27/01/2016 - 17:03

“Rispondendo alla nostra interrogazione, il ministro Padoan ha dato una buona notizia in merito al raggiungimento di un accordo con la Commissione Europea al fine di smaltire i crediti bancari in sofferenza. Credo che già la prossima settimana arriverà il Decreto legge di recepimento”.

Lo afferma Michele Pelillo, capogruppo Pd in commissione Fnanze, intervenuto durante il question time di Montecitorio sulle iniziative europee finalizzate al rafforzamento del sistema bancario, in particolare volte alla realizzazione di un meccanismo di gestione dei crediti bancari deteriorati.

“Sin dall’inizio – sostiene Pelillo - è stato chiaro che i problemi evidenziati dal mercato borsistico dei titoli bancari sono da ricondurre all’entità dei crediti deteriorati. Il fatto è che il tema dei NPL (non performing loans) in tempi di bail-in non può essere risolto se non con interventi mirati come è lo strumento messo a punto dal Governo, d'intesa con l'Unione europea. Siamo soddisfatti dell’azione promossa dal nostro esecutivo. Non dimentichiamo che in Italia il sistema bancario è solido anche grazie alle misure già adottate dal Governo. Si tratta della riforma delle banche popolari, dell’intervento sulla risoluzione degli istituti in crisi, di quello in materia di procedure di recupero dei crediti inesigibili e di deducibilità delle svalutazioni e delle perdite su crediti e delle misure di prossima definizione che dovrebbero comprendere il progetto di riforma delle banche di credito cooperativo. Si rende tuttavia necessario alleggerire ulteriormente l’elevato livello di partite deteriorate, obiettivo del Decreto legge che presto arriverà in Parlamento”. 

22/01/2016 - 18:09

“Nella disperata impresa di distogliere l’attenzione dai guai e dalle magagne di Quarto, oggi il blog di Grillo si butta sulla Rai, e lo fa con le solite, becere iperboli”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“Paragonare la riforma della Rai – spiega – al fascismo è una sparata che, per rispetto di chi ha davvero vissuto il dramma del regime, non vale nemmeno la pena di commentare. Le finalità di Grillo, d’altronde, sono altre: far parlare d’altro rispetto a Quarto. Solo che, anche in questo caso, il blog si è fatto prendere la mano. Niente di nuovo”.

“Quello che, semmai, stupisce è l’atteggiamento del presidente della Vigilanza Rai Fico. Che non solo non ha niente da dire, nel momento in cui viene data un’immagine del genere del concessionario pubblico della tv, ma rincara addirittura la dose con considerazioni che vanno bene per un tifoso qualsiasi e non per una figura istituzionale come la sua, a cui è richiesta equidistanza e imparzialità. L’unico elemento che vale la pena di prendere in seria considerazione del post di Grillo e Fico è, insomma, l’inadeguatezza di Fico”, conclude Peluffo.

17/12/2015 - 20:56

“I termini di accertamento per controllare se qualcuno ha fatto una dichiarazione infedele aumentano di 1 anno e quelli per controllare se ha omesso la dichiarazione di due anni. Il fisco avrà quindi più tempo per compiere gli accertamenti ordinari. Dire che la nuova norma vale anche per i procedimenti e le dichiarazioni in corso è una grave falsità: il nuovo regime parte dalle dichiarazioni del 2016.”. Lo dichiara Michele Pelillo, capogruppo Pd in Commissione Finanze alla Camera in risposta alle osservazioni di Vincenzo Visco a proposito di un emendamento alla legge di Stabilità.

“Scompare – continua Pelillo - solo la pratica tutta italiana di poter raddoppiare questi termini mandando segnalazione di reato alla procura (di solito alla scadenza dei termini ordinari), creando incertezza nei contribuenti su quale sia l'effettiva lunghezza dei termini di accertamento e gonfiando i procedimenti penali in maniera abnorme”.

“Con la nuova norma, l'Agenzia avrà più tempo per fare i controlli ordinari e i contribuenti sapranno con certezza per quanti anni possono essere controllati”, conclude Michele Pelillo.

