16/03/2017 - 14:43

La vice presidente della Camera: elemento che ci fa guardare con fiducia agli appuntamenti in Francia e Germania
“Un’altra visione dell’Europa è possibile. Il voto olandese ci dice che è possibile arginare i populismi e lavorare - a partire dai paesi fondatori - per una narrazione positiva dell'Unione Europea”.

Lo dice la vice presidente della Camera, Marina Sereni, dopo l’esito delle elezioni in Olanda.

“Il premier uscente Rutte ha subito un calo ma ha resistito; il partito euroscettico e anti immigrati di Wilders ha guadagnato limitati consensi e non ha sfondato – continua -  Quella che pareva un’ondata inarrestabile è stata frenata forse anche grazie alla netta presa di posizione di Rutte nei confronti della Turchia.  L'ipotesi della Nexit esce dall'agenda politica europea e questo, senza voler trarre dal voto di ieri in Olanda conclusioni generali, è un elemento che ci fa guardare con fiducia anche alle  prossime delicate consultazioni in Francia e Germania. Si tratta di due passaggi cruciali per il futuro del progetto europeo e per questo non possiamo che auspicare l'affermazione delle forze europeiste e progressiste, sostenitrici di un’Europa solidale, aperta, che punta sulla crescita e sul lavoro”.

“Gli eventi che ospiteremo a Roma il prossimo 25 marzo per il 60 anniversario della firma dei Trattati di Roma rappresentano un'occasione per rinnovare la nostra visione dell'Unione. I sei Paesi fondatori (Francia, Germania, Italia, Belgio, Lussemburgo e Olanda), partendo dall’esigenza di prevenire nuovi conflitti,  realizzarono uno dei momenti storici più significativi del processo di integrazione – conclude -  Oggi siamo chiamati a rilanciare, a promuovere riforme, ad alzare un solido argine contro sovranismi e populismi, a scrivere una nuova pagina, a costruire un futuro di sviluppo sostenibile e solidale per i nostri figli e nipoti”.

14/03/2017 - 14:57

La vice presidente: siamo in commissione, sul territorio e tra i banchi. Giudicateci per tutto il nostro lavoro

“Una polemica sul nulla, che punta a delegittimare il lavoro del Parlamento immotivatamente.  Una polemica che l’informazione rilancia ogni qualvolta ritenga  - a suo insindacabile giudizio - che un argomento più di altri debba interessare al Paese e dunque ai suoi rappresentanti nelle istituzioni”.

Lo dice la vice presidente della Camera, Marina Sereni, commentando le notizie di oggi sui media nelle quali si è dato risalto all’aula di Montecitorio vuota durante la discussione generale del provvedimento sul testamento biologico.

“Chiunque conosca davvero l'attività della Camera  - spiega - sa che tutte le discussioni generali, tutte anche quelle sui provvedimenti più significativi, coinvolgono un numero molto limitato di colleghi che, insieme al/ai relatore/i, hanno seguito il provvedimento in commissione e sono stati indicati dai gruppi per prendere la parola in quella fase. Il lavoro nascosto e delicatissimo, di cui molto raramente troviamo traccia sui giornali, è una parte essenziale dell'attività dei deputati così come l'impegno a mantenere le relazioni e i contatti con i cittadini del territorio di riferimento”.

“L'Aula è invece il momento cruciale quando, dopo la discussione generale che si può seguire come tutti i nostri lavori anche sul web o leggendo i resoconti stenografici, si passa all'esame degli articoli e degli emendamenti. Così succede ogni settimana e non soltanto quando i cronisti e/o i commentatori guardano una foto e scrivono o parlano davanti a una telecamera. Essere giudicati per il nostro lavoro dai media è il sale della democrazia – conclude -  ma denigrare le istituzioni e chi momentaneamente ne fa parte facendo di tutta l’erba un fascio, è alimento all’antipolitica e al qualunquismo. E, sinceramente, non se ne sente alcun bisogno”.

