06/07/2017 - 15:59

Oggi scopriamo che oltre al garantismo selettivo (per gli indagati 5 Stelle valgono i principi la Costituzione, per gli altri la giustizia sommaria del blog), per i grillini esistono più tipo di giornalismo: quello che porta acqua al loro mulino è al di sopra della legge, quello critico va messo alla gogna”. Lo scrive Alessia Morani, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera, in risposta alle dichiarazioni dei deputati M5S sugli sviluppi dell’inchiesta Consip.

“Le stesse persone – spiega – capaci di compilare liste di proscrizione per i giornalisti non allineati con le tesi di Grillo, gli stessi che hanno chiesto le dimissioni di Mario Calabresi perché il suo giornale aveva pubblicato una notizia, oggi, pur di difendere un giornalista non proprio ostile con il Movimento, attaccano di fatto addirittura la magistratura, colpevole di svolgere il proprio lavoro nel far luce su un grave caso di fuga di notizie. Dunque, per i grillini non solo esistono giornalisti buoni e giornalisti cattivi ma i giornalisti buoni sono al di sopra della legge e comunque più importanti del lavoro della magistratura”.

Oggi abbiamo avuto la conferma che M5S plaude solo a quelle inchieste che sono funzionali alla loro propaganda politica. Le altre, invece, sono da fermare. E’ ormai chiaro che i grillini usano le inchieste in modo strumentale. Usano, cioè, un metodo che contraddice in modo clamoroso il senso più profondo della giustizia”, conclude.

23/06/2017 - 18:17

“Gli articoli usciti oggi sull’inchiesta Consip nei quali si parla di possibili fughe di notizie in direzione dei servizi segreti, aggiungono un nuovo, gravissimo elemento a un quadro che allunga in modo sempre più pesante il sospetto che a Napoli qualcuno abbia perseguito un disegno eversivo”. Lo dichiara Alessia Morani, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera, per commentare la notizia secondo cui il capitano del Noe Scafarto avrebbe aggiornato esponenti dei servizi segreti sugli sviluppi dell’inchiesta Consip.

“Dopo le manipolazioni delle informative – continua – dopo gli ascolti non autorizzati, dopo le numerose  fughe di notizie, finite sempre alle solite testate e anche in un libro, dopo le chat in cui Scafarto pare ossessionato dall’idea di dover arrestare Tiziano Renzi, dopo cioè una serie di comportamenti tutti mirati ad alterare l’acquisizione delle prove per danneggiare la stessa persona, l’ex premier Renzi, ora si aggiunge anche il sospetto di un ruolo da parte di elementi dell’Aise. Perché mai Scafarto avrebbe dovuto riferite a membri del servizio segreto militare l’andamento dell’inchiesta Consip? Quale motivazione poteva giustificare una così grave infrazione alle regole di raccolta del materiale processuale?”.

“Sono domande che, in uno stato di diritto degno di questo nome, non possono restare senza una risposta. Noi vogliamo sapere se a Napoli un organo dello Stato ha infranto le regole del diritto e della democrazia per danneggiare un altro organo dello Stato. Siamo fiduciosi che dal lavoro della Procura di Roma, sempre esemplare per il rigore investigativo e la serietà, la risposta arriverà presto”, conclude.

23/06/2017 - 11:50

“La sindaca di Roma non solo è incapace di amministrare la città, come è sotto gli occhi di tutti, ma oggi emerge con chiarezza che è bugiarda ed eterodiretta”.

- così Alessia Morani, vicepresidente dei deputati del Partito Democratico, su quanto emerso dalle intercettazioni che riguardano la sindaca Raggi -

“Il fatto che Virginia Raggi fosse perfettamente consapevole di ciò che stava facendo per la nomina di Renato Marra e che da Milano Casaleggio si preoccupasse di dare le sue precise indicazioni sull’amministrazione – spiega la deputata Dem - dimostrano platealmente che ci troviamo da una parte  di fronte a una serie di menzogne, dall’altra che fosse chiara l’inadeguatezza della sindaca a svolgere autonomamente il suo ruolo. Sta anche qui – conclude Morani -  la spiegazione della stato rovinoso  in cui si trova la Capitale a un anno dall’arrivo in Campidoglio”.