10/12/2015 - 18:42

"Una commissione d'inchiesta sul sistema bancario italiano è il giusto strumento per individuare le patologie dei meccanismi creditizi e le responsabilità di chi le ha prodotte". Lo dichiara Michele Pelillo, capogruppo Pd in Commissione Finanze alla Camera.

"Detto questo - continua Pelillo - non bisogna mai dimenticare che senza l'intervento del governo ora staremo parlando non di una situazione critica ma di un vera e propria catastrofe. Non di 780 milioni ma di 12 miliardi di risparmi a rischio. Non del coinvolgimento di 94 mila titolari di obbligazioni secondarie ma di una liquidazione che avrebbe colpito 1 milione di risparmiatori, condannato al fallimento 200mila piccole aziende e 6000 lavoratori alla disoccupazione. Questi sono i numeri".
"In queste ore il governo sta lavorando a una soluzione anche per le criticità residue. Noi garantiremo il nostro impegno per arrivare a un punto di caduta, che tenga insieme la tutela dei risparmiatori e il rigido contesto normativo in cui ci troviamo a operare", conclude Michele Pelillo.

09/12/2015 - 18:22

“Secondo le critiche spesso strumentali delle opposizioni, il decreto del governo sulle banche ha solo difetti. Ma esse ignorano o fingono di non vedere il suo pregio fondamentale: senza l’intervento del governo, ci sarebbe stato il tracollo delle banche e il bail-in. La situazione sarebbe stata quindi non problematica ma devastante”. Lo dichiara Michele Pelillo, capogruppo Pd in Commissione Finanze alla Camera.

“Come ha spiegato Bankitalia – continua Pelillo – il provvedimento del governo non ha solo assicurato la continuità operativa delle 4 banche in crisi, tutelando i risparmi, i conti correnti e le obbligazioni ordinarie, e preservato l’occupazione, il tutto senza impiegare risorse pubbliche. Il governo ha anche scongiurato il meccanismo del bail-il, che sarebbe scattato in modo automatico il prossimo 1 gennaio, e la liquidazione atomistica. Con il bail-in, oltre alle azioni e ai titoli subordinati,  sarebbero stati coinvolti i circa 12 miliardi di euro di massa non protetta delle 4 banche, compresi i 2,4 miliardi di obbligazioni non subordinate. La liquidazione atomistica avrebbe portato con sé il rischio di compromettere le funzioni essenziali delle banche, le 200.000 piccole imprese affidate si sarebbe viste chiedere il rientro immediato, con danni incalcolabili per i tessuti economici locali, e a essere tutelati sarebbero stati solo i portatori di depositi garantiti, con il conseguente sacrificio con i crediti di 1 milione di risparmiatori  e dei 6000 posti di lavoro dei lavoratori”.

“La situazione presenta delle criticità, e per questo il governo sta lavorando per trovare delle situazioni. Questo non toglie che senza alcun intervento ora staremmo parlando di una vera e propria devastazione”, conclude Michele Pelillo.

07/12/2015 - 16:08

Se Brunetta sapeva perché suo governo non intervenne?

"Sulla questione banche a essere in stato confusionale sono le opposizioni". Lo dichiara Michele Pelillo, capogruppo Pd in Commissione Finanze alla Camera e primo firmatario dell'emendamento che intende costituire il fondo di solidarietà per i risparmiatori.

"I 5 stelle - spiega Pelillo - dicono che gli istituti salvati non stavano tanto male, mentre Brunetta afferma il contrario. La verità è che il governo ha salvato  migliaia di dipendenti, decine di migliaia di correntisti e obbligazionisti ordinari, rimediando a una situazione che ha ereditato, nata e incancrenita durante altri governi. Piuttosto se Brunetta sapeva perché lui e il suo governo non fecero niente?".

"Detto ciò, è allo studio, nel rispetto delle norme europee, la miglior soluzione per aiutare chi è stato danneggiato senza far pagare agli italiani il conto finale", conclude Michele Pelillo.

