16/11/2017 - 15:50

“Rispondendo ieri in commissione Affari esteri a un’interrogazione della deputata Pd Lia Quartapelle Procopio, e da me sottoscritta, il sottosegretario Vincenzo Amendola ha sottolineato l’importanza dell’internazionalizzazione del sistema universitario nazionale per lo sviluppo e la proiezione esterna del nostro Paese”. Lo riferisce l’on. Alessio Tacconi (PD), eletto all’estero nella ripartizione Europa che aggiunge: “Il ministero Affari esteri e cooperazione internazionale e il MIUR hanno presentato un piano strategico per identificare un percorso di lavoro e stabilire le priorità geografiche verso le quali indirizzare la promozione del nostro sistema di istruzione e formazione superiore, atenei, conservatori, accademie di belle arti.  Gli strumenti principali individuati per presentare al mondo l’offerta dei nostri Istituti di eccellenza sono dei roadshow,denominati Italian Days, da realizzare all’interno di ‘fiere dell’istruzione’ nei paesi di riconosciuto interesse strategico per l’Italia. Attraverso di essi si vuole presentare offerta formativa, modalità d’accesso, riconoscimento dei titoli di studio, modalità di finanziamento, disponibilità di borse di studio, ecc. E’ stato già realizzato un Roadshow  in Cina dal 21 al 29 ottobre nel contesto della China Education Expo 2017. Un altro è previsto in India dal 24 al 28 novembre con tappe a Mumbai, Kolkata, Bangalore e New Delhi ed un altro ancora negli Stati Uniti dal 27 maggio al 1 giugno 2018.
Tutto questo è possibile anche grazie al Fondo per il potenziamento della promozione della cultura e della lingua italiana all’estero che il Governo ha istituito presso il ministero Affari esteri e Cooperazione internazionale con la legge di bilancio 2017. Non si tratta di spese a fondo perduto (qualcuno potrebbe addirittura giudicarle un inutile spreco di denaro pubblico), ma veri e propri investimenti per la promozione del nostro Paese all’estero. Attraendo giovani talenti presso le nostre università – conclude  - non solo formeremo la classe dirigente dei rispettivi paesi d’origine ma creeremo uno straordinario strumento di soft power con dirigenti e imprenditori di successo posizionati quali ‘antenne’ di italianità nel mondo”. 

08/11/2017 - 16:26

“Si stima che circa 7 milioni di cittadini europei si trovino a viaggiare o a vivere in paesi terzi nei quali il loro Stato di appartenenza non è in grado di fornire assistenza consolare”.  Lo afferma Alessio Tacconi che oggi è stato relatore in Commissione affari esteri e comunitari  di uno schema di decreto legislativo che il Governo ha predisposto per dare attuazione ad una specifica direttiva dell’Unione Europea intesa a facilitare la tutela consolare dei cittadini dell’Unione non rappresentati nei paesi terzi.
“La delega al Governo - spiega il Deputato - è stata conferita dalla legge di delegazione europea del 2015 che recepisce la direttiva UE 2015/637.  La direttiva stabilisce le modalità con le quali cittadini europei bisognosi di assistenza consolare in paesi terzi nei quali non sono direttamente rappresentati abbiano diritto a godere della tutela delle ambasciate e dei consolati di altri Stati membri dell’Unione europea ivi presenti. Le tipologie di assistenza possono concernere i casi più svariati, dall’espletamento di semplici pratiche consolari, all’assistenza in caso di incidenti o perfino in caso di gravi crisi politiche nel paese terzo che consiglino la pronta evacuazione dei cittadini europei, dal rilascio di passaporti temporanei e documenti di viaggio al rimpatrio delle salme di cittadini deceduti, ecc”.
“Il recepimento della direttiva attraverso l’Atto del Governo per il quale sono stato relatore - continua Tacconi - costituisce un passo importante nel processo di integrazione europea in quanto, in attuazione dei Trattati dell’Unione e della Carta dei diritti fondamentali della UE, stabilisce che tutti i cittadini hanno il diritto di essere tutelati dalle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi Stato membro, alle medesime condizioni dei cittadini di detto Stato, qualora si trovino nel territorio di un paese terzo privo di rappresentanza diplomatica o consolare nazionale. Il recepimento della direttiva, di fatto, introduce il concetto di “cittadino europeo non rappresentato”.
“Conseguentemente sono state apportate modifiche alle leggi e alle disposizioni che governano l’ordinamento del Ministero degli affari esteri e i compiti degli Uffici consolari nel rispetto di quanto già stabilisce la Convenzione di Vienna del 1963 in materia di collaborazione fra Stati e di tutela consolare.”.
“Il provvedimento – conclude Tacconi – consente la necessaria flessibilità e rapidità di intervento a fronte di situazioni sempre più diversificate in una società in continuo movimento”.
 

