12/09/2018 - 13:56

“Il governo mette la fiducia sul decreto Milleproroghe. E il Gruppo Pd alla Camera scopre con Roberto Giachetti che il Consiglio dei ministri che lo ha autorizzato risale al 24 luglio! Calpestato totalmente il Parlamento. Presidente Roberto Fico è questa la centralità del Parlamento? Si tratta di un atto gravissimo”.

Così il deputato Dem Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, in un commento sul suo profilo Twitter.

12/09/2018 - 13:40

“Il Governo Conte mette la fiducia sul Milleproroghe. Ma il deputato del Pd Roberto Giachetti scopre che il Consiglio dei ministri ha formalizzato la richiesta della fiducia il 24 luglio scorso. Cioè avevano scelto di tagliare il dibattito prima che le commissioni avessero un testo. È gravissimo. Calpestano la democrazia”. Lo scrive su Twitter Emanuele Fiano, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

12/09/2018 - 13:07

“Sulla strada dei Parchi il ministro Toninelli passi dalle parole ai fatti e individui con urgenza fondi e modalità per la messa in sicurezza antisismica dell’intero tracciato e dei suoi viadotti. Gli eventi degli ultimi giorni sono particolarmente preoccupanti e richiedono interventi immediati anche utilizzando i fondi già previsti dal decreto Mezzogiorno e parte degli introiti percepiti dal concessionario”. Così la deputata democratica, Stefania Pezzopane che, alla vigilia dell’incontro che si terrà questo pomeriggio tra la concessionaria autostradale e i sindaci dei comuni attraversati dalla Strada dei Parchi ha presentato un’interrogazione parlamentare a cui il ministro Toninelli risponderà domani nel Question Time della commissione ambiente della Camera alle ore 14.

“Mi auguro – sottolinea Pezzopane - che l’incontro di oggi sia fruttuoso e che la concessionaria Strada dei Parchi fornisca indicazioni precise e puntuali sugli investimenti per la A24 e la A25. Le autostrade d’Abruzzo, costruite negli anni ‘70, dal 2009 ad oggi sono state sottoposte a continui ed importanti episodi sismici. Gli stessi concessionari hanno confermato il rischio sismico ed hanno riferito che ci sarebbe un rischio di chiusura in presenza di ulteriori terremoti. La popolazione è spaventata e va informata con trasparenza di eventuali rischi e di cosa si sta facendo per la messa in sicurezza”

12/09/2018 - 12:59

“Ottantamila visitatori nel solo 2017, un patrimonio che nel suo genere è uno dei più importanti al mondo. Se c’è un punto da quale ripartire a Taranto per superare la monocultura dell’acciaio è proprio il MarTa ed il lavoro per la sua valorizzazione compiuto dall’allora Ministro Franceschini e dalla direttrice Eva Degl’Innocenti.

Così Il deputato Pd Alberto Losacco, in merito al l’affermazione di Luigi Di Maio secondo cui Taranto non avrebbe un museo degno della Magna Grecia.

“Il MarTa è un luogo straordinario ed anche se c’è ancora tanto lavoro da fare, in questi anni ha saputo intercettare ed affascinare una platea vasta di appassionati e di turisti, come sono lì a dimostrare i dati sulla presenze. Quindi il consiglio a Di Maio è di raccogliere l’invito della direttrice e di visitarlo. Avrà modo di apprezzarne la sua bellezza e il suo valore.”

12/09/2018 - 12:39

“Il sensibile calo della produzione industriale registrato dall’Istat nel mese di luglio è un preoccupante campanello d’allarme per la nostra economia. Le incertezze dell’iniziativa del governo sugli indirizzi per sostenere lo sviluppo e l'impresa, che abbiamo più volte indicate, non promettevano un esito diverso. Incertezze che, per altro, stanno già pesando sulle tasche dei cittadini con uno spread a più di 100 punti al di sopra della situazione lasciata dal precedente governo, che si traduce in maggiori costi per tutti gli italiani. Con questi dati, preoccupano ancora di più  le divisioni all’interno del governo sulle misure della prossima legge di Bilancio, che non rassicurano imprese, lavoratori, risparmiatori. E’ il momento di uscire dagli annunci contraddittori e indicare con chiarezza quale strada il governo vuole prendere”.

