25/05/2016 - 20:38

“Dopo Fico, anche Airola: l’ignoranza sul funzionamento della par condicio all’interno di M5S è ormai un’epidemia”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“La richiesta di M5S – spiega - di approvare subito un atto di indirizzo per la parità di trattamento per i comitati referendari tradisce una incredibile ignoranza sui meccanismi che regolano la par condicio. Come abbiamo già detto più volte, per procedere a un voto come quello chiesto da Airola è indispensabile che il referendum sia stato indetto. Ma, almeno fino a ora, mancano tutti gli elementi necessari: non c’è un quesito, non c’è una data, non si sono ancora formati i comitati. M5S chiede in sostanza di votare un’astrazione”.

“Airola dovrebbe anche sapere che siamo comunque in regime di par condicio e che, quindi, il monitoraggio viene già effettuato. Se M5S riscontra degli squilibri, faccia, se creda, un nuovo esposto all’Agcom, magari scrivendolo meglio perché non faccia la fine di quelli che l’hanno preceduto. Quando al referendum, quando verrà indetto, la Vigilanza svolgerà fino in fondo il suo compito e noi chiederemo il rispetto rigoroso della normativa sulla par condicio. Nel frattempo, Fico e Airola, si studino bene come funziona”, conclude.

24/05/2016 - 19:49

Non serve per zittire chi ha opinioni diverse

“Non avendo altri argomenti, il Movimento 5 Stelle insiste con i ricorsi all’Agcom: prego, si accomodino pure. Anche perché le probabilità che il nuovo ricorso finisca come il precedente, cioè nel nulla, sono altissime”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“La facilità con cui i 5 Stelle si appellano all’Autorità per le Comunicazioni – continua – e anche lo scarso successo degli stessi ricorsi, si spiegano con un fraintendimento di fondo sulla concezione che Fico e colleghi hanno della dialettica politica: per loro vanno innanzitutto sanzionate le opinioni che non coincidono con quelle del verbo grillino. Le precedenti pronunce dell’Agcom sono nient’altro che una conferma di questo equivoco”.

“Il presidente Fico e gli altri commissari pentastellati intenderebbero attribuire, in sostanza, all’Agcom un ruolo simile a quello che la misteriosa Casaleggio svolge con i dissidenti interni: uno strumento per ridurre al silenzio chi non la pensa come loro. Per fortuna, però, non è così che funziona la par condicio. E’ il segno che Fico non si è ancora deciso a leggersi le norme che la regolano”, conclude.

23/05/2016 - 19:57

“Fico c’è di nuovo cascato. Anche oggi non ha perso l’occasione per confermare quel misto di faziosità e pressappochismo sulla propria funzione che ha fin qui contraddistinto la sua presidenza”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“Non si capisce altrimenti – spiega – come possa non conoscere le leggi, e a maggior ragione quella sulla par condicio, che prevede precise competenze per la Commissione di Vigilanza che Fico si trova a presiedere. Come fa a parlare di atto d’indirizzo se il referendum non è stato ancora indetto? Fico dovrebbe sapere che la Vigilanza è chiamata dalla legge vigente ad approvare un regolamento applicativo in vista dell'appuntamento referendario. E questo la commissione farà, come ha sempre fatto, applicando la legge, e nei tempi previsti”.

“Di tale argomento, d’altronde, l'Ufficio di presidenza della Vigilanza si è già occupato nel corso dell’ultima seduta ma Fico, che era assente, non può saperlo. Ci faccia per questo il favore di leggersi il resoconto, di studiarsi la legge sulla par condicio e, magari, di considerare legittime le opinioni diverse dalla sua come quelle, per esempio,  espresse del presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, da cui Fico avrebbe non poco da imparare in termini di senso e rispetto delle istituzioni”, conclude.

