25/07/2017 - 13:20

“Rispetto il principio di presunzione di innocenza ma la reazione di Salvini e della Lega alla condanna di Bossi per truffa ai danni dello Stato e la confisca di 48 milioni di euro è davvero surreale. Invece di chiedere scusa e pensare a come restituire il maltolto, cambiano nome e nascondono le proprie responsabilità. In pratica pensano di metterci una pietra sopra”. Così il deputato del PD Franco Vazio, Vice Presidente della commissione Giustizia della Camera, che aggiunge: “A fronte della condanna in primo grado dell’ex segretario della Lega Nord, Umberto Bossi, a 2 anni e 6 mesi di reclusione e del suo tesoriere, Francesco Belsito, a 4 anni e 10 mesi di reclusione leggiamo che il segretario della Lega, Matteo Salvini, sta pensando di cambiare nome come se questo bastasse per cancellare le responsabilità ed evitare il crac finanziario. Ciò senza contare le altre condanne non definitive subite da esponenti della Lega Nord su temi analoghi e l’altro filone che riguarda il reato di riciclaggio per il trasferimento in Tanzania di una parte di finanziamenti pubblici illecitamente ottenuti. Lega di popolo? Di quale popolo? Quello che è stato truffato e di cui parla la sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale di Genova? Un Segretario come Matteo Salvini che vuole rappresentare alle prossime elezioni politiche l’intero Centro Destra, un Partito che assume di voler guidare il Paese e che ha politicamente gestito quei finanziamenti definiti illeciti da una sentenza di Tribunale, prima di ogni altra cosa, dovrebbe pensare a come restituire i fondi illecitamente presi e non invece studiare come eludere tale obbligo”.

06/07/2017 - 15:53

 “La legge in favore di orfani vittime di crimini domestici approvata all’unanimità in Aula alla Camera dei Deputati, ha conosciuto oggi una pagina tristissima. La Commissione Giustizia del Senato aveva deciso di accelerare l’iter con l’approvazione in sede deliberante. Oggi veniamo a conoscenza della decisione dei senatori di Forza Italia, Lega, Gfl e Gal - Palma, Giovanardi, Caliendo, Stefani, Di Maggio e Cardiello - di ritirare il proprio assenso. Una decisione molto grave che tenta di affondare una legge che affronta e risolve le criticità e le aberrazioni di una legislazione penale e civile a cui sono sottoposti gli orfani vittime di crimini domestici” così afferma l’on. Franco Vazio, Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera e relatore del provvedimento alla Camera, che aggiunge “Pensavo che anche al Senato tutte le Forze politiche fossero d’accordo sul fatto che non fosse più possibile che l’omicida godesse della pensione di reversibilità del coniuge ucciso e che si intascasse, anche temporaneamente, parte della sua eredità. E’evidente che si vuole far naufragare tutto questo, nonché di porre fine ad una aberrazione, anche culturale: fino ad oggi chi uccide il proprio coniuge può cavarsela con una pena di soli 11 anni. Il testo approvato alla Camera prevede invece la pena dell’ergastolo.” “Sono senza parole, è una fatto di una gravità assoluta” prosegue il deputato PD che conclude “Mi appello al Presidente della Commissione Giustizia e al Presidente del Senato affinché la Legge non venga affossata. Le donne e gli orfani non si tutelano a parole nei convegni e nei dibattiti televisivi, ma attraverso atti concreti e comportamenti coerenti nelle sedi istituzionali”.

05/07/2017 - 20:12

Franco Vazio, deputato Dem relatore del testo di legge sulla tortura, approvata in via definitiva dalla Camera, ha preso la parola in Aula per rivolgere un pensiero “a tutte le vittime che in questi 30 anni hanno subito un crimine gravissimo senza vedere i colpevoli assicurati alla giustizia. Da oggi non accadrà più”.

