28/09/2017 - 15:50

"Un Fondo di 100 milioni di euro per finanziare progetti per lo sviluppo economico e sociale dei tanti piccoli comuni che formano il nostro bel paese, cuore del made in Italy, il territorio che - come dice la Coldiretti - è il riferimento per allevamenti che producono i formaggi e i salumi italiani a denominazione di origine (Dop),  e per gli uliveti dei pregiati extravergini riconosciuti dall'Unione Europea.  Lo prevede la legge sui piccoli comuni approvata oggi  in via definitiva al Senato insieme a tanti altre norme, tra cui:  la semplificazione amministrativa, il mantenimento di servizi postali, di scuole e presidi sanitari, del trasporto pubblico, lo sviluppo della rete in banda ultra larga e l'accesso alle reti a connessione veloce e ultraveloce,  la riqualificazione di centri storici e promozione di alberghi, la realizzazione di itinerari turistici e culturali.
Una legge che darà ulteriore input al made in Italy, attesa da anni dalle tante piccole comunità locali di tutto il paese, da Nord a Sud, e che servirà a contrastare il degrado del territorio e il graduale spopolamento di zone che invece possono ancora offrire tanto in termini di tradizione e di prodotti agroalimentare tipici.
Ogni regione in Italia è la summa di questi comuni poco estesi che sono il suo vero centro identitario, e questa legge vuole proteggerli e rivitalizzarli". Così il capogruppo Pd commssione Agricoltura  Nicodemo Oliverio. 

27/09/2017 - 19:14

“Durante il questione time di oggi, rispondendo a una interrogazione in Aula discussa dai collegi Palma e Zanin, il ministro Martina ha confermato e ribadito il suo impegno per agevolare e incrementare l’accesso dei giovani in agricoltura, con particolare riferimento ai mutui a tasso agevolato e ai crediti di imposta per sviluppare l'e-commerce in campo agroalimentare, alla scontistica Irap per la prima volta nel settore agricolo”. Lo dichiara Nicodemo Oliverio, capogruppo del Pd in Commissione Agricoltura, che ha presentato un’interrogazione al ministro Martina.

Oliverio si dice “soddisfatto del  lavoro che abbiamo fatto in questi ultimi anni in parlamento ha prodotto frutti importanti a sostegno dei giovani in agricoltura. L'azione fondamentale del governo e in particolare del ministro Martina, ha dato ai giovani strumenti e risorse di straordinaria importanza, favorendo e sostenendo le nuove generazioni che con grande entusiasmo stanno tornando alla terra e all'impresa agroalimentare.

“Dobbiamo proseguire su questa strada incentivando ulteriormente il peso dei giovani in agricoltura", conclude.

25/09/2017 - 15:45

“Buona notizia oggi quella che riguarda la decisione della Francia che vieterà l’uso del glifosato entro il 2022 dicendo quindi definitivamente il suo ‘no’ a un ipotetico rinnovo del suo utilizzo per altri 10 anni. Il " no" dell'Italia è stato già notificato formalmente dal Mipaaf”. Lo dichiara Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura alla Camera

“Sono due – spiega Oliverio – i motivi principali contro l’uso di questo erbicida: la tutele della salute dei consumatori e i forti dubbi sulle conseguenze sanitarie. Entrambe sono ragioni sufficienti a opporci al rinnovo dell’autorizzazione.  Il glifosato è l’erbicida cui ricorre spesso un’agricoltura di tipo massificato che  è incompatibile con la qualità e la bio-diversità del Made in Italy”.
“Proprio per questi motivi – conclude Oliverio – alcune regioni italiane, come la Calabria, hanno impresso un’accelerazione in direzione di una maggiore sicurezza e qualità, decidendo in modo autonomo di bandire l’utilizzo di glifosato“.

 

22/09/2017 - 13:49

Ancora un’ operazione delle forze dell’ordine, questa volta in Calabria, che ha portato agli arresti domiciliari due fratelli di Amantea per lo sfruttamento vergognoso di lavoratori, aggravato da una intollerabile discriminazione razziale.
Ringraziamo  i Carabinieri della Compagnia di Paola,  finalizzata al contrasto dello sfruttamento dei rifugiati  ospitati nei centri di accoglienza, per questa brillante operazione e al contempo voglio sottolineare quanto sia stata fondamentale l’approvazione durante questa legislatura della legge contro il caporalato, legge di cui ci sentiamo orgogliosi e soddisfatti.

