30/03/2015 - 16:28

“Domani, finalmente, si metterà la parola fine su una pagina dolorosa e non degna di un paese civile come l’Italia: quella degli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) e dei cosiddetti ‘ergastoli bianchi’. Ovviamente vanno assicurate cure adeguate, assistenza alle famiglie e sicurezza per i cittadini. Un passo a lungo atteso e rinviato, con cui si da effettività alla legge che dal dicembre 2011 ne prevedeva la definitiva chiusura. In alcuni casi noti alle cronache gli Opg sono stati veri e propri ‘lager’ in cui, a detta della stessa Commissione parlamentare sul servizio sanitario nazionale della XVI legislatura, non si rispettava la dignità degli internati malati. Dei circa 700 pazienti ad oggi internati 250 sono dichiarati dimissibili, mentre 450 dovranno essere trasferiti nelle nuove Rems, le Residenze per l'Esecuzione della Misura di Sicurezza Sanitaria. E  anche se ad oggi solo una Regione su due è pronta ad applicare il superamento degli Opg e per le altre potrebbe scattare il commissariamento, è da salutare indubbiamente come un progresso la decisione del governo di andare avanti su questa strada senza concedere altre proroghe. Proprio per affrontare questa situazione che non fa onore all’Italia mi sono occupato di tali problemi con diversi atti di sindacato ispettivo”. Questa quanto afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera,  alla vigilia della chiusura degli Opg.

 

26/03/2015 - 17:08

“Bisogna fare presto e bene per rispondere con fatti concreti al parere motivato sulle carenze del nostro sistema di depurazione delle acque reflue inviato oggi al Governo dalla Commissione Europea. E' necessario cancellare corruzioni, connivenze e sprechi e attivare sistemi per un adeguato trattamento delle acque reflue in tutto il Paese. Un’azione che serve per salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini ed anche per non rischiare di dover pagare, dal 2016 e fino al completamento delle opere, sanzioni per circa 480 milioni di euro l'anno. In ogni caso deve valere la regola che le risorse pubbliche vanno spese bene e per fare opere utili al Paese, in trasparenza e legalità, anche nel settore delle acque” così Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, sul parere motivato ricevuto oggi dall’Italia .

 

25/03/2015 - 16:38

“Torniamo a guardare al futuro con speranza e fiducia, per fare questo occorrono decisioni concrete e incisive. Il Parlamento deve portare avanti il pacchetto sulla legalità superando resistenze palesi e striscianti di chi vuole opporsi al cambiamento. La Camera sta per affrontare l’ultima lettura della legge sugli ecoreati, di cui sono primo firmatario, un provvedimento atteso da anni e su cui vi è ampia convergenza per una varo rapido e senza modifiche. Il Senato è al lavoro sull’anticorruzione e, da oggi, sulla riforma della prescrizione. Sono tutte facce della stessa medaglia: una battaglia per la legalità che stoppi malaffare e corruzione e faccia ripartire le opere pubbliche che servono veramente al Paese e che ridiano slancio ad una economia che punti su innovazione e qualità per andare oltre la crisi. In Italia c’è uno spread di legalità che ci separa dal resto d’Europa, basti pensare che in Germania, come scrive un autorevole giornalista, ci sono ottomila detenuti per reati economico finanziari contro i duecentotrenta italiani. E’ giunto il momento di cambiare rotta”, lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, a proposito dei provvedimenti su ecoreati, anticorruzione e prescrizione all’esame del Parlamento.

 

23/03/2015 - 14:51

“La legge sugli ecoreati, al centro oggi di un importante appuntamento al Senato, e il ddl anticorruzione sono due facce della stessa medaglia, due aspetti di una battaglia comune per la legalità e per una economia forte perché rispetta l’ambiente, la trasparenza e il futuro. Entrambi i provvedimenti vanno varati al più presto. La Camera deve fare la sua parte approvando senza modifiche una legge attesa da tempo come quella sugli ecoreati e in questi giorni dal Senato aspettiamo un passo decisivo sull’anticorruzione. In Italia c’è ormai c’è uno spread di legalità enorme che ci separa dal resto dell’Europa, basti pensare come in Germania ci siano circa ottomila persone in carcere con condanna definitiva per reati di tipo economico-finanziario, i cosiddetti colletti bianchi per intenderci, mentre in Italia ce ne sono appena duecentotrenta, come ha ricordato di recente Gian Antonio Stella. E’ giunto il momento di cambiare rotta, ce lo chiedono i cittadini ormai esausti del malaffare, ce lo chiede il mondo delle imprese oneste per poter meglio contribuire alla ripresa economica del nostro Paese”, lo afferma Ermete Realacci, primo firmatario della legge sugli ecoreati e presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, intervenendo nel dibattito sulla necessaria lotta alla corruzione.

