03/06/2016 - 15:16

Presto mia pdl su aree protette

“Si sta discutendo in questi giorni, dopo il commissariamento del Parco Colli, della nuova legge sulle aree protette, ed è opportuno mettere in chiaro le priorità e gli obiettivi della legge che verrà”. Lo dichiara Gessica Rostellato, deputata del Partito Democratico e componente della commissione Agricoltura alla Camera.

“Un tema molto importante – spiega - è quello della presenza dei cinghiali all’interno del Parco Colli. Quotidianamente, i nostri agricoltori subiscono danni dalla selvaggina che insiste sui loro prati e terreni coltivati e che si nutre con il frutto del lavoro degli stessi agricoltori. La convivenza con questa specie animale è divenuta ormai insostenibile. L'alto numero dei cinghiali non solo crea danni al mondo agricolo, ma è causa di squilibrio e di danno all'intero ecosistema collinare e prealpino. Che fare? A breve giungerà in commissione una nuova legge regionale per la tutela delle aree protette nel Veneto e quindi quale migliore occasione per affrontare questa situazione? Va studiata una strategia di contenimento del cinghiale stabilendo una più opportuna  regolamentazione, che tenga conto, in primis, dei bisogni dei nostri agricoltori. Personalmente, sto lavorando a una proposta di legge, coinvolgendo anche le associazioni di categoria, proprio con l’intento di contenere la presenza dei cinghiali e quindi renderli compatibili anche con le esigenze dei cittadini in generale e degli agricoltori in particolare”.

“L’obiettivo finale è che il parco e le aree protette non devono essere vissute come un insieme di vincoli e lacci che rendono più difficile la vita dei cittadini, ma piuttosto come una opportunità, attraverso un rapporto con le istituzioni basato su una normativa che renda più facile risolvere i problemi”, conclude.

13/05/2016 - 19:14

“La legge Regionale del Veneto sulle moschee potrebbe essere impugnata davanti alla Corte Costituzionale da parte del Governo”. Ne dà notizia la deputata del Partito democratico Gessica Rostellato, riferendo l’esito dell'interpellanza urgente da lei presentata oggi, in risposta alla quale il Governo ha informato che è in corso l'istruttoria per verificare se vi siano gli estremi per una impugnazione. 

"La legge – spiega - viola palesemente il principio fissato dalla Costituzione che garantisce la libertà di culto e religione, e allo stesso tempo il libero esercizio di tale culto. Il testo della Regione Veneto, invece, limita e impone molte restrizioni ad hoc per allontanare dai centri abitati i centri di culto musulmani, le chiese evangeliche od ortodosse, e i luoghi di culto buddisti. Addirittura, si arriva a dare ai sindaci la possibilità di vietare la realizzazione di questi luoghi. Come se non bastasse, questa legge va a colpire indirettamente anche tutte le future costruzioni legate al mondo cattolico, dai seminari alle sedi della Caritas o dell'azione cattolica. 
 Il governo ha 60 giorni di tempo dall'approvazione per impugnare l'atto (che è stato pubblicato scorso 14 aprile) quindi entro il prossimo 14 giugno”.

“A febbraio – continua - la Corte Costituzionale aveva già reso in parte incostituzionale la legge della regione Lombardia, molto simile a quella emanata ultimamente dal Veneto. Proprio forte di questo presupposto, il Governo ha assicurato di voler procedere per garantire la libertà religiosa prevista dalla Costituzione. Questa legge è, tra l’altro, un esempio fulgido di come non si dovrebbe fare politica, e cioè inseguendo la pancia degli elettori e assecondando i temi che dividono e generano paure, anziché cercare di abbassare i toni e costruire una società tollerante, plurale e basata su concetti condivisi. Vietare a qualcuno di poter pregare o porre ostacoli alla costruzione di un centro di culto è una cosa che non ha nessun senso se non quello di voler ancora alimentare un inutile clima di scontro nella speranza di lucrare un qualche minimo vantaggio elettorale".

“La legge così formulata, inoltre, andrebbe proprio in senso contrario alle intenzioni dei proponenti perché relegare i centri di culto islamici nelle zone più periferiche dei paesi rende più difficoltosi i controlli che le stesse comunità islamiche auspicano e appoggiano. 
Mettere troppe limitazioni nelle costruzioni di luoghi di culto  (distanze, oneri a carico delle comunità religiose,  fideiussioni), infine, può portare proprio ala istituzione di sedi nascoste o abusive anche queste difficilmente controllabili”, conclude.