30/10/2017 - 15:08

“A pochi mesi dal prossimo appuntamento elettorale, molti Italiani all’estero rischiano di non essere ammessi al voto per corrispondenza semplicemente perché la loro iscrizione all’A.i.r.e. non è stata ancora perfezionata”. Lo dichiara Alessio Tacconi, deputato del Partito democratico, annunciando un’interrogazione al ministro degli Esteri sul tema.

“La legge istitutiva dell’A.i.r.e – spiega – stabilisce l’iscrizione all’A.i.r.e. è la condizione essenziale per usufruire dei servizi consolari, ottenere il rilascio del passaporto e dei documenti d’identità e partecipare alle elezioni politiche e referendarie per corrispondenza nel paese di residenza. Tale prerogativa rischia di essere vanificata dal notevole ritardo che in molti consolati, secondo segnalazioni che mi sono giunte da vari connazionali, registrano nella trattazione delle pratiche di anagrafe. Ritardo non addossabile ai consolati e ai loro addetti, che, anzi, sono spesso le prime vittime del vertiginoso aumento dei carichi di lavoro cui sono stati sottoposti. All’aggravio di lavoro non è corrisposto un adeguamento degli organici, anzi in molti casi si assiste a una riduzione sia in termini di personale che di risorse finanziarie. Da una parte, infatti, il blocco del turn over ha drasticamente ridimensionato l’organico del ministero di oltre il 25% negli ultimi otto anni, dall’altra le esigenze generali di contenimento della spesa hanno reso ancor più irrisorio il bilancio dello stesso ministero e, conseguentemente, della rete estera. Gli arretrati accumulati devono tuttavia essere azzerati ed è necessario farlo urgentemente, prima delle prossime elezioni politiche in maniera da permettere a tutti la partecipazione al voto”.

“Perciò, con la mia interrogazione, sottoscritta anche dai miei colleghi del Pd eletti all’estero, ho chiesto in primis che il ministero autorizzi l’assunzione di personale interinale da adibire alla trattazione delle pratiche di anagrafe in giacenza e, parallelamente, di assumere iniziative per varare un piano di assunzioni di personale sia di ruolo che a contratto per adeguare gli organici delle sedi all’estero. Solo così sarà possibile superare definitivamente la logica degli interventi di emergenza”, conclude.

26/10/2017 - 15:10

“Il voto degli Italiani all’estero, che la Costituzione riconosce e che qualcuno vorrebbe abolire o inficiarne l’attività di godimento, è lo strumento principe per far sentire all’Italia la voce di quest’altra Italia oltre confine. Alle istituzioni,  l’obbligo di perfezionarne le procedure per raggiungere gli interessati a partecipare alla vita pubblica italiana, per non disperdere il loro valore aggiunto nella promozione del ‘sistema Italia’ all’estero”. Lo dichiara il deputato Pd Alessio Tacconi che spiega “Il Rapporto ‘Italiani nel Mondo 2017’della Fondazione Migrantes dice che sono quasi cinque milioni gli Italiani residenti all’estero e iscritti all’A.I.R.E,  oltre l’8% del totale dei residenti in Italia, con un aumento, nel solo 2016, di 124.000 unità.

Molti commenti al Rapporto si sono soffermati sul depauperamento delle risorse umane che provoca questa mobilità. Ma una politica lungimirante non deve solo arginare questa emorragia ma, al contempo, trasformare in risorsa la presenza degli Italiani nel mondo. E in una realtà globale sempre più mutevole le risposte di politica e amministrazione dovranno essere veloci.  La stessa anagrafe AIRE dimostra tutta la sua staticità, tanto che molti connazionali non la utilizzano, rinunciando al diritto di voto. Ne dobbiamo dunque fare uno strumento vivo, di supporto e sviluppo. Dal punto di vista fiscale, poi, va facilitato, in entrambe le direzioni, il godimento dei diritti e dei servizi assistenziali e pensionistici e si deve procedere lungo la strada delle agevolazioni fiscali e tributarie. Se si vuole veramente guardare al futuro, l’attore principale rimane la nostra rete consolare, ridimensionata con la chiusura di numerose sedi. Necessario poi il coinvolgimento delle nostre collettività all’estero. Infine, i parlamentari eletti nella circoscrizione estero hanno fatto finora quello che era lecito aspettarsi nel contesto, soprattutto economico, ma molto di più potranno fare se almeno uno di loro sarà investito in futuro di un qualche ruolo nelle sedi decisionali della politica”.

25/10/2017 - 18:31
“La ristrutturazione della Casa d’Italia di Zurigo consentirà un uso più efficiente del bene demaniale”.  Questa, in sintesi, è la risposta che il Governo ha dato oggi a una mia interrogazione sul futuro della Casa d’Italia di Zurigo”. Lo dichiara Alessio Tacconi, deputato del Partito democratico, per commentare la risposta del vice ministro Mario Giro.

