20/11/2017 - 19:33

“Non abbiamo nulla da rimproverarci. Ci siamo spesi tutte le carte fino in fondo, valorizzando Milano e la Lombardia, che ci hanno portato in testa in tutte le votazioni. Il nostro dossier era ottimo, capace di valorizzare le eccellenze della ricerca italiana e la viabilità di Milano, ed è stato compilato con grande cura da Governo, Comune e Regione. La disponibilità di una sede prestigiosa e immediatamente funzionante come il Pirellone ha dato all’offerta italiana un punto di forza che mancava ad altre candidature. Abbiamo contato su un gioco di squadra che ha visto tutti i livelli istituzionali, dal Governo alla Regione al Comune, e tutte le forze politiche spendersi compattamente e senza sosta perché la candidatura italiana potesse spuntarla. Per tutte queste ragioni, l’esclusione di Milano avvenuta al sorteggio lascia ancora di più l’amaro in bocca. Il fatto che il sistema di voto, per quanto complicato, ha comunque fatto passare le migliori candidature dal punto di vista tecnico è una rassicurazione che la salute dei cittadini europei è stata sempre al centro delle preoccupazioni dei governi al momento del voto. La soluzione di Amsterdam non era ovviamente la nostra preferita, ma garantirà la continuità del funzionamento di Ema. Questa era la nostra preoccupazione centrale. E nonostante il risultato, dobbiamo continuare a lavorare per valorizzare l’eccellenza del settore della ricerca scientifica in ambito biomedico e farmaceutico che ha a Milano e in Lombardia il suo centro di eccellenza. La candidatura di Milano per Ema ci ha dimostrato durante tutto il percorso, incluse le votazioni di oggi, che Milano ha dei numeri solidissimi da spendere in questo ambito e bisogna continuare a farlo”.

 Così Lia Quartapelle, deputata milanese e capogruppo Pd in commissione Esteri alla Camera.

17/11/2017 - 17:49

“Intervenire per mettere in sicurezza il relitto del naufragio del 18 aprile 2015 e realizzare la proposta di riconversione avanzata dall’Università degli Studi di Milano per installare il barcone nel quartiere Città Studi,  come elemento centrale del progettato museo dei diritti umani”. A chiederlo è Lia Quartapelle, capogruppo Pd in commissione Esteri alla Camera dei Deputati, in un’interrogazione presentata oggi al ministro della Difesa Roberta Pinotti.

“Dal luglio 2016 - continua la deputata Pd-  il relitto dell’imbarcazione in cui morirono più di 700 innocenti è depositato all’aperto nella base della Marina Militare di Augusta, in attesa di trovare una sistemazione definitiva. Sono state avanzate numerose ipotesi per il ricollocamento e la riconversione del barcone, orientate a restituire la memoria del tragico evento e a richiamare l’attenzione su una tragedia che conta 15 mila morti in tre anni nel Mediterraneo, nonché un atteggiamento di maggiore responsabilità sulle sofferenze e sui rischi a cui sono esposte le vittime dei trafficanti di essere umani. Tra le ipotesi rilanciate anche dall’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, merita particolare attenzione la proposta formalizzata dall’Università degli Studi di Milano e dal Labanof, coinvolti in questi anni in uno straordinario impegno scientifico e umano per identificare le salme e dare un volto, un nome e delle risposte alle famiglie che ancora li cercano. La riconversione del relitto in un’installazione monumentale presso il complesso di via Golgi, nel quartiere Città Studi doterebbe il progettato museo di un elemento dall’altissimo valore simbolico, forte impatto emotivo e rappresentativo dell’impegno umanitario e scientifico dell’Italia”. 

16/11/2017 - 19:09

“Scongiurare il ripetersi di un incidente come la domanda che, nel test universitario di Medicina, associava l’omosessualità alla malattia mentale e per accertare con tempestività le responsabilità di quanto accaduto”. Lo chiede Lia Quartapelle, deputata del Partito democratico, con un’interrogazione al ministro dell’Istruzione.

“Nel progress test organizzato dalla Conferenza dei Presidenti dei Collegi didattici dei Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia delle università italiane, tra le domande di Psichiatria, la numero 147 recita: ‘Quale delle seguenti percentuali rappresenta la migliore stima del verificarsi dell'omosessualità nell'uomo?’. Una tale domanda, all’interno dentro un test di psichiatria, associa implicitamente l'omosessualità alla malattia mentale, mentre sono 27 anni che questo che l’orientamento  omosessuale è stato espunto dall’elenco delle malattie mentali”.