Lo dichiara il deputato dem Gianluca Benamati.

12/09/2018 - 11:14

“Non era facile ma ci sono riusciti: in due mesi questo governo ha creato una tale incertezza e preoccupazione fra investitori, aziende e consumatori da riuscire a invertire la crescita della produzione industriale italiana. Era da giugno 2016 che non accadeva. Con il -1,8% fra giugno e luglio 2018 e -1,3% sull’anno, Istat certifica i danni già fatti dalla politica dello scontro, delle spese pazze, del caos creato dal decreto disoccupazione. È in tutto e per tutto il governo del cambiamento in peggio.” Lo dichiara la deputata dem Chiara Gribaudo, responsabile Lavoro Pd.

“I dati sul lavoro, poche settimane fa, erano stati ugualmente allarmanti. Il governo la smetta con la propaganda prenda coscienza della china pericolosa intrapresa: lasci perdere flat tax e reddito di cittadinanza, si tolgano dalla testa di eliminare gli 80€ o di aumentare l’Iva per finanziarli. Sblocchino davvero gli investimenti, ritirino lo stop ai fondi per le periferie, procedano con un vero taglio del cuneo fiscale. La nota di aggiornamento al Def dovrà fare chiarezza, o per l’economia italiana il crollo di fiducia sarà irreversibile.” Conclude.

12/09/2018 - 10:59

“Il dato sulla produzione industriale diffuso oggi dall’Istat sulla produzione industriale non può e non deve essere sottovalutato. L’Istituto parla di ‘brusca discesa’ a luglio 2018, -1,8% rispetto a giugno, -1,3% rispetto a luglio 2017. Si tratta del peggiore andamento da oltre tre anni a questa parte ed è il primo segno negativo dal 2016. Questo pessimo risultato si aggiunge al ridimensionamento della crescita prevista del Pil per quest’anno e al calo sì della disoccupazione, ma accompagnato da una contestuale riduzione degli occupati e alla crescita degli inattivi. Il ‘governo del cambiamento in peggio’ sta dunque dispiegando le sue nefaste ali sul Sistema Italia. Avevamo segnalato questi rischi in sede di discussione del ‘decreto disoccupazione’ firmato da Di Maio. Adesso arrivano le prime buie conferme. Il Partito democratico è pronto a fare la sua parte per collaborare ad una inversione di rotta, ma M5s e Lega devono prendere atto del fallimento dei loro primi 100 giorni di governo”.

Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.

12/09/2018 - 10:28

 Intervenendo in aula per riaffermare la contrarietà del gruppo del Pd a interrompere la discussione generale sul decreto Milleproroghe, il deputato  Enrico Borghi ha affermato che “Il partito democratico è fermamente contrario all’interruzione del dibattito in aula. Nella passata legislatura il movimento che propone ora di comprimere questo dibattito  occupava i banchi del governo con atti squadristi quando c’erano proposte di questa natura.  Noi esercitiamo  invece una prerogativa di rispetto delle istituzioni e questo serva al Movimento 5 Stelle come lezione di come si sta in un’aula del parlamento. E proprio per il richiamo alla dignità di quest’aula che il Pd chiede di proseguire la discussione che siamo certi sarà utile al paese.”

12/09/2018 - 10:01

“Presidente, chiedo scusa, forse manca un fascicolo. Ieri il governo ha annunciato - dopo l’incontro con Anci - che avrebbe cambiato atteggiamento sul decreto periferie ripristinando i finanziamenti nel “primo decreto utile” (il virgolettato è del premier Giuseppe Conte). Essendo questo il primo decreto utile (ancora in fase di conversione) mi chiedo: dov’è l’emendamento? Ve lo siete dimenticato?”.

Lo ha affermato rivolto al presidente della commissione Bilancio nel corso della riunione del Comitato dei Nove il capogruppo Pd in commissione Luigi Marattin a proposito dell’impegno preso dal presidente del Consiglio con l’Anci sul piano periferie.

