21/11/2017 - 10:39

Oggi martedì 21 novembre alle 16 presso la sala stampa della Camera dei Deputati si terrà una conferenza stampa in occasione della Giornata Nazionale della sicurezza nelle scuole del 22 novembre.

Parteciperanno i familiari delle vittime della tragedia di San Giuliano di Puglia e del Darwin di Rivoli testimoni diretti della necessità di rafforzare la sicurezza degli edifici scolastici.
I deputati Umberto D'Ottavio e Davide Mattiello, promotori dell'incontro, faranno il punto sulle iniziative locali e nazionali in tema di sicurezza e presenteranno le  proposte del Partito Democratico in tema di edilizia scolastica.

10/11/2017 - 17:11

“I deputati 5 Stelle insistono nella loro denuncia sui rischi di uno ‘smantellamento’ (addirittura!) del 41 bis, il carcere duro per i mafiosi. Se fosse vero, il Pd sarebbe già intervenuto per contrastarli. Ma la polemica è davvero inutile, abbiamo già ascoltato il Dap sulla circolare del 2 ottobre 2017, intervenuta a regolamentare in modo omogeneo il circuito detentivo speciale per garantire uniformità nelle modalità esecutive di detenzione ed evitare disomogeneità e contestazioni strumentali, quelle si potenzialmente destabilizzanti. Su alcune questioni, ad esempio i rapporti legati all'affettività con i figli minori degli anni 12, si tratta di affermare una corretta applicazione  della norma che verrà comunque attentamente monitorata, col preciso intento di salvaguardare il fondamentale diritto del minore a non essere utilizzato in attività criminali. Così come saranno monitorate le questioni legate al rapporto con i legali e con il Garante nazionale per i detenuti. Il Ministro Orlando, d'altra parte, ha dato ampia prova di lavorare perché tutti gli organici siano adeguati alle esigenze reali e questo vale anche per il GOM. La lezione di Falcone ci è ben chiara: il 41 bis deve servire a ciò per cui è stato pensato, ovvero impedire le comunicazioni con l'esterno dei boss mafiosi, non è, e non si deve trasformare, in una pena aggiuntiva, inutilmente afflittiva”. Così Davide Mattiello, deputato del Pd. 

23/10/2017 - 16:29

“La Cassazione ribadisce che il cosiddetto reato di concorso esterno in associazione mafiosa altro non è che il combinato tra gli articolo 110 e 416 bis del codice penale: non un reato inventato dalla giurisprudenza quindi, cosa che sarebbe impossibile per l'ordinamento italiano, ma un reato come tutti gli altri scritto nel Codice Penale. Peccato che questa chiarezza sia mancata alla CEDU nel trattare la vicenda Contrada: ci saremmo risparmiati volentieri il grottesco sforzo di riabilitazione a cui abbiamo assistito. Ma la Cassazione specifica pure che la gravità del reato commesso da Dell'Utri, esclude la possibilità di accedere al beneficio della liberazione anticipata, a conferma del fatto che anche con le più recenti riforme approvate dal Parlamento è stato ribadito il doppio binario. Una sentenza importante che vale come segnale per quegli altri sodali dei mafiosi che ancora sperano in un colpo di spugna dalle corti europee”.
Così Davide Mattiello, deputato Pd, componente della Commissione Antimafia.
 

11/09/2017 - 18:31

“L’evacuazione e la riqualificazione delle palazzine Ex-Moi di Torino rappresentano un obiettivo necessario per far rispettare la legalità e la sicurezza pubblica. L’incontro che abbiamo avuto oggi con il Prefetto e il Project Management, indicato dal Protocollo d’Intesa tra Istituzioni e Compagnia di San Paolo, testimonia l’ampia volontà del Ministero dell’Interno e degli enti territoriali di risolvere il problema. Il governo ha infatti stanziato allo scopo 1,5 milioni di euro. E’ necessario che questa iniziativa riesca dove fino ad ora hanno fallito il M5s e la sindaca Chiara Appendino che, dopo le promesse elettorali, stanno posticipando la soluzione di una situazione per i cittadini ormai insostenibile”.

Così in una nota congiunta i parlamentari Pd Silvia Fregolent, Stefano Lepri, Paola Bragantini, Mauro Marino e Davide Mattiello.

