03/10/2016 - 17:32

“Con la nuova polemica inventata oggi sui dati Agcom, Fico continua a utilizzare la Commissione Vigilanza per scopi di parte: è evidente che si tratta di un pretesto per portare acqua al mulino del No”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“Una polemica del genere – spiega – a due giorni dalla data in cui la Commissione inizierà a discutere del regolamento applicativo sul referendum, non ha senso, almeno dal punto di vista istituzionale. Se tutto è pronto per affrontare il tema (è pronto il relatore, è pronta la relazione e il provvedimento è incardinato), perché Fico torna indietro e riporta le lancette del dibattito ai mesi scorsi? Tra l’altro, Fico fa finta di non sapere che la richiesta rivolta all’Agcom è solo sua, e non della Vigilanza, perché i dati da lui richiesti non possono essere conteggiati in maniera compiuta, finché non sarà scattata la par condicio”.

“In altre parole, o Fico non ha capito la funzione della Vigilanza, oppure continua a tentare di piegarne il funzionamento per renderla uno strumento di propaganda di M5S”, conclude.

30/09/2016 - 19:32

Attacchi a Renzi ridicolo sciacallaggio

“E’ importante capire come mai la perizia appena commissionata dal Comune di Rho, al fine di valutare il rischio del distacco degli intonaci nelle scuole primarie e secondarie, avesse indicato tra le situazioni non urgenti quella della scuola De Manzoni dove in mattinata si è verificato un fatto molto grave, che poteva avere conseguenze anche peggiori”. Lo chiede il deputato Pd, Vinicio Peluffo, in merito alla vicenda verificatesi nella scuola media Manzoni di Rho nel milanese, dove si è staccato un pezzo di intonaco ferendo due studenti.

“Conosco bene – continua - come è amministrata Rho e quanta attenzione sia da sempre stata dedicata al problema della sicurezza nelle scuole. Proprio per questo, come ha ricordato il sindaco Pietro Romano, è stata commissionata, con un finanziamento del Miur, l'esecuzione di indagini diagnostiche; per questo, si è intervenuti subito sulle situazioni che la perizia indicava come ad alto rischio di distacco dell'intonaco e,  per deliberare l’intervento su quelle indicate come non imminenti, proprio nei giorni scorsi non si è esitato a reperire le risorse necessarie togliendole da altre opere”.

“Le insinuazioni dei soliti sciacalli che, pur di saltare alla gola di Renzi, s’ingegnano per inventarsi una qualche responsabilità del presidente del Consiglio, sono così ridicole che non meritano nemmeno un commento”, conclude.

16/09/2016 - 21:02

“L’insistenza degli attacchi di M5s nei confronti del Tg1 assume in modo sempre più chiaro i contorni di un’ossessione”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“Come se non fossero bastate le minacce di Di Battista i 5 Stelle si dedicano in modo ormai sistematico alla demolizione Tg1, al punto che si è perso il conto delle dichiarazioni fatte contro il telegiornale della principale rete Rai. Se le critiche sono sempre ammesse, quel che è del tutto inaccettabile sono i toni assunti dai grillini: sempre violenti e tali da mettere in discussione la professionalità e il lavoro della redazione guidata da Orfeo”, conclude.

16/09/2016 - 16:58

E anche su esiti Cda convocato per lunedì

“Abbiamo chiesto al presidente Fico di modificare il calendario dei lavori della Commissione Vigilanza Rai in programma per la prossima settimana e di audire, anziché il direttore di Rai Cinema, i vertici dell’azienda in merito alla comunicazione ricevuta dall’Anac e agli esiti del Cda, convocato per lunedì”. Lo dichiarano Vinicio Peluffo e Francesco Verducci, rispettivamente capogruppo e componente Pd in Commissione Vigilanza Rai.

14/09/2016 - 19:40

“Bene l’emendamento del relatore, il senatore del Pd Cociancich, e il parere favorevole del sottosegretario Giacomelli che reintroducono il tetto agli stipendi della Rai”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“Con il voto di oggi – spiega – il Senato raccoglie le sollecitazioni espresse quasi un anno fa dalla Commissione Vigilanza Rai con un voto unanime, sia le indicazioni suggerite dal Partito democratico in occasione della recente audizione dei vertici Rai a proposito della trasparenza. Si tratta di una decisione importante che finalmente sta per diventare legge”, conclude.