19/06/2017 - 16:28

I romani che la bocciano sono 7 su 10 sono i romani! Qualcuno lo dica alla Raggi perché mi pare un po' confusa #incapaci #M5s”. Lo scrive su Twitter Alessia Morani, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera, per commentare le parole del sindaco di Roma Virginia Raggi sul proprio operato.

 

14/06/2017 - 12:00

“#Raggi a dicembre 2016 chiede di ospitare un numero maggiore di richiedenti asilo. Oggi dice il contrario. Ma pensa davvero di essere furba?”

Lo scrive su Twitter Alessia Morani, vicepresidente dei deputati del Partito Democratico, a proposito delle prese di posizione ondivaghe della sindaca di Roma sull’accoglienza dei migranti

07/06/2017 - 20:10

“E’ davvero incredibile che nel giorno in cui il coinvolgimento di un altro componente del Noe di Napoli conferma i sospetti di un gravissimo progetto a danno di un primo ministro, i 5 Stelle abbiano il coraggio di continuare a tirare in ballo Renzi, cioè la persona eventualmente danneggiata”. Lo dichiara Alessia Morani, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera, in risposta alle dichiarazioni dei Cinquestelle sull’inchiesta Consip.

“Il coinvolgimento – spiega – dopo il capitano Scafarto, del vicecomandante del Noe di Napoli Alessandro Sessa, indagato per depistaggio, è un fatto gravissimo. Se le indagini confermassero che anche Sessa ha avuto un qualche ruolo nella manipolazione delle informative ammessa da Scafarto, sarebbe difficile non chiedersi se, invece che frutto di errore, le anomalie nella raccolta delle prove non siano state il prodotto di un’operazione orchestrata, e domandarsi quali fossero le sue finalità.  Nel caso in cui Scafarto non avesse agito da solo, l’ipotesi di un progetto eversivo di alcuni componenti di un corpo dello Stato contro il presidente del consiglio, diventerebbe concreta”.

“Che davanti a uno scenario tanto grave i 5 Stelle, sempre pronti a evocare complotti inesistenti, si preoccupino non di un complotto che rischia di essere reale ma della vittima di quel complotto, la dice lunga sulla concezione puramente strumentale che hanno della giustizia. Noi che invece crediamo nella giustizia come strumento per arrivare alla verità, confidiamo nella magistratura perché si arrivi quanto prima a chiarire la vicenda”, conclude.

05/06/2017 - 15:04

“L’incredibile e imperdonabile catena di errori, sviste e omissioni che ha portato alla strage sfiorata di Torino l’altra sera, è la prova plastica dell’incapacità e della cialtroneria dei 5 Stelle quando, dalla speculazione politica, passano alla responsabilità di governo”. Lo dichiara Alessia Morani, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera.

“Gli errori e la superficialità – spiega – che sono a monte dei 1527 feriti di sabato sera sono molti e diversi chiamano la diretta responsabilità della giunta di Chiara Appendino, anche considerato che quest’ultima si è tenuta per sé la delega alla Sicurezza e alla Polizia Municipale. La stragrande maggioranza dei feriti si è fatta male cadendo sul tappeto di cocci di bottiglie che non avrebbero dovuto essere lì. Per quale ragione, dunque, la sindaca Appendino non ha adottato un’ordinanza di divieto? Senza questa grave omissione, resa più grave dall’esistenza da un’ordinanza quadro per regolare gli eventi come quello di sabato, i danni sarebbero stati di certo molto più contenuti. Altrettanto sciagurata e superficiale è stata la scelta di prevedere non due, come nel 2015, ma uno solo  grande schermo, per giunta a tappare l’unica vera via di fuga più vicina alla calca. Quella di sabato sera è stato, insomma, un dramma che poteva essere facilmente evitato. Bastava che, al posto dell’Appendino, ci fosse un sindaco capace. E dire che tutti consideravano la sindaca di Torino molto più preparata del più disastroso sindaco di Roma dalla fondazione della città, cioè Virginia Raggi”.