06/03/2017 - 14:34

La vice presidente della Camera a Rainews 24: dobbiamo provare a fare una legge elettorale che dia al Paese stabilità e governabilità

“Questo congresso segnerà comunque una cesura. Penso che Renzi abbia chiaro che ha bisogno di allargare il raggio delle sue forze, delle sue energie. Ha bisogno di una maggiore collegialità. Mi aspetto molto dal Lingotto. Io credo che Renzi abbia le caratteristiche di un leader, ma  ha capito, proprio perché è un leader, che adesso si apre una fase nuova. Se vuole tornare  ad esercitare la sua leadership deve allargare e sono convinta  che lo farà con quelli che lo voteranno e poi, se vincerà il congresso, anche  con quelli che non lo avranno votato”.

Lo ha detto la vice presidente della Camera, Marina Sereni, intervenendo a Studio 24 la trasmissione di Rainews24 condotta da Roberto Vicaretti.

“Io penso, come molti altri, Franceschini, Fassino, Martina, che Matteo Renzi sia una risorsa per il Partito Democratico  - ha continuato - e che la sua candidatura a segretario sia ancora la più adatta, la più adeguata per rilanciare un progetto che non è  la somma dei socialdemocratici e dei cattolici popolari ma è l’idea di un grande partito riformista moderno, europeo che allarga i suoi orizzonti oltre le grandi famiglie del Novecento. E’ una  scommessa gigantesca che abbiamo iniziato dieci anni fa con Veltroni e che ha ancora le sue ragioni”.

“Quello delle primarie, lo so,  è un  meccanismo che ha dei rischi e delle fragilità e noi dovremmo fare di tutto, prima i candidati e poi i supporter,  per fare in modo che sul territorio si svolga tutto regolarmente – ha aggiunto.  Però è una straordinaria dimostrazione di democrazia e di partecipazione, che soltanto il Partito Democratico offre in Italia ai cittadini e agli elettori. Stiamo tutti a fare le pulci sui rischi di questo meccanismo. Ma noi abbiamo un centrodestra che non ha mai scelto una leadership in maniera democratica e abbiamo i 5S che scelgono con un click senza alcuna trasparenza”.

“Mi aspetto che i candidati si sforzino di stare sui contenuti, sui temi, sui problemi e spero che Emiliano sappia confinare le sue posizioni più estreme e che sappia regolare il modo in cui stare in  questa battaglia – ha detto -   Ho considerato un fatto positivo che sia rimasto nel PD e si sia candidato. Poi però  bisogna anche saperci stare nelle battaglie democratiche.  Chi vince deve governare il partito e coinvolgere gli altri, chi perde deve accettare che ci sia un vincitore e collaborare”.

Infine sulla legge elettorale. “Non mi rassegno all’idea che non si faccia la riforma elettorale – ha concluso -  Si può scrivere una legge totalmente nuova, ma si può anche lavorare ad un aggiustamento della legge del Senato sulla base di quella uscita dalla Consulta per la Camera che  può trovare un accordo abbastanza largo in Parlamento. Io ci lavorerei.  E sono certa che il PD lavorerà per una legge che possa dare stabilità e governabilità al nostro Paese”.

