26/01/2026
Eleonora Evi
Patrizia Prestipino e Silvia Roggiani
3-02447

Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   la peritonite infettiva felina, conosciuta anche con l'acronimo Fip (feline infectious peritonitis) è una patologia che colpisce circa il 2 per cento dei gatti con una mortalità che si attesta intorno al 96 per cento fra i sintomatici;

   il coronavirus felino non è trasmissibile alle persone o ad altre specie di animali domestici, si trasmette da gatto a gatto tramite contatto oro-fecale, attraverso secrezioni orali, oppure, più raramente, per via transplacentare;

   l'infezione da coronavirus enterico è piuttosto comune nei gatti, in quelli domestici ma in particolare modo in quelli che vivono in grandi gruppi, come nelle colonie feline, negli allevamenti, nei gattili, ma non solo;

   questa malattia è causata da un ceppo appartenente al coronavirus felino enterico (FCoV) che in seguito a una mutazione, evolve in una variante letale che infetta i macrofagi, scatenando reazioni che coinvolgono diversi organi. La malattia si manifesta in forma umida, con versamento addominali o toracici e secca o granulomatosa, ma la diagnosi, piuttosto complessa, è infausta;

   una diagnosi di Fip, infatti, è quasi sempre una condanna a morte, poiché non esiste alcuna terapia specifica approvata nonostante sia tra le più frequenti forme di infezione nei gatti;

   un passo avanti nella lotta contro la Fip è arrivato con lo sviluppo di Gs-441524, un antivirale derivato dal remdesivir, tuttavia non è mai stato approvato ufficialmente per uso veterinario;

   analoghe ricerche, che comprendono anche la messa a punto di un vaccino efficace, sono in corso in vari Paesi tra cui il Giappone, ma nessuno è stato approvato per ora per la distribuzione;

   questo sta alimentando in Italia come all'estero, un mercato sottobanco del Gs anche a prezzi inarrivabili, con annunci anche su Facebook e Telegram;

   in assenza, quindi, di una normativa che legalizzi la terapia, il remdesivir viene comprato illegalmente on line, nella disperata ricerca di una terapia salvavita, circostanza che espone al rischio di truffe e di somministrazione di preparazioni estemporanee senza alcun controllo di qualità;

   l'Unione europea nel 2023 durante un'epidemia di Fip a Cipro ha concesso l'uso del remdesivir, ammettendo così implicitamente la sua efficacia;

   in Inghilterra la terapia per la peritonite infettiva è stata approvata nel 2021, c'è diversa letteratura medica evidence based a disposizione, mentre nel nostro Paese ai veterinari è vietato qualsiasi ricorso a queste terapie, pena gravi sanzioni disciplinari;

   l'utilizzo di un farmaco autorizzato permetterebbe anche di agire sulla base di dati sull'evidenza medica sia durante la terapia del virus che nel prosieguo della vita del felino, permettendo di avere protocolli medici certi da applicare sia durante la terapia della peritonite infettiva che nel post terapia –:

   alla luce dei fatti esposti in premessa se non ritenga necessario adottare iniziative di competenza volte all'avvio di una sperimentazione del farmaco remdesivir per uso veterinario contro la Fip al fine di autorizzarne finalmente il commercio, ponendo così fine all'attuale mercato illegale e dando prospettive di cura sia ai veterinari che ai proprietari che affrontano le sfide di questa malattia devastante.

 

Seduta del 27 gennaio 2026

Risposta del Sottosegretario di Stato per la Salute Marcello Gemmato, replica di Eleonora Evi

MARCELLO GEMMATO, Sottosegretario di Stato per la Salute. Grazie, Presidente. Ringrazio gli onorevoli interroganti, l'onorevole Brambilla per il quesito posto perché mi consente di illustrare le azioni poste in essere con sensibilità e pragmatismo da questo Governo in risposta ad una emergenza sanitaria rilevante come quella della peritonite infettiva felina che è purtroppo una malattia che, come vedremo, ha un'alta - nel momento in cui va a colpire i nostri gatti - ha un'alta purtroppo incidenza e mortalità. A tutela della salute animale e nel pieno rispetto del quadro normativo europeo e nazionale, sono state infatti adottate alcune misure concrete, scientificamente fondate e tempestive che di seguito illustro.

