11/07/2017 - 13:10

La deputata del Partito democratico e componente della commissione Cultura della Camera, Giulia Narduolo, nei giorni scorsi ha presentato un’interrogazione al Mibact in merito alla manifestazione #domenicaalmuseo, introdotta nel luglio del 2014 dal ministro Franceschini e che prevede l’ingresso gratuito nei musei, nei parchi archeologici e nei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese.

“Anche in occasione dell'ultimo appuntamento di domenica 2 luglio, il gran numero di visitatori accorsi ai musei ha dimostrato il successo dell’iniziativa #domenicaalmuseo e del grande interesse culturale che ha riscosso fin dalla sua istituzione” commenta l'on. Narduolo. "Negli ultimi tempi ho avuto modo di confrontarmi con alcuni operatori museali, i quali hanno ‎confermato che le domeniche gratuite sono senz'altro un'ottima iniziativa che dà risalto al nostro patrimonio artistico e culturale, ma proprio il grande afflusso di persone in un giorno festivo comporta spesso problemi di vigilanza e spese straordinarie per il personale e la pulizia‎, tutte ovviamente a carico delle strutture. Alla luce di ciò, perché non valutare l’opportunità di chiedere ai visitatori un contributo simbolico, ad esempio di 1 euro, al fine di garantire loro maggiori servizi e far fronte alle spese straordinarie? ‎Penso a quanto è stato fatto con l’iniziativa ‘Cinema2day’ (che prevedeva l’ingresso al cinema a 2 euro il secondo mercoledì del mese), la quale ha avuto un grande successo di pubblico nonostante il versamento di un piccolo obolo. Sono convinta che se le prime domeniche del mese diventassero 'domeniche a 1 euro' i visitatori accorrerebbero comunque nei nostri musei e luoghi della cultura e questo significherebbe sostenere ulteriormente un settore che merita tutta la nostra attenzione”.

30/06/2017 - 12:02

“Nei prossimi 16 anni, il MIUR dovrà gestire oltre 2 miliardi e mezzo per investimenti in ricerca e in edilizia scolastica (a cui si aggiungono 300 milioni del decreto enti locali), mentre il MIBACT quasi 600 milioni per opere di restauro e messa in sicurezza del nostro patrimonio artistico e culturale”. Lo dichiara la deputata Pd Giulia Narduolo che spiega: “Con la legge di bilancio approvata a dicembre, governo e Parlamento hanno ricavato un fondo di 46 miliardi di euro per finanziare opere e investimenti infrastrutturali da qui al 2032. Cifra suddivisa tra i vari ministeri. Il tutto contenuto nel decreto firmato dal Presidente Gentiloni il 29 maggio scorso.‎ 

Ieri, in commissione Cultura, abbiamo approvato il parere al decreto per quanto riguarda le programmazioni dei due ministeri di riferimento MIUR e MIBACT.

Sul fronte della scuola, per messa in sicurezza e ristrutturazione degli edifici verranno utilizzati 341 milioni di euro in 16 anni, di cui 48 nel 2017, 103 nel 2018 e 133 nel 2019. Per far fronte al rischio sismico, sono stanziati anche ulteriori 972 milioni nei prossimi 16 anni, a cominciare dal 2017 con 242 milioni. Ricordo inoltre che, con l’approvazione da parte del Parlamento della cosiddetta “manovrina” (o decreto enti locali), sono stati già assegnati al MIUR ulteriori finanziamenti per interventi di edilizia scolastica sugli edifici di proprietà delle province e delle città metropolitane: 64 milioni nel 2017, 118 milioni nel 2018, 80 milioni nel 2019 e 44 milioni nel 2020, per un totale di 306 milioni in quattro anni. Infine, importanti risorse vengono stanziate anche in ambito di ricerca scientifica e tecnologica, per un totale di 1 miliardo e 270 milioni da qui al 2032.

Sul fronte beni culturali, invece, le somme stanziate, 200 milioni dal 2017 al 2032, finanzieranno restauro e valorizzazione di luoghi della cultura e monumenti, lavori di installazione di dispositivi di sicurezza anti-intrusione e anti-incendio,  rimozione di barriere architettoniche in musei, archivi e biblioteche di proprietà pubblica.

