14/01/2019 - 12:37

"È giusto che il Ministro dell’Interno sia a Ciampino ad accogliere un criminale che torna in Italia per scontare la sua pena. 

Quando invece i 49 milioni rubati dalla Lega agli italiani torneranno dal Lussemburgo spero che ad accoglierli ci sia il Ministro dell’Economia". Lo scrive su Twitter Luciano Nobili, deputato del Partito democratico, a proposito del rientro in Italia di Cesare Battisti.

14/01/2019 - 12:36

“Trovo inaccettabili i tentativi di strumentalizzazione politica messi in atto da Matteo Salvini. Il terrorismo non ha colore politico e la lotta al terrorismo non può avere steccati di bandiere o ideologici. L’arresto di Cesare Battisti è un fatto storico per il nostro Paese. Finalmente daremo giustizia alle vittime e alle loro famiglie per i quattro efferati crimini commessi sul finire degli anni Settanta. Vengono anche così ripagati i tanti sacrifici dei magistrati, delle forze dell’ordine, che in quei bui periodi hanno lottato per difendere la democrazia e le istituzioni repubblicane. Ho fiducia nella magistratura e nei processi che si sono svolti. D’altra parte la stessa magistratura francese, in particolare il Consiglio di Stato e la Cassazione, e la Corte europea dei diritti dell’uomo hanno riconosciuto la bontà e la correttezza dei procedimenti giudiziari che si sono svolti e che hanno portato alla condanna all’ergastolo di Battisti. Punito non per le sue idee, ma per i delitti commessi”.

Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche europee alla Camera.

“I governi di centrosinistra e il Pd - aggiunge il deputato Dem - si sono sempre impegnati al massimo per chiudere questa vicenda. L’ultima richiesta di estradizione al Brasile per Battisti è stata quella avanzata dal Governo Gentiloni. Ecco perché è intollerabile l’operazione condotta da Salvini che cerca di far intendere che ci siano legami tra Battisti e la sinistra italiana. Una sinistra che invece è stata sempre un baluardo a difesa della democrazia italiana e dello Stato di diritto dall’attacco terroristico”.

11/01/2019 - 20:09

Presentata interrogazione perché governo verifichi

“E’ necessario che il ponte Morandi venga ricostruito al più presto. Ma altrettanto necessario che la ricostruzione avvenga nel pieno rispetto del principio di trasparenza. Ho per questo presentato un’interrogazione parlamentare perché il governo verifichi l’esistenza  di un conflitto d’interesse tra il controllore delle operazioni di ricostruzioni e il controllato“. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, che sul tema ha presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio, al ministro dell’Economia e a quello delle Infrastrutture.

“Il sindaco di Genova e Commissario per la ricostruzione del Ponte Morandi, Marco Bucci – spiega - ha incaricato la Rina consulting Spa di coordinare e dirigere i lavori di ricostruzione del viadotto. Da notizie di stampa, risulta che l’azienda Fagioli è stata incaricata di procedere alla demolizione del Ponte Morandi. Paolo Cremonini, il direttore della Business Unit dei progetti speciali ‘worldwide’ della Fagioli Spa, è stato interlocutore principale per l’affidamento del progetto. Marco Cremonini, fratello di Paolo, è Chief operating officer della Rina Consulting, la ditta che avrà il compito di controllare i lavori di demolizione e ricostruzione del ponte”.

“Non ritiene il governo che ci sia un palese conflitto di interesse tra il controllore, Rina consulting Spa, e il controllato, Fagioli Spa e che sia opportuno verificare con il Commissario Bucci la forte e palese incongruenza?”, conclude.

11/01/2019 - 19:37

"Toninelli è un ministro totalmente incompetente, telecomandato da Casaleggio e Di Maio sulla Tav e da Salvini sulla chiusura dei porti per i profughi”. Lo dichiara Davide Gariglio, deputato del Partito democratico, a proposito delle parole del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli sulla Tav.

“A questo punto ci viene il dubbio che anche sulla Commissione costi-benefici abbia solo ratificato scelte altrui e non si sia nemmeno accorto che 5 componenti su 6 della Commissione siano palesemente esponenti No Tav”, conclude.