03/07/2017 - 18:00

“La disponibilità del ministro Orlando a rivedere la propria posizione e a cambiare le disposizioni contenute nel Ddl penale riguardanti lo stalking è certamente una scelta giusta e apprezzabile”. Lo dichiara  Franco Vazio, deputato Pd e vice-presidente della Commissione Giustizia della Camera” “ “Condivido, infatti  - continua - le preoccupazioni espresse da più parti in merito all’applicazione dell’estinzione del reato per condotta riparatoria, sia pure soltanto alle ipotesi meno gravi di stalking: si deve trovare una soluzione chiara che consegni certezza ai giudici e assoluta tranquillità alle vittime. Sono temi così delicati per i quali non è possibile correre sul filo delle interpretazioni. Concordo con quanto affermato da Eugenio Albamonte, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, quando parla di errori causati dalla fretta nell’approvare le leggi. Personalmente avrei evitato di porre la questione di fiducia sul Ddl penale. Non sono contrario alla riforma, che peraltro ho votato, ma esistevano questioni che avrebbero meritato maggior approfondimento. Lo stalking e gli effetti delle condotte riparatorie oggi sono all’indice delle cronache, ma non possiamo tacere il fatto che anche altre norme, come per esempio quelle  relative al processo a distanza e alla delega per le intercettazioni, meritassero una lettura più attenta”.

“La disponibilità ad ascoltare e a rivedere le proprie posizioni non è un limite, ma un valore. Certo è che l’attenzione verso gli attori della giustizia, giudici, avvocati e parti non si esaurisce con i convegni e le interviste, ma deve tradursi nei momenti decisivi in un confronto fattivo in grado di fare tesoro delle posizioni altrui. Sul Ddl penale questo purtroppo non è accaduto”, conclude.

27/06/2017 - 18:16

Infondate critiche, i fatti della Diaz sarebbero stati reato di tortura

“Spero che la prossima settimana l’Aula licenzierà definitivamente l’atteso ddl per l'introduzione del reato di tortura, dopo che il comitato dei nove oggi ha confermato la volontà della maggioranza di approvare il provvedimento in via definitiva senza modifiche – respingendo o dando parere contrario ai 20 emendamenti presentati”.

Lo dice Franco Vazio, Vice Presidente della Commissione Giustizia e relatore Dem del testo, il quale sottolinea che “a quasi 30 anni dalla ratifica della Convenzione ONU del 1984, anche l’Italia farà questo passo decisivo. Le critiche sollevate da alcuni giuristi e magistrati sono infondate. Il reato sussiste quando, di fronte ad atti di “violenze” o “minacce gravi” o “crudeltà”, le condotte siano plurime, oppure, anche nel caso di un solo atto di violenza, minaccia grave o crudeltà quando esso comporti un “trattamento inumano e degradante per la dignità umana”. E’ evidente che la seconda alternativa si riferisca proprio al caso in cui la condotta sia unica in quanto altrimenti sarebbe stato inutile prevedere una ipotesi alternativa rispetto a quella della pluralità delle condotte. Per intenderci, i fatti della Diaz, definiti dalla Corte Europea come “… torture e trattamenti inumani e degradanti…” sarebbero certamente coperti dal reato così come ora formulato, anche se consistiti in una sola azione di violenza, minaccia o crudeltà. Criticare che il trauma psicologico debba essere verificabile significa contestare l'applicazione di un principio generale: è ovvio l' elemento costitutivo di un reato - il trauma - debba trovare un riscontro processuale; diversamente non sarebbe provato e quindi il reato non sussisterebbe”.

13/06/2017 - 15:45

“La Commissione Giustizia della Camera ha respinto tutti gli emendamenti al dl tortura. Il testo approderà in Aula il 26 giugno”. Ne dà notizia Franco Vazio, deputato del Partito democratico, vice-presidente della Commissione Giustizia della Camera e relatore del provvedimento.
“Avevamo detto – continua – che il reato di tortura era una priorità e come tale l’abbiamo trattato nei fatti. Possiamo ritenerci soddisfatti del lavoro svolto: si tratta di norme rigorose ed allo stesso tempo chiare. D’ora in poi potrà essere incriminato del reato di tortura chi, con violenze o minacce gravi, ovvero agendo con crudeltà cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza, ovvero che si trovi in condizioni di minorata difesa. E, se a torturare sarà un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio con abuso dei poteri o in violazione dei suoi doveri, scatta la pena fino a 12 anni”.
“Introdurre il reato di tortura colma un ritardo durato quasi 30 anni, da quando l'Italia nel 1988 aveva ratificato la Convenzione Onu del 1984 contro la tortura e altri trattamenti degradanti e inumani. Tra poco, finalmente, anche nel nostro Paese torturare sarà reato e come tale sarà punito dalla legge”, conc