Dopo anni e anni di indifferenza nei confronti di questo  sistema di sfruttamento disumano dei lavoratori, immigrati o non,  e del mondo criminale che c’è dietro, il problema del caporalato è  finalmente sotto l’occhio vigile delle istituzioni preposte a contrastarlo. Oggi ci sono gli strumenti idonei messi a disposizione della legge e la volontà politica di arrivare a sconfiggere questa piaga vergognosa”. Così Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in commissione agricoltura.

21/09/2017 - 14:28

“Questo provvedimento valorizza le specificità della nostra pesca e crea le condizioni per la sua modernizzazione. Prevede quattro deleghe al Governo, per la riforma degli ammortizzatori sociali per gli operatori, per il riordino della normativa per le  concessioni demaniali e di licenze di pesca, per la sburocratizzazione, e per il  riordino della pesca non professionale.  Ridefinisce, inoltre, i distretti di pesca, prevede modalità innovative di assegnazione degli incrementi annui delle quote di tonno rosso,  le modalità di partecipazione ai programmi  di cooperative e associazioni, e  l’esenzione dall’imposta di bollo nei rapporti fra imprese e PA. Il Governo definirà i modi di svolgimento del pescaturismo e dell’ ittiturismo. E’ poi riorganizzata la governance della pesca con la “rinascita” della Commissione consultiva centrale e sarà adeguato  il sistema sanzionatorio. Negli anni 80, con l’ultimo organico intervento legislativo, le imbarcazioni da pesca erano circa 20.000, con  400.000 tonnellate all’anno di prodotti freschi. Oggi si sbarca meno della metà di prodotto, una riduzione del 2% annuo e un calo di redditi.  I lavoratori sono poco più di 25 mila, mentre quelli che operano a terra oltre 100 mila, escluso l’indotto. Il personale imbarcato è ridotto del 38% dal 2.000. Persi posti di lavoro e i ricavi sono contratti in 10 anni del 31%. Oggi la pesca, dopo ben 35 anni, torna al centro di Parlamento e Governo con una pdl organica per un settore importante: in Italia sono 180 mila le imprese, pari al 3% del totale imprenditoriale nazionale, quasi il doppio del comparto  tessile, il triplo di quello del legno, della carta e dell’editoria. E il settore della filiera ittica è inoltre il secondo della “Blue economy“ con più di 33mila imprese, pari al 18,2% del totale delle imprese dell’economia del mare.  Dal punto di vista occupazionale, i quasi 800mila lavoratori impiegati nel settore ittico rappresentano il 3,3% dell’occupazione complessiva del Paese.

Il comparto, dunque, merita questo intervento che lo toglierà dalle secche dell’immobilismo”. Lo ha dichiarato Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in commissione Agricoltura annunciando il proprio sì alla pdl approvata oggi in aula su interventi al settore ittico.

20/09/2017 - 16:43

“E’ necessario che nell'Accordo in via di definizione fra Unione Europea e Cina sulla valorizzazione reciproca nei rispettivi mercati di cento prodotti del comparto agroalimentare, sia assicurata adeguata tutela ai tanti Vini DOC di pregio prodotti nel Mezzogiorno” . E’ quanto hanno chiesto i deputati Pd Nicodemo OLiverio e Tino Iannuzzi, rispettivamente capogruppo e vicepresidente della commissione Agricoltura in una interrogazione in question time in Commissione Agricoltura, presentata insieme alle deputate Pd Annamaria Carloni e Giovanna Palma.

