28/07/2014 - 18:12

L’introduzione del nuovo reato di depistaggio e inquinamento processuale rappresenta una presa d’atto doverosa e dolorosa: la democrazia nel nostro Paese, infatti, è stata ed è ancora oggi avvelenata da chi ostacola la ricerca della verità”. Lo ha detto a Montecitorio Davide Mattiello, deputato Pd della commissione Giustizia, intervenendo nella discussione generale della proposta di legge che introduce nel codice penale la fattispecie del reato di depistaggio. “Quando si arriva a dover intervenire attraverso la sanzione penale di una condotta tanto radicata e diffusa come quella della quale si sta occupando oggi il parlamento – ha detto Mattiello - con ciò stesso si denuncia una grave deficienza democratica. Il depistaggio, in effetti, è la sintesi del rapporto deviato che ha avuto lo Stato con la mafia e le altre organizzazioni criminali. Per questo sanzionare in maniera specifica e severa la condotta di chi impedisce, ostacola, svia indagini e processo penale, e farlo in maniera tanto più grave se l’autore della condotta è un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio, è un atto dovuto alle innumerevoli vittime di questa forma subdola di violenza. Queste condotte, infatti, sono particolarmente odiose perché sabotano il rapporto fondamentale che tiene insieme uno Stato: il rapporto di fiducia tra cittadino e Istituzioni, colpiscono il rapporto fiduciario proprio nel momento di massima fragilità del cittadino, quando cioè il cittadino è esposto al bisogno, alla paura, al pericolo, all’angoscia e si appoggia allo Stato, vi si affida, come farebbe il malato con il medico. Sono condotte che avvelenano l’intera convivenza civile e dunque facciamo bene a colpirle. Per questo il reato di depistaggio – conclude Mattiello - deve essere introdotto nel nostro Codice penale”.

 

24/07/2014 - 13:04

“La crisi economica impone a tutti sacrifici e la politica, troppo spesso avida e corrotta, deve assumersi una quota straordinaria di questo onere. Pena la perdita completa di credibilità.

Di questo sono convinto e appartengo al novero di quei parlamentari che hanno fanno scelte collettive ed individuali concrete per testimoniare questa volontà.

Tuttavia avverto un rischio: a forza di tagliare, più che eliminare gli sprechi, si mina alle fondamenta la stessa democrazia rappresentativa e segnatamente il principio di uguaglianza, che si traduce anche nella possibilità per ogni cittadino di concorrere all'attività politica del Paese, in condizioni di parità. Senza cioè che le ricchezze private creino di fatto discriminazioni insuperabili tra politico e politico.

Chiudere la mensa, chiudere gli uffici assegnati ai parlamentari, mortificare il funzionariato parlamentare, che in larghissima parte è composto di personale altamente qualificato, motivato e di sicura lealtà istituzionale, è pericoloso per la democrazia. Cosa capiterà? Che il parlamentare appoggiato da lobby danarose potrà fare a meno di tutto ciò, contando su Fondazioni private, centri studi, uffici e ristoranti, viceversa il parlamentare sprovvisto di queste alleanze farà sempre più fatica a lavorare con efficacia. Le riforme che stiamo complessivamente approntando devono tutte e in ogni parte fare salvo il principio dell'art. 1 della Costituzione: la sovranità appartiene al popolo, non ai ricchi".

Lo dice Davide Mattiello, deputato del Pd della commissione Giustizia.

 

22/07/2014 - 12:56

“Tre anni fa la strage di Utoya: giovani martiri del sogno europeo. In 69 persero la vita e almeno altri 60 rimasero feriti, colpiti dalla furia omicida di un estremista di destra, del quale non vale la pena ricordare il nome. Vale la pena invece rammentare che furono uccisi mentre stavano vivendo un campo di formazione sull'isola di Utoya, vicino ad Oslo, punto di riferimento da anni della gioventù laburista norvegese. Vale la pena tenere a mente che la 'colpa' di questi ragazzi fu quella di credere in un futuro di laicità, pluralismo, inclusione. Quel sogno universalista che vuole gli esseri umani appartenenti tutti alla medesima comunità, prima che a qualunque altro recinto nazionale, etnico, religioso. Quel sogno continuamente fatto a pezzi da chi, cercando a tutti i costi un nemico, trova il modo per dividere, confliggere, fare affari. Se Auschwitz ci spiega perché abbiamo fatto l'Europa, Utoya, come Srebrenica, come Lampedusa, come Kiev, ci spiegano perché dobbiamo farla meglio di così. La nostra generazione deve costruire gli Stati Uniti d'Europa”.

Lo dice Davide Mattiello, deputato Pd componente della commissione Giustizia.