04/05/2017 - 12:20

“Serviva un testo forte e nello stesso tempo equilibrato. La Camera oggi ha approvato modifiche importanti agli art. 52 e 59 del Codice Penale. L’art. 52 ora prevede che nei casi di violazione di domicilio si tratta di legittima difesa quando si reagisce ad un aggressione di notte o nei casi di minaccia o violenza alle persone o alle cose. Il nuovo testo dell’art. 59, invece, specifica il fatto che colui il quale subisce una rapina in casa ha il diritto di difendersi e se sbaglia a valutare la situazione di pericolo che sta subendo non deve essere punito: chi sbaglia, per esempio, a valutare il pericolo di vita che sta in effetti correndo a causa di un grave turbamento, non sarà più punibile”.

Così il deputato Dem Franco Vazio, Vice Presidente della Commissione Giustizia, che precisa: “Sarà il giudice a valutare i fatti, ma a chi è stato vittima di una rapina non dovrà anche essere chiesto di fornire una prova che potrebbe essere difficile e paradossale. Inoltre gli onorari e le spese per la difesa di chi sia poi dichiarato non punibile per aver agito per legittima difesa o stato di necessità saranno a carico dello Stato. Sono davvero molto soddisfatto - conclude il deputato Dem - perché le riflessioni e le proposte di cui mi sono fatto interprete hanno trovato pieno accoglimento. Non abbiamo autorizzato e reso legittimi omicidi per rappresaglia e vendetta. La Camera ha approvato un testo che garantisce il diritto ad ogni cittadino che subisce una drammatica rapina di poter reagire con la certezza che, se si tratta di legittima difesa, non andrà incontro ad una condanna penale. La Sicurezza non ha colore politico”.

27/04/2017 - 12:15

Bene proposta PD, ma su errore definire meglio e si pensi alla presunzione di legittima difesa, sino a prova contraria, in caso di violazione di domicilio. La Sicurezza non ha un colore politico.

“Chi subisce una rapina in casa ha il diritto di difendersi e se sbaglia a valutare la situazione di pericolo che sta subendo non deve essere punito. La nostra proposta di modifica della Legittima Difesa, che l’Aula della Camera esaminerà nei prossimi giorni, interviene proprio sulla disciplina dell’errore: chi sbaglia, per esempio, a valutare il pericolo di vita che sta in effetti correndo a causa del turbamento, non sarà più punibile. Dobbiamo però meglio definirne i contorni”
Così afferma il deputato del PD Franco Vazio, vice presidente della commissione Giustizia della Camera, che precisa: “Da un lato, in riferimento all’errore che escluderebbe la punibilità, non possiamo gravare il Giudice di una valutazione circa il grado del turbamento: se c’è un errore indotto dal rapinatore, quanto sia turbata la vittima è irrilevante. Il Giudice non può e non deve stabilire ex post se e quanto sia necessario e giusto avere paura per difendersi legittimamente. Così come occorre costituire una presunzione, e cioè che nei casi di violazione di domicilio si presuma fino a prova contraria che il rapinato abbia agito per legittima difesa. Sarà il Giudice a valutare i fatti, ma a chi è stato rapinato non dovrà anche essere chiesto di fornire una prova che potrebbe essere insidiosa e per certi versi difficile e paradossale. Gli emendamenti che ho presentato vanno proprio in questa direzione. Auspico quindi che il Relatore Ermini ed il Governo - seriamente impegnati sul tema - possano cogliere questo mio contributo e offrire all'Aula un testo ancora più forte e senza ambiguità." Vazio quindi conclude “La sicurezza non ha un colore politico come qualcuno vorrebbe fare credere. Sono per la Legittima Difesa e non per la  Legittima vendetta. Niente Far West, niente omicidi per rappresaglia e vendetta, ma una legge che garantisca il diritto ad ogni cittadino che subisce una drammatica rapina di poter reagire con la certezza che, se si tratta di legittima difesa, non andrà incontro ad una condanna penale.”