“La stessa ministra dell’istruzione Valera Fedeli ha riconosciuto la ‘gravità inaudita’ del fatto che sia stata inserita una simile domanda nel Progress test di medicina e chirurgia, aggiungendo che è incredibile e inaccettabile”, conclude.

15/11/2017 - 20:16

“Come su tante altre questioni, anche sul rapporto con la Russia il Movimento ha detto tutto e il contrario di tutto”. Lo scrive su Facebook Lia Quartapelle, capogruppo Pd in Commissione Esteri alla Camera, per commentare il viaggio di Luigi Di Maio negli Stati Uniti. 

“Vorrei approfittare – spiega – del viaggio negli Stati Uniti con cui di Maio e M5S provano a darsi un profilo internazionale, per rilanciare una notizia apparsa la settimana scorsa, ovvero l’incontro, avvenuto a marzo 2016, tra Manlio Di Stefano e Alessandro Di Battista con Robert Shlegel, conosciuto come l’uomo di Putin per internet. Nel 2013, appena entrati in Parlamento, i 5S, erano ferocemente anti-russi: in occasione della visita di Putin in Italia i deputati del Movimento chiedevano al governo di riferire in parlamento ‘sugli oscuri affari dello zar russo’, mentre durante le Olimpiadi di Sochi la deputata Giulia Di Vita dichiarava che ‘l’Italia ha perso l’ennesima occasione per dimostrarsi un Paese pienamente democratico e china la testa di fronte al potente di turno, Vladimir Putin’, perché Enrico Letta era andato all’inaugurazione dei Giochi. Qualche cosa deve essere cambiato se ieri sera, a DiMartedì, Alessandro Di Battista ripeteva che bisogna parlare anche con la Russia di Putin, definito ‘interlocutore storico’ dell’Italia. Lo stesso Di Battista si è reso protagonista di un significativo voltafaccia sul più sanguinoso conflitto civile di questi anni, la guerra in Siria. Nell’agosto del 2013, commentando l’attacco con le armi chimiche del regime di Assad contro la popolazione civile scriveva sul suo blog che ‘la Siria va liberata dalla dittatura’ suggerendo che ‘la rete permetterebbe agli stessi siriani di liberarsi di Assad’. Questo giudizio severo su Assad non scoraggiava però Di Battista a sposare nel 2015 una posizione totalmente diversa, vicinissima a quella del più fedele alleato della Siria, ovvero la Russia: la risoluzione 7/00771, di cui Di Battista è firmatario, chiede al governo di ‘riconoscere e ripristinare le relazioni diplomatiche con la Repubblica araba siriana; di dissociarsi e a contribuire in sede europea alla rimozione delle inique sanzioni economiche alla Repubblica araba siriana; di intraprendere e a promuovere iniziative di dialogo con il Governo siriano’, che guarda caso era presieduto proprio da quell’Assad che Di Battista si augurava di vedere sparire solo due anni prima. Quello denunciato dalla Stampa non è stato l'unico incontro tra esponenti del M5S e membri del partito di Putin. Manlio Di Stefano per esempio nel giugno del 2016 aveva portato il suo saluto al congresso di Russia Unita, parlando per secondo tra tutti gli interventi internazionali. L’agenda dell’incontro del marzo del 2016 con l’uomo di internet di Putin è in ciò di cui si è discusso: oltre all’agenda internazionale, in quella occasione si parlò di cooperazione tra M5S e Russia Unita ma soprattutto di campagne elettorali. Che, da parte di chi è stato maestro in questi anni di utilizzo di internet per sconvolgere i risultati delle elezioni nelle democrazie occidentali, vuole dire una cosa precisa. 

“Chissà se Di Stefano e Di Battista hanno capito cosa vuole dire democrazia digitale quando è tradotto in russo. Dal cambiamento radicale che c’è stato nei loro atti parlamentari sembrerebbe di sì”, conclude.