18/08/2016 - 16:11

"Il prefetto Morcone centra un punto, ma aspettiamo ancora la relazione sull'accoglienza primaria. L'Italia sta facendo un grande sforzo a tutti i livelli per gestire con umanita' e sicurezza il fenomeno migratorio e di questo sforzo il prefetto Morcone e' uno degli artefici". Lo sottolinea in una nota Davide Mattiello, componente del Pd delle Commissioni Giustizie e Antimafia.

"Le giornate di chi e' legittimamente sul nostro territorio devono quanto prima coniugarsi con il lavoro, senza che questo costituisca una minaccia per gli italiani: basterebbe considerare - ricorda Mattiello - l'esperienza consolidata del Comune di Riace, condotta dal Sindaco Mimmo Lucano per averne una chiara conferma. A Riace la gestione intelligente dello Sprar fa si che formazione professionale, lavoro per i migranti accolti e lavoro per gli italiani si moltiplichino l'un con l'altro: non e' facile, ma volendo, si puo'. Ma dice bene il prefetto Morcone anche quando afferma che 'dove c'e' il formaggio arrivano i topi', ovvero personaggi spregiudicati che vedono nel migrante soltanto una occasione di speculazione economica, quando non di vero e proprio sfruttamento. Per questo il Parlamento approvo', su mia proposta, una norma nell'ottobre del 2014 per rendere obbligatoria da parte del Min Interno una relazione annuale sul sistema di accoglienza primario". "Questa relazione - ricorda il parlamentare dem - che dovrebbe essere pronta entro il 30 di giugno, serve a rendere trasparente e quindi verificabile il sistema: chi sono i soggetti che fanno accoglienza, con quali strutture, offrendo quali servizi e quanti soldi prendono. La ragione della relazione e' evidente: la trasparenza e' un potente deterrente per i 'topi' e previene la formazione di rendite di posizione, buone magari quando si deve andare a votare. Purtroppo ad oggi - conclude Mattiello - la relazione non c'e'".

09/11/2015 - 17:00

La Riforma nasce dalla mobilitazione popolare, auspicio è la massima convergenza

 “La Riforma del Codice Antimafia nasce dalla forza culturale delle grandi organizzazioni che si battono per la legalità, arricchita dal contributo di un lungo dibattito all’interno delle commissioni Antimafia e Giustizia: consentirà di fare una lotta di sistema alle organizzazioni criminali che verranno colpite al cuore, cioè nelle loro ricchezze illecite. Il nostro auspicio è che il parlamento possa licenziare questa legge con il più vasto consenso, così saranno onorati gli sforzi di chi fa ogni giorno una battaglia onesta e generosa per la legalità”. Lo ha detto Davide Mattiello, relatore del nuovo Codice antimafia, illustrando oggi alla Camera il contenuto del provvedimento atteso da tempo. Mattiello ha sottolineato “la delicatezza e la complessità della materia che si propone un fine importantissimo: dare organicità alla normativa antimafia che avrà così la capacità di un contrasto di ‘sistema’ ai boss, superando gli interventi frammentati e varie criticità. La legge amplia i soggetti attivi e passivi, tutela i terzi creditori, evita il fallimento delle aziende e tutela chi ci lavora: cioè colpisce chi fa gli illeciti e salvaguarda le attività che possono e devono continuare a stare nei territori: solo così lo Stato può vincere”.

24/09/2015 - 15:59

Pronta proposta di legge. Testimoni lavorino nei ministeri

"L'esposizione pubblica dei testimoni di giustizia è spesso frutto di esasperazione, non di insofferenza alle regole". A sostenerlo è il deputato Pd Davide Mattiello, che in commissione Antimafia coordina il gruppo di lavoro che si occupa di testimoni di giustizia, collaboratori e vittime di mafia e che risponde così indirettamente ad alcune dichiarazioni rilasciate dal direttore del Servizio Centrale di Protezione, Andrea Caridi.

