12/11/2014 - 13:47

Quali iniziative intende intraprendere il Governo per tutelare il settore televisivo locale che ha realizzato investimenti e sviluppato occupazione confidando in assegnazione frequenziali rimesse in discussione poco tempo dopo il relativo rilascio? lo chiede la deputata Pd Maria Iacono in un’interrogazione al ministro delle Sviluppo Economico, Federica Guidi.

Iacono afferma: “Confidiamo nella non esclusione delle tv locali nella pianificazione delle frequenze per il servizio televisivo digitale terrestre. Il problema coinvolge anche numerose emittenti della Sicilia, che con l’entrata in vigore del decreto, dal 2015, sarebbero costrette a ridurre il personale per la disattivazione delle frequenze. Dunque, le imprese che hanno ottenuto le assegnazioni frequenziali che oggi si vorrebbero revocare hanno realizzato importanti investimenti per acquistare e installare gli impianti per le trasmissioni televisive digitali terrestri. Se le assegnazioni frequenziali dovessero essere effettivamente revocate, queste imprese non potranno più svolgere l’attività di operatore di rete e avranno grandi difficoltà per diffondere i propri programmi (dovendo raggiungere un accordo per il trasporto di tali programmi da parte di un operatore di rete terzo che, svolgendo la propria attività nella stessa area geografica, potrebbe essere un concorrente diretto).

Tutto ciò avrà inevitabili conseguenze sulla continuità aziendale delle emittenti interessate e sul relativo quadro occupazionale. Le asserite interferenze non sono mai state accertate in contraddittorio con le emittenti interessate. A meno di 60 giorni dalla data del 31 dicembre 2014 prevista per la dismissione delle frequenze in questione, il Ministero dello Sviluppo Economico non ha ancora emanato il decreto previsto dall’art.6, comma 9 del decreto legge n. 145/2013, convertito con modificazioni dalla legge n.9/2014. Tale decreto avrebbe dovuto essere emanato entro il 22 gennaio 2014. Il Sottosegretario di Stato con delega alle Comunicazioni, On. Antonello Giacomelli, ha più volte affermato l’intendimento di proporre un incremento del suddetto stanziamento di euro 20 milioni, ma, ad oggi, tale incremento non è stato previsto. Occorre, peraltro, considerare che gli importi che verranno corrisposti per le citate misure economiche di natura compensativa rientrano nei ricavi dell’impresa e come tali sono soggetti a imposizione fiscale”.

 

10/10/2014 - 12:12

“Il Governo faccia luce in merito all’inquietante vicenda che riguarda le donne, prevalentemente provenienti dall’est Europeo, che lavorano nelle campagne di Ragusa e che sono rimaste vittime di terribili violenze, sfruttamento sessuale e lavorativo”. Lo chiede la deputata Pd Maria Iacono in un’interrogazione ai ministri dell’Interno, Alfano, e del Lavoro e Politiche sociali, Poletti.

“Abbiamo appreso dalla stampa – spiega Iacono - ed in particolare da un inchiesta pubblicata dal settimanale L’Espresso, delle drammatiche condizioni in cui sono costrette a lavorare queste donne nelle campagne Iblee . L’inchiesta giornalistica ha messo in luce un contesto omertoso e di prevaricazione nel quale queste donne sarebbero costrette a subire ogni genere di violenza. Ciò che viene descritto nell’articolo del settimanale, a firma di Antonello Mangano, ci consegna una realtà, estremamente degradata nella quale la ricerca del lavoro e la speranza di costruirsi un futuro migliore rischia di mescolarsi sempre più con fenomeni criminali e di sfruttamento Allo sfruttamento sul lavoro, reato di per sé già grave, si aggiungono gli orrori della violenza sessuale e di ogni tipo, cosi come dichiarato dal sindaco di vittoria, Giuseppe Nicosia, quando afferma che la violenza su queste donne è un peso sulla coscienza di tutti, un fenomeno disgustoso.”

“Il quadro desolante e terribile, messo in luce dall’inchiesta dell’Espresso, va chiarito al più presto, per questo mi sono rivolta al Governo chiedendo interventi urgenti ed in grado di predisporre misure di tutela a favore delle donne coinvolte al fine di proteggere loro ed i loro figli da tali indicibili violenze e dallo sfruttamento nonché al fine di ripristinare la legalità.”

 

03/10/2014 - 13:42

"Il tragico naufragio di un’imbarcazione libica a largo di Lampedusa, avvenuto il tre Ottobre del 2013 che ha causato la morte di 366 migranti e 20 dispersi, ha scosso le coscienze dell’Italia e dell’Europa intera. ‘Mai più morti nel mar Mediterraneo’ si disse all’indomani di quel drammatico naufragio. Credo che il ricordo e la memoria di quel tragico giorno, devono costituire un momento di riflessione vera su una tragedia globale, come quella dell’immigrazione, a cui dare risposte immediate e sicuramente più efficaci di quelle fin qui adottate. L’istituzione della giornata della Memoria, proposta dal gruppo parlamentare del Pd, nasce dall’esigenza di preservare nella memoria collettiva del Paese il ricordo della grave tragedia avvenuta al largo di Lampedusa.

