04/08/2017 - 14:53

“Con un post sull’autorevole blog di Beppe Grillo, il M5S scopre che in Italia esiste una normativa avanzata che disciplina scrupolosamente e in modo articolato il sistema di autorizzazioni per le esportazioni di armi”. Lo dichiarano Lia Quartapelle, capogruppo Pd in Commissione Esteri alla Camera, e Fabio Porta, deputato democratico eletto nella circoscrizione Estero-America meridionale.
“Se avesse contribuito a esercitare con serietà e attenzione le prerogative che la stessa legge riserva al Parlamento per il controllo delle esportazioni – continuano - saprebbe che l’autorizzazione per le forniture alla polizia venezuelana sono già state sospese. Si tratta di una misura doverosa, che rientra nel perimetro giuridico in cui è tenuto a operare il governo ed è coerente con la politica portata avanti dall’Italia per onorare l’amicizia e la solidarietà che riserviamo al popolo venezuelano oppresso dal regime di Nicolàs Maduro. Per contribuire positivamente alle crisi internazionali è necessario lavorare con attenzione e costanza per approfondire le informazioni e valutare le possibili misure da intraprendere. Purtroppo, non è il metodo con cui sono abituati a lavorare i colleghi del M5S. Ai testi degli atti parlamentari che da più di un anno si succedono in commissione, continuano a preferire le pagine dei social e dei giornali, con dichiarazioni scomposte, contraddittorie, strumentali e ridicole, che a volte confondono il Venezuela con il Cile e che hanno trovato l’apice nell’imbarazzante missione a Caracas di cui tentano ora in tutti i modi di cancellare la memoria”.
“Nel nostro ruolo di parlamentari democratici abbiamo sostenuto le importanti azioni di opposizione pacifica e democratica portate avanti anche attraverso la comunità venezuelana in Italia e nel mondo per fare muro contro il piano del presidente di istituire un'Assemblea costituente, riscrivere la Costituzione e ottenere i pieni poteri. Un disegno che anche il Capo del Governo, Paolo Gentiloni, ha condannato senza mezze parole, confermando la determinazione dell’Italia nel difendere e promuovere i diritti, i principi e i valori in cui ci riconosciamo come cittadini italiani ed europei”, concludono.

25/08/2016 - 16:46

Il deputato eletto in America Meridionale esprime soddisfazione e speranza per l’accordo

“Dopo l’inizio di disgelo tra Cuba e Usa un’altra bella notizia, una notizia di pace, arriva dall’America Latina: dopo anni di difficili trattative, grazie al coraggio e alla determinazione delle parti in causa, un accordo storico pone fine ad una lunghissima e sanguinosa guerriglia”.

E’ quanto dichiara Fabio Porta, deputato del Partito Democratico e membro della Commissione Affari Esteri.

“Voglio complimentarmi con il Presidente della Colombia Santos e con i negoziatori delle FARC per questo risultato e sono certo che il popolo colombiano saprà confermare nel referendum del 2 ottobre questa conquista, riprendendo la strada di pace e prosperità che il Paese e tutta la regione sudamericana meritano”.

“La comunità internazionale – conclude Porta -  potrà fare la sua parte per dare forze e continuità a questo processo, e l’Italia in particolare saprà essere in prima linea in questo percorso di riconciliazione e ricostruzione.”

05/02/2016 - 13:54

“L’idea di un contributo economico sulle domande di cittadinanza da destinare ai consolati per migliorare i servizi a favore dei cittadini italiani ed eliminare le lunghe file di attesa per il riconoscimento ‘ius sanguinis’ è nata da una proposta del Pd, risultato di mesi di incontri con le nostre collettività, soprattutto in Argentina e Brasile”. Lo dichiara Fabio Porta, eletto per il PD in Sudamerica e Presidente del Comitato italiani nel mondo e promozione del sistema-Paese della Camera dei Deputati.

"La proposta del Pd prevede un contributo di 300 euro da destinare ai consolati che attualmente viene incassato per intero dal ministero del Tesoro e che la petizione proposta dal Pd chiede venga ridestinata ai consolati", spiega il deputato.

