07/02/2018 - 16:36

In tempi non sospetti, con i colleghi Verini e Ermini, avevo già presentato numerose interrogazioni

“Il giro di malaffare messo in luce con gli arresti avvenuti stamani su personaggi siracusani dalla procura di  Roma e Messina che condizionavano procedimenti giudiziari era già stato oggetto, in tempi non sospetti, di alcune interrogazioni che ho presentato insieme al capogruppo dem in commissione Giustizia, Walter Verini, e al responsabile Giustizia del Partito Democratico David Ermini. Abbiamo voluto portare all’attenzione dei ministri della Giustizia e dell’Ambiente quanto stava accadendo a Siracusa, Augusta e Melilli. Confidiamo che la magistratura faccia piena luce su questi fatti che, se confermati, sono di una gravità assoluta”.

Lo dice Sofia Amoddio, deputata del Pd in commissione Giustizia, la quale aggiunge: “Secondo l’accusa gli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore avrebbero cercato di pilotare pronunciamenti di Tribunali a favore dei propri clienti per svariate centinaia di milioni di euro. L’attività criminale si sarebbe svolta anche tramite la realizzazione di dossier e depistaggi. Il coinvolgimento dell'ex presidente del Consiglio di Stato, Riccardo Virgilio, che all’interno di questa inchiesta è stato indagato per corruzione in atti giudiziari, dà la misura dell'estensione e del livello a cui era arrivata la rete criminale messa in piedi da costoro. Dobbiamo tenere sempre alto il livello di guardia per stroncare prontamente attività corruttive e criminali, come quelle emerse dagli arresti di oggi che ledono la fiducia degli italiani nelle istituzioni, colpiscono i cittadini onesti e delegittimano a livello internazionale l’Italia”.

 

06/02/2018 - 18:45

Presentate in commissione Giustizia e Ambiente numerose interrogazioni 

“Il giro di malaffare di personaggi siracusani messo in luce dagli arresti avvenuti stamani era stato oggetto, in tempi non sospetti, di alcune interrogazioni che ho presentato insieme al capogruppo dem in commissione Giustizia, Walter Verini, e al responsabile Giustizia del Partito Democratico, David Ermini. Abbiamo voluto portare l’attenzione del ministro della Giustizia e del ministro dell’Ambiente su quanto stava accadendo a Siracusa, Augusta e Melilli. Confidiamo che la magistratura faccia piena luce su questi fatti che, se confermati, sono di una gravità assoluta”. Lo dice Sofia Amoddio deputata del Pd in commissione Giustizia.

“Secondo l’accusa - prosegue Amoddio – gli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore avrebbero cercato di pilotare pronunciamenti di Tribunali a favore dei propri clienti per svariate centinaia di milioni di euro. L’attività criminale si sarebbe svolta anche tramite la realizzazione di dossier e depistaggi. Il coinvolgimento dell'ex presidente del Consiglio di Stato, Riccardo Virgilio, che all’interno di questa inchiesta è stato indagato per corruzione in atti giudiziari, dà la misura dell'estensione e del livello a cui era arrivata la rete criminale messa in piedi da costoro. Dobbiamo tenere sempre alto il livello di guardia per stroncare prontamente attività corruttive e criminali, come quelle emerse dagli arresti di oggi, che ledono la fiducia degli italiani  nelle istituzioni, colpiscono i cittadini onesti e delegittimano a livello internazion

