26/02/2019
Lia Quartapelle Procopio
Andrea ROMANO
3-00551

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   da notizie a mezzo stampa, parrebbe che, la figlia di Jo Song-gil — un diplomatico nordcoreano in servizio a Roma dal 2015 al 2017, attualmente nascosto e in cerca di asilo politico insieme alla moglie, dopo aver disertato — sarebbe stata riportata in Corea del Nord da una squadra di agenti speciali inviata in Italia da Pyongyang per limitare i danni della diserzione del padre;

   alcune fonti affermano che Jo Song-gil potrebbe essere ancora sotto protezione dei servizi segreti italiani in attesa di «collocazione», ma avrebbe chiesto asilo in un Paese terzo, forse gli Stati Uniti;

   il regime nord coreano prevede pesanti ritorsioni per i familiari di coloro che ritiene «traditori» e la ragazza sarebbe, dunque, in grave pericolo di vita;

   se la vicenda fosse vera, dal momento della diserzione del padre e della sua protezione da parte dei servizi segreti italiani, anche la ragazza minorenne e residente in Italia, avrebbe dovuto essere adeguatamente protetta, poiché soggetto ad altissimo rischio di ritorsione da parte del regime nord coreano;

   se fossero confermate tali notizie, vorrebbe dire che il territorio italiano sarebbe stato oggetto di una incursione da parte di servizi segreti stranieri per rapire una ragazza minorenne e ricondurla in uno Stato dove vige una dittatura feroce e dove sarà soggetta a pesanti ritorsioni e vendette per il tradimento del padre, e si profilerebbe dunque, una violazione clamorosa della sovranità nazionale italiana –:

   se quanto accaduto corrisponda al vero e, in tal caso, per quale ragione la ragazza non sia stata adeguatamente protetta come un cittadino straniero minorenne legalmente residente nel territorio italiano, ha diritto ad essere;

   come sia stato possibile che i servizi segreti nordcoreani abbiano potuto agire indisturbati sul territorio nazionale italiano.