25/02/2016 - 13:17

"Ricapitoliamo: una società privata (la Casaleggio associati) convoca e orienta una specie di talent per scegliere il candidato sindaco della capitale d'Italia. Si fa un breve video, lo si mette online e il pubblico sceglie. C'è qualche impresentabile, ma non e' un problema tanto anche quelli due voti li portano". Così Matteo Orfini, commissario del Pd di Roma, su Facebook in merito alle prossime amministrative.

"Votano - ammesso che i numeri siano veri - quattro gatti e si decide che a vincere sia una collaboratrice dei difensori di Previti. Dato che non è un caso, si sceglie per la campagna elettorale uno slogan fascisteggiante (roma ai romani). Così da non lasciare dubbi a che tipo di elettorato si vuole arrivare", aggiunge, "La candidata è obbligata a firmare un accordo per cui se non seguira' gli ordini del capo dovrà pagare un sacco di soldi. Il capo -giova ricordarlo- è un imprenditore che quindi persegue i suoi interessi privati, non certo quelli collettivi. Alla candidata affibbiano anche un tutor - perché' da sola farebbe danni. Solo che il tutor a sua volta è tutorato dal grande capo e non sa che dire se non lo sente. Tipo Ambra con Boncompagni. Solo che Ambra poi si è emancipata ed è diventata una grande artista, mentre qui non si vede alcuna evoluzione. Insomma, niente di nuovo. Interessi privati e politica di plastica".

"Noi preferiamo continuare sulla nostra strada: riconoscere i problemi e affrontarli. Stare tra le persone in carne ed ossa, andare dove e' piu' difficile. Cercare soprattutto chi ci critica per ascoltare con umiltà e dare risposte nuove.Perché questa è la politica. E della politica vera e sana oggi Roma ha un gran bisogno", conclude Orfini.

17/02/2016 - 12:55

"I grillini prima chiedono di non cambiare la legge, poi tentennano e ora provano ad affossarla. E chi se ne frega dei diritti negati".

Lo scrive su Twitter Matteo Orfini, presidente del Partito Democratico.

 

09/10/2015 - 14:51

Incontro con autonomi e partite Iva domenica 11 ottobre alle ore 10 a S. Andrea delle Fratte

"Si avvicina la discussione in Parlamento della Legge di Stabilità. L'anno scorso, le misure per gli autonomi sono state una delusione, tanto da rendere necessaria una mezza retromarcia nel Milleproroghe. Da subito, però, abbiamo detto che non sarebbe bastato mettere una pezza: è giunto ora il momento di una riforma complessiva per il mondo degli autonomi. Ma perché sia davvero efficace, deve essere condivisa innanzitutto con loro. Per questo, stavolta, vogliamo parlarne prima: con il Pd di Roma ed il Gruppo Parlamentare dem della Camera abbiamo organizzato per domenica prossima alle ore 10 una giornata di lavoro dedicata alle proposte per i lavoratori autonomi e le partita IVA. L’incontro si terrà presso la sede nazionale del Pd in via sant’Andrea delle Fratte a Roma". Lo ha detto Chiara Gribaudo, vice capogruppo dem alla Camera.

"Abbiamo scelto una modalità aperta e partecipata perché anche il metodo è importante” ha detto Matteo Orfini, presidente del Pd. “Tre tavoli tematici al mattino su fisco, previdenza e diritti e, dopo una breve pausa, la raccolta dei contributi emersi e le conclusioni. L’obiettivo è individuare una tabella di marcia precisa e formalizzare, anche alla presenza del Governo, l’impegno del Pd sul lavoro autonomo per i prossimi mesi".

"Un pezzo rilevante del mondo del lavoro - ha spiegato Gribaudo -, cresciuto in questi anni anche al di fuori delle categorie tradizionali che ha visto aumentare le tasse senza che ciò significasse avere maggiori tutele e che anche ha pagato più di altri le conseguenze della crisi economica, attende risposte".

