09/01/2024
Chiara Braga
Serracchiani, Orlando, Simiani, Bonafè, Ciani, Ghio, Toni Ricciardi, De Luca, Ferrari, Morassut, Roggiani, Fornaro, Casu, De Maria, Di Biase, Gianassi, Lacarra, Zan, Curti, Scarpa
2-00299

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere – premesso che:

   Anas s.p.a., è la società per azioni italiana che si occupa di infrastrutture stradali e che gestisce la rete di strade statali e autostrade di interesse nazionale, qualificabile come organismo di diritto pubblico, e che figura fra le società in conto economico consolidato dello Stato italiano;

   nel 2017 l'Assemblea degli azionisti di Ferrovie dello Stato Italiane ha deliberato un aumento di capitale di 2,86 miliardi di euro mediante il conferimento dell'intera partecipazione Anas s.p.a., detenuta dal Ministero dell'economia e delle finanze;

   con il conferimento di Anas s.p.a., di 81 mila dipendenti, Ferrovie è stata in grado di sviluppare, solo nel 2018, un fatturato di 11,2 miliardi di euro e una capacità di investimento di 8 miliardi, con un capitale investito di circa 50 miliardi;

   nel giugno 2007 Anas è diventata azionista di maggioranza della società Stretto di Messina, concessionaria per la progettazione, realizzazione e gestione del ponte sullo Stretto di Messina;

   al Ministero delle infrastrutture e trasporti, spetta, dunque, l'attività di indirizzo, vigilanza amministrativo-contabile e tecnico-operativa e controllo sugli atti predisposti dall'Anas s.p.a., nonché, tra l'altro, la programmazione degli interventi della rete in gestione Anas s.p.a., la definizione, stipula e aggiornamento dei contratti di programma, il monitoraggio degli interventi finanziati con i contratti di programma, la predisposizione, gestione e monitoraggio di atti convenzionali con Anas s.p.a. ed enti territoriali e società miste, la regolamentazione dei servizi stradali di competenza Anas s.p.a., i procedimenti in materia di infrastrutture strategiche di competenza avviati ai sensi della legge 21 dicembre 2001, n. 443, l'attività istruttoria relativa ai procedimenti di competenza al fine dell'esame e dell'approvazione da parte del Cipess;

   il 28 dicembre 2023 la Procura di Roma ha, nell'ambito di una inchiesta avviata nella primavera dello scorso anno che ipotizza i reati di corruzione semplice e aggravata, turbata libertà degli incanti, turbativa d'asta, anche in concorso, per una fitta rete di consulenze e di presunte influenze illecite sulla concessione degli appalti e commesse della società pubblica per circa tre miliardi di euro, emesso un'ordinanza per l'applicazione di misure cautelari personali – arresti domiciliari e misure interdittive – nei confronti di Paolo Veneri e Luca Cedrone rispettivamente all'epoca dei fatti, dirigente e funzionario della Direzione appalti e acquisti di Anas, di Tommaso Verdini, Fabio Pileri (Inver s.r.l.), degli imprenditori Antonio Veneziano, Stefano Chicchiani, e Angelo Ciccotto;

   secondo l'accusa gli imprenditori avrebbero versato circa 500 mila euro in contanti alla società Inver s.r.l., di Tommaso Verdini e Pileri, tramite consulenze ritenute «fittizie», per avere una «corsia preferenziale in Anas», quella cioè «su cui potevano contare Verdini e Pileri», i quali si sarebbero serviti dei loro «riferimenti in Anas» Paolo Veneri e Luca Cedrone, rispettivamente all'epoca dei fatti, dirigente e funzionario della Direzione appalti e acquisti di Anas; tra gli indagati compare anche Domenico Petruzzelli, responsabile della struttura Assetti infrastrutturale rete;

   secondo i magistrati, Veneri e Cedrone avrebbero dunque, in virtù della loro carica, asservito le loro pubbliche funzioni fornendo informazioni riservate sugli appalti e favorendo gli imprenditori nell'aggiudicazione, in cambio di raccomandazioni in sedi politiche ed istituzionali «per la conferma in posizioni apicali di Anas o comunque la ricollocazione in ruoli apicali ben remunerati»;