10/05/2016 - 16:15

“Dall’Ufficio Statistica e Osservatorio Nazionale Mercato del Lavoro della fondazione studi consulenti del lavoro si legge che, in Italia,  il 73,8% degli inattivi è costituito da donne di cui due terzi sono mamme: il Paese europeo, quindi, dove il tasso di occupazione femminile è il più basso. Le politiche per la conciliazione e la condivisione delle responsabilità familiari rappresentano un importante fattore di innovazione dei modelli sociali, economici e culturali”. Lo ha detto Gessica Rostellato, deputata del Pd in commissione Lavoro della Camera.

“E’ indispensabile – ha proseguito Rostellato - rafforzare le politiche sociali di sostegno alla maternità e alla paternità, anche attraverso l'incremento delle strutture e dei servizi socio-educativi per l'infanzia e, in particolare, per la fascia neo-natale e pre-scolastica, garantendo l'attuazione e l'uniformità delle prestazioni su tutto il territorio nazionale. Bisogna anche favorire le politiche di conciliazione dei tempi di cura, di vita e di lavoro al fine di consentire alle lavoratrici ed ai lavoratori di conciliare le proprie responsabilità professionali con quelle familiari, di educazione e cura dei figli e degli anziani e a consolidare la sperimentazione di azioni positive per la conciliazione famiglia-lavoro”.

20/04/2016 - 15:25

Presentata interrogazione in commissione Lavoro

“Ho depositato un’interrogazione in commissione Lavoro che riguarda il fenomeno dell’abusivismo e della concorrenza sleale nel settore dell’acconciatura e dell’estetica. Ho chiesto al Ministro se sia al corrente della gravità della situazione, e se intende agire al fine di arginare il fenomeno sensibilizzando la clientela a non rivolgersi a operatori abusivi”. Lo ha detto Gessica Rostellato, deputata del Pd in commissione Lavoro.

“Anche se pochi ne parlano - prosegue Rostellato -, il fenomeno ha assunto nel nostro paese dimensioni molto preoccupanti con danni evidenti per la categoria, per i consumatori e per tutta la collettività. Purtroppo occorre segnalare che vi è ancora poca consapevolezza da parte dei consumatori, del rischio che corrono in termini di danno per la propria salute, poiché si affidano a operatori non qualificati (che non hanno l’abilitazione richiesta dalla legge) che non rispettano i requisiti igienico-sanitari e che non sono in grado di offrire garanzie sotto il profilo dei prodotti e delle attrezzature utilizzate. È necessario richiamare i rischi cui si va incontro incentivando, anche attraverso il sostegno delle associazioni a tutela della categoria, la creazione di punti di raccolta-segnalazioni che saranno trasmesse successivamente alle autorità competenti e i controlli in borghese presso le abitazioni, inasprendo le sanzioni già previste attualmente dalla legge in caso di accertata attività abusiva; bisogna anche prevedere che le merci, i prodotti e le attrezzature professionali siano venduti solo alle imprese e non ai privati e che nelle fiere di settore per professionisti sia vietata la vendita indiscriminata a chi non è in possesso di partita iva o dell’iscrizione alla Camera di Commercio”.

06/04/2016 - 16:00

“Il ministero del Lavoro negli ultimi giorni ha ribadito nelle faq del sito dedicato alle dimissioni on line che ‘La comunicazione obbligatoria di cessazione è inefficace se non è stata preceduta da una comunicazione del lavoratore resa con le modalità telematiche di cui al DM  color:darkblue">15 dicembre 2015’. Il problema è che nonostante sia già stato più volte sottoposto il problema, anche attraverso una mia interrogazione parlamentare, il ministero non tiene conto dei rapporti che si concludono per abbandono del posto di lavoro. Si tratta di circa 70.000 casi l'anno secondo le stime dei Consulenti del lavoro”. Lo ha detto Gessica Rostellato deputata del Pd componente della commissione Lavoro.