 Anche per il patrimonio edilizio del MIBACT sono stanziati ulteriori fondi, 372 milioni sempre nei 16 anni, per la prevenzione da rischio sismico, in particolare nelle zone del centro Italia colpite. Si aggiungono poi altri 25 milioni, sempre gestiti dal MIBACT, per la riqualificazione urbana di edifici pubblici nelle periferie delle città metropolitane e dei capoluoghi di provincia, ampliando così il Programma di intervento sulle periferie avviato dal Governo nel 2016.

Cifre che dimostrano la volontà di risolvere le tante criticità esistenti. Dobbiamo continuare su questa strada”. Così la deputata Pd Giulia Narduolo.

23/06/2017 - 15:55

"Anche se tardivamente, con l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulle banche il Parlamento formalizza la sua volontà di fare piena luce su tutta una serie di vicende che hanno sconvolto il sistema bancario italiano e dilapidato i risparmi di tante famiglie e cittadini che hanno visto andare in fumo i sacrifici di una vita". Lo dichiara Giulia Narduolo, deputata del Partito democratico.
“Accanto ai casi più eclatanti (Montepaschi, Banca Etruria, Popolare di Vicenza, Veneto Banca) – continua – esistono vicende meno trattate dalle cronache come il caso Crediveneto, la banca con sede a Montagnana (provincia di Padova) posta in liquidazione coatta amministrativa il 7 maggio2016 con provvedimento del Ministro  Padoan alla vigilia dell'assemblea dei soci. Su Crediveneto, assieme al collega veronese D'Arienzo, ho presentato un’interrogazione al Ministro, chiedendo in particolare se gli organi di vigilanza abbiano fatto tutto quello che era nella loro facoltà per controllare l'operato dell'istituto, dato che, pur avendo portato in approvazione un bilancio 2015 che riduceva il patrimonio della banca da 120 a 40 milioni, prima della assemblea dei soci convocata per l'8 maggio 2016, non vi era stata nessuna allarmistica comunicazione degli istituti della Banca d'Italia che potessero far presagire la decisione presa dal Ministro".
"Su tale decisione è necessario fare luce. Risparmiatori, aziende e dipendenti dell'istituto aspettano chiarimenti che, ad oggi, non sono stati forniti. Sarà mia cura, insieme agli altri colleghi interessati, investire la commissione anche del caso Crediveneto qualora esso possa rientrare nel perimetro di azione dell'inchiesta della commissione", conclude.

22/06/2017 - 16:43

Presentata interrogazione al ministro dell’Ambiente Galetti

“Ho chiesto al Ministro dell'Ambiente con una interrogazione depositata questa mattina, quanti alberi sono stati piantati per ogni bambino nato in Italia dal 2013 ad oggi, con particolare riferimento alle città del Veneto. Credo sia utile capire se la legge in vigore viene rispettata e anche se siano previste e realmente applicate delle misure per quelle amministrazioni che per negligenza o sottovalutazione non avessero ottemperato agli obblighi previsti. Infine, sono del parere che sia doveroso estendere questa buona pratica a tutti i comuni, non solo a quelli sopra i 15.000 abitanti, riprendendo quindi la formulazione originaria della legge del 1992. Ma per fare questo serve una modifica legislativa di cui mi farò promotrice con il primo provvedimento utile. Con la convinzione che prendersi cura dell'ambiente passa anche da qui”. Lo ha detto Giulia Narduolo deputata del Pd.