06/12/2017 - 14:33

Grazie ai vertici militari che hanno collaborato al nostro lavoro

“A venti mesi dalla sua prima seduta, la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte del militare Emanuele Scieri ha votato all’unanimità la relazione finale”. Lo rende noto la Presidente Sofia Amoddio del PD la quale spiega: “Un lavoro puntale ed approfondito – acquisite quasi seimila pagine di documenti e 45 audizione – che ha portato la Procura di Pisa a riaprire le indagini sul caso. Intrecciando quelli acquisiti nel 1999 dalla magistratura con nuovi elementi, la Commissione ha accertato che alla Gamerra avvenivano gravi atti di violenza, non riconducibili a semplice goliardia”. Amoddio evidenzia che “dall’amministrazione della Difesa sono state assicurate collaborazione e disponibilità, così come dagli attuali vertici militari della Caserma Gamerra di Pisa e della Brigata Folgore”. “ Gli elementi da noi riscontrati consentono di escludere categoricamente la tesi del suicidio o di una prova di forza alla quale si voleva sottoporre Emanuele  Scieri scalando la torretta, tesi  che nel ’99 la catena di comando della Folgore suggerìrono alla magistratura. La consulenza cinematica di tecnici specializzati ha accertato che  la presenza di una delle scarpe dello Scieri ritrovata troppo distante dal cadavere, la ferita sul dorso del piede sinistro e sul polpaccio sinistro sono del tutto incompatibili con una caduta dalla scala e mostrano chiaramente che Scieri é stato aggredito prima di salire sulla scaletta.  La commissione ha fatto emergere le falle e le distorsioni di un sistema disciplinare fuori controllo ed ha rintracciato elementi di responsabilità depositandoli presso la Procura della Repubblica di Pisa. Il quadro delle dinamiche all’interno della Caserma all’epoca della morte di Emanuele Scieri ha messo in evidenza una altissima, sorprendente tolleranza verso comportamenti di nonnismo, nettamente in contrasto con i regolamenti militari vigenti, il carattere diffuso e noto di comportamenti trasgressivi e l’esistenza di una sorta di disciplina parallela, legata non ai regolamenti formali ma ai concetti di consuetudine e tradizione. Errori grossolani e responsabilità evidenti riguardano il contrappello della sera del 13 agosto 1999 quando i militari addetti, pur avendo saputo da alcuni commilitoni dello scaglione di Scieri che Emanuele quella sera era rientrato in caserma, non annotarono le informazioni ricevute nel rapportino della sera e liquidarono l’assenza di Scieri consegnando all’ufficiale di picchetto il rapporto con la dicitura “mancato rientro” anziché “non presente al contrappello”. “Uno degli aspetti più clamorosi della vicenda, infine, riguarda la superficialità di molti aspetti delle indagini. I tabulati con le chiamate pervenute al telefono di Scieri dal 13 al 16 agosto 1999 non vennero mai acquisiti e pertanto non è possibile riscontrare se il 14 - 15 e 16 agosto1999 dalla caserma Gamerra furono effettuate ricerche telefoniche al cellulare di Scieri”. “Emergono anche numerose anomalie nell’effettuazione dei rilievi e dei sopralluoghi sulla scena del crimine”. “Dalle audizioni degli stessi carabinieri che effettuarono i rilievi, apprendiamo che intervennero tre nuclei diversi dell’Arma dei Carabinieri e che le operazioni di rilevamento presero avvio in assenza del PM e senza la presenza dei RIS. Il cadavere di Scieri fu manipolato per estrarre dal marsupio il telefono cellulare del ragazzo e risalire al suo numero di telefono. Tutto ciò che abbiamo acquisito è stato inviato alla Procura della Repubblica e speriamo che il nostro lavoro posso restituire verità e giustizia alla memoria di Emanuele, alla sua famiglia e alla democrazie del nostro Paese”.  

26/09/2017 - 14:28

Ore 13 Sala Stampa di Montecitorio

Sofia Amoddio, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte del militare Emanuele Scieri, rende noto che mercoledì 27 settembre alle ore 13, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, esporrà in una conferenza stampa alcuni fatti emersi nel corso dei lavori della Commissione.

La Conferenza Stampa verrà trasmessa in diretta all’indirizzo:  http://webtv.camera.it/conferenze_stampa.

14/03/2017 - 17:56

“Alle rappresentanti delle guide turistiche abbiamo espresso piena disponibilità a individuare un percorso normativo che consenta sia a livello comunitario, attraverso il coinvolgimento degli euro- parlamentari del Partito democratico, sia a livello nazionale, l’adozione di norme in grado di riconoscere pienamente la professione di  ‘guida turistica’,  distinta per competenze e   preparazione dalla figura dell’accompagnatore turistico”. Lo dichiarano la presidente della Commissione Cultura della Camera Flavia Piccoli Nardelli, e le deputate democratiche Marina Berlinghieri, Maria Iacono, Sofia Amoddio e Mara Carocci, al termine dell’incontro con delegazione dell’Associazione nazionale delle guide turistiche, avvenuto oggi alla Camera.

“E’ necessario – continuano - che si cominci, immediatamente, a discutere di una nuova norma di riordino. Essa deve necessariamente essere in linea con quanto stabilito dalla legislazione europea in materia,  poggiare su criteri omogenei su tutto il territorio nazionale, ed essere in grado di dare effettiva dignità a una professione strategica per un Paese, come il nostro, che fonda buona parte della propria economia sulla fruizione dei beni culturali e sul turismo.”