 

11/03/2015 - 18:49

Norma indegna di un paese civile come l’Italia

“Il ministro dell’Ambiente Galletti ha risposto alla mia interrogazione dello scorso 23 gennaio in cui chiedevo di rivedere la normativa che considera gli animali domestici come oggetti e quindi pignorabili, come chiesto dalla campagna #giulezampe. Una risposta positiva visto che si riconosce la necessità di superare l’attuale impostazione legislativa e cancellare la pignorabilità degli animali di affezione. Una norma indegna di un paese civile come l’Italia. Cani, gatti, pesci rossi e ogni sorta di animale domestico sono oggi considerati dal codice civile una ‘res’, ossia una cosa, e quindi pignorabili nei casi previsti dalla legge proprio come televisori, moto, automobili, divani. Un fatto incredibile e contro il buonsenso, che dimostra l’inadeguatezza delle nostre normative. Peraltro la questione interessa ben 25 milioni di italiani insieme ai loro ‘amici a quattro zampe’, non a caso la petizione #giulezampe che l’ha sollevata ha avuto un successo rapidissimo. Proprio per sollecitare l’adeguamento della nostra normativa al principio di civiltà già adottato da Austria e Germania secondo cui gli animali domestici non sono cose pignorabili, ma esseri viventi dotati di propri sentimenti da rispettare, lo scorso 23 gennaio avevo presentato l’interrogazione ai ministri dell'Economia e delle finanze, della Giustizia, dell'Ambiente e della Salute”. Così Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, commentando la risposta del ministro Galletti alla sua interrogazione contro la pignorabilità degli animali di affezione.

 

10/03/2015 - 16:43

“Il futuro dell’edilizia non è nel nuovo consumo di territorio ma nella riqualificazione e nel recupero, nel risparmio energetico e nella sicurezza antisismica. Questo richiede nuove regole, semplici e trasparenti, per i cittadini e per le imprese. E richiede un’idea di città condivisa. Non c’è nulla di tutto questo nelle norme che la regione Sicilia sta discutendo in questi giorni. Si tratta di norme estemporanee e pericolose, che configurano un tana libera tutti e rischiano di penalizzare le amministrazioni che più lavorano per recuperare i centri storici. Il futuro dell’edilizia richiede politiche chiare e strumenti economici e fiscali per riqualificare i centri storici, non vecchie e nuove deregulation”, questo quanto afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici delle Camera, a proposito del ddl centri storici della Regione Sicilia.

“Non a caso quello delle riqualificazioni - prosegue Realacci - è l'unico segmento a registrare un segno positivo nel campo delle costruzioni: nel 2013 in Italia sono stati spesi 116,8 mld di euro in manutenzione ordinaria e straordinaria, ben il 66% dell'intero fatturato dell'edilizia. Molti di questi interventi hanno riguardato immobili inseriti all'interno di centri storici dotati di piani, norme e regolamenti edilizi. Viene allora da chiedersi perché per realizzare quello che in altre parti d'Italia è possibile in Sicilia si vuole ricorrere a pericolose quanto inefficaci deregolamentazioni come quelle contenute nel disegno di legge in discussione alla Regione? Per far bene la ricetta è molto semplice: bloccare il consumo di suolo ponendo freno alle espansioni, avviare un programma diffuso e capillare di riqualificazione delle periferie, dotare i centri storici di piani, norme e regolamenti, intervenire nei centri non dotati di piani seguendo le procedure già indicate dal Dipartimento regionale dell'Urbanistica dal 2000 e prevedere agevolazioni economiche e fiscali per chi realizza interventi di recupero”.