 

21/07/2014 - 16:54

“Ho sottoscritto l'emendamento soppressivo dell’articolo 8 del ddl sugli Enti locali, proposto dalla Presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi, perché ritengo che su una materia così delicata sia meglio procedere in maniera organica e coraggiosa. L'art. 8 fa riferimento alla possibilità di destinare le aziende confiscate anche agli Enti Locali, perché si attivino progetti di utilità sociale. L'obiettivo è senz'altro condivisibile ma l'articolo 8 non affronta tre nodi fondamentali: l’inefficienza dell'Agenzia nazionale per la destinazione dei beni sequestrati e confiscati, il rapporto, attualmente squilibrato, con le norme fallimentari, le risorse economiche da mettere a salvaguardia di chi lavoro nelle aziende. Se venisse approvata la norma senza soluzioni a questi nodi, sarebbero alimentare altre illusioni, presto frustrate, e questo non possiamo permetterlo. La Commissione Antimafia sta lavorando ad un testo organico di riforma sui beni confiscati e la Commissione Giustizia, d'intesa con il Ministro Orlando, ha cominciato l'esame della proposta di legge di iniziativa popolare (CGIL, Libera, Avviso Pubblico) 1138 di riforma per le aziende confiscate: ci sono quindi occasioni concrete per cambiare. Meglio perciò sopprimere l'articolo ora, per lavorare al meglio ad un riforma organica in autunno".

Così Davide Mattiello, deputato Pd della commissione Antimafia.

 

17/07/2014 - 17:51

“La Commissione Centrale del Ministero dell'Interno sarà audita domani mattina dal V Comitato della Commissione Antimafia nell'ambito dell'inchiesta sulle condizioni di vita dei Testimoni di Giustizia, cioè quei cittadini offesi da reati o informati di reati che decidono di denunciare per contribuire a fare giustizia. Attualmente quelli sottoposti allo speciale programma di protezione sono circa 80: sono un tesoro per la nostra Repubblica, troppo spesso segnata dalla cultura dell'arrangiarsi e dell'indifferenza. La vita di queste persone è affidata allo Stato non soltanto sul piano della sicurezza, ma anche su quello dell'assistenza economica: frequentemente la scelta di testimoniare impone un radicale cambiamento di vita, anche di lasciare la casa, il lavoro e la rete sociale di riferimento. La normativa italiana è tra le più avanzate al mondo e il Servizio Centrale di Protezione e la Commissione Centrale sono strutture altamente qualificate e animate da dedizione e professionalità altissime, tuttavia esistono situazioni di sofferenza che dovremo analizzare durante l'audizione, per capire cosa si possa migliorare sia sul piano giuridico, sia sul piano delle prassi applicative. L'audizione di domani servirà anche a raccogliere il parere della Commissione Centrale sull'attesissimo decreto attuativo, che renderà operativa la recente previsione normativa sulla assunzione dei Testimoni nella Pubblica Amministrazione”.

Lo rende noto Davide Mattiello, coordinatore del V Comitato della Commissione Antimafia.

 

16/07/2014 - 14:51

“'I fuochi d'artificio per Don Cannizzaro e Crucitti hanno lo stesso sapore dell'inchino della Madonna ad Oppido Mamertino. La sentenza che ieri ha scatenato tanto entusiasmo non ha assolto Don Cannizzaro ma lo ha prosciolto perché è intervenuta la prescrizione.

La stessa sentenza ha condannato Crucitti a 4 anni: non è stato messo in carcere, ma soltanto perché si attende che la Cassazione si pronunci su un'altra condanna a 6 anni di reclusione. Che cosa c'è da festeggiare, allora?

La nostra vicinanza dobbiamo testimoniarla a chi ha sostenuto il peso di denunce difficili, che ha pagato con attentati e isolamento e che oggi è ancora più a rischio. Auspico che la DDA di Reggio Calabria e la Commissione Centrale prendano tempestivamente i provvedimenti più opportuni per assicurare protezione a chi oggi si trova più esposto. Auspico che il Governo faccia quel che deve per portare al più presto la Calabria a nuove elezioni regionali, con la speranza che possano essere un'occasione di rigenerazione profonda del rapporto tra Istituzioni e cittadini. La Calabria è il cuore dell'Italia”.

Lo ha dichiarato Davide Mattiello, componente commissione parlamentare Antimafia

 

14/07/2014 - 16:39

“Per le Forze dell'Ordine non serve l'impunità, ma democrazia e mezzi adeguati. Piena sintonia con il SILP-CGIL, oggi a Ferrara per discutere, a partire dal tema 'Quale idea di giustizia e quale modello di sicurezza'. Con noi, anche Patrizia Moretti, mamma di Federico Aldovrandi.