“Nei prossimi giorni chiederemo al ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, un incontro per  individuare tutti  gli strumenti necessari ad affrontare il vuoto normativo creato dalla sentenza del Tar e intervenire con  strumenti normativi che vadano nella direzione di una nuova norma in grado di tutelare le competenze delle nostre guide ed impedire con controlli e sanzioni esemplari  la diffusione dell’esercizio della professione stessa”, concludono.

14/03/2017 - 16:09

 “Abbiamo incontrato a Palazzo Montecitorio una delegazione  delle guide turistiche e ascoltato le ragioni delle loro proteste che ci sembrano assolutamente fondate. La guida turistica è una professione non un servizio e come tale va regolamentata e tutelata con una legge organica. Abbiamo preso l’impegno di rappresentare le loro istanze nelle sedi opportune”. Così Sofia Amoddio, deputata del Pd, che, insieme alle colleghe Mara Carocci, Maria Iacono, Marina Berlinghieri e Flavia Piccoli Nardelli (presidente della commissione Cultura), ha ricevuto stamattina alcuni esponenti del Coordinamento nazionale guide locali tra cui Isabella Ruggero.

18/01/2017 - 17:12

“A quasi diciotto anni dal tragico omicidio di Emanuele Scieri, l’avvocato siracusano in servizio di leva nei Parà e ritrovato cadavere all’ interno della Caserma Gamerra di Pisa il 16 agosto 1999, emergono dei risvolti incomprensibili nello svolgimento delle indagini dei Carabinieri. Infatti, dalla audizione dell’appuntato scelto Alessandro Pirina e del luogotenente Pierluigi Arilli, entrambi inviati sul luogo del delitto non appena fu rinvenuto il cadavere, si evince che entrambi i militari hanno svolto indagini senza attuare  le necessarie precauzioni e senza indossare idonea attrezzatura, al fine di preservare  il luogo del delitto. Scopriamo solo adesso che sul luogo del delitto erano presenti circa una ventina di persone tra Nucleo radiomobile dei Carabinieri, Stazione centrale dei Carabinieri di Pisa, Stazione  dei Carabinieri interna alla caserma dei pará e polizia militare; nessuno dei presenti ha mai indossato guanti o calzari; il Pirina - che si occupava dei rilievi fotografici - salì indisturbato e senza guanti, sulla scala dalla quale si ipotizza fu fatto cadere lo Scieri cancellando probabili tracce di impronte digitali; inoltre, dai rilievi fotografici di allora, si evince che un carabiniere calpestava con gli scarponi d'ordinanza il tavolo su cui era appoggiato il piede destro di Scieri. Inoltre, nessuno pensò di chiamare il magistrato né tantomeno il nucleo dei RIS, che avrebbe provveduto a mettere in sicurezza il luogo del delitto ed avrebbe permesso di accertare una verità che qualcuno nasconde ancora oggi.

A questi errori grossolani in fase di indagine, si sommano altri elementi enigmatici e difficili da comprendere. Pirina ha riferito, come risulta da alcuni atti di indagine dell'epoca, che il suo dna corrispondeva con quello rilevato da una macchia ematica individuata sulla protezione metallica della scala su cui si ritiene che Scieri sia salito poco prima della morte. Pirina però, ricorda di non essersi mai ferito durante lo svolgimento degli accertamenti  sulla scala metallica e che quella macchia era già esistente quando arrivò ai piedi della torretta e fu proprio lui a fotografarla. Per le sue caratteristiche, quel sangue non poteva che risalire a diverse ore prima del suo arrivo. Arilli, che nell’informativa dei carabinieri del 18 dicembre 2000, risulta aver aperto il marsupio dello Scieri, preso il telefonino e chiamato il proprio cellulare per constatare quale fosse il numero di Scieri, oggi confuta questa ricostruzione e sostiene che ad estrarre dal marsupio il cellulare fu il maresciallo Cataldo. Quella indagine è stata , insomma, pesantemente inquinata dalle modalità d’investigazione: si pensi che non venne mai disposto, ad esempio, l'accertamento delle impronte digitali sulla scala che ci avrebbe detto con certezza se Scieri fu costretto a salirvi”. E’ quanto dichiara Sofia Amoddio, Presidente della Commissione parlamentare d’Inchiesta, la quale aggiunge: “il nostro lavoro prosegue senza sosta, non solo per trovare conferma a ciò che già gli atti processuali dicono, ovvero che si è trattato un omicidio, ma anche nella speranza che proprio dopo tanti anni qualcuno si svuoti di un peso, che qualcuno mostri ancora dignità e dica cosa è avvenuto quella sera, perché qualcuno ha visto”.