23/02/2017 - 11:21

La vice presidente della Camera: un faro nel mare del grande sconcerto

Con la direzione di martedì scorso una parte del gruppo dirigente nazionale ha di fatto deciso di abbandonare il Pd e di non partecipare al prossimo congresso. Un esito che in tante e tanti abbiamo cercato in ogni modo di scongiurare e che addolora e disorienta molto i nostri elettori e attivisti.
Non tutti gli esponenti che avevano espresso forti contrarietà verso l'ipotesi di tenere il congresso ora hanno tuttavia scelto la strada della scissione. In particolare Emiliano ha deciso di restare nel Pd e di lanciare la sua candidatura alla segreteria nazionale del partito.
Ho scritto e detto mille volte in questi giorni che dopo una divisione così tutti avremmo perso qualcosa e nessuno sarebbe stato senza responsabilità. Quando si litiga, quando si arriva ad una separazione così profonda, si è sempre (almeno) in due!
Per me la scelta delle minoranze è incomprensibile, sproporzionata rispetto alle distanze politiche, ideologiche o culturali che possono essersi manifestate tra di noi in questi anni. Indubbiamente le divisioni di questi ultimi mesi, in particolare prima e dopo il referendum costituzionale, hanno prodotto un grande logoramento nei rapporti tra le persone e hanno provocato un danno nell'immagine e nel consenso del nostro partito nella società italiana.
Che possiamo fare ora? In questi giorni la Commissione nazionale per il congresso sta definendo tempi e modalità del nostro confronto interno. Non serve rallentare - perché abbiamo molte scadenze a partire dalle elezioni amministrative - non serve accelerare, perché dobbiamo darci il tempo per organizzare una discussione ordinata e per quanto possibile pacata. A breve si saprà chi sono i candidati e le tappe che ci porteranno alle primarie per l'elezione del prossimo segretario. Mentre scrivo Orlando pare stia per annunciare la sua candidatura, mentre Renzi ha già fissato un evento al Lingotto di Torino per lanciare le sue idee da candidato segretario. Lo stesso immagino faranno presto anche gli altri.
Ma prima di entrare nel vivo della competizione e del confronto congressuale credo sia giusto porsi alcuni interrogativi.
Noi che rimaniamo convintamente nel Pd come la raccontiamo questa scissione? Con lo spirito di chi pensa di essersi finalmente liberati della zavorra? Pensando di avere davanti solo tifosi del Pd? Oppure cerchiamo di parlare al nostro popolo disorientato? Di sinistra e di centrosinistra, anziani e giovani, di tutte le culture e le provenienze. Attenzione a pensare che siano solo i vecchi militanti provenienti dalla sinistra excomunista ad essere colpiti emotivamente da questa scissione! C'è grande sconcerto tra i giovani, tra i nativi del Pd, tra i cittadini che ci hanno votato e guardano a noi come l'unico soggetto in grado di guidare il Paese nei mari in tempesta di questa fase.
 

19/01/2017 - 15:58

La vice presidente della Camera: inutili polemiche di chi sta al caldo dietro una telecamera

“Sono giorni e ore di trepidazione per la sorte delle persone ospiti dell'Hotel Rigopiano sul Gran Sasso travolto dalla slavina. Sono giorni e ore di paura e di disagi pesanti per le popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto e dal maltempo. Di tutto hanno bisogno quei cittadini tranne che di polemiche e divisioni. Di tutto hanno bisogno i funzionari, i militari, i volontari impegnati in quei territori a portare i soccorsi fuorché di critiche senza costrutto da chi sta al caldo dietro una telecamera”.

Così la vice presidente della Camera. Marina Sereni.

“La Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, il Commissario Errani, i Presidenti delle Regioni, i Sindaci delle zone colpite stanno lavorando da mesi. In molte realtà, come quelle dell'Umbria che conosco meglio, si sta procedendo con la consegna dei container, delle stalle per gli agricoltori, delle casette di legno – continua -  Certo ci sono problemi, il rispetto delle norme per evitare rischi di illegalità e corruzione comporta tempo, le scosse che continuano e la neve hanno messo sotto pressione la macchina organizzativa in un'area molto vasta. Ma da chi ha ruoli pubblici ad ogni livello i cittadini si attendono senso di responsabilità e misura, proposte e soluzioni, non polemiche e attacchi irresponsabili”.

“Nei prossimi giorni la Camera esaminerà il Decreto sulla coesione territoriale e credo che quella possa essere la sede per raccogliere alcune delle istanze che vengono da quei territori – conclude - Si può fare tutti insieme, come rappresentanti delle regioni maggiormente colpite, in un rapporto positivo con il governo che non ha mai fatto mancare -come testimonia anche oggi la presenza del presidente Gentiloni a Rieti - il massimo di attenzione e impegno”.

