22/12/2017 - 20:30

"Con lo stanziamento da parte del Cipe degli ultimi due lotti del Terzo Valico Ferroviario Genova-Milano, la Liguria compie un importante passo in avanti per diventare un tassello fondamentale della futura rete logistica europea”. Lo dichiara Franco Vazio, deputato del Partito democratico, per commentare la decisione del Cipe di finanziare gli ultimi due lotti del Terzo Valico Genova-Milano, compresa la "Variante”.

“Quest’ultimo stanziamento – spiega - con cui si completa la copertura finanziaria dell’opera, dà alla Liguria la certezza della sua prossima realizzazione. Ciò rappresenta un elemento di straordinaria importanza economica perché questa grande opera permetterà finalmente alla Liguria di superare gli ostacoli naturali che hanno da sempre complicato il trasporto terrestre delle merci,  dando alla nostra regione un ruolo strategico cardinale rispetto ai futuri assetti della logistica continentale. A questo si aggiungono i vantaggi, rispetto al trasporto ferroviario, di cui i cittadini potranno godere”.
“Le risorse stanziate dal Cipe significano inoltre nuove opportunità economiche per le aziende liguri e nello stesso tempo il segno della sensibilità del Governo per la terra di Liguria.”, conclude.

19/12/2017 - 20:45

“Come dobbiamo interpretare il fatto che nel 2013 il governatore della Banca d’Italia Visco abbia incontrato nel 2013 Alessio Villarosa, componente della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario?”. Lo dichiara Franco Vazio, deputato del Partito democratico e componente della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario.

“Oggi – spiega - il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha rivelato di aver incontrato Alessio Villarosa. Ma Villarosa ha lavorato un paio d’anni  in una finanziaria del fratello Massimiliano, poi cancellata da Bankitalia per gravi irregolarità e sospetti d’usura. Una società che, pare abbia dato proprie azioni in pegno alla Banca popolare di Vicenza per 550 ila euro. Sono stati restituiti?”.

“Con quale faccia proprio loro vengono a parlarci di conflitto d’interesse e di inopportunità?”, conclude.

18/12/2017 - 20:16

“Le polemiche sollevate sulle parole di Padoan da parte delle opposizioni sono, anche oggi, puramente strumentali”. Lo dichiara Franco Vazio, deputato del Partito democratico e componente della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario, in risposta alle dichiarazioni sull’audizione odierna del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.

“La posizione di Padoan – spiega – è infatti assolutamente ovvia: nessuno gli ha chiesto un’autorizzazione a preoccuparsi  dei problemi del sistema bancario perché, su questo come su qualunque altro tema, nessun ministro è tenuto a farlo. Siamo insomma davanti all’ennesima polemica costruita sul nulla. Come sempre accaduto in troppe altre occasioni, l’odierna montatura delle opposizioni è però servita a far perdere di vista il dato fondamentale e più grave dell’audizione del ministro Padoan: ancora una volta viene confermato che la vigilanza non ha funzionato”.

“E’ di questo, e non del nulla, di cui dovremmo parlare e riflettere per  fare davvero l’interesse dei risparmiatori”, conclude.

15/12/2017 - 18:43

“Anche dall’audizione di oggi emerge un ruolo di Bankitalia che inquieta”. Lo dichiara Franco Vazio, deputato del Partito democratico e componente della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario, dopo le odierne audizioni della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario.

“Bankitalia – spiega -  non solo non avrebbe esercitato i poteri di intervento a essa attribuiti dall’art. 53 bis del Testo unico bancario, non solo avrebbe omesso di comunicare dati ritenuti da Consob decisivi ma addirittura avrebbe esercitato pressioni per favorire l’aggregazione di Veneto Banca e Banca Etruria con la banca Popolare di Vicenza; un istituto che, come poi è emerso, era sull’orlo del baratro. Insomma, con interventi appropriati di Bankitalia e una vigilanza attenta ed efficiente i risparmiatori avrebbero potuto essere molto probabilmente salvati”.

“Queste sono le cose che contano. Queste le cose su cui dobbiamo lavorare”, conclude.