“Quest’anno - prosegue Narduolo - la legge n. 113 del 29 gennaio 1992, intitolata ‘Obbligo per il comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato’, compie 25 anni. Personalmente, la considero tra le idee più positive che il Parlamento ha partorito nel recente passato, perché il messaggio che lancia è un messaggio di speranza: per ogni bambino che nasce, un nuovo albero viene piantato. Due nuove vite che iniziano a crescere insieme. Dal 2013, la piantumazione di un nuovo albero per ogni nuovo nato è diventata obbligatoria per i comuni sopra i 15.000 abitanti grazie alla legge 10/2013, che peraltro allarga questa pratica non solo ai neonati residenti nel territorio comunale ma anche ai bambini adottati. La legge suggerisce di mettere a dimora piante autoctone e istituisce la Giornata Nazionale dell’Albero il 21 novembre, con lo scopo di valorizzare la tutela del patrimonio arboreo e boschivo italiano. Inoltre, i comuni sono tenuti a censire e classificare gli alberi piantati in aree urbane di proprietà pubblica, predisponendo il “bilancio arboreo” da allegarsi al bilancio di fine mandato del sindaco, con il quale viene rendicontata la consistenza e lo stato di manutenzione del patrimonio verde di competenza comunale. Ritengo che questa normativa, oltre ad avere un valore simbolico, assuma anche un significato concreto perchè il rimboschimento e la cura delle piante sono tra le azioni previste dalle varie strategie nazionali ed internazionali per la tutela dell'ambiente ed il miglioramento della qualità dell'aria - che nelle città della Pianura Padana in particolare ha raggiunto livelli preoccupanti. Su tutti, voglio citare l'Obiettivo 15 (difesa della flora e della fauna terrestre) dell'Agenda globale per lo sviluppo sostenibile 2030, lanciata dall'ONU e che coinvolge anche l'Italia”.

22/06/2017 - 14:31

“Ho sollecitato in aula alla Camera la risposta all’interrogazione che ho presentato il 21 marzo al Ministro dell’Interno Minniti, nella quale chiedevo rassicurazioni circa il percorso che avrebbe portato alla chiusura dei due hub di Bagnoli e Cona. Il Ministro ha più volte promesso, anche parlando direttamente coi sindaci, che le due basi sarebbero state svuotate ma sono passati mesi ed il numero di migranti ospitati è pressoché immutato. Anzi, proprio ieri il sindaco di Bagnoli mi ha riferito che sono arrivati altri 30 richiedenti asilo. Con l’estate alle porte, le condizioni di permanenza negli hub iniziano a diventare critiche e la tensione che si respira nei due paesi per una situazione di “sovraccarico” che permane da più di un anno è alta.
Nella mia interrogazione chiedevo se esiste una ragionevole e rassicurante previsione dei tempi necessari per distribuire, con i nuovi criteri proposti dal Ministero dell'interno, i circa 2000 migranti presenti a Bagnoli e Cona nel territorio di altri comuni, con la proporzione di 2,5 migranti ogni 1000 abitanti. Lo stesso presidente dell’ANCI Antonio Decaro, un paio di mesi fa, ha dichiarato: “A Cona, un Comune di tremila abitanti, i migranti ospitati sarebbero stati nove, non mille. Se l’accordo Anci-Viminale fosse stato già siglato, l’integrazione di nove migranti sarebbe stata più che sostenibile”.
Spero che dal Ministro arrivi presto una risposta, non tanto alla mia interrogazione, quanto all’emergenza che i due comuni stanno vivendo. Svuotare le basi di Bagnoli e Cona distribuendo i migranti in concentrazioni più piccole consentirebbe un miglioramento della vita in primis dei richiedenti asilo, ora ammassati in uno dei più grandi concentramenti d’Italia, e sicuramente anche dei residenti dei due paesi, che si sono trovati dentro una situazione che in alcuni casi è degenerata in proteste e disordini proprio per la mancanza di segnali da parte dello Stato. Non possiamo permetterci che tutto ciò peggiori ulteriormente”. Lo dichiara la deputata dem Giulia Narduolo.

25/05/2017 - 15:18

 

Da Tar provincialismo inaccettabile 

“L'incredibile sentenza del Tar del Lazio che ha sospeso cinque direttori selezionati con il bando internazionale del 2015 rimbalza in tutti i canali di comunicazione ed è un caso politico e istituzionale su cui non si può non riflettere a fondo. Oggi l'Italia si distingue per un provincialismo inaccettabile. La sentenza ha posto dei confini alla cultura, quando la cultura in realtà non ha confini, specialmente nella sua culla, ovvero l'Europa. A tal proposito è paradossale che la nostra Claudia Ferrazzi, responsabile per il settore marketing territoriale per il sindaco di Milano, Beppe Sala, sia stata appena chiamata a Parigi dal presidente Macron per occuparsi di Cultura nello staff presidenziale. Non possiamo permetterci questi incredibili errori; ora speriamo che il ricorso al Consiglio di Stato vada a buon fine e venga sancita definitivamente la dimensione internazionale del nostro patrimonio artistico”.

