26/10/2017 - 16:31

Dichiarazione di Nicodemo Oliverio, Giuseppe Romanini, Mino Taricco

“Con il sì definitivo e unanime dell'aula della Camera alle norme in materia di domini si dà riconoscimento giuridico ai domini collettivi: situazioni giuridiche legate al godimento di specifiche estensioni di terra, abitualmente riservate a un uso agro e silvo-pastorale, di boschi da parte di una determinata comunità. Una realtà di oltre 1,5 milioni di ettari, cioè quasi il 10% della superficie agricola totale (SAT) e quasi il 4% della superficie complessiva del paese che fa capo a comunioni familiari montane e comunali, a comunanze, a consorzi di utenti, università agrarie, beni sociali, vicinie, regole, partecipanze agrarie, società di antichi originari, consorterie, frazioni, o ai comuni che gestiscono le proprietà collettive. Parliamo di circa 2.500  soggetti e enti preposti alla gestione di un territorio vasto e variegato, di cui non è possibile non tenere conto”.  Così i deputati Pd della commissione Agricoltura,  il capogruppo Nicodemo Oliverio, Giuseppe Romanini e Mino Taricco che spiegano: “Si tratta di un istituto giuridico che origina in consuetudini tramandate da millenni. Norme consuetudinarie fissate in statuti arrivate sino a noi, avendo dovuto subire con la legge fascista del 1927 un tentativo di soppressione. E non è una fortunata coincidenza che siano trascorse solo poche settimane dall'approvazione della legge sui piccoli comuni la quale, come questa di oggi, pone l’accento sul riconoscimento della centralità delle comunità. Quello dei domini collettivi – concludono i deput
ati Pd - è un patrimonio culturale da lasciare in eredità alle generazioni future ed è quello che fa questo aggiornato e coerente quadro normativo”.

05/07/2017 - 17:36

"Poche legislature come la presente hanno lavorato per sostenere le potenzialità dell’agricoltura, in particolare dell’agricoltura di qualità e a forte valorizzazione territoriale. Il nostro impegno affinché siano riconosciuti, affermati, tutelati e valorizzati i nostri prodotti a denominazione d’origine, a indicazione geografica, prodotti nel rispetto dell’ambiente, perseguendo obiettivi di qualità, trasparenza, sicurezza e salubrità per i consumatori, è stato una costante di questi quattro anni di lavoro, ed ha portato a risultati importanti e concreti.

In merito all’accordo CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement), l’accordo economico e commerciale globale tra il Canada e l'Unione europea arrivato alle Camere nelle passate settimane, e alle analisi che stanno circolando su questo tema in questi giorni, ritengo sia importante creare occasioni di approfondimento sui contenuti, perché troppi di coloro che commentano lo stanno facendo senza verifiche puntuali sui documenti. Anche se l’esame in Commissione sarà di competenza della XIV Politiche dell’Unione europea, sarà comunque massima l’attenzione della commissione Agricoltura per i temi di nostra competenza per un trattato di tale importanza per il nostro Paese”.

Lo afferma Mino Taricco, deputato del Pd in commissione Agricoltura della Camera.

10/05/2017 - 16:49

“Ringraziamo il ministro Martina per la sua risposta, durante il question time, alla nostra interrogazione sui gravi danni da calamità climatiche che hanno colpito nel mese di aprile molte regioni italiane. Avevamo chiesto Siamo certi che la semplificazione e l’ammodernamento degli strumenti per dare più spazio alle polizze assicurative  sia una risposta necessaria, nella certezza, tuttavia, che ulteriori interventi su questo tema debbano essere presi in considerazione, viste le significative riduzioni delle assicurazioni nell’agroalimentare”.

Lo ha dichiarato il deputato PD Mino Taricco.

20/04/2017 - 16:03

“Una buona notizia dalla multinazionale Diageo nella direzione degli impegni assunti con i lavoratori con i sindacati e con il territorio. La riconversione produttiva che ha infatti interessato lo stabilimento di Santa Vittoria D'Alba, dove la produzione di nuove bevande ha sostituito quella vitivinicola, sta permettendo passi importanti verso la piena salvaguardia gli attuali livelli occupazionali”. E’ quanto dichiarano i deputati piemontesi del Partito Democratico Massimo Fiorio, Chiara Gribaudo e Mino Taricco.

