22/11/2017 - 13:40

Rai racconti storia dolorosa.

“Finalmente è fatta giustizia per quello che è stato il più grave genocidio dalla seconda guerra mondiale in Europa. La sentenza di oggi non restituirà le vite spezzate, né il sorriso sui volti dei sopravvissuti, ma è un atto di giustizia indispensabile per affermare la verità, presupposto necessario per una pacificazione vera”.

- Così Marco Bergonzi, deputato del Partito Democratico, ha commentato la sentenza della Corte
penale internazionale, che ha giudicato il generale Ratko Mladic colpevole di genocidio e crimini di guerra –

“Il nostro Paese è stato coinvolto da vicino nel conflitto, ha subito la perdita di vite umane e ha ancora oggi circa 600 uomini in terra balcanica. È arrivato il momento che anche l’Italia recepisca la risoluzione varata dal Parlamento Europeo nel 2009, in cui – spiega il deputato Dem - è stato istituito il "Giorno della memoria per le vittime del genocidio di Srebrenica".

“Il nostro Paese ha versato un tributo di sangue alto, ha subito la perdita di vite umane ed ha ancora oggi circa 600 uomini in terra balcanica. Tra coloro che hanno perso la vita – sottolinea - ci sono anche 3 giornalisti RAI che in una storia di eroismo quotidiano, operavano per divulgare le condizioni di vita, in particolare dei bambini, sotto i bombardamenti e che sono stati colpiti da una granata mentre intervistano un bambino di nome Zlatko, salvato proprio dai loro corpi”.

“È ora che il nostro Paese ricordi una ferita della storia occidentale, che mai potrà essere sanata, e che – conclude Bergonzi - il servizio pubblico radiotelevisivo faccia conoscere una storia dolorosa che ha pagato direttamente” 

19/07/2017 - 14:26

Verità e giustizia per Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Sono gli obiettivi dell’appello - firmato anche dall’onorevole piacentino Marco Bergonzi (Pd) - che punta a tener viva l’attenzione dell'opinione pubblica sulla vicenda, a fronte della nuova richiesta di archiviazione del caso venuta nei giorni scorsi dalla Procura di Roma.
L’appello, al quale hanno già aderito oltre 250 parlamentari (tra i quali anche Pierluigi Bersani, Matteo Richetti e i capigruppo PD di Camera e Senato, solo per citarne alcuni), ricorda che nelle motivazioni (rese note nel marzo scorso) della sentenza del processo di revisione per l’assassinio di Alpi e Hrovatin, avvenuto ventitré anni fa in Somalia, la Corte d'Appello di Perugia ha parlato tra l’altro, ed esplicitamente, di "attività di depistaggio di ampia portata".
Lo stesso appello ricorda inoltre che già dieci fa un Gip della Procura di Roma respinse la richiesta di archiviazione del procedimento principale sulla morte della valorosa giornalista e del suo operatore, entrambi del servizio pubblico televisivo, scrivendo che “la ricostruzione più probabile e ragionevole appare essere quella dell'omicidio su commissione posto in essere per impedire che le notizie raccolte dalla Alpi e da Hrovatin in ordine ai traffici di armi e di rifiuti tossici avvenuti tra l'Italia e la Somalia venissero portate a conoscenza dell'opinione pubblica italiana".
Senza voler interferire nelle autonome decisioni della magistratura, l’obiettivo dei parlamentari firmatari (il cui numero aumenta giorno per giorno) è “di non ‘archiviare’ comunque questa vicenda”, che mescola traffici di armi e di rifiuti tossici ma anche oscure trame per impedire l’accertamento della verità.
L’auspicio è di arrivare alla completa luce e alla piena giustizia sul caso: “Lo dobbiamo - commenta Marco Bergonzi - a Ilaria e Miran, al loro coraggio e al loro sacrificio. Lo dobbiamo al giornalismo d'inchiesta, spesso ancora oggi rischioso per chi ha la forza e la possibilità di praticarlo. Lo dobbiamo a Luciana Alpi, che non può e non deve essere sola a condurre questa battaglia per la verità e la giustizia. Ma lo dobbiamo anche all'Italia e alla democrazia del nostro Paese, ferita in quegli anni da misteri e vicende come queste. E da interrogativi che non possono, non debbono rimanere senza risposta”.

19/06/2017 - 14:08

“Ho votato con grande convinzione - dichiara l’onorevole Marco Bergonzi (Pd) - la legge che modifica il codice penale e il codice di procedura penale, perchè inasprisce le pene per reati come le rapine e i furti in abitazione, rende meno facili le scarcerazioni, assicura la certezza della pena e allunga i tempi di prescrizione per tanti reati di allarme sociale”. Tra le più importanti misure introdotte dalla legge, approvata alla Camera dei deputati in via definitiva, si segnala l’aumento delle pene per i reati contro il patrimonio: sale ad esempio da un anno a tre anni la pena minima per il furto in abitazione e con strappo. Analoga scelta per il furto aggravato e la rapina, per i quali la pena massima resta di dieci anni: la minima sale da tre a quattro anni. Sarà più difficile ottenere la condizionale o condanne lievi anche in caso di riti alternativi.

“C’è la soddisfazione - rileva Bergonzi - di aver approvato un provvedimento all'altezza delle aspettative e delle esigenze delle persone. Per essere tale la giustizia deve essere efficiente e, soprattutto, vicina ai cittadini”. Il deputato piacentino del Pd attacca infine Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Lega Nord, che hanno votato contro le modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario: “Le nuove norme - rimarca Bergonzi - sono una risposta seria ed un impegno mantenuto, e sono senz'altro più utili ai cittadini dell'insignificante atteggiamento di chi è solo capace di urlare proclami, ma alla prova dei fatti puntualmente si rivela contraddittorio, incapace e deludente. Chi si è schierato contro questo provvedimento, di fatto, prende in giro gli elettori perché senza queste modifiche sarebbe rimasto tutto esattamente com’era prima”.

