• 12/02/2015

Commissione Antimafia presenterà proposta di legge di riforma complessiva

La Commissione Centrale presieduta dal Vice Ministro Bubbico con la deliberazione assunta ieri ha fatto un altro passo avanti nella direzione giusta. E' stata definita infatti la documentazione necessaria per l'assunzione nella Pubblica Amministrazione dei Testimoni di Giustizia siciliani, nell'ambito della più ampia regolamentazione nazionale. La possibilità per i testimoni di giustizia di essere assunti nella PA è prevista da una nuova normativa dell'Ottobre del 2013, che è stata regolamentata attraverso un decreto attuativo firmato dai Ministri Alfano e Madia e pubblicato in Gazzetta la scorsa settimana, il 6 Febbraio. La Regione Sicilia aveva approntato una legge regionale con le stesse finalità, ma con uno strumento specifico: una voce di spesa in bilancio dedicata, per assumere i Testimoni di origine siciliana anche in esubero. Per consentire alla Regione Sicilia di procedere alle assunzioni dirette, nominative, era necessario che la Commissione Centrale presso il Viminale, definisse e trasmettesse la documentazione riservata relativa ai testimoni siciliani: cosa che sta avvenendo in queste ore.
“Questo risultato è un grande sollievo per tutti”. Sottolineano la Presidente della Commissione Antimafia, on. Rosy Bindi, e il Coordinatore del V Comitato, on. Davide Mattiello, che nella giornata di martedì avevano incontrato una delegazione dell'Associazione nazionale Testimoni di Giustizia composta da Ignazio Cutrò, Giuseppe Carini e Piera Aiello, ai quali avevano assicurato il loro sostegno.
“Ora si tratta di procedere: auspichiamo che i contratti con la Regione Sicilia vengano firmati entro la prossima settimana e che la ricognizione dei posti disponibili su base nazionale per i testimoni non siciliani, venga conclusa al più presto dal Servizio Centrale.

Da parte della Commissione Antimafia l'impegno è quello di presentare al più presto la proposta di legge di riforma complessiva della materia, alla quale stiamo lavorando da settimane, sulla scorta della relazione approvata all'unanimità in ottobre”.