 

03/03/2015 - 16:03

“Non ci può essere  un futuro produttivo per l’Ilva di Taranto  senza risanamento ambientale, così come non ci può essere il risanamento del territorio  senza il rilancio dell’Ilva. Il Decreto  votato oggi è uno strumento straordinario per una situazione  drammatica e straordinaria. Offre nuovi strumenti per intervenire per la riqualificazione degli impianti e la bonifica del territorio, a partire dalla disponibilità di  un miliardo e duecento milioni di euro bloccati in Svizzera alla famiglia Riva e da destinare  al risanamento dell’ambiente. Una buona notizia per i cittadini e per i lavoratori a cui viene data una speranza di ripresa”, lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, commentando il via libera della Camera al decreto Ilva.

30/11/2014 - 12:17

"Siamo d'accordo con la decisione annunciata dal presidente del consiglio Renzi di mettere in campo nella crisi dell'llva anche l'ipotesi di un intervento diretto dello Stato per garantire un settore strategico per la manifattura italiana come la siderurgia. Tale intervento deve essere finalizzato a garantire, per il tempo necessario, sia la continuità produttiva dell'azienda, che la piena attuazione delle misure indispensabili per tutelare l'ambiente e la salute dei lavoratori e dei cittadini. Se il governo avanzerà concrete proposte il parlamento è pronto ad esaminarle" dichiarazione congiunta di Guglielmo Epifani Presidente commissione Attività Produttive e Ermete Realacci Presidente commissione Ambiente e Territorio della Camera dei Deputati.

19/11/2014 - 13:40

“Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto interministeriale sugli alberi monumentali, uno dei più importanti tra i decreti attuativi della Legge n.10 del 2013 per gli spazi verdi urbani, vengono definiti in modo univoco i requisiti per la qualifica di albero monumentale e diventano finalmente operative le sanzioni contro chi danneggia questo prezioso patrimonio comune. Con multe dai 5 mila ai 100 mila euro, salvo che il fatto non costituisca reato. Nei criteri di ‘monumentalità’ ci sono, invece, la maestosità e la longevità dell’esemplare, la forma e il portamento, se l’esemplare abbia ‘testimoniato’ a avvenimenti storici o culturali, e ancora il valore ecologico relativo alla presenza faunistica che su esso si insedia. Il medesimo decreto fissa inoltre al 31 luglio 2015 il termine entro il quale i comuni italiani, coordinati dalle regioni, dovranno realizzare il censimento degli alberi monumentali presenti nel loro territorio, censimenti che confluiranno in un elenco nazionale. Un bel modo per festeggiare il prossimo 21 novembre la prima Giornata nazionale degli alberi, istituita grazie alla legge per lo sviluppo degli spazi verdi urbani e dedicata proprio agli alberi monumentali. Tra i punti qualificanti della legge per gli spazi verdi urbani, inoltre, c’è anche l’istituzione del bilancio arboreo, strumento grazie al quale i sindaci dei comuni sopra i 15 mila abitanti devono rendere noto agli elettori prima delle elezioni il saldo tra il numero di alberi trovati e quello degli alberi da loro piantumati”, così Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, sulla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 268 del decreto attuativo 14A08883 sugli alberi monumentali.

 

09/10/2014 - 11:47

Convegno su PICCOLI COMUNI ITALIANI

Come valorizzare le vocazioni territoriali dei quasi 5.700

Gruppo Partito Democratico della Camera

domani, venerdì 10, ore 10, Sala della Regina, Montecitorio

Presenti: il Presidente del gruppo Pd ROBERTO SPERANZA, il presidente della commissione Ambiente ERMETE REALACCI , il presidente della commissione Bilancio, FRANCESCO BOCCIA, parlamentari Pd, rappresentanti di Coldiretti, di Legambiente, Anci e sindaci di alcuni piccoli comuni.

per accrediti stampa chiamare 06.67603848-3729  

 