“Non vedo nessuna confusione quindi – aggiunge il parlamentare rispondendo ad un comunicato diramato pochi giorni fa dal Maie-Brasile – rispetto all’impegno mio personale e del mio partito per destinare queste risorse ai consolati. L’intento è quello di aiutare e sostenere la rete diplomatico-consolare e non il contrario, come evidenziato nell’interrogazione da me presentata, che denuncia l’esistenza di un mercato parallelo nato e sviluppatosi proprio a causa dei ritardi e delle difficoltà di prenotazione online dei consolati”.

“Voglio infine segnalare come, al contrario di quanto sostenuto in maniera monotona e disinformata dal MAIE, l’ultima legge di stabilità ha invertito, per la prima volta dopo tanti anni, la tendenza ai tagli, introducendo risorse significative e aggiuntive proprio a favore della rete consolare e dei principali capitoli di spesa destinati alle comunità italiane nel mondo”, conclude il deputato.

07/10/2015 - 19:37

"E’ in via di soluzione la questione delle pensioni irrisorie pagate negli ultimi tempi dall’Inps in Venezuela a causa di problematicità con i tassi di cambio". Lo comunica Fabio Porta, presidente del Comitato italiani nel mondo della Camera dei deputati, il quale proprio recentemente si era recato a Caracas e Maracay per incontrare esponenti della collettività italiana e rappresentanti di governi e istituzioni italiani e locali.

Il parlamentare, che da tempo si sta attivando in sede politica e legislativa per risolvere il problema, riferisce che ministero del Lavoro, ministero dell’Economia e Inps sono stati sensibilizzati e dunque conoscono il problema e stanno lavorando congiuntamente per una sua rapida e positiva definizione. Lo stesso Inps ha predisposto un dossier per i ministeri, nel quale si spiegano le ragioni delle drastiche riduzioni degli importi delle pensioni dell’istituto pagate in Venezuela e si propongono possibili soluzioni. L’orientamento di rivedere i tassi di cambio prendendo in considerazione quello più favorevole (il Simadi) per i nostri pensionati in quel Paese dovrà essere confermato dal ministero dell’Economia, che ovviamente ha la responsabilità ultima di decidere.

“Ci aspettiamo – sostiene Porta – una manifestazione di responsabilità e solidarietà da parte dei ministeri competenti, che non possono e non devono ignorare le istanze di aiuto e di giustizia che giungono dalla nostra comunità di pensionati in Venezuela (non dimentichiamo che le pensioni pagate in Venezuela sono diminuite da 6.096 nel 2010 a 4.713 nel 2014 per un risparmio da parte dell’Inps di circa 12 milioni di euro). Sono senz’altro presenti quindi i margini non solo umani, ma anche economici per venire incontro alle legittime richieste dei nostri connazionali residenti in quel Paese. Ricordiamo che se il problema non venisse risolto, migliaia di pensionati rischierebbero di ricevere importi pensionistici di poche decine di euro, e paradossalmente in alcuni casi anche la richiesta di restituzione di indebiti per migliaia di euro, con le drammatiche conseguenze che tutto ciò comporterebbe”.

Porta si è impegnato a seguire e vigilare con attenzione l’attività degli enti coinvolti, coordinandosi con gli enti di patronato e i rappresentanti della nostra collettività in Venezuela e attuando tutti gli interventi e le sollecitazioni necessari per chiudere positivamente e definitivamente la vicenda.

 

29/07/2015 - 13:37

L’interrogazione al Ministero degli Esteri del Presidente del Comitato degli italiani nel mondo della Camera Fabio Porta per chiedere l’avvio dei negoziati incomprensibilmente bloccati