“In quel caso ad oggi cosa dovrebbe fare un datore di lavoro? È questa la domanda - ha proseguito Rostellato - che voglio fare in maniera forte e chiara al ministero. È inaccettabile che un datore di lavoro debba procedere con un licenziamento per abbandono del posto di lavoro. Ciò comporta per l'azienda il pagamento di un ticket di licenziamento (circa 1500 a dipendente) e può comportare l'erogazione della Naspi se richiesta dal lavoratore stesso e che in teoria non sarebbe dovuta. Questo potrebbe costare allo Stato fino a 1,47 miliardi di euro in due anni. La soluzione più semplice sarebbe quella di rifarsi alla precedente normativa Fornero che permetteva al datore di lavoro, dopo aver inviato comunicazione al dipendente, di ritenere concluso il rapporto di lavoro per dimissioni volontarie anche senza comunicazione ufficiale del dipendente. È necessario un chiarimento al più presto da parte del ministero del Lavoro, Poletti”.

10/03/2016 - 13:27

Una risoluzione per impegnare governo ad agire urgentemente per eliminare le inaccettabili storture de settore pesca, che peggio di altri settori è stato investito da numerosi fattori che ne stanno causano  il depauperamento: basti pensare al caro gasolio, all’impoverimento degli stock ittici, al mancato ammodernamento delle imbarcazioni, alla competizione con i prodotti importati di scarsa qualità e venduti a basso costo, oltre ai fattori relativi alle condizioni di lavoro degli addetti, carenti delle normali tutele previste, invece, per gli addetti di altri settori”. Lo ha dichiarato la deputata Pd Gessica  Rostellato che ha aggiunto: “La pesca, da sempre risorsa e opportunità per la nostra economia,  rappresenta un importante ruolo sociale e culturale nelle molte comunità di mare del nostro Paese. Un settore prezioso che impiega circa 30 mila persone e che dà vita ad un sistema come quello della trasformazione del pesce che fattura 2,2 miliardi di euro. In Italia con 12 mila imbarcazioni è presente circa il 14% della flotta europea. Ma nel comparto ittico manca un idoneo e generalizzato sistema strutturale di ammortizzatori sociali da attivarsi  in caso di sospensione dell'attività di pesca, e questo rende poco conveniente l’attività a livello professionale, mancano norme aggiornate e decreti ancora da emanare sulla sicurezza del lavoro, e mancano congrue tutele ai fini pensionistici, dato l’usurante lavoro a bordo delle imbarcazioni e una revisione totale del codice di navigazione con la previsione della sostituzione del dipendente in caso di malattia o infortunio. Auspico quanto prima – conclude -  la discussione in commissione, perché per troppo tempo il settore  non ha goduto dell’attenzione  dovuta”.

08/03/2016 - 18:52

“Scongiurata la preoccupazione relativa ai licenziamenti post Jobs act”. Lo dichiara Gessica Rostellato, deputata del Partito Democratico.

“ A dimostrarlo – spiega - sono i dati elaborati dai Consulenti del Lavoro, che a distanza di un anno dall’applicazione delle tutele crescenti, ne registrano una netta diminuzione. Da una elaborazione dei dati del ministero del Lavoro sulle comunicazioni obbligatorie per il periodo tra il 7 marzo (data di entrata in vigore del decreto di attuazione del Jobs) e il 30 settembre 2015, emerge che per ogni 100 contratti a tempo indeterminato cessati, il 28,1% sono terminati per licenziamento economico o disciplinare. Nel 2014, per ogni 100 analoghi contratti cessati con l'applicazione dell'art.18, la quota dei licenziamenti era pari al 31,3%.Possiamo quindi dire che, a differenza di quello che si vuole far passare, 'senza articolo 18'  per ogni 100 contratti stipulati due lavoratori in più hanno conservano il loro posto di lavoro. I dati dimostrano quindi che questa modifica non ha creato alcuna corsa ai licenziamenti. Chi aveva preoccupazioni di questo tipo, pare credere che gli imprenditori passino il tempo a licenziare i propri dipendenti”.

“In realtà, soprattutto nelle aziende più piccole, un imprenditore evita sempre, se possibile, anche in situazioni non esattamente a lui favorevoli se possibile, di arrivare a soluzioni drastiche. Si arriva al licenziamento solo quando non vi sono più i presupposti per continuare il rapporto di lavoro. Questo dimostra come spesso si creano allarmismi inutili e controproducenti del tutto privi di fondamento”, conclude Rostellato.