20/04/2017 - 15:54

“In forza dei miei emendamenti approvati dall’Aula, le Dichiarazioni anticipate di Trattamento (DAT) dovranno essere rilasciate con atto pubblico, con scrittura privata autenticata ovvero con scrittura privata consegnata personalmente dal disponente all’Ufficiale dello Stato Civile del comune di residenza, e quindi annotate in apposito registro oppure alle Strutture Sanitarie nelle Regioni che ne abbiano regolamentato la raccolta. Potranno poi essere revocate, in caso di urgenza e di emergenza, con dichiarazione verbale raccolta alla presenza di due testimoni o videoregistrata.” Lo rende noto il deputato del PD Franco Vazio, Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera, che precisa: “La proposta di legge in oggetto è un testo equilibrato che coniuga il principio di autodeterminazione con diritti costituzionali quali il diritto alla vita, la tutela della salute, il rispetto della dignità umana. Era però necessario attribuire al disponente, e con assoluta certezza, le volontà contenute nelle DAT, così come specificare le forme da seguire nel caso in cui lo stesso disponente volesse revocarle in caso di urgenza e emergenza.” “Autodeterminazione nel rispetto dei diritti fondamentali e costituzionali, ma nessuna incertezza o ambiguità – conclude Vazio - circa la reale volontà del disponente, senza possibilità di manipolazioni o fraintendimenti.”

 

10/04/2017 - 15:58

“E’ un provvedimento che rafforza efficacemente l’azione del nostro Paese nei confronti di un fenomeno di proporzioni davvero imponenti, è il segno, una volta ancora, di come alle parole questo governo e questa maggioranza fanno seguire i fatti”. Lo ha detto il deputato Dem Franco Vazio, intervenendo nell’ Aula della Camera durante la discussione generale del Dl Immigrazione.

“Sono tre le ragioni di straordinaria necessità ed urgenza che hanno motivato questa azione legislativa: accelerare il riconoscimento della protezione internazionale, snellire le procedure per l’identificazione dei cittadini stranieri e potenziare la rete dei centri di accoglienza, assicurando al Ministero dell’interno le risorse necessarie per garantire la effettività dell’esecuzione dei provvedimenti di espulsione. Questo provvedimento secondo noi è in grado di realizzare questi obiettivi concentrando gli sforzi per fermare e ridurre i flussi e per una adeguata accoglienza, intesa come sistema e gestione delle strutture, insomma, noi vogliamo accogliere chi scappa da guerre e violenze e rimpatriare  chi non ha diritto di restare. Per questo le norme del Dl Minniti sono necessarie e hanno il nostro pieno sostegno”, ha concluso Vazio.

25/03/2017 - 17:27

"Sono francamente stupito dalle polemiche che ti sono piovute addosso.
Tu sei un Sindaco che, in prima linea, ti sei sempre battuto per i valori dell’accoglienza e del rispetto della persona". Lo scrive Franco Vazio, deputato del Partito democratico e vice-presidente della Commissione Giustizia della Camera, in una lettera aperta diretta al sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano.
"Ventimiglia  - spiega - è una città che ha dimostrato nei fatti di non essere razzista e populista, di sapere comprendere il dramma dei migranti,  insomma una vera città d’Europa. Una città, però, che tra mille difficoltà cerca anche di conservare la sua economia, le sue imprese, le ragioni di vita e di lavoro dei suoi abitanti.
Ora c’è chi si scandalizza per la tua ordinanza che vieta la somministrazione senza regole e per strada di alimenti e bevande ai migranti, sostenendo che sarebbe inattuale perché riferita alla situazione dell'agosto scorso, nonché in contraddizione con l'articolo 2 della nostra Costituzione, che impone il dovere della solidarietà. 
Ebbene, allora affermare che un migrante debba trovare accoglienza e ricevere tutta l’assistenza morale e materiale (cibo e bevande comprese), ma debba essere, allo stesso tempo, identificato come qualsiasi cittadino italiano e debba rispettare le leggi poste a tutela del suo Status, non mi sembra una cosa sbagliata.
Così come non mi sembra disdicevole che un Sindaco da un lato voglia indurre il rispetto della legge, e dall’altro possa vietare comportamenti che vanno nei fatti a ledere i diritti dei cittadini di cui lo stesso è il rappresentante.
Nessuno ha detto che i migranti debbano morire di fame e di sete, ma semplicemente che essi e chi vorrebbe aiutarli debbano rispettare la legge".
"Capisco che tutto questo per un mondo in confusione potrebbe apparire strano, ma per il sottoscritto rappresenta invece una condizione minima per garantire la convivenza civile, reali risposte ai più bisognosi di aiuto e nel contempo per respingere con forza quel sentimento di arrogante populismo che proprio quei diritti vorrebbe spazzare via", conclude.