Sono quasi 130.000 i peruviani residenti in Italia e oltre 30.000 gli italiani residenti in Perù (senza contare i naturalizzati i quali hanno perso la cittadinanza italiana). Due collettività importanti che lavorano, pagano le tasse e versano i contributi agli Enti previdenziali dei due Paesi. Eppure, nonostante ciò, tra Italia e Perù non esiste ancora un accordo bilaterale di sicurezza sociale che tuteli adeguatamente i diritti previdenziali dei cittadini che sono emigrati da un Paese all’altro, spesso con le loro famiglie (come gli italiani in Perù). L’assenza dell’accordo con il Perù è una delle storiche ”dimenticanze” dello Stato italiano che per negligenza, mancanza di visione geopolitica e per apparenti più che reali ragioni economiche continua ad ignorare le pressanti richieste del Governo del Perù (molto interessato all’accordo) e della comunità italiana residente nel Paese latino-americano. Certamente l’Italia deve ancora e soprattutto onorare gli impegni formalmente presi con Cile, Filippine e Marocco con i quali già è stato firmato un accordo ma sinora mai ratificato. Ma queste inadempienze – che ledono la credibilità negoziale del nostro Paese – non giustificano l’inattività con il Perù. Basterebbe infatti avviare i negoziati con la controparte per verificare la disponibilità del Governo peruviano, l’utilità di un accordo, gli aventi diritto ad eventuale prestazione e i relativi costi. Sulla scorta quindi di tutte queste considerazioni l’Italia potrebbe valutare più serenamente e realisticamente l’opportunità di stipulare una convenzione di sicurezza sociale con il Perù, senza escluderla aprioristicamente come invece sta avvenendo adesso. Perché è importante e indifferibile che l’Italia stipuli un accordo di sicurezza sociale con il Perù? Sappiamo tutti che la finalità degli accordi di sicurezza sociale è quella di garantire la parità di trattamento di lavoratori e pensionati che si spostano, spesso permanentemente, dall'uno all'altro Paese contraente e l'esportabilità delle prestazioni previdenziali di cui sono o saranno eventualmente titolari. La stipula degli accordi bilaterali di sicurezza sociale consente, inoltre, ai lavoratori italiani emigrati e ai lavoratori stranieri immigrati in Italia, i quali, per varie ragioni, al compimento dell'età pensionabile non sono in grado di maturare un diritto previdenziale autonomo nel loro Paese d'origine per insufficienza contributiva, di attivare il meccanismo della totalizzazione dei contributi versati nei Paesi contraenti, ai fini del perfezionamento del diritto a un pro-rata (quota parte di pensione) e quindi di utilizzare proficuamente contributi che altrimenti rimarrebbero inutilizzati. Con il Perù (e come ho ribadito più volte non solo il Perù perché anche Cile, Ecuador e Messico sono nelle stesse condizioni) se non si stipula un accordo si rischia proprio questo: cioè la perdita dei contributi che i lavoratori italiani in Perù e i lavoratori peruviani in Italia hanno versato alle casse degli enti di previdenza; contributi che invece di servire a pagare le loro pensioni, servono a pagare le pensioni di altri. La consistenza della presenza di cittadini italiani in Perù e di cittadini peruviani in Italia, privi di tutela previdenziale in convenzione, impone all’Italia, se lo si ritiene un dovere di un Paese civile, la stipula di una convenzione bilaterale che tuteli adeguatamente questi lavoratori nell'ambito socio-previdenziale, anche per evitare che i lavoratori immigrati in Italia rappresentino un onere per il nostro Stato, richiedendo all'Inps, al compimento dell'età prevista, l'erogazione dell'assegno sociale che dovrà essere concesso in mancanza di una prestazione erogata dal Paese di provenienza. Inoltre, come rilevato dagli stessi ministeri competenti, i benefici che deriverebbero dalla vigenza dell’accordo di sicurezza sociale con il Perù sarebbero fruiti non solo dai lavoratori interessati ma anche dalle imprese italiane che sono interessate ad evitare la doppia contribuzione (in Italia e all'estero) al fine di migliorare la propria competitività sul piano internazionale rispetto alle imprese di altri Paesi che invece beneficiano di analoghe convenzioni. Dalla vigenza di un accordo con il Perù deriverebbero quindi benefici, in termini di reciprocità, calcolabili sotto il profilo della tutela previdenziale dei lavoratori, nonché di aumento dei redditi e della competitività delle imprese. Ecco perché ho presentato una nuova interrogazione al Ministero degli Affari esteri chiedendo di avviare trattative e negoziati con il Governo e le competenti istituzioni peruviane per verificare la disponibilità del Governo peruviano alla stipula dell’accordo, per individuare il numero dei potenziali beneficiari e stabilire i benefici da concedere, e soprattutto per quantificare i costi che, siamo certi, saranno compensati dalle tutele garantite.