14/12/2017 - 19:23

"Consegnamo ai manipolatori che in queste ore stanno cercando di alterare la verità le chiarissime 7 frasi di Vegas che  smentiscono chi accusa la Boschi". Lo dichiara Franco Vazio, deputato del Partito democratico e componente della Commissione d'inchiesta sulle banche.

"'È normale che un ministro o un parlamentare visiti Consob, si occupi di questi temi (Banche) e che esprima preoccupazioni su fatti o operazioni, senza esercitare alcuna pressione come nel caso di specie e come è avvenuto'; 'Consob non aveva alcun potere di intervento sul tema aggregazione Etruria e Banca popolare di Vicenza'; 'Non e' certo la Ministra Boschi la responsabile che ha messo 135.000 persone per strada'; 'Era normale e giusto che il Ministro Boschi avesse avvisato della nomina del padre a Vice Presidente perché la Consob deve essere avvisata dei cambiamenti di governance delle Banche'".

"Alla luce delle frasi del presidente Consob, dunque, non solo è normale che Maria Elena abbia espresso preoccupazione, per l’aggregazione di Banca Etruria con Banca Popolare di Vicenza, ma è il minimo che potesse fare a tutela dei risparmiatori. Aveva visto bene e per tempo che era un’aggregazione incredibile e pericolosa per lo stato della Banca Veneta: uno stato che poi tutti hanno scoperto. Bankitalia compresa", conclude.

13/12/2017 - 16:16

“L’audizione del professor Maccarone ha certificato, una volta per tutte, che l’intervento del governo nell’affrontare le crisi del sistema bancario, è stato utile e tempestivo”. Lo dichiara Franco Vazio, deputato del Partito democratico e componente della Commissione d’inchiesta sulle banche, per commentare l’audizione del presidente Fondo interbancario di tutela dei depositi Salvatore Maccarone.

“Oggi è arrivata la riprova – continua – che l’azione dei governi Renzi e Gentiloni ha evitato una vera e propria catastrofe. Non solo si sono scongiurati i potenziali effetti devastanti, sia sotto il profilo occupazionale che sul tessuto produttivo, delle crisi. Si sono rimborsati moti risparmiatori e obbligazionisti che, senza un intervento, sarebbero stati abbandonati al loro destino”.
“Allo stesso tempo è arrivata anche la prova che chi si scagliava contro il governo per i provvedimenti di aiuto ha agito, di fatto, contro gli interessi di quegli stessi risparmiatori e obbligazionisti”, conclude.

12/12/2017 - 16:25

“I controlli e gli interventi di Bankitalia sono stati inefficienti e, talvolta, dannosi”. Lo dichiara Franco Vazio, deputato del Partito democratico e componente della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario.

“Autorevoli magistrati – continua - lo avevano già detto e, in Commissione, anche le associazioni dei risparmiatori truffati lo hanno confermato. Oggi Bankitalia ha raccontato una storia tutta sua, fatta di ispezioni rigorose, commissari perfetti e comunicazioni tempestive. Ci sono però magistrati, risparmiatori e Consob che affermano e documentano il contrario, ci sono commissari sotto inchiesta per bancarotta per dissipazione: di fronte a queste contestazioni le risposte di Bankitalia sono state evasive e parzialmente ammissive”.
“La verità è che con una vigilanza efficiente i risparmiatori potevano essere salvati, anche in presenza di atti fraudolenti dei manager. Noi ci concentriamo su questo. Pensiamo alle famiglie e alle imprese”, conclude.

28/11/2017 - 16:16

“I fatti emersi oggi dalle audizioni dei pm Castaldini, Longo e Cavallo sulle circostanze relative all’aumento di capitale di Carife sono di una gravità inaudita”. Lo dichiara Franco Vazio, deputato del Partito Democratico e componente della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario, al termine delle audizioni dei pubblici ministeri Patrizia Castaldini, Stefano Longo e Barbara Cavallo.