07/10/2014 - 12:57

“Impugnando la legge regionale della Campania che riapre fino a tutto il 2015 i termini degli ultimi condoni edilizi nazionali per la Campania, il Governo ha dato ieri la giusta risposta a questo ennesimo e irresponsabile tentativo di sanatoria. Se non fosse stata impugnata, la legge avrebbe mandato un pesante segnale di tana libera tutti al Paese, ‘regalato’ nuovi pesanti colate di cemento alla Campania senza risparmiare neanche le zone maggiormente vulnerabili come la Penisola Sorrentino-Amalfitana e il Vesuvio, foraggiando le ecomafie. Ricordo infatti che il solo effetto annuncio dei condoni fa lievitare il cemento abusivo: nel 2003 generò ben 40 mila nuove case illegali, con un incremento della produzione abusiva superiore al 41% tra 2003 e 2001. E come se non bastasse l’abusivismo alimenta una vera e propria filiera del cemento illegale, non a caso l’81% dei Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose in Campania dal 1991 a oggi vede tra le motivazioni un diffuso abusivismo edilizio, speculazioni immobiliari e pratiche di demolizione inevase. Peraltro, come denunciato da Legambiente, con 838 reati accertati (oltre il 15% del totale nazionale), 952 persone denunciate e 300 sequestri la Campania guida la classifica nazionale dei reati legati al ciclo del cemento” così Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, plaudendo all’iniziativa del governo che ieri in CdM ha impugnato la legge regionale della Campania che l’ennesima sanatoria edilizia che arriva dalla Campania.

 

02/10/2014 - 18:12

Audizione ministro Lupi in commissione Ambiente

“E’ importante che il ministro Lupi, oggi in audizione in Commissione Ambiente alla Camera, abbia confermato l’impegno del Governo a stabilizzare ed estendere l’ecobonus nella Legge di Stabilità, che peraltro vedrà la luce prima dell’approvazione dello Sblocca Italia. Come sappiamo l’ecobonus si è rivelata una potente misura anticiclica, sicuramente più efficace di tanti degli interventi previsti nello Sblocca Italia. Secondo i dati di Cresme e Servizio studi della Camera, infatti, il credito di imposta per le ristrutturazioni e il risparmio energetico in edilizia ha prodotto lo scorso anno 28 miliardi di investimenti, qualificando il sistema imprenditoriale del settore, riducendo i consumi energetici, l’inquinamento e le bollette delle famiglie e garantendo tra diretti e indotto 340.000 posti di lavoro. Nel lavoro della VIII Commissione Ambiente sullo Sblocca Italia sarà necessario rafforzare e ampliare i molti punti positivi del provvedimento e correggere le diverse aree critiche, come quelle che riguardano le concessioni autostradali, le deroghe previste per i commissariamenti, le norme sulle trivellazioni e sulla rete nazionale degli inceneritori. Tutte questioni su cui sono del resto venute considerazioni di grande importanza, tra gli altri, dal presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Cantone, da Bankitalia, dall’Antitrust” lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori pubblici della Camera, commentando l'audizione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, oggi alla VIII Commissione Ambiente della Camera nell'ambito dell'esame Dl 133, il cosiddetto Sblocca Italia.

 

09/09/2014 - 14:44

“L’allarme sull’andamento dei mutamenti climatici lanciato dall’Onu, che oggi con l’ Organizzazione meteorologica mondiale certifica come la concentrazione di CO2 in atmosfera abbia raggiunto il livello di 396 ppm, assieme all’intensificarsi di fenomeni meteorologici estremi come quelli che hanno tragicamente colpito il Paese ci ricorda la necessità per l’Italia e per l’Europa di accelerare sulle politiche di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici in atto. Un segnale in tal senso può arrivare dalla Giornata mondiale di mobilitazione contro i mutamenti climatici del prossimo 21 settembre. Oltre ad essere una priorità, contrastare i cambiamenti climatici è un’occasione per creare lavoro e nuova economia. Non a caso proprio le aziende che hanno investito sulla green economy sono quelle che esportano di più e assumono di più. Dall’edilizia di qualità e dalla manutenzione del territorio, inoltre, può venire un’ulteriore spinta sui fronti dell’economia, dell’occupazione e dell’ambiente. Basti pensare che l’ecobonus è stata la misura più efficace messa in campo lo scorso anno per rilanciare l’economia. Secondo i dati di Cresme e Servizio studi della Camera il credito di imposta per le ristrutturazioni e il risparmio energetico in edilizia ha prodotto nel 2013 circa 28 miliardi di investimenti, qualificando il sistema imprenditoriale del settore, riducendo i consumi energetici, l’inquinamento e le bollette delle famiglie e garantendo quasi 340.000 posti di lavoro considerando anche l’indotto”, lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, commentando l’allarme clima lanciato oggi dall’Onu.