"Da oltre 10 anni - spiega - mi occupo dei testimoni di giustizia, di molti conosco le famiglie, le sofferenze, le frustrazioni e spesso ho dovuto constatare che la sovra esposizione mediatica è stata una conseguenza necessitata dalle condizioni insopportabili in cui vivevano e non un capriccio per mettersi in mostra. C'è qualcosa di grave che non funziona a monte del sistema, se si da' per scontato che un cittadino onesto, soltanto per aver fatto il proprio dovere di denuncia, diventando con ciò una fonte di prova determinante in processo, debba diventare un assistito di Stato, visto che deve essere sradicato dalla sua terra, perdere casa, lavoro e affetti".

"Per questo - prosegue Mattiello - abbiamo lavorato ad una proposta di legge che riforma il sistema e che ora sta all'attenzione della Presidente della Commissione Antimafia Bindi. Le difficoltà burocratiche sugli inserimenti lavorativi sono purtroppo l'ultima conferma della farraginosità di questi meccanismi: parliamo di poche decine di persone, la gran parte siciliani, coperti anche economicamente dalla legge speciale siciliana: ma quanto ci vuole a sistemarli in modo dignitoso?".

Mattiello ricorda di aver da tempo avanzato ai ministri Alfano e Orlando una proposta concreta: vengano assunti anche all'interno dell'amministrazione centrale dello Stato, Ministeri, Prefetture e Tribunali, "piuttosto che stressare solo gli Enti Locali che hanno già enormi problemi sul personale".

16/09/2015 - 14:37

“L’Aula della Camera oggi ha confermato la decisione della commissione Giustizia di alzare le pene per il reato di scambio politico mafioso. Insieme al ministro Orlando, che si era esposto personalmente in Aula, ci eravamo impegnati a questa revisione che non avevamo attuato nell’ambito del voto del Ddl anti corruzione per evitare di bloccare quel provvedimento – che avrebbe dovuto avere una nuova lettura da parte del Senato. E’ importante che tutti, tranne Forza Italia, abbiamo votato sì, compreso il M5S che però non rinuncia a lamentarsi sollevando una polemica infondata”. Lo afferma Davide Mattiello, deputato Pd e già relatore della riforma del voto di scambio il quale spiega: “l’applicazione di questo delicato articolo è molto complessa ed è perciò consigliabile cautela su questo nodo. Diversamente da quanto sostengono i deputati 5S, la Cassazione a Sezioni Unite non si è mai pronunciata; esistono pronunce di singole Sezioni che però hanno espresso orientamenti diversi e tra loro contradditori; alcune sentenze di merito non definitive (ad esempio quella di secondo grado del processo Minotauro di Torino) hanno emesso sentenze sulla base dell’attuale formulazione del 416/ter, condannando personaggi politici. Infine, l’innalzamento delle pene votato oggi rispetta il fondamentale principio di proporzionalità più volte richiamato dalla Corte Costituzionale: dopo l’aumento del pene del 416/bis abbiamo potuto procedere a questo aggiustamento”. 

15/07/2015 - 12:14

"D'accordo con il generale Patrone, Capo del Corpo Forestale: accorpare, per valorizzare non per liquidare. Altrimenti faremmo un grande regalo alle mafie. Ieri sera abbiamo ascoltato il generale Patrone in Commissione Antimafia, il quale ha detto che se proprio bisogna semplificare l'organizzazione dei corpi di polizia, allora l'approdo più coerente per il Corpo Forestale è l'Arma dei Carabinieri. Affermazioni sostenute da due argomenti: la sintonia tra le funzioni già attualmente svolte da Forestale e Arma, pensando al NOE, e la presenza capillare in tutto il territorio nazionale delle caserme dell'Arma. Condivido e apprezzo il ragionamento del generale Patrone. Ma, come ha sottolineato il generale Patrone, dobbiamo vigilare tutti affinché effettivamente questa strada sia una occasione per fare tesoro della straordinaria capacità di intervento della Forestale in uno dei settori maggiormente appetibile per le mafie e per le organizzazioni criminali internazionali, che va dal traffico illegale dei rifiuti, fino al traffico internazionale di prodotti alimentari falsificati, un business che vale miliardi di euro e per il quale si combatte una vera e propria guerra, senza esclusione di colpi. In questa prospettiva è di conforto che proprio in questi giorni a capo del NOE dell'Arma sia arrivato il generale Sergio Pascali, già direttore del Servizio Centrale di Protezione, dove ha dato ulteriore e chiara prova di sensibilità nel gestire un corpo interforze, sapendo valorizzare le caratteristiche di ciascuna componente"
 