“Il quadro delineato – spiega – dalle testimonianze degli auditi mette in chiaro fatti gravissimi e imbarazzanti. Innanzitutto la mancanza di comunicazione tra Banca d’Italia e Consob. Il risultato delle ispezioni effettuate da Bankitalia, si traducono in pressanti raccomandazioni sull’aumento di capitale 2011. Ma tali raccomandazioni rimangono, per Carife, lettera morta. La stessa Bankitalia non comunica a Consob il contenuto delle raccomandazioni stesse. E anche nel prospetto pubblicato, le raccomandazioni sono assenti, al punto tale da essere ingannevole e quindi trarre non a caso in errore il risparmiatore retail. Quindi Consob rimane all’oscuro delle pressanti raccomandazioni di Bankitalia perché quest’ultima non gliele trasmette, e ne prende conoscenza solo in sede di audizione nell’ambito delle indagini penali condotte nel 2016. Insomma, i prospetti dell’aumento di capitale 2011, anziché contenere e mettere in rilievo che l’aumento di capitale era frutto di un diktat di Banca d'Italia a fronte del deterioramento del credito e di altri problemi della banca, davano invece atto che la scelta mirava ad anticipare il rafforzamento patrimoniale in vista di Basilea3. Consob riferisce ai PM che le raccomandazioni erano rilevanti e decisive, soprattutto perché l’aumento, contrariamente a quanto chiesto da Bankitalia, fu fatto sottoscrivere dai clienti retail. In pratica, alla normale clientela, risparmiatori, pensionati e aziende veniva sottoposto un prospetto di acquisto che non conteneva gli allarmi di Banca d’Italia sulle reali condizioni critiche di Carife”.
“Tutto questo ci fa concludere che le nostre preoccupazione su una patologia dei meccanismi di controllo e su un deficit di trasparenza erano e sono del tutto fondate. Visto quanto accaduto vanno necessariamente normati in modo diverso i rapporti e gli obblighi di Bankitalia e Consob, anche sotto il profilo sanzionatorio. Questa è un’ulteriore conferma circa il fatto che fosse necessaria una Commissione d’inchiesta per accertare puntualmente le responsabilità di chi ha sbagliato.”, conclude.

25/07/2017 - 13:20

“Rispetto il principio di presunzione di innocenza ma la reazione di Salvini e della Lega alla condanna di Bossi per truffa ai danni dello Stato e la confisca di 48 milioni di euro è davvero surreale. Invece di chiedere scusa e pensare a come restituire il maltolto, cambiano nome e nascondono le proprie responsabilità. In pratica pensano di metterci una pietra sopra”. Così il deputato del PD Franco Vazio, Vice Presidente della commissione Giustizia della Camera, che aggiunge: “A fronte della condanna in primo grado dell’ex segretario della Lega Nord, Umberto Bossi, a 2 anni e 6 mesi di reclusione e del suo tesoriere, Francesco Belsito, a 4 anni e 10 mesi di reclusione leggiamo che il segretario della Lega, Matteo Salvini, sta pensando di cambiare nome come se questo bastasse per cancellare le responsabilità ed evitare il crac finanziario. Ciò senza contare le altre condanne non definitive subite da esponenti della Lega Nord su temi analoghi e l’altro filone che riguarda il reato di riciclaggio per il trasferimento in Tanzania di una parte di finanziamenti pubblici illecitamente ottenuti. Lega di popolo? Di quale popolo? Quello che è stato truffato e di cui parla la sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale di Genova? Un Segretario come Matteo Salvini che vuole rappresentare alle prossime elezioni politiche l’intero Centro Destra, un Partito che assume di voler guidare il Paese e che ha politicamente gestito quei finanziamenti definiti illeciti da una sentenza di Tribunale, prima di ogni altra cosa, dovrebbe pensare a come restituire i fondi illecitamente presi e non invece studiare come eludere tale obbligo”.