13/11/2015 - 13:44

"Non ci aspettavamo l'ostruzionismo da parte dei 5 stelle, neanche il loro nervosismo". Lo dichiara il deputato e capogruppo Pd in commissione Finanze Michele Pelillo, intervenuto in aula in dichiarazione di voto di fiducia sul decreto che prevede il rientro dei capitali dall'estero.

"È evidente che i 5 stelle - aggiunge Pelillo - sono contrariati dai risultati che questo governo sta ottenendo anche sul fronte fiscale; al fatto che con il recupero dell'evasione si comincia davvero a diminuire le tasse a chi le ha sempre pagate ed al fatto che il gettito 2016 della voluntary disclosure appare largamente sottostimato e che quindi potrà consentire al governo di fare di più e meglio in favore di tutti i contribuenti italiani", conclude il deputato.

06/10/2015 - 18:44

“L’accordo raggiunto oggi dall’Ecofin sullo scambio di informazioni dei tax ruling nazionali rappresenta un importante risultato nella lotta all’evasione e all’elusione internazionali”. Lo dichiara Michele Pelillo, capogruppo Pd in Commissione Finanze.

“Per debellare questi due fenomeni – spiega Pelillo – è infatti indispensabile cambiare l’approccio rispetto a quanto fatto fino a ora. E’ infatti necessario non limitarsi a un raggio domestico d’azione ma abbattere le barriere nazionali fino ad affrontare l’evasione e l’elusione su scala continentale”.

“Va quindi accolta con grande soddisfazione il fatto che l’Ue abbia deciso di procedere in modo unitario su questi temi. Il Pd è pronto a dare il suo contributo per tradurre in politiche concrete i propositi espressi oggi dall’Ecofin”, conclude Michele Pelillo.

11/06/2015 - 16:00

"Con l'approvazione del decreto legislativo sulla certezza del diritto vengono introdotte tre importanti misure: la ridefinizione del concetto di abuso del diritto o di elusione fiscale nel nostro diritto tributario, attesa da tempo; un intervento chiarificatore in materia di raddoppio dei termini per l'accertamento tributario; l'introduzione del regime dell'adempimento collaborativo nell'ottica di avvicinare sempre di più il fisco ai cittadini e alle imprese". Lo ha dichiarato il deputato del Pd, Michele Pelillo, vice presidente della commissione Finanze della Camera e relatore sul decreto legislativo recante disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente.

"Nel dare parere favorevole - ha proseguito Pelillo - abbiamo posto al governo alcune condizioni, che fanno riferimento al raddoppio dei termini per l'accertamento tributario. Le prime due condizioni prevedono che il raddoppio dei termini di accertamento per le imposte sui redditi e per l'Iva scatti, entro i termini ordinari di decadenza, anche per i casi di presentazione delle denuncia da parte della Guardia di Finanza; la terza condizione stabilisce che sono comunque fatti salvi gli effetti degli atti di controllo, e non solo di quelli impositivi, notificati alla data di entrata in vigore del decreto legislativo; chiediamo in sostanza che venga rispettata la legge delega".

"Da ultimo occorre sottolineare alcune osservazioni in riferimento alla ridefinizione del concetto di abuso del diritto: laddove si fornisce la definizione di vantaggi fiscali indebiti, invitiamo il governo a valutare l’opportunità di specificare che il richiamo riguardi anche l’ordinamento dell'Unione Europea e gli accordi internazionali; nel caso di contestazione della condotta abusiva, inoltre, il governo valuti l’opportunità di prevedere che la stessa sia preventivamente validata a livello di vertice territoriale dell’Amministrazione finanziaria; infine chiediamo al governo di graduare le sanzioni amministrative, rispettando la differenza tra evasione ed elusione, proponendo,eventualmente, una specifica norma generale sulle sanzioni amministrative applicabili nel caso di elusione con riferimento a tutte le imposte", ha concluso Pelillo.

 

Pagine