Lo ha detto Giulia Narduolo, deputata del Pd e componente della commissione Cultura.

10/05/2017 - 18:02

Oggi la Camera dei Deputati ha approvato in seconda lettura la proposta di legge “Iniziative per preservare la memoria di Giacomo Matteotti e di Giuseppe Mazzini”.

Il provvedimento stanzia 300mila euro per la promozione di iniziative, organizzate su tutto il territorio nazionale, relative allo studio e alla diffusione del pensiero di Giacomo Matteotti. Inoltre, alla stregua di quanto fatto per la casa natale di Gramsci, anche la casa natale di Matteotti - situata nel comune di Fratta Polesine e di proprietà dell’Accademia dei Concordi di Rovigo - viene dichiarata monumento nazionale e riceverà la dichiarazione di interesse culturale da parte del Ministero dei beni culturali. Infine, l'ultimo articolo della proposta di legge è dedicato alla memoria di Giuseppe Mazzini e alla Domus Mazziniana di Pisa, commissariata da vent'anni e per cui quindi è urgente trovare una soluzione per garantirne il funzionamento. 

Giulia Narduolo (PD), relatrice della legge, sottolinea il valore civile e culturale del provvedimento: «Come disse Amos Luzzatto, “la memoria è un possente strumento per capire e per rispondere alle sollecitazioni del presente”. Credo che questo sia il modo migliore per sintetizzare il significato della legge approvata oggi in aula. In risposta all’evoluzione della nostra società, c’è un profondo bisogno di riscoprire e valorizzare diffusamente sul piano civile e culturale il pensiero di libertà e democrazia che questi due grandi personaggi della Storia italiana rappresentano. A loro dobbiamo le radici della nostra democrazia, rafforziamole e valorizziamole.» 

13/04/2017 - 11:45

Uscito il bando del ministero dei Beni culturali

“Grande soddisfazione per i tanti comuni venti a cui è stata riconosciuta la qualifica di ‘Città che leggono’ a seguito dell’avviso rivolto alle amministrazioni comunali emanato dal ministero dei Beni Culturali, d’intesa con l’ANCI e il Centro per il libro e la lettura lo scorso dicembre. Con questo riconoscimento si intende premiare i Comuni, grandi e piccoli, impegnati in politiche pubbliche di promozione della lettura, stabilendo così il valore socio-culturale di iniziative tese alla diffusione del libro e della lettura presso tutte le fasce di età”. Lo ha detto Giulia Narduolo, deputata del Pd componente della Commissione Cultura della Camera.

“I Comuni veneti - ha proseguito Nardeuolo - che hanno ottenuto la qualifica sono: Este, Montagnana, Piove di Sacco, Padova, Piombino Dese, Lendinara, Polesella, Costa di Rovigo, Bergantino, Bassano del Grappa, Marostica, Thiene, Torri di Quartesolo, Valdagno, Vicenza, Verona, Bardolino, Castelnuovo del Garda, Jesolo, Cavallino, Caorle, Marcon, Salzano, San Donà di Piave, San Stino di Livenza, Spinea, Sarmede, Vittorio Veneto, Conegliano, Oderzo, Roncade, Cappella Maggiore, Godega di Sant’Urbano, Silea, Susegana, Pieve di Soligo, Feltre, Ponte nelle Alpi. Si tratta di un riconoscimento simbolico ed importante per la crescita culturale e civica delle persone, ed il territorio veneto emerge come un esempio da seguire. I requisiti richiesti per il riconoscimento di ‘Città che leggono’ sono: la presenza di un festival del libro, di una o più biblioteche pubbliche, di una o più librerie, l’esistenza di iniziative congiunte fra istituzioni pubbliche, private e del terzo settore riconducibili alla promozione dei libri e della lettura, la partecipazione delle amministrazioni o di enti pubblici del territorio comunale a uno dei progetti nazionali del Centro per il libro e la lettura. Le “Città che leggono” avranno ora l’opportunità di accedere a bandi di finanziamento e incentivi in base al numero di abitanti e a categorie che verranno formulate nei prossimi mesi”.
 