“Si potrebbe anche domandarsi come i Cinquestelle avrebbero reagito a parte invertite. Quando si è trattato di giudicare un sindaco del Pd, i grillini hanno chiesto le dimissioni per degli scontrini. Davanti al disastro dell’Appendino, il senatore Airola ha contestato non la sindaca ma i dati della prefettura.  La prova definitiva che affidare ai Cinquestelle il governo di qualcosa è preparare il disastro”, conclude.

01/06/2017 - 19:20

“La sparata quotidiana di Di Maio oggi serve a tentare di nascondere l’imbarazzo provocato dagli oggettivi risultati raggiunti dall'azione dei governi Renzi e Gentiloni”. Lo dichiara Alessia Morani, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera, in riposta al post pubblicato da Luigi di Maio sul blog di Grillo.

“I dati sul Pil e l’occupazione – spiega – diffusi in questi giorni ci dicono che abbiamo imboccato in modo deciso la strada della ripresa. Il problema di Di Maio è solo questo. Che il Pd e il suo governo dimostrano di essere all’altezza del proprio ruolo, mentre i 5 Stelle brillano solo per incapacità e inadeguatezza. Basta vedere Roma: fino a qualche mese fa era la città de ‘La grande bellezza’, oggi se ne parla solo per i topi e la spazzatura”.

“Per questo Di Maio si attacca al disperato tentativo di un deputato di Ap di guadagnarsi una giornata di notorietà, magari in vista delle elezioni, per costruire uno dei suoi traballanti ragionamenti sui processi democratici. A questo proposito, ricordiamo che Di Maio è in Parlamento grazie a 189 click anonimi mentre Renzi, prima presidente di provincia poi sindaco di Firenze, infine segretario del Pd, è stato votato da milioni di persone. Le sue osservazioni sono oltre il ridicolo”, conclude.

26/05/2017 - 15:22

“Con le parole di oggi di Di Maio sui processi di Virginia Raggi si compie la definitiva inversione a U del Movimento 5 Stelle sugli indagati: siamo passati dalla ‘presunzione di indecenza per i politici’ al ‘non deve dimettersi se rinviata a giudizio’”: Lo dichiara Alessia Morani, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera, per commentare l’intervista rilasciata oggi da Luigi Di Maio al Messaggero.

“Non si capisce bene – spiega – come lo stesso feroce giustizialista che chiede in modo ossessivo le dimissioni di esponenti di altri partiti, spesso nemmeno indagati, possa diventare improvvisamente garantista nei confronti di Virginia Raggi. Di Maio sancisce definitivamente la regola secondo cui per i grillini valgono i principi della Costituzione, mentre per gli altri un articolo del Fatto o un post sul blog di Grillo equivalgono a una condanna definitiva”.

“Siamo oltre il doppiopesismo. Siamo al cinismo pasticciato e ridicolo di chi dimostra di non essere all’altezza dei ruoli a cui dice di aspirare”, conclude.

24/05/2017 - 15:52

"Casaleggio: ‘Siamo animali da campagna elettorale’. Verissimo: i problemi arrivano dopo, quando governa M5s”.

Così in un tweet la deputata Dem Alessia Morani, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, citando un sondaggio Emg per La7 che evidenzia come in nessuna grande città in cui si voterà alle amministrative M5s riesca ad accedere ai ballottaggi.

23/05/2017 - 15:21

“Alle luce delle gravissime analogie evidenziate dai mezzi di informazione tra le inchieste Cpl Concordia e Consip, chiediamo al ministro della Giustizia Orlando di adottare tutte le misure necessarie al fine di fare chiarezza sulle connessioni tra queste vicende giudiziarie che paiono una vera e propria strategia atta a danneggiare Matteo Renzi”. Lo dichiara Alessia Morani, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera, che sulla questione presenterà una interrogazione parlamentare.

