13/09/2016 - 12:31

“Giovedì  15 settembre, alle ore 14.30, il Ministro Delrio sarà in audizione presso la Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, nell’ambito dell’indagine conoscitiva avviata dalla Commissione sugli interventi relativi alla gestione dell’ emergenza,  alla ricostruzione e alle politiche di prevenzione antisismica. Sarà un appuntamento importante per fare il punto sugli indirizzi del Governo e sulle misure previste, sia nel progetto Casa Italia che nella Legge di Stabilità, per una nuova edilizia basata  sulla sicurezza, sul risparmio energetico, sulla qualità, che può rappresentare un importante volano per l’economia del Paese”.

Così Ermete Realacci, presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera, annuncia l’audizione del ministro delle Infrastrutture Delrio giovedì15 settembre. 

07/09/2016 - 12:11

Domani, alle 10.30, si terrà presso la Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera l’audizione del Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio.

“Scopo dell’audizione -  ha dichiarato il presidente della VIII Commissione Ermete Realacci – è valutare l’andamento dell’emergenza, i tempi per garantire l’ospitalità temporanea alle popolazioni colpite dal terremoto, il passaggio alla fase di ricostruzione e le necessità anche legislative del sistema di Protezione Civile per rafforzare la sua efficienza. La Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera ha deciso di avviare un’indagine conoscitiva sugli interventi relativi alla gestione dell’ emergenza,  alla ricostruzione e alle politiche di prevenzione.  L’obiettivo è di accompagnare il progetto Casa Italia e l’azione del governo e del Parlamento a partire dalla legge di Stabilità che dovrà essere fortemente orientata ad una  nuova edilizia basata  sulla sicurezza, sul risparmio energetico, sulla qualità, che può rappresentare un importante volano per l’economia del Paese”.

28/07/2016 - 15:48

“Dopo 15 anni la Regione Siciliana ha deciso di recepire il testo unico in materia di edilizia. Fin da subito nella Commissione di merito dell’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) diversi deputati, di vari gruppi politici, hanno presentato emendamenti che, in forme diverse, introducono norme per nuove sanatorie edilizie. In una regione dove si contano centinaia di migliaia di richieste di condono.

Il più chiaro e netto tra i testi è quello presentato dall’on. Fazio del gruppo Misto, che propone la sanatoria per le case realizzate abusivamente nella fascia dei 150 metri dalla battigia.  Questo testo, mentre ancora non era stato nemmeno discusso dalla Commissione Ambiente dell’ARS, veniva, non a caso, sventolato dagli abusivi di Licata mentre protestavano contro gli abbattimenti voluti dal sindaco del Comune, Angelo Cambiano, che la sera del 9 maggio ha subito una pesante intimidazione, seguita da un altro attentato al dirigente dell’ufficio tecnico, ed ha poi ricevuto, tra gli altri, la solidarietà del ministro Alfano.

Dopo varie prese di posizione e dichiarazioni, quasi tutti i deputati hanno ritirato i propri emendamenti sull’argomento, tranne l’on. Fazio. Messo ai voti in Commissione, il suo testo veniva bocciato con 5 voti contro, 4 a favore e 3 astenuti.  L’on. Fazio ha ripresentato l’emendamento in Aula con un’ulteriore estensione dei benefici della possibile sanatoria. Verrà discusso dal Parlamento siciliano il prossimo martedì 2 agosto. 

Sarebbe una vergogna inaudita per l’Assemblea Regionale Siciliana approvare questo emendamento e ritengo che, vista la sua gravità, il Governo non potrebbe fare altro che impugnare questa norma regionale. Di questo ho già parlato con il ministro Galletti, che  ha promesso di attivarsi”.

Lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, sul tentativo di introdurre una nuova sanatoria edilizia in Sicilia. 

