“Il ministro Guidi – proseguono Mariani e Bratti -, indichi una data precisa in cui verrà emesso il provvedimento atteso da due settimane. Sempre il decreto competitività prevede che i proprietari degli impianti possano scegliere la modalità di rimodulazione degli incentivi tra tre alternative, e che avrebbero dovuto comunicare la modalità scelta entro il 30 novembre, scadenza che non potrà essere rispettata a causa del ritardo del decreto ‘spalma incentivi’. Date le circostanze, è necessario prorogare il termine del 30 novembre di almeno tanti giorni quanti saranno quelli di ritardo accumulato dalla mancata adozione del provvedimento, così da tutelare i produttori, garantendogli un tempo sufficiente per valutare quale opzione sia la più idonea, o meglio la meno pregiudizievole per ciascun impianto”.

 

16/10/2014 - 13:51

“La vicinanza alle famiglie delle vittime e a quanti sono stati colpiti dai recenti eventi alluvionali in Piemonte, Toscana, Friuli Venezia Giulia e Liguria si deve tradurre in impegno concreto e rapido per invertire la rotta in materia di ambiente e prevenzione del rischio idrogeologico. Sono necessarie azioni concrete; basta con i conflitti tra istituzioni e privati che allungano i tempi di lavori non più rinviabili. A noi tocca dare seguito agli impegni presi dal governo: dobbiamo essere più vicini agli Enti locali che hanno affrontato da soli la fase della prima emergenza con le proprie risorse. I fondi strutturali e pluriennali per il rischio idraulico e quelli che dalla Protezione civile si indirizzano come risarcimento a cittadini e imprese devono essere sbloccati e per questo ci appelliamo al governo. Il ministro Galletti si impegni affinché la legge sul consumo del suolo venga approvata celermente con il definitivo via libera dei pareri da parte del governo e completi la strategia di adattamento ai cambiamenti climatici”.

Lo ha detto Raffaella Mariani, capogruppo Pd in commissione Ambiente durante l’informativa del governo sui recenti eventi alluvionali.

 

13/10/2014 - 19:53

“Contrariamente alle false voci diffuse dal M5S, il Decreto Sblocca-Italia non contiene nessuna privatizzazione del servizio idrico”. Lo sostengono i deputati democratici Alessandro Bratti e Raffaella Mariani i quali spiegano: “con l’articolo 7 del Decreto, che riguarda la gestione del servizio idrico integrato, il governo chiede invece una interpretazione della unicità della gestione, con l’intenzione di ridurre le numerosissime partecipate esistenti nei territori omogenei ai distretti idrografici. La scelta va nella direzione di favorire una dimensione ottimale sotto il controllo e la programmazione degli Enti di governo dell’ambito, nei quali è prevista l’obbligatorietà della partecipazione degli Enti locali competenti in materia di gestione delle risorse idriche.  La disciplina prevede che l’Ente d’ambito deliberi la forma di gestione e le modalità di affidamento del servizio nel rispetto della normativa nazionale ed europea; attribuisce all’Autorità per energia elettrica, gas e acqua la competenza a predisporre convenzioni tipo che regolano il rapporto tra Ente d’ambito e gestore. Abbiamo sempre auspicato una partecipazione più incisiva delle amministrazioni pubbliche locali ed allo stesso tempo una capacità di investire nel recupero del gap relativo alla costruzione delle infrastrutture del servizio idrico integrato più significativa anche per rispondere alle sanzioni correlate alle infrazioni comunitarie.  Sostenere che questo articolo conduca alla negazione del dettato referendario è sbagliato e costituisce una mistificazione della reale volontà del provvedimento. Il gruppo del Pd – concludono - coerentemente all’impegno sostenuto durante il referendum intende sottolineare  l’accresciuto peso degli Enti Pubblici locali nella programmazione e gestione del servizio idrico integrato, ruolo sempre auspicato anche in relazione alle differenti dimensioni delle autonomie locali”. 

 

14/07/2014 - 12:33

Convegno promosso dal Gruppo Pd Camera, Commissioni Ambiente e Giustizia

Sala della Regina. Camera dei deputati – oggi lunedì 14 luglio 2014, ore 14.00 – 20.00.

Diretta web dal sito della Camera

Nonostante le numerose autorità di controllo e un consistente corpus normativo (tra codice e regolamento circa 600 articoli) che ha superato il vaglio di conformità al diritto comunitario, cronicamente gli appalti sono occasione di commissione di gravi illeciti penali. 