   dall'ordinanza risulta, inoltre, che: «Sia Veneri sia il collega Luca Cedrone non solo sono stati riconfermati negli incarichi che avevano in precedenza ma hanno avuto incarichi nuovi ed ulteriori. Cedrone dall'agosto del 2022 è stato nominato componente della struttura operativa denominata “Piano straordinario per l'accessibilità a Cortina 2021”. Paolo Veneri è stato nominato nel febbraio 2022 componente del “Comitato operativo gestione commissariale”, responsabile ad interim della struttura “Unità albi e supporto contenzioso”, componente del “Comitato per la qualificazione degli operatori economici”, nonché è entrato a far parte del gruppo in staff dell'amministratore e direttore generale dell'Anas», mentre il dirigente Paolo Petruzzelli, ritenuto da Verdini e Pileri uomo di loro fiducia all'interno dell'Anas continua la gip, «ha avuto colloqui diretti con i vertici dell'azienda e la possibilità di essere nominato amministratore delegato della società Cav spa»;

   emerge dunque dagli atti dell'inchiesta un quadro decisamente inquietante che, laddove confermato, configurerebbe un inquinamento del sistema delle commesse pubbliche gestite da Anas s.p.a., tramite rapporti stretti con pubblici ufficiali in posizioni apicali all'interno di Anas e delle strutture pubbliche, di volta in volta, coinvolte nelle procedure di interesse dei clienti –:

   se il Ministro interpellato, in qualità di titolare del dicastero vigilante, con responsabilità sull'attività di indirizzo, sulla vigilanza amministrativo-contabile e tecnico-operativa di Anas ritenga, per quanto di competenza e nel rispetto dell'azione della magistratura, di dovere fare chiarezza sui gravissimi fatti esposti, nonché di dovere individuare le eventuali responsabilità che hanno reso possibile una così grave catena di fatti corruttivi e di turbativa delle commesse relative ad opere infrastrutturali importanti con dispersione illecita di denaro della collettività.

Seduta del 12 gennaio 2024

Illustrazione di Debora Serracchiani, risposta del Sottosegretario di Stato all'Interno, replica di Debora Serracchiani

DEBORA SERRACCHIANI, Sì, grazie, Presidente, la illustro. Anche in questo caso, anzi, mi verrebbe da dire, soprattutto in questo caso, mi spiace che non dico sia presente il Ministro Salvini, che, peraltro, apprendo essere impegnato altrove, ma, quantomeno, un Sottosegretario per le Infrastrutture, francamente, sarebbe stato necessario. Del resto, questa vicenda non attiene soltanto ad aspetti tecnici, ma ha anche un suo contenuto politico non banale, sul quale la presenza del Ministro sarebbe stata quanto mai opportuna. L'abbiamo chiesta più volte, l'abbiamo chiesto anche nella forma dell'informativa, ma ci è stato detto che non è possibile. Rimaniamo abbastanza basiti che il Ministro non senta la necessità di essere oggi qui presente, ma, ripeto, abbiamo appreso che ha altro da fare; quantomeno, mi auguro che la risposta affronti tutti gli aspetti di una vicenda che è anche giudiziaria. Io riporterò adesso alcune delle questioni che riguardano questa vicenda e, in quanto vicenda giudiziaria farà il suo corso, però, ripeto, gli aspetti politici devono essere affrontati in questa sede, in questo luogo, il Parlamento deve avere tutte le informazioni e sulla vicenda stessa deve essere fatta chiarezza. Sappiamo che ANAS è una società per azioni italiana e si occupa di infrastrutture stradali.

Nel 2017, l'assemblea degli azionisti di Ferrovie dello Stato italiane ha deliberato un aumento di capitale di quasi 3 miliardi, mediante il conferimento dell'intera partecipazione ANAS Spa detenuta dal Ministero dell'Economia e delle finanze. Con il conferimento di ANAS Spa e di 81.000 dipendenti, Ferrovie è stata in grado di sviluppare - e penso soltanto al 2018 - un fatturato di oltre 11 miliardi di euro e una capacità di investimento di 8 miliardi con un capitale investito di circa 50 miliardi. Parliamo, indubitabilmente, di un colosso. Nel giugno 2007, inoltre, ANAS è diventata anche azionista di maggioranza della società Stretto di Messina, concessionaria per la progettazione, realizzazione e gestione del ponte sullo Stretto di Messina.