06/07/2017 - 15:53

 “La legge in favore di orfani vittime di crimini domestici approvata all’unanimità in Aula alla Camera dei Deputati, ha conosciuto oggi una pagina tristissima. La Commissione Giustizia del Senato aveva deciso di accelerare l’iter con l’approvazione in sede deliberante. Oggi veniamo a conoscenza della decisione dei senatori di Forza Italia, Lega, Gfl e Gal - Palma, Giovanardi, Caliendo, Stefani, Di Maggio e Cardiello - di ritirare il proprio assenso. Una decisione molto grave che tenta di affondare una legge che affronta e risolve le criticità e le aberrazioni di una legislazione penale e civile a cui sono sottoposti gli orfani vittime di crimini domestici” così afferma l’on. Franco Vazio, Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera e relatore del provvedimento alla Camera, che aggiunge “Pensavo che anche al Senato tutte le Forze politiche fossero d’accordo sul fatto che non fosse più possibile che l’omicida godesse della pensione di reversibilità del coniuge ucciso e che si intascasse, anche temporaneamente, parte della sua eredità. E’evidente che si vuole far naufragare tutto questo, nonché di porre fine ad una aberrazione, anche culturale: fino ad oggi chi uccide il proprio coniuge può cavarsela con una pena di soli 11 anni. Il testo approvato alla Camera prevede invece la pena dell’ergastolo.” “Sono senza parole, è una fatto di una gravità assoluta” prosegue il deputato PD che conclude “Mi appello al Presidente della Commissione Giustizia e al Presidente del Senato affinché la Legge non venga affossata. Le donne e gli orfani non si tutelano a parole nei convegni e nei dibattiti televisivi, ma attraverso atti concreti e comportamenti coerenti nelle sedi istituzionali”.

05/07/2017 - 20:12

Franco Vazio, deputato Dem relatore del testo di legge sulla tortura, approvata in via definitiva dalla Camera, ha preso la parola in Aula per rivolgere un pensiero “a tutte le vittime che in questi 30 anni hanno subito un crimine gravissimo senza vedere i colpevoli assicurati alla giustizia. Da oggi non accadrà più”.

03/07/2017 - 18:00

“La disponibilità del ministro Orlando a rivedere la propria posizione e a cambiare le disposizioni contenute nel Ddl penale riguardanti lo stalking è certamente una scelta giusta e apprezzabile”. Lo dichiara  Franco Vazio, deputato Pd e vice-presidente della Commissione Giustizia della Camera” “ “Condivido, infatti  - continua - le preoccupazioni espresse da più parti in merito all’applicazione dell’estinzione del reato per condotta riparatoria, sia pure soltanto alle ipotesi meno gravi di stalking: si deve trovare una soluzione chiara che consegni certezza ai giudici e assoluta tranquillità alle vittime. Sono temi così delicati per i quali non è possibile correre sul filo delle interpretazioni. Concordo con quanto affermato da Eugenio Albamonte, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, quando parla di errori causati dalla fretta nell’approvare le leggi. Personalmente avrei evitato di porre la questione di fiducia sul Ddl penale. Non sono contrario alla riforma, che peraltro ho votato, ma esistevano questioni che avrebbero meritato maggior approfondimento. Lo stalking e gli effetti delle condotte riparatorie oggi sono all’indice delle cronache, ma non possiamo tacere il fatto che anche altre norme, come per esempio quelle  relative al processo a distanza e alla delega per le intercettazioni, meritassero una lettura più attenta”.

“La disponibilità ad ascoltare e a rivedere le proprie posizioni non è un limite, ma un valore. Certo è che l’attenzione verso gli attori della giustizia, giudici, avvocati e parti non si esaurisce con i convegni e le interviste, ma deve tradursi nei momenti decisivi in un confronto fattivo in grado di fare tesoro delle posizioni altrui. Sul Ddl penale questo purtroppo non è accaduto”, conclude.

27/06/2017 - 18:16

Infondate critiche, i fatti della Diaz sarebbero stati reato di tortura

“Spero che la prossima settimana l’Aula licenzierà definitivamente l’atteso ddl per l'introduzione del reato di tortura, dopo che il comitato dei nove oggi ha confermato la volontà della maggioranza di approvare il provvedimento in via definitiva senza modifiche – respingendo o dando parere contrario ai 20 emendamenti presentati”.