11/01/2017 - 19:31

La sentenza della Consulta ci evita uno scontro di tipo ideologico con la testa rivolta al passato

"La Corte Costituzionale si è pronunciata in merito all'ammissibilità dei referendum abrogativi sul Jobs Act. Come molti tra giuristi ed esperti avevano previsto sono stati considerati in senso positivo i quesiti sui voucher e sui subappalti mentre è stato rigettato quello sull'articolo 18. Saranno le motivazioni a chiarire nel dettaglio le ragioni di questa sentenza, probabilmente legate alla natura plurima e manipolativa del quesito sui licenziamenti, ma già oggi è possibile una riflessione sulle conseguenze politiche che essa produce". Così la vice presidente della Camera, Marina Sereni. 

"Intanto - continua -  all'indomani della discussione sulle mozioni di sfiducia nei confronti del Ministro Poletti al Senato, si dimostra l'infondatezza di una serie di polemiche sulla presunta volontà del Governo di andare ad elezioni presto 'per evitare il referendum sull'articolo 18'. La conclusione della legislatura e l'eventuale scioglimento anticipato delle Camere sono, come detta la Costituzione, nelle mani del Presidente della Repubblica e saranno semmai legati all'esistenza o meno di una maggioranza in grado di sostenere l'azione del Governo Gentiloni. 
Gli altri due quesiti riguardano punti assai più specifici del Jobs Act e meritano una riflessione per verificare se in Parlamento ci sono - come credo - le condizioni per superare le criticità e i limiti che si sono manifestati in questi primi anni di attuazione della riforma".

"Favorire la crescita è indispensabile ma non è di per sé sinonimo di aumento dell'occupazione. La sentenza della Consulta ci evita uno scontro di tipo ideologico con la testa rivolta al passato. Ma ci obbliga ad un impegno serio di riflessione e di confronto tra tutti i soggetti interessati e per definire e sperimentare norme e politiche capaci di coniugare davvero competitività e diritti. Non è tutto nelle mani della politica - conclude - ma il Pd può e deve misurarsi in Parlamento e nella società con questa sfida, riallacciare su questo terreno un dialogo con chi cerca un lavoro dignitoso e con chi è disposto a rischiare per crearlo". 

07/12/2016 - 12:44

“Il rapporto dell'Istat di ieri ci ha confermato dei dati duri sulle condizioni materiali di milioni di nostri concittadini. Un italiano su quattro è povero o a rischio di povertà, tra questi sono più esposti i giovani, gli abitanti del Mezzogiorno, le famiglie numerose e monoreddito... Nulla di nuovo, si potrebbe dire”.

Così la vice presidente della Camera, Marina Sereni.

“Da molti anni – continua - le ricerche sociali mettono in evidenza una crescente diseguaglianza, la crisi ha in realtà soltanto aggravato un trend che contraddistingue da sempre il nostro Paese dal resto d'Europa. La mancanza di un istituto universale di contrasto della povertà ha nel tempo prodotto una situazione cronica, una vasta area di disagio e insicurezza sociale che non possiamo più sopportare o ignorare.

In questi ultimi anni, dopo la sperimentazione del SIA, il governo ha avanzato una proposta e la Camera ha approvato una legge delega che introduce finalmente uno strumento ordinario di lotta alla povertà mentre molte Regioni si sono mosse autonomamente sulla stessa linea. Ora a seguito del referendum si è aperta una crisi politica e la Legge rischia di fermarsi definitivamente al Senato”.

“Possiamo considerarla una priorità di tutti – si domanda e conclude -  e fare in modo che esca dal Parlamento entro il termine di questa legislatura? Sarebbe un segnale di responsabilità e di buon senso che i cittadini - a cominciare da quelli più in difficoltà - non potrebbero che apprezzare”.

01/12/2016 - 13:06

La  vice presidente della Camera: le riforme, anche costituzionali, completano il percorso di cambiamento

“Una buona notizia ieri, una buona notizia oggi. Per l’Italia, per chi lavora, per chi investe, per chi, seppure colpito dalla lunga crisi economica, prova ad avere fiducia. Ieri, dopo un’estenuante trattativa durata mesi,  è stato firmato l’accordo tra Governo e  Sindacati che mette fine a sette anni di blocco contrattuale del pubblico impiego. Stamattina l’istat ci dice che nel terzo trimestre del 2016 è diminuita la disoccupazione giovanile e il Prodotto interno loro è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell'1% rispetto allo stesso periodo del 2015”.