 

09/09/2014 - 12:06

DOMANI A PONTELAGOSCURO (FE) NE PARLERANNO FRANCESCHINI E REALACCI

 

Ambiente e Cultura: il futuro dell’Italia. Di questo parleranno il Presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, Ermete Realacci, e il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, mercoledì 10 settembre alle ore 21, in un confronto alla Festa nazionale dell’Unità sull’Ambiente in corso a Pontelagoscuro (Fe).

“Un’occasione importante - commenta Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera – per capire meglio quali misure e strategie intenda mettere in campo il Governo per far ripartire l’economia e quale idea di Paese proponga agli italiani. La risposta alla crisi dell’Italia di Renzi deve essere concreta e al tempo stesso ambiziosa. Bisogna puntare sull’innovazione, sulla qualità, sul made in Italy, sulla green economy. Un’economia che punta su ricerca, conoscenza, bellezza, si nutre dei talenti dei territori e dà forza alla missione dell’Italia. Il Paese che può affrontare il futuro è l’Italia che crea ricchezza da cultura e creatività, è la patria di quel sistema produttivo culturale dinamico e diffuso che, secondo una recente indagine di Symbola e Unioncamere, produce 80 miliardi di valore aggiunto, da lavoro a 1,5 milioni di persone, spinge l’export per 41,6 miliardi e fa da volano al nostro al resto dell’economia stimolando la creazione di altri 134 miliardi di ricchezza. Per questo è strategico investire in cultura. Insomma per affrontare la crisi e tornare a guardare con fiducia al futuro l’Italia deve fare l’Italia e la cultura è l’infrastruttura immateriale fondamentale di questa sfida”.

 

18/08/2014 - 13:24

“La sfida per rilanciare l’economia e creare lavoro in Italia passa per la green economy e per uno Sblocca-Italia che dia priorità agli investimenti in edilizia di qualità e messa in sicurezza del territorio. Una prospettiva, quella della green economy, vera in tutto il mondo, ma che in Italia è già realtà. Che incrocia la sfida della qualità, si nutre dei talenti dei territori e dà forza alla missione del nostro Paese. Un’economia diversa e innovativa che punta su ricerca, conoscenza, cultura e bellezza. Nel nostro Paese, come evidenziato da una recente indagine promossa da Symbola e Unioncamere, già oggi esiste infatti un’Italia green che è fatta dal 22% delle imprese, che crea occupazione e ricchezza, tanto che il 38% delle assunzioni complessive programmate nel 2013 si deve a queste realtà. E proprio grazie a questa green Italy sono stati prodotti nel 2012 oltre 100 miliardi di valore aggiunto e vengono impiegati 3 milioni di green jobs. Dall’edilizia di qualità e dalla manutenzione del territorio, inoltre, può venire un’ulteriore spinta sui fronti dell’economia, dell’occupazione e dell’ambiente. Lo Sblocca Italia sia l’occasione per far ripartire il Paese, come annunciato dal premier Renzi, grazie a uno straordinario investimento in questa direzione, a cominciare dalla stabilizzazione e dall’estensione dell’eco-bonus. Proprio il credito di imposta per le ristrutturazioni e il risparmio energetico in edilizia è stata la misura di gran lunga più efficace messa in campo per contrastare la crisi del settore edilizio. Secondo le stime di Cresme e Servizio studi della Camera nel 2013 ha prodotto circa 28 miliardi di investimenti, qualificando il sistema imprenditoriale del settore, riducendo i consumi energetici, l’inquinamento e le bollette delle famiglie e garantendo quasi 340.000 posti di lavoro considerando anche l’indotto. Importante, infine, che tra gli investimenti prioritari dello Sblocca Italia ci siano anche la messa in sicurezza e la manutenzione del territorio, la prima grande opera che serve al Paese” lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, intervenendo nel dibattito su crisi e rilancio del Paese .

 

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