06/07/2016 - 19:43

“Con gli attacchi odierni sulla par condicio referendaria Gasparri e Brunetta compiono un salto qualitativo e passano dalla polemica politica al teatro dell’assurdo”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“Gasparri – spiega – riesce a sdoppiarsi e contraddire se stesso chiedendo, nell’arco di una sola giornata, prima la modifica della par condicio, poi l’estensione della stessa par condicio anche ai periodi in cui non sarebbe prevista per legge. Il suo collega Brunetta non è da meno. Da settimane si lamenta in modo ossessivo sugli squilibri televisivi con cui sono rappresentati i comitati del Sì e del No senza sapere che i dati su cui fonda le sue rabbiose proteste sono unicamente la proiezione dei suoi desideri, dal momento che sono privi di qualunque valore statistico. Sperando che finalmente ci ascoltino, ripetiamo ancora una volta a Gasparri e Brunetta, che i dati di cui parlano non fanno testo. Non solo. Anche seguendo i due esponenti di Forza Italia sul terreno del non sense statistico, scopriremo che nel periodo20 aprile-8 giugno si è registrato un sostanziale equilibrio tra il Sì e il No”.

“In altre parole, la strumentalità politica degli attacchi di Brunetta e Gasparri è così macroscopica che si denuncia da sola in tutta la sua teatrale assurdità “, conclude.

23/06/2016 - 20:25

“I dati, confusi e incompleti, forniti dall’Agcom diventano con il passare delle ore la base per interpretazioni sempre più strampalate”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“Ieri Fico – spiega – è riuscito non si sa come a dilatare lo spazio dedicato a favore del sì fino a fargli toccare il 78% mentre oggi Brunetta si avventura in un analogo stiracchiamento, pur di dimostrare il falso. A vantaggio delle opposizioni, che continuano a far finta di non capire, cerchiamo di spiegarlo una volta ancora: i dati sulle presenze tv rispetto al referendum sono il frutto della libera scelta dei partiti, che utilizzano gli spazi loro assegnati nel modo che credono. E già questo dovrebbe essere un argomento decisivo. Dal momento che non se ne tiene conto, aggiungiamo che sulla base degli stessi dati aggregati forniti dell’Agcom, il Sì è stato rappresentato il 51% del tempo, il No il 34. Quindi Fico e Brunetta, prima si mettano d’accordo e poi ci spieghino come hanno fatto ad arrivare, rispettivamente, al 78 e al 70%. Anche a prescindere da tutto questo, i rilevamenti dell’Autorità e quelli girati sin qui sono poco convincenti. Si prenda come esempio il tanto citato caso di Napolitano. Il presidente emerito risulta aver parlato in tv a favore del sì per ben 19 minuti quando, in realtà, si è parlato di lui per 19 minuti e il suo pronunciamento per le riforme si è limitato alla trasmissione ‘Che tempo che fa’.”

“Considerata l’estrema confusione dei rilevamenti fin qui circolati, ci pare sia necessario fare chiarezza e, soprattutto di dati più affidabili. Chiederemo al direttore generale della Rai di mettere a disposizione i dati dell’azienda e altrettanto faremo con l’Osservatorio di Pavia”, conclude.

23/06/2016 - 17:29

"Perché nelle produzioni milanesi di ‘Che Tempo Che Fa’, ‘Rischiatutto’ e ‘Detto Fatto’, sebbene la disponibilità in Rai di personale di regia altamente qualificato, l’azienda, nell’individuare recentemente le figure dell’area regia, ha scelto di nuovo di attingere a personale esterno? Ma,  più in generale, come mai la tendenza della tv pubblica è  sempre quella di usare professionalità non interne?”. Lo chiede il capogruppo Pd in commissione di Vigilanza Rai, Vinicio Peluffo, con un interrogazione indirizzata al presidente della Rai Monica Maggioni e al direttore generale Antonio Campo Dall’Orto.

“Mi domando se i vertici della Rai non  ritengano che la mancata valorizzazione delle proprie risorse non contraddica nei fatti quello viene affermato nel codice etico ed è stato detto da loro stessi in più di un’occasione. E se non ritengano che il costante accantonamento a favore di esterni delle professionalità che in Rai già esistono, e sono di elevato livello, non contribuisca nei fatti a svilire tali professionalità impoverendo l’azienda dal punto di vista professionale, lavorativo e sul piano della motivazione personale dei lavoratori, oltre a incidere negativamente sulle politiche di bilancio”, conclude.