07/09/2016 - 16:09

Quale impegno gli ha impedito di essere presente?

“Dov’è Fico? Se qualcuno sa dove si trova il presidente della Commissione di Vigilanza Rai, ci dia sua notizie. E magari ci spieghi quale imprescindibile impegno avesse per mancare a un’audizione importante come quella di oggi del Cda Rai sull’attività degli ultimi mesi”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“L’assenza di oggi – spiega - appare tanto più grave e contraddittoria alla luce del fatto che era stato proprio Fico a chiedere con insistenza la convocazione odierna. Come spiegare tale ripensamento? La nostra impressione è che la diserzione del presidente della Vigilanza abbia molto a che fare con il disastro del Movimento 5 Stelle a Roma.  Dal momento che farsi vedere in giro comporta il rischio di dover rispondere a domande scomode, la soluzione adottata dal presidente della Vigilanza è sparire”.

“In altre parole, ancora una volta tra i più elementari doveri istituzionali e il ruolo di militante, Fico sceglie il secondo. Ancora una volta, il presidente della Vigilanza ha dimostrato di non essere all’altezza della carica che ricopre”, conclude.

04/08/2016 - 17:53

“Stupore e rammarico per la decisione di Federico Fornaro e Miguel Gotor di lasciare la Commissione Vigilanza Rai”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“E siamo stupiti e rammaricati – spiega – perché lo strumento delle dimissioni appare sproporzionato e usato in modo improprio. Ieri sera la Commissione, infatti, era convocata per ascoltare i vertici Rai sul piano dell’offerta formativa; abbiamo sempre detto che la Vigilanza dovrà esprimere un parere e lo potrà fare in maniera compiuta una volta formalizzato il piano (come è avvenuto in passato con il cosiddetto piano Gubitosi). Si tratta di un argomento del tutto distinto dalle nomine aziendali, su cui, peraltro, la Commissione non ha alcuna competenza. Questa spetta al direttore generale che propone dei nomi al Cda, il quale può accoglierle o respingerle”.

“La competenza, e di conseguenza la piena responsabilità delle nomine, è quindi concentrata nelle mani di sue soli organi, Dg e Cda, come prevede la legge di riforma della Rai che, avvicinando l’azienda alla normalità del codice civile con la figura del capo azienda, serve a evitare lo stillicidio di pressioni per condizionare le nomine”, conclude.

01/08/2016 - 12:31

“Apprendiamo che il Cda della Rai ha modificato il proprio odg per la seduta di mercoledì, inserendo l'illustrazione del piano informazione.
Avevamo già chiesto come Partito democratico di audire i vertici a settembre, quando era previsto originariamente la presentazione del piano. A questo punto, visto che l'azienda anticipa i tempi, si muova anche la vigilanza che peraltro è già convocata questa settimana.

Chiediamo quindi al presidente Fico di cambiare l’odg della seduta di mercoledì per poter audire i vertici Rai sul piano dell'offerta informativa, su cui la vigilanza ha una precisa competenza e su cui chiediamo si esprima con un proprio parere”. Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione di Vigilanza Rai Vinicio Peluffo.

29/07/2016 - 17:12

Politica resti fuori dalle scelte dell’azienda

“Sulle nomine dei direttori dei tg aa parte dei 5 Stelle e del consigliere d’amministrazione Freccero assistiamo a invasioni di campo che ci riportano alla Prima Repubblica”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“Lo spirito della riforma della governance Rai – spiega - impegna il direttore ad assumersi la responsabilità delle scelte, nella trasparenza e autonomia dell’azienda, innanzitutto di fronte al Cda. Questo ha segnato un fondamentale passo nella direzione di tenere lontana la politica dalla Rai. Sorprende quindi, ed è inaccettabile, che un componente del Cda della stessa azienda come Carlo Freccero, invochi l’intervento di Fico su temi e scelte che riguardano unicamente l’azienda, e che il presidente della Vigilanza raccolga l’invito e ci riporti all’epoca delle ingerenze politiche”.