20/07/2016 - 12:31

“Sono passati 15 anni da quando, il 20 luglio del 2001, Carlo Giuliani perse la vita negli scontri del G8 di Genova e dai fatti gravissimi di Bolzaneto e della Diaz. In quei giorni bui ero a Genova con Legambiente. La  Corte europea dei diritti umani ha confermato autorevolmente con la sentenza del 7 aprile 2015 che quanto accaduto alla scuola Diaz e alla caserma di Bolzaneto in occasione del G8 del 2001 è indegno di un paese civile. Sono fatti che hanno disonorato esponenti dello Stato e delle Forze dell’ordine. E’ oggi importante approvare in tempi rapidi il disegno di legge che introduce finalmente il reato di tortura nel nostro codice penale attualmente in discussione al Senato. Trovo incomprensibili le dichiarazioni di quanti affermano che il reato di tortura sia contro le Forze di polizia, al contrario è un reato per dare certezza a tutti i cittadini, pubblici ufficiali compresi, e onore al nostro Paese”.  Lo afferma Ermete Realacci, presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera, a quindici anni dal G8 di Genova.

13/07/2016 - 13:26

Convegno promosso dai Gruppi Pd di Camera e Senato

Domani, giovedì 14 luglio, ore 15, Sala Capranichetta  Piazza Montecitorio 125

Un’occasione importante che vede riuniti tutti i soggetti, istituzionali e non, coinvolti o interessati  a vario titolo alla recente riforma del codice dei contratti pubblici. Un momento di riflessione e confronto, che vede presenti anche il ministro Infrastrutture e Trasporti  Delrio e il presidente Anac Cantone,  durante il quale si farà il punto su questo straordinario e innovativo strumento legislativo,  sulle prospettive per gli investimenti e per valutare il punto di vista delle stazioni appaltanti. Questo l’obiettivo dell’incontro di domani 14 luglio (ore 15.00, Sala Capranichetta, Piazza Montecitorio 125) promosso dai Gruppi parlamentari Pd di Camera e del Senato, dal titolo: “I primi passi di una riforma. Il nuovo codice dei contratti pubblici”. 

Partecipano:  Ettore Rosato, presidente Gruppo Pd Camera; Luigi Zanda, presidente Gruppo Pd Senato; Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera;  Raffaella Mariani, deputata Pd e relatrice Codice Appalti; Lorenzo Bellicini, direttore centro ricerche economiche e sociali del mercato dell’Edilizia (Cresme) che presenterà i dati dell’andamento degli appalti.

Seguirà il confronto, moderato da Stefano Esposito, relatore Codice Appalti, e senatore Pd componente della commissione Lavori pubblici, tra: Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti; Raffaele Cantone, Presidente Anac;  Antonella Manzione, presidente della Commissione per la redazione del Codice dei Contratti pubblici, capo dipartimento affari giuridici e legislativi della Presidenza Consiglio; Debora Serracchiani, presidente Regione Friuli-Venezia Giulia; Achille Variati, sindaco di Vicenza e presidente Upi;  Giuseppe Torchia, sindaco  Vinci; Maurizio Gentile, amministratore delegato Rfi; Gianni Vittorio Armani, presidente Anas; Luigi Marroni, amministratore Delegato Consip.

05/07/2016 - 14:08

“Il rapporto Ecomafia di Legambiente e la stessa parola ‘ecomafia’ sono stati fondamentali nella lotta per la legalità in Italia. Anche in nome di quella battaglia sono il primo firmatario della legge che ha introdotto finalmente i reati ambientali nel nostro codice penale. Facendo il punto su tutte le illegalità ambientali, il rapporto Ecomafia fornisce un contributo importante al Paese  e oggi ha una rilevanza ancor maggior. A poco più di un anno dalla sua storica approvazione, la legge sugli ecoreati inizia a dare i primi frutti: è stata attivata oltre mille volte, dimostrandosi uno strumento efficace contro l’ecomafia, a tutela di  legalità, ambiente, salute e buona economia.  E anche se la strada per mettere fuori gioco  gli eco-criminali è ancora lunga, i dati del rapporto Ecomafia 2016 confermano che le legge 68/2015 è un passo avanti importante per l’Italia. Sia gli illeciti che i guadagni della criminalità ambientale iniziano infatti ad arretrare e contemporaneamente crescono gli arresti, che sono stati 188 (+17,7% rispetto al 2014).

