16/11/2017 - 10:20

Interrogazione di 16 deputati PD a Gentiloni e Fedeli, “Assurdo che la destra voglia punire il loro lavoro didattico sulla cittadinanza”

“Chiediamo al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e al Ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli di nominare cavaliere della Repubblica un insegnante, un genitore e il dirigente scolastico della scuola elementare Allori di Iglesias dove è stato condotto un esemplare lavoro di educazione civica sul tema della cittadinanza e sui modi di acquisirla nel nostro ordinamento, avvalendosi anche della esperienza di relazione dei fanciulli con compagni di classe di nazionalità non italiana e con le loro famiglie. E’ infatti incredibile che esponenti della destra abbiamo usato toni nemmeno lievemente autoritari con di loro, invocando verifiche e punizioni per il lavoro di alunni, insegnanti e genitori per come hanno affrontato il tema dell'integrazione. Meritano invece un premio. L'ordine al merito della Repubblica, poiché la legge pretende una età minima che non consente il conferimento, lo darei idealmente ai ragazzi. Sono loro che fanno un grande regalo anche a noi adulti".
E’ quanto dichiara Francesco Sanna, deputato Dem iglesiente, primo firmatario della interrogazione sottoscritta da tutti i deputati PD sardi, oltre che dalla Responsabile nazionale scuola Simona Malpezzi e dall'ex Ministro dell'Istruzione Chiara Carrozza.

10/10/2017 - 19:17

Tutti sapevamo che cambiare una virgola della Legge Europea al Senato avrebbe comportato un nuovo esame della Camera e mettere a rischio l'attuazione tempestiva delle norme sull'energia, che riguardano migliaia di imprese e di conseguenza centinaia di migliaia di lavoratori. Lo abbiamo spiegato a tutti, ed in tutte le lingue.

In Sardegna, a queste norme è legata la soluzione della vertenza ALCOA e l'esistenza dell'industria dei metalli non ferrosi. Dice per migliorare l'etichettatura dei formaggi ma in realtà per "vendicare" la fiducia alla Camera sulla legge elettorale, MDP ha votato con le destre e M5S. Il testo è modificato, dovrà tornare alla Camera con grandi problemi per il calendario dei lavori già programmato.

Negli ultimi minuti sembra si stiano addirittura astenendosi nei voti sulla legge, ed al Senato l'astensione vale contro.In politica c'è chi fa e purtroppo c'è chi disfa per vuoti simbolismi. Senza curarsi delle conseguenze per il mondo del lavoro, che dice di voler tutelare.

07/10/2017 - 15:00

"L'Ulivo nacque e vinse con il consenso forte del Paese sotto una regola elettorale - la legge Mattarella - che non prevedeva il deposito di alcun programma di coalizione, così come non lo prevede la proposta di legge elettorale appena approvata dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera. Ma il programma - le famose "Tesi" dell'Ulivo, elaborate con il coinvolgimento di molte competenze sia dei partiti di centro sinistra, sia della società civile - c'era eccome, e fu la traccia del governo guidato da Romano Prodi.

Si sta insieme, in un progetto per l'Italia, non perché ti obbliga la legge elettorale, ma perché - come auspico - ne saremo conviti e assumeremo questa responsabilità davanti agli elettori, in alternativa alle destre e al populismo del niente."
Così Francesco Sanna, deputato dem della Prima Commissione, risponde ad Alfredo D'Attorre (MDP) sulla mancanza dell'obbligo di deposito del programma di coalizione nel "Rosatellum 2.0".

27/06/2017 - 18:19

“La Commissione Politiche dell'Unione Europea della Camera ha deciso l'ammissibilità per i tre emendamenti che ho presentato sul tema energia. Le proposte introducono un capo nella legge europea dedicato all'energia e alle fonti rinnovabili", lo afferma il deputato del Pd Francesco Sanna.