"Ci vuole coraggio per ammettere gli errori: Renzi, a febbraio lo ha avuto, assumendosi un impegno. Ce ne vuole ancora di più per porvi rimedio: siamo convinti che il Governo, ora, debba averlo. Serve il contributo di tutte e tutti: con l'appuntamento a Sant'Andrea delle Fratte, domenica dalle 10, vogliamo allora che il Pd sia ancor di più il partito del lavoro, di tutto il lavoro e che guidi questa battaglia per i diritti e per l'equità" concludono Gribaudo e Orfini.

25/06/2014 - 16:38

“Siamo molto soddisfatti per il via libera alla legge sulle professioni dei beni culturali che era attesa dal 2008 e con la quale lo Stato riconosce il ruolo fondamentale dei professionisti a cui affidiamo la tutela, la salvaguardia e la conservazione del nostro patrimonio culturale. L’Esecutivo Berlusconi non volle mai prenderla in considerazione mentre i governi Letta e Renzi, finalmente, si sono adoperati per giungere all’approvazione. Se prima qualcuno pensava che con la cultura non si mangia, ora finalmente ribadiamo che la cultura fa crescere il Paese”. Lo dicono Manuela Ghizzoni del Pd, vicepresidente della commissione Cultura, e Matteo Orfini, presidente del Pd e componente della medesima commissione.

“Il primo progetto di legge a firma Madia-Ghizzoni-Orfini – proseguono i deputati democratici - fu presentato nel 2008. Un lungo elenco di professioni antichissime, come quelle dei bibliotecari e archivisti, e nuovissime, come gli esperti di diagnostica e di scienze e tecnologie applicate ai beni culturali sono ora parte integrante del Codice dei beni culturali. Le altre professioni dei beni culturali ora riconosciute sono archeologi, demoetnoantropologi, antropologi fisici, restauratori dei beni culturali e collaboratori restauratori dei beni culturali, esperti di scienze e tecnologia applicate ai beni culturali e storici dell’arte. La legge sulle professioni dei beni culturali è nata in modo partecipato, frutto del confronto con i rappresentanti del settore e delle istituzioni coinvolte. Il tema è di stretta attualità; in queste ore, infatti, si discute il decreto Franceschini che conferma il ruolo centrale che per il nuovo Esecutivo ha la cultura nel rilancio del Paese. Tra le tante novità, infatti, c’è anche la misura che consente agli enti pubblici l’assunzione a tempo determinato dei professionisti della cultura, anche in deroga ai limiti previsti”.

 

16/05/2014 - 19:19

“Si moltiplicano le inchieste giudiziarie e giornalistiche sui maxisprechi in Rai, su questo l’Usigrai non ha nulla da dire?”. E’ quanto chiedono i parlamentari del Partito Democratico e componenti della commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi, Francesco Saverio Garofani, Gero Grassi e Matteo Orfini

 

“L’Espresso riporta l’indagine dell’Antitrust sugli sprechi – spiegano i parlamentari dem – nell’ambito degli appalti per la post produzione, che valgono fino a mezzo miliardo di euro. Si parla poi degli affitti d’oro, fino a 11 milioni di euro, per le redazioni di trasmissioni come Porta a porta e Ballarò, Geo&Geo e Rai Vaticano, sparse per Roma senza un progetto chiaro e senza che ci sia una seria razionalizzazione delle spese”.

“Il sindacato Rai – continuano di deputati Pd - trova il modo di polemizzare quotidianamente con il governo, con mobilitazioni e annunci di scioperi di cui non si ricordano precedenti neanche ai tempi dell’editto bulgaro o dello stop del governo Berlusconi alla vantaggiosa operazione Raiway del 2001”.

“Non ha nulla da dichiarare, invece, su sprechi per centinaia di milioni di euro che da soli basterebbero a coprire molto più dei 150 milioni di tagli decisi nel Dl Irpef”, concludono Anzaldi, Garofani, Grassi e Orfini.