 
09/11/2017 - 12:23

Venerdì 10 novembre dalle 9 alle 19 presso Sala della Lupa, Camera dei Deputati

Un convegno su “La Politica estera ed europea dell’Italia. Le proposte del Pd”. La giornata prenderà il via alle ore 9 con i saluti di Ettore Rosato, capogruppo dei deputati Pd, e di Luigi Zanda, capogruppo PD al Senato. Introdurrà i lavori Piero Fassino, responsabile Esteri del Pd.

Dalle 9.30 alle 11.00 la prima sessione “Uniti contro le nuove minacce: verso una difesa europea” sarà dedicata alla lotta comune al terrorismo. Interverranno Roberta Pinotti, ministro della Difesa, Andrea Manciulli, presidente della Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare della NATO, Antonio Missiroli, direttore di European Union Institute for Security Studies (EUISS), Nicoletta Pirozzi, presidente MondoDem, Nathalie Tocci, direttore IAI. Presiederà Francesco Garofani, presidente della commissione Difesa della Camera.

Dalle 11.00 alle 12.30 discuteranno de “L’Europa che vogliamo” Sandro Gozi, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari Europei, Roberto Gualtieri, presidente della Commissione problemi economici e monetari del Parlamento Europeo, Michele Nicoletti, presidente del Gruppo socialista presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, Marco Piantini, consigliere degli Affari Europei del Presidente del Consiglio, Roberto Toscano, editorialista de La Repubblica. Presiederà Marina Sereni, vicepresidente della Camera dei Deputati.

Dalle 14.30 alle 16 si terrà la sessione “Governare l’immigrazione” con Marco Minniti, ministro dell’Interno, Mario Giro, vice ministro degli Affari Esteri, Roberto Forin, Research Coordinator International Centre for Migration Policy Development, Daniele Frigeri, direttore Cespi, Silvia Stilli, portavoce Associazione ONG Italiane.  Presiederà Nicola Latorre, presidente della commissione Difesa del Senato.

Dalle  16 alle 17.30 si confronteranno sul tema dello sviluppo “Per una diplomazia della crescita” Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Affari Esteri, Matteo Garavoglia, Brookings Institution, Fabrizio Macrì, direttore della Camera di Commercio italiana per la Svizzera, Licia Mattioli, vicepresidente per l’Internazionalizzazione di Confindustria. Presiederà Silvia Francescon, direttrice dell’Ufficio di Roma ECFR.

Infine dalle 17.30 alle 19 l’ultima sessione di lavoro sarà dedicata al “Mediterraneo ‘Mare Nostrum’: le sfide non finiscono in Libia”. Ne discuteranno Angelino Alfano, ministro degli Affari esteri e Cooperazione internazionale, Eugenio Dacrema, Università di Trento, Paolo Magri, direttore ISPI, Gianni Pittella, presidente Gruppo S&D Parlamento Europeo. Presiederà Enzo Amendola, sottosegretario agli Affari esteri. Le conclusioni saranno affidate a Lia Quartapelle, capogruppo Pd in Commissione Esteri della Camera.

19/10/2017 - 18:28

"Avendo più di un dubbio sulla nostra mozione su Bankitalia non l’ho votata. Non ho però nessun dubbio nel giudicare inaccettabili e deplorevoli le critiche dei commentatori che hanno definito quello del Parlamento “un atto eversivo” o “una bomba contro la Banca d’Italia”. Lo afferma la deputata PD Lia Quartapelle, che aggiunge:

"In democrazia non esistono istituzioni insindacabili e i loro vertici non appartengono a una casta superiore. 

Il governatore della Banca d’Italia, come vuole la legge, sarà scelto dal governo e svolgerà il suo mandato in piena autonomia, nel rispetto dei principi di responsabilità e accountability. Così come è giusto che accada in una democrazia rappresentativa".