Come è noto, la peritonite infettiva felina (FIP) è una malattia virale ad alta prevalenza e ad alto tasso di mortalità - vado a memoria, è al di sopra del 90 per cento -, causata da un alfa-coronavirus, che colpisce i gatti, in ambienti ad alta densità felina. Si tratta di una malattia che, per lungo tempo, ha destato forte preoccupazione nella comunità scientifica e nella collettività in ambito nazionale ed europeo, a causa della assenza di trattamenti veterinari specifici né autorizzati né in corso di autorizzazione per l'immissione in commercio, sia a livello sia nazionale che europeo centralizzato presso l'EMA.

Proprio per rispondere a questa emergenza sanitaria veterinaria e tutelare il benessere animale, nel giugno del 2025 ho ritenuto necessario adottare un intervento tempestivo, emanando la nota circolare che ha anticipato l'applicazione del regolamento europeo (UE) 2024/1973 del 18 luglio del 2024 - la cui piena efficacia decorrerà dall'8 agosto del 2026 – consentendo, esclusivamente per il trattamento della FIP, l'impiego della sostanza remdesivir, contenuta nel medicinale per uso umano Veklury. Successivamente, sulla base di ulteriori approfondimenti scientifici e delle evidenze disponibili in letteratura, con una ulteriore circolare dell'ottobre 2025 è stata estesa la possibilità terapeutica anche al GS-441524, metabolita attivo del remdesivir. Tale sostanza presenta rilevanti vantaggi clinici e organizzativi, in quanto consente l'allestimento di preparazioni magistrali per somministrazione e per uso orale, a differenza del remdesivir, utilizzabile esclusivamente per via endovenosa. Sostanzialmente abbiamo autorizzato entrambi i farmaci, quindi remdesivir e il GS-441524, con però una specifica per quest'ultimo di maggiore - come dire -, maneggevolezza del farmaco, in quanto somministrabile per uso orale, mentre il primo rinchiudeva oltre che un impegno economico maggiore, anche la somministrazione esclusiva per via endovenosa, mentre voglio ricordare che il GS-441524 può essere somministrato appunto per via orale come una normale compressa.

Entrambe le circolari sono state ampiamente diffuse alle federazioni degli ordini dei medici veterinari e dei farmacisti, nonché alle principali associazioni di categoria, al fine di garantire un'informazione quanto più capillare possibile e un'applicazione uniforme sul territorio nazionale.

Come anticipato, evidenzio che tali misure si collocano pienamente all'interno del quadro normativo europeo definito dal regolamento (UE) n. 6/2019 sui medicinali veterinari. Ne anticipiamo, però, enormemente, dal punto di vista temporale, l'entrata in vigore, così salvando la vita di tanti felini.

In particolare, l'articolo 112 disciplina l'uso in deroga, consentendo ai medici veterinari, in assenza di medicinali veterinari autorizzati per una determinata specie o indicazione terapeutica, di ricorrere in via eccezionale e sotto la propria responsabilità a medicinali per uso umano o preparazioni galeniche magistrali, al fine di prevenire sofferenze inaccettabili negli animali non destinati alla produzione alimentare.

Per quanto riguarda gli aspetti di approvvigionamento, a seguito di alcune segnalazioni relative alla difficoltà di reperimento del principio attivo GS-441524, è stato verificato che, a partire dal mese di gennaio, la sostanza risulta disponibile presso i fornitori nazionali ed è pertanto ordinabile dalle farmacie per l'allestimento delle preparazioni magistrali, previa prescrizione veterinaria tramite ricetta elettronica.

Infine, ritengo particolarmente significativo evidenziare l'avvio di iniziative strutturate di formazione e aggiornamento professionale.

Nel mese scorso, la Federazione nazionale degli Ordini dei veterinari italiani (FNOVI) ha promosso specifiche attività formative rivolte ai professionisti del settore, mentre la società italiana dei farmacisti preparatori (SIFAP) sta elaborando un protocollo operativo nazionale per l'allestimento delle preparazioni magistrali a base di GS-441524, accompagnato da un apposito percorso formativo per i farmacisti.

Quanto illustrato dimostra che questo Governo ha risposto tempestivamente e in maniera efficace a un'emergenza sanitaria che colpisce i gatti, animali d'affezione tra i più diffusi in Italia, con una popolazione che supera i 10 milioni di esemplari, ritenuti veri e propri componenti delle nostre famiglie e comunità di quartiere.