11/01/2019 - 18:00

“Quello delle revisioni al tracciato, sembra il nuovo pretesto che Rixi si è inventato per dare anche lui il contributo alla strategia di Toninelli di rimandare il più possibile il momento in cui Lega e 5 Stelle dovranno prendere prendere una decisione sulla Tav”. Lo dichiara Raffaella Paita, deputata del Partito democratico, a proposito del post su Facebook del vice-ministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi sulla Tav.

“A che cosa si riferisce esattamente Rixi – continua – quando parla di ‘revisioni e aggiornamenti’? Per poter affrontare la questione in modo serio è indispensabile che indichi con chiarezza quali progetti vuole modificare e dove. Magari tenendo presente che rivedere il progetto non sarà semplice, perché le gare d’appalto in corso sono già 7 e quelle affidate 24. Non solo: il tracciato originale è stato già modificato per adeguarsi alle nuove esigenze ed è, in sostanza, datato 2015. Come fa Rixi a parlare di ‘un progetto vecchio di 20 anni’? Non è a conoscenza dei cambiamenti apportati in questi anni? Rixi cominci dunque a dire cose concrete smettendo di fare il grillino leghista con accuse generiche e non dimostrate”.

“In caso contrario, dovremmo prendere atto non solo della sua totale subalternità ai 5 Stelle. Ma che il suo interesse non è la coerenza, la modernizzazione del Paese e l’interesse del Nord-Ovest ma, molto più banalmente, la poltrona”, conclude.

11/01/2019 - 17:59

“Di Maio ha appena definito ‘FECCIA POLITICA’ chi attivò la concessione con Autostrade per l'Italia. Qualcuno lo avvisi che la convenzione tra lo Stato Italiano e Autostrade per l'Italia S.p.A è regolata dalla legge n° 101 del 6 giugno 2008, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 7 giugno 2008”. Lo scrive su Facebook Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, a proposito del post scritto su Istagram dal vice-premier Luigi Di Maio in merito al processo per la strade del bus caduto in una scarpata sull’A16 nel 2013.

“Il Presidente del Consiglio all'epoca si chiamava Silvio Berlusconi. Il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Il Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. Il deputato della Lega Nord che votò quella legge (per la cronaca, Pd contrario) si chiamava Matteo Salvini. Il sillogismo è semplice: Di Maio ha appena dato della ‘feccia politica’ al suo collega vicepremier”, conclude.

11/01/2019 - 17:58

“Le parole di Luigi Di Maio di oggi a proposito del processo all’ad di Autostrade Castellucci fanno capire che le tensioni nel governo sono ormai oltre la soglia di guardia: il vice-premier grillino ha addirittura dato della ‘feccia’ al suo omologo leghista”. Lo dichiara Alessia Morani, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, a proposito del post su Istagram di Luigi Di Maio sul processo per il bus caduto nella scarpata della A16

“Quando Di Maio scrive – spiega – ‘io ce l'ho con la feccia politica che in questi anni ha firmato ad Autostrade contratti capestro che li solleva da ogni responsabilità’ non può che riferirsi al suo alleato di governo leghista, che il 29 maggio del 2008 votò a favore della concessione che Autostrade, mentre il Pd espresso voto contrario”.

“Che M5S e Lega fossero ormai divisi su tutto era chiaro. Non credevamo però fino al punto che Di Maio si esprima in termini così violenti del suo alleato di governo”, conclude.

11/01/2019 - 16:32

“Stamani Danilo Toninelli ha affermato di aver vaccinato i propri figli e che non contesta la scientificità dei vaccini, ma il fatto che certa politica li rendesse obbligatori. Il ministro dovrebbe però sapere che affinché un vaccino risulti efficace è necessario raggiungere una copertura di almeno il 95% della popolazione. Per cui non basta vaccinare i propri figli. Soltanto l’obbligatorietà introdotta due anni fa dal ministero della Salute ha potuto garantire il raggiungimento per quasi tutte le vaccinazioni di coperture accettabili, cioè vicine al 95%. Non siamo ancora in condizioni di sospendere l’obbligo finché non verrà implementato tutto il ‘sistema vaccinazioni’. Mi riferisco in particolare all’anagrafe vaccinale, che deve essere attiva e funzionante su tutto il territorio nazionale, in modo da poter verificare lo stato di copertura vaccinale effettivo di ogni bambino”.

Così Paolo Siani, pediatra e deputato Dem della commissione Affari sociali della Camera e di quella per l’Infanzia e l’adolescenza.