02/03/2016 - 14:19

“Sto lavorando per arrivare con urgenza alla revisione di tutto l’impianto della nuova normativa che prevede le dimissioni on-line e tornare alla convalida delle dimissioni come dice la legge Fornero”. Così la deputata Pd Gessica Rostellato, della commissione Lavoro, che spiega: “ Il decreto che prevede le dimissioni on-line entrerà in vigore il 12 marzo 2016 e da quella data i lavoratori che intendono dimettersi dovranno comunicare la loro intenzione tramite l’apposito modulo on line, a pena di inefficacia della lettera ordinaria e il diritto alla prosecuzione del rapporto.  Si tratta di una norma contraria alla semplificazione che graverà sul lavoratore, sullo Stato e sulle aziende”.
“Prima di tutto – prosegue Rostellato -  va sottolineato che ogni anno in Italia si dimettono circa 1,4 milioni di lavoratori . Come hanno sottolineato in audizione i Consulenti del lavoro, come ho fatto anche io, con l’avvio della nuova disciplina on line, scatta un pericolo che potrebbe essere molto costoso sia per dipendenti, sia per lo Stato che per le stesse aziende: qualora il lavoratore volesse attivare la procedura autonomamente, deve dapprima richiedere il pin, il cui rilascio avviene dopo diverse settimane: questi tempi sono incompatibili con la natura dell’istituto. Se un lavoratore vuole dimettersi  lo vuole fare sul momento, non può aspettare venti, trenta giorni. Inoltre, qualora il lavoratore volesse avvalersi degli intermediari , patronati, enti bilaterali, organizzazioni sindacali etc, non è escluso che sia richiesto un onere economico per il servizio reso. Altra dinamica diffusa, specialmente tra i lavoratori extracomunitari, è l’abbandono improvviso del posto di lavoro. Le stime di questo fenomeno oscillano attorno al 5% , quindi parliamo di circa 70 mila rapporti di lavoro che la legge lascia nella completa incertezza, poiché senza la compilazione del modulo on-line le dimissioni non sono valide. Per queste situazioni il datore di lavoro dovrà procedere al licenziamento per giusta causa, operazione onerosa visto che in tal caso è dovuto il cosiddetto «ticket licenziamento» , per non parlare poi che, in questo caso, il licenziamento dà diritto alla cosiddetta indennità di disoccupazione (oggi denominata Naspi) che su una retribuzione non superiore a 25 mila euro l’anno è di circa  21 mila euro. Ciò significa che lo Stato potrebbe essere chiamato a corrispondere a questi lavoratori una indennità (su due anni) di 1,47 miliardi di euro. Ecco perché - conclude - è importante rivedere l’impianto della nuova normativa e valutare se tornare alla convalida delle dimissioni come previsto dalla normativa precedente”.

18/02/2016 - 12:57

“La polemica sulle pensioni di reversibilità è del tutto fuori luogo e priva di fondamento. Nessuno, e dico nessuno, sta dicendo la cosa più importante che prevede questo Ddl e cioè l'introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà. Non lo aveva fatto nessun governo e finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di farlo. Tutta la delega è improntata su questo, e a parer mio questo va sottolineato e non messo in secondo piano”.

Lo ha dichiarato la deputata Pd Gessica Rostellato, in merito alle contestazioni sul ddl povertà, che aggiunge: “La misura è finanziata attraverso il Fondo per la povertà istituito nell'ultima legge di stabilità in cui e' stato previsto uno stanziamento di 600 milioni per il 2016 e di 1 miliardo strutturale a partire dal 2017. Inoltre, il disegno di legge ha l'obiettivo di ridare ordine e coerenza alle norme assistenziali ad oggi previste che derivano da una stratificazione di norme che portano a disuguaglianze nella distribuzione delle risorse. Viene quindi prevista una delega al governo per la razionalizzazione delle prestazioni, ma razionalizzare (come è specificato nel ddl) non significa né abolire né tagliare: significa semplicemente valutare le attuali situazioni e, nel caso, correggerle. Se ci sono situazioni da riequilibrare è giusto farlo, ma sempre privilegiando le fasce più deboli. Il ddl è chiaro nel contenuto e non è previsto da nessuna parte il taglio o addirittura l’abrogazione della pensione di reversibilità come qualcuno ha voluto far credere, gettando fango sull’intero provvedimento solo per avere visibilità e consenso".