05/04/2017 - 20:30

Mino Taricco annuncia l’importante sopralluogo sullo stato della bonifica e sulla situazione ambientale del sito dell’ACNA di Cengio.

«Come mi ero impegnato a fare nell’incontro avvenuto a Saliceto in data 10 marzo 2017, sono lieto di comunicare che la “Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad essi correlati”, ha deciso per il 27 aprile il sopralluogo al sito dell’ACNA di Cengio e l’incontro con gli Amministratori dei territori interessati.

Dopo le esondazioni dell’ultima alluvione e le perdite di liquidi maleodoranti, cui sono seguiti scambi di informative e di verifica di materiale documentale da parte delle ASL e degli organi di controllo del territorio, materiale dal quale si evince che problematiche preoccupanti esistono e che è pericoloso sottovalutare il problema, questo sopralluogo si era reso quanto mai necessario ed opportuno.

Ringrazio il Presidente Bratti e tutta la Commissione per aver aderito a questa richiesta che proveniva dal territorio, che giustamente chiede chiarezza.

Alla luce della situazione creatasi, era ed è quanto mai necessario cogliere ogni opportunità per capire come stanno realmente le cose.

Sarà necessario verificare l’eventuale necessità di ulteriori interventi di completamento della bonifica, di intensificare le iniziative di controllo, così da dare a questa valle tutte le certezze che chiede da tempo. Al tempo stesso, è necessario ridare slancio all’iter del riconoscimento del danno ambientale che da troppo tempo il territorio attende sia definitivamente riconosciuto.

28/12/2016 - 18:33

“Desta stupore, sia nei contenuti che nelle forme, la singolare lettera che, come si apprende da sintetiche notizie stampa, la vigilanza della Bce avrebbe inviato al Monte dei Paschi di Siena il giorno successivo al Natale”. Lo dichiarano i deputati del Partito democratico Gianluca Benamati, Marco Bergonzi, Enrico Borghi, Paolo Cova, Carlo Dell’Aringa, Ernesto Preziosi, Angelo Senaldi e Mino Taricco.

“Si tratta – spiegano – di una lettera inusuale nei tempi e che cambia di fatto i requisiti per l’aumento di capitale dell’istituto senese, portando l’ammontare complessivo richiesto a 8,8 miliardi di euro dai 5 iniziali. Altrettanto stupore destano anche le irrituali e inappropriate dichiarazioni, attribuite al  presidente della Banca Federale di Germania, Jens Weidmann, sulla modalità di intervento dello stato italiano e sulle presunte questioni aperte di Mps. Chiederemo ai ministri Padoan e Alfano, ai quali intendiamo presentare una interrogazione, di fornirci elementi chiarificatori in merito alla lettera Bce e ai suoi contenuti, in particolare su quali siano stati i parametri della rivalutazione condotta in termini così  anomali. Per quanto invece riguarda le dichiarazioni stampa del presidente della banca centrale tedesca, chiediamo di capire a quel titolo esse siano state rese alla stampa, se in veste ufficiale o privata”.

“Non vorremmo che si creassero spiacevoli precedenti e modalità di lavoro sbagliate. Ad oggi, infatti, non ci risulta che i vertici di Banca d’Italia siano mai intervenuti pubblicamente e in tempo reale in merito ad atti di questo tipo del governo tedesco o della banca centrale tedesca. Altrettanta correttezza ci auguriamo venga posta in essere nei nostri confronti per il futuro”, concludono.

22/07/2016 - 11:10

“Tra il 2009 ed il 2015 hanno chiuso oltre 100 mila imprese artigiane con una netta prevalenza di piccole e piccolissime botteghe, portatrici di un sapere, di una manualità e di un’esperienza che rischiano di andare disperse”. Lo ha detto il deputato Pd Nino Taricco, presidente del nuovo ‘intergruppo parlamentare “Piccole botteghe artigiane”, costituitosi alla presenza del segretario generale della Confartigianato, Cesare Fumagalli.