“Tra l’inchiesta Cpl Concordia – spiega  - e quella sugli appalti Consip ci sono coincidenze sempre più incredibili e preoccupanti. La dinamica è la stessa. Nel caso Cpl Concordia, un’indagine periferica affidata a John Woodcock  e Scafarto del Noe sulla metanizzazione dell’isola di Ischia arriva, attraverso una serie di passaggi impropri, al centro, ovvero il premier di allora Matteo Renzi. Il mezzo del salto di livello un’intercettazione eccentrica (la persona ascoltata, Michele Adinolfi, è stata coinvolta per un fraintendimento) e penalmente irrilevante. Il terminale di questo meccanismo è Marco Lilllo e la prima pagina del Fatto quotidiano. Se si passa a Consip, i passaggi sono pressoché identici: un’intercettazione, questa volta addirittura illegale - perché disposta da un procura non competente e su un reato per cui non si può essere intercettati - raccolta da Woodcock e da Scafarto del Noe, finisce a Lillo del Fatto quotidiano. Non solo. Su entrambe le inchieste grava il forte sospetto di anomalie o addirittura manipolazioni nella stesura delle informativa firmate dal capitano Scafarto. Sia i brogliacci relativi alla Cpl Concordia che quelli su Consip sono stati trascritti con aggiunte ‘creative’ (con nomi mai pronunciati e discorsi attribuiti a persone sbagliate). Le analogie e le ripetizioni sono sotto gli occhi di tutti. Sempre Woockcook e Scafarto. Sempre un’intercettazione estranea ai fatti e illegittima. Sempre Lillo e il Fatto quotidiano. Sempre Matteo Renzi come soggetto danneggiato”.

 “Noi chiediamo, dunque, la verità, dal momento che uno Stato e i suoi organi possono funzionare bene solo se tutti rispettano in modo rigoroso la legge. Proprio perché nutriamo il massimo rispetto nella magistratura e nel suo lavoro, riteniamo che le ombre sull’operato di Woodcock e Scafarto sono troppe e troppo gravi perché non si faccia chiarezza”, conclude.

19/05/2017 - 19:24

“Le rivelazioni sui sospetti di un contributo del gruppo M5S all’Ars nel pilotare le nomine della Regione dimostra che i Cinquestelle in pubblico puntano il dito accusatore mentre sottobanco si dedicano alle peggiori della vecchia politica”. Lo dichiara Alessia Morani, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera.

“In una delle intercettazioni dell’inchiesta – spiega – il deputato grillino Tancredi si impegna con Montaldo a contribuire per evitare la nomina di un consulente sgradito a quest’ultimo. Un impegno che il gruppo M5S potrebbe aver mantenuto visto che, come sottolineato anche dal procuratore capo di Palermo, i Cinquestelle hanno fatto mancare il numero legale durante una seduta in cui si sarebbe decisa la nomina del consulente”.

“Ci pare indispensabile che ora Tancredi e i suoi colleghi grillini, invece di chiedere le dimissioni altrui, chiariscano il motivo del loro comportamento in quella seduta. Vorremmo anche sapere che cosa ne pensano Grillo e Di Maio delle parole di Tancredi”, conclude.

19/05/2017 - 15:42

“Bugiardi patologici. Questi sono i Cinquestelle che pur di fare propaganda sulla pelle delle persone li prendono per il naso strumentalizzando le loro aspettative”. Lo scrive su Facebook Alessia Morani, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera, postando anche il bando pubblicato dal Comune di Castelfidardo (An)  per la presentazione della domanda di reddito di cittadinanza.