“Da questo punto di vista - aggiunge il parlamentare Dem - il finanziamento dedicato nella Legge di Bilancio all’anagrafe vaccinale probabilmente non sarà sufficiente per garantire sia a livello nazionale, che a livello regionale, e quindi a ciascuna Asl, un’omogenea raccolta delle coperture vaccinali, evitando i problemi derivanti dalla duplicazione dei dati e compensando le informazioni mancanti. Solo con l’ottenimento di questo risultato sarà possibile sospendere l’obbligo che resta, ribadiamo, una scelta dettata dall’emergenza. Infine - conclude Paolo Siani - una politica responsabile ascolta e si fida della scienza”.

11/01/2019 - 16:12

“Il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie di Teheran ha affermato che gruppi terroristici in Libano e Palestina vogliono attaccare Israele per ‘terminare l’esistenza di un regime falso e criminale’. L'Italia prenda subito le distanze da queste parole gravi e pericolose”. Lo dichiara Marco Di Maio, deputato del Partito democratico, a proposito delle dichiarazioni del generale Ramezan Sharif, portavoce delle Guardie rivoluzionarie iraniane su Israele.

11/01/2019 - 16:11

“Maggior pluralismo per l’Inps? Fino ad oggi il ministro Di Maio è stato bravissimo ad applicare il pluralismo nella spartizione delle poltrone fra M5s e Lega, un po’ meno nell’ascoltare le parti sociali. Convoca le categorie solo per fare passerelle e conferenze stampa, poi tradisce gli impegni presi e decide da solo. Forse quando parla di uomo solo al comando pensa a se stesso e al suo mega ministero. Se riformare l’Inps significa commissariarla come sta accadendo con gli enti del mondo accademico e sanitario, in Parlamento faremo le barricate”.

Lo dichiara Chiara Gribaudo, vice capogruppo del Pd alla Camera, commentando le dichiarazioni di Luigi Di Maio di fronte ai consulenti del lavoro.

“Sentirlo poi parlare di nuovo boom economico nel giorno in cui l’Istat ci comunica il tonfo dell’industria - aggiunge la deputata Dem - conferma l’impressione che sia totalmente scollegato dalla realtà del Paese, e che viva dei copioni della Casaleggio Associati”.

11/01/2019 - 14:06

“L’Italia è l’unico grande Paese europeo senza una legge che tuteli cittadini e imprese in caso di Brexit al buio. Il 15 gennaio il parlamento britannico si riunirà per votare l’accordo che Teresa May ha stipulato sulla Brexit. Se il Parlamento dovesse bocciarlo, l’uscita della Gran Bretagna con un No deal comporterà rischi estremi per l’Italia e la città di Milano, poiché verranno meno tutti gli accordi che regolano i rapporti tra i nostri Paesi, tra cui quelli del riconoscimento del welfare, dei titoli professionali, del sistema previdenziale di cui beneficiano i nostri cittadini nel Regno Unito (e viceversa), ma anche gli accordi commerciali e del settore finanziario. Per Milano questo significherebbe lasciare 12mila nostri cittadini che vivono nel Regno Unito senza copertura e il blocco totale dell’operatività della Borsa di Milano. Chiediamo al governo di attivarsi per attuare una legge speciale sulle misure da adottare per evitare rischi del No deal, a tutela dei cittadini e delle imprese che lavorano con il Regno Unito”.

Così Lia Quartapelle, capogruppo Pd in commissione Esteri della Camera, che insieme al deputato Dem, Massimo Ungaro, ha presentato due proposte di legge in tema Brexit: l’istituzione di una commissione di inchiesta bicamerale sull’uscita del Regno Unito dalla Ue e la delega al governo per l’adeguamento normativo in caso di uscita senza accordo. Il tema sarà affrontato lunedì prossimo a Milano, in una conferenza stampa a Palazzo Marino, ore 12.00, alla quale parteciperanno oltre a Quartapelle e Ungaro anche i consiglieri comunali Carmine Pacente e Pietro Tatarella.