C’è stato apprezzamento da parte del SILP-CGIL del lavoro che stiamo facendo in Parlamento sul reato di Tortura e di Depistaggio, che serviranno anche a sanzionare i comportamenti più odiosi dei pubblici ufficiali. Ma accanto a queste nuove norme serve mettere mano alla riforma complessiva delle forze dell'ordine, privilegiando un modello unificato ad ordinamento civile e non militare.

Le Forze di Polizia devono avere capacità investigativa e capacità di comprensione del sociale, per lavorare sulla prevenzione prima ancora che sulla repressione. Devono per questo essere ben equipaggiate e meglio formate. Tutte cose che nulla hanno a che fare con l'impunità, difronte a condotte violente ai limiti dell'omicidio: lo Stato dimostra la propria riconoscenza nei confronti di chi opera nelle Forze di Polizia, non coprendo chi sbaglia, ma promuovendo le migliori condizioni di lavoro per tutti”. Così Davide Mattiello, commissione parlamentare Antimafia.

 

11/07/2014 - 11:39

"E stato costituito in Commissione Antimafia il tredicesimo Comitato dedicato a mafia, tratta degli esseri umani e sfruttamento dell’immigrazione. Ringrazio la presidente Bindi per la sensibilità dimostrata perchè questa decisione l’avevamo fortemente auspicata all’indomani della nostra visita a Latina quando incontrammo la comunità Sikh".

Lo ha detto Davide Mattiello, deputato Pd in commissione Antimafia.

 

10/07/2014 - 16:53

"I sequestri dei patrimoni mafiosi funzionano, le destinazioni no: uno spreco inaccettabile. La DIA, cui va il nostro plauso, soltanto dall'inizio di questo anno ha proposto e ottenuto sequestri per un valore di oltre 2 miliardi di euro, un dato impressionante che dà la misura delle ricchezze accumulate dalle mafie nel nostro Paese, ma anche dell'efficacia del lavoro di aggressione a questi stessi patrimoni illeciti da parte delle FFOO e della magistratura.

L'altra faccia della medaglia è il cattivo funzionamento della Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati, che dovrebbe destinare i beni confiscati definitivamente, dando priorità al loro utilizzo sociale, come previsto dalla 109 del '96.

Il Parlamento può fare la propria parte accelerando l'iter della proposta di legge 1138 che punta a rafforzare gli strumenti a sostegno delle aziende confiscate e che potrebbe contenere norme per il potenziamento dell'Agenzia Nazionale. Ma intanto ci aspettiamo un cambio di passo dal nuovo direttore dell'Agenzia, Prefetto Postiglione, ieri sentito nuovamente dalla Commissione Antimafia. Al Prefetto assicuriamo il massimo dell'attenzione."

Lo ha dichiarato il deputato Pd Davide Mattiello, componente commissione parlamentare Antimafia

 

09/07/2014 - 17:12

“Il giudice Carlo Alemi venga subito convocato dalla Commissione Antimafia. Oggi su IL MATTINO è uscita una intervista al giudice in pensione Carlo Alemi il quale farebbe esplicito riferimento alle pesanti interferenze dei servizi italiani volti a pilotare la collaborazione con la giustizia di alcuni detenuti eccellenti, come Cutolo.È uno dei problemi più delicati e meno esplorati quello del rapporto tra servizi segreti, amministrazione carceraria e detenuti 'speciali', rapporto che avrebbe segnato alcune delle vicende più drammatiche della storia italiana, alcune delle quali decisamente attuali. Penso ai fatti indagati nel processo sulla trattativa Stato Mafia, penso a quelli che hanno a che fare col 'Borsellino quater', penso al misterioso 'Protocollo Farfalla' tra servizi e DAP. Da anni auspichiamo che qualche esponente delle Istituzioni, qualificato, decida di raccontare quello che sa, finora a parlare sono stati soltanto i 'pentiti' di mafia: le dichiarazioni del giudice Carlo Alemi vanno approfondite nelle sedi opportune, a cominciare dalla Commissione Antimafia'”. Lo ha dichiarato il deputato Pd Davide Mattiello, commissione parlamentare Antimafia

 

07/07/2014 - 19:42

L’esempio di Nadia Gentilini che si è opposta a una grande speculazione, ora va protetta

“Anche in Liguria la forza delle mafie sta fuori dalle mafie: la storia di Nadia Gentilini è paradigma. La Commissione Antimafia è in missione in Liguria per due giorni, con base ad Imperia: le Autorità locali che stiamo sentendo ci parlano di una presenza silenziosa, ramificata, spesso sottovalutata. La 'ndrangheta ha avuto una grande capacità di stringere legami con esponenti politici soprattutto per fare affari, utilizzando il minimo di violenza possibile, per non attirare l'attenzione. In Liguria si investono capitali ingenti soprattutto nell'edilizia. In questo quadro un'attenzione speciale merita la complicata vicenda di Nadia Gentilini, che ha avuto il coraggio di opporsi ad un grande tentativo di speculazione. Perché non capiti alla Gentilini quello che è capitato a tante vittime innocenti di mafia: prima solitudine, delegittimazione, poi l'eliminazione fisica. Forte ci è arrivato su questo piano l'appello della dott.ssa Canepa a non lasciare sole le persone oneste più esposte”.