24/03/2015 - 13:35

Un successo del lavoro sinergico tra parlamentari, Comites, Patronati e ministeri italiani del Lavoro e degli Esteri, dell’Inps e delle autorità competenti brasiliane

Va innanzitutto evidenziato che l’importante risultato che consentirà il pagamento delle pensioni brasiliane in Italia senza dover ricorrere ad intermediari è merito dell’attività propositiva del Comitato degli Italiani nel mondo di cui l’On. Fabio Porta è Presidente, del lavoro svolto in questi anni dai patronati italiani e dai Comites presenti in Brasile e della fattiva collaborazione del Ministero del Lavoro italiano, del Ministero degli Esteri e ovviamente dell’INPS.

Il nuovo modulo di domanda è stato predisposto dall’INSS (l’ente previdenziale brasiliano) per la presentazione della domanda di pagamento delle pensioni brasiliane in Italia. Finalmente l’INSS ha predisposto un modulo ufficiale, dopo aver annunciato alcuni mesi orsono il pagamento delle pensioni brasiliane ai titolari residenti in Italia in ottemperanza delle disposizioni contenute negli articoli 37 e 42 dell’Accordo di emigrazione tra Italia e Brasile, che sanciscono rispettivamente, il principio della parità e reciprocità di trattamento e quello dell’esportabilità delle prestazioni pensionistiche nonché, nel rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 15.2 del Protocollo aggiuntivo allo stesso Accordo, che prevede il pagamento diretto delle prestazioni da parte delle Istituzioni competenti dei due Stati contraenti: principio che – è bene ricordarlo - non era mai stato rispettato dalle autorità previdenziali brasiliane. Come ci informa in un messaggio la Direzione Centrale Convenzioni Internazionali dell’INPS, l’INSS brasiliano, nel finalizzare le suddette procedure, ha predisposto un apposito modello di domanda di pagamento delle prestazioni pensionistiche brasiliane ai beneficiari residenti in Italia, con contestuale revoca delle eventuali deleghe precedentemente attribuite a persone residenti in Brasile o ad associazioni locali, autorizzate a riscuotere le pensioni erogate dall’INSS per conto dei titolari residenti in Italia. In parole povere la domanda di pensione brasiliana dei residenti in Italia si potrà presentare ora direttamente all’ente previdenziale brasiliano senza doversi rivolgere ad intermediari ed eliminando così il rischio di ritardi e speculazioni. Tale modello sarà disponibile sul sito internet dell’Istituto www.inps.it , nella sezione Moduli con la sigla TBM Cod. CI 052, e deve essere allegato alla domanda di prestazioni pensionistiche per le quali il residente in Italia desidera richiedere il pagamento diretto del pro-rata brasiliano sul proprio conto corrente italiano.

Qualora la richiesta di pagamento diretto – ci informa l’INPS - non sia stata contestuale alla domanda di pensione, la stessa dovrà essere inoltrata, a cura dell’interessato o per il tramite del patronato che lo assiste, e sempre utilizzando l’apposito modello, alla seguente Agenzia competente dell’INSS:

APSIBH - Agência da Previdência Social Atendimento Acordos Internacionais; Belo Horizonte Código 11.001.140; Rua Amazônas nº 266, 9º Andar, Sala 901; Centro – Belo Horizonte-MG 30180-001;     Tel: 0055(31) 3249-4605/3249-4604/3249-4606/3249-4607;     E-mail: apsai11001140@inss.gov.br

 

03/02/2015 - 13:50

Fabio Porta, Presidente del Comitato per gli italiani nel Mondo e la promozione del Sistema paese della Camera dei Deputati, esprime la soddisfazione delle collettività italiane all’estero.

 

Grazie al Presidente della Repubblica per aver ricordato, nel suo discorso al Parlamento, che gli italiani nel mondo sono parte della “speranza” che in questo momento serve al Paese.