Così la vice presidente della Camera, Marina Sereni.

“Dopo la firma, unitaria  - anche questa dopo anni - del contratto dei metalmeccanici, è arrivata l’intesa sugli statali. Un’intesa  che impegna l’esecutivo con  cinque miliardi, che darà  maggiori benefici ai redditi più bassi, non penalizzerà chi, proprio in virtù del suo basso reddito, ha usufruito degli 80 euro di bonus voluto dal governo Renzi, dà garanzie ai precari, incentivi ai meritevoli e contrasta l’assenteismo – continua - La buona notizia Istat, come qualcuno vorrà sottolineare, è certo un aumento di zero virgola, ma è il segnale di un Paese che non sta arretrando e che, lentamente, torna ad avere fiducia in se stesso. Come dimostra il dato sulla disoccupazione giovanile che scende al 36,4%, ai minimi dal 2012”.

“Le riforme, anche con il referendum di domenica,  sarebbero il completamento di un percorso di cambiamento che gli italiani chiedono a gran voce. Con il Sì – conclude - i protagonisti di questo cambiamento possono essere tutti i cittadini”.

25/11/2016 - 13:28

La vice presidente della Camera: Cominciamo dalle nostre case e dalle nostre scuole

“Ho letto la storia di Angela e quella di Giada, ho letto la sofferenza inaudita inferta a Mirella, e le violenze subite da Elisabeth. Ho letto della paura per sé e per i figli; i tentativi di fuggire e le ripetute denunce. Ho letto anche di chi ce l’ha fatta e ha ricostruito una nuova vita. Sono le storie delle donne vittime della violenza di un uomo, un marito, un fidanzato, ma anche un padre o un fratello. Nel mondo il 30 % delle donne, per fortuna non sempre colpite a morte, sempre ferite e umiliate. È un fenomeno diffuso, trasversale per livello sociale e culturale. Oggi le ricordiamo nella Giornata mondiale contro la violenza alle donne giustamente voluta dall’Onu, per costringere tutti a fermarsi per capire se facciamo abbastanza per dire basta”.
Questa la riflessione che la vice presidente della Camera, Marina Sereni, affida al sito del Partito democratico  in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

“Io credo che in Parlamento e al Governo stiamo facendo la nostra parte – continya - La legge di Bilancio contiene risorse per aiutare i centri che accolgono e soccorrono le vittime, per intensificare l’azione delle forze dell’ordine, per formare operatori e operatrici impegnati a fianco delle donne che denunciano, per recuperare gli uomini maltrattanti.

“Ma non è sufficiente, perché è una battaglia difficile, culturale prima ancora che materiale. Impegniamoci dunque per diffondere una cultura diversa, rispettosa delle differenze, inclusiva e tollerante. A cominciare – conclude - dalle nostre case e dalle nostre scuole”.

23/11/2016 - 18:03

La vice presidente della Camera: evitiamo, almeno noi, il frastuono

“Da molte settimane ormai, come molti colleghi parlamentari e dirigenti del Pd, giro l'Italia per raccontare la riforma costituzionale, per spiegare le ragioni per cui l'ho votata convintamente alla Camera e per cui mi auguro che i cittadini la confermino con il loro Sì il 4 dicembre.

E' un'esperienza straordinaria: c'è partecipazione, interesse, dibattito, domande serie dal pubblico, a volte entusiasmo a volte dubbi, mai disimpegno, mai toni urlati anche quando si tratta di confronti tra il Sì e il No.  Finisce il dibattito, accendo la televisione o vado a guardare le ultime notizie politiche sul tablet e vedo un'altra campagna: parole forti, non di rado insulti, confronti che scivolano rapidamente nella rissa. Della riforma non si parla quasi per nulla, la polemica si concentra sui compagni di viaggio, su ciò che succederà dopo il 4 dicembre, sui difetti o i pregi di questo o quel leader politico. Uno scarto enorme, un clima completamente diverso”.

Così la vice presidente della Camera, Marina Sereni.