“Fra i 26 prodotti italiani tutelati allo stato – spiegano Oliverio e Iannuzzi -  sarebbero ricompresi 13 Vini del Centro-Nord, con ingiustificata e irragionevole esclusione di tanti Vini DOC di eccellenza e con rilevante dimensione produttiva che provengono dalle regioni meridionali, dalla Sicilia, Campania, Calabria e Puglia, spesso con produzioni di gran lunga superiori a diversi dei tredici Vini che sarebbero, invece, ricompresi nell'Accordo. Ne discenderebbe una decisione penalizzante per l'agricoltura e l'agroalimentare meridionali, punto di forza per l'intera economia italiana. Occorre un risoluto e immediato intervento del Governo per modificare e integrare l'elenco dei vini oggetto dell'Accordo nel negoziato ancora in corso fra Unione Europea e Cina per porre riparo a questa situazione ingiustificata e negativa, alla luce della qualità di tanti vini meridionali. Assumeremo altre iniziative per conseguire la doverosa e fondata salvaguardia della viticoltura meridionale, evitando esclusioni non motivate e fortemente pregiudizievoli".

15/09/2017 - 16:34

“Il decreto che reintroduce l'obbligo di indicare lo  stabilimento di produzione in etichetta è un grande passo avanti per il nostro made in Italy, passo avanti per il quale governo e  maggioranza hanno lavorato in tandem con determinazione ed efficacia.
Il provvedimento prevede un periodo transitorio di 180 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale per lo smaltimento delle etichette già stampate e fino a esaurimento dei prodotti già etichettati, servirà a rassicurare il consumatore e a fornire maggiori strumenti agli organi di controllo .
Questa dell’ obbligo dell’etichettatura è - come ha sottolineato il ministro Martina - un impegno preso con consumatori e produttori  che abbiamo mantenuto . E dimostra quanto sia autentica la volontà del governo di proteggere il nostro made in Italy dai prodotti che si spacciano come tali e che non lo sono. L’obiettivo, ancora una volta, salvaguardare la salute dei consumatori e la qualità degli alimenti”. Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura Nicodemo Oliverio.

31/08/2017 - 17:30

“Accogliamo con soddisfazione il fatto che, dopo l’Italia, anche la Francia abbia deciso di assumere una posizione contraria all’ipotesi, circolata in ambito comunitario, di un rinnovo all’utilizzo per altri 10 anni del glifosato”. Lo dichiara Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura alla Camera, per commentare la notizia secondo cui la Francia voterà contro la proposta di rinnovo dell’autorizzazione per 10 anni dell’erbicida glifosato.
“La nostra contrarietà – spiega – all’utilizzo dell’erbicida è dovuta a due principali ordini di motivi. Il primo è rappresentato dalla tutele della salute dei consumatori, che è per noi una priorità assoluta. I pesanti dubbi che gravano sulle conseguenze sanitarie legate all’utilizzo di questo erbicida, costituiscono una ragione sufficiente a opporci al rinnovo dell’autorizzazione. In secondo luogo, il glifosato è l’erbicida cui ricorre in genere l’agricoltura di tipo massificato e per questo incompatibile con l’impostazione, basata sulla qualità e la bio-diversità, che caratterizza il Made in Italy”.
“In questo senso va ricordato che alcune regioni italiane, come ad esempio la Calabria, hanno impresso un’accelerazione in direzione di una maggiore sicurezza e qualità, decidendo in modo autonomo di bandire l’utilizzo di glifosato“, conclude.