20/05/2016 - 15:44

“Ieri Di Maio si distingueva per una purga digitale, cancellando da un video dei 5 Stelle il sindaco Pizzarotti, reo di dissentire. Oggi, nel goffo tentativo di passare al contrattacco si butta sulla Rai”- Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“Purtroppo per lui – continua – il suo è un brutto autogoal. Non solo conferma le difficoltà e l’imbarazzo causate a M5S dalla vicenda Pizzarotti, ma ribadisce pure l’ossessione dei 5 Stelle per la Rai.  Si tratta pur sempre, in fondo, delle stesse persone che hanno preteso di stabilire la scaletta dei Tg, magari dopo aver occupato la sede Rai. Per evitare, comunque, ogni strumentalità sulle scelte dell'azienda, basta leggersi l’intervista di oggi al presidente Maggioni, che è stata chiara: rispetto a Virus, non ci sarà alcuna epurazione bensì una semplice richiesta di un nuovo talk show. Una normale scelta aziendale, dunque, incomprensibile solo per chi, come i 5 Stelle, è interessato a controllare e non a migliorare le trasmissioni”

 “Quanto a Ballarò, prendiamo atto che Di Maio è l’unico a sapere qualcosa circa il suo futuro”, conclude.

 

19/05/2016 - 19:08

“Con la pronuncia di oggi dell’Agcom, l’esposto sulle presenze di Renzi in tv annunciato con il solito spreco di aggettivi indignati e poi presentato da M5S, si rivela per quel che è:  una bolla di sapone propagandistica”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“Oggi l’Autorità per le Comunicazioni – spiega – ha messo nero su bianco che l’incredibile squilibrio denunciato dal Movimento 5 Stelle non è mai esistito. Il risultato del monitoraggio relativo alle presenze è chiaro e smonta in modo inequivocabile l’esposto presentato da Fico e colleghi: non c’è stata alcuna violazione della par condicio da parte di Renzi”.

“L’ennesima iniziativa di strumentale sposata da Fico si è quindi rivelata, di nuovo, un flop. Lo invitiamo per questo, ancora una volta, ad abbandonare il ruolo di militante per iniziare a svolgere, con più serietà ed equidistanza, quello di presidente”, conclude.

13/05/2016 - 19:13

Oggi è la giornata della spudoratezza a 5 Stelle: prima Fico si fa vanto di non avere ancora alzato il telefono per bloccare le trasmissioni Rai a lui sgradite, adesso Airola decide a chi e perché si applica il diritto d'espressione garantito dalla Costituzione”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“Secondo Airola, infatti, il direttore del Tg1 Orfeo – spiega - non potrebbe rivolgere domande a nessuno. M5S vorrebbe cioè vietargli di fare il suo mestiere, e questo solo perché è chiamato a svolgerlo a un convegno del Partito democratico. E’ evidente che si tratta di un’interpretazione delirante delle libertà costituzionali. Certo, da un movimento che a parole si ispira alle mitologie democratiche ma nei fatti fa prevalere la prevaricazione e la più totale opacità, non ci si poteva aspettare molto”.

“Per M5S le regole, d’altronde, si devono essere applicate con durezza per i nemici, come Pizzarotti, e derogate per gli amici come  Nogarin”, conclude.

13/05/2016 - 15:38

“L’unica cosa imbarazzante che riguarda la Rai sono le dichiarazioni di Fico”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“Lascia stupefatti – spiega – che un presidente della Commissione Vigilanza Rai non sappia che il conteggio su trasmissioni come ‘Porta a porta’ o ‘Che tempo che fa’, viene effettuato non su una singola puntata ma su un certo periodo di tempo. Ancora di più stupisce che Fico dica che ‘come membro e presidente della commissione di Vigilanza, non alzo il telefono per bloccare le trasmissioni’, quasi fosse una concessione e non un fatto gravissimo, se l’avesse fatto”.

 “Di non convenzionale, dunque, c’è solo un presidente di Commissione che, come Fico, incapace di svolgere il suo compito, si dedica in modo quasi esclusivo a Facebook dove posta dichiarazioni approssimative dal punto di vista tecnico quanto sbilanciate da quello politico”.