“Nella mia interrogazione al Ministero degli Esteri – ricorda – avevo rimarcato come la pluridecennale storia della Casa d’Italia di Zurigo si identificasse con quella della comunità italiana lì residente: fu la stessa comunità, infatti, che negli anni Trenta del secolo scorso, che si mobilitatò per contribuire alla costruzione dell’edificio. La Casa d’Italia era così diventata, più propriamente, la casa degli Italiani, dove, per oltre 80 anni, essi hanno organizzato e modellato la propria vita sociale, culturale e ricreativa con attività qualificanti della presenza italiana nella più importante città della Svizzera. Avevo perciò chiesto che non andasse smarrito questo patrimonio di cultura, di partecipazione e di affetti conservando la Casa d’Italia quale centro propulsore di identità e punto di riferimento per la nostra collettività. Annoto perciò con sollievo che dopo la progettata ristrutturazione, l’edificio potrà ospitare il Consolato Generale d’Italia, l’Istituto Italiano di Cultura, la Scuola Elementare Statale con annessa scuola dell’infanzia, la scuola media paritaria Enrico Fermi oltre che spazi per le associazioni espressione della collettività e per il Comites. Spiace, invece, che nello stabile non possa trovare spazio anche il Liceo paritario Pier Martire Vermigli, elemento integrante di quel Polo Scolastico che era il fiore all’occhiello della nostra presenza culturale a Zurigo”.

“Nella mia replica al Vice Ministro Giro ho espresso apprezzamento per l’attenzione del Governo alle questioni prospettate e ho preso atto della disponibilità che mi è stata assicurata a venire incontro alle esigenze delle scuole paritarie Enrico Fermi e Liceo Vermigli che tenga conto delle mutate condizioni operative conseguenti la chiusura della Casa d’Italia: contributi finanziari integrativi e eventualmente un’ulteriore unità di personale al Liceo Vermigli saranno possibili, mi è stato assicurato, a fronte di un concreto e sostenibile piano di rilancio delle suddette Scuole”, conclude.

11/10/2017 - 18:09

“Mi giungono segnalazioni da cittadini italiani residenti all’estero che i rispettivi comuni di iscrizione all’AIRE non riconoscono le agevolazioni previste dalla normativa nazionale riguardante l’IMU e la TASI, adducendo a giustificazione il Testo Unico degli Enti Locali che permetterebbe, ai comuni in dissesto finanziario, di derogare alla legge nazionale”. Così Alessio Tacconi (PD) eletto nella Circoscrizione estero che della questione IMU per gli Italiani all’estero si è spesso occupato in questa legislatura fino a farne una priorità della sua agenda politica.

Il Deputato ha recentemente portato la questione all’attenzione del Ministero dell’Economia e della Finanze richiamandosi alle leggi approvate dagli ultimi Governi che stabiliscono che, a decorrere dal 2015, è considerata “direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola  unità  immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel  territorio  dello Stato e iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in  Italia, a condizione che non  risulti locata o data in comodato d'uso”.

“Pertanto – continua il Parlamentare - su tale abitazione va riconosciuta l’esenzione dall’IMU e l’ulteriore agevolazione prevista dalla legge e cioè la riduzione di due terzi della TARI e della TASI e, infine, con la legge di bilancio per il 2016, anche l’abolizione completa della TASI”.

“Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, da me sollecitato al riguardo – riferisce l’On. Tacconi - mi ha confermato per le vie brevi che, anche in caso di dissesto, l’ente locale non può disapplicare le agevolazioni previste dalla normativa nazionale; i comuni possono, al contrario, confermare le agevolazioni (e quindi anche le esenzioni) relative ai propri tributi, nonostante il dissesto, in virtù del comma 4 dell’art. 251 del TUEL”.

“Facendo seguito a questa risposta informale – prosegue ancora Tacconi – insieme ai miei colleghi del PD eletti all’estero ho depositato oggi un’interrogazione allo stesso Ministro per chiedere che venga prima di tutto emanata una circolare esplicativa in cui si ribadisce la portata della norma introdotta dalle leggi nazionali e l’impossibilità per gli enti locali di derogarvi, e, in secondo luogo, perché si diano istruzioni ai comuni affinché procedano al rimborso di quanto illegittimamente richiesto ai contribuenti che si trovino nelle condizioni previste dalla legge. I nostri connazionali interessati potranno così far valere i loro diritti” – conclude infine il Deputato. 

26/09/2017 - 12:59

“Il Ministero dell’Economia, Dipartimento delle Finanze, ha risposto alla mia lettera con la quale, prima della pausa estiva, chiedevo chiarimenti sulla tassazione in Italia delle prestazioni della previdenza professionale svizzera”. Lo rende noto il deputato del Pd Alessio Tacconi, che ricorda come le modifiche introdotte al Decreto Legge n. 50 del 24 aprile 2017 (la cosiddetta “manovrina”) prevedevano la tassazione forfettaria del 5% anche delle rendite derivanti dalla previdenza professionale svizzera (LPP).