All’intergruppo parlamentare “Piccole botteghe artigiane” hanno aderito i deputati Taricco, Lavagno, Dal Moro, Borghi, Verini, Venittelli, Fusilli, Narduolo, Guerra, Cenni, Gribaudo, Zaccagnini, Maestri, Lodolini, Zardini, Incerti, di Maio, Lupo,  Cominelli, Becattini, Carra, Romanini, Schullian, Valiante, in rappresentanza di gran parte dei Gruppi Parlamentari; i senatori Lanzillotta, Gambaro, Fabbri, Valentini, Hans Berger, Lepri, D’Adda, Liuzzi, Di Giorgi, Puppato, Valdinosi, Collina, Favaro,  Della Zuanna. Nominato un comitato di Presidenza, con il deputato Mino Taricco Presidente e vice presidenti i senatori Pietro Liuzzi e Laura Puppato e i deputati Adriano Zaccagnini e Susanna Cenni.

“L’iniziativa – spiega il deputato Pd Taricco - nasce dalla considerazione che questo segmento dell'economia, che può sembrare di limitato o marginale impatto e ricaduta sul tessuto economico italiano, conta, al contrario, numeri e situazioni straordinariamente importanti e di assoluta valenza in tanti territori e in tanti quartieri delle nostre città. Si tratta di piccole imprese che hanno rappresentato per decenni una ricchezza per le comunità locali ma che oggi rischiano di non avere tutti gli strumenti necessari per resistere alle difficoltà ed essere costrette a chiudere. Obiettivo dell’intergruppo, dunque, una serie di incontri e di consultazioni per mettere a punto azioni, misure, riferimenti normativi rivolti al mondo artigianale, con particolare attenzione alle difficoltà nelle quali vivono tante piccole Botteghe artigiane e tante microimprese sui nostri territori e nelle nostre città”.

19/05/2016 - 14:56

interrogazione ministro Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti

“Intervenire per salvaguardare il futuro dell’Alstom Ferroviaria SPA e garantire tempi certi per l’indizione delle gare d’appalto per nuovi treni, preveder interventi per salvaguardare i posti di lavoro sul territorio nazionale e convocare al più presto un tavolo con le parti sociali e le aziende coinvolte. Lo chiede il deputato  Mino Taricco in una interrogazione ai ministri dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture e Trasporti, firmata anche da altri quindici colleghi,  per chiarire la situazione nazionale dell’azienda Alstom Ferroviaria SPA. 

“La Alstom – spiega Taricco -  ha parlato di recente di rischio di un ‘buco produttivo e lavorativo’: se non dovesse aggiudicarsi commesse nell’ambito del bando pubblicato da Trenitalia lo scorso 31 luglio 2015 per 500 nuovi treni del trasporto regionale, si parla di circa 1.500 esuberi su 2.600 lavoratori in forza a livello nazionale. La Alstom è una delle principali realtà industriali italiane nel settore ferroviario, con 2.600 persone occupate in Italia e un fatturato di un 1 miliardo di euro.

Il sito produttivo di Savigliano è uno dei complessi di eccellenza, in piena crisi economica, è stato un caso di anomalia positiva. Attualmente però, le commesse si stanno completando e si parla di riduzioni di personale. Si è ricorsi alla cassa integrazione ordinaria per un centinaio di impiegati e, per la prima volta, si sono attivati ammortizzatori sociali. Anche se la “cassa” potrà essere attutita dalle ore accantonate con l'accordo sulla flessibilità dell'aprile 2014, lo scarico di lavoro potrebbe causare il mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato (340 lavoratori all’inizio dell’estate scorsa, già scesi a 200 in autunno)”.

“Trenitalia – prosegue - è sia soggetto regolatore, in quanto promotore delle gare, sia soggetto coinvolto nella gestione del servizio di trasporto pubblico locale. Le gare di fornitura di treni generano effetti dopo alcuni anni dall’avvio della gara. Quindi, le iniziative di questa stagione produrranno effetti dal 2019. Le prospettive del settore, dello stabilimento di Savigliano, di tutti gli altri stabilimenti italiani del gruppo (Bologna, 580 dipendenti, 1.000 con l’indotto, e Sesto San Giovanni, 400 addetti) e di tutte le aziende con unità produttive sul nostro territorio, sono legate ai tempi con cui si dipanerà la situazione, con il rischio di pesanti ripercussioni occupazionali e di un prevedibile effetto domino sul settore e sui territori interessati. Chiediamo dunque l’intervento del Governo affinche questa questione venga risolta nel migliore dei modi”. 