Da tutto il mondo mi stanno arrivando in queste ore messaggi commossi ed entusiasti per il “saluto affettuoso” che il Presidente ha voluto rivolgere ai nostri connazionali che vivono all’estero.

Un saluto ancora più significativo perché legato al sentimento di “unità nazionale” e alla restituzione di un “orizzonte di speranza” al nostro Paese, così provato da una delle più lunghe crisi dal dopoguerra.

Pei il Presidente della Repubblica, questa speranza potrà essere concreta soltanto se sapremo “ricostruire quei legami che tengono insieme la società”; e “a questa azione sono chiamate tutte le forze vive delle nostre comunità, in Patria come all’estero”.

Il pensiero ed il saluto rivolto dal nuovo Presidente agli italiani nel mondo non è così un passaggio formale ma sostanziale: le nostre grandi comunità che vivono all’estero possono davvero diventare parte determinante del riscatto e del futuro del nostro Paese, restituendogli una speranza concreta.

Grazie, Presidente, a nome dei milioni di italiani nel mondo, per aver descritto con parole semplici ed efficaci la straordinaria ricchezza che noi possiamo ancora oggi rappresentare!

02/02/2015 - 16:08

Il Presidente del Comitato permanente sugli italiani nel Mondo e la promozione del Sistema Paese della Camera dei Deputati, Fabio Porta, esprime soddisfazione e compiacimento per l’elezione del dodicesimo Presidente.

“Dopo i nove lunghi anni di Giorgio Napolitano, contrassegnati dalla grande autorevolezza e dalla profonda saggezza di un Presidente che in Italia e nel mondo tutti hanno imparato a stimare e apprezzare, il Parlamento italiano ha dato ancora una volta prova di grande unità e lungimiranza eleggendo alla più alta carica istituzionale una figura autorevole e di sicura garanzia istituzionale.

Sergio Mattarella, eletto da quasi due terzi dell’assemblea dei ‘grandi elettori’ a conferma del prestigio e della simpatia che ha ampiamente superato quelli del Partito Democratico e del Presidente del Consiglio che lo hanno proposto, sarà ancora una volta il “Presidente di tutti gli italiani” così come lo sono stati i suoi illustri predecessori.

In un momento così delicato per le riforme istituzionali ed elettorali in discussione nei due rami del Parlamento e in una fase di altissima tensione internazionale a causa della recrudescenza del terrorismo e del fanatismo, con l’elezione di Sergio Mattarella l’Italia ha saputo scegliere un uomo con le caratteristiche e l’esperienza giusta per rispondere a queste sfide e a tutte le difficili incombenze connesse al suo nuovo incarico.

A questo siciliano, entrato in politica all’indomani del barbaro assassinio del fratello e allora Presidente della Regione Sicilia Piersanti, vanno il saluto rispettoso e gli auguri di tutti gli italiani; in primo luogo quei milioni di italiani che vivono nel mondo e che sanno quanto siano importanti la dignità e il prestigio internazionale del nostro Paese e delle sue istituzioni.

Auguri, Presidente!”

 

14/01/2015 - 12:11

 

I deputati PD Garavini, Farina, Fedi, La Marca, Porta, eletti all´estero commentano la riapertura dei termini per quei Comites in cui non si erano presentate liste.

“E’ positivo che il Ministro agli Esteri, Gentiloni, abbia deciso di prevedere il rinnovo dei Comites anche in quelle circoscrizioni in cui non si era presentata nessuna lista. La decisione di riaprire i termini in 24 circoscrizioni consolari favorirà una maggiore partecipazione dei cittadini all’importante appuntamento del 17 aprile prossimo, quando, dopo dieci anni, i Comitati degli italiani residenti all’estero verranno finalmente rinnovati. E’ un risultato positivo, raggiunto anche grazie al lavoro congiunto di deputati e senatori del PD eletti all'estero.

Per votare è necessario registrarsi entro il 18 marzo 2015, inviando una mail, un fax o una lettera cartacea al proprio consolato di riferimento, allegando anche la copia del documento d’identità. Va ribadita l’importanza di queste elezioni. I Comites, nella loro qualità di organi elettivi a livello locale, sono una sorta di consigli comunali degli italiani nel mondo.”