"Il primo emendamento - aggiunge il deputato -  dopo il recentissimo via libera della Commissione Europea,  attribuisce al ministro dello Sviluppo Economico i poteri per ridefinire le imprese a forte consumo di energia elettrica ed il loro contributo agli oneri generali del sistema elettrico. Si tratta sia della rideterminazioni  disposte con l'articolo 39 del decreto legge 83/2012, in vigore sino alla fine dell'anno, sia il nuovo piano negoziato dal ministro Carlo Calenda.  I decreti del ministro ridefiniranno i criteri e le modalità con i quali l'Autorità per l'energia elettrica, il gas ed il sistema idrico provvederà alla attuazione del piano. La proposta, adeguandosi alle linee guida comunitarie, introduce il criterio del  valore aggiunto lordo quale parametro per determinare quanto devono pagare le imprese più energivore; per le altre imprese energivore varrà il diverso criterio dell’intensità elettrica sul fatturato. Altri parametri introdotti e modulabili nel "fine tuning" a disposizione di Governo e Autorità, saranno l'efficienza del consumo di energia elettrica e l’esposizione al commercio internazionale dei diversi settori produttivi. A carico di tutte le imprese energivore sarà ovviamente imposta una contribuzione minima, richiesta dalla disciplina europea".

"Il secondo emendamento", continua Sanna, "estende ai grandi consumatori di gas naturale il sistema previsto per gli energivori elettrici. Quindi: definizione delle imprese grandi consumatrici anche in funzione della concorrenza internazionale nel settore e dell’incidenza del costo del gas naturale sul fatturato e/o sul valore aggiunto lordo. Da questa classificazione delle imprese, fatta salva una contribuzione minima, entro sei mesi dalla approvazione della legge si rimodulerà il contributo che quelle classificate grandi consumatrici di metano dovranno offrire alle politiche per la decarbonizzazione del sistema produttivo. Il terzo emendamento interviene sulle norme nazionali per l'agevolazione delle fonti rinnovabili. Qui si prevedono gare sempre obbligatorie per impianti pari o superiori ad un megawatt (oggi la soglia è fissata a 5 megawatt) e non discriminatorie. Il nuovo sistema dovrà essere tecnologicamente neutrale: nel senso che ad una medesima gara potranno partecipare impianti alimentati da fonti diverse e si sceglierà l'offerta migliore. Lo Stato tuttavia può dimostrare che ricorrono talune condizioni -  ad esempio, la necessità di diversificazione, vincoli di rete, costi di integrazione nel sistema elettrico - per limitare a fonti rinnovabili specifiche la procedura di evidenza pubblica", conclude l'esponente democratico. L'iter della Legge Europea continua ora con l'esame della manovra emendativa nelle Commissioni di merito.

24/05/2017 - 18:35

"A Giorgia Meloni  che afferma solennemente di preferire il maggioritario e vede rischi di ingovernabilità con un sistema proporzionale, vorremmo semplicemente chiedere per quale misterioso motivo non ha sostenuto la proposta di testo base avanzata dal Pd".

Lo afferma Francesco Sanna, deputato del Pd in commissione Affari costituzionali della Camera.

23/05/2017 - 19:02

Adesso si attui piano con decreto legge

"Dopo un lungo e impegnativo negoziato, la Commissione Europea ha adottato una decisione sul piano del Governo italiano che riduce gli oneri generali del sistema elettrico, ed in particolare quelli a supporto degli incentivi alle fonti rinnovabili, a carico delle imprese energivore: quelle cioè che utilizzano l'energia quasi fosse una materia prima. E che sono molto esposte e sensibili, nel mercato globale, a questo fattore di costo.

Anche se la decisione della Commissione che esclude aiuti di stato sarà resa nota integralmente solo nei prossimi giorni, possiamo affermare che essa consentirà l'applicazione in Italia un vero e proprio atto positivo di politica industriale, atteso quantomeno dal giugno 2012, quando si adottò con decreto legge la norma che fa da base a questa misura.

Ecco, se cinque anni fa si ritenne che la riduzione dei costi energetici fosse urgente ed indifferibile, penso che oggi l'applicazione immediata del piano mediante un atto con forza di legge immediatamente efficace sia ancora più giustificata sotto il profilo costituzionale. Se il ministro Carlo Calenda assumesse l'iniziativa e il Governo nella sua collegialità decidesse di proporre al Presidente della Repubblica l'adozione di un decreto legge, troverebbe in Parlamento un forte sostegno".

Lo afferma Francesco Sanna, deputato del Partito Democratico.