Il 10 luglio del 1976  ricorre poi il quarantennale della tragedia dell’Icmesa che causò la fuoriuscita e la dispersione di una nube di diossina TCDD. All’epoca, per la giustizia italiana, fu un ‘disastro innominato’;  oggi, con la legge sugli ecoreati, sarebbe un ‘disastro ambientale’, con ben altre conseguenze penali per i colpevoli.  Se fino allo scorso anno abbiamo affrontato disastri come quello dell’Icmesa, dell’Eternit o di Bussi con armi spuntate, come appunto il "disastro innominato" o il "getto pericolo di oggetti" come veniva classificato l’inquinamento ambientale,  oggi con gli ecoreati e con la riforma delle agenzie ambientali, due leggi di cui sono primo firmatario, abbiamo finalmente strumenti adeguati per cambiare rotta nella lotta all’ecomafia e alle illegalità. Un traguardo storico per cui dobbiamo ringraziare anche Legambiente e tutte le associazioni che, fuori dal Parlamento, hanno sostenuto il lungo percorso di questi provvedimenti”.

Lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera e primo firmatario della legge sugli ecoreati, insieme agli On. Micillo e Pellegrino, intervenendo alla presentazione del Rapporto Ecomafia 2016 di Legambiente oggi a Roma.

29/06/2016 - 14:18

“L’inquinamento da plastica e da microplastiche è uno dei più pericolosi e frequenti per mari e oceani del pianeta. Lo ha ribadito di recente lo stesso Segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon. Per mettere fuori gioco questa grave forma di inquinamento che minaccia sia gli ecosistemi marini, che la salute umana ho presentato una proposta di legge  per vietare l’uso della microplastica nei cosmetici .  

Ogni anno nel mondo vengono prodotte oltre 290 milioni di tonnellate di plastica, una parte delle quali finisce inevitabilmente in mare. Per l’Onu sono 8 milioni le tonnellate di plastica che ogni anno finiscono nelle acque del pianeta. Rifiuti che si scompongono in pezzi sempre più piccoli fino a diventare microplastiche. Proprio questi micro frammenti, come denunciato dalla campagna ‘Mare mostro’ di Marevivo, sono la parte più pericolosa dell’inquinamento marino da plastica. Essendo di piccolissime dimensioni, massimo 5 millimetri, le microplastiche vengono ingerite e bioaccumulate da pesci e  specie marine, entrando così nella catena alimentare. Una fonte inesauribile di microplastiche sono i cosmetici che usiamo ogni giorno in abbondanza: creme, scrub, bagnoschiuma, dentifrici, maschere, rossetti e schiume da barda ne possono essere fatti al 90%. Nella sola Europa nel 2013 per i cosmetici ne sono state usate 5 mila tonnellate, finite in gran parte in mare. Per contrastare l’inquinamento marino da microplastiche ho quindi presentato la proposta di legge numero 3852. Assegnata alle Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera, la proposta è stata sottoscritta da oltre 40 deputati di gruppi politici sia di maggioranza che di opposizione e prevede che dal 1° gennaio 2019 sia vietato produrre e mettere in commercio cosmetici contenenti microplastiche, previste anche multe salate per i trasgressori”.

Lo ha affermato il presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, Ermete Realacci, presentando la proposta di legge di cui è primo firmatario che vieta l’uso di micro particelle di plastica nei cosmetici. La presentazione si è svolta  a bordo della nave scuola Amerigo Vespucci in occasione della tappa napoletana della campagna 'Mare mostro' di Marevivo, realizzata in collaborazione con Marina Militare e CoNISMa.

15/06/2016 - 14:33

“Finalmente è legge il nuovo sistema dei controlli ambientali per un’Italia più  trasparente, pulita ed efficiente. La Camera ha votato in via definitiva  la  riforma delle Agenzie ambientali, un riordino delle strutture di monitoraggio che potenziano e rendono uniformi nel Paese le verifiche sullo stato dell’aria, delle acque, del territorio. Nasce un sistema nazionale  delle agenzie, integrato, omogeneo ed autorevole in grado di tutelare cittadini e ambiente, dare certezze a italiani e imprese e favorire un’economia più avanzata, innovativa e pulita.  La riforma contribuisce anche al  raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, di promozione della qualità ambientale e alla piena realizzazione del principio del ‘chi inquina paga’.