01/03/2017 - 19:13

“Con il voto di oggi la Camera affronta e risolve i nodi critici e le aberrazioni a cui la legislazione penale civile a cui erano esponeva gli orfani vittime di crimini domestici”. Lo dichiara Franco Vazio, deputato del Partito democratico e relatore del provvedimento.

“Il testo approvato oggi – spiega – impedisce che l’omicida possa più godere della pensione di reversibilità del coniuge ucciso e che si intaschi, anche temporaneamente, parte della sua eredità. La pensione sarà immediatamente sospesa, così come il suo diritto a succedere. I sui beni saranno sequestrati a garanzia del pagamento dei danni subiti dai figli della vittima, e dovranno essere liquidati subito dal Giudice Penale, almeno per una quota del 50% del loro presumibile ammontare. Queste norme si applicheranno anche nei casi di omicidi commessi a danno della parte dell’unione civile. Con questa legge abbiamo posto fine a una aberrazione, anche culturale. Fino a oggi chi uccideva il proprio coniuge poteva cavarsela con una pena di 11 anni. Con la previsione della pena dell’ergastolo, le pene miti saranno da oggi impossibili. La legge prevede anche che lo Stato si faccia carico dell’assistenza medico-psicologica agli orfani di crimini domestici l’assistenza medico-psicologica, della creazione di borse di studio e del loro inserimento lavorativo”.

“Quello fatto con il contributo di tutte le forze politiche è un ottimo lavoro.  Questa legge non elimina certo le sofferenze patite dagli orfani di questi gravi delitti ma offre una risposta efficace e puntuale rispetto alle loro necessità”, conclude.

28/02/2017 - 13:28

 
“Il testo approdato ieri nell’Aula della Camera affronta e risolve le criticità e le aberrazioni di una legislazione penale e civile a cui erano sottoposti gli orfani vittime di crimini domestici”. Così il democratico Franco Vazio, relatore del provvedimento, che aggiunge: “Non sarà più possibile che l’omicida goda della pensione di reversibilità del coniuge ucciso e che si intaschi, anche temporaneamente, parte della sua eredità. La pensione sarà immediatamente sospesa, così come il suo diritto a succedere; i sui beni saranno sequestrati a garanzia del pagamento dei danni subiti dai figli della vittima, che dovranno essere liquidati subito dal Giudice Penale, almeno per una quota del 50% del loro presumibile ammontare. Queste norme si applicheranno anche nei casi di omicidi commessi a danno della parte dell’unione civile. Abbiamo posto fine ad una aberrazione, anche culturale: fino ad oggi chi uccideva il proprio coniuge poteva cavarsela con una pena di 11 anni. Il testo in approvazione alla Camera  prevede invece la pena dell’ergastolo, pertanto pene così miti saranno impossibili”. “Il testo prevede poi per gli orfani di crimini domestici iniziative e sostegni da parte dello Stato per l’assistenza medico-psicologica, per la creazione di borse di studio e per il loro inserimento lavorativo” prosegue il deputato PD che conclude “oggi ho dato il mio via libera ad un gruppo di importanti emendamenti, tra i quali la decadenza dell’omicida e del violento dall’assegnazione dell’alloggio di edilizia residenziale pubblica, che ora l’Aula dovrà votare. Abbiamo fatto un ottimo lavoro con il contributo di tutte le forze politiche.  Non elimineremo le sofferenze patite dagli orfani vittime di questi delitti gravi e celati dalle mura domestiche, ma il testo, che la Camera dovrebbe approvare questa settimana, rappresenta per costoro una risposta davvero efficace e puntuale”.