“Una cosa – conclude - è certa: tantissime famiglie e tantissime persone hanno bisogno e aspettano questo sostegno, quindi le polemiche montate sul nulla lasciamole da parte. Auspico che si dia al più presto seguito a questa importante manovra”.

 

17/02/2016 - 11:57

“Un punto caratterizzante di questo Ddl è l'attenzione ai giovani agricoltori con le misure previste per permettere il loro ingresso in agricoltura. Oggi la politica italiana dà una risposta importante alle istanze di tanti giovani che nel presente e nel futuro vogliono fare agricoltura”. Lo ha dichiarato la deputata Pd Gessica Rostellato, componente della commissione Lavoro commentando il collegato agricolo alla legge di stabilità per il 2014, la cui discussione è iniziata oggi alla Camera.

“ Come Partito Democratico – continua Rostellato – si è fatto un ottimo lavoro insieme alle associazioni dei giovani agricoltori che chiedono alla politica un aiuto per poter mettere in atto la loro passione per il mondo agricolo. Le associazioni agricole stimano che circa 75000 aziende agricole in Italia rischiano di chiudere perché i figli o i nipoti dell'imprenditore ormai pensionato non hanno interesse a proseguire l'attività di famiglia. Ciò significherebbe una grossa perdita economica ma anche di tradizioni per il nostro Paese che va assolutamente scongiurata.

Due sono gli articoli interessati: il numero 6 che delega il governo ad adottare un decreto per favorire i processi di affiancamento nella gestione delle imprese agricole, puntando sul trasferimento delle competenze e tradizioni dagli imprenditori ultra 65enni o pensionati ai giovani agricoltori tra i 18 e i 40 anni. Giovani che dovranno apportare innovazione in azienda.

L'articolo 10 invece istituisce la Banca delle terre agricole, raccogliendo l'esperienza già acquisita da alcune regioni italiane. Attraverso questa banca, accessibile gratuitamente, sarà possibile venire a conoscenza di tutte le terre abbandonate e delle modalità per acquisirle. Questo è un altro modo per garantire ai giovani agricoltori senza terra di poter iniziare una attività agricola”.

“ Come parlamentari del PD – conclude la deputata Pd - pensiamo sia fondamentale dare gli strumenti ai giovani per poter investire in un settore importante per il Paese quale è quello agricolo. I giovani agricoltori ci dimostrano ogni giorno che con la loro passione e l'innovazione ci può essere un nuovo modo di fare agricoltura, una agricoltura di alta qualità che può portare il Paese ai vertici di tutte le classifiche mondiali”. 

16/02/2016 - 12:49

“La polemica sulle pensioni di reversibilità è del tutto fuori luogo. Sono due anni che in commissione lavoro si sta affrontando il tema, cercando di migliorare la situazione delle pensioni di reversibilità e tutelare le situazioni di queste famiglie disagiate.
L'artefice che sta cercando di alzare un polverone assurdo contro il provvedimento lo fa solo per visibilità e consenso. Razionalizzare non significa abolire, significa semplicemente valutare le attuali situazioni e, nel caso, correggerle. Se ci sono situazioni da riequilibrare è giusto farlo, ma sempre privilegiando le fasce più deboli.

I risparmi eventualmente ottenuti attraverso il riordino andranno a finanziare il nuovo sussidio alle famiglie povere, la cui istituzione è stata inserita nello stesso ddl.
Inoltre il testo dovrà passare prima al vaglio delle commissioni dove si potrà intervenire e migliorarne il contenuto”. Così la deputata Pd Gessica Rostellato, componente della commissione Lavoro.