12/02/2015 - 12:40

Commissione Antimafia presenterà proposta di legge di riforma complessiva

La Commissione Centrale presieduta dal Vice Ministro Bubbico con la deliberazione assunta ieri ha fatto un altro passo avanti nella direzione giusta. E' stata definita infatti la documentazione necessaria per l'assunzione nella Pubblica Amministrazione dei Testimoni di Giustizia siciliani, nell'ambito della più ampia regolamentazione nazionale. La possibilità per i testimoni di giustizia di essere assunti nella PA è prevista da una nuova normativa dell'Ottobre del 2013, che è stata regolamentata attraverso un decreto attuativo firmato dai Ministri Alfano e Madia e pubblicato in Gazzetta la scorsa settimana, il 6 Febbraio. La Regione Sicilia aveva approntato una legge regionale con le stesse finalità, ma con uno strumento specifico: una voce di spesa in bilancio dedicata, per assumere i Testimoni di origine siciliana anche in esubero. Per consentire alla Regione Sicilia di procedere alle assunzioni dirette, nominative, era necessario che la Commissione Centrale presso il Viminale, definisse e trasmettesse la documentazione riservata relativa ai testimoni siciliani: cosa che sta avvenendo in queste ore.
“Questo risultato è un grande sollievo per tutti”. Sottolineano la Presidente della Commissione Antimafia, on. Rosy Bindi, e il Coordinatore del V Comitato, on. Davide Mattiello, che nella giornata di martedì avevano incontrato una delegazione dell'Associazione nazionale Testimoni di Giustizia composta da Ignazio Cutrò, Giuseppe Carini e Piera Aiello, ai quali avevano assicurato il loro sostegno.
“Ora si tratta di procedere: auspichiamo che i contratti con la Regione Sicilia vengano firmati entro la prossima settimana e che la ricognizione dei posti disponibili su base nazionale per i testimoni non siciliani, venga conclusa al più presto dal Servizio Centrale.

Da parte della Commissione Antimafia l'impegno è quello di presentare al più presto la proposta di legge di riforma complessiva della materia, alla quale stiamo lavorando da settimane, sulla scorta della relazione approvata all'unanimità in ottobre”.

 

10/11/2014 - 17:19

“Questa mattina ero in udienza a Siracusa al fianco di Marco Montoneri, testimone di giustizia, imprenditore che ha denunciato l'estorsione mafiosa. I Testimoni di giustizia sono cittadini onesti, spesso imprenditori che rivendicano il diritto di vivere e lavorare liberi dalla mafia, con uno Stato capace di proteggerli e sostenerli. Per ribadire tutto ciò, ho deciso di accompagnare in udienza Marco Montoneri, insieme ad Ignazio Cutrò, presidente dell'Associazione Nazionale Testimoni e a Bruno Piazzese, storico imprenditore e testimone siracusano, tra i primi a raccogliere il racconto di Montoneri. C'è ancora molto lavoro da fare per rendere il sistema tutorio speciale a misura di testimone: per esempio privilegiando senz'altro l'incidente probatorio e la video conferenza per ridurre al massimo l'esposizione del Testimone nel dibattimento processuale, che spesso si svolge nella medesima città in cui il testimone ha fatto le denunce, proprio come nel caso di Montonero, che infatti dovrà tornare già la prossima settimana in udienza a Siracusa. Ci aspettiamo che questa settimana sia un giro di boa: il protocollo tra Ministero dell'interno e Regione Sicilia, così come il decreto attuativo per l'assunzione nella PA dei Testimoni di Giustizia nel resto d'Italia, sono pronti per essere pubblicati. Non ci possono essere altri ritardi'.

Così Davide Mattiello, deputato del Pd e componente della commissione Antimafia.

 

08/10/2014 - 16:29

“La Commissione Giustizia della Camera ha votato a larga maggioranza il testo base che riforma la normativa sulla gestione delle aziende sequestrate alla mafia”. Ne da notizia il relatore per la maggioranza Davide Mattiello”.

 “Si tratta di un importante passo avanti nella direzione di una riforma complessiva”, sottolinea Mattiello.