Il testo nasce da una mia proposta di legge, unificata con quelle analoghe dei colleghi Bratti e De Rosa. Insieme agli ecoreati questa riforma, di cui è stato relatore il collega Zaratti, rafforza le politiche ambientali del Paese intervenendo sul fronte della prevenzione dopo che il Parlamento ha rafforzato gli strumenti giuridici per contrastare e perseguire le illegalità in campo ambientale. La legge sugli ecoreati, ad un anno dalla sua approvazione,  si è già rivelata molto efficace: secondo i dati di Legambiente sono oltre mille i procedimenti avviati grazie alle nuove figure di reato. Con la riforma si potenziano le strutture, si adottano i Livelli Essenziali di Prestazioni Tecniche Ambientali  (LEPTA) omogenei in tutto il territorio; si  avvia un coordinamento nazionale affidando all’ISPRA un ruolo centrale e si istituisce il  Sistema Informativo Nazionale Ambientale. 

La legge era stata votata all’unanimità oltre due anni fa alla Camera,  nel maggio scorso è giunto l’ok dal Senato con piccole modifiche. È un bel segnale che arriva dal Parlamento il voto a larghissima maggioranza, con l’astensione della Lega Nord, con cui oggi è stata varata in via definitiva la riforma. Un passo avanti per un’Italia che guarda al futuro”.

Lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, sull’approvazione definitiva  alla Camera della riforma delle agenzie ambientali di cui è primo firmatario. 

13/06/2016 - 18:40

“Rafforzare il sistema dei controlli ambientali per un’Italia più  trasparente, pulita ed efficiente. La Camera voterà in questi giorni la  riforma delle Agenzie ambientali, un riordino delle strutture di monitoraggio per potenziare e rendere uniformi nel Paese le verifiche sullo stato dell’aria, delle acque, del territorio, dando finalmente vita ad un sistema nazionale integrato ed omogeneo che sia in grado di tutelare cittadini e ambiente, dare certezza a italiani e imprese e favorire un’economia più avanzata, innovativa e pulita.  Il testo mira a realizzare un sistema di monitoraggio in campo ambientale autorevole, indipendente e autonomo per ridare fiducia agli italiani. E introduce una semplificazione necessaria che non è deregulation, ma efficacia dei controlli.

Questa riforma avrebbe potuto essere approvata molto tempo fa e rappresenta un ‘caso scuola’ delle distorsioni del bicameralismo perfetto: era stata approvata all’unanimità dalla Camera oltre due anni fa e lo scorso mese ha avuto il via libera del Senato, che l’ha modificata quindi è tornata a Montecitorio. Mi auguro che anche in quest’ultimo passaggio si possa varare la legge all’unanimità. Il testo nasce da una mia proposta di legge, unificata con quelle analoghe dei colleghi Bratti e De Rosa. Insieme alla legge sugli ecoreati questa riforma, di cui è relatore il collega Zaratti, rafforza le politiche ambientali del Paese intervenendo sul fronte della prevenzione dopo che il Parlamento ha rafforzato gli strumenti giuridici per contrastare e perseguire le illegalità in campo ambientale. Un passo avanti per un’Italia che guarda al futuro”. Lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, durante la discussione generale in Aula alla Camera della riforma delle agenzie ambientali di cui è primo firmatario insieme agli On. Bratti e De Rosa.