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dunque, ha un compito importante. Al Ministero compete, pertanto, l'attività di indirizzo, l'attività di vigilanza amministrativo-contabile e tecnico operativa e di controllo su tutti gli atti predisposti dall'ANAS, nonché tra l'altro la programmazione degli interventi della rete in gestione ANAS, la definizione stipula e aggiornamento dei contratti di programma, il monitoraggio degli interventi finanziati con i contratti di programma, la predisposizione, gestione e monitoraggio di atti convenzionali con ANAS ed enti territoriali e società miste, la regolamentazione dei servizi stradali di competenza ANAS, i procedimenti in materia di infrastrutture strategiche di competenza avviate ai sensi della legge 21 dicembre 2001 n. 443, nell'attività istruttoria relativa ai procedimenti di competenza di fine dell'esame e dell'approvazione da parte del CIPE. Insomma, ho letto quelli che sono i compiti e le funzioni del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti perché è questa la motivazione per cui chiediamo al ministro Salvini, che è assolutamente fuori dalla dinamica giudiziaria che stavo ricordando, ma che è il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e quindi in quanto Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha questi compiti, cioè l'attività di indirizzo, di vigilanza e controllo sugli atti di ANAS. Ora, perché dico, quindi, che è importante la presenza del ministro, che quella informativa che abbiamo più volte chiesto venga fatta, che oggi, lei sottosegretaria, mi auguro mi dia una risposta ampia su questa materia e su questa vicenda? Perché il 28 dicembre 2023 la procura di Roma ha, nell'ambito di un'inchiesta avviata nella primavera dello scorso anno, ipotizzato dei reati di corruzione semplice e aggravata, turbata libertà degli incanti, turbativa d'asta, anche in concorso, per una fitta rete di consulenza e di presunte influenze illecite nella concessione degli appalti e delle commesse di ANAS per circa 3 miliardi di euro e ha emesso un'ordinanza per l'applicazione di misure cautelari personali, arresti domiciliari e misure interdittive nei confronti di Paolo Veneri, Luca Cedrone, rispettivamente, all'epoca dei fatti, dirigente e funzionario della direzione appalti e acquisti di ANAS, Tommaso Verdini, Fabio Pileri, degli imprenditori Antonio Veneziano, Stefano Chicchiani e Angelo Ciccotto. Secondo l'accusa, gli imprenditori avrebbero versato circa 500 mila euro in contanti alla società Inver di Tommaso Verdini e Pileri, tramite consulenze ritenute fittizie per avere una corsia preferenziale in ANAS, quella cioè su cui potevano contare Verdini e Pileri (sto citando, ovviamente, testuale tra virgolette, ciò che abbiamo appreso), che si sarebbero serviti dei loro riferimenti in ANAS, cioè Paolo Veneri e Luca Cedrone, rispettivamente all'epoca dei fatti, dirigente e funzionario della direzione appalti e acquisti di ANAS, e tra gli indagati compare anche Domenico Petruzzelli, responsabile della struttura Assetto Infrastrutturale Rete. Secondo i magistrati, Veneri e Cedrone avrebbero, dunque, in virtù della loro carica, asservito le loro pubbliche funzioni fornendo informazioni riservate sugli appalti e favorendo gli imprenditori nell'aggiudicazione, in cambio di raccomandazioni in sedi politiche ed istituzionali, tra virgolette, per la conferma in posizioni apicali di ANAS o comunque la ricollocazione in ruoli apicali ben remunerati. Nell'ordinanza risulta, inoltre, che sia Veneri, sia il collega Luca Cedrone non solo sono stati riconfermati negli incarichi che avevano in precedenza, ma hanno avuto incarichi nuovi ed ulteriori. Cedrone, ad esempio, dall'agosto del 2022 è stato nominato componente della struttura operativa denominata Piano straordinario per l'accessibilità a Cortina 2021.