22/06/2016 - 19:06

Se partiti scelgono di parlare d’altro, non è colpa del Pd

“Le polemiche sugli squilibri in tv rispetto al referendum sollevate dalle opposizioni sono un caso di malafede strumentale”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“I tempi dedicati all’interno dei tg alla consultazione referendaria – spiega - sono infatti il frutto della libera scelta delle forze politiche, che possono utilizzare gli spazi a loro attribuiti come meglio credono. Se, però, i 5 Stelle scelgono di spenderli parlando, per esempio, del reddito di cittadinanza, o Forza Italia per attaccare il governo, non possono poi dar la colpa al Pd. Se la prendano con loro stessi. La polemica è a maggior ragione infondata se, al netto del contenuto, si considera la distribuzione degli spazi concessi nei tg. Dati Agcom alla mano, risulta che nell’ultima settimana, le opposizioni abbiano beneficiato di un tempo di parola sistematicamente superiore alla somma di quello attribuito a maggioranza e governo. In altre parole, Fico e Brunetta paiono proprio fare finta di non capire nel tentativo di spuntare un po’ di spazio in più a loro favore”, conclude.

21/06/2016 - 16:47

“La Rai, non commemorando o quantomeno non ricordando degnamente nel ventottesimo della sua scomparsa Enzo Tortora, suo conduttore di storiche trasmissioni di successo (rievocato, invece, con speciali da altri emittenti), ritengo sia venuta meno a uno dei suoi fondamentali compiti di informazione e formazione dei cittadini”. Per cercare almeno di recuperare mi aspetterei che i vertici della Rai ci dessero qualche certezza ora su quando dedicheranno uno spazio apposito alle sue vicissitudine umane e giudiziarie”. Così il capogruppo Pd in Vigilanza Rai Vinicio Peluffo commenta la risposta dell’azienda alla sua interrogazione sulla mancata commemorazione del giornalista.

“La vicenda di Enzo Tortora – spiega – è uno dei più importanti casi giudiziari e mediatici della storia contemporanea. Infatti, come noto il presentatore fu coinvolto in un procedimento giudiziario intentato unicamente sulla base di accuse infondate portate da un gruppo di pentiti che lo indicavano come affiliato alla camorra e al centro di un traffico di droga. La vicenda finì con il riconoscimento della totale innocenza di Tortora, ma il suo arresto fu drammaticamente spettacolare dando il via a una vera e propria gogna mediatica. Questa esperienza segnò profondamente Tortora che si impegnò sui temi della giustizia sia come parlamentare europeo, eletto nelle liste del Partito Radicale, sia come semplice cittadino, quando dopo la condanna in primo grado a dieci anni di reclusione diede le dimissioni per rinunciare all'immunità e affrontare l’appello. Assolto con formula piena, ma ormai minato nel fisico e nel morale, Tortora morì di tumore ai polmoni il18 maggio 1988”.

“Il suo casoper l’impatto mediatico, per la popolarità del soggetto coinvolto, per il calvario giudiziario e l'infondatezza dell'impianto accusatorio, è assurto a paradigma dei casi di malagiustizia ed è a tutti gli effetti uno dei casi giudiziari più significativi e importanti nella storia della Repubblica italiana”. Per questo, conclude il deputato Pd “che i vertici Rai, interpellati sulla mancata commemorazione di Tortora, rispondano con un vago ‘la tematica del trentennale dell’assoluzione del presentatore sarà portata alla valutazione delle strutture editoriali’, ritengo suoni quasi offensivo”, conclude.

15/06/2016 - 18:38

“Come annunciato ieri, oggi depositiamo un esposto all’Agcom sull’intollerabile veto della trasmissione di Raitre Ballarò nei confronti del Partito democratico nelle settimane che hanno preceduto il voto al primo turno delle amministrative. Veto, proseguito nelle successive puntate prima dei ballottaggi”. Lo afferma Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“Chiediamo all’Agcom di verificare nel più breve tempo possibile le violazioni della legge sulla par condicio a danno del nostro partito, in modo di prevedere spazi riparatori per ristabilire quel giusto equilibrio previsto dalla legge che proprio nel servizio pubblico dovrebbe essere sempre rispettato”, conclude.