01/06/2016 - 14:33

La prossima settimana sarà varatain Commissione

“I nostri Piccoli Comuni non sono un’eredità del passato, ma una straordinaria occasione per difendere la nostra identità, le nostre qualità e proiettarle nel futuro. Un’idea ambiziosa di Italia, infatti, passa anche dalla giusta valorizzazione di territori, comunità e talenti. E’ questo il presupposto da cui parte il testo unificato per il sostegno e la valorizzazione dei Piccoli Comuni nato a partire da una mia proposta di legge e da quella analoga della collega Terzoni, che è in discussione alle Commissioni riunite Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici e Bilancio della Camera e di cui sono relatori i colleghi Enrico Borghi, Tino Iannuzzi e Antonio Misiani. Questo testo è un’opportunità per tutto il Paese per proporre un’idea di sviluppo che coniuga  la cultura e i saperi tradizionali con l’innovazione, la diffusione delle tecnologie della comunicazione e la green economy. L'intenzione è di approvare nella prossima settimana alle Commissioni riunite V e VIII questa proposta di legge per andare presto in Aula. È una legge su cui con Legambiente lavoriamo da tempo anche con la campagna Voler Bene all’Italia”. Lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera e primo firmatario della legge, al convegno ‘La modernità dei Piccoli Comuni’, promosso da Legambiente ed Anci come evento di lancio delle giornate di Voler bene all'Italia 2016, dal 2 al 5 giugno.

Tra le misure principali: diffusione della banda larga e misure di sostegno per l’artigianato digitale; semplificazione per il recupero dei centri storici in abbandono o a rischio spopolamento da riconvertire in alberghi diffusi;  interventi di  manutenzione del territorio con priorità alla  tutela dell’ambiente; messa in sicurezza di strade e scuole e interventi di efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico; acquisizione e riqualificazione di terreni e edifici in abbandono; possibilità di acquisire case cantoniere e tratti di ferrovie dismesse da rendere disponibili per attività di protezione civile, volontariato, promozione dei prodotti tipici locali e turismo; realizzazione di itinerari di mobilità e turismo dolce; dotazione dei servizi più razionale ed efficiente, possibilità per i centri in cui non ci sono uffici postali di pagare  bollette e conti correnti presso gli esercizi commerciali; interventi in favore dei cittadini residenti e delle attività produttive insediate nei piccoli comuni; promozione delle produzioni agroalimentari a filiera corta.Per le aree oggi in condizioni di maggior difficoltà è previsto uno specifico stanziamento di 100 milioni per il periodo che va dal 2017 al 2023. 

18/05/2016 - 19:06

Le modifiche della Camera hanno disinnescato un provvedimento a rischio

“L’abusivismo edilizio peggiora il nostro futuro, mette a rischio la vita dei cittadini e deturpa il paesaggio, alimentando una vera e propria filiera del cemento illegale.  Per questo è importante che le modifiche introdotte dalla Camera alla legge sulle demolizioni degli abusi edilizi abbiano superato le criticità del testo uscito dal Senato. La versione licenziata da Palazzo Madama avrebbe reso più difficile gli abbattimenti e quindi il contrasto all’abusivismo. Secondo il Rapporto Ecomafia 2015 di Legambiente nel 2014 sono stati 5.750 i reati accertati nel settore del cemento. Per affrontare questa piaga e ripristinare la legalità è necessario dire un chiaro e secco 'no' a nuovi condoni e procedere con gli abbattimenti. Lo Stato deve essere al fianco di quei sindaci che quotidianamente subiscono minacce e intimidazioni per la loro attività contro l'illegalità urbanistica.

La legge approvata dalla Camera mira a una razionalizzazione delle procedure di demolizione degli abusi edilizi riconosciuti tali da condanna definitiva, prevede che sia dia priorità ai manufatti in corso di costruzione o non conclusi e alle seconde case e che si tenga adeguatamente conto nel definire le priorità degli immobili a rilevante impatto ambientale, costruiti su demanio o aree soggette a vincoli ambientali, paesaggistico, idrogeologico, archeologico o storco, di quelli che rappresentano un pericolo per l’incolumità dei cittadini  e dei manufatti nella disponibilità di condannati per reati di associazione mafiosa. Si istituisce un fondo rotativo di 45 milioni presso il Ministero delle Infrastrutture per integrare le risorse necessarie alle demolizione da parte dei comuni e una banca dati nazionale sull’abusivismo edilizio. È stato accolto un mio emendamento coerente con il parere reso dalla Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici che impegna il governo a presentare annualmente alle Camere una relazione sullo stato dell’abusivismo edilizio e sulle demolizioni attuate. Un modo per garantire continuità e attenzione al ripristino della legalità”.

Lo afferma Ermete Realacci, presidente della VIII Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, sul via libera di Montecitorio alla legge sui criteri di priorità nelle demolizioni dei manufatti abusivi che ora tornerà al Senato.