Lo dice Franco Vazio, Vice Presidente della Commissione Giustizia e relatore Dem del testo, il quale sottolinea che “a quasi 30 anni dalla ratifica della Convenzione ONU del 1984, anche l’Italia farà questo passo decisivo. Le critiche sollevate da alcuni giuristi e magistrati sono infondate. Il reato sussiste quando, di fronte ad atti di “violenze” o “minacce gravi” o “crudeltà”, le condotte siano plurime, oppure, anche nel caso di un solo atto di violenza, minaccia grave o crudeltà quando esso comporti un “trattamento inumano e degradante per la dignità umana”. E’ evidente che la seconda alternativa si riferisca proprio al caso in cui la condotta sia unica in quanto altrimenti sarebbe stato inutile prevedere una ipotesi alternativa rispetto a quella della pluralità delle condotte. Per intenderci, i fatti della Diaz, definiti dalla Corte Europea come “… torture e trattamenti inumani e degradanti…” sarebbero certamente coperti dal reato così come ora formulato, anche se consistiti in una sola azione di violenza, minaccia o crudeltà. Criticare che il trauma psicologico debba essere verificabile significa contestare l'applicazione di un principio generale: è ovvio l' elemento costitutivo di un reato - il trauma - debba trovare un riscontro processuale; diversamente non sarebbe provato e quindi il reato non sussisterebbe”.

13/06/2017 - 15:45

“La Commissione Giustizia della Camera ha respinto tutti gli emendamenti al dl tortura. Il testo approderà in Aula il 26 giugno”. Ne dà notizia Franco Vazio, deputato del Partito democratico, vice-presidente della Commissione Giustizia della Camera e relatore del provvedimento.
“Avevamo detto – continua – che il reato di tortura era una priorità e come tale l’abbiamo trattato nei fatti. Possiamo ritenerci soddisfatti del lavoro svolto: si tratta di norme rigorose ed allo stesso tempo chiare. D’ora in poi potrà essere incriminato del reato di tortura chi, con violenze o minacce gravi, ovvero agendo con crudeltà cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza, ovvero che si trovi in condizioni di minorata difesa. E, se a torturare sarà un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio con abuso dei poteri o in violazione dei suoi doveri, scatta la pena fino a 12 anni”.
“Introdurre il reato di tortura colma un ritardo durato quasi 30 anni, da quando l'Italia nel 1988 aveva ratificato la Convenzione Onu del 1984 contro la tortura e altri trattamenti degradanti e inumani. Tra poco, finalmente, anche nel nostro Paese torturare sarà reato e come tale sarà punito dalla legge”, conc

04/05/2017 - 12:20

“Serviva un testo forte e nello stesso tempo equilibrato. La Camera oggi ha approvato modifiche importanti agli art. 52 e 59 del Codice Penale. L’art. 52 ora prevede che nei casi di violazione di domicilio si tratta di legittima difesa quando si reagisce ad un aggressione di notte o nei casi di minaccia o violenza alle persone o alle cose. Il nuovo testo dell’art. 59, invece, specifica il fatto che colui il quale subisce una rapina in casa ha il diritto di difendersi e se sbaglia a valutare la situazione di pericolo che sta subendo non deve essere punito: chi sbaglia, per esempio, a valutare il pericolo di vita che sta in effetti correndo a causa di un grave turbamento, non sarà più punibile”.

Così il deputato Dem Franco Vazio, Vice Presidente della Commissione Giustizia, che precisa: “Sarà il giudice a valutare i fatti, ma a chi è stato vittima di una rapina non dovrà anche essere chiesto di fornire una prova che potrebbe essere difficile e paradossale. Inoltre gli onorari e le spese per la difesa di chi sia poi dichiarato non punibile per aver agito per legittima difesa o stato di necessità saranno a carico dello Stato. Sono davvero molto soddisfatto - conclude il deputato Dem - perché le riflessioni e le proposte di cui mi sono fatto interprete hanno trovato pieno accoglimento. Non abbiamo autorizzato e reso legittimi omicidi per rappresaglia e vendetta. La Camera ha approvato un testo che garantisce il diritto ad ogni cittadino che subisce una drammatica rapina di poter reagire con la certezza che, se si tratta di legittima difesa, non andrà incontro ad una condanna penale. La Sicurezza non ha colore politico”.

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