11/03/2015 - 18:49

Norma indegna di un paese civile come l’Italia

“Il ministro dell’Ambiente Galletti ha risposto alla mia interrogazione dello scorso 23 gennaio in cui chiedevo di rivedere la normativa che considera gli animali domestici come oggetti e quindi pignorabili, come chiesto dalla campagna #giulezampe. Una risposta positiva visto che si riconosce la necessità di superare l’attuale impostazione legislativa e cancellare la pignorabilità degli animali di affezione. Una norma indegna di un paese civile come l’Italia. Cani, gatti, pesci rossi e ogni sorta di animale domestico sono oggi considerati dal codice civile una ‘res’, ossia una cosa, e quindi pignorabili nei casi previsti dalla legge proprio come televisori, moto, automobili, divani. Un fatto incredibile e contro il buonsenso, che dimostra l’inadeguatezza delle nostre normative. Peraltro la questione interessa ben 25 milioni di italiani insieme ai loro ‘amici a quattro zampe’, non a caso la petizione #giulezampe che l’ha sollevata ha avuto un successo rapidissimo. Proprio per sollecitare l’adeguamento della nostra normativa al principio di civiltà già adottato da Austria e Germania secondo cui gli animali domestici non sono cose pignorabili, ma esseri viventi dotati di propri sentimenti da rispettare, lo scorso 23 gennaio avevo presentato l’interrogazione ai ministri dell'Economia e delle finanze, della Giustizia, dell'Ambiente e della Salute”. Così Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, commentando la risposta del ministro Galletti alla sua interrogazione contro la pignorabilità degli animali di affezione.

 

10/03/2015 - 16:43

“Il futuro dell’edilizia non è nel nuovo consumo di territorio ma nella riqualificazione e nel recupero, nel risparmio energetico e nella sicurezza antisismica. Questo richiede nuove regole, semplici e trasparenti, per i cittadini e per le imprese. E richiede un’idea di città condivisa. Non c’è nulla di tutto questo nelle norme che la regione Sicilia sta discutendo in questi giorni. Si tratta di norme estemporanee e pericolose, che configurano un tana libera tutti e rischiano di penalizzare le amministrazioni che più lavorano per recuperare i centri storici. Il futuro dell’edilizia richiede politiche chiare e strumenti economici e fiscali per riqualificare i centri storici, non vecchie e nuove deregulation”, questo quanto afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici delle Camera, a proposito del ddl centri storici della Regione Sicilia.

“Non a caso quello delle riqualificazioni - prosegue Realacci - è l'unico segmento a registrare un segno positivo nel campo delle costruzioni: nel 2013 in Italia sono stati spesi 116,8 mld di euro in manutenzione ordinaria e straordinaria, ben il 66% dell'intero fatturato dell'edilizia. Molti di questi interventi hanno riguardato immobili inseriti all'interno di centri storici dotati di piani, norme e regolamenti edilizi. Viene allora da chiedersi perché per realizzare quello che in altre parti d'Italia è possibile in Sicilia si vuole ricorrere a pericolose quanto inefficaci deregolamentazioni come quelle contenute nel disegno di legge in discussione alla Regione? Per far bene la ricetta è molto semplice: bloccare il consumo di suolo ponendo freno alle espansioni, avviare un programma diffuso e capillare di riqualificazione delle periferie, dotare i centri storici di piani, norme e regolamenti, intervenire nei centri non dotati di piani seguendo le procedure già indicate dal Dipartimento regionale dell'Urbanistica dal 2000 e prevedere agevolazioni economiche e fiscali per chi realizza interventi di recupero”.

 

03/03/2015 - 16:03

“Non ci può essere  un futuro produttivo per l’Ilva di Taranto  senza risanamento ambientale, così come non ci può essere il risanamento del territorio  senza il rilancio dell’Ilva. Il Decreto  votato oggi è uno strumento straordinario per una situazione  drammatica e straordinaria. Offre nuovi strumenti per intervenire per la riqualificazione degli impianti e la bonifica del territorio, a partire dalla disponibilità di  un miliardo e duecento milioni di euro bloccati in Svizzera alla famiglia Riva e da destinare  al risanamento dell’ambiente. Una buona notizia per i cittadini e per i lavoratori a cui viene data una speranza di ripresa”, lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, commentando il via libera della Camera al decreto Ilva.