22/03/2017 - 10:39

Presentata interrogazione al ministro Minniti

Dopo i gravi fatti di cronaca accaduti negli ultimi giorni a Bagnoli di Sopra, l’on. Giulia Narduolo ha depositato un’interrogazione al ministro dell’Interno Minniti sulla situazione non più sostenibile dei due hub di San Siro e Conetta, dove sono ospitati circa 2000 migranti. Domenica scorsa la deputata del Pd ha partecipato alla manifestazione indetta dai sindaci di Bagnoli di Sopra, Agna e Cona per chiedere a gran voce lo svuotamento e la chiusura definitiva di quelli che sono stati definiti ‘campi di concentramento’.

"Era giusto esserci alla manifestazione di domenica scorsa e comprendo la frustrazione dei sindaci nei confronti di un clima molto teso che si è creato all'interno delle loro comunità - commenta Narduolo -. Per questo ho ritenuto di presentare questa interrogazione al ministro Minniti, che già conosce i casi di Bagnoli di Sopra e Cona, per sollevare la necessità di un’accelerazione nell’applicazione dell’accoglienza diffusa e nella realizzazione di un CIE regionale. Chiedo al Ministro se ‎nell'immediato sia possibile implementare il personale delle forze dell'ordine presente a Bagnoli di Sopra, Agna e Cona, per garantire una presenza più concreta e capillare sul territorio. Ma intendo soprattutto avere risposte su quali siano le reali tempistiche per l’applicazione dei nuovi criteri di accoglienza diffusa che, secondo l'intesa tra Ministero e ANCI, prevedono la proporzione di 2,5 migranti ogni 1000 abitanti. Date le circostanze e la pericolosa strumentalizzazione in atto da parte di forze politiche estremiste, che potrebbe causare ancor più gravi episodi di ordine pubblico, ribadisco che è necessario intervenire con misure urgenti e straordinarie per arrivare allo svuotamento dei due hub e riportare al più presto equilibrio e normalità in queste comunità".

01/03/2017 - 16:06

“Stamattina il ministro Franceschini ha annunciato che l’iniziativa Cinema2day è stata prorogata per altri tre mesi. Quindi l’8 marzo, il 12 aprile e il 10 maggiosarà nuovamente possibile andare al cinema con 2 euro. I distributori cinematografici, i produttori e gli esercenti (ANICA, ANEM  e AEC) hanno quindi accolto l’appello a loro rivolto dal ministro stesso nelle scorse settimane. Appello al quale ci eravamo uniti anche noi, in qualità di membri della commissione Cultura della Camera dei Deputati, con una lettera congiunta nella quale avevamo sottolineato la positività di Cinema2day per incentivare la fruizione della cultura cinematografica e incrementare la frequentazione delle sale nel nostro Paese. Un progetto che, di fatto, è parte di una politica più ampia che vuole stimolare un approccio più diffuso e inclusivo alle esperienze culturali. Dunque non possiamo che esprimere la nostra soddisfazione per il risultato ottenuto e, soprattutto, desideriamo ringraziare tutti gli addetti ai lavori che hanno accettato di proseguire per altri tre mesi con il progetto Cinema2day. Siamo sicuri che questo sforzo sarà ripagato e avrà un impatto positivo nel settore cinematografico italiano”.

Lo hanno detto Giulia Narduolo, Irene Manzi, Roberto Rampi e Camilla Sgambato deputati del Pd.