17/01/2017 - 19:48

"Il Tribunale di Roma non si è pronunciato sul merito del contratto che impone al Sindaco di Roma di versare ingenti somme al suo partito se non si sottomette ai suoi voleri in materia di nomine e altri importanti provvedimenti. Ma è del tutto evidente che rimane il tema enorme della legittimità, in democrazia, di patti che limitano la libertà degli eletti nelle autonomie locali e negli organi legislativi, e i dei membri dei governi a tutti i livelli”. Lo dichiara Francesco Sanna, deputato Pd e autore della proposta di legge che prevede la nullità di diritto dei patti limitativi della libertà dei candidati e degli eletti nelle istituzioni.

“Ecco perché il Senato deve discutere della legge sui partiti, attuativa dell'articolo 49 della Costituzione, già approvata sette mesi fa dalla Camera. Dentro quel testo potrà collocarsi agevolmente una norma, come quella che ho presentato a Montecitorio, che tuteli efficacemente i rappresentanti del popolo dalla minaccia al proprio patrimonio nel caso in cui le loro scelte istituzionali non corrispondano al volere di poteri estranei al circuito democratico", conclude.

16/01/2017 - 13:48

“Il principio della libertà di esercizio del mandato parlamentare previsto dall'articolo 67 della Costituzione va difeso dal tentativo di negarlo mediante la sottoscrizione di patti  imposti e promesse unilaterali che sottomettono l'eletto a condizioni  del tutto arbitrarie. Si configura poi un vero e proprio vincolo di sottomissione quando la violazione di tali obblighi viene sanzionate con la previsione di penali in denaro. Riteniamo che la legge debba porre un argine a tale deriva che in questa legislatura ha purtroppo visto alcuni partiti mettere in discussione un principio costituzionalmente garantito a tutela della democrazia e dunque nell'interesse di ciascuno".

Lo scrive in una nota il deputato del Pd Francesco Sanna, promotore di una proposta di legge sulla nullità di diritto dei patti limitativi della libertà dei candidati e degli eletti nelle istituzioni democratiche, nei giorni in cui è attesa la sentenza del Tribunale civile di Roma sull'annullamento del contratto  firmato dalla sindaca Raggi.

"La  proposta, in attuazione degli articoli 49 e 67 della Costituzione – aggiunge Francesco Sanna - introduce nell'ordinamento una previsione esplicita di inefficacia dei patti e delle promesse unilaterali, solitamente fatti sottoscrivere all'atto della candidatura. Nulle anche le sanzioni che prevedono esclusione o espulsione dall'organizzazione politica in caso di sottrazione agli obblighi previsti dal patto.

È chiaro - conclude il deputato Dem - che il ricorso a un contratto per obbligare all'obbedienza a un gruppo politico un candidato che dovrebbe invece agire nell'esclusivo interesse dei cittadini che lo eleggono si configura come un abuso politico cui è necessario porre un argine con il diritto: ne va della qualità della nostra democrazia che non può certo dipendere dalle decisioni imposte dal leader di turno dietro pagamento di una penale o con la minaccia dell'espulsione".

16/11/2016 - 19:37

“La decisione assunta all’unanimità dalla Commissione Affari costituzionali sulla Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sui meccanismi di determinazione dello Stato Ue competente per  l’esame delle domande di asilo non è importante solo nel merito, ma anche per il messaggio che questo voto rappresenta: un forte richiamo dell’intero Parlamento italiano alle Istituzioni europee affinché sul tema dei migranti si cambi registro, con un’assunzione collettiva di responsabilità”.

Così il deputato Dem Francesco Sanna, componente della Commissione Affari costituzionali. “Continuare a prevedere - aggiunge Francesco Sanna - la centralità della responsabilità in carico allo Stato dove è stata presentata la domanda di asilo è un colpo mortale a quello spirito di condivisione e coordinamento delle politiche di immigrazione che chiediamo con forza all’Unione europea. Non c’è più tempo da perdere: o si inverte la rotta o questa Ue è condannata al tradimento degli stessi valori in nome dei quali è nata”.