Lo dichiarano i deputati PD eletti all´estero, Garavini, Farina, Fedi, La Marca, Porta, commentando l’approvazione del decreto del Ministero degli Esteri che riapre i termini per la presentazione di liste di candidati alle prossime elezioni per i Comites, limitatamente alle circoscrizioni consolari dove nessuna lista di candidati era stata ammessa. Si tratta delle circoscrizioni consolari di: Vienna, Liegi, Lione, Nizza, Atene, Dublino, Oslo, Lisbona, Edimburgo, Praga, Bucarest, San Marino, Barcellona, Madrid, Stoccolma, Bogotà, San José, Chicago, Detroit, San Francisco, Perth, Città del Capo, Pretoria, Bangkok.

 

20/11/2014 - 19:34

Il Presidente del Comitato per gli italiani nel mondo è intervenuto nell’audizione del nuovo Ministro

Paolo Gentiloni davanti alleCommissioni Esteri riunite

Nel corso dell’audizione del nuovo Ministro degli esteri On.Paolo Gentiloni di fronte alle commissioni Esteri di Camera e Senato, l’On. Fabio Porta, Presidente del Comitato per gli italiani nel mondo della Camera, è intervenuto per richiamare l’attenzione del Ministro e dei parlamentari presenti su alcune questioni nodali riguardanti le comunità italiane all’estero.

“Condividendo l’impostazione data dal Ministro alla sua ampia relazione e con spirito di collaborazione – ha esordito Porta - vorrei cercare di integrare le sue considerazioni con pochi richiami che possono completare il quadro di politica internazionale nel quale il nostro Paese si trova ad operare. Il primo riguarda i rapporti con l’America latina, che stanno conoscendo negli ultimi tempi importanti sviluppi, destinati a consolidarsi per il dinamismo che alcuni Paesi di quell’area dimostrano”. Per sottolineare l’esigenza di compiere scelte consapevoli in questa direzione, il Presidente del Comitato ha citato il caso dell’Istituto italo latino americano (IILA). “Nel 2016 questo importante strumento di relazioni multilaterali compirà 50 anni, dall’istituzione voluta con felice intuito da Amintore Fanfani. Eppure, nella legge di stabilità all’esame del Parlamento non compare ancora il contributo italiano, che ne dovrebbe assicurare la sopravvivenza. Per questo ho presentato uno specifico emendamento. Ricordo che siamo alla vigilia della Conferenza Italia-America latina e dell’Expo di Milano: avremmo, dunque, solo da guadagnare nel mettere prima possibile l’Istituto nella condizione di assolvere ai suoi compiti”.

Il secondo richiamo ha riguardato gli italiani all’estero. Ricollegandosi al tema trattato in precedenza, l’On. Porta ha voluto dar voce alla comune solidarietà verso le popolazioni del Venezuela e, in particolare, verso la nostra comunità in quel Paese, colpite da una crisi acuta di ordine economico-sociale ma anche civile.

“Lei si è trovato al momento dell’assunzione del suo incarico – ha detto ancora Porta - a dover gestire la complessa questione dell’elezione dei COMITES. Per essere sinceri, avremmo gradito per una decisione tanto delicata una maggiore condivisione a livello parlamentare, anche per evitare dannose e fuorvianti polemiche. Apprezziamo, comunque, l’intenzione che è alla base della decisione di rinvio, quella di assicurare una partecipazione al voto più ampia di quella che si è profilata nelle scorse settimane. In ogni caso, si tratta di un dato che va compreso nelle sue ragioni profonde e vere, non drammatizzato. Si parla, infatti, ad oggi di un 5% di iscrizioni nelle liste degli elettori, la stessa percentuale di voto espressa dagli spagnoli all’estero e maggiore di quel 2% di francesi all’estero che hanno votato nelle scorse elezioni.