Così Davide Mattiello, deputato Pd della commissione Antimafia.

 

03/07/2014 - 13:39

"La riforma  dell'Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla mafia non può aspettare. Anche l'ultima missione della Commissione Antimafia, fatta ieri tra Napoli e Casal di Principe, ha mostrato i limiti di un sistema che sta dando risultati eccellenti sul fronte della esecuzione delle misure di prevenzione e su quello delle confische penali, ma che funziona male sul fronte della destinazione degli immobili confiscati definitivamente, soprattutto se parliamo di aziende.

 Un grave danno all'immagine dello Stato, un ancor più grave spreco di risorse e di posti di lavoro. Tra poche ore la Commissione Antimafia audirà il prefetto Postiglione, nominato nuovo direttore della Agenzia: sarà una buona occasione per capire quali siano le priorità del nuovo direttore.

Al ministro Alfano, al ministro Orlando e al vice ministro Bubbico lancio una proposta: usiamo l'iter parlamentare della proposta di legge 1138, voluta da centinaia di migliaia di cittadini su proposta di CGIL, Libera, Avviso Pubblico, per riformare l'Agenzia. Non perdiamo più tempo". Così il deputato Pd Davide Mattiello , commissione Antimafia

 

01/07/2014 - 17:54

“La commissione Giustizia della Camera ha dato avvio alle audizioni che aprono la discussione della proposta di legge di iniziativa popolare 1138 sostenuta da centinaia di migliaia di cittadini”.  Lo dichiara Davide Mattiello, deputato Pd e componente della commissione Antimafia.

“Sono stati sentiti – prosegue Mattiello - il procuratore Francesco Menditto, Davide Pati di Libera e Luciano Silvestri, della Cgil”.

“L'approvazione di questo testo è urgente e importante. Troppo spesso, infatti, le aziende confiscate falliscono e si perdono così migliaia di posti di lavoro: un esito inaccettabile. L'iter della proposta di legge si farà forte della risoluzione, da poco approvata a larghissima maggioranza da entrambi i rami del Parlamento, sui beni confiscati alla mafia e anche della disponibilità già manifestata dal Ministro Orlando”, conclude il parlamentare democratico.

 

01/07/2014 - 11:36

“Sulla nuova operazione contro la 'ndrangheta a Torino, chi ha responsabilità politiche non può sottovalutare quanto sta accadendo. La professionalità e la dedizione delle forze dell'ordine e della magistratura meritano un plauso, ma soprattutto attenzione: dall'ordinanza emergono imputazioni inquietanti come quella riferita al traffico di rifiuti, emergono collegamenti ramificati in tutta Italia.

La commissione parlamentare Antimafia, proprio giovedì e venerdì della scorsa settimana, era a Torino per verificare lo stato dell'arte e segnalare con la propria presenza l'esigenza di tenere alta la guardia.

I reati associativi di tipo mafioso hanno per loro natura bisogno di rapporti con il potere politico, ecco perché le situazioni di Rivarolo e di Leini avrebbero meritato una migliore presa di coscienza. Non è mai troppo tardi, anche se ogni giorno che passa è un giorno sprecato”.

Lo ha dichiarato  il  deputato Pd Davide Mattiello, commissione parlamentare Antimafia.

 

27/06/2014 - 19:30

'La Commissione Antimafia della XV Legislatura, presieduta dall'On Forgione, aveva visto giusto. Oggi come torinese componente della Commissione Antimafia voglio rendere merito all'importanza della relazione della Commissione Antimafia che lavorò tra il 2006 e il 2008, che ebbe la capacità di allarmare in maniera documentata rispetto a alla presenza della 'ndrangheta nel nostro territorio. Sarebbero trascorsi ancora 3 anni dall'esplosione di Minotauro con oltre 150 arresti. Spesso ci si lamenta della inadeguatezza della politica che arriva dopo la magistratura, in quel caso al contrario, la politica arrivò per tempo. Peccato che allora una parte della politica piemontese si affrettò ad alzare gli scudi, quasi che la relazione dell'Antimafia fosse soltanto una provocazione. Non lo era e oggi nessuno può più stupirsi. Chi dovesse ancora farlo o è un ignorante o è un colluso: in entrambi i casi è bene tenerlo lontano dalla cosa pubblica”.

 

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