30/11/2014 - 12:17

"Siamo d'accordo con la decisione annunciata dal presidente del consiglio Renzi di mettere in campo nella crisi dell'llva anche l'ipotesi di un intervento diretto dello Stato per garantire un settore strategico per la manifattura italiana come la siderurgia. Tale intervento deve essere finalizzato a garantire, per il tempo necessario, sia la continuità produttiva dell'azienda, che la piena attuazione delle misure indispensabili per tutelare l'ambiente e la salute dei lavoratori e dei cittadini. Se il governo avanzerà concrete proposte il parlamento è pronto ad esaminarle" dichiarazione congiunta di Guglielmo Epifani Presidente commissione Attività Produttive e Ermete Realacci Presidente commissione Ambiente e Territorio della Camera dei Deputati.

19/11/2014 - 13:40

“Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto interministeriale sugli alberi monumentali, uno dei più importanti tra i decreti attuativi della Legge n.10 del 2013 per gli spazi verdi urbani, vengono definiti in modo univoco i requisiti per la qualifica di albero monumentale e diventano finalmente operative le sanzioni contro chi danneggia questo prezioso patrimonio comune. Con multe dai 5 mila ai 100 mila euro, salvo che il fatto non costituisca reato. Nei criteri di ‘monumentalità’ ci sono, invece, la maestosità e la longevità dell’esemplare, la forma e il portamento, se l’esemplare abbia ‘testimoniato’ a avvenimenti storici o culturali, e ancora il valore ecologico relativo alla presenza faunistica che su esso si insedia. Il medesimo decreto fissa inoltre al 31 luglio 2015 il termine entro il quale i comuni italiani, coordinati dalle regioni, dovranno realizzare il censimento degli alberi monumentali presenti nel loro territorio, censimenti che confluiranno in un elenco nazionale. Un bel modo per festeggiare il prossimo 21 novembre la prima Giornata nazionale degli alberi, istituita grazie alla legge per lo sviluppo degli spazi verdi urbani e dedicata proprio agli alberi monumentali. Tra i punti qualificanti della legge per gli spazi verdi urbani, inoltre, c’è anche l’istituzione del bilancio arboreo, strumento grazie al quale i sindaci dei comuni sopra i 15 mila abitanti devono rendere noto agli elettori prima delle elezioni il saldo tra il numero di alberi trovati e quello degli alberi da loro piantumati”, così Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, sulla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 268 del decreto attuativo 14A08883 sugli alberi monumentali.

 

09/10/2014 - 11:47

Convegno su PICCOLI COMUNI ITALIANI

Come valorizzare le vocazioni territoriali dei quasi 5.700

Gruppo Partito Democratico della Camera

domani, venerdì 10, ore 10, Sala della Regina, Montecitorio

Presenti: il Presidente del gruppo Pd ROBERTO SPERANZA, il presidente della commissione Ambiente ERMETE REALACCI , il presidente della commissione Bilancio, FRANCESCO BOCCIA, parlamentari Pd, rappresentanti di Coldiretti, di Legambiente, Anci e sindaci di alcuni piccoli comuni.

per accrediti stampa chiamare 06.67603848-3729  

 