10/10/2017 - 13:38

“Soddisfazione e felicitazioni per l’assegnazione del Nobel per la Pace 2017 alla campagna internazionale per la messa al bando delle armi nucleari, che oggi sarà premiata a Roma anche con la Colomba d’oro. Raccogliendo le energie di decine di migliaia di persone, ICAN federa 486 organizzazioni e ne coordina le attività in 101 Paesi nel mondo, tra cui il nostro.  Un impegno volto a modificare la storia, per sospingerla verso un mondo libero dalle armi nucleari, in nome della sicurezza internazionale e del diritto umanitario. Prima della premiazione, su iniziativa della deputata Stella Bianchi, alla presenza della vice presidente Marina Sereni e di numerosi altri colleghi accoglieremo Susi Snyder e altri rappresentanti di ICAN alla Camera dei Deputati per onorare la loro battaglia, che è una battaglia per la pace. L’Italia aderisce all’obiettivo del disarmo generale che è infatti uno dei pilastri del Trattato di Non Proliferazione. Come Partito Democratico abbiamo voluto ribadirlo attraverso la mozione parlamentare approvata dalla Camera a ridosso dell’ultima Assemblea generale delle Nazioni Unite, quando si è aperto, tra l’altro, il processo di ratifica del Trattato per la messa al bando delle armi nucleari. Si tratta di un ulteriore importante strumento giuridico, la cui esistenza deve molto all’iniziativa umanitaria lanciata da ICAN,  e la cui adesione dell’Italia deve essere considerata seriamente, congiuntamente ai nostri alleati e compatibilmente con i nostri impegni internazionali. In un periodo storico in cui riaffiorano tensioni pericolosissime, alle ipotesi di soluzioni muscolari preferiamo i negoziati per la soluzione politica e pacifica delle controversie e i passi in avanti per l’eliminazione delle 15 mila bombe nucleari che minacciano il pianeta e chi lo abita”. Così Lia Quartapelle, capogruppo PD in commissione Esteri alla Camera dei Deputati, prima di ricevere la delegazione di ICAN, già insignita del Nobel per la Pace 2017 e che sarà premiata oggi con la Colomba d’oro della pace.

04/10/2017 - 18:02

Dai fatti misureremo la sincerità dell’Egitto

"Il Pd chiede al ministro degli Esteri, Alfano, quali sono i progressi, dopo la scelta di far tornare l'ambasciatore Cantini al Cairo, nella vicenda di Giulio Regeni, sequestrato, torturato e ucciso. Lo chiediamo oggi e continueremo a farlo fino a quando non saremo arrivati alla verità”. Lo hanno detto le deputate del Pd Lia Quartapelle, capogruppo dem in commissione Esteri, e Sandra Zampa componente della medesima commissione durante il question time che si è tenuto oggi nell’aula di Montecitorio.

“La decisione di ripristinare relazioni diplomatiche con l'Egitto con il ritorno dell’ambasciatore Cantini a Il Cairo - hanno proseguito Quartapelle e Zampa - deve avere un unico obiettivo: verità e giustizia per Giulio Regeni. Ci hanno rincuorato le nuove informazioni che il ministro Alfano ha illustrato all’aula in occasione del question time, secondo le quali lo sviluppo delle relazioni Roma-Il Cairo dipenderanno dall’accertamento della verità sul sequestro, la tortura e l’assassinio di Giulio Regeni. Abbiamo anche ribadito al ministro che la qualità delle nostre relazioni con l’Egitto dovrà dipendere da parte italiana dall’avverarsi di alcuni fatti: la consegna delle immagini delle telecamere della stazione della metropolitana dove Giulio scomparve e la consegna del fascicolo relativo alla morte del ricercatore di Oxford che il procuratore de Il Cairo, Nabil Ahmed Sadek, si era impegnato con i genitori di Giulio a consegnare al suo omologo a Roma, Pignatone. Chiediamo inoltre al governo di procedere rapidamente alla promessa nomina di una figura tecnica con il compito di coadiuvare l’ambasciatore Cantini per la ricerca della maggiore collaborazione tra le procure dei due Paesi”.  

04/10/2017 - 14:33

“Sulla candidatura di Milano per l'Agenzia europea per i medicinali abbiamo voluto lanciare un segnale politico chiaro al Paese e ai nostri partner europei. A poche settimane dall’avvio di una campagna elettorale, siamo in grado di riconoscere come questa sfida richieda l’azione trasversale di tutte le istituzioni e di tutte le forze in campo. Succede molto raramente, ma oggi alla Camera abbiamo costruito le condizioni per approvare senza voti contrari una mozione unitaria, condivisa e sottoscritta da tredici gruppi parlamentari. Lo abbiamo fatto nell’interesse dell’Italia, della Lombardia e di Milano, per le quali con EMA si aprirebbero importanti opportunità. In queste settimane il Governo, la Regione e il Comune di Milano sono impegnati nella promozione delle candidatura. Il Parlamento li sostiene con la convinzione che un’agenzia importante come EMA ha a Milano, più che altrove, la possibilità di esercitare le sue competenze con efficienza ed efficacia, a beneficio della salute dei cittadini europei. È interesse di tutti gli Stati membri che la sede sia trasferita nel luogo che meglio di ogni altro risponde ai criteri oggettivi individuati per l’assegnazione”. Così Lia Quartapelle, deputata milanese e capogruppo del Pd in commissione Esteri alla Camera dei Deputati, al termine dell’approvazione della sua mozione di sostegno alla candidatura di Milano per l'Agenzia europea del farmaco. 