“Di Maio e compagnia – spiega - vanno dicendo che in alcuni dei Comuni da loro amministrati sono già in atto sperimentazioni, ovviamente di grande successo, del reddito di cittadinanza: mai balla fu più grande di questa. Quello che il M5S si intesta come grande risultato, sperando di incassare qualche voto in più alle prossime amministrative che, visti gli splendidi esempi del buongoverno di Roma, tanto per fare un esempio, saranno disastrose. Altro non è che una fake news, l'ennesima. I Comuni in questione, infatti, spacciano per reddito di cittadinanza le borse lavoro, una misura Welfare della durata di qualche mese, in uso da anni negli enti locali. Cosa c'entra questo con il reddito di cittadinanza?”

“Quindi: gli amministratori M5S spacciano per reddito di cittadinanza una buona vecchia borsa di lavoro, ovvero un’esperienza che nelle amministrazioni esiste da almeno quindici anni. Che cosa hanno fatto di nuovo? Marketing. Hanno solo cambiato il nome del bando per vendere al mercato delle facili bugie un risultato che non esiste. Basta prendere in giro la gente”, conclude.

18/05/2017 - 14:16

“Per quale ragione il pm Woodcock, nonostante fosse consapevole dell’inconsistenza investigativa della pista che prevedeva il coinvolgimento di agenti dei servizi segreti nell’inchiesta Consip, avrebbe suggerito e poi avallato l’inserimento di quella stessa pista nell’istruttoria?”. Lo chiede Alessia Morani, vicepresidente del gruppo Pd, annunciando la presentazione di un’interrogazione parlamentare.

“Le ricostruzioni giornalistiche – spiega – dell’indagine portata avanti dalla procura di Roma sul capitano del Noe Gianpaolo Scafarto allungano pesanti e gravi ombre sull’operato del pm John Woodcock. Dalle parole pronunciate da Scafarto davanti ai pm, poi confermate dalle intercettazioni riportate dai mezzi di stampa, emerge che l’inserimento nell’istruttoria della supposta interferenza di 007 rispetto alle indagini non sarebbe un errore, come si era inizialmente ipotizzato, ma una scelta deliberata di Woodcock. Si configurerebbe, in altre parole, un comportamento doloso tra i cui effetti c’era la possibilità di danneggiare il padre dell’ex-premier Matteo Renzi e quindi, indirettamente, lo stesso Renzi. A questo tipo di grave omissione, si aggiunge anche la diffusione illegale delle intercettazioni al Fatto quotidiano. Si tratta di un comportamento doppiamente illegale. L’ascolto del padre di Renzi, infatti, è avvenuto non solo per un reato che non permette il riscorso alle intercettazioni ma al di fuori del procedimento riguardante Tiziano Renzi, dal momento che, con il passaggio dell’indagine a Roma, l’unica procura eventualmente titolata a disporre una misura del genere, era appunto quella Roma. Anche in questo caso, quale sarebbe l’obiettivo del pm Woodcock, considerato che quelle intercettazioni, poi finite in un libro, non avrebbero mai potuto essere utilizzate in un processo?”.
“Il dolo nella stesura dell’istruttoria e le intercettazioni illegali rischiano di apparire come tasselli di una strategia concepita a tavolino per danneggiare una persona e, attraverso di lui, un partito politico. Hanno cioè comportato il rischio di alterare pesantemente la naturale dinamica del confronto democratico e quindi la democrazia stessa. Proprio perché nutriamo la massima fiducia nella magistratura, una fiducia confermata dalla rigorosa e ineccepibile gestione dell’indagine da parte della procura di Roma, chiediamo sia fatta piena luce sul comportamento del pm Woodcock e del capitano del Noe. Un’ombra del genere deve essere dissipata prima di tutto nell’interesse della giustizia”, conclude.

17/05/2017 - 18:22

“I deputati M5S di Palermo oggi hanno provato a eccepire un impedimento legale per rinviare l'udienza preliminare. Come un Berlusconi qualunque”. Lo scrive su Twitter Alessia Morani, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera, per commentare la presentazione, da parte dei legali dei deputati Nuti, Mannino e Vita,  di un'istanza di rinvio dell'udienza preliminare sulla vicenda delle firme false, poi respinta dal gup di Palermo Aiello.

Pagine