13/10/2016 - 16:47

Grazie alle linee guida dettate da Conferenza Stato- Regioni 

“Dopo anni di attese e di delusioni, petizioni in rete e campagne di informazione, un importante passo in avanti è stato fatto per la cura di Linfedema, una malattia rara e terribile che colpisce migliaia di persone. Grazie alle linee guide elaborate dalla Conferenza Stato – Regioni, infatti, si potrà garantire uniformità di diagnosi e trattamento terapeutico dei pazienti. Dal 2007 migliaia di cittadini malati, le loro famiglie e le associazioni di volontariato hanno portato avanti una campagna di sensibilizzazione su questa terribile malattia che si instaura nell’organismo a causa di una parziale incapacità di trasporto linfatico e che coinvolge i tessuti cutanei e sottocutanei, i muscoli, le ossa, i nervi, le articolazioni e gli organi interni determinando disabilità. Dopo il riconoscimento delle linee di indirizzo, i cittadini colpiti da questa malattia potranno sentirsi meno soli”. Lo rende noto Sofia Amoddio, deputato PD.

07/10/2016 - 15:29

Intervengono De Filippo, D’Incecco, Michelini, Morreale, Tramparulo, Di Vito 

La deputata del Partito democratico Sofia Amoddio rende noto che il prossimo 13 ottobre 2016, alle ore 11.30 presso la Sala Stampa della Camera, si terrà una conferenza stampa per presentare le linee guida elaborate dalla Conferenza Stato Regioni per la cura del linfedema, una malattia cronica ed ingravescente che determina gravi disabilità.

Intervengono: Vito De Filippo, Sottosegretario al ministro della Salute, Sandro Michelini, Responsabile unità operativa degenza dell’Ospedale San Giovanni Battista ACISMOM di Roma, Giuseppe Morreale del Ministero Economia e Finanze, Nunzia Tramparulo e Tiziana Di Vito, dell’Associazione SOS Linfedema Onlus, Vittoria D’Incecco, deputata della Commissione Sanità. Coordina Sofia Amoddio, della commissione Giustizia della Camera.

07/04/2016 - 12:12

Al via i lavori della commissione di inchiesta con audizione della madre

"La prima persona audita dalla commissione d'inchiesta sulla morte del militare Emanuele Scieri non poteva che essere la madre, Isabella Guarino.  Quella della signora Scieri è stata una audizione molto importante perchè ha permesso a tutti i componenti della commissione di inquadrare questa terribile vicenda in un contesto umano e familiare. Stesso discorso vale per gli atri auditi della giornata: il dott. Carlo Garozzo, l'avv. Federica Gallitto e la proff.ssa. Daniela Leggio in rappresentanza dell'associazione ‘Verità e Giustizia per Emanuele’ che da 16 anni chiede a gran voce che sia fatta luce sul caso. Ho ritenuto fondamentale e simbolicamente rilevante aprire i lavori della commissione con la madre e gli amici per dare forte il segnale che lo Stato non ha dimenticato e che le istituzioni hanno il dovere di ricercare la verità". Lo dichiara Sofia Amoddio del Pd, presidente della commissione di inchiesta sulla morte del parà Emanuele Scieri.