04/09/2017 - 18:59

“E’ sbagliato mettere in contrapposizione la difesa dell’interesse nazionale con la verità sul caso di Giulio Regeni”. Lo dichiara Lia Quartapelle, capogruppo Pd in Commissione Esteri alla Camera.

“Fare luce – spiega - sulle responsabilità delle torture e dell’atroce omicidio del ricercatore italiano è una questione che riguarda l’interesse nazionale del nostro paese. E il ritorno del nostro ambasciatore al Cairo risponde proprio a questo obiettivo.  A differenza ad esempio della Francia, che non ha mai voluto chiarire il caso del giornalista Eric Lang, l’Italia non ha avuto esitazioni nell’interrompere le relazioni con l’Egitto, a fronte di una lacunosa collaborazione nella ricerca della verità sul caso Regeni. La morte di Giulio ci ha aperto gli occhi sulla brutalità e fragilità del regime di Al Sisi e di questo dato non mancheremo di tenere conto nel quadro della riapertura del dialogo politico. Insieme al nostro ambasciatore, dunque, un funzionario incaricato della collaborazione giudiziaria andrà al Cairo con il compito di seguire quotidianamente il caso. La cooperazione delle autorità egiziane è fondamentale per arrivare a stabilire una verità spendibile anche in ambito processuale. Il lavoro congiunto delle procure sta, infatti, finalmente delineando un quadro di nomi e responsabilità in relazione alla morte di Giulio ma serve uno scatto nell’impegno sul piano istituzionale perché si giunga a un processo”.

“Noi non siamo come Di Battista, che si accontenta di evocare complotti e colpevoli solo a scopo di propaganda. Noi vogliamo che i responsabili della morte di Giulio siano processati”, conclude.

04/08/2017 - 14:53

“Con un post sull’autorevole blog di Beppe Grillo, il M5S scopre che in Italia esiste una normativa avanzata che disciplina scrupolosamente e in modo articolato il sistema di autorizzazioni per le esportazioni di armi”. Lo dichiarano Lia Quartapelle, capogruppo Pd in Commissione Esteri alla Camera, e Fabio Porta, deputato democratico eletto nella circoscrizione Estero-America meridionale.
“Se avesse contribuito a esercitare con serietà e attenzione le prerogative che la stessa legge riserva al Parlamento per il controllo delle esportazioni – continuano - saprebbe che l’autorizzazione per le forniture alla polizia venezuelana sono già state sospese. Si tratta di una misura doverosa, che rientra nel perimetro giuridico in cui è tenuto a operare il governo ed è coerente con la politica portata avanti dall’Italia per onorare l’amicizia e la solidarietà che riserviamo al popolo venezuelano oppresso dal regime di Nicolàs Maduro. Per contribuire positivamente alle crisi internazionali è necessario lavorare con attenzione e costanza per approfondire le informazioni e valutare le possibili misure da intraprendere. Purtroppo, non è il metodo con cui sono abituati a lavorare i colleghi del M5S. Ai testi degli atti parlamentari che da più di un anno si succedono in commissione, continuano a preferire le pagine dei social e dei giornali, con dichiarazioni scomposte, contraddittorie, strumentali e ridicole, che a volte confondono il Venezuela con il Cile e che hanno trovato l’apice nell’imbarazzante missione a Caracas di cui tentano ora in tutti i modi di cancellare la memoria”.
“Nel nostro ruolo di parlamentari democratici abbiamo sostenuto le importanti azioni di opposizione pacifica e democratica portate avanti anche attraverso la comunità venezuelana in Italia e nel mondo per fare muro contro il piano del presidente di istituire un'Assemblea costituente, riscrivere la Costituzione e ottenere i pieni poteri. Un disegno che anche il Capo del Governo, Paolo Gentiloni, ha condannato senza mezze parole, confermando la determinazione dell’Italia nel difendere e promuovere i diritti, i principi e i valori in cui ci riconosciamo come cittadini italiani ed europei”, concludono.