 

03/10/2014 - 13:36

"Sull'Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati ho presentato una interrogazione parlamentare al Ministro dell'Interno Alfano. La situazione è al collasso, negli ultimi mesi sono state fatte pochissime destinazioni, eppure i beni confiscati sono migliaia e tra questi centinaia di aziende: più passa il tempo, più si perde il valore degli immobili e soprattutto si bruciano posti di lavoro. Risulta che la paralisi dell'Agenzia sia dovuta anche alla mancata nomina dei nuovi membri del consiglio direttivo. Nomine che dipendono dai Ministri degli Interni, della Giustizia e dell'Economia. Come è possibile? Tutti a parole insistono sulla centralità dell'utilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie nella lotta contro il crimine organizzato. Ancora due giorni fa in un importante convegno svoltosi presso la Camera dei Deputati il sottosegretario Minniti ha usato parole forti per richiamare questo valore. A maggior ragione non si spiega come mai l'Agenzia venga lasciata in queste condizioni. Mi attendo fatti, ancor prima di risposte".

Così il deputato Davide Mattiello, componente della commissione Antimafia .

 

29/09/2014 - 12:56

“L’ultimo allarme per la vita di don Ciotti lanciato da varie procure ci inquieta. Ma ci sono cose precise e concrete che vanno fatte. Come avevamo già chiesto, ribadiamo con forza che la commissione Antimafia audisca al più presto il Ministro dell'Interno Alfano per capire quali dispositivi per la sicurezza di don Ciotti e di chi gli è più vicino siano stati presi; il sottosegretario con delega ai servizi segreti, Minniti, sugli eventuali collegamenti tra mafiosi ed altri ambienti; e il Procuratore nazionale antimafia, Roberti, per capire quali pezzi dell'organizzazione mafiosa si stiano muovendo. Inoltre, è ancora più urgente che vengano nominati i nuovi capi della Procura di Palermo e del DAP: ruoli nevralgici che non possono restare senza guida in questi frangenti.

Infine, il Parlamento approvi al più presto la riforma sui beni confiscati che è già incardinata in commissione Giustizia alla Camera. La rapida approvazione di questa riforma sarebbe il modo migliore per far capire a chiunque voglia la morte di don Ciotti che nessuno fermerà il cammino verso la sconfitta delle mafie e che l'aggressione ai patrimoni mafiosi e il loro utilizzo sociale è una convinzione condivisa da tutto il Parlamento”.

Lo dice Davide Mattiello, deputato del Pd componente della commissione bicamerale Antimafia

 

10/09/2014 - 18:42

“Oggi è stato depositato il testo base di riforma delle norme in materia di confisca dei beni alle mafie e siamo pronti a cominciarne la discussione. Il testo prevede, tra l'altro, il rafforzamento della procedura che porta dal sequestro alla destinazione, l'istituzione di un Fondo di rotazione per la ristrutturazione delle aziende confiscate, la possibilità che le aziende siano gestite dai lavoratori stessi in forma di cooperativa: proposte in sintonia con il 'Pacchetto Orlando'. Anche per questo auspichiamo che il testo Orlando sulla criminalità organizzata, che contiene le modifiche sui beni confiscati, venga assegnato quanto prima alla Camera, per razionalizzare l'iter e giungere al più presto ad un risultato soddisfacente”.

Lo rende noto Davide Mattiello, deputato del Pd e relatore per la maggioranza del nuovo testo. “Ho proposto a luglio di lavorare ad un testo base unificato che tenesse conto anche della elaborazione avvenuta in Commissione Antimafia e prima ancora nella Commissione Garofoli”, spiega Mattiello il quale sottolinea: “Troppo spesso la confisca delle aziende alla mafia si traduce nel fallimento dell'azienda: una vergogna. Passa infatti questo messaggio: con la mafia si lavora, con lo Stato si va a casa. La CGIL, insieme a Libera e ad Avviso Pubblico, ha raccolto centinaia di migliaia di firme a sostegno della proposta di legge 1138 che riforma questa materia, rendendo il procedimento più efficiente ed efficace. Spero che si possa arrivare presto a concludere l’iter legislativo e licenziare la legge”.

 

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