23/02/2017 - 14:55

Approvata la legge che equipara i beni dell’Unesco a quelli materiali

“Siamo di fronte a un grandissimo risultato perché questa proposta di legge offre la stessa dignità ai beni immateriali e a quelli materiali. Mette, inoltre, il nostro Paese nelle condizioni di costruire una programmazione per la valorizzazione e salvaguardia del patrimonio riconosciuto dall’Unesco e inteso nel suo insieme. Un risultato che arriva a conclusione di un lungo iter. Grazie alla determinazione del ministro Franceschini, ma anche al lavoro della commissione Cultura della Camera con la relatrice Giulia Narduolo, la presidente Flavia Piccoli Nardelli e della commissione Cultura del Senato presieduta da Andrea Marcucci con relatrice Elena Ferrara. Il compimento della modifica alla legge 77 consente ora a Regioni, Province e Comuni di usufruire di uno strumento normativo utile a predisporre iniziative di valorizzazione e sostegno ai beni immateriali patrimonio dell’Unesco”.

Così i Deputati Dem, Alessandro Mazzoli, Massimiliano Manfredi, Giovanna Sanna e Demetrio Battaglia, commentano l’approvazione in via definitiva in Senato della legge che equipara beni materiali e immateriali patrimonio dell’Unesco. La proposta era stata presentata nell’ottobre del 2015 alla Camera dallo stesso Mazzoli insieme ai colleghi Manfredi (Nola), Sanna (Sassari) e Battaglia (Palmi), in rappresentanza della Rete delle macchine a spalla, che comprende la Macchina di Santa Rosa, i Gigli di Nola, i Candelieri di Sassari e la Varia di Palmi.
Il Governo ha già predisposto uno stanziamento aggiuntivo di 800mila euro che vanno ad aggiungersi agli originari 1.300.000 euro, previsti per la tutela del patrimonio materiale e d’ora in poi anche immateriale dell’Italia.
Sono sei sinora gli elementi insigniti del sigillo Unesco: la rete delle Macchina a Spalla in cui rientra la Macchina di Santa Rosa, l’Opera dei Pupi, il Canto a tenore dei pastori sardi, l’Arte del violino a Cremona, la Vite ad alberello di Pantelleria, la Dieta mediterranea.
 

21/07/2016 - 12:03

"Siamo al lavoro per cancellare per sempre l'aumento di due euro e mezzo dell'addizionale sui diritti di imbarco aeroportuali. Con il decreto enti locali il governo, su iniziativa del ministro Delrio, ha imboccato una direzione precisa, sospendendola per tutti i mesi rimanenti del 2016 e mettendo sul piatto sessanta milioni di euro. Nella legge di stabilità per il 2017 renderemo permanente questa scelta, che aiuta la permanenza dei vettori low cost negli aeroporti italiani e riduce il carico fiscale sui biglietti aerei. L'approvazione dell'emendamento del governo è un risultato importante, frutto del lavoro del ministro Delrio, dei parlamentari dei territori interessati e della commissione Bilancio. Ora bisogna rivedere tutto il funzionamento dell'addizionale, annullando definitivamente l'aumento e ridando certezze ai comuni aeroportuali per l'erogazione della quota di loro competenza. La volontà politica del governo è stata espressa con chiarezza dal ministro dei trasporti; noi in parlamento siamo pronti a fare la nostra parte". Lo dice Antonio Misiani del Pd, relatore del provvedimento.

Da parte sua Gianluca Fusilli, deputato del Pd, commenta così la cancellazione dell’aumento delle tasse in aeroporto: “È un intervento normativo indispensabile per la sopravvivenza degli aeroporti regionali ed un risultato importante che ha messo insieme la tenacia delle Regioni, la disponibilità e la sensibilità del Governo ed il necessario lavoro di tessitura del Parlamento. Ci sono tutte le condizioni oggi, continuando su questa strada, per raggiungere l’obiettivo dell’abolizione definitiva e strutturale. Da parlamentari dobbiamo anche sostenere la riflessione che si sta sviluppando all’interno del Comitato delle Regioni D’Europa dove i Presidenti di Regione italiani, Abruzzo in primis, stanno ponendo all’Europa la questione della tipicità degli aeroporti cosiddetti minori”.

“L’eliminazione dell’incremento dell’addizionale per il 2016 è un primo passo molto importante ma per dare continuità a questo processo dovranno seguire necessarie scelte nella prossima legge di stabilità” afferma Giovanna Sanna, deputata del Pd che prosegue: “Per la Sardegna, in particolare per l’aeroporto di Alghero, è un passo molto importante perché le difficoltà che sta attraversando lo scalo relativamente alla cancellazione di diverse rotte da parte di Ryanair, che contestava l’aumento delle tasse, ha creato molte difficoltà in particolare nel settore turistico. Se pensiamo che l’isola sia una terra di opportunità turistiche e imprenditoriali, non ci possiamo permettere nessun passo indietro rispetto ai voli low cost”.