11/09/2018 - 20:42

“Quella sulla periferie è una scelta frutto di un ideologismo senza senso che, attraverso un pasticcio normativo, rischia di diventare un caos amministrativo e quindi incertezza che imprigionerà le risorse dei Comuni”. Lo ha dichiarato Marianna Madia, deputata del Partito democratico, durante la discussione in Aula sul Milleproroghe.

“C’erano delle risorse stanziate dai governo precedenti – spiega - su progetti di Comuni e sindaci di tutti i partiti avevano scelto per le loro comunità. In particolare, per riqualificare le periferie, dunque zone in cui si registra il disagio sociale e l’emarginazione maggiore. Con quelle risorse erano stati avviati progetti concreti e utili per i cittadini. Bastava stare fermi, non fare nulla per offrire un beneficio alle città. Eppure, il governo ha deciso di bloccare queste risorse. Solo nella mia città, verranno tagliati i fondi per gli spazi verdi Settecamini, San Basilio, Collina della Pace, per i progetti abitativi sperimentali del Tiburtino III, per la rigenerazione delle aree dei Forti come Bocce o Trionfale, gli oltre 8 milioni per Massimina, i quasi 5 milioni per incentivare le micro-imprese nelle periferie. Per me è un delitto”.

“La riqualificazione di queste zone, per altro di una città sofferente, con i rifiuti per strada e gli autobus che prendono fuoco, dovrebbe essere un interesse collettivo al di là di ogni spirito di parte”, conclude.

11/09/2018 - 19:05

Il vicepresidente della commissione Esteri Piero Fassino e la responsabile Esteri del Partito democratico Lia Quartapelle hanno chiesto alla Presidenza della commissione Esteri di invitare in audizione alla Camera il personale dell’Onu per riferire sugli esiti dell’ispezione in Italia.

11/09/2018 - 18:58

"I costi standard di Napoli e Catania sono gli stessi di Treviso e Vicenza?". Il deputato veneto Roger De Menech rivolge questa domanda al presidente della Regione, Luca Zaia, che con la consueta fanfara ha annunciato ieri il percorso sull’autonomia stabilito con il ministro degli affari regionali.

"Mi sembra un percorso strabico quello del governo e del tutto cieco quello della Regione", commenta De Menech.

"Proprio oggi in Commissione affari costituzionali, la maggioranza Lega – 5Stelle ha decretato l’affossamento del piano di riqualificazione per le periferie dei capoluoghi di provincia e delle città metropolitane, sottraendo di fatto 500 milioni di euro già assegnati dal governo precedente. Inoltre, ha fatto approvare un emendamento per risanare i comuni in dissesto. Tra questi ci sono Catania e Napoli che hanno accumulato debiti monstre. Il Veneto dal canto suo fa finta di non vedere. Se è vero che “la solidarietà e sussidiarietà nazionale va data a chi la merita”, evidentemente Napoli e Catania sono più virtuose delle città venete. Città che con il colpo di mano sulle Periferie perderanno quasi 150 milioni di euro. La giunta regionale tace poi sull’ipotesi del governo di bloccare le infrastrutture strategiche, prima tra tutte il quadruplicamento della ferrovia tra Verona e Padova, unica opera che potrebbe allentare la congestione dell’A4 e il collegamento ferroviario con l’aeroporto di Tessera. In cambio di cosa? Di un generico impegno del ministro, neanche dell’intero governo, a trattare sulle materie di legislazione concorrente. Sarebbe molto più utile a mio avviso tentare di influenzare il governo a utilizzare meglio le risorse dei contribuenti".

11/09/2018 - 18:55

“Tutti bocciati in commissione gli emendamenti che ho presentato per allungare ulteriormente i tempi della presentazione dei documenti richiesti alle aziende per la restituzione delle tasse sospese con legge dello Stato nel 2009. Il tempo corre e la trattativa con la Ue non è nemmeno iniziata. Il governo sfugge al confronto ed è gravissimo il comportamento dei rappresentanti dell’esecutivo in commissione. Ho avuto la netta sensazione, infatti, che non sapessero proprio cosa dire e che quindi abbiano preferito tacere, senza rispondere alle mie richieste di conoscere lo stato dell’arte di questa vicenda”.