03/03/2016 - 12:54

Rivedere il quadro normativo del 1985 (n.752) in materia di raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi freschi o conservati e le norme fiscali e tributarie connesse, in modo tale da permettere ai raccoglitori occasionali di continuare la loro attività, e di introdurre per i raccoglitori che siano coltivatori diretti o IAP, la possibilità di comprendere il reddito derivato da raccolta, lavorazione e confezionamento, nell’ambito del reddito dell’attività agricola, sia ai fini fiscali sia per quanto concerne l’accesso ai Programmi di sviluppo regionale. Lo chiede al governo il deputato Pd Mino Taricco, componente della commissione Agricoltura, in una risoluzione presentata in commissione.

Nella risoluzione si chiede inoltre l’impegno del governo a: prevedere una procedura e un regime di fatturazione per garantire la tracciabilità del prodotto e assicurarne l’origine e la riduzione delle aliquote che la Ue chiede di adeguare a quelle applicate negli altri paesi dell' Unione; ad adeguare le sanzioni per le violazioni amministrative alle disposizioni che disciplinano la raccolta del tartufo, individuando la competenza per la loro irrogazione in accordo con Regioni e province autonome, per disporre di un quadro sanzionatorio di riferimento unico e uniforme a livello nazionale; a  rivedere il quadro normativo per una semplificazione amministrativa, in accordo con la Conferenza Stato-Regioni.

“Il tartufo - ha dichiarato Taricco - è un bene prezioso della tradizione culinaria del nostro paese e della nostra economia  che dobbiamo tutelare. Il Parlamento lavora in questa direzione, e la riunione voluta dal ministero delle Politiche agricole i primi dell’anno con gli operatori del settore del tartufo è la testimonianza che c’è la volontà di affrontare le problematiche fiscali, economiche, della ricerca e della produzione tartuficola nazionale, per arrivare alla condivisione di un piano di lavoro sulle tematiche prioritarie”.

27/02/2016 - 14:55

«Con il voto del Senato sulle Unioni civili, e con la probabile conversione senza modifiche alla Camera nelle prossime settimane, il nostro Paese compie un passo avanti sui diritti che colma un ritardo di decenni. Sono convinto che il punto di equilibrio trovato rappresenti la miglior sintesi possibile tra le sensibilità interne al Parlamento, e che, soprattutto, interpreti le sensibilità del paese.

Non si è trattato - come alcuni organi di informazione hanno schematicamente e caricaturalmente cercato di rappresentare - di un confronto tra laici e cattolici o tra modernismo e oscurantismo culturale, ma di un confronto schietto tra sensibilità diverse e molto trasversali.

Il tema dell’adozione del figlio del partner, ed il rischio correlato della maternità surrogata, che ha tormentato la coscienza mia e di tanti nell’interesse dei minori coinvolti, credo sia stato giusto ricondurla nel contesto di una riflessione più complessiva sugli istituti paragenitoriali dell’adozione e dell’affido.

Ancora una volta però, spiace aver dovuto constatare che troppi in Parlamento hanno avuto atteggiamenti, in alcuni casi di stupefacente presunzione culturale, ed in altri di evidente cinismo e strumentalità politica, assolutamente inaccettabili. Coloro che hanno lavorato in queste settimane per far saltar la legge o esclusivamente per mettere in difficoltà il Partito Democratico, sono rimasti delusi.

Esprimo la soddisfazione per il raggiungimento di un traguardo importante: quello del riconoscimento pubblico delle unioni omosessuali, che solo pochi mesi fa pareva insperato. Passo che finalmente ci allinea alle altre democrazie occidentali.

Sono certo che la norma approvata sarà valutata meglio ed apprezzata quando si saranno calmate le polemiche strumentali che hanno caratterizzato questi ultimi passaggi, con troppe uscite fuori dalle righe, e si dovrà riconoscere che il merito del risultato è dovuto soprattutto alla capacità di sintesi tra le varie sensibilità interne che ha avuto il partito democratico».