Ad un anno di distanza, il Mediterraneo è ancora teatro di tragedie per migliaia di uomini e donne in fuga dalla guerra, dalla disperazione e dalla povertà. Il semestre Italiano alla presidenza del consiglio dell’UE deve essere l’occasione per far si che l’Italia riconquisti una posizione di forza nel panorama continentale e che possa, quindi, delineare una nuova politica dell’immigrazione, della gestione dei flussi migratori e dell’accoglienza. L’Europa tutta deve assumersi, in modo chiaro e netto il dovere di coordinare le operazioni in mare finalizzate alla salvezza di uomini e donne, solo allora si potrà parlare di doveri e diritti fiscali, legislativi e comunitari.

Uno dei motivi principali che ci ha spinto , come gruppo parlamentare del PD, ad organizzare la due giornate d’incontri svoltasi lo scorso 26 e 27 Settembre, proprio ad Agrigento, è stata l’esigenza di chiedere a gran voce all’Europa di essere prima ancora che un luogo geografico, una comunità, ed in primo luogo una comunità di uomini e donne che insieme affrontano le sfide, spesso complesse e difficili , come quella dell’immigrazione, ed alle quali siamo tutti chiamati a dare risposte efficaci. Non può essere soltanto l’Italia a gestire quei flussi migratori che vedono intere popolazioni Africane spostarsi, con sempre maggiore frequenza ed intensità, verso le coste Siciliane.”

Lo ha dichiarato, il deputato PD, Maria Iacono.

 

22/07/2014 - 11:46

Il recupero dei centri storici del nostro paese attraverso l’Incentivazione dell’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili. Lo propone la deputata Pd Maria Iacono nella sua proposta di legge presentata a Montecitorio.

Spiega Iacono: “L’ obbiettivo è di incentivare l’installazione, sui tetti degli immobili pubblici e privati all’interno dei centri storici italiani, di impianti fotovoltaici integrati, ovvero del tipo a ‘tegola fotovoltaica’, quindi perfettamente legati al tessuto urbanistico ed architettonico dei luoghi, finalizzati a divenire ‘capacità reddituale’ dei soggetti proprietari degli immobili interessati, ovvero di ottenere una linea di credito finalizzato esclusivamente alla ristrutturazione ed alla messa in sicurezza dell’immobile su cui insiste l’impianto in parola”.

“La tutela del territorio e dei centri storici – prosegue la deputata Pd - sono tra i proponimenti principali che il Parlamento ha il dovere di perseguire, oltre alla tutela delle ricchezze artistiche e culturali. Il nostro patrimonio architettonico e culturale è deposito di storia, cultura e tradizione ma anche straordinario volano di una economia sempre più globalizzata e legata a dinamiche di mercato internazionali, dove le innovazioni tecnologiche permettono straordinarie possibilità di sviluppo. E’ necessario individuare nei centri storici delle città il vero patrimonio culturale ed architettonico. Sono contenitori della ricchezza artistica e culturale del paese e ciò è ancor più vero in quelle città, spesso nel meridione, che soffrono l’abbandono dei propri centri storici, e che sono per la propria storia ricche di interesse urbanistico e culturale. Per esempio, il centro storico di Agrigento e di molte realtà della sua Provincia”. “Come è noto – conclude - l’istallazione di tali impianti fotovoltaici è una possibilità concreta di sviluppo tecnologico e rispetto per l’ambiente. Questo deve tradursi anche in possibilità economica e valore aggiunto per i centri storici, per concorrere al superamento dell’attuale momento di depressione economica”.

 

13/05/2014 - 11:40

“Non si può rimanere silenti di fronte all’ennesima tragedia del mare. L’istituzione di corridoi umanitari permanenti, diretti dall’Unione Europea, rappresenta una soluzione idonea ed in grado di governare un processo migratorio di così vaste proporzioni”. Lo ha dichiarato Maria Iacono, deputata del Pd componente della commissione Politiche dell’Unione europea.

 

“Il naufragio consumatosi a sud di Lampedusa - prosegue Iacono -, nelle scorse ore, porta con sé un bollettino drammatico. Rispetto a 400 migranti, ci sarebbero circa 200 dispersi e le vittime, finora 17 molte delle quali bambini e ragazzi, sono destinate ad aumentare. L’ennesima tragedia del mare dimostra che le misure fin qui adottate rappresentano un mero strumento inadeguato al fine di arginare l’emergenza. Credo che la drammaticità e la dimensione del fenomeno, necessitino di ben altri strumenti in grado di tutelare il diritto alla libertà dei migranti e soprattutto di impedire altre morti. In primo luogo, non è più concepibile che sia il nostro Paese a dovere affrontare, da solo, il dramma dei flussi migratori. Di fronte a tanto dolore, dobbiamo avere il coraggio ed il pudore di affermare l’inadeguatezza delle politiche fin qui adottate. Basta con le tragedie, è ora di chiudere la fase dell’emergenza, l’immigrazione ha caratteri permanenti e strutturali e come tale va affrontata. È opportuno che il Parlamento unitamente al Governo intraprenda un percorso di dialogo con l’Unione Europea per adottare soluzioni volte ad impedire che il Mediterraneo sia, ancora una volta, teatro di morte. È un dovere morale - ha concluso la parlamentare del PD - tentare di salvare dalla morte migliaia di uomini e donne, in fuga dalla guerra e dalla miseria. Se non si avrà il coraggio di affrontare in modo strutturale tale dramma, ogni lacrima versata sarà retorica ed inutile”.

 

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