04/02/2016 - 14:12

Così l’Italia è un paese più rosa, un paese piu' giusto

“Solo 59 donne contro 738 uomini, su 897 consiglieri totali. Il 17,7%. Questi sono i dati sconcertanti della presenza delle donne nelle Regioni e nelle Province autonome in Italia. Per questo è molto importante l’approvazione alla Camera della legge che interviene sulla elezione dei Consigli regionali, vincolando le Regioni a stabilire, nei rispettivi sistemi elettorali, norme molto precise tese alla democrazia paritaria con l'introduzione della doppia preferenza di genere. Un paese in equilibrio, non può che essere più giusto. Come più giusto è il ‘Dopo di noi’, il provvedimento approvato oggi che tutela le fasce più deboli della popolazione, i disabili. L’obiettivo è permettere alle persone con disabilità di continuare a vivere nelle proprie case o in case famiglia, anche quando non ci saranno più i genitori o altri familiari che li sostengono, con supporti tecnologici ad hoc. Un grande risultato per i genitori dei disabili che potranno finalmente superare l'angoscia per il futuro dei loro figli con handicap. Un paese più rosa, un paese più giusto, per noi, per i nostri genitori, per i nostri figli e per i figli dei nostri figli”.

Così Gessica Rostellato, deputata del Pd.

 

01/02/2016 - 15:47

Cade il vincolo di astensione obbligatoria nei mesi di congedo per oltre trecentomila professioniste e collaboratrici iscritte alla gestione separata Inps. Lo statuto dei lavoratori autonomi varato la scorsa settimana dal governo e ora atteso all'esame del Parlamento, prevede che il diritto all'indennità di maternità per le autonome spetti a prescindere dall'effettiva astensione dal lavoro. Lo abbiamo voluto fortemente questo passaggio e i dati parlano chiaro: secondo lo studio di Italia Lavoro, l'agenzia tecnica del ministero del Welfare, a due anni di distanza dalla nascita del figlio solo il 49,2 % delle professioniste e le co.co.co mantengono lo stesso lavoro, l'8,2% lo cambia, mentre il 19,5% lo perde e addirittura il 23,1% lo lascia. Questo è un grande risultato, voluto fortemente dalle associazioni che hanno collaborato con noi nella stesura del testo. Lo afferma la deputata del Pd Gessica Rostellato.

 

18/01/2016 - 19:35

“Chi timbra e poi scappa dall'ufficio è un truffatore e danneggia la credibilità della stragrande maggioranza dei dipendenti pubblici che lavorano bene e di tutta la P.a.”. Lo dichiara Gessica Rostellato, deputata del Partito Democratico e componente in Commissione Lavoro.

“Le disposizioni in corso di stesura – spiega - introducono un tempo certo (48 ore, appunto) per sospendere da lavoro e retribuzione il dipendente colto in flagranza di illecito disciplinare. Entro lo stesso arco di tempo dovrà partire il procedimento che porta al licenziamento (oggi l'iter prevede una durata di 6o giorni). Su 7mila procedimenti aperti ogni anno quelli che si chiudono con l'interruzione del rapporto di lavoro sono poco più di 200, di cui un centinaio per assenteismo, secondo le statistiche di Funzione pubblica”

“Ovviamente sono più che d’accordo per una questione di rispetto, di buon senso e di correttezza nei confronti dei cittadini e dei colleghi della P.a. che ogni giorno, lavorano con impegno e  dedizione, e magari devono farsi anche carico delle mancanze dei colleghi furbetti. Trovo quindi incomprensibili le polemiche dei sindacati che si domandano come si fa a difendersi in 48 ore. Viene da chiedersi: davanti a video e inchieste che dimostrano la colpevolezza, quale giustificazione può mai esserci?”, conclude la deputata democratica.

02/12/2015 - 16:47

“Ogni volta che il governo propone qualcosa, sembra si faccia finta di non capire, il tutto per sollevare critiche e fare polemica. E' il caso dello smart working, il nuovo contratto previsto dal collegato lavoro, nato per far fronte alle nuove esigenze di mercato. Capisco che coloro che hanno visto solo lavori in fabbrica o in catena di montaggio non possano comprendere quello di cui stiamo parlando; ma questo modo di lavorare più dare, in molti casi, tanta più soddisfazione di un lavoro imbrigliato da orari, norme e limitazioni. Rimanere legati a determinati schemi, senza accorgersi che il mondo è cambiato ed è tutt'ora in continuo cambiamento, dimostra la paura di non sentirsi all'altezza dei cambiamenti che il mondo del lavoro ci chiede. Purtroppo però, e per fortuna, il mondo del lavoro andrà avanti comunque, ed è meglio che vada avanti con regole chiare e precise, anziché basandosi sull’improvvisazione”.

Lo ha detto Gessica Rostellato, deputata del Pd componente della commissione Lavoro. 

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