07/10/2014 - 12:57

“Impugnando la legge regionale della Campania che riapre fino a tutto il 2015 i termini degli ultimi condoni edilizi nazionali per la Campania, il Governo ha dato ieri la giusta risposta a questo ennesimo e irresponsabile tentativo di sanatoria. Se non fosse stata impugnata, la legge avrebbe mandato un pesante segnale di tana libera tutti al Paese, ‘regalato’ nuovi pesanti colate di cemento alla Campania senza risparmiare neanche le zone maggiormente vulnerabili come la Penisola Sorrentino-Amalfitana e il Vesuvio, foraggiando le ecomafie. Ricordo infatti che il solo effetto annuncio dei condoni fa lievitare il cemento abusivo: nel 2003 generò ben 40 mila nuove case illegali, con un incremento della produzione abusiva superiore al 41% tra 2003 e 2001. E come se non bastasse l’abusivismo alimenta una vera e propria filiera del cemento illegale, non a caso l’81% dei Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose in Campania dal 1991 a oggi vede tra le motivazioni un diffuso abusivismo edilizio, speculazioni immobiliari e pratiche di demolizione inevase. Peraltro, come denunciato da Legambiente, con 838 reati accertati (oltre il 15% del totale nazionale), 952 persone denunciate e 300 sequestri la Campania guida la classifica nazionale dei reati legati al ciclo del cemento” così Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, plaudendo all’iniziativa del governo che ieri in CdM ha impugnato la legge regionale della Campania che l’ennesima sanatoria edilizia che arriva dalla Campania.

 

02/10/2014 - 18:12

Audizione ministro Lupi in commissione Ambiente

“E’ importante che il ministro Lupi, oggi in audizione in Commissione Ambiente alla Camera, abbia confermato l’impegno del Governo a stabilizzare ed estendere l’ecobonus nella Legge di Stabilità, che peraltro vedrà la luce prima dell’approvazione dello Sblocca Italia. Come sappiamo l’ecobonus si è rivelata una potente misura anticiclica, sicuramente più efficace di tanti degli interventi previsti nello Sblocca Italia. Secondo i dati di Cresme e Servizio studi della Camera, infatti, il credito di imposta per le ristrutturazioni e il risparmio energetico in edilizia ha prodotto lo scorso anno 28 miliardi di investimenti, qualificando il sistema imprenditoriale del settore, riducendo i consumi energetici, l’inquinamento e le bollette delle famiglie e garantendo tra diretti e indotto 340.000 posti di lavoro. Nel lavoro della VIII Commissione Ambiente sullo Sblocca Italia sarà necessario rafforzare e ampliare i molti punti positivi del provvedimento e correggere le diverse aree critiche, come quelle che riguardano le concessioni autostradali, le deroghe previste per i commissariamenti, le norme sulle trivellazioni e sulla rete nazionale degli inceneritori. Tutte questioni su cui sono del resto venute considerazioni di grande importanza, tra gli altri, dal presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Cantone, da Bankitalia, dall’Antitrust” lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori pubblici della Camera, commentando l'audizione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, oggi alla VIII Commissione Ambiente della Camera nell'ambito dell'esame Dl 133, il cosiddetto Sblocca Italia.

 

09/09/2014 - 14:44

“L’allarme sull’andamento dei mutamenti climatici lanciato dall’Onu, che oggi con l’ Organizzazione meteorologica mondiale certifica come la concentrazione di CO2 in atmosfera abbia raggiunto il livello di 396 ppm, assieme all’intensificarsi di fenomeni meteorologici estremi come quelli che hanno tragicamente colpito il Paese ci ricorda la necessità per l’Italia e per l’Europa di accelerare sulle politiche di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici in atto. Un segnale in tal senso può arrivare dalla Giornata mondiale di mobilitazione contro i mutamenti climatici del prossimo 21 settembre. Oltre ad essere una priorità, contrastare i cambiamenti climatici è un’occasione per creare lavoro e nuova economia. Non a caso proprio le aziende che hanno investito sulla green economy sono quelle che esportano di più e assumono di più. Dall’edilizia di qualità e dalla manutenzione del territorio, inoltre, può venire un’ulteriore spinta sui fronti dell’economia, dell’occupazione e dell’ambiente. Basti pensare che l’ecobonus è stata la misura più efficace messa in campo lo scorso anno per rilanciare l’economia. Secondo i dati di Cresme e Servizio studi della Camera il credito di imposta per le ristrutturazioni e il risparmio energetico in edilizia ha prodotto nel 2013 circa 28 miliardi di investimenti, qualificando il sistema imprenditoriale del settore, riducendo i consumi energetici, l’inquinamento e le bollette delle famiglie e garantendo quasi 340.000 posti di lavoro considerando anche l’indotto”, lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, commentando l’allarme clima lanciato oggi dall’Onu.