08/07/2016 - 20:29

Caso Giunta teleguidata Raggi impongono revisione 

"Il caso della giunta romana solo nominalmente guidata da Virginia Raggi impone un rinforzamento della legge sui partiti nel passaggio del Senato: un amministratore pubblico deve rendere conto del suo operato agli elettori e deve agire nella piena tutela delle sue libertà di mandato. Quanto visto sui processi da web-Cencelli che hanno laboriosamente portato alla formazione della squadra del Movimento Cinque Stelle per il Campidoglio è esemplare nella sua ordinarietà: piccole guerre di correnti che richiamano alla peggior stagione del partitismo" lo scrive in una nota il deputato del Pd Francesco Sanna, relatore alla Camera della legge sul conflitto di interessi.

"Per liberare gli eletti nelle file del M5S che si ritrovano a ricoprire cariche istituzionali,come accaduto alla Raggi, occorre intervenire di nuovo sulla normativa sui partiti rendendo inefficace ogni astruso contratto capestro, come quello firmato dalla sindaca di Roma che la costringe a prendere ordini da Grillo e Casaleggio sugli assessori da nominare, sulle decisioni da prendere e persino sulle esclusive delle dirette streaming, che portano oscuri guadagni alla società di comunicazione a capo dei grillini, in palese contrasto con il testo unico degli enti locali che prevede precise norme di comportamento riguardo gli interessi economici personali degli amministratori pubblici", continua Sanna.

"Mettiamo dunque nero su bianco che sono nulli di diritto quegli accordi dove gli amministratori pubblici si obbligano a corrispondere somme di danaro a titolo di sanzione economica a partiti, movimenti, gruppi politici organizzati, nel caso in cui promuovano o adottino provvedimenti o effettuino nomine senza attendere il parere o senza seguire l’indicazione di persone o di organi dei quali tali accordi prevedano l'intervento in decisioni di competenza degli eletti. Basterebbe il buon senso e l'etica per capire che il sindaco di Roma guida una comunità di poco meno di tre milioni di persone: a loro, e non a due guru, deve rispondere", conclude il deputato dem.

19/05/2016 - 19:20

“Oggi sul ring della commissione Affari Costituzionali grande boxe tra 5 stelle e trasparenza. Anche su Internet. Rinnegano la loro radice pur di difendere il sistema opaco in cui si sono trasformati, tutto protocolli segreti e parasociali riservati. Hanno paura di far vedere agli italiani chi sono veramente? Oggi i 5stelle hanno votato contro gli obblighi di trasparenza interna su Internet previsti dalla legge sui partiti che attua la prima volta l'art. 49 della Costituzione. Avevano la grande occasione di fare chiarezza su risorse, titolarità dei simboli alle elezioni, su chi decide i candidati. Alla prova dei fatti la mancanza di trasparenza, premessa della negazione del metodo democratico, rimane il loro attuale tratto distintivo”. Lo dichiara il deputato democratico della commissione Affari costituzionali, Francesco Sanna.

25/02/2016 - 19:43

Sì alle competenze economiche nei Governi di Stato e Regioni, ma interessi privati fuori dalle loro stanze

“Dopo il voto di oggi, l’Italia ha fatto un passo fondamentale per avere una legge sul conflitto di interessi in linea con gli standard europei”. Lo dichiara Francesco Sanna, deputato del Pd e relatore della legge.

“Il nostro Paese – spiega – aveva davvero bisogno di una norma innovativa, come quella appena approvata, capace di tutelare le istituzioni dall’eventuale inquinamento prodotto dai conflitti d’interesse patrimoniali di persone che ricoprono importanti cariche di governo ed elettive. L’aspetto più importante della legge che abbiamo fortemente voluto è che interviene in modo preventivo per impedire che gli interessi economici di alcuni possano condizionare il governo della cosa pubblica. Questo è proprio il punto che Forza Italia, partito che ha rappresentato l’emblema del conflitto d’interessi in Italia fingendo che non esistesse o che fosse superato dal consenso popolare, contestava. Anche per questo, noi siamo orgogliosi di aver battuto la loro opposizione, alleata a quella di M5S, che ha fatto di tutto per impedire al Pd di raggiungere l’obiettivo di un quadro normativo efficace e credibile”.

“Ora la palla passa al Senato. L'approvazione rapida della legge sarà un fatto politico di svolta nella qualità delle nostre istituzioni, perché permette al Paese di dare regole moderne al compromesso tra capitalismo e democrazia”, conclude Sanna.