04/05/2016 - 20:46

“Prendendo forse esempio dal presidente Fico, anche Airola dimostra di non aver ancora capito a che cosa serve la Commissione di Vigilanza Rai: di certo, non a chiedere il licenziamento o le dimissioni di chicchessia”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“La richiesta di licenziamento avanzata oggi in Vigilanza  – spiega – rende evidente che Airola non solo si arroga un diritto che i commissari non hanno ma, cosa più grave, che ha del tutto frainteso le funzioni della Commissione di cui fa parte”.

“La cosa, tuttavia, non ci stupisce: in lui, come in molti suoi colleghi di M5S, la pulsione a compilare liste di proscrizione o pretendere palinsesti Rai su misura, è più forte di qualunque cosa. Persino del più elementare senso di opportunità istituzionale”, conclude.

28/04/2016 - 19:00

Oggi, con l’illustrazione del Piano industriale è iniziato, come si è sempre fatto - è bene che il Presidente Fico lo ricordi! - il confronto in Vigilanza su un atto di grande importanza che assume un significato strategico per il prossimo futuro della Rai”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“Il direttore generale Dall’Orto – spiega - ha dato il respiro giusto alla sfida dell’azienda Rai, individuando il perimetro del servizio pubblico universale all’interno dell’orizzonte determinato dalle trasformazioni che riguardano tutti i servizi pubblici europei. Bene ha quindi fatto Dall’Orto a concentrarsi sul passaggio da broadcaster a media company, insistendo sull’offerta e sulla produzione  di contenuti originali a fronte della convergenza delle piattaforme. La prossima settimana, con la possibilità di intervenire, in Vigilanza avremo modo di entrare più nel dettaglio”.

“Anche sull’informazione, ci trova d’accordo la decisione del dg di anticipare  il cronoprogramma del gruppo di lavoro che dovrà coordinare l'offerta delle news e dei programmi di intrattenimento informativo, in modo tale da impedire che si ripetano casi come l’invito di Riina jr”, conclude.

28/04/2016 - 14:25

E gli italiani non lo sentono più, per fortuna

"Ormai ogni settimana il blog di Beppe Grillo riserva una dose di insulti al Tg di Mario Orfeo. E’ un disco rotto e, per fortuna, gli italiani non lo seguono più”. Così Vinicio Peluffo, capogruppo Pd nella commissione di Vigilanza Rai, commenta un post a firma di M5S Parlamento.

“Ma è grave - aggiunge - che una forza di opposizione scelga il piano della violenza verbale. Questa aggressività a 5 Stelle non deve essere sottovalutata. E’ una modalità pericolosa, un vulnus per le istituzioni”.

14/04/2016 - 20:56

“I rilievi mossi oggi dal Consiglio di Stato sono gli stessi rispetto a cui il governo aveva già preso un impegno con il voto sulle mozioni da noi presentate. Non ci sono elementi nuovi ma argomentazioni utili per il lavoro che l’esecutivo sta già facendo”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“Le osservazioni dei consiglieri di Stato – spiega – vanno nella stessa direzione di quanto previsto dalle mozioni votate lo scorso 6 aprile. Anche noi avevamo chiesto di collegare pagamento del canone e possesso della televisione e posto il tema nella privacy nella gestione delle banche dati necessarie ai procedimenti di addebito e riscossione. Confidiamo quindi che i rilievi del consiglio di Stato vengano recepiti al più presto”.

“In ogni caso, l’atto del Consiglio di Stato non può diventare il pretesto per smontare una riforma che rappresenta una svolta fondamentale per il servizio pubblico, di certo più importante che il miope tornaconto elettorale di qualche esponente dell’opposizione”, conclude.

13/04/2016 - 18:33

“L’audizione di Fabiano e Verdelli sull’intervista al figlio di Totò Riina non ci hanno convinto. Di fatto, il direttore di Rai 1 e quello dell’Offerta informativa Rai non hanno risposto alle nostre domande. La riunione di oggi della Vigilanza può essere considerata un’occasione persa”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“Da Fabiano e Verdelli – spiega – volevamo sapere in che modo l’intervista di Porta a porta a Riina junior avesse a che fare con il servizio pubblico. E anche quali iniziative intendessero prendere per evitare il ripetersi di situazioni del genere. Le risposte alla prima domanda non ci hanno convinto. Noi restiamo convinti che quell’intervista, fatta in quel modo, non avesse caratteristiche compatibili con il servizio pubblico. Quanto alla seconda questione, sul meccanismo di supervisione annunciato da Campo Dall’Orto non ci sono, a oggi, novità”.