“D’altronde, Fico dovrebbe sapere che il compito della Vigilanza Rai è un altro, e siamo stati noi del Pd a ricordarglielo durante l’ultimo ufficio di presidenza chiedendo la convocazione dei vertici dell’azienda perché ci illustrino il piano dell’informazione ”, conclude.

28/07/2016 - 19:10

“Visto il comportamento di ieri e le parole di oggi, il contributo dei 5 Stelle alla questione degli  stipendi Rai consiste in chiacchiere in libertà”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“Mentre il Partito democratico – spiega – durante l’audizione di ieri in Vigilanza, chiedeva all’azienda o di recepire il parere formulato dalla Vigilanza, di applicare cioè a se stessa il tetto dei 240mila euro, oppure di procedere a un intervento autonomo di riequilibrio, i 5 Stelle hanno osservato un silenzio perfetto. Nonostante fosse presidente, Fico è addirittura riuscito a non fare né una domanda né un intervento. Una volta abbandonata la Vigilanza, Fico e colleghi hanno tuttavia ritrovato la parola e le idee per tenere una conferenza stampa, in Senato, dove si sono avventurati in proposte poco percorribili e prodotti nelle solite offese al Pd”.

“Che oggi, dopo una due giorni da spettatori passivi in Commissione, se ne escano per rivendicare gli impegni presi dai vertici sulla Rai è surreale. Capiamo le necessità della propaganda ma il limite, oltre che agli stipendi, andrebbe messo anche alle bugie”, conclude.

27/07/2016 - 17:58

Presto piano dettagliato anche per dirigenti inutilizzati

“Sulla questione degli stipendi, bisogna agire in fretta”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“A nostro avviso le possibili strada da percorrere – continua – sono due: la Rai può recepire il parere formulato dalla Vigilanza, ossia che l’azienda decida di applicare a se stessa il tetto dei 240mila euro. In alternativa, può procedere a un intervento autonomo di riequilibrio, in sintonia con lo spirito della legge. Dal momento che il direttore generale ha parlato di autoregolamentazione, gli chiediamo di definire di che cosa si tratta in concreto. Su questo esprimeremo un giudizio compiuto, valutando quanto sia aderente alla previsione di legge sul tetto alle retribuzioni"

“Il dg ha annunciato anche un piano complessivo per affrontare il problema dei dirigenti Rai inutilizzati. Vogliamo allora  conoscerne quanto prima i dettagli. In particolare, la tempistica e gli strumenti che si intendono utilizzare per applicarlo”, conclude.

25/07/2016 - 14:15

“Se da oggi sarà possibile conoscere dal sito della Rai l’entità dei principali stipendi e i criteri delle scelte (in una parola il piano della trasparenza),  lo si deve a una precisa scelta politica del Pd e del governo a cui, fra l'altro il M5s si era opposto. A questo passo in avanti sulla trasparenza, sostenuto con determinazione dai vertici Rai, ci aspettiamo ne segua un altro (a partire dalla prossima audizione  in Vigilanza) per un intervento complessivo su una realtà  ereditata da un troppo lungo periodo di immobilismo che ha generato situazioni insostenibili, come quelle di dipendenti pagati profumatamente per non fare nulla. Siamo convinti che questo obiettivo debba essere sostenuto da tutti in azienda, a partire dal sindacato dei dirigenti e dei giornalisti. C'è un ulteriore passo da compiere,  e riguarda il tetto degli stipendi:  la Vigilanza Rai all'unanimità si è espressa già lo scorso novembre per il suo rispetto, introducendo l'impegno nello statuto della Rai; anche di questo vogliamo parlare nel corso dell'audizione”. Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione di Vigilanza Rai Vinicio Peluffo.