18/02/2016 - 16:38

“Parlare di Agricoltura significa parlare di una molteplicità di aspetti della vita dei nostri territori. Il Collegato è un tassello importante di un percorso di attenzione che governo e Parlamento hanno dedicato all'agricoltura, da decenni purtroppo trascurata. Ricordo solo che nell’ultima legislatura, tranne l’intervento sulle quote latte, che ha devastato il settore  lattiero caseario, non ci sono state altre misure significative per il settore. Settore con ricadute tra le più importanti nel paese e sul quale, durante la legislatura, siamo già intervenuti con il decreto sulla competitività, il decreto sui settori in crisi e nell’ultima legge di stabilità, con una serie di strumenti per favorire il suo sviluppo.

 Questo testo prevede misure riguardanti la semplificazione normativa , per agevolare il  lavoro dei giovani,  per le filiere, sia quelle in crisi sia quelle con grandi potenzialità. Ci sono norme sulle sanzioni relative alla pesca, norme di semplificazione e di valorizzazione dei prodotti del settore apistico, per  la  valorizzazione della filiera del riso. Importante l’introduzione del contrasto al bracconaggio. Abbiamo inserito inoltre una norma sulle società di affiancamento e sulla banca della terra , quelle  per  accompagnare il processo di reinsediamento e per offrire prospettive ad aziende che altrimenti non avrebbero avuto più futuro. Abbiamo posto le basi per gli aiuti al settore ippico e per colmare il  vuoto legislativo che riguarda i numerosi birrifici artigianali italiani che hanno lanciato sul mercato un nuovo straordinario prodotto del made in Italy di qualità.

 Abbiamo infine lavorato sul Collegato con la consapevolezza che occuparsi di  agricoltura equivale a prendersi cura di tutti gli aspetti che sono ad essa collegati, da quello paesaggistico all' ambientale, a quello delle nostre tradizioni e della nostra cultura”. Lo ha dichiarato il deputato Pd Mino Taricco, componente della commissione Agricoltura, in aula durante la dichiarazione di voto del Collegato Agricolo, approvato oggi alla Camera.

03/02/2016 - 14:04

“Insieme al Ministro, abbiamo analizzato i dossier più urgenti in materia di viabilità e trasporti nella provincia di Cuneo. Importanti e concreti i messaggi che abbiamo raccolto. Tra questi, riguardo alla variante di Demonte sulla SS21, il Ministro ha innanzitutto assicurato che il progetto dell’Anas è finalmente pronto e sarà presentato a breve, entro un paio di mesi. Questa sarà la base su cui si potrà aprire il dialogo con gli Enti Locali per arrivare presto alla soluzione più efficace nell’interesse di cittadini ed imprese.” Lo dichiarano la vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, Chiara Gribaudo, che questa mattina ha incontrato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, con una rappresentanza dei deputati della provincia di Cuneo composta da Mino Taricco, Patrizia Manassero, Giovanni Monchiero e dal neoministro agli Affari regionali, Enrico Costa.

“Anche per quanto riguarda l’autostrada Asti-Cuneo - proseguono i deputati - il Ministero è al lavoro per trovare un accordo con il concessionario che risponda alle esigenze rappresentate dalle amministrazioni e dalle imprese. Obiettivo: arrivare in tempi brevi ad un progetto che sia sostenibile dal punto finanziario e funzionale per lo sviluppo del territorio.”

“Il ministro ha fatto sapere che c'è quindi piena disponibilità del Ministero perché l’opera non rimanga incompiuta. Da parte del concessionario ci aspettiamo altrettanta disponibilità a rispettare gli impegni assunti. Entro fine marzo, quindi in tempi davvero stretti, attendiamo le prime risposte. Potrebbe essere l’occasione per rivederci in provincia di Cuneo, aggiungono i deputati.

"Non possiamo che dirci soddisfatti e ringraziare nuovamente il Ministro per la rapidità, per l’attenzione e per la concretezza dimostrata. Oggi l’isolamento dietro cui in passato ha vissuto la provincia di Cuneo davvero non c’è stato. Attendiamo fiduciosi gli sviluppi continuando a tenerci in stretto contatto con Ministero e territorio per favorire le migliori soluzioni”, concludono i deputati.