06/04/2016 - 12:54

La Commissione d’inchiesta ascolterà la mamma del parà morto, Isabella Guarino  

 “Giovedì 7 aprile daremo il via alla audizioni della Commissione d’inchiesta sulla morte del militare Emanuele Scieri. Ascolteremo la mamma di Emanuele, Isabella Guarino, una donna tenace che non ha mai smesso di lottare, e Carlo Garozzo, rappresentante del Comitato Verità e Giustizia per Lele”. Lo rende noto la presidente del neo-organismo parlamentare, Sofia Amoddio, deputata Dem, la quale spiega che “La commissione acquisirà i documenti ufficiali e farà un lavoro dettagliato di ricostruzione su quanto è avvenuto nella caserma Gamerra di Pisa dove il 16 agosto 1999 è stato trovato morto il parà siracusano. Una morte avvenuta in un luogo ristretto e molto controllato e che, tuttavia, deve trovare ancora spiegazioni credibili: reticenze ed omertà  sono emerse nello svolgimento delle indagini della magistratura civile e militare. Quando lo Stato giudica lo Stato – aggiunge Amoddio – spesso abbiamo avuto sentenze zoppe, archiviazioni, omissioni imbarazzanti. Abbiamo fortemente voluto questa indagine perchè non può essere tollerato  che qualcuno possa morire in circostanze misteriose  all’interno di un presidio dello Stato, nell’indifferenza e nella mancata assunzione di responsabilità”. “La Commissione deve fare luce sui aspetti trascurati dalle indagini con l'obiettivo di chiarire effettivamente le responsabilità di terzi nella morte del giovane paracadutista. Ricordo che nel 1999 il caso Scieri trovò molto spazio nelle cronache giudiziarie nazionali che misero sotto accusa la Folgore e il nonnismo delle caserme. Venne fuori lo scandalo dello Zibaldone del generale Celentano, 120 pagine di citazioni goliardiche, volgari, battute razziste e sessiste  e una lunga lista di soprusi per le reclute”.

04/11/2015 - 20:05

Ringrazio la sua famiglia e i 13 consigli comunali che hanno sostenuto la nostra Pdl

"E’ giusto indagare, la scomparsa di Emanuele Scieri non può restare un mistero e, soprattutto, i colpevoli non possono ancora restare a volto coperto. Le indagini della magistratura presentano troppi buchi neri, spero che il nostro lavoro sarà sostenuto dai contributi di chi sa e che ancora non ha parlato. Ringrazio la sua famiglia, i suoi amici e i tredici consigli comunali che hanno sostenuto la nostra proposta di indagare”.

Così Sofia Amoddio, deputata del Pd e prima firmataria della proposta di legge per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulla morte del soldato Emanuele Scieri, il para' della Folgore trovato cadavere nel 1999, dopo giorni di agonia, all'interno della caserma Gamerra di Pisa approvata, oggi dalla Camera.

17/09/2015 - 15:44

Anche procuratore Roberti aveva segnalato l’opportunità di rivederla

“L’opportunità di procedere alla cancellazione della vecchia norma sul casellario giudiziario, votata oggi dall’Aula nell’ambito del DDl di Riforma del processo penale, era già stata discussa dalla Commissione. Quella norma, in base alla quale si eliminavano le iscrizioni al casellario giudiziario al compimento dell'80/o anno di età, o in caso di morte, non è più compatibile con l’allungamento della vita. Il procuratore Franco Roberti, proprio ieri ha segnalato l'opportunità di intervenire spiegando che oggi non risulta nulla, ad esempio, su Riina e Provenzano e su tanti altri ottuagenari altrettanto pericolosi”.

Così Sofia Amoddio, deputata Pd della Commissione Giustizia.

15/09/2015 - 20:06

Pericoli evocati da M5S non esistono

“La riforma del processo penale non prevede nessun automatismo per la scarcerazione di persone condannate per reati di mafia e terrorismo e nessuna discrezionalità ai giudici. I pericoli evocati dal M5S non esistono e non c’è nessuna necessità di sollevare allarmi ingiustificati”.

Così Sofia Amoddio, deputati del Pd, replica ad una nota di Giulia Sarti del M5S in merito alle norme sull’ordinamento penitenziario.

 

29/07/2015 - 17:43

“Le nuove norme sul giudizio abbreviato sono state ampiamente discusse dalla Commissione Giustizia che ha escluso la loro applicabilità ai delitti più gravi - stragi, omicidi per motivi futili o commessi con sevizie o con crudeltà, delitti sessuali, la tratta di persone. Contrariamente a quanto sostengono alcuni, questo provvedimento non è incompatibile con le altre norme approvate dal PD in relazione alla sovrappopolazione carceraria, perchè l’ammissione del rito abbreviato implica solo che, in caso di condanna, la pena che il giudice intende applicare in concreto è diminuita di un terzo”. Lo rende noto Sofia Amoddio, deputata del Pd della commissione Giustizia, la quale sottolinea che “il Partito democratico sostiene una legge coraggiosa che consentono il giusto adeguamento della pena che deve tendere a recuperare chi sbaglia e garantire, al contempo, la tutela dei cittadini e un sistema di giustizia che abbia forza deterrente nei confronti dei reati socialmente più pericolosi ed eticamente intollerabili”.

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