Veneri è stato nominato nel febbraio 2022 componente del Comitato operativo gestione commissariale, responsabile ad interim della struttura Unità albi e supporto contenzioso, componente del Comitato per la qualificazione degli operatori economici, nonché è entrato a far parte del gruppo in staff dell'amministratore e direttore generale dell'ANAS, mentre il dirigente Paolo Petruzzelli, ritenuto da Verdini e Pileri uomo di fiducia all'interno dell'ANAS - continua la GIP, stiamo riportando quel che abbiamo letto sui giornali riferito all'ordinanza - ha avuto colloqui diretti con i vertici dell'azienda e la possibilità di essere nominato amministratore delegato della società CAV Spa. Cosa significa, dunque? Quello che emerge dagli atti di questa indagine è un quadro che non posso non definire, sottosegretario, inquietante, che laddove confermato – ripeto: la vicenda giudiziaria non ci interessa e avrà il suo corso; ci interessano gli aspetti politici, la rilevanza politica di questa vicenda -, configurerebbe un inquinamento del sistema delle commesse pubbliche gestite da ANAS, tramite rapporti stretti con pubblici ufficiali in posizioni apicali all'interno di ANAS e delle strutture pubbliche, di volta, in volta, coinvolte nelle procedure di interesse dei clienti.

Ricordando, quindi, come ho fatto poc'anzi, quali sono le funzioni del Ministero, arriviamo alla domanda, cioè all'oggetto dell'interpellanza. Noi chiediamo se il ministro interpellato, cioè il ministro Salvini, in qualità di titolare del dicastero vigilante, con responsabilità sull'attività di indirizzo e sulla vigilanza amministrativo-contabile e tecnico operativa di ANAS, ritenga, nel rispetto ovviamente dell'azione della magistratura, di dover far chiarezza, sui gravissimi fatti esposti, e se ritiene di dover individuare le eventuali responsabilità che hanno reso possibile una così grave catena di fatti corruttivi e di turbativa delle commesse, relative ad opere infrastrutturali importanti, con dispersione illecita di denaro della collettività. È per questo che noi oggi avremmo gradito la presenza del ministro o quantomeno di un sottosegretario alle infrastrutture. Tra l'altro, va detto che in questa vicenda ricorrono anche i nomi di alcuni esponenti del Governo e quindi avremmo gradito che la chiarezza venisse fatta, ad esempio, anche dalla Presidente del Consiglio, se lo avesse ritenuto, perché investendo anche il proprio Governo, forse, una vicenda di questo tipo avrebbe dovuto essere posta all'attenzione del Parlamento, proprio dalla Presidente del Consiglio. Ma, ma come dicevo poc'anzi, né la Presidente del Consiglio, né il Ministro delle infrastrutture hanno ritenuto di dare al Parlamento queste informazioni e di dare al Parlamento la possibilità di avere chiarezza su un fatto così grave, così come è stato esposto e così come continua ad emergere dalla lettura ormai quotidiana dei giornali, ma anche e soprattutto riteniamo che questa chiarezza debba essere fatta perché stiamo in un contesto storico importante, nel quale il nostro Paese ha tantissime risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che devono essere utilizzate al meglio e che non possono essere utilizzate senza quei controlli e quella capacità di attenzione sull'uso delle risorse della collettività che ogni Ministero deve avere, a partire evidentemente dal Ministero delle Infrastrutture che ha in cassa un portafoglio importante di infrastrutture.