“Nella mia lettera – prosegue Tacconi – facevo notare che il trattamento fiscale su tali prestazioni,  secondo logica e secondo equità, doveva essere esteso a tutti i beneficiari e non solo ai pensionati ex transfrontalieri, nonostante l’emendamento in parola fosse stato inserito proprio sotto la rubrica “Disposizioni in materia di contributi previdenziali dei lavoratori transfrontalieri”.  Facevo notare, inoltre, che, la LPP, introdotta nel 1985 dopo cioè gli accordi di sicurezza sociale del 1974, non viene erogata, come l’AVS, attraverso istituti intermediari che trattengono una ritenuta unica del 5%, ma direttamente ai beneficiari sui loro conti correnti accesi in Italia o, come pretendono alcune Casse Pensioni, su un conto corrente presso istituti finanziari svizzeri. Chiedevo perciò che il Ministero e l’Agenzia delle Entrate fornissero chiarimenti sulle modalità operative relative all’applicazione su  tali prestazioni dell’imposizione fiscale nella misura unica del 5% nel caso di assenza di un intermediario finanziario che agisca in qualità di sostituto d’imposta”.

“Mentre su quest’ultimo punto il Ministero si rimette alle valutazioni dell’Agenzia delle Entrate, a cui è stata inviata la stessa lettera di risposta ai miei quesiti, il Dipartimento delle Finanze, Direzione Legislazione Tributaria e Federalismo Fiscale, dando un’interpretazione autentica dell’emendamento introdotto nel Decreto Legge n. 50 del 24 aprile 2017, chiarisce che “nonostante la rubrica dell’art. 55-quinquies faccia riferimento ai lavoratori transfrontalieri, la formulazione dell’articolo lascia chiaramente intendere che il nuovo regime fiscale coinvolgerà la totalità delle prestazioni erogate, indipendentemente dalla circostanza che il percettore sia stato frontaliere o meno”. Richiamando inoltre la Circolare n. 30 dell’11 agosto 2015 dell’Agenzia delle Entrate, la stessa Direzione  ribadisce che “al fine di evitare una ingiustificata disparità di trattamento connessa alle sole modalità di incasso della rendita, si ritiene che quando tali pensioni siano accreditate su conti elvetici senza l’intervento di un intermediario finanziario residente, l’imponibile debba essere comunque assoggettato ad un’imposizione sostitutiva del 5 per cento. Ciò in quanto l’assoggettamento ad imposizione ordinaria costituirebbe un trattamento discriminatorio, fondato sul mero luogo di incasso del reddito e non su una differenza di capacità contributiva”.

“Solleciterò l’Agenzia delle Entrate – conclude il deputato – perché emani quanto prima le pertinenti modalità operative che, si presume, non potranno differire da quanto disposto con la circolare n. 30 dell’11 agosto 2015 che già fornisce indicazioni per la dichiarazione dei redditi per i beneficiari che non hanno “canalizzato” in Italia le rendite AVS”.  

21/09/2017 - 14:26

"Tra le numerose iniziative dell'attivissimo Comites di Oslo spicca il progetto "Scienza senza Confini" che prevede una serie di incontri che vertono, di volta in volta, su temi di grande interesse, sociale e culturale, per la comunità italiana residente in Norvegia. Descrivendone i contenuti, lo stesso Comites si pone gli ambiziosi obiettivi di favorire la collaborazione fra i professionisti italiani residenti in Norvegia e Islanda per poi favorire progetti e iniziative di cooperazione scientifica tra Italia, Norvegia e Islanda." Lo afferma  Alessio Tacconi, deputato PD eletto nella Circoscrizione Estero Europa, che domani sera, 22 settembre, sarà ad Oslo per partecipare al secondo incontro di tale progetto, dal titolo "Orizzonti Italo-Norvegesi", che verterà sulle esperienze lavorative e di ricerca degli italiani in Norvegia".

"La comunità italo-norvegese – commenta Tacconi – pur non essendo molto numerosa, è composta da concittadini ben inseriti nel contesto socio-economico, culturale ed accademico, come dimostra il panel di relatori che interverranno alla serata: tra essi, insieme a Jonathan Rizzi e Graziella Devoli, geologi e ideatori del progetto "Scienza senza confini", molti altri docenti, autori e ricercatori italiani".

"Ognuno di loro - spiega Tacconi - illustrerà alcuni aspetti della propria attività e del proprio impegno professionale, a testimonianza dei prestigiosi traguardi che membri delle nostre comunità d’oltre confine hanno saputo raggiungere e del contributo che essi danno alla società di accoglienza".

"L’incontro, aperto al pubblico, darà anche a me l’occasione di portare la mia esperienza di italiano oltre confine, nonché di illustrare la mia agenda politica e le direttrici che hanno ispirato il mio impegno in Parlamento nel corso di questa legislatura. Ringrazio tutto il Comites, presieduto dalla presidente Elisabetta Cassina Wolff, per l'ottimo lavoro che sta realizzando e per il gradito invito a questa iniziativa."

L’incontro avrà luogo presso i locali della comunità evangelica tedesca in Eilert Sundts gate 37, 0259 Oslo.