02/08/2017 - 13:23

"E' sconcertante e vergognoso che il Movimento Cinque Stelle incarichi per la dichiarazione di voto finale sulla Libia Angelo Tofalo, noto per le sue discutibili frequentazioni con i trafficanti di armi. Con che credibilità l'onorevole Tofalo parla di 'incontro segreti' sulla Libia' ? L'impegno italiano verso la Libia è trasparente ed è stato discusso in parlamento in questi giorni. Tofalo invece è stato coinvolto come testimone da una inchiesta per traffico internazionale di armi, proprio verso la Libia. Dopo aver preso parte a un incontro segreti tra persone indagate per traffico di armi e il leader di una milizia islamista libica, Khalifa Guell. Questa è la politica estera a 5 Stelle: improvvisazione, mancanza di pudore  e nessuna idea dell'interesse dell'Italia".

Così Lia Quartapelle, capogruppo PD della Commissione Esteri alla Camera dei Deputati.

02/08/2017 - 12:33

"Su una cosa si può essere d'accordo con Di Battista, la questione libica è una cosa seria: quindi non è un tema adatto a lui. Dall'alto della sua esperienza (quella che gli ha fatto vincere il premio Ballista dell'anno del New York Times nel 2015) attacca il governo che sta sostenendo il governo libico a combattere i trafficanti di persone con importanti risultati. Ma al solito quando non si sa che dire si urla. Soprattutto quando ci si accorge delle buone iniziative prese dal Governo".

Così Lia Quartapelle, capogruppo PD della Commissione Esteri alla Camera dei Deputati.

28/07/2017 - 17:41

“L’Italia non si sottrae alle proprie responsabilità. Bene la risposta equilibrata del governo alla richiesta di aiuto operativo da parte del governo libico”. Lo dichiara Lia Quartapelle, capogruppo Pd in Commissione Esteri alla Camera, per commentare l’approvazione da parte dei Consiglio dei ministri di una delibera che estende la missione Mare Sicuro al supporto operativo e logistico alla guardia costiera libica.
“Con la decisione di estendere e rendere più efficace l’operazione Mare sicuro, l’Italia si conferma in prima linea al contrasto ai trafficanti di persone e all’immigrazione illegale. Lavoreremo affinché il Parlamento autorizzi con la maggioranza più ampia possibile l’estensione della missione navale, confermando così  l’impegno complessivo del nostro Paese a rendere più sicuro il Mar Mediterraneo”, conclude.

24/07/2017 - 17:44

VIDEOCONFERENZA in commissione Esteri 

Domani, alle ore 14.30, si terrà una videoconferenza con una delegazione del Parlamento del Venezuela. Su richiesta del gruppo del Partito Democratico, la commissione Esteri della Camera dei Deputati si riunisce per ascoltare la voce dei colleghi venezuelani.

“Rispondiamo così a chi in Venezuela tenta di mettere a tacere il Parlamento liberamente eletto, purtroppo anche con aggressioni di gruppi paramilitari come quelle che si sono verificate alcune settimane fa con il ferimento di sette deputati”, afferma la capogruppo PD ininEsteri commissione Esteri Lia Quartapelle. “Proprio in queste ore, a Caracas si attendono nuovi cortei di protesta di un popolo morso dalla crisi economica e oppresso da un governo che ha abbandonato la strada della democrazia”, continua la deputata PD. “Ascolteremo i rappresentanti del Parlamento venezuelano. Ribadiremo la nostra ferma condanna per la repressione messa in atto dal regime di Maduro che arresta magistrati, giornalisti e chiunque rappresenti o difenda la sopravvivenza dello stato di diritto e che ha fatto ormai più di cento morti tra i manifestanti. L’Italia è al fianco del popolo venezuelano e dei tantissimi italiani e figli di italiani che vivono in quel Paese. Sosteniamo con forza la proposta di mediazione avanzata dal Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni insieme al premier spagnolo Mariano Rajoy, con le condizioni che tutti gli organismi internazionali considerano irrinunciabili: liberazione immediata dei detenuti politici, apertura di un canale per gli aiuti umanitari, rispetto delle prerogative costituzionali del Parlamento e convocazione di libere elezioni a suffragio universale”.

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