15/06/2016 - 17:51

Lettura di Brunetta e Gasparri priva di fondamento statistico

“La polemica di Forza Italia sulle presenze in tv relative al referendum è costruita sul nulla. Non ha nessun fondamento né giuridico né metodologico. E’ pertanto una pura interpretazione di Forza Italia, che ha come unica base scientifica le sue necessità propagandistiche”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“La lettura di Forza Italia – spiega – non può essere che soggettiva, innanzitutto, per le ragioni metodologiche indicate dal presidente della stessa Agcom Cardani: non essendo ancora entrati nel periodo elettorale referendario, i dati raccolti non possono essere la base per una valutazione da parte dell’Autorità. Non solo. A questo elemento già di per sé sufficiente, si aggiungono i rilievi, a nostro avviso decisivi, mossi dal consigliere Nicita sulla significatività statistica dei dati. I rilevamenti di Forza Italia non tengono innanzitutto presente la differenza tra ‘tempo fruito’ (quello messo a disposizione dall’emittente) e ‘tempo dedicato’ (quello che, all’interno del tempo fruito, viene dedicato dai soggetti politici a un certo tema). I dati riportati da Forza Italia non distinguono tra queste due tipologie. In altri termini, sorvolano sul fatto che i tempi conteggiati potrebbero essere il frutto di una libera scelta dei partiti. Non tengono nemmeno conto delle presenze non partitiche che, in televisione, si sono espresse a favore o meno delle riforme costituzionali. Infine, non è stata a oggi fornita dall’Autorità l’indicazione della fascia oraria e delle edizioni principali”.

“Proprio per arrivare a elaborare criteri di misurazione omogenei e razionali utili a conteggiare le presenze da qui all’entrata in vigore della legge sulla par condicio, l’ufficio di presidenza della Commissione Vigilanza ha deciso di audire, quanto prima, l’Agcom. Il resto, sono polemiche costruite sul nulla”, conclude.

14/06/2016 - 20:26

“A pochi giorni dai ballottaggi continua l’intollerabile veto di Ballarò contro il Pd, ancora una volta non presente in trasmissione, dopo essere stato escluso nelle due settimane prima del primo turno. Si tratta di un atteggiamento inaccettabile per il servizio pubblico, domani mattina depositerò l’esposto del nostro partito all’Agcom”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Vigilanza Rai.

“Stasera, se viene confermato l’annuncio dato dalla trasmissione, tra i partiti che hanno candidati al ballottaggio sarà presente in studio solo il Movimento 5 stelle con Alessandro Di Battista. Un copione cui assistiamo da settimane sul talk di prima serata di Raitre, che danneggia proprio in periodo elettorale e in violazione della par condicio il primo partito italiano. Il quadro che emerge, insieme ai dati sull’onnipresenza del Movimento 5 stelle sui telegiornali, presenta una violazione palese delle regole del pluralismo. La Rai dovrà risponderne all’Autorità di garanzia”.

10/06/2016 - 14:14

“Sempre più spesso ormai troviamo l’asse Brunetta-M5s impegnato in un rozzo assalto al Tg1. Entrambi vorrebbero fare carta straccia dell’autonomia della testata e del modo equilibrato di trattare le notizie da parte della redazione diretta da Mario Orfeo. L’obiettivo è quello di tramutare l’intero servizio pubblico in un blog a loro servizio, in un megafono politico e acritico delle loro convinzioni. Fortunatamente questi signori devono rassegnarsi, poiché in questo Paese vige la libertà di informazione”.

Così Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

09/06/2016 - 21:03

“Gli attacchi di M5S contro l’editorialista di Repubblica Merlo presuppongono non solo la solita concezione intollerante dell’informazione ma anche una preoccupante confusione tra media”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“L’incarico affidato dalla Rai a Merlo – spiega – non ha niente a che fare con il ruolo che lo stesso Merlo svolge dalle colonne di Repubblica, a meno che non lo si voglia zittire solo perché non si allinea al pensiero unico grillino. Il giornalista non ha fatto altro che esprimere una sua opinione esercitando il sacrosanto diritto di critica. Che cosa dovremmo dire, altrimenti, dei continui e virulenti attacchi di Freccero?”.

“Per fortuna la libertà di pensiero, in Italia, esiste ancora. Almeno finché i 5 Stelle non riusciranno a realizzare il loro desiderio di silenziare il dissenso“, conclude.

03/06/2016 - 18:55

“Con la trasmissione di Benigni su Rai Uno il servizio pubblico ha assolto nel modo migliore e più pieno la propria missione. Attaccare il comico toscano sulla base di un’intervista che niente ha a che fare con quella trasmissione è, oltre che arbitrario, un puro atto di malafede”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“Tra i compiti del servizio pubblico – spiega – è rendere consapevoli i cittadini dei loro diritti e della loro storia. La serata di Benigni era in questo senso esemplare. Ha spiegato ai telespettatori la Costituzione in modo  semplice e allo stesso tempo profondo. Non c’era un modo migliore per festeggiare il 2 giugno”.

“Stabilire un collegamento tra la trasmissione e un’opinione espressa altrove da Benigni, del tutto legittima, e accusare di conseguenza lo stesso Benigni di occupare la Rai è un’assurdità. E’ una conclusione che nasconde, in fondo, una tesi preoccupante: non è che in tv a parlare di Costituzione, secondo qualcuno, può andarci solo chi, sul referendum, non la pensa come Benigni?”, conclude.