30/03/2017 - 16:16

Sarebbe risparmio per automobilisti e beneficio ambientale

"La stagione primaverile ampiamente avanzata e le temperature decisamente elevate, rendono non solo inutili, ma decisamente inopportuno l'utilizzo dei pneumatici invernali, in gran parte del nostro Paese. Milioni di automobilisti ed autotrasportatori montano pneumatici invernali all'inizio della stagione fredda, preferendo tale soluzione all'acquisto di catene da neve. Questo tipo di pneumatico, oltre ad avere un particolare disegno di battistrada, è costituito da una mescola tenera, che gli consente di essere particolarmente efficace alle basse temperature dove offre la massima aderenza, ma che, quando le temperature salgono, ne determina un'usura decisamente superiore a quella dei pneumatici estivi. L'obbligo di dotazioni invernali scatta nella maggioranza delle strade, dal 15 Ottobre e termina il 15 Aprile, ma visto l'andamento della temperatura in gran parte del nostro territorio, ritengo sarebbe opportuno anticipare il termine del 15 Aprile, sulle strade ove tale obbligo è previsto. Si otterrebbe così, oltre ad un evidente risparmio per gli automobilisti, anche un beneficio ambientale, stante la riduzione dei quantitativi di gomme da smaltire e dei materiali ed energia per produrle. L'opportunità che le date fissate per l'obbligo di mantenere le dotazioni invernali sui veicoli siano flessibili in funzione dell'andamento climatico è peraltro del tutto analoga a quanto già avviene per il periodo di accensione e spegnimento degli impianti di riscaldamento negli edifici, che viene anticipato o spostato in ogni località, a seconda delle temperature". Lo dichiara il deputato del Pd, Marco Bergonzi, della commissione Ambiente della Camera dei Deputati.

30/12/2015 - 16:44

Presentata una pdl per nuovi accessi alla professione

“Rinnovare le  professioni di Avvocato, Notaio e Commercialista e favorire la tutela, l'accesso e la crescita dei giovani professionisti”. Lo dice Marco Bergonzi deputato del Pd che ha sottoscritto una proposta di legge su questa materia.

“La proposta di legge – prosegue Bergonzi –, che ho sottoscritto con altri colleghi, prevede l'obbligo di contratti scritti con praticanti e collaboratori e di pagare un compenso minimo stabilito con decreto dal ministro della Giustizia. Si vuole eliminare l'assurda situazione di migliaia di praticanti, e anche di professionisti abilitati, che lavorano gratis; una forma di sfruttamento dei giovani professionisti unica in Europa che ha portato all'attuale numero enorme di professionisti senza reddito. Si precedono anche modifiche degli esami di accesso alle professioni per renderli più moderni ed efficienti e l’abbassamento di tutte le soglie anagrafiche oggi applicabili alle cariche elettive negli ordini professionali, che impediscono un reale accesso dei giovani professionisti agli organi di governo”.

“Credo - conclude Bergonzi - che si tratti di una partita importante per il rinnovo del nostro sistema e delle professioni e di un intervento in favore dei giovani professionisti anche per far sì che chi ha completato gli studi, possa entrare attivamente nel mondo del lavoro nel più breve tempo possibile”.

01/12/2015 - 17:19

“Mettere in discussione la celebrazione del Natale a scuola e negarla ai bambini significa che le colonne d'ercole dei valori fondanti della nostra comunità sono state superate. Farlo poi in nome di una presunta "attenzione" verso fedi religiose diverse dalla nostra è grottesco ed è il peggior servizio si possa fare al quel percorso di integrazione, che è ciò che desidera la stragrande maggioranza sia dei vecchi che dei nuovi cittadini, che in fondo chiedono solo di vivere insieme, pacificamente, nel rispetto reciproco, delle leggi, delle regole e degli usi e costumi di ciascuno”. Lo ha dichiarato il deputato Pd Marco Bergonzi che aggiunge: “ Negare ciò che siamo, che è parte indissolubile della storia, della cultura e delle tradizioni del nostro Paese, negare valori condivisi sia da credenti che da non credenti è una strada sbagliata che porta a contrapposizioni, chiusure e alla sacrosanta difesa dei valori che si mettono in discussione. Non è neanche ciò che chiedono gli stranieri, che non si sognano (salvo casi sporadici di estremismi), di pretendere che il Paese che li ha accolti, rinunci ai propri valori. Non dovrebbe esserci bisogno di ribadire che lo stato è laico, è ovvio ed indiscutibile, ma quando si rivestono ruoli di insegnamento occorre la consapevolezza che lì si formano gli Italiani di domani ed impoverirli, negando loro la magia del Natale ed i valori profondi che lo accompagnano, significa fare un pessimo servizio a loro all’intera comunità.

“Scaricare il proprio laicismo esasperato sui bambini, sui ragazzi – prosegue Bergonzi - non può avvenire ad opera di chi dovrebbe "insegnare": una scuola così senz’altro non forma. Al triste corollario di episodi come questo vi è poi lo squallido show dei politici che si ergono ad ‘eroi’ ‘difensori del tempio’, utilizzando l’ occasione per declamare proclami e calcare la passerella alla perenne ricerca di "grattare" qualche voto qua e là. Sono peraltro gli stessi che compiono pellegrinaggi interessati in occasione di calamità naturali, che sui luoghi dei disastri hanno la ricetta per tutto, che, se governassero porterebbero più aiuti, più soldi, più sicurezza. Intenti in realtà solo ad approfittare della situazione per sciacallare consensi. Due facce della stessa medaglia di latta, anzi forse la stessa”.