15/02/2017 - 21:15

I deputati veneti del Partito Democratico Giulia Narduolo (Padova), Diego Zardini (Verona), Federico Ginato (Vicenza) e Diego Crivellari (Rovigo) esprimono la loro soddisfazione per la notizia dello sblocco dei 23 milioni di euro che il Governo aveva destinato al risanamento ambientale del bacino del fiume Fratta-Gorzone. Il corso d'acqua è da tempo sotto osservazione a causa della concentrazione di sostanze PFAS accertata dalle analisi effettuate. Questo importante stanziamento verrà utilizzato per interventi di bonifica proposti dalla Regione nell'ambito dell’accordo di programma quadro "Tutela delle acque e gestione integrata delle risorse idriche", sottoscritto oggi a Venezia alla presenza della sottosegretaria al Ministero dell'ambiente Barbara Degani. L’accordo consentirà inoltre di programmare ulteriori 60 milioni di euro - stanziati sempre grazie alla delibera CIPE del 1 dicembre 2016 - per interventi mirati al risanamento delle aree inquinate dai PFAS. Quanto ai 23 milioni destinati al fiume Fratta-Gorzone, essi sono così ripartiti: 13 milioni di euro per il miglioramento della qualità dei corpi idrici e quindi per il trattamento acque, e 10 milioni di euro per il trattamento fanghi, da impegnare entro 6 mesi. "Ci auguriamo che la Regione si attivi in tempi rapidissimi per presentare al Governo il piano degli interventi previsto dall'accordo - dichiarano i deputati PD - ora che le risorse sono state sbloccate non c'è altro tempo da perdere, nell’interesse dell’ambiente e soprattutto della salute dei cittadini."

09/02/2017 - 16:37

La deputata padovana del PD in Commissione Cultura alla Camera Giulia Narduolo ha presentato un’interrogazione al Ministro dei Beni Culturali per attirare l’attenzione su una mancanza molto comune nella rete museale italiana, ovvero la possibilità per i visitatori di connettersi ad una rete wifi libera, che potrebbe permettere loro di avere accesso ad una serie di contenuti digitali sviluppati appositamente per migliorare la fruizione dei musei e delle eventuali mostre temporanee.

«Nel corso di un incontro avvenuto lo scorso gennaio - spiega Narduolo - la direttrice del museo di Adria mi ha segnalato come in nessuno dei musei nazionali del Veneto sia attiva una rete WiFi aperta. Pensando alla banalità di questa problematica, dato che ormai la connessione internet è diventata una sorta di “bene comune”, ho fatto una ricerca e ho verificato che lo scorso 26 luglio il Ministro dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo, il Ministro dello Sviluppo Economico e l’Agenzia per l’Italia digitale hanno firmato un protocollo ‘per la diffusione di piattaforme digitali al servizio del turista sul territorio italiano’, con l’obiettivo di creare nuovi servizi digitali per facilitare l’accesso di cittadini e visitatori al nostro patrimonio e favorire lo sviluppo di applicativi e servizi a valore aggiunto. Il protocollo avrà la durata di tre anni ma non è ancora noto quali saranno i primi passi. Per questo stamattina ho presentato un’interrogazione al Ministro Franceschini per avere informazioni aggiornate sull’attuazione del protocollo, chiedendo particolare attenzione per i nostri musei che, nonostante l’aumento di fondi ad essi destinati in legge di stabilità, non hanno abbastanza risorse da investire per dotarsi di una connessione wifi adeguata. Se vogliamo che il nostro patrimonio culturale sia all’altezza dei tempi, è necessario avviare rapidamente il percorso per risolvere questa mancanza.»

27/10/2016 - 12:46

Previsto un milione di euro per recupero e manifestazioni celebrative

Nel 2022 l'Università di Padova festeggerà i suoi 800 anni. Otto secoli di storia e prestigio, grazie anche alle personalità ‎di primo piano che sono passate dalle aule dell'Ateneo patavino. Per celebrare questo anniversario, è stata depositata alla Camera dei Deputati una proposta di legge che ha come prima firmataria la deputata padovana del PD Giulia Narduolo. La proposta prevede la concessione di un contributo straordinario di un milione di euro all’Università che verrà disposto in particolare per il recupero, il restauro e il riordino di materiale storico-artistico e scientifico; la conservazione e il restauro di beni mobili e immobili di interesse storico e artistico di proprietà dell’Università; l’organizzazione di convegni, manifestazioni ed eventi celebrativi; la realizzazione e la pubblicazione di lavori di ricerca sulla storia dell’Ateneo stesso.