WANDA FERRO, Sottosegretaria di Stato per l'Interno. Signor Presidente, signori deputati, in riferimento ai quesiti posti, confermo quanto già illustrato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, in occasione della seduta del question time dello scorso mercoledì in quest'Aula. L'indagine oggetto dell'atto di sindacato ispettivo in esame, al momento concretizzata con le misure cautelari, si trova in fase istruttoria e pertanto le relative alle indagini preliminari sono tuttora in corso di esecuzione. E' doveroso aggiungere, peraltro, che i fatti di cui abbiamo letto e che stiamo leggendo sui giornali si riferiscono ad anni in cui l'attuale Governo non era in carica e l'attuale Ministro delle infrastrutture e dei trasporti non risulta in alcun modo coinvolto nell'indagine in corso. Sulla base delle informazioni pervenute ad ANAS si rappresenta che, in concomitanza con la notifica delle misure interdittive, i dipendenti attinti da tali provvedimenti sono stati sospesi dal servizio. Sul punto, ANAS comunica di riservarsi di assumere ogni eventuale ed ulteriore, opportuna e necessaria iniziativa di essere tempestivamente messa a disposizione della Procura della Repubblica nel rispetto dei rispettivi ruoli perché sia fatta al più presto chiarezza sui fatti di cronaca richiamati dagli interroganti.

In merito ai presidi in materia di anticorruzione strutturati all'interno di ANAS, si ricorda che il mutamento della natura giuridica di ANAS, disposta nel gennaio 2018 in attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 49, comma 2, del decreto-legge n. 50 del 24 aprile 2017, convertito con modificazioni della legge n. 96 del 26 giugno 2017, ha comportato l'esclusione della società dall'applicazione delle specifiche disposizioni in tema di anticorruzione e trasparenza destinate alle pubbliche amministrazioni e alle società in controllo pubblico.

La società in ogni caso ha adottato, con le deliberazioni del 31 gennaio e del 9 maggio 2019, un modello volontaristico di sottoposizione agli obblighi in materia di anticorruzione e trasparenza. Tale modello, definito framework unico anticorruzione, opera quale strumento di programmazione e divulgazione della strategia aziendale per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza. Esso è composto dalle linee di indirizzo sulla politica anticorruzione e dal modello di organizzazione, gestione e controllo, ai sensi del decreto legislativo n. 231 del 2001 e dalle relative misure integrative. Il modello impegna la società a una serie di adempimenti che includono la nomina e la definizione dei compiti del responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, l'acquisizione delle dichiarazioni sull'inconferibilità e l'incompatibilità degli incarichi di cui al decreto legislativo n. 39 del 2013, il mantenimento della sezione società trasparente nel sito istituzionale, con puntuale selezione dei dati, dei documenti e delle informazioni da continuare a pubblicare a titolo volontaristico.

I contenuti del modello volontaristico sono stati comunicati all'Anac, cioè l'Autorità nazionale anticorruzione, con nota del 20 giugno 2019. A dicembre 2021 l'ANAS ha ottenuto la certificazione di conformità allo standard internazionale sui sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione, confermata a novembre 2022 a seguito dell'attività di prima sorveglianza. A dicembre 2023 l'ente certificatore ha concluso le attività relative alla seconda sorveglianza per il mantenimento della certificazione. A queste misure si aggiungono le procedure aziendali e le istruzioni operative emesse da ANAS relative al processo di approvvigionamento. In particolare, la società ha disciplinato puntualmente le modalità di programmazione dei fabbisogni di affidamento e stipula dei contratti di gestione degli affidamenti e di definizione dei rapporti con i subappaltatori e fornitori. Tali procedure, per tutte le tipologie di affidamento, regolano anche la fase di accesso agli atti di gara, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa di riferimento, e sono state tempestivamente allineate alle disposizioni previste dal nuovo codice dei contratti pubblici.

DEBORA SERRACCHIANI, Grazie, Presidente. No, sono assolutamente insoddisfatta della risposta e per più questioni. La prima, Sottosegretaria, riguarda i tempi che non tornano, nel senso che non è vero che tutta questa vicenda sarebbe intercorsa quando il Ministro non era tale e sotto un altro Governo, perché, da quello che apprendiamo dalle notizie di cui parlavo nell'illustrazione, queste cose sono avvenute prima dell'insediamento di questo Governo e del Ministro Salvini - è vero - ma sono durate anche dopo, anzi a un certo punto sembrerebbe che proprio grazie all'insediamento del Ministro sia tornata con forza l'iniziativa di questa società lobbistica - chiamiamola così; per quieto vivere la chiamiamo lobbistica - che poi ha dato luogo a questa vicenda e ha portato a questo procedimento giudiziario. Quindi, proprio con l'insediamento del Ministro si sarebbero riattivati questi collegamenti, che sono andati avanti quantomeno fino ad aprile 2023, quindi nel pieno dell'esercizio del Ministero e dell'insediamento, in questo Ministero, del Ministro Salvini. Perciò, prima di tutto i tempi non tornano.