25/07/2016 - 10:44

“Linguaggi e toni di Roberto Fico ci riportano e i periodi più bui dei rapporti fra politica e Rai. Dopo una serie di inaccettabili intimidazioni, oggi arriviamo proprio ai tentativi di epurazione. Gli editti contro i giornalisti, come quello di oggi del presidente della commissione di Vigilanza contro il direttore del Tg 1 Mario Orfeo, non sono ammissibili, neanche quando sono a 5 stelle”.

Lo dichiara il capo grippo Pd in Vigilanza Rai Vinicio Peluffo.

14/07/2016 - 16:30

“Le case di produzione esterne rischiano di essere le vere padrone dei processi produttivi in Rai e le professionalità interne sono lasciate a far nulla o quasi”. Così il capogruppo Pd in Vigilanza Rai, Vinicio Peluffo, commenta la risposta dei vertici della tv pubblica a una sua interrogazione sul ricorso da parte dell’azienda a risorse esterne.

“La Rai – spiega - interpellata rispetto all’avvalersi in misura continuativa di maestranze esterne  (ultimamente, in particolare, per l’area regia delle produzioni milanesi Che Tempo Che Fa, Rischiatutto e Detto Fatto) risponde di adottare al contrario ‘una politica finalizzata all’impiego e alla valorizzazione delle risorse interne’ e cita come esemplificativo il caso del programma Detto fatto, per le cui prime 85 puntate delle ultime due stagioni è stata utilizzata per l’area regia (per la necessità di innovare il cosiddetto ‘visual’) una risorsa esterna che ha formato le professionalità interne a realizzare le restanti 100 puntate. Peccato che il cambio di visual è materia che attiene per l’appunto alla figura dei programmisti registi. Che il personale interno Rai sia inadatto a realizzare le richieste delle reti è tutto da dimostrare, ma se così fosse l’azienda pubblica dovrebbe aver avviato da tempo una massiccia opera di formazione nonché delle selezioni per l’attribuzione del lavoro. Naturalmente, non è così ed è quindi legittimo il sospetto che tutto derivi semplicemente dalla volontà di non scontentare quelle che sembrano le vere padrone dei processi produttivi in Rai (e che benignamente accettano il peso delle maestranze interne): le case di produzione esterne”. 

 “Infine colpisce che nel rispondere la Rai  non si renda conto di aver proclamato senza più nessun imbarazzo la propria inadeguatezza a svolgere quel compito di servizio pubblico che richiederebbe  tra l’altro di essere agente promotore per la sperimentazione di format, linguaggi, proposte formative, insomma la creazione di occasioni per la scoperta di nuovi talenti”, conclude.

08/07/2016 - 20:32

“Oltre che minacce il fallo di reazione di chi ha capito di aver perso la partita e non aver quindi altra strada che la rissa, le minacce giudiziarie di Brunetta e Gasparri nei confronti dell’Agcom e del suo presidente Cardani rappresentano un vero e proprio atto intimazione”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“Tanta rabbiosa disperazione – spiega – deriva soprattutto dal fatto che, in sostanza, l’Agcom ha dato torto al centrodestra e ragione a chi, come noi, sosteneva l’inconsistenza delle accuse di squilibrio e negava la necessità di rivedere il quadro normativo. L’Autorità, infatti, ha parlato di squilibrio sul tempo di notizia – dovuto, in modo circolare, alle polemiche sugli stessi squilibri - ma non su quello di parola. E ha comunque ribadito che le eventuali disparità nei tempi di parola sono dovute alla combinazione della campagna elettorale e della libera scelta delle forze politiche. In altre parole, se le forze politiche a favore del No non hanno parlato del referendum è perché, pur potendolo fare, hanno deciso di parlare d’altro”.

“Come l’Agcom, anche noi siamo convinti che si debba parlare di più del referendum, entrando nel merito dei quesiti. Perché questo sia possibile è giusto che si dedichino al tema maggiori spazi di approfondimento. E’ quindi pienamente condivisibile il richiamo dell’Autorità al principio generale dell’equilibrio e della pluralità. Quindi, non serve certo il provvedimento ad hoc chiesto in modo sguaiato da Brunetta e Gasparri, e ancor meno servono le loro ridicole minacce per vendicarsi di non averlo ottenuto”, conclude.

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