Ne discutono in un convegno promosso dal Gruppo Pd della Camera che si terrà oggi, lunedì 14 luglio, dalle ore 14,00 alle ore 20,00 presso la Sala della Regina di Montecitorio, numerosi esperti coordinati da Donatella Ferranti e Ermete Realacci, presidenti delle commissioni Giustizia e Ambiente della Camera, Raffaella Mariani, deputata della Commissione Ambiente. Interventi dei Ministri della Semplificazione e PA, Marianna Madia, e della Giustizia, Andrea Orlando, del Viceministro alle Infrastrutture e trasporti, Riccardo Nencini, del presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone. Sarà possibile seguire i lavori del convegno sul sito web della camera dei Deputati.

 

11/07/2014 - 15:34

Convegno promosso dal Gruppo Pd Camera, Commissioni Ambiente e Giustizia

Sala della Regina. Camera dei deputati – lunedì 14 luglio 2014, ore 14.00 – 20.00.

Diretta web dal sito della Camera

Nonostante le numerose autorità di controllo e un consistente corpus normativo (tra codice e regolamento circa 600 articoli) che ha superato il vaglio di conformità al diritto comunitario, cronicamente gli appalti sono occasione di commissione di gravi illeciti penali.

Ne discutono in un convegno promosso dal Gruppo Pd della Camera che si terrà lunedì 14 luglio, dalle ore 14,00 alle ore 20,00 presso la Sala della Regina di Montecitorio, numerosi esperti coordinati da Donatella Ferranti e Ermete Realacci, presidenti delle commissioni Giustizia e Ambiente della Camera, Raffaella Mariani, deputata della Commissione Ambiente. Interventi dei Ministri della Semplificazione e PA, Marianna Madia, e della Giustizia, Andrea Orlando, del Viceministro alle Infrastrutture e trasporti, Riccardo Nencini, del presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone. Sarà possibile seguire i lavori del convegno attraverso il sito web della camera dei deputati.

 

09/07/2014 - 12:28

Convegno promosso dal Gruppo Pd Camera, Commissioni Ambiente e Giustizia

Sala della Regina. Camera dei deputati – lunedì 14 luglio 2014, ore 14.00 – 20.00

Nonostante le numerose autorità di controllo e un consistente corpus normativo (tra codice e regolamento circa 600 articoli) che ha superato il vaglio di conformità al diritto comunitario, cronicamente gli appalti sono occasione di commissione di gravi illeciti penali.

Ne discutono in un convegno promosso dal Gruppo Pd della Camera che si terrà lunedì 14 luglio, dalle ore 14,00 alle ore 20,00 presso la Sala della Regina di Montecitorio, numerosi esperti coordinati da Donatella Ferranti e Ermete Realacci, presidenti delle commissioni Giustizia e Ambiente della Camera, Raffaella Mariani, deputata della Commissione Ambiente. Interventi dei Ministri della Semplificazione e PA, Marianna Madia, e della Giustizia, Andrea Orlando, del Viceministro alle Infrastrutture e trasporti, Riccardo Nencini, del presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone.

 

18/06/2014 - 01:00

L’audizione di Cantone è stata utile per il lavoro che dovrà fare il Parlamento

“L’audizione del presidente Anac, Raffaele Cantone, sulla revisione della normativa degli appalti pubblici e delle concessioni in vista del recepimento delle nuove direttive europee è stata molto utile. Le osservazioni in merito alle tematiche di grande attualità, come il Mose e l’Expo, ma più in generale sulle modifiche da apportare alla normative dei contratti pubblici divenute di fatto inapplicabile, sono molto utili per il lavoro che il Parlamento dovrà fare con celerità affinché trasparenza, efficacia e riduzione dei costi divengano le parole d’ordine della nuova normativa. Le prime scelte del governo Renzi in merito all’allargamento dei potere dell’Anac e a ulteriori correzioni del codice sono molto positive. È nostro interesse far crescere in qualità la pubblica amministrazione, rivedere il sistema di qualificazione delle imprese (Soa) e non interrompere le opere in corso ma, come ha detto Cantone, fare in modo che nessuno tragga profitto dai propri reati. Le parole d’ordine per i prossimi giorni saranno maggiori controlli, semplificazione e trasparenza”.

Lo ha detto Raffaella Mariani, componente della commissione Ambiente, commentando l’audizione del presidente Anac, Raffaele Catone, in commissione.