31/05/2016 - 19:48

“Con il volgare e inaccettabile attacco al direttore del tg1 Orfeo, Fico conferma ancora una volta la concezione proprietaria che i 5 Stelle hanno della Rai”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“Nella visione del presidente Fico – spiega – una rete fa il suo lavoro solo se si presta a fare da megafono acritico a iniziative e campagne del M5S. Dal momento che il telegiornale di Orfeo ha trattato il referendum, come è giusto che sia, in modo equilibrato e non si è schierato per il No, allora Fico lo offende.  L’altro argomento usato del presidente della Commissione Vigilanza, quello sul canone, ci pare un altro penoso scivolone dal momento che solo qualche settimana fa Fico voleva abolirlo. Se comunque Fico ritiene che ci siano stati degli squilibri, faccia il suo ennesimo esposto all’Agcom - anche se, visti i precedenti, lo sconsigliamo vivamente”.

“In altre parole, l’unico che ha tradito il proprio mandato è Fico perché, anche in questa occasione, ha continuato a comportarsi non come il presidente di una commissione parlamentare ma con un attivista di M5S”, conclude.

25/05/2016 - 20:38

“Dopo Fico, anche Airola: l’ignoranza sul funzionamento della par condicio all’interno di M5S è ormai un’epidemia”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“La richiesta di M5S – spiega - di approvare subito un atto di indirizzo per la parità di trattamento per i comitati referendari tradisce una incredibile ignoranza sui meccanismi che regolano la par condicio. Come abbiamo già detto più volte, per procedere a un voto come quello chiesto da Airola è indispensabile che il referendum sia stato indetto. Ma, almeno fino a ora, mancano tutti gli elementi necessari: non c’è un quesito, non c’è una data, non si sono ancora formati i comitati. M5S chiede in sostanza di votare un’astrazione”.

“Airola dovrebbe anche sapere che siamo comunque in regime di par condicio e che, quindi, il monitoraggio viene già effettuato. Se M5S riscontra degli squilibri, faccia, se creda, un nuovo esposto all’Agcom, magari scrivendolo meglio perché non faccia la fine di quelli che l’hanno preceduto. Quando al referendum, quando verrà indetto, la Vigilanza svolgerà fino in fondo il suo compito e noi chiederemo il rispetto rigoroso della normativa sulla par condicio. Nel frattempo, Fico e Airola, si studino bene come funziona”, conclude.

24/05/2016 - 19:49

Non serve per zittire chi ha opinioni diverse

“Non avendo altri argomenti, il Movimento 5 Stelle insiste con i ricorsi all’Agcom: prego, si accomodino pure. Anche perché le probabilità che il nuovo ricorso finisca come il precedente, cioè nel nulla, sono altissime”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“La facilità con cui i 5 Stelle si appellano all’Autorità per le Comunicazioni – continua – e anche lo scarso successo degli stessi ricorsi, si spiegano con un fraintendimento di fondo sulla concezione che Fico e colleghi hanno della dialettica politica: per loro vanno innanzitutto sanzionate le opinioni che non coincidono con quelle del verbo grillino. Le precedenti pronunce dell’Agcom sono nient’altro che una conferma di questo equivoco”.

“Il presidente Fico e gli altri commissari pentastellati intenderebbero attribuire, in sostanza, all’Agcom un ruolo simile a quello che la misteriosa Casaleggio svolge con i dissidenti interni: uno strumento per ridurre al silenzio chi non la pensa come loro. Per fortuna, però, non è così che funziona la par condicio. E’ il segno che Fico non si è ancora deciso a leggersi le norme che la regolano”, conclude.

23/05/2016 - 19:57

“Fico c’è di nuovo cascato. Anche oggi non ha perso l’occasione per confermare quel misto di faziosità e pressappochismo sulla propria funzione che ha fin qui contraddistinto la sua presidenza”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“Non si capisce altrimenti – spiega – come possa non conoscere le leggi, e a maggior ragione quella sulla par condicio, che prevede precise competenze per la Commissione di Vigilanza che Fico si trova a presiedere. Come fa a parlare di atto d’indirizzo se il referendum non è stato ancora indetto? Fico dovrebbe sapere che la Vigilanza è chiamata dalla legge vigente ad approvare un regolamento applicativo in vista dell'appuntamento referendario. E questo la commissione farà, come ha sempre fatto, applicando la legge, e nei tempi previsti”.

“Di tale argomento, d’altronde, l'Ufficio di presidenza della Vigilanza si è già occupato nel corso dell’ultima seduta ma Fico, che era assente, non può saperlo. Ci faccia per questo il favore di leggersi il resoconto, di studiarsi la legge sulla par condicio e, magari, di considerare legittime le opinioni diverse dalla sua come quelle, per esempio,  espresse del presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, da cui Fico avrebbe non poco da imparare in termini di senso e rispetto delle istituzioni”, conclude.

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