18/02/2016 - 20:08

Contribuite ad approvare una buona legge, c’è spazio per nuovi miglioramenti

“L’opposizione alla riforma dei conflitto d’interessi è un nuovo errore politico da parte del Movimento 5 Stelle. Vi invito ad uscire dall’inconcludenza. Ripensateci. In Aula c’è spazio anche per migliorare il testo uscito dalla Commissione. Altrimenti, dobbiamo pensare che non volete contribuire insieme al Partito democratico alla approvazione di una buona legge”. Lo dice il Relatore della legge sul conflitto d’interessi, il deputato dem Francesco Sanna, il quale spiega: “la legge che stiamo per approvare è una attuazione dei principi costituzionali, una sintesi del meglio delle diverse proposte fatte dai gruppi politici. Collocherà l’Italia in modo rigoroso nel contesto europeo più avanzato. Rispetto al mio testo iniziale abbiamo scelto di limitare l’oggetto del conflitto d’interessi al patrimonio. Infatti, estendendo l’area di applicazione il rischio sarebbe stato quello di fare una legge inattuabile. Quella sì un miraggio, come dite voi”.

17/02/2016 - 18:41

La legge sarà applicabile a tutte le autorità indipendenti

“Domani è previsto il voto finale in Commissione e, dunque, il mandato al Relatore per presentare il testo in Aula. Ci saranno anche due relatori di minoranza di FI e 5S. Siamo molto soddisfatti, stiamo scrivendo una buona legge che sarà in grado di prevenire e gestire i casi di conflitto di interesse: abbiamo introdotto norme più stringenti sulla trasparenza patrimoniale dei membri del Governo mentre il conflitto di interesse economico riguarderà anche i proprietari reali delle imprese e non solo gli amministratori”.

Lo afferma Francesco Sanna, relatore di maggioranza. Sanna sottolinea che “l’aspetto più importante del lavoro svolto oggi è che è stato sciolto un nodo decisivo: l’elezione dei componenti dell’Antitrust, che passano da tre a cinque, viste le nuove competenze. Tre componenti della nuova Antitrust verranno eletti dalla Camera e due dal Senato; il Parlamento, inoltre, non sarà più solo seggio elettorale: le commissioni competenti valuteranno i curricula e stabiliranno con un voto dei 2/3 dei propri membri un elenco di personalità votabili (12 alla Camera e 8 al Senato); la scelta finale sarà poi dell’Aula, dove ogni parlamentare avrà la possibilità di esprimere un solo voto di preferenza. I membri dell’Antitrust verranno inoltre eletti con almeno 1/5 dei voti degli appartenenti alla Camera e 1/3 di quelli del Senato, un quorum sufficientemente alto per tutelare le minoranze. E’ stata infine approvata la norma che chiede alle Regioni, anche a statuto speciale, di adeguare i loro ordinamenti alla nuova legge sul conflitto di interessi che riguarderà i presidenti di Regione e delle giunte regionali. Su invito del Partito Democratico, ho assunto l'impegno di presentare in Aula una norma che applichi la legge sul conflitto anche alle Autorità indipendenti, facendo salve le disposizioni piu' rigorose che regolamentano alcune di esse".

15/02/2016 - 19:16

Vorrebbero demolire testo base e non muoversi dall’inutile legge Frattini

“La posizione di Forza Italia sul conflitto di interessi è bizzarra per il modo ma non inspiegabile: vorrebbero demolire i punti chiave del testo base e riproporre tutti gli argomenti triti e retrivi che portarono a scrivere una legge inutile come è quella in vigore, cioè la Legge Frattini. Il PD muove da una prospettiva opposta. Non potevo certo sostenere l’emendamento di Forza Italia che ripropone uno degli argomenti tipici della Frattini e cioè che il conflitto di interessi scompare se c’è coincidenza di interesse pubblico e privato. Ci battiamo per una riforma seria, mentre gli sforzi di Forza Italia, di cui noto il sollievo per essersi liberata del peso della responsabilità del suo relatore, chiede una legge con maglie più larghe ancora della Frattini. I 5 Stelle, vorrebbero soluzioni dagli effetti paralizzanti o che funzionano male. Ci attaccano da parti opposte, sarà che stiamo facendo davvero un buon lavoro”.

Così il Relatore del Pd al conflitto di interessi, Francesco Sanna, commentando le dimissioni dell’altro Relatore, Francesco Paolo Sisto di Forza Italia.

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