 

12/06/2014 - 01:00

Ministero stanzia 220 milioni di euro

“L'annuncio del vice Ministro Nencini della destinazione di 220 milioni da parte del Ministero delle Infrastrutture al potenziamento della tratta ferroviaria Firenze-Pistoia-Lucca-Viareggio apre grandi prospettive al sistema della mobilità in Toscana, rappresenta una svolta storica per la Regione e consegna finalmente alle province dell'area settentrionale l'opportunità di un ammodernamento sostanziale del sistema di trasporto”. Lo dice la deputata Pd Raffaella Mariani.

“La cifra – continua la parlamentare –, inclusa nel Decreto Unico all’approvazione del Consiglio dei Ministri di domani, copre più della metà del costo complessivo dell’opera, 430 milioni, mentre i restanti 210 dovranno essere reperiti in parte dalla Regione Toscana anche attraverso l'utilizzo di fondi comunitari. Grazie alla collaborazione tra i diversi livelli istituzionali si è raggiunto un obiettivo che permetterà di realizzare un investimento fondamentale per la mobilità toscana, adeguando definitivamente il collegamento con il capoluogo. Voglio esprimere la mia soddisfazione per questa risposta decisiva nei confronti delle esigenze dei cittadini e delle imprese che consentirà di costruire un sistema di trasporto realmente sostenibile, da integrare adeguatamente con quello su gomma”.

“Con questo risultato - conclude Mariani - giunge a compimento anche il lavoro svolto con tenacia dai sindaci delle aree interessate, in particolare quelli di Lucca e Pistoia, che in questi mesi hanno posto con forza la questione delle difficili condizioni della tratta ferroviaria, organizzando tra l’altro iniziative di sensibilizzazione di concerto con la Regione. Al vice Ministro Nencini ed a tutto il Governo un grazie sentito per l’attenzione nei confronti della nostra terra; alla Regione e ai sindaci il sincero plauso per l’impegno dimostrato e per aver riportato all'ordine del giorno un tema dibattuto per anni”.

16/05/2014 - 19:20

“Dopo anni di crisi delle politiche abitative questo decreto segna una positiva inversione di tendenza, la dimostrazione  della volontà di affrontare in maniera organica il fenomeno grave dell’emergenza casa”. Lo ha dichiarato la deputata Pd Raffaella Mariani, relatrice del dl casa.

 

Mariani spiega i passaggi più importanti del provvedimento: l’aumento di 100 milioni di euro al Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione e di 225,92 milioni di euro al Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli; il finanziamento di iniziative comunali e regionali; l’aggiunta della costituzione di fondi di garanzia; disposizioni per accelerare da un lato il processo di definizione delle nuove regole di alienazione delle “case popolari” dall’altro per concedere contributi per l’acquisto di tali alloggi; l’istituzione di un Fondo per la concessione di contributi in conto interessi sui finanziamenti per l’acquisto degli alloggi di proprietà degli IACP; un Programma di recupero di immobili e alloggi di edilizia residenziale pubblica;  una disciplina per impedire che chi occupi abusivamente un immobile possa chiedere la residenza o servizi.

“Vanno sottolineate inoltre - prosegue Mariani - le misure che dispongono che i redditi derivanti  dalla locazione di alloggi sociali di nuove costruzioni, o per i quali siano realizzati interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, non concorrono alla formazione del reddito d'impresa ai fini delle imposte sui redditi, nè alla formazione del reddito ai fini IRAP nella misura del 40 %; le agevolazioni fiscali per il triennio 2014-2016 per i conduttori di alloggi sociali adibiti ad abitazione principale, che per le modifiche del Senato interverranno sulla disciplina delle detrazioni IRPEF spettanti per le ristrutturazioni edilizie, ed ancora che un articolo stabilisce l’applicazione, per il quadriennio 2014-2017, di un’aliquota ridotta al 10% (in luogo del 15%) per la cosiddetta “cedolare secca” per i contratti a canone concordato stipulati nei maggiori comuni italiani”.

“Spetta a tutti noi – conclude Mariani – sentire la responsabilità , soprattutto in un momento come questo di assegnare al Parlamento il ruolo centrale che gli compete anche nella revisione efficace di norme che riconducano alla chiarezza, alla trasparenza e alla tutela della concorrenza l’intero sistema degli appalti pubblici e sono certa che di tale impegno sapremo farci carico ”.

 

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