 

20/09/2017 - 13:23

“Ho accolto molto volentieri l’invito dell’Ambasciatore d’Italia in Belgio Elena Basile a partecipare alla riunione di coordinamento consolare, che si terrà il prossimo giovedì 21 settembre alla presenza di tutti i soggetti istituzionali che in varia misura erogano servizi alla nostra collettività”. Lo afferma  Alessio Tacconi, deputato del Pd eletto nella Circoscrizione Estero - Europa.

“Sarà l’occasione per discutere ed approfondire alcuni temi che stanno a cuore alla collettività italiana e, naturalmente, ai suoi rappresentanti in Parlamento. La mia agenda politica si forma e si concretizza attraverso una conoscenza il più possibile diretta del territorio, delle sue collettività di vecchia e nuova emigrazione, della quantità e della qualità dei servizi di cui possono usufruire, di come e in che misura essi possano essere migliorati e resi più efficaci e vicini al cittadino. Sono temi che sicuramente affronteremo nella riunione in Ambasciata e su di essi, oltre che attento osservatore, non mancherò di dare suggerimenti e avanzare, se necessario, delle proposte”.

“La mia presenza in Belgio – aggiunge Tacconi - proseguirà la sera stessa con un incontro con gli amici del Circolo PD di Chapelle-lez-Herlaimont con i quali discuteremo dei servizi per gli Italiani all’estero, della tassazione immobiliare, delle esenzioni finora ottenute, di quelle per cui stiamo lottando, del pagamento del Canone TV ecc. Discuteremo inoltre della presenza del PD nel territorio, di quello che i Governi a guida PD hanno fatto per gli Italiani all’estero, ma anche del contributo che i circoli del partito nel mondo possono democraticamente indicare per l’elaborazione del programma nazionale e, infine, della mobilitazione a cui tutti siamo chiamati in vista del prossimo appuntamento elettorale. Ringrazio perciò gli amici di Chapelle-lez-Herlaimont per avermi dato l’opportunità di illustrare questi temi, lieto di poter rispondere non solo alle loro domande, ma anche a quelle del pubblico che vorrà intervenire alla serata”.

A beneficio di questi ultimi il Deputato ricorda che l’incontro si svolgerà alla Maison du Peuple, Rue Robert 8, a partire dalle ore 19 di giovedì 21 settembre.
 

19/09/2017 - 17:25

“Sono lieto che il Governo abbia risposto positivamente all’appello che avevo lanciato con la mia interrogazione, presentata a ridosso della pausa estiva, sul destino dell’edificio demaniale “Villa Olga” di Salonicco”. Lo afferma  Alessio Tacconi, deputato del Pd eletto nella circoscrizione estero nell’annunciare la risposta che il Governo ha dato oggi in Aula con il Sottosegretario Della Vedova.

“Ricordo – prosegue il Deputato - che Villa Olga era una splendida villa in stile Liberty che lo Stato aveva destinato a sede del Consolato di Salonicco; durante la seconda guerra mondiale l’immobile fu teatro del salvataggio di centinaia di ebrei grazie al coraggio del Console Guelfo Zamboni. Chiuso il Consolato nel 2001, l’immobile è rimasto inutilizzato per attività istituzionali e proprio in ragione del suo perdurante inutilizzo il MAECI ne ha decretato la dismissione tramite alienazione o permuta, in primo luogo per ottemperare agli obblighi finanziari imposti dalle ultime leggi di bilancio, e poi per sottrarlo all’incuria e al degrado in cui versa attualmente”.

“La risposta del Governo conferma la necessità di razionalizzare la gestione dei beni demaniali all’estero dismettendo quelli non più utilizzati. Non posso quindi che apprezzare quanto illustrato dal Sottosegretario sui vari tentativi che sono stati fatti per studiare prima la possibilità di un restauro conservativo, rivelatosi troppo oneroso, poi di una possibile collaborazione con la Città di Salonicco per destinare l’edificio ad attività culturali di comune interesse, anch’essa andata a vuoto. La vendita non è più procrastinabile anche agli occhi della Comunità italiana di Salonicco che ad un edificio fatiscente di proprietà dello Stato italiano preferirebbe un immobile alienato ma ridato all’antico splendore. Prendo perciò atto che l’Amministrazione sta procedendo ad una gara ad evidenza pubblica che sarà visionabile sul sito del MAECI a partire dal prossimo mese di ottobre”. 

“Sono anche lieto di osservare - aggiunge Tacconi - che, sebbene secondo le norme in vigore non sia possibile utilizzare sul posto i proventi della vendita, proposta che nella mia interrogazione era stata lanciata quale utile provocazione, le richieste di intervento sulle strutture italiane sono state pienamente accolte: la Scuola Italiana di Atene dal prossimo anno scolastico dovrebbe essere trasferita in una nuova sede più adeguata alle esigenze funzionali e didattiche dell’utenza, mentre per il corrente anno scolastico si è provveduto, durante l’estate, alla messa in sicurezza di alcune strutture e risolto alcune criticità dell’edificio attualmente in locazione, proprietà della Santa Sede; si stanno inoltre programmando lavori presso l’Ambasciata per accogliervi il personale impiegato presso la Cancelleria Consolare, attualmente ospitata in locali assolutamente inidonei ad assicurare una decorosa situazione lavorativa del personale e un’ottimale offerta dei servizi all’utenza”.