“Non so quale delle due campagne influenzerà di più gli elettori... ma possiamo in parte sottrarci a questo modo di fare la campagna referendaria? A costo di apparire ingenua e fuori dal mondo rispondo di sì, penso che almeno dobbiamo provarci. Se vogliamo contrastare gli "imprenditori della paura", quelli che prosperano se l'Italia va male mentre perdono terreno se le cose migliorano, credo abbiamo solo una strada: tornare al Paese reale, parlare con le persone in carne ed ossa, cercare di capire le loro preoccupazioni, cercare di spiegare cosa c'è nella riforma del bicameralismo e perché un Parlamento più efficiente e un sistema più semplice può essere utile alla vita concreta di ciascuno. Se faremo questo, comunque andrà, avremo ascoltato e parlato con milioni di cittadini e avremo praticato la buona politica, avremo valorizzato fino in fondo la disponibilità e la voglia di partecipazione democratica che il referendum ha risvegliato nel Paese.

Senza avventurarci in scenari o retroscena da fantapolitica…Se vince il Sì comincia una stagione di rinnovamento delle istituzioni democratiche: si farà la legge elettorale per il nuovo Senato, riconoscendo un peso ai cittadini al momento del voto dei consigli regionali, si modificherà l'Italicum, anche alla luce dell'ormai prossima pronuncia della Corte, si riscriveranno i regolamenti parlamentari... Se vince il No le istituzioni parlamentari restano come sono oggi, ma non è vero che non cambia nulla perché l'effetto sarà di indebolire e destabilizzare il Paese”.

“Chi è soddisfatto della situazione attuale, o chi pensa che non sia ancora venuto il momento per uscire dalla crisi e dalla lunga transizione del sistema politico italiano fa bene a votare No. Chi sente che l'Italia deve imboccare una strada nuova non potrà che votare Sì. Entrambe le scelte sono da rispettare – conclude - a noi serve che siano frutto di una riflessione ponderata. Evitiamo, almeno noi, il frastuono”.

15/11/2016 - 13:13

La vice presidente della Camera: incertezza e caos non aiutano

“Il dato Istat sul prodotto interno lordo, che torna e crescere e porta l’economia italiana sui livelli medi dell’Eurozona - e, come ha detto il ministro Padoan ai parlamentari PD riuniti a Montecitorio "dà ragione a noi e torto ad altri" - è un fatto positivo di cui dovremmo essere tutti contenti, maggioranza e opposizione”.

Così la vice presidente della Camera, Marina Sereni.

“Per rafforzare questo trend, positivo ma ancora fragile, serve stabilità politica. Non c’è bisogno di troppe spiegazioni - tanto meno di sguaiate polemiche - per capire che incertezza e caos non possono produrre crescita. Ma soprattutto c’è bisogno di una legge di bilancio espansiva, che sostenga le fasce di cittadini che più hanno sofferto della crisi e aiuti le imprese a innovare e creare lavoro – continua - . La manovra è ora all’attenzione del Parlamento e tocca a noi consolidare le misure che incoraggiano la ripresa e la fiducia dei cittadini”.

“Gli italiani poi, con il loro voto sulle riforme, possono dire la loro su un sistema istituzionale più semplice e meno costoso. E spero che vorranno scegliere la strada della stabilità  - conclude - che, pur nei limiti di questa fase politica, noi abbiamo cercato di coniugare con il cambiamento”.

08/11/2016 - 13:27

La vice presidente della Camera: non è più razionale, anche per chi in Europa vuole far rispettare le regole contabili, consentire all'Italia di investire oggi risorse per evitare che domani si abbiano nuove emergenze?

“Le polemiche servono a poco, dobbiamo andare alla sostanza.  Juncker ha difeso l'operato della Commissione che in questi anni ha introdotto elementi di flessibilità importanti nelle regole di bilancio europee. Il Governo Renzi ha rivendicato ulteriori margini di spesa per rispondere a due emergenze che sono lì davanti ai nostri occhi e che non potranno avere risposte adeguate se non si riconoscerà l'eccezionalità della situazione italiana”.

Così la vice presidente della Camera, Marina Sereni.