 

07/10/2014 - 19:15

“Il confronto in corso per definire una legge che regoli il conflitto d’interessi è complicato e richiederà tempo. Come è noto, è stato adottato un testo base sul quale sono stati presentati 160 emendamenti, proposte che meritano di essere esaminate con la dovuta attenzione. E’ chiaro che, chi vuole che questo Parlamento scriva una legge seria, deve essere disponibile ad un dialogo paziente, chi non vuole seguire questo metodo ha solo lo scopo di sparare qualche slogan senza raggiungere alcun risultato legislativo."

Lo dice Francesco Sanna che segue per i Democratici l’iter della Legge sul Conflitto d’interesse in discussione alla commissione Affari costituzionali della Camera.

Sanna aggiunge che:”tra le priorità del Pd ci sono: definire il conflitto d’interessi sula base di criteri non solo economico patrimoniali ma anche di altra natura, e dunque prevedere tutto ciò che influenzi l’esercizio obiettivo, indipendente o imparziale di funzioni pubbliche; assicurare trasparenza nella applicazione delle verifiche delle situazioni di conflitto; istituire l'anagrafe patrimoniale di tutte le persone impegnate nelle rappresentanze istituzionali; definire una platea di applicazione che sia la più ampia possibile, cioè indirizzata ai rappresentanti di tutti i livelli istituzionali, dalle alte cariche dello Stato agli Enti locali, comprese le Regioni le quali, nel rispetto delle loro competenze, dovranno recepire i principi della nuova legge”.

 

31/07/2014 - 11:44

Sopprimere l’articolo 13 comma 5 del decreto Competitività n.91 che prevede di estendere a tutte le aree del demanio militare i limiti dei contaminati previsti ad uso industriale . Lo ha chiesto in commissione Ambiente la deputata sarda del Partito democratico Giovanna Sanna che spiega: “Questi limiti sono generalmente in ordine di grandezza maggiore rispetto a quelli delle aree ad uso residenziale e quindi chiaramente meno cautelativi per l’ambiente e per la salute.

“E’ inaccettabile – prosegue Sanna - che aree con destinazione industriale vengano assimilate ai poligoni di tiro, alle servitù militari, che rappresentano un’espansione territoriale molto significativa sull’isola, e dove si svolgono importanti attività economiche e civili.

“Tutti i deputati sardi del Partito democratico – conclude Sanna - sono d’accordo che questo articolo va soppresso. A Montecitorio lavoreremo con determinazione in questa direzione, in Sardegna deve andare avanti quel progetto di bonifica ambientale e di riqualificazione del territorio che attende la collettività isolana”. 

 

02/07/2014 - 19:49

“La Commissione Ambiente della Camera ha chiesto e ottenuto oggi dal Governo di anticipare al 2018 l’eliminazione dello zolfo dai combustibili marittimi usati nell’Adriatico e nello Ionio, rispetto al 2020 ipotizzato dalla Direttiva 33/2012 in via di recepimento. Si tratta di una decisione importante perché allinea con solo tre anni di ritardo questi Mari con quelli dei Caraibi, del Nord America e dell’Europa del Nord rispetto a quanto previsto in sede europea”. Lo dichiara Giovanna Sanna, deputata del Partito Democratico e relatrice del parere della Commissione Ambiente della Camera sul Decreto legislativo che fissa i limiti di tenore di zolfo nei combustibili marittimi usati nei mari italiani

“L’iniziativa italiana – precisa Sanna - però non basta. E’ necessario che tutti i Paesi che si affacciano su questi Mari (Slovenia, Croazia, Bosnia, Montenegro e Albania, ma anche la Grecia, per l’importanza della sua marineria) adottino gli stessi limiti negli stessi tempi. Questo si può ottenere in ambito ONU e perciò la Commissione ha invitato il Governo ad avviare una forte azione di politica internazionale che, dopo i Paesi adriatici e ionici, arrivi a coinvolgere tutti i Paesi del Mediterraneo nell’eliminazione dello zolfo entro il 2020”.

“L’altra grande sfida è disporre entro le nuove scadenze dei combustibili alternativi agli attuali ATZ (alto tenore di zolfo) come il gasolio 0,1 - già utilizzato nella pesca e nei porti, il GNL (gas naturale liquefatto) e le tecnologie di abbattimento delle emissioni dei camini senza aumenti di costo per le compagnie e i passeggeri. Una sfida che si può vincere anche nel Mediterraneo con l’impegno convinto e fattivo dello Stato, degli armatori e delle imprese energetiche”, ha concluso Giovanna Sanna.