 

27/01/2016 - 11:28

“Serve tavolo interministeriale”

Risolvere il problema della recezione del segnale Rai nei territori montani che a seguito dell’introduzione del digitale terrestre hanno difficoltà nell’accesso al servizio televisivo. Problema che va risolto anche alla luce del recente inserimento del canone Rai nella bolletta elettrica. Lo chiede in una mozione il deputato Pd Mino Taricco che spiega: “La Rai è concessionaria in esclusiva del servizio pubblico radiotelevisivo (legge n. 112) che stabilisce di garantire la copertura integrale del segnale e del servizio sul territorio nazionale. La società con il compito di gestire gli impianti di diffusione è Rai Way presente capillarmente con 23 sedi e oltre 2.300 siti. Il problema – spiega - nasce nelle aree montane che hanno difficoltà di accesso al servizio televisivo. Secondo il Corecom, Comitato regionale che vigila sulle comunicazioni in Piemonte, in tutto l’arco alpino e appenninico. Migliaia di comuni stanno approvando un Odg per ottenere un tavolo di monitoraggio nazionale, con la Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, l'Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna e l'AgCom.

La mozione impegna dunque il Governo ad avviare un monitoraggio su tutto il territorio italiano affinché Rai Way potenzi il segnale tv, ampli l’informazione locale e regionale e riattivi trasmissioni quali TgrMontagne e Ambiente Italia e chiede inoltre un tavolo interministeriale per mettere a punto strategie per risolvere il problema.

La mozione è stata firmata anche dai deputati Bergonzi, Borghi, Berlinghieri, Sereni, Braga, Mariani, Lodolini, Grassi, Giulietti, Verini, Amato, Molisani, Senaldi, Rubinato, Maestri, Romanini, D’Ottavio, Miotto, Zanin, Bargero, Richetti, Rossi, Patriarca, Bonomo, Lattuca, Becattini, Beneamati, Ascani, Albanella, Capone, Carrescia, Carnevali, Casellato, Ventricelli.

 

21/01/2016 - 10:48

Presentata oggi in Parlamento un’interrogazione per chiarire come affrontare la difficile situazione delle zone montane a causa dell’assenza di neve in questi mesi invernali.

Primo firmatario il deputato Pd Mino Taricco con la collega Chiara Gribaudo, insieme ai deputati Luigi Dallai, Nicodemo Nazzareno, Emanuele Lodolini, Guido Galperti, Assunta Tartaglione, Ernesto Preziosi, Giuseppe Guerini, Roger De Menech e Laura Ravetto.

«I mesi di novembre e dicembre 2015 – specifica il deputato Taricco - sono stati caratterizzati da una persistenza singolare di siccità su tutto il territorio italiano che purtroppo, almeno nella Regione Piemonte continua anche a Gennaio 2016. Il forte deficit di precipitazioni con temperature ben al di sopra della media del periodo è stato veramente eccezionale. L’ARPA, l’Agenzia della Regione Piemonte per la Protezione Ambientale, ha contato nel mese di novembre 2015 precipitazioni per soli 8 mm di media, mentre il deficit di dicembre è stato ancora più marcato, pari al -94%, facendo registrare in media 3.1 mm di precipitazioni sull’intera regione Piemonte».

 Anche lo zero termico è stato molto elevato per il periodo: il radiosondaggio effettuato a Cuneo Levaldigi alle ore 12 UTC del 10 novembre 2015 ha registrato un livello di zero termico pari a 4500 m circa, il secondo più elevato per il mese in esame da quando viene effettuata questa misura, dopo quello del 6 novembre 2013. Allo stesso modo, l’anomalia della temperatura massima è stata rilevante: a novembre circa +5°C rispetto alla media climatica del periodo 1971-2000 e a dicembre circa +4,1°C, con circa il 27% delle stazioni che ha registrato il record mensile di temperatura.