“Sulla gestione dei flussi migratori Italia e Commissione Europea stanno dalla stessa parte – spiega -  si cominciano a sottoscrivere i primi accordi con i paesi africani di transito o di provenienza, si riconosce il nodo cruciale della cooperazione con l'Africa come fatto strategico anche per governare il fenomeno migrazioni nel medio periodo. Resta irrisolto il nodo della ricollocazione dei richiedenti protezione e della condivisione degli oneri e delle responsabilità tra tutti gli Stati membri. Resta un peso particolarmente gravoso sulle spalle del nostro Paese”.

“A questo si è aggiunto il drammatico terremoto del Centro-Italia che nelle ultime settimane ha visto una significativa espansione dell'area e un severo aumento dei danni alle case e al territorio – continua -  Ora, mentre è pacifico che le spese per l'emergenza e per la ricostruzione (che durerà anni) sono fuori dai vincoli di bilancio stabiliti dalle regole europee, la materia del contendere riguarda un piano di prevenzione che il Governo Italiano intende lanciare contestualmente, in particolare dando priorità alle scuole”.

Ma non è più razionale, anche per chi in Europa vuole far rispettare le regole contabili, consentire all'Italia di investire oggi risorse per evitare che domani si abbiano nuove emergenze? – si domanda -  L'Unione Europea anche oggi è vicina alle Regioni italiane colpite dal sisma, come accadde nel 1997 con Umbria a Marche. Bene, ma proprio la storia di questi decenni - e il ripetersi di eventi tanto disastrosi quanto imprevedibili - ci dice che in una porzione ampia del territorio italiano abbiamo bisogno di costruire edifici pubblici, a partire da quelli scolastici, che possano resistere ad altri terremoti. Piuttosto che piangere dopo, e spendere molti fondi per ricostruire, è molto più saggio mettere mano ad un programma di medio periodo che vada in questa direzione. Le cifre di cui si sta discutendo a Bruxelles non sono immense mentre è immenso il beneficio che se ne potrebbe ricavare, anche in termini di fiducia e di speranza per il futuro dell'Europa”.

Per questo – conclude -  mi auguro che nelle prossime ore e giorni si trovi un accordo utile per l'Italia e per l'Ue.

03/11/2016 - 13:22

La vice presidente della Camera: un altro importante tassello di una strategia di riforme e di innovazione

“Il disegno di legge sulla disciplina del cinema e dell'audiovisivo, approvato oggi in via definitiva alla Camera, si inserisce in un percorso di rilancio e sostegno rivolto a chi fa cultura, a chi investe in cultura, a chi ama la cultura. Così, dopo la riapertura di Pompei, le domeniche al museo, l'art bonus, l'immissione di nuove professionalità nella gestione e valorizzazione del patrimonio archeologico e artistico diffuso, l’aggiornamento professionale per gli insegnanti e, ultimo in ordine di tempo,  il secondo mercoledì del mese a due euro al cinema, ecco un intervento di riforma complessiva di questo settore. Si comincia con l'istituzione del Fondo per lo sviluppo degli investimenti a favore delle imprese del settore, dotato di almeno 400 milioni di euro all'anno”.

Lo dice la vice prssidente della Camera Marina Sereni.

“Risorse importanti – continua -  che permetteranno: il potenziamento degli strumenti di sostegno finanziario alle aziende, usando i già sperimentati sistemi di tax credit e tax shelter; interventi a favore delle sale cinematografiche di ‘particolare interesse storico’;  incentivi urbanistici ed edilizi per le ristrutturazioni di cinema in aree degradate; un Piano straordinario per il potenziamento e il rinnovamento del circuito delle sale cinematografiche, anche di quelle attualmente chiuse o dismesse, con particolari agevolazioni per gli interventi nei Comuni con meno di 15.000 abitanti.  Arrivano contributi per attività e iniziative di promozione cinematografica e audiovisiva da parte di enti pubblici e privati, università, Istituzioni AFAM, enti di ricerca, fondazioni, comitati ed associazioni culturali e di categoria. Un importo pari ad almeno il 3 per cento del Fondo sarà destinato, di concerto con il ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ad azioni di potenziamento delle competenze cinematografiche ed audiovisive degli studenti, obiettivi già indicati dalla legge sulla Buona scuola. 