La stessa proposta di legge, per le medesime ragioni, riguarda anche l’Università degli Studi di Napoli "Federico II", il cui ottavo centenario verrà celebrato nel 2024.

«Da parlamentare padovana - ha detto Narduolo - ritengo doveroso sostenere il nostro Ateneo. La ricorrenza degli 800 anni dalla sua fondazione rappresenterà una grande opportunità per rilanciare i valori fondanti dell’Italia e dell’Europa, ovvero cultura, tolleranza, integrazione di popoli e conoscenze; e per ribadire il ruolo centrale dell’Italia nell’ambito universitario, unica nazione al mondo che ebbe tre università già nel Duecento: Bologna 1088, Padova 1222, Napoli 1224. E quest’ultimo aspetto deve continuare ad essere un motivo d’orgoglio dei padovani. Dunque, oltre ad essere un luogo di formazione e ricerca riconosciuta per le sue eccellenze, l’Università di Padova è un riferimento per l’identità e la storia del nostro Paese. Per questo i fondi saranno principalmente destinati alla tutela e alla valorizzazione culturale del nostro Ateneo».

12/10/2016 - 18:27

Legge su Buona Scuola ha perciò stanziato 40 milioni

“Quanto accaduto alla scuola elementare De Amicis a Padova, dove lunedì è crollato il controsoffitto di una classe, non deve più accadere. Per fortuna la maestra ha capito cosa stava per accadere e si è evitato il peggio. A volte si tende a pensare erroneamente che queste emergenze di edilizia scolastica riguardino solo il sud Italia, ma non è vero e, purtroppo, ne abbiamo avuto un'altra prova. Consci di questo, dal Parlamento e dal Governo in questi 3 anni abbiamo voluto dare un forte segnale stanziando più di 4 miliardi di euro per interventi di messa in sicurezza e ristrutturazione degli edifici e per la costruzione di scuole nuove. Ricordo in particolare che, nella legge “Buona Scuola”, 40 milioni di euro erano stati stanziati specificamente per richiedere indagini diagnostiche su controsoffitti e solai. Una scelta che peraltro aveva suscitato addirittura l’ilarità di alcuni … Abbiamo visto che c’è ben poco da ridere. Non mi soffermo poi a polemizzare sul fatto che l’amministrazione Bitonci abbia o meno voluto utilizzare le risorse messe a disposizione a livello nazionale. Resta comunque il fatto che nella mappa costantemente aggiornata dei cantieri in corso in tutta Italia, gli unici interventi a Padova siano stati richiesti dalla Provincia su istituti di istruzione superiore (per verificare:http://italiasicura.governo.it/site/home/scuole/ricerca-scuole.html?P0_ente=padova). La sicurezza delle nostre scuole è un tema fondamentale per il Paese e il Partito Democratico ne è consapevole. Per questo abbiamo tutta l’intenzione di mantenere l’impegno per evitare il rischio che accadano incidenti come quello di Padova e sono sicura che anche nella imminente legge di bilancio continueremo ad investire risorse per sostenere la manutenzione e la messa in sicurezza degli edifici scolastici”.

Così Giulia Narduolo, deputata del Partito democratico.

04/10/2016 - 20:11

“Qual è il futuro dell’Europa? Dopo la Brexit o per le varie tensioni latenti, questa domanda viene posta spesso. Ma la migliore delle risposte possibili è: i giovani”. Lo dichiara Giulia Narduolo, deputata del Partito democratico.

“La conoscenza e la cultura – spiega - sono il migliore antidoto al populismo e all’antieuropeismo. Per dare sostegno a tale principio, per saldare le generazioni e farle sentire un tutt’uno, non c’è strumento migliore che viaggiare. Riprendendo una proposta fatta nel 2015 da un deputato ungherese del Partito socialista europeo, al Parlamento Europeo si inizia a discutere l’idea di offrire un pass gratuito per l’Interrail ai diciottenni europei. È senza dubbio una proposta da appoggiare pienamente. Anche perché farebbe il paio con il bonus cultura per i diciottenni italiani, proposto dal Partito democratico e varato dal governo e attivo da questo mese”.

“Insomma, più Europa e più cultura farebbero senz'altro bene ai nostri giovani”, conclude.

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