 

11/01/2019 - 12:21

“Il crollo della produzione industriale italiana registrato dall’Istat nel dato di novembre, che diventa un vero e proprio terremoto nel settore dell’auto, segnano un punto di non ritorno. Le ricette economiche di Di Maio e Salvini stanno affondando il Paese. I ‘numerini’, come li chiamano gli esponenti del governo M5s-Lega guidato da Conte, parlano purtroppo chiaro. Anzi, scuro, sarebbe meglio dire. Sempre l’Istat, infatti, nella nota sull’andamento dell’economia a dicembre, evidenzia l’ulteriore calo del clima di fiducia dei consumatori, la diminuzione delle aspettative, il peggioramento della fiducia delle imprese, l’estrema difficoltà dell’intero tessuto produttivo italiano. Il governo prenda atto del suo fallimento e provi, se ne è in grado, a dare immediate risposte alle attese di imprese e cittadini”.

Così Silvia Fregolent, capogruppo Pd in commissione Finanze della Camera.

11/01/2019 - 12:12

“Il movimento cinque stelle non perde mai occasione per minacciare, epurare e mettere un bavaglio all’informazione”.

Lo dichiara Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico in merito al post di Facebook di Luigi Di Maio

“Il titolo di apertura di Libero è vergognoso. Molto spesso i suoi titoli si scostano dal democratico sentire, e spesso ci siamo trovati in totale disaccordo, come in questo caso, ma mai abbiamo pensato di minacciare. Se ci sono elementi per ritenere che Libero abbia violato il codice deontologico allora Luigi Di Maio si rivolga all’Ordine dei giornalisti con un esposto, se così non è - prosegue la deputata Dem - allora la smetta di usare il proprio potere per minacciare. Certo è che il Movimento 5 Stelle non si avvale degli strumenti democratici a disposizione, non riconosce l’Ordine e vuole abolirlo proprio per avere mani libere sull’informazione”.
“Il taglio del finanziamento pubblico viene usato dalla maggioranza come una mannaia per togliere ossigeno ai giornali e portarli alla chiusura. Non é con la cancellazione delle testate e del pluralismo dell’informazione che si tutelano le cittadine e i cittadini, ma - conclude Rotta - evidentemente non è quello che hanno a cuore gli esponenti del M5s”

11/01/2019 - 12:00

“I dati Istat sulla produzione industriale sono sconfortanti e preoccupanti. Il calo di 1,6 punti su ottobre e di 2,7 punti su novembre 2017, unito ai dati sulla crescita e alla stagnazione dell’occupazione, dimostra che il rischio recessione nel nostro Paese è reale. Il crollo poi della produzione nel settore auto, che segna un -19,4% a novembre su base annua, è un segnale gravissimo. Ma dov’è il ministro Di Maio in tutto questo? Sveglia! A forza di rimandare i tavoli con le case automobilistiche e di proporre tasse strampalate si lacera un settore che in Italia dà lavoro a 200mila persone”.

Lo dichiara la deputata Chiara Gribaudo, vice capogruppo del Pd alla Camera, a margine del congresso nazionale dello Spi Cgil a Torino.

“In Parlamento - aggiunge la deputata Dem - grazie alla risoluzione che ho presentato nei mesi scorsi, stiamo conducendo numerose audizioni su questo tema e il quadro che emerge dalle associazioni sindacali è preoccupante. Il governo ha messo a repentaglio gli investimenti di Fca e i tavoli convocati finora al Mise sono stati privi di significato. Di Maio - conclude Chiara Gribaudo - è completamente inadeguato a gestire la politica industriale italiana”.

11/01/2019 - 11:55

“I dati Istat sulla produzione industriale di novembre ( -1.6% su ottobre e -2.6% su base annua) sono la pesante conferma di quanto da mesi andiamo sostenendo in tema di crescita per questo Paese. Di fronte a questi dati e alla desolante mancanza di politiche industriali e per la crescita nella Legge di Bilancio per il 2019 è urgente invertite la rotta. La riduzione della produzione industriale, il calo della fiducia di famiglie ed imprese, il taglio delle spese per investimenti, innovazione e ricerca in una manovra che non qualifica la spesa e umilia economia reale e competitività, sono segnali di un percorso che ci sta portando a una nuova fase di stagnazione. Il governo M5s-Lega cambi linea se ne è capace. Lasciare che la politica per lo sviluppo sia ridotta a questo significa condannare il Paese al declino e a una nuova emergenza occupazione”.

Così Gianluca Benamati, vicepresidente della commissione Attività produttive della Camera.

Pagine