Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'istruzione e del merito, il Ministro della salute, il Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, per sapere – premesso che:
il 20 aprile 2026 centinaia di studentesse e studenti sono scesi in piazza a Catania per denunciare il crescente disagio psicologico giovanile e l'assenza di risposte strutturali da parte delle istituzioni;
la mobilitazione ha avanzato richieste chiare: educazione socio e sessuo-affettiva e sportelli psicologici scolastici gratuiti e continuativi;
i dati Istat confermano un quadro allarmante: oltre due terzi dei giovani hanno subito comportamenti offensivi, mentre il bullismo assume carattere sistemico e persistente;
si registra un incremento dei comportamenti autolesivi e dei tentativi di suicidio tra i minori, a fronte del quale non risultano adeguate politiche strutturali di prevenzione;
nonostante tali evidenze, il Governo non ha introdotto strumenti organici per l'educazione alle relazioni né ha garantito la presenza stabile di servizi psicologici nelle scuole;
le istituzioni scolastiche, pur rappresentando il principale presidio educativo, risultano prive di risorse strutturali ed economiche adeguate ad attuare strategie di prevenzione della discriminazione, a realizzare concretamente supporto psicologico ed educazione alle relazioni, né tali risposte possono essere interamente demandate alle famiglie o i relativi costi gravare esclusivamente sui bilanci familiari;
nel sistema scolastico italiano l'educazione socio e sessuo-affettiva non è prevista come insegnamento stabile e uniforme, ma è affidata a iniziative episodiche e non omogenee sul territorio, spesso condotte da personale non adeguatamente formato né dotato di strumenti e tempi di ascolto idonei;
al contrario, recenti indirizzi hanno contribuito a ostacolare percorsi educativi su affettività, rispetto delle differenze e contrasto alle discriminazioni;
tale inerzia appare particolarmente grave in relazione alla diffusione di episodi di bullismo e violenza connessi a stereotipi di genere e orientamento affettivo;
si ricorda, in questo senso, che strumenti già adottati in precedenza, come quelli legati al Protocollo d'intesa tra il Ministero dell'istruzione e del merito (Mim) e il Consiglio nazionale dell'ordine degli psicologi (Cnop), siglato il 20 marzo 2024, hanno sancito il passaggio da un approccio d'emergenza alla necessità di una collaborazione strutturale;
nel richiamare, con profondo rispetto, il dolore delle famiglie di Claudia (14 anni, Catania), di Paolo (15 anni, Latina), di Leonardo (15 anni, Senigallia) e di tutte quelle vite spezzate dalla discriminazione e dal bullismo, si intende sottolineare come tali esenti rappresentino una ferita collettiva per l'intera comunità nazionale e, pur nella consapevolezza che nulla possa colmare la perdita subita, è dovere delle istituzioni affermare con chiarezza che nessuna di queste tragedie può essere considerata isolata o dimenticata, ma debba essere riconosciuta come espressione di un disagio che interpella direttamente la responsabilità pubblica;
la scuola deve essere luogo sicuro e inclusivo, capace di prevenire il disagio e promuovere il benessere degli studenti;
non è più sostenibile demandare alle sole famiglie la gestione di problematiche complesse e strutturali;
le richieste degli studenti rappresentano un segnale inequivocabile che la politica non può continuare a ignorare –:
se i Ministri interrogati siano a conoscenza della mobilitazione studentesca avvenuta a Catania e quali iniziative di competenza intendano adottare per rispondere alle richieste emerse;
se intendano promuovere iniziative di competenza, anche normative, per l'istituzione stabile, in tutte le scuole secondarie, di sportelli di supporto psicologico gratuiti, accessibili e riservati per gli studenti;
quali misure concrete intendano adottare per rafforzare la prevenzione del bullismo e delle discriminazioni tra pari, con particolare attenzione agli episodi legati a stereotipi di genere e a comportamenti e linguaggi omofobici;
se ritengano necessario assumere iniziative normative per introdurre nelle scuole un percorso strutturato di educazione socio-affettiva e sessuale, basato su evidente scientifiche e orientato a creare ambienti inclusivi;
se intendano rivedere le politiche attuali, per permettere alle scuole di svolgere pienamente il proprio ruolo educativo anche sul piano emotivo e relazionale;
se intendano adottare interventi concreti per affrontare problemi ormai diffusi, garantendo servizi psicologici gratuiti e tempestivi nelle scuole, valorizzando il ruolo dello psicologo scolastico nella prevenzione di abbandono e bullismo e promuovendo lo sviluppo delle competenze emotive e relazionali, così da migliorare il benessere scolastico e, di conseguenza, quello sociale, in linea con il decreto del Presidente della Repubblica n. 249 del 1998.