04/08/2017 - 11:32

Incontro di alcuni deputati dem con il ministro

"Abbiamo rappresentato al ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, la necessità di approfondire e valutare attentamente una serie di questioni che si legano al Trattato di libero scambio fra Canada ed UE (CETA), ora in fase di esame al Senato. In particolare abbiamo espresso la forte preoccupazione per l'inserimento nella Lista delle Indicazione Geografiche Italiane di soli 4 DOP Italiani per la produzione di Olio extravergine d'oliva, benché il nostro Paese ne possa annoverare ben 41. Tale scelta, dalle informazioni assunte, risale al momento in cui furono avviati i negoziati fra Europa e Canada con i Governi Berlusconi e, più precisamente, nel 2009 quando ministro delle Politiche Agricole era l'attuale Governatore del Veneto, Luca Zaia; nel 2011, con Francesco Saverio Romani al ministero l'attuale capogruppo di Forza Italia al Senato, Paolo Romani, al ministero dello Sviluppo Economico furono portati a compimento i negoziati e venne definita la lista dei prodotti da tutelare. Ne è derivato il riconoscimento nel CETA di soli 3 Olii  DOP del Veneto e di 1 del Garda, ignorando ingiustificatamente le produzioni di Olio di elevata qualità in Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia e Campania. Il ministro Martina si è dimostrato molto attento ad approfondire una questione così delicata e rilevante, che si inserisce in una Legislatura con tanti significativi provvedimenti approvati per lo sviluppo della nostra Agricoltura. Ogni sforzo deve essere indirizzato verso l'ampliamento dei prodotti tutelati contenuti nella Lista per salvaguardare i tanti Oli DOP meridionali di qualità. Già nell'incontro sul CETA dell'11 luglio del gruppo dei deputati PD con i ministri Calenda e Martina abbiamo evidenziato la necessità di considerare la portata effettivamente vincolante ed obbligatoria dei principi di precauzione ed equivalenza di misure sanitarie e fitosanitarie a tutela delle esigenze prioritarie della salute, della sicurezza e qualità dei prodotti, dell'ambiente. Vanno salvaguardate le tante eccellenze (DOP ed IGP) del nostro comparto agroalimentare, molte nel Mezzogiorno, che non possono essere danneggiate dal mancato riconoscimento come Indicazioni geograficamente protette e dalla concorrenza di prodotti che hanno Indicazioni analoghe in Canada. È un tema cruciale per l'intera produzione agricola del Paese e ancor di più del Mezzogiorno. Fondamentale rimangono anche l'etichettatura e la tracciabilità del grano, vera carta di identità delle nostre produzioni. Occorre, pertanto, ponderare e valutare bene tali questioni essenziali per la tutela e la crescita della agricoltura italiana, un serio e rigoroso confronto di merito con le diverse e significative realtà del mondo agricolo, sociale ed associativo che hanno avanzato preoccupazioni motivate e degne di essere attentamente ponderate".

Lo dicono i deputati del Pd Nicodemo Oliverio, capogruppo in commissione Agricoltura, Tino Iannuzzi, Maria Antezza e Anna Maria Carloni dopo aver incontrato il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina.

03/08/2017 - 12:40

Via libera in commissione Agricoltura a testo unico

“La Commissione Agricoltura ha conferito il mandato al relatore a riferire in Aula sul testo unificato sul settore ittico. Alla ripresa dei lavori parlamentari dovrebbe essere approvato dalla Camera in prima lettura. Si tratta di un provvedimento importante per il settore che vive un momento di grande difficoltà, stretto in una tenaglia tra le politiche europee che chiedono la riduzione dello sforzo di pesca e l’impossibilità per gli operatori di conseguire un reddito superiore ai costi richiesti. Il provvedimento prende atto di tale emergenza e chiede al Governo che sia operata una riforma complessiva delle politiche di settore, comprese quelle riguardanti la pesca sportiva, ridefinendo, tra l’altro, gli interventi a sostegno del reddito degli operatori della pesca professionale e le modalità di rilascio delle concessioni demaniali per la pesca e l’acquacoltura. Disposizioni di immediata applicabilità riguardano l’istituzione del Fondo per lo sviluppo della filiera ittica, dotato di apposite risorse finanziare, la revisione della normativa in materia di distretti di pesca e dell’attività di pesca turismo e ittiturismo, l’esenzione dall’imposta di bollo, la revisione a favore degli operatori delle sanzioni amministrative previste per la pesca illegale nonché la ripartizione tra i diversi sistemi di pesca della quota aggiuntiva di cattura del tonno rosso che potrebbe essere assegnata all’Italia in base alle decisioni ICCAT”.

Lo ha detto Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in commissione Agricoltura.
 