In ogni caso - ha insistito Porta – mi auguro che per ledecisioni che si dovranno assumere vi sia il rigoroso rispetto delle regole e la salvaguardia sia di chi ha fatto positivamente il suo lavoro per presentare legittimamente le liste sia del lavoro fin qui svolto, in modo lodevole, dall’amministrazione. Nello stesso tempo non si può deflettere dall’adozione del nuovo sistema di voto, concepito per dare maggiori garanzie al voto per corrispondenza e per rendere compatibili le operazioni elettorali con le risorse disponibili”.

L’On. Porta ha poi spostato l’attenzione sul valore strategico della lingua e cultura all’estero. “Il Governo deve fare ogni sforzo, pur nel momento di difficoltà che stiamo attraversando, per superare la contraddizione tra l’affermazione del valore della promozione linguistica e culturale all’estero, anche ai fini delle politiche di internazionalizzazione, e la pratica dei tagli delle poste in bilancio. Tanto più che lo stesso Ministero degli Esteri ha voluto enfatizzare questo orientamento svolgendo di recente gli Stati generali della lingua italiana all’estero. L’altro ieri il Presidente Renzi in Australia ha rimarcato come la lingua italiana sia uno strumento strategico non solo per la cultura ma anche per l’economia, sicché il meno che si possa fare è operare fin da questa legge di stabilità perché vi sia coerenza tra le parole e i fatti”.

L’ultimo punto toccato dal Presidente del Comitato è statoquello dell’attività dei Patronati all’estero. “I nostro connazionali, quelli anziani ma anche i protagonisti delle nuove migrazioni, manifestano un forte bisogno di servizi, accentuato dalla riduzione della rete consolare e del personale in esso adibito. La legge di stabilità prevede una riduzione del contributo ai Patronati, frutto dei versamenti dei lavoratori, che serealizzata comporterà la fine del segretariato sociale da essi assicurato soprattutto all’estero. Stamattina, davanti al Parlamento, vi erano molte persone che hanno chiesto a gran voce di adottare su questa partita una decisione più realistica e di buon senso. E’ venuto anzi il tempo per dare corso finalmente alla convenzione MAECI-Patronati affinché la riduzione degli interventi sulle strutture e sul personale trovi una compensazione nel lavoro dei Patronati, per il bene degli italiani all’estero”.

Nella Replica il Ministro Gentiloni ha ripreso alcuni temi proposti dall’Onorevole Porta, confermando in particolare l’orientamento di valorizzare la lingua e la cultura italiana nel mondo, anche a sostegno delle politiche di ripresa perseguite dal Governo.

 

31/07/2014 - 18:33

Il deputato ha chiesto nuove regole per il mercato finanziario internazionale ed ha espresso solidarietà al popolo argentino, riferendosi all’appello sottoscritto da oltre centro parlamentari e alla prossima visita a Buenos Aires del Ministro degli Esteri Mogherini

L’On. Fabio Porta, Presidente del Comitato per gli italiani nel mondo e la Promozione del Sistema Paese della Camera dei Deputati, è intervenuto oggi nell’aula di Montecitorio in merito al ‘default tecnico’ argentino; ecco di seguito il testo del suo intervento:

“Onorevole Presidente, Onorevoli colleghi, intervengo per richiamare l’attenzione della presidenza e della nostra assemblea su quanto è accaduto (o meglio sta accadendo) in queste ore in Argentina a seguito del ‘default tecnico’ provocato dalla sentenza del Tribunale di New York.

Un ‘default’ sui generis – ed è questa la cosa grave e che suscita la mia e la preoccupazione di tanti (ricordo che sono stati oltre cento i colleghi deputati e senatori che hanno sottoscritto negli scorsi giorni un appello in tal senso) – perché sarebbe causato non dal mancato pagamento del debito da parte di uno Stato sovrano (in questo caso l’Argentina) ma dalla decisione di un giudice che a seguito del ricorso dei detentori del 2% dei titoli argentini (titoli, sia detto per inciso, rastrellati a ‘prezzi stracciati’ sul mercato speculativo) ha bloccato la decisione già concordata con il 92% dei creditori di onorare il debito.

Tutto ciò è grave e preoccupante non solo per le drammatiche conseguenze che il ‘default’ potrebbe avere sulla già grave situazione debitoria argentina e sulla gestione della ristrutturazione del debito, e quindi sulle fragili condizioni economiche di un Paese a noi vicino, anche in virtù della presenza nel Paese di una enorme collettività di origine italiana.