“L’unico fatto nuovo è che tutti gli ospiti dovranno firmare la liberatoria prima, e non dopo, l’inizio delle trasmissioni. Un po’ poco, considerato il clamore suscitato dall’intervista a Riina”, conclude.

11/04/2016 - 18:43

 “E’ preoccupante che sul fronte della nascita della Spa salva imprese non ci sia nessun passo avanti dall’estate scorsa. Sono forse cambiati i propositi del governo circa la sua realizzazione? Altrimenti, come intende muoversi l’esecutivo per uscire dall’impasse e recuperare il tempo perduto?”. Così Vinicio Peluffo, deputato del Pd e componente in Commissione Attività produttive, commenta la risposta del vice ministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova a un’interrogazione sulla società per azioni per la patrimonializzazione e la ristrutturazione di imprese italiane in temporaneo squilibrio patrimoniale e finanziario ma con buone prospettive industriali ed economiche, la cui costituzione è stata promossa dal decreto legge “Investment compact” del gennaio 2015.

“Lo scorso luglio – spiega Peluffo - il ministero dello Sviluppo economico mi aveva comunicato che stava lavorando alla costruzione del management team e della struttura di governance della società. Oggi veniamo a sapere che il 29 maggio scorso era stato pubblicato l’annuncio per la ricerca di soggetti interessati a partecipare al capitale della società di servizio per la patrimonializzazione delle imprese. E che il 16 giugno si era fatta avanti Cassa depositi e prestiti con una manifestazione d’interesse preliminare e non vincolante (nella quale aveva indicato fino a un miliardo di euro l’importo della partecipazione per la quale intendeva eventualmente ottenere la garanzia). Dopo però poi non risultano ulteriori sviluppi”.

“Considerata la molteplicità di aziende italiane potenzialmente floride, ma in una momentanea fase di difficoltà che avrebbero bisogno di una boccata d’ossigeno la costituzione del fondo è di vitale importanza. Torno a sollecitare il governo affinché lavori nella direzione di renderlo operativo nel minor tempo possibile”, conclude.

07/04/2016 - 15:26

Prossimo ufficio presidenza Vigilanza se ne occupi

“L’incomprensibile ritardo con cui ha deciso di convocare il direttore di Rai Uno Fabiano sulla partecipazione di Salvatore Riina a Porta a porta, dimostra una volta per tutta l’inadeguatezza di Fico nel presiedere la Commissione di Vigilanza Rai”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

“Per quale motivo – continua – nonostante ieri gli fosse stato chiesto e sollecitato, Fico si sveglia solo ora su una questione così delicata per il servizio pubblico? Perché in questo caso non ha usato la stessa sollecitudine dimostrata in passato quando si è trattato di usare la sua carica per dar rilievo alle iniziative di parte dei 5 Stelle? Per le sue ingiustificabili titubanze, il presidente impedisce alla sua stessa commissione di ottemperare al suo dovere per un’intera settimana, dovendosi limitare ad ascoltare le audizioni in Antimafia”.

“Del danno che Fico ha inflitto alla Vigilanza, dovrà occuparsi il prossimo ufficio di presidenza della commissione stessa”, conclude.

07/04/2016 - 11:05

“L’intervista di ieri sera di Bruno Vespa con il figlio di Totò Riina ha confermato il nostro giudizio sull’incompatibilità di quella scelta con il ruolo del servizio pubblico.

Giusta quindi la decisione della presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi di convocare i vertici Rai per oggi.  Al contrario, ritengo del tutto inadatto l’atteggiamento del presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico che non ha ancora provveduto a chiamare in commissione il Direttore di Rai Uno, responsabile del palinsesto della rete ammiraglia, come ieriabbiamo ufficialmente richiesto”.

Lo dichiara il capogruppo Pd Commissione vigilanza Rai Venicio Peluffo.

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