01/02/2017 - 15:44

Superata vecchia concezione di fallimenti e insolvenza

“Oggi approviamo una legge efficace in grado di dare risposte chiare in materia di crisi d'impresa e insolvenza; è un altro tassello per adeguare il Paese alle sfide che lo attendono. Il ddl che approviamo oggi è un nuovo tassello nel percorso delle riforme varate fin qui in materia di giustizia civile e penale reso necessario dal fatto che l'attuale impianto normativo non risponde più ai bisogni sociali ed economici del Paese”. Lo ha detto Franco Vazio, deputato del Pd componente della commissione Giustizia durante la dichiarazione di voto al ddl di riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza.

“In questa legislatura abbiamo discusso ed approvato riforme di straordinaria importanza sia in campo civile che in campo penale - prosegue Vazio - di cui si discuteva da anni. L’attuale normativa in materia di fallimenti risale al 1942 e non risponde ai bisogni attuali del sistema economico e sociale del Paese. Abbiamo tenuto conto della necessità di non decretare la morte civile dell’imprenditore che venisse colpito da una crisi, ma nello stesso tempo dovevamo tutelare il giusto interesse dei creditori ad essere soddisfatti delle loro pretese nei tempi più rapidi possibili. Oggi votiamo una legge di delega al Governo completa, organica e davvero efficace in grado di affrontare e risolvere positivamente le crisi d’impresa e dell’insolvenza abbandonando il concetto di fallito e fallimento. Con questa riforma abbiamo scelto un approccio innovativo, anche lessicale, per esprimere una nuova cultura per superare l’insolvenza vista come evenienza fisiologica nella vita di un’impresa da prevenire, eventualmente da regolare, ma da non coprire con pubblico e manifesto discredito”.

“Oggi votiamo un provvedimento fondamentale - ha proseguito Vazio - per adeguare il nostro Paese alle sfide che lo attendono così come già accaduto molte volte in questa legislatura: quando votammo la legge delega sul processo civile e sul processo penale, la modifica al 416 ter del c.p. sul voto di scambio politico mafioso, i tanti provvedimenti ispirati al rigore e all'equità per colpire le condotte illecite come la corruzione ed il riciclaggio. Così come accadde anche quando si approvò il testo di legge per disciplinare le unioni civili e il divorzio breve. Ebbene anche oggi vogliamo dire che non si vive solo di una narrazione fatta di parole vuote e di polemiche inutili. Per l’ennesima volta in questa legislatura dimostriamo con i fatti che questo Parlamento lavora seriamente per risolvere i problemi e riformare l’Italia e che alle parole noi contrapponiamo riforme attese da decenni”.

05/05/2016 - 19:27

“L’intervista del dott. Morosini al Foglio è gravissima e al tempo stesso inquietante”. Lo dichiara Franco Vazio, deputato Pd e vice-presidente della Commissione Giustizia della Camera.

“I toni e i contenuti dei giudizi espressi – spiega - nei confronti di altri poteri dello Stato, di ministri e di sottosegretari esprimono e presuppongono un’acredine e insieme una leggerezza preoccupanti per un membro togato del Consiglio superiore della magistratura. I giudizi, al limite della diffamazione, rivolti anche nei confronti di magistrati, suoi colleghi, del valore e della statura  morale quali Raffaele Cantone e Nicola Gratteri, aggiungono all'inquietudine un senso di grande preoccupazione istituzionale. E’inaccettabile, poi, il qualunquismo e il sostanziale disprezzo istituzionale per l'enorme lavoro svolto da questo Parlamento sui temi della giustizia e della legalità, con risultati concreti che anche le istituzioni europee hanno riconosciuto"

 “Altrettanto preoccupante e inaccettabile è il fatto che Morosini si sia spinto ad anticipare il suo orientamento rispetto alla futura nomina dei vertici della procura di Milano, condendo il tutto con espressioni irriguardose nei confronti di suoi stimatissimi colleghi. Mi domando se le parole del dott. Morosini non denotino uno stato d’animo incompatibile con la serenità e l’equilibrio indispensabile a svolgere il suo ruolo”, conclude Vazio.

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