18/05/2016 - 17:04

Presto il via libera alla Camera.

“Finalmente, a due anni dal via libera di Montecitorio, il Senato sta per approvare il ddl di riforma delle Agenzie Ambientali che mira a rafforzare, rendere trasparenti e uniformi su tutto il territorio nazionale i controlli ambientali per tutelare cittadini e ambiente,  dare certezza a italiani e imprese,  favorire un’economia pulita. Il Senato ha modificato il testo introducendo la clausola di invarianza finanziaria su richiesta della Commissione Bilancio e una correzione formale. Alla Camera cercheremo di approvare rapidamente in via definitiva questa riforma che  serve al Paese e già da martedì prossimo inizierà il suo esame. Il testo nasce da una mia proposta di legge, unificata con quelle analoghe dei colleghi Bratti e De Rosa, per dare efficacia e trasparenza ai controlli. Insieme alla legge sugli ecoreati e al Collegato Ambientale, la riforma delle Agenzie Ambientali rafforzerà le politiche ambientali del Paese”.  Lo afferma Ermete Realacci,  presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, sul via libera che il Senato si appresta a dare al ddl di riforma delle agenzie ambientali di cui è primo firmatario.  

“Il provvedimento  - conclude Realacci - propone un riordino delle agenzie per la protezione dell’ambiente e l’istituzione di un Sistema nazionale per rafforzare i controlli in Italia, garantirne l’efficacia, l’autorevolezza e renderli omogenei in tutto il Paese, grazie anche all’introduzione dei ‘livelli essenziali di prestazioni tecniche ambientali’.  Il principio di riferimento è quello del “chi inquina paghi”. In questo contesto l’ISPRA ha un ruolo centrale e,  oltre ai compiti di indirizzo e coordinamento,  è competente anche per la realizzazione e la gestione del sistema informativo nazionale dell’ambiente. Una banca dati ambientale aperta e accessibile a tutti i cittadini. 

La riforma delle Agenzie Ambientali è un passo avanti per un'Italia che guarda al futuro e punta su qualità, ambiente e innovazione”.

12/05/2016 - 15:24

“Una buona notizia per il Paese: la Camera ha approvato la legge per il contenimento del consumo di suolo e la difesa delle aree agricole. Nel dibattito si sono ascoltate le cose più assurde, c’è chi ha parlato di un provvedimento che genera cementificazione  e, sul lato opposto, chi ha accusato di voler fare un ‘esproprio proletario’. La verità è che questa è una legge necessaria, difficile, ma oggi possibile grazie anche ad un lungo lavoro e all’impegno dei relatori Chiara Braga e Massimo Fiorio e dei ministri competenti.

Un provvedimento a lungo atteso, che mira a limitare  il consumo di territorio, arrivato stando ai dati Ispra a 7 metri quadri al secondo. Un ritmo insostenibile, tanto più in un Paese dal territorio fragile come il nostro. L’obiettivo è azzerare il consumo di suolo entro il 2050 e incentivare da subito anche fiscalmente la rigenerazione urbana e l’edilizia di qualità, costruire sul costruito puntando su risparmio energetico, sicurezza e  qualità. Per rendere più belle e vivibili le nostre città.

Tra le misure più importanti che coinvolgono tutte le istituzioni per la loro applicazione la legge prevede che i proventi dei titoli abilitativi edilizi e delle sanzioni previste dal testo unico dell’edilizia siano vincolati alle opere di urbanizzazione, agli interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana, alla demolizione dei manufatti abusivi e al verde pubblico. Nessun cambio di destinazione d’uso per 5 anni per i terreni di chi ha ricevuto i contributi della politica agricola comune. Con l’approvazione di un emendamento a mia prima firma, che riprende una proposta di Legambiente, il provvedimento prevede che i comuni facciano un censimento degli edifici e delle aree dismesse, non utilizzate o abbandonate. Uno strumento utile per un monitoraggio accurato di quanto avviene  nel territorio. Si istituisce anche un albo dei comuni virtuosi, che acquisiscono priorità nell’accesso a finanziamenti pubblici per progetti di rigenerazione urbana, bonifica e di agricoltura in città.