In secondo luogo, non sono assolutamente soddisfatta della risposta, perché ho puntualizzato più volte, nel mio intervento, che il Ministero delle Infrastrutture è l'ente vigilante. Lei, Sottosegretaria, nella sua risposta - il Governo, suo tramite - sta semplicemente dicendo, Presidente, che è tutta colpa dell'Anticorruzione. Sta scaricando su Anac una responsabilità che, invece, è in tutta evidenza del Ministero delle Infrastrutture. È il Ministero delle Infrastrutture l'ente vigilante, è il Ministero delle Infrastrutture l'ente di controllo, è il Ministero delle Infrastrutture che evidentemente ha fatto corto circuito se siamo arrivati fin qui. Quindi, non scarichiamo responsabilità sull'Anticorruzione, non diciamo che sono stati fatti, appunto, i compiti a casa e poi, purtroppo, qualcuno non ha seguito le istruzioni, perché qui sono mancati il controllo e la vigilanza e nessuna risposta oggi viene data su questo.

Però, viene data una risposta politica: di fronte a questi fatti, questo Governo, la destra, la maggioranza, che rappresenta, appunto, e che governa, sta facendo una scelta politica di campo molto chiara. Vede, Sottosegretaria, quando un treno arriva sempre in ritardo si cerca di farlo arrivare puntuale in tutti i modi possibili, organizzando meglio la tratta. Diciamo che se un treno arriva sempre in ritardo il modo migliore non è quello di far sparire gli orologi. Mi riferisco al fatto che di fronte a vicende così gravi noi ci saremmo aspettati dal Governo di destra una presa di posizione molto forte, molto incisiva e molto determinata che in qualche modo dicesse: basta, si faccia chiarezza, si faccia trasparenza, ci si dica con chiarezza quello che è accaduto; andiamo, interveniamo ed eliminiamo le mele marce (quante volte l'abbiamo sentito dire e quante volte ci avete chiesto le dimissioni di chi sbagliava). Ora, c'è stato questo silenzio assordante della Presidente del Consiglio e, devo dire, anche del Ministro delle Infrastrutture, che si è limitato a dire, quando, appunto, è stato licenziato il nuovo contratto sugli appalti, che lui si fida tantissimo degli imprenditori, dei geometri, dei capocantiere, dei direttori dei lavori. Ci mancherebbe: perché noi non ci fidiamo delle persone a cui vengono affidati i lavori? Altroché se ci fidiamo, ma il problema non è se ci fidiamo oppure no. Lui ci ha anche detto che una delle persone coinvolte è una persona in gambissima e ci crediamo che sia in gambissima. Il problema, però, è che se finisci sotto un procedimento giudiziario così grave io non mi accontento di una frase di questo tipo o di una battuta del Ministro delle Infrastrutture: io voglio sapere perché il Ministro delle Infrastrutture non ha controllato ANAS, perché non si è accorto di quello che stava succedendo, perché non è intervenuto.

Poi, la vicenda giudiziaria avrà il suo corso e accerteremo - se ci sono - anche le responsabilità penali, che sono sempre personali, ma qui la responsabilità politica a me pare evidentissima. È una responsabilità politica che, tra l'altro, coinvolge interamente il Governo, perché la scelta che avete fatto voi, di fronte al treno che arriva sempre in ritardo, è proprio quella di far sparire gli orologi. Ecco, infatti, l'iniziativa del Ministro Nordio, che entra in campo e che cosa fa? Come si fa a far sparire gli orologi? Intanto, fa sparire l'abuso d'ufficio. Quello, per esempio, è uno di quei reati sentinella che tante volte hanno consentito di venire a sapere proprio di vicende giudiziarie e di comportamenti un po' malandrini che qualcuno può aver fatto. Allora, facciamo sparire il primo orologio e il primo orologio che sparisce è l'abuso d'ufficio. L'altro orologio che sparisce è, ovviamente, tutto ciò che attiene, anche in buona parte, a quelle vicende di cui ci stiamo occupando, cioè sparisce il traffico di influenze. Non posso dire proprio che sparisce l'orologio: semplicemente decidete voi l'orario in cui mettere quell'orologio, per cui il traffico di influenze sostanzialmente non esiste più. Tra l'altro, proprio per essere sicuri che gli orologi spariscano del tutto, reintroduce anche la prescrizione - vivaddio! -, così tanti di quei processi magari si prescriveranno.