ELEONORA EVI. Grazie, Presidente. Se volessimo essere severi, potremmo dire, e uso le parole di una veterinaria che è impegnata da molto tempo nella cura della Fip, che “di fatto il Governo si è fatto lo show elettorale e poi ci hanno lasciato, come sempre, nella… L'unica cosa che è stata ottenuta da tutto questo cinema è che non siamo più sotto minaccia di sanzioni disciplinari”. Preciso, peraltro, che si tratta di sanzioni disciplinari che prevedevano la radiazione per veterinari che, di fatto, si impegnavano a salvare vite. E come darle torto? Perché, a giugno 2025, con l'autorizzazione del remdesivir, i cui costi per la terapia di un gatto sfioravano i 60.000 euro, di fatto avete preso soltanto in giro le famiglie e i loro gatti malati di Fip.

Ma, a voler dare un giudizio più morbido, potremmo dire che, sì, certamente l'Italia ha fatto un passo avanti, ma, purtroppo, sono ancora molti gli aspetti che rimangono da chiarire e da risolvere. Con la circolare dell'ottobre 2025, come giustamente il Sottosegretario ricordava, avete finalmente autorizzato l'uso del metabolita GS-441524: il farmaco, quindi, può essere finalmente preparato in formulazioni galeniche orali dalle farmacie, su prescrizione veterinaria.

Molto bene, ma nella circolare si parla solo di formulazione di preparazioni magistrali ad uso orale e sappiamo che questa è la strada, ad oggi, non solo più economica - quella della preparazione galenica rispetto al remdesivir - ma è anche la strada più efficace per aggredire la malattia, ovvero quella di intervenire inizialmente con l'utilizzo sottocutaneo, quindi in forma iniettabile.

Io ritengo questo un chiarimento importante, che peraltro ho posto anche per mezzo di una lettera che ho inviato al Sottosegretario qualche tempo fa, a inizio dicembre scorso, a cui ancora non ho ricevuto una risposta. Spero che su questo, però, ci possano essere dei passi in avanti.

C'è poi il tema del reperimento delle materie prime. Anche su questo tema credo che uno sforzo maggiore, da parte del Ministero della Salute, può essere fatto. C'è il tema dell'uso improprio del GS, che va attenzionato, perché non deve essere assolutamente utilizzato per pensare di eradicare il Coronavirus enterico felino nei soggetti asintomatici, perché è pericoloso e perché è controproducente, perché sappiamo della mutabilità del virus, che potrebbe portare alla resistenza del farmaco. Dunque, il suo utilizzo deve essere circoscritto solo alla Fip, in quanto questo è l'unico farmaco efficace. Su questo, probabilmente, un maggiore impegno da parte del Governo.

C'è poi il tema del mercato nero, perché oggi rimane il rischio che le famiglie si rivolgano ancora al mercato illegale e, a mio avviso, oggi con nuovi e maggiori rischi, perché si rischia, appunto, di più di incappare in prodotti di scarsa qualità, considerato che chi produce questi farmaci dovrà abbassarne i prezzi per competere, appunto, rispetto a ciò che oggi, invece, è diventato giustamente legale. C'è il tema dell'aggiornamento, quindi, dei veterinari stessi, su cui lei ha fatto, appunto, un inciso. Ho visto la realizzazione di un webinar con Fnovi e con la partecipazione del Ministero della Salute, una lodevole iniziativa.

Ma mi chiedo: è sufficiente? Il fatto è che - e questa è una notizia anche recentissima - oggi tanti veterinari ancora non sanno bene cosa fare e indirizzano le famiglie verso i volontari che, fino ad oggi, hanno lavorato mettendoci l'anima per salvare le vite di questi gatti condannati dalla FIP, e questo dà la misura dell'importanza di lavorare ancora e molto di più sulla formazione e sull'aggiornamento dell'intera categoria.

Ci sarebbe poi, e chiudo, il tema di non disperdere un patrimonio enorme di monitoraggio, di lavoro, di conoscenza, di bagaglio di conoscenza da parte, appunto, di chi, fino ad oggi, ha combattuto questa malattia, e nella lotta per curare i gatti malati da FIP noi siamo stati i primi a incalzare il Governo: abbiamo presentato, già lo scorso febbraio 2025, la prima interrogazione, e oggi io voglio ringraziare, chiaramente, il Governo che ha risposto a questa nostra interrogazione, finalmente, dopo un anno, ma noi continueremo, ovviamente, a chiedere conto di quanto fatto e di ciò che manca, perché per noi è importantissimo continuare a salvare vite di esseri senzienti.