“Nella mia replica – conclude Tacconi – nell’apprezzare la risposta del Governo, ho voluto anche rivolgere un pensiero di gratitudine all’Ambasciatore Marras che fin dal suo arrivo ad Atene si è mostrato sempre vicino alla comunità italiana e ai suoi bisogni, prodigandosi anche, con passione e impegno, per mettere ordine nelle annose questioni legate alla gestione degli immobili italiani in Grecia”.

05/07/2017 - 14:16

“I cittadini che intendono ristrutturare la propria abitazione o effettuare interventi che ne migliorino l’efficienza energetica hanno diritto ad una serie di agevolazioni fiscali, da cui sono esclusi, però, i proprietari di immobili residenti all’estero ed iscritti all’AIRE non assoggettati al pagamento dell'IRPEF”.  Lo afferma Alessio Tacconi, deputato del Pd eletto nella Circoscrizione Estero, annunciando che sull’argomento ha presentato oggi un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Economia e delle Finanze.
“L’agevolazione – continua il deputato – consiste in una detrazione dall’Irpef prevista dall’articolo 16 bis del Testo Unico delle Imposte sui redditi, che, inizialmente determinata nel 36% delle spese sostenute per un ammontare non eccedente i 48.000 euro, è stata successivamente aumentata al 50% per interventi di ristrutturazione e al 65% per interventi di riqualificazione energetica entro limiti di spesa di 96.000 euro”.
“La legge di bilancio 2017 (legge n. 232 dell’11 dicembre 2016), ha prorogato fino al 31 dicembre di quest’anno questi maggiori benefici fiscali, mentre sono state previste detrazioni nella misura del 70% o dell’80% della spesa sostenuta per l’adozione di misure antisismiche a seconda che, con gli interventi effettuati, si ottenga il passaggio ad una o a due classi inferiori di rischio sismico”.
“Tuttavia – prosegue ancora Tacconi – trattandosi di agevolazioni che vanno ad incidere sulla dichiarazione dei redditi sotto forma di detrazione dall’imposta dovuta, ne sono automaticamente esclusi da un lato i cosiddetti “incapienti”, i contribuenti cioè il cui debito nei confronti dello Stato è inferiore all’importo della detrazione, dall’altra  i cittadini Italiani residenti all’estero ed iscritti all’AIRE che, nella maggior parte dei casi, non sono assoggettati all’Irpef”.
“Molti nostri connazionali emigrati posseggono in Italia un considerevole patrimonio immobiliare a cui annettono un enorme valore affettivo nonostante che la pesante tassazione e lo spopolamento di interi paesi, ne abbiano pressoché azzerato il valore di mercato. Proprio in virtù del legame che ancora li unisce al paese d’origine molti di loro, come ho spesso avuto modo di constatare nei miei frequenti incontri sul territorio, sarebbero interessati ad effettuare su tali immobili interventi di varia natura per il ripristino, la ristrutturazione, la manutenzione ordinaria e straordinaria e per la riqualificazione energetica, ma sono scoraggiati dalla mancanza di qualsivoglia incentivo fiscale”.
“Partendo da queste considerazioni – prosegue il deputato – ho presentato un’interrogazione al Ministro dell’Economia e delle Finanze per sollecitare qualche altra forma di incentivo fiscale non collegato all’Irpef, e ho suggerito, in particolare, che per i cittadini “incapienti” e per quelli non soggetti all’Irpef, quali sono i cittadini AIRE, si preveda che le spese da essi sostenute per interventi di ristrutturazione, ripristino, e riqualificazione energetica siano esentate dall’IVA: a trarne beneficio non sarebbero solo i diretti interessati ma l’intera struttura produttiva del Paese con la sua industria delle costruzioni e delle attività connesse, che, come noto, rappresentano la filiera economica più importante sia per il contributo al PIL sia per il numero di soggetti occupati. Quale risultato non secondario - riflette infine Tacconi – si rinsalderebbe il legame che unisce le nostre comunità d’oltre confine al Paese a cui hanno dato molto e da cui hanno ricevuto poco”.

18/05/2017 - 12:49

"Ho avuto il piacere e l’onore di partecipare alla cerimonia di consegna di un’apparecchiatura medica al Punto di Assistenza Sanitaria di Amatrice, dono della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera,  frutto della raccolta fondi, organizzata dalla stessa Camera, a favore delle popolazioni colpite dal sisma".  Lo ha dichiarato il deputato Pd Alessio Tacconi, eletto all’estero che proprio in Svizzera ha la sua residenza che ha aggiunto: “La visione dal vivo delle macerie riporta subito alla mente il senso di profonda commozione e sgomento che ci ha colpiti nei momenti successivi al terremoto e allo stesso tempo di grande ammirazione per quella gente che ha deciso di non andarsene dai loro paesi e di incominciare a ricostruirli. Grazie al personale dell’esercito coordinato dal Generale Sergio Santamaria e al personale della Croce Rossa Italiana per la costante presenza in tutte le zone di criticità. E un apprezzamento particolare per il Presidente della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, Vincenzo Di Pierri, che ha promosso  raccolta fondi tra i propri soci e per avermi voluto al suo fianco in questo momento":