Altro importante intervento è l’istituzione del Consiglio superiore per il cinema e l’audiovisivo che, in sostituzione della Sezione Cinema della Consulta dello Spettacolo, svolgerà attività di elaborazione delle politiche di settore”. 
“Un altro tassello – conclude -  di una strategia di riforme e di innovazione per la cultura. ‘Pane’ del presente e del futuro dell’Italia”.

26/10/2016 - 21:08

La vice presidente della Camera: una legge di civiltà per i bambini stranieri non accompagnati, presto esame al Senato

“Su dieci bambini che approdano sulle coste del nostro Paese, nove sono minori non accompagnati. Arrivano in Italia per ricongiungersi con i familiari senza averne il permesso, altri sono vittime della tratta, altri ancora sono migranti economici in cerca di un lavoro, benché bambini. In ogni caso sono minori senza un adulto di riferimento. Questi bambini e bambine devono essere accolti adeguatamente in un programma che, dopo la fase dell’emergenza, si occupi della loro educazione e della loro integrazione. Oggi, con il sì della Camera, l’Italia fa un passo importante perché, dopo tre anni,  la legge che porta la prima firma della nostra collega Sandra Zampa,   passa e va al Senato con la speranza che venga presto approvata definitivamente”. Lo dice Marina Sereni, vice presidente della Camera.

“Partecipando lo scorso settembre a un’iniziativa di Save The Children dal titolo ‘Children at the forefront of the European And Global Action of Migration’  - continua -  avevo avanzato la proposta di una legge sui minori migranti non accompagnati da approvare in tutti i parlamenti in Europa, prendendo spunto proprio dalle norme in  discussione a Montecitorio”.

“La legge prevede che entro trenta giorni dal suo arrivo il minore non accompagnato venga identificato, sia affidato ad un tutore e venga accolto da una comunità o da una famiglia affidataria fino al completamento del percorso scolastico o di avvio al lavoro anche se questo dovesse di qualche mese superato i diciotto anni. E’ previsto un fondo permanente e pluriennale, 170 milioni per il 2016, 170 milioni per il 2017, 120 milioni per il 2018. Ci sarà un albo di tutori volontari, che vigilerà anche su chi vorrà lasciare l’Italia in modo che il loro viaggio non ricominci nella clandestinità. A occuparsi di questo problema sarà, d’ufficio,  il Tribunale dei minori, che ha molte competenze nella materia. Il giorno dopo la triste vicenda di Gorino l’Italia dà un segnale importante di civiltà nel segno della convivenza e accoglienza, nel rispetto delle regole e con le necessarie garanzie per tutti."

21/09/2016 - 19:19

La vice presidente della Camera: mi auguro che questo passaggio renda possibile raggiungere nel Pd il più alto livello di unità

“Come abbiamo più volte detto e scritto l'Italicum non è la legge elettorale perfetta, che probabilmente non esiste, ma è una buona legge poiché restituisce agli elettori il potere di scegliere i propri rappresentanti e garantisce la governabilità. Tuttavia in queste settimane in modo più o meno strumentale in tanti hanno sollevato dubbi su questa legge elettorale e dunque credo sia stato un gesto di buon senso e di responsabilità da parte del Pd e della maggioranza che sostiene il governo approvare una mozione che apre esplicitamente e alla luce del sole un confronto nelle sedi parlamentari proprie”.

Così la vice presidente della Camera dopo il voto a Montecitorio.

“In questo modo si toglie da tavolo della campagna per le riforme costituzionali un argomento improprio, che rischiava di creare confusione nella campagna referendaria – continua -  Si apre un dibattito  per migliorare la legge elettorale, uscendo dalle dichiarazioni di stampa e affidandosi ad un percorso corretto e tutto istituzionale. Mi auguro che questo passaggio renda possibile raggiungere nel Pd il più alto livello unità – conclude -  nel rispetto delle opinioni di tutti ma anche nel segno delle responsabilità che ci spettano”.

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