28/07/2017 - 12:11

“La commissione Agricoltura ha approvato, oggi, il  parere sul decreto Mezzogiorno che prevede una serie di misure mirate a valorizzare le potenzialità di questa parte del nostro Paese, invertendo così quella politica di abbandono che si è protratta fin troppo a lungo. Non più, dunque, parole  e basta, come nei governi di centro destra che ci hanno preceduto, ma finalmente fatti concreti”. Così Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd commissione Agricoltura, che spiega: “Il decreto è il frutto di una politica che ha preso forma mettendo a sistema le risorse comunitarie  nazionali. Una politica da cui è nata l’idea, poi realizzata, dei Patti per lo sviluppo, sottoscritti da Governo con Regioni e città metropolitane del sud, che con questo decreto avranno nuovo impulso. 
Il decreto mira a favorire la crescita economica e l’occupazione nel Mezzogiorno. In particolare con la misura denominata ‘Resto al Sud’, si potranno creare 100 mila imprese per  giovani, in agricoltura, turismo, artigianato, industria e pesca. Inoltre,  verranno istituite le zone economiche speciali che individuano attorno ai principali porti del Sud le sedi per valorizzare le filiere della logistica, attraverso nuovi investimenti, grazie anche a incentivi e semplificazioni. Altri interventi previsti: il rafforzamento al contrasto del fenomeno degli incendi boschivi dolosi, impedendo lo sfruttamento successivo dei terreni incendiati; aiuti alle imprese agricole che hanno subito danni a causa della siccità prolungata di quest’anno, che potranno accedere agli interventi del Fondo di solidarietà autorizzati dal decreto-legge febbraio 2017; indennizzi legati al fermo pesca non obbligatorio per la sola annualità 2017.
“Il Sud, dunque  - conclude Oliverio -  è tornato protagonista e con la sua forza potrà contribuire alla ripresa del Paese”.

27/07/2017 - 13:11

“Commissione Agricoltura approva all’unanimità risoluzione”

“Una cabina di regia presso il Ministero delle Politiche agricole per il rinnovamento delle infrastrutture irrigue, con la partecipazione delle   associazioni di categoria e dell’ANBI, con il fine di   monitorare l’attuazione del piano interventi, coordinare i fondi destinati all’emergenza irrigua (oggi pari a circa 700 milioni) e definire inoltre un nuovo piano di investimenti per il   breve -medio periodo. Questo è il primo punto della   risoluzione approvata all’unanimità in commissione XIII, che impegna il Governo ad affrontare in modo strutturale il problema siccità legato al settore agricoltura, tra i più penalizzati dal protrarsi di mancanza di piogge e che necessita di un piano di razionalizzazione dell’utilizzo di risorse idriche”. Lo dice il capogruppo Pd Nicodemo Oliverio, relatore della risoluzione, che aggiunge: “Altri punti della risoluzione: più risorse per raccolta  e conservazione di acqua, attraverso la realizzazione di un piano nazionale di realizzazione di circa 2.000 piccoli e medi invasi, dopo aver monitorato quelli incompiuti e non funzionanti; procedure veloci per l’uso di risorse finanziarie già disponibili; più risorse per nuove tecniche di ricarica degli acquiferi e gestione acqua; erogazione di risorse destinate a opere irrigue dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per risorse pari a 107,65 milioni di euro ; strategie di razionalizzazione del consumo di acqua e del suo riutilizzo in siccità;  impianti aziendali per raccolta, stoccaggio e uso irriguo sostenibile ed efficiente; forme di ristoro per le aziende agricole colpite dalla siccità, prevedendo l’accesso al Fondo di solidarietà, l'anticipo dei contributi PAC e sviluppo rurale, la sospensione del pagamento delle rate dei mutui, anche per le imprese che hanno stipulato le polizze assicurative. “Il Governo – conclude Oliverio - ha destinato nel piano di sviluppo rurale 300 milioni di euro per il settore irrigazione, ulteriori 295 milioni sono stati stanziati con ulteriore delibera CIPE del dicembre 2016, 107,65 milioni deriveranno da una prima ripartizione del finanziamento a carico del Fondo per il finanziamento investimenti e sviluppo infrastrutturale del Paese. Risulta dunque indispensabile un completamento delle infrastrutture per l’irrigazione e  ulteriori investimenti per una migliore razionalizzazione ed efficienza   dell’uso dell’acqua in agricoltura”.

20/07/2017 - 20:04

“L’ipotesi di un rinnovo dell’utilizzo per altri 10 anni del glifosato, circolata in sede Ue, ci trova nettamente contrari”. Lo dichiara Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura alla Camera, per commentare l’intenzione espressa dalla Commissione Ue di approvare nuovamente l’utilizzo del più diffuso degli erbicidi, seppur con una maggioranza qualificata degli Stati membri.