Così in una nota Stefania Pezzopane, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

“Anche nel Milleproroghe - spiega la deputata Dem - ho continuato a battermi per L’Aquila, la mia città, e per il cratere del sisma del 2009. Ho presentato tre emendamenti, il 9.1, il 9.3 ed il 9.4, tutti tesi a correggere i tempi per la presentazione della documentazione relativa al recupero degli aiuti di stato e alla proroga di un ulteriore anno, nonché alla correzione del de minimis. I tre emendamenti, sono stati tutti ammessi al dibattito e tutti avevano la copertura finanziaria. Mi sono fatta delegare in commissione Bilancio per poterne seguire momento per momento tutta la discussione. Ho spiegato, motivato, documentato. Ma nonostante gli impegni assunti, Lega e M5s hanno bocciato tutti gli emendamenti. Ho chiesto in maniera accorata ai rappresentanti del governo e ai relatori di aggiornarci sulla trattativa con l’Ue, ma nessuno ha voluto parlare. Un comportamento assurdo. Ho ricordato le promesse fatte, ma l’indifferenza è stata totale. Ho comunque ripresentato tutti gli emendamenti per il voto dell’Aula - conclude Stefania Pezzopane - e insisterò e mi batterò fino alla soluzione dei problemi”.

11/09/2018 - 17:12

Perché cancellare il reddito di inclusione, l’unica misura di lotta alla povertà che oggi esista in Italia? Sono 2,1 miliardi di euro che arrivano già quest’anno a circa 700 mila famiglie. Non un’invenzione del Pd, ma il frutto dell'Alleanza contro la povertà, quindi del lavoro fatto con le associazioni e i sindacati, da sempre impegnati su questo.
Lo cancelleranno. Perché? Per introdurre - chissà quando - il reddito di cittadinanza, di cui sappiamo poco o nulla. Oggi, per esempio, lo hanno rinviato a dopo la riforma dei centri per l’impiego... Nel frattempo però tagliano quello che c’è. E la lotta alla povertà rimane solo uno slogan.

Lo ha scritto su Facebook il Vice Presidente della Camera Ettore Rosato.

11/09/2018 - 16:35

“Se l’Aula discute il tema del futuro di 5 milioni di nostri concittadini in difficoltà lo si deve al Pd che ha chiesto la calendarizzazione di questa mozione. E non è un caso che lo abbiamo fatto alla vigilia del dibattito sul Def e della Legge di Bilancio. Ne parliamo a 100 giorni dall’insediamento del governo gialloverde che ha prodotto più danni che benefici: ha provocato la fuga degli investitori, l’aumento dei tassi di rendimento (4 miliardi di euro), la riduzione della previsione di crescita (2,5 miliardi) e l’aumento dello spread, un fardello da 7 miliardi di euro. Tutte risorse di cui avremmo bisogno per le politiche redistributive e proseguire la sfida etica e morale di sconfiggere la povertà. Proseguire, perché una misura a sostegno delle persone in difficoltà già c’è ed è, appunto, il reddito di inclusione: che consente a tutti i cittadini che ne hanno i requisiti, senza distinzione alcuna, il diritto di accesso ad una forma di sostegno per un futuro di inclusione sociale”.

Così Elena Carnevali, della Presidenza del Gruppo Pd della Camera, intervenendo in Aula a sostegno della mozione sul Reddito di Inclusione.

“Il Reddito di Inclusione - spiega la deputata Dem - è un vero progetto di ricostruzione, ritrovata autonomia, reinserimento lavorativo, unico modo per ritrovare la propria dignità, che a fine anno riguarderà due milioni e mezzo di cittadini. E non è la legge del Pd, ma un testo approvato dal Parlamento insieme a 35 associazioni impegnate sul territorio, e che vede protagonisti comuni e Terzo settore. Una misura che andrebbe potenziata per raggiungere 5 milioni di cittadini in difficoltà. Esattamente l’opposto del ragionamento arrogante di questo governo, che ha come ossessione la distruzione di quanto fatto dai governi a guida Pd. Con l’idea di realizzare il reddito di cittadinanza - conclude Elena Carnevali - Lega e M5s sacrificano tutte le risorse sull’altare di un obiettivo irrealizzabile, che costa 17 miliardi, disincentiva la ricerca del lavoro e favorisce il lavoro nero”.

Pagine