"Quale parlamentare eletto all’estero, voglio sottolineare che anche gli Italiani d’oltre confine hanno provato gli stessi sentimenti di profondo dolore e partecipazione commossa davanti alle immagini della catastrofe: ecco perché anche dall’estero è subito iniziata una splendida gara di solidarietà che ha messo in campo una miriade di iniziative per offrire sostegno e conforto alle popolazioni colpite e che ha coinvolto, accanto a semplici cittadini, enti, associazioni, le nostre autorità diplomatiche e consolari e autorità straniere. Sono certo che la consegna dell’apparecchiatura medica donata dalla Camera di Commercio Italiana per la Svizzera è il simbolo della vicinanza e della solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto da parte di tutti i nostri connazionali residenti all’estero, con l’auspicio che anche la gente di tutti i paesi e villaggi colpiti dal terremoto sia confortata dal calore e dall’affetto dei nostri connazionali che, pur se emigrati da molti anni e lontani migliaia di chilometri, conservano intatto l’amore per il nostro Paese, la sua storia e le sue bellezze, le sue città e i suoi borghi e, in definitiva, per chi ci abita, mantenendolo vivo"

16/05/2017 - 15:03

“La crisi dell’associazionismo italiano all’estero è un motivo molto ricorrente nelle nostre conversazioni tra Italiani oltre confine. Eppure, a ben guardare, le nostre comunità di emigrati sono ancora capaci di concrete iniziative con uno sguardo certamente rivolto al passato, al ricordo delle loro storie e delle loro esperienze e delle tradizioni d’origine, ma anche con una forte proiezione verso il futuro di cui vogliono essere e sentirsi protagonisti”. Così il deputato del Pd Alessio Tacconi ricordando la sua partecipazione al V Congresso Nazionale della Federazione dei Circoli sardi in Svizzera che si è svolto a Zurigo lo scorso fine settimana.
“Molto significativo – aggiunge il deputato eletto nella Circoscrizione estero/Europa – il tema del Congresso (“Sardegna in progresso, con le conoscenze e le competenze dei suoi giovani in Patria e all’Estero”) che sta a testimoniare un legame vivo e fecondo con la propria terra, la propria cultura e tradizioni, non disgiunto però da una tenace volontà di costruire un futuro dove le competenze dei giovani possano essere pienamente valorizzate”.
“I campi d’azione dell’associazionismo tradizionale, l’aiuto, l’accoglienza e il mutuo soccorso che fino a qualche anno fa potevano sembrare attività obsolete, sono di nuovo diventati di scottante attualità a fronte dei nuovi flussi migratori che spingono tanti giovani e meno giovani a lasciare il nostro Paese. Eppure queste attività che in passato hanno rappresentato la stessa ragion d’essere dell’associazionismo, da sole rischiano di non esercitare più alcun richiamo sulle giovani generazioni e possono quindi preludere alla loro scomparsa. Ecco allora che iniziative come quella della Federazione dei Circoli sardi in Svizzera propone un coinvolgimento delle nuove generazioni nelle quali individua la classe dirigente di domani e lo fa additando le linee guida su cui rilanciare il nostro associazionismo all’estero: insieme con i valori dell’identità, dell’accoglienza e delle tradizioni è necessario rilanciare i valori della cultura, del lavoro, delle competenze e dell’eccellenza”.
“Nel mio intervento ho voluto dare testimonianza, con piacere, che queste parole chiavi hanno informato anche la mia attività politica, incentrata su alcuni obiettivi fondamentali: il rafforzamento delle nostre radici, della nostra storia e dei valori che da sempre ci guidano; la promozione dell’istruzione e della cultura quale elemento essenziale di crescita personale e collettiva durevole; la creazione di condizioni di lavoro che permettano di considerare l’emigrazione non una tappa obbligata, ma una scelta responsabile di vita per inseguire nuove mete e arricchirsi di nuove esperienze”.
“Voglio ringraziare il Presidente Mura per il cortese invito – conclude Tacconi – che mi ha offerto l’opportunità di conoscere da vicino un’importante realtà della nostra emigrazione in Svizzera alla quale va tutta la mia stima e l’apprezzamento per il lavoro svolto a favore delle nostre comunità”.

 

07/02/2017 - 17:35

“Il futuro della Casa d’Italia di Lucerna passa attraverso la stipula di una nuova concessione del nostro bene demaniale”.