“La nostra contrarietà – spiega - deriva da due ordini di motivi. Innanzitutto, dal fatto che per noi la tutela della salute dei consumatori è una priorità assoluta. Dal momento che sulla sicurezza alimentare del glifosato si addensano molti e pesanti dubbi, questo per noi un elemento dirimente per opporci al rinnovo del suo utilizzo. In secondo luogo, questo tipo di erbicida è tipico delle produzione massificate e intensive, e dunque incompatibile con la qualità come elemento imprescindibile per lo sviluppo dell’agricoltura Made in Italy”.

“Un fatto confermato dalla decisione, assunta in modo autonomo da alcune regioni italiane, come per esempio la Calabria, di bandire l’utilizzo del glifosato”, conclude.

Roma, 20 luglio 2017    

20/07/2017 - 14:40

“In attesa della piena attuazione del regolamento  europeo 1169 del 2011, oggi i ministri Martina, Agricoltura, e Calenda, Sviluppo Economico, hanno firmato due decreti interministeriali che   introducono per due anni un sistema sperimentale di  etichettatura per il riso e per il grano. Quello che non è stato fatto in sede Ue, lo ha fatto oggi il nostro governo a Roma: ha dato risposte concrete ad agricoltori e risicoltori italiani che da tempo chiedono l’etichetta di origine sui prodotti. 
Quello di oggi è un risultato politico storico. Garantire più trasparenza e sicurezza anche in etichetta vuol dire fornire ai consumatori più strumenti per scegliere consapevolmente il Made in Italy. Significa tutelare i nostri produttori di riso e pasta ed essere al loro fianco in un momento in cui il mercato è sempre più instabile. Niente chiacchiere, quelle le lasciamo ad altri che tutelano l’agroalimentare italiano solo a parole. Il Governo, attraverso i Ministri Martina e Calenda, risponde con i fatti, facendo sentire la sua voce anche in Europa.
I decreti  prevedono per il grano l’obbligo di indicazione del paese in cui è coltivato e macinato e se  le due fasi avvengono in più Paesi, si possono usare diciture diverse. Per il riso si prevede   l'indicazione del Paese di coltivazione, lavorazione e  confezionamento, e anche qui, se le fasi avvengono in più  Paesi si possono usare le diciture diverse.
Obiettivo: fornire al consumatore la massima  trasparenza, attribuire una Carta di Identità ai nostri prodotti, proteggere il  made in Italy dall’invasione nel nostro mercato interno di riso e grano provenienti dai paesi stranieri a dazio zero”. Così Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in commissione Agricoltura.

19/07/2017 - 16:34

“La  commissione Agricoltura della Camera, su proposta del relatore, ha dato all'unanimità parere favorevole al Piano di ricerca del  CREA  alle seguenti condizioni:  astenersi da progetti di ricerca che utilizzino tecniche che potrebbero portare all'ottenimento di materiale genetico con DNA esogeno, attenendosi al pronunciamento della Corte di giustizia sui confini delle nuove tecnologie di miglioramento genetico; inviare  al Parlamento le schede di ricerca con le relative ricadute economiche  e ambientali; incrementare il finanziamento per la filiera olivicola; promuovere  la biodiversità agroalimentare e valorizzare la ricerca nel biologico; definire le questioni brevettuali e assicurare il diritto di accesso degli agricoltori alle sementi e alle varietà tradizionali e locali; utilizzare le professionalità dei ricercatori  del CREA con  competenza specifica per la realizzazione del Piano di ricerca con l'impegno a reperire i mezzi finanziari per trasformare a tempo indeterminato il rapporto di lavoro"”. Lo dice Nicodemo Oliverio , capogruppo in commissione Agricoltura della Camera che aggiunge: “Il Crea  si pone  in primo piano per la  ricerca pubblica di grande respiro che si occupa del miglioramento genetico e che si apre ad altri soggetti pubblici, in una dimensione di inclusività dell’apporto del contributi di ricerca. Dal dopoguerra ad oggi questo piano di ricerca si distingue per la significatività delle risorse finanziarie e per la forte valorizzazione dei prodotti made in Italy. Il Crea infine con questo piano – conclude - valorizza il nostro patrimonio della biodiversità in coerenza con il lavoro che è stato fatto in Parlamento, così come supporta le coltivazioni con metodo biologico sottolineandone l’apporto del valore nutrizionale”.

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