 

09/09/2014 - 12:06

DOMANI A PONTELAGOSCURO (FE) NE PARLERANNO FRANCESCHINI E REALACCI

 

Ambiente e Cultura: il futuro dell’Italia. Di questo parleranno il Presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, Ermete Realacci, e il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, mercoledì 10 settembre alle ore 21, in un confronto alla Festa nazionale dell’Unità sull’Ambiente in corso a Pontelagoscuro (Fe).

“Un’occasione importante - commenta Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera – per capire meglio quali misure e strategie intenda mettere in campo il Governo per far ripartire l’economia e quale idea di Paese proponga agli italiani. La risposta alla crisi dell’Italia di Renzi deve essere concreta e al tempo stesso ambiziosa. Bisogna puntare sull’innovazione, sulla qualità, sul made in Italy, sulla green economy. Un’economia che punta su ricerca, conoscenza, bellezza, si nutre dei talenti dei territori e dà forza alla missione dell’Italia. Il Paese che può affrontare il futuro è l’Italia che crea ricchezza da cultura e creatività, è la patria di quel sistema produttivo culturale dinamico e diffuso che, secondo una recente indagine di Symbola e Unioncamere, produce 80 miliardi di valore aggiunto, da lavoro a 1,5 milioni di persone, spinge l’export per 41,6 miliardi e fa da volano al nostro al resto dell’economia stimolando la creazione di altri 134 miliardi di ricchezza. Per questo è strategico investire in cultura. Insomma per affrontare la crisi e tornare a guardare con fiducia al futuro l’Italia deve fare l’Italia e la cultura è l’infrastruttura immateriale fondamentale di questa sfida”.

 

18/08/2014 - 13:24

“La sfida per rilanciare l’economia e creare lavoro in Italia passa per la green economy e per uno Sblocca-Italia che dia priorità agli investimenti in edilizia di qualità e messa in sicurezza del territorio. Una prospettiva, quella della green economy, vera in tutto il mondo, ma che in Italia è già realtà. Che incrocia la sfida della qualità, si nutre dei talenti dei territori e dà forza alla missione del nostro Paese. Un’economia diversa e innovativa che punta su ricerca, conoscenza, cultura e bellezza. Nel nostro Paese, come evidenziato da una recente indagine promossa da Symbola e Unioncamere, già oggi esiste infatti un’Italia green che è fatta dal 22% delle imprese, che crea occupazione e ricchezza, tanto che il 38% delle assunzioni complessive programmate nel 2013 si deve a queste realtà. E proprio grazie a questa green Italy sono stati prodotti nel 2012 oltre 100 miliardi di valore aggiunto e vengono impiegati 3 milioni di green jobs. Dall’edilizia di qualità e dalla manutenzione del territorio, inoltre, può venire un’ulteriore spinta sui fronti dell’economia, dell’occupazione e dell’ambiente. Lo Sblocca Italia sia l’occasione per far ripartire il Paese, come annunciato dal premier Renzi, grazie a uno straordinario investimento in questa direzione, a cominciare dalla stabilizzazione e dall’estensione dell’eco-bonus. Proprio il credito di imposta per le ristrutturazioni e il risparmio energetico in edilizia è stata la misura di gran lunga più efficace messa in campo per contrastare la crisi del settore edilizio. Secondo le stime di Cresme e Servizio studi della Camera nel 2013 ha prodotto circa 28 miliardi di investimenti, qualificando il sistema imprenditoriale del settore, riducendo i consumi energetici, l’inquinamento e le bollette delle famiglie e garantendo quasi 340.000 posti di lavoro considerando anche l’indotto. Importante, infine, che tra gli investimenti prioritari dello Sblocca Italia ci siano anche la messa in sicurezza e la manutenzione del territorio, la prima grande opera che serve al Paese” lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, intervenendo nel dibattito su crisi e rilancio del Paese .

 

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