Continua Taricco: «La situazione è davvero critica, in montagna l’anomalia che ha determinato una quasi totale assenza delle precipitazioni nevose sta impattando pesantemente su tutto il settore turistico montano . Analizzando i dati storici, novembre e dicembre 2015 sono stati in assoluto i più carenti di neve da quando si dispone di dati sul territorio con continuità, vale a dire gli ultimi 90 anni. Le difficoltà di tutto il “settore neve”, turistico e sportivo, sono evidenti: il ritardo di apertura negli impianti sciistici è stato forte e, nonostante il procedimento di innevamento artificiale - per altro reso difficile dalle alte temperature -, non tutte le discese e gli impianti sono attivi. Attività e imprese commerciali che ruotano attorno al turismo montano stanno affrontando difficoltà enormi: le società degli impianti, che hanno dovuto lasciare a casa gli impiantisti, i maestri di sci che praticamente non hanno ancora iniziato l’attività, le strutture alberghiere che hanno subito numeri disdette delle prenotazioni. Anche le vallate che hanno negli anni sviluppato forme di turismo montano improntato alla valorizzazione di percorsi di fondo o di passeggiate con le “ciastre“, le racchette da neve, oppure di sci alpino hanno perso gran parte dell’attività. Tutto l’indotto commerciale e turistico legato al “turismo bianco” ha subito ripercussioni economiche tali da inficiare l’attività futura».

Per questo i parlamentari hanno presentato al Governo un’interrogazione mirata a sollecitare una valutazione per dichiarare lo stato di emergenza ai sensi dell'articolo 5 della legge n. 225 del 1992. «Servono iniziative straordinarie – conclude Taricco - per arginare i danni causati dalla carenza di neve nelle zone montane: lavoratori, imprese, attività economiche ed enti locali dei territori montani, in particolare del Piemonte, poggiano larga parte del proprio turismo ed indotto sulla neve, vanno sostenuti in una situazione di tale singolare emergenza».

02/12/2015 - 10:58
Mino Taricco, deputato cuneese, esprime apprezzamento sincero per la manovra.

Il nostro sistema vino potrà contare su una dotazione finanziaria di altri 680 milioni di euro per il biennio 2019-2020. L’annuncio è stato fatto dall’Unione Italiana Vini: la chiusura del Piano Nazionale di Sostegno al settore vitivinicolo slitta dal 2018 al 2020, anno di scadenza del quadro finanziario della Politica Agricola Comune (2014–2020).

Mino Taricco si complimenta per la manovra di sostegno: «È davvero un importante risultato per il settore vitivinicolo italiano, vengono messe a disposizione risorse cosistenti. Il Piano Nazionale di Sostegno, PNS, vale circa 340 milioni di euro l’anno per la promozione e la ristrutturazione e riconversione del vigneto. Con l’estensione del PNS al 2020, il settore potrà beneficiare di circa altri 680 milioni di euro in due anni (2019-2020), risorse importanti che il vino italiano potrà spendere per promuovere i propri brand e i propri territori. Per il nostro territorio Piemonte, in cui tanta parte ha il distretto vinicolo, un’ulteriore occasione per sostenere e strutturare il settore al passo con i mercati».

L’Italia infatti è ancora il primo produttore di vino al mondo, con circa 47.7 milioni di ettolitri di vino stimati nel 2015 e registra un export 2014 di 20,4 milioni di ettolitri (+1%), pari a 5,1 miliardi di euro (+1%). La competitività delle aziende e la propensione all’export sono state migliorate, diversificando i mercati di sbocco, così da far fronte al calo strutturale dei consumi nel mercato interno (italiano e UE) e, al contempo, rispondere all’aumento del consumo di vino nel resto del mondo (240 milioni di hl nel 2013 contro 226 nel 2000). Dal 2009 al 2014 sono stati ristrutturati circa 75.000 ettari, pari a circa l’11% della superficie vitata totale italiana, mentre l’export dal 2008 al 2014 è passato da 3,7 a 5,1 miliardi di euro e tende a 5,5 miliardi di euro nel 2015.

«La Commissione Europea all'Agricoltura – commenta in chiusura Taricco - ha compiuto un passo fondamentale. Ora, come ha giustamente sottolineato la stessa Unavini, è necessario proseguire per concretizzare una politica commerciale comunitaria per il vino, che permetta al vino italiano ed europeo di muoversi liberamente nel mercato mondiale».

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