Quanto successo infatti, rivela e denuncia la gravissima assenza di regole e norme certe che regolino i mercati finanziari a livello internazionale. E’ arrivato il momento di superare il caos normativo esistente e di lavorare per introdurre regole certe e rispettate da tutti.

Una riflessione in tal senso era stata già avviata anni fa all’interno dello stesso Fondo Monetario Internazionale e noi siamo convinti che un deciso impegno in questa direzione non sia più differibile.

Concludo, ricordando che tra pochi giorni il nostro Ministro degli Esteri Federica Mogherini sarà proprio a Buenos Aires: sono certo che in quella sede non mancherà di trasmettere, come ha fatto pochi giorni fa il Presidente del Consiglio in una sua lettera alla Presidente Cristina Kirchner, la solidarietà italiana al popolo argentino impegnato in questa fase difficile e delicata, dalla quale ancora una volta saprà uscire con la tenace determinazione che storicamente ha contraddistinto questa nazione a noi tanto cara.

 

25/06/2014 - 20:00

“Convocare entro l’anno la conferenza nazionale sui problemi relativi alle sostanze stupefacenti e provvedere alla nomina del sottosegretario competente del Dipartimento per le politiche sulle droghe e del direttore scientifico dello stesso Dipartimento”. Lo chiedono i deputati del Pd Roberto Rampi (primo firmatario), Valter Verini, capogruppo in commissione Giustizia, Micaela Campana, Fausto Raciti, Giuditta Pini e Fabio Porta in una interrogazione al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in vista della giornata mondiale dedicata alla lotta alle droghe di domani 26 giugno.

“Sono molteplici - dichiarano i deputati - le fonti che mostrano l'inefficacia e i danni delle politiche proibizioniste. È importante invece parlare di droghe, dare informazioni, agire sulla consapevolezza delle persone. Il proibizionismo genera tabù, impedisce di parlare liberamente ed è causa di tragedie. Non è secondario poi l'effetto drammatico che ha prodotto privando della libertà e sottoponendo a quella vera e propria tortura che sono le carceri italiane, persone che non hanno alcuna ragione di essere detenute: addirittura uno su quattro. Per questo è necessario depenalizzare i reati di lieve entità, per i quali la previsione di una sanzione diversa da quella penale può avere una efficacia di prevenzione generale. Su questo argomento il Parlamento ha iniziato ad invertire la rotta, affrontando questo tema in modo non ideologico, facendo tesoro delle esperienze positive di altri Paesi”.

 

25/06/2014 - 14:05

Necessario depenalizzare reati di lieve entità

“Convocare entro l’anno la conferenza nazionale sui problemi relativi alle sostanze stupefacenti e provvedere alla nomina del sottosegretario competente del Dipartimento per le politiche sulle droghe e del direttore scientifico dello stesso Dipartimento”. Lo chiedono i deputati del Pd Roberto Rampi (primo firmatario), Valter Verini, capogruppo in commissione Giustizia, Micaela Campana, Fausto Raciti, Giuditta Pini e Fabio Porta in una interrogazione al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in vista della giornata mondiale dedicata alla lotta alle droghe di domani 26 giugno.

“Sono molteplici - dichiarano i deputati - le fonti che mostrano l'inefficacia e i danni delle politiche proibizioniste. È importante invece parlare di droghe, dare informazioni, agire sulla consapevolezza delle persone. Il proibizionismo genera tabù, impedisce di parlare liberamente ed è causa di tragedie. Non è secondario poi l'effetto drammatico che ha prodotto privando della libertà e sottoponendo a quella vera e propria tortura che sono le carceri italiane, persone che non hanno alcuna ragione di essere detenute: addirittura uno su quattro. Per questo è necessario depenalizzare i reati di lieve entità, per i quali la previsione di una sanzione diversa da quella penale può avere una efficacia di prevenzione generale. Su questo argomento il Parlamento ha iniziato ad invertire la rotta, affrontando questo tema in modo non ideologico, facendo tesoro delle esperienze positive di altri Paesi”.