Così Alessio Tacconi (PD) nell’annunciare una nuova interrogazione che ha presentato oggi al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Ancor prima che si ventilasse l’ipotesi di vendita del nostro bene demaniale il deputato si era attivato presso i vertici politici ed amministrativi del Ministero per salvaguardare il destino della Casa d’Italia e quando, l’estate scorsa, era venuto a conoscenza che il piano di dismissioni di beni demaniali all’estero che il Ministero aveva approntato comprendeva anche la Casa d’Italia di Lucerna aveva immediatamente presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo che si preservasse la proprietà dell’immobile e se ne assicurasse la piena fruibilità da parte della locale collettività.

“Rispondendo a quella interrogazione – ricorda Tacconi – il Governo assicurava  che nessuna decisione definitiva sulla vendita era stata fino ad allora adottata e che, prima di assumere una decisione definitiva sul futuro dell’immobile, “si sarebbe tenuto conto degli interessi della comunità italiana di Lucerna. Vengo invece a conoscenza che, allo scadere della preesistente concessione a favore della “Fondazione Casa d’Italia”, il 27 gennaio scorso, l’edificio è stato chiuso e perfino il corrispondente consolare, che ancora occupava un locale all’interno dell’edificio, ha dovuto cercare altrove un’altra sistemazione per continuare ad offrire servizi essenziali ai nostri connazionali. Ho sentito perciò il dovere di rivolgermi nuovamente al Ministro competente per sollecitarlo a trovare l’auspicata soluzione definitiva che, nello spirito della precedente risposta, venga incontro alle esigenze e agli interessi della nostra collettività. Nel ribadire i buoni motivi per cui la Casa d’Italia deve rimanere nella piena fruibilità della collettività italiana che alla Casa si sente particolarmente legata non solo per il ruolo che la stessa ha avuto nelle sue vicissitudini, dalla sua costruzione ai giorni nostri,  ma soprattutto per il legame fortissimo che si è creato con un edificio che negli anni è stato il centro propulsore della vita culturale e associativa della collettività, fulcro delle sue numerose attività. Questo patrimonio materiale e morale non può essere disperso per una mera esigenza di cassa, perché prioritari, invece, devono essere la tutela della nostra collettività, l’incoraggiamento del suo spirito di iniziativa, il sostegno alle attività di promozione e di integrazione nel tessuto sociale di accoglimento e a tutte quelle iniziative di promozione linguistica e culturale, giustamente ritenute leva strategica nella promozione del Sistema Paese, che nella Casa d’Italia possono trovare la loro sede naturale e ideale”.

 “Nel rilevare in tal senso un forte interesse da parte della collettività italiana, che vanta al suo interno notevoli risorse  non solo materiali, ma organizzative, imprenditoriali e professionali per far “ripartire” la Casa d’Italia, ho chiesto al Ministro se non ritenga di dover espletare quanto prima una nuova gara per l’affidamento di una nuova concessione. La comunità italiana di Lucerna – conclude il deputato – merita questa attenzione:  sulla sopravvivenza della Casa d’Italia, sulla sua ottimale manutenzione, sulle attività che vi avranno luogo, si gioca infatti un pezzo della sua identità”.

18/01/2017 - 16:36

“Chiedo al ministro Calenda se non intenda modificare i criteri per la presentazione di dichiarazioni sostitutive di non detenzione di apparecchi TV”. È la richiesta del deputato del Partito Democratico Tacconi, che ha presentato oggi un’interrogazione parlamentare.

“A pochi giorni dalla scadenza per presentare la domanda di esenzione dal pagamento del canone Rai per il 2017 ho ritenuto di dover chiedere chiarezza sugli adempimenti a carico del contribuente. Come è noto, infatti, la nuova modalità di pagamento del canone nella bolletta elettrica, senza nulla innovare rispetto a quanto prevedeva la precedente normativa, introduce un’ulteriore presunzione di possesso di un apparecchio radiotelevisivo, vale a dire la titolarità di un contratto di utenza elettrica nel luogo di residenza. Ricade, perciò, sotto la responsabilità del contribuente dichiarare la non detenzione di apparecchi radiotelevisivi per essere esentati dal relativo abbonamento annuale”.

“Tuttavia – annota Tacconi – il modello di dichiarazione sostitutiva di non possesso messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate contempla esclusivamente i titolari di utenza elettrica domestica residenziale, nulla prevedendo per i titolari di utenze domestiche non residenziali, che, tuttavia, non di rado, come segnalato da molti utenti, si vedono addebitare in bolletta il canone di abbonamento”.

“Ho fatto anche notare – continua il deputato – che i contribuenti che non sono abilitati ad inviare la dichiarazione sostitutiva per via telematica devono farlo con plico raccomandato senza busta il cui costo di quasi 12 euro non solo vanifica la riduzione del canone, ma introduce un odioso balzello annuale a carico di chi, invece, ne sarebbe esente”.

“Ho perciò chiesto al Ministro competente se non intenda proporre modifiche alla normativa vigente intese a prevedere l’autocertificazione di non detenzione di apparecchi radiotelevisivi anche per i titolari di utenze domestiche non residenziali e che non sia obbligatoria un’autocertificazione con cadenza annuale, ma che la stessa, invece, rimanga valida fino a quando non cambino le condizioni che l’hanno determinata”.

 

 

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