Con questa legge, che mi auguro possa avere un iter rapido in Senato, si contrasta il consumo di suolo e si cambia rotta all’edilizia, orientandola verso la riqualificazione e la bellezza”.

Lo afferma  Ermete Realacci,  presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera, sul via libera della Camera alla legge contro il consumo di suolo.

 

09/05/2016 - 18:02

“Un’idea ambiziosa di Italia passa anche dalla scommessa sui territori, sulle comunità e sui loro talenti. È questa l’idea di Paese che delinea il testo unificato per la valorizzazione dei Piccoli Comuni nato a partire da una proposta di legge di cui sono primo firmatario e dalla analoga proposta della collega Terzoni, che è in discussione alle Commissioni riunite Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici e Bilancio della Camera e di cui sono relatori i colleghi Enrico Borghi, Tino Iannuzzi e Antonio Misiani. In particolare il testo propone misure che favoriscono la diffusione della banda larga, una dotazione dei servizi più razionale ed efficiente, itinerari di mobilità e turismo dolce, la promozione delle produzioni agroalimentari a filiera corta. Per le aree oggi più deboli è previsto uno specifico stanziamento di 100 milioni per il periodo che va dal 2017 al 2023. Il tempo fissato per gli emendamenti scade il 18 maggio alle 16 e quindi cercheremo di accelerare i tempi il più possibile per una legge attesa da tempo da una parte importante del Paese. Una legge che mi auspico arrivi rapidamente all’approvazione”. Lo afferma Ermete Realacci (Pd), presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera, sull’iter della proposta di legge per la valorizzazione dei piccoli comuni di cui è primo firmatario insieme all’On. Terzoni (M5S).

“I nostri quasi 5.700 piccoli comuni – prosegue Realacci - non sono un’eredità del passato, ma una straordinaria occasione per difendere la nostra identità, le nostre qualità e proiettarle nel futuro. Queste realtà rappresentano inoltre una risorsa strategica a presidio e tutela del territorio. Sono il luogo in cui si incontrano tradizione, qualità e innovazione, in cui si sperimentano le buone pratiche più innovative in fatto di energia, green economy e riciclo dei rifiuti.  Ecco perché questo disegno di legge è un’occasione per tutto il Paese per proporre un’idea di sviluppo che coniuga la cultura e i saperi tradizionali con l’innovazione, la diffusione delle tecnologie della comunicazione e la green economy. L’Italia deve scommettere sui piccoli comuni, sulla forza dei territori e sulle sue bellezze diffuse se vuole essere più coesa e più competitiva”.

"Tra le misure previste dal testo unificato – conclude Realacci – investimenti per interventi di tutela dell’ambiente e dei beni culturali, per la riqualificazione dei centri storici, la messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e delle scuole. Viene data priorità alla qualificazione e buona manutenzione del territorio, all’efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico, all’acquisizione e riqualificazione dei terreni e degli edifici in abbandono. I Piccoli comuni potranno acquisire case cantoniere e tratti di ferrovie dismesse da rendere disponibili per attività di protezione civile, volontariato, promozione dei prodotti tipici locali e turismo. Sarà più facile anche recuperare centri storici in abbandono o a rischio spopolamento e farne alberghi diffusi.  Un contributo per un'Italia più coesa che fa dei territori uno dei suoi punti di forza".

23/03/2016 - 18:05

“Positivo siano uscite, seppur in ritardo come avevo ricordato in una interrogazione al Mef presentata insieme ai colleghi Misiani e Braga, le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate su come utilizzare l’ecobonus per i condomini e in particolare sulle modalità con cui i condòmini possono cedere il credito con il fisco all’impresa che realizza il lavoro. Misura introdotta nella Legge di Stabilità nel passaggio alla Camera. Mi auguro che ora  i condomini possano sfruttare questo nuovo strumento. È comunque già evidente che sarà necessario un suo prolungamento per renderlo efficace”. Lo afferma Ermete Realacci, presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera, commentando la nota dell’Agenzia delle Entrate sull’ecobonus per i condomini e la relativa cessione del credito.

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