Francamente, di fronte a questa iniziativa sulla giustizia io mi auguro che la collettività tutta reagisca, perché reati come l'abuso d'ufficio e il traffico di influenze e la reintroduzione della prescrizione sono tutte iniziative che servono proprio a far sparire quegli orologi ma che vanno a ledere il diritto di eguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Tutti i cittadini davanti alla legge sono uguali, come dice la nostra Costituzione. Ebbene, non sarà più così, perché proprio quei comportamenti, che sono quelli che infastidiscono di più la nostra cittadinanza, non saranno più punibili. Non saranno più punibili, perché non c'è più l'abuso d'ufficio. Peraltro, non ci sono più l'abuso d'ufficio e il traffico di influenze e si reintroduce la prescrizione e chissà cos'altro andando così anche contro l'Europa, perché pensi, Sottosegretario, che l'Europa sta facendo - ed è quasi completata - una direttiva anticorruzione - l'anticorruzione che lei più volte ha citato - che dice che tutti i Paesi europei saranno obbligati ad avere normative che riguardano l'abuso d'ufficio, l'abuso di potere e tutte quelle normative che riguardano, più in generale, l'anticorruzione. Su 27 Paesi europei 25 hanno questa disciplina. Noi, invece, siamo l'unico Paese che la toglie. Tra l'altro, siamo quel Paese che dovrebbe andare in Europa a pretendere attenzione sui migranti, a pretendere attenzione sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, a pretendere attenzione sul debito, ma non è che ci presentiamo proprio con le carte in regola iniziando così.

Devo dire che l'insoddisfazione, che spero, insomma, sia evidente dalle mie parole, è un'insoddisfazione che veramente spero e mi auguro faccia riflettere anche e soprattutto la Presidente del Consiglio, perché poi la Presidente del Consiglio non è soltanto responsabile di questo Governo, la Presidente del Consiglio, in qualche modo, è responsabile anche per le scelte, che sono state fatte, di rispondere poi davanti ai cittadini. E voi ce lo ricordate sempre: è con il consenso che, poi, i cittadini ci dicono se facciamo bene o facciamo male. Però noi abbiamo il dovere che i cittadini sappiano. E tra le altre scelte che questo Governo sta facendo, state eliminando proprio la possibilità che i cittadini vengano informati. State restringendo il campo delle intercettazioni. E non mi riferisco alle distorsioni o all'abuso delle intercettazioni o della pubblicazione delle stesse, che, peraltro, era già stata ampiamente rivista nel 2017 con l'intervento del Ministro Orlando. Voi state cercando di privare i cittadini di ogni informazione utile per conoscere i comportamenti di chi, oggi, ricopre ruoli pubblici di primaria importanza. Quindi, non solo fate sparire gli orologi, facendo sparire i reati, fate sparire anche le informazioni che possono far sapere ai cittadini se il proprio rappresentante si comporta bene oppure no. Non è il modo migliore, diciamo così, per andare alla ricerca di quel consenso. È il modo migliore per evitare che il cittadino sappia consapevolmente chi sta votando. Io credo che questo sia il fatto più grave che vi si può attribuire: con questo bavaglio che state mettendo all'informazione, con questo bavaglio che state mettendo alla conoscenza, alla comunicazione e alla pubblicità di tutti i fatti che riguardano la politica, state rendendo questo Paese meno sicuro, meno certo e meno capace di reagire di fronte a quei comportamenti, che, invece, tutta la collettività dovrebbe respingere in massa, sia chi vi ha votato, ma anche chi non vi ha votato.