28/04/2026
Anthony Emanuele Barbagallo
BAKKALI, CASU, GHIO, MORASSUT, FERRARI e FORNARO
3-02641

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   nelle ultime settimane numerose compagnie aeree hanno lanciato un allarme circa il rischio concreto di cancellazione di migliaia di voli a causa della progressiva riduzione delle scorte di jet fuel, anche in relazione alle tensioni internazionali che interessano l'area dello Stretto di Hormuz;

   secondo quanto segnalato dagli operatori del settore, le scorte potrebbero esaurirsi già nelle prossime settimane per alcune compagnie, mentre taluni aeroporti avrebbero già preannunciato criticità nell'approvvigionamento di carburante a partire dalla metà del mese di maggio 2026, delineando un quadro che non è più potenziale ma imminente;

   tale scenario rischia di produrre effetti estremamente gravi sulla continuità del servizio di trasporto aereo, con conseguenze dirette sulla mobilità dei cittadini, sull'attività delle imprese e sull'intero sistema economico nazionale;

   il 22 aprile 2026 la Commissione europea ha presentato il Piano Accelerate Eu, indicando la necessità di un coordinamento immediato sulle riserve energetiche, sull'utilizzo degli aiuti di Stato e sulle misure di tutela per cittadini e imprese, richiamando quindi una responsabilità diretta degli Stati membri;

   nonostante la gravità del quadro, il Governo non ha fornito alcuna informativa al Parlamento, né chiarito quali iniziative intenda assumere per prevenire o gestire la crisi a fronte di un quadro che appare in rapido peggioramento, con dichiarazioni pubbliche sulla possibilità che da metà maggio 2026 potrebbero esserci problemi per la sicurezza dei voli a causa dell'esaurirsi delle scorte;

   risulta, inopinatamente, che il Ministro interrogato non abbia attivato un confronto strutturato con l'Ente nazionale per l'aviazione civile e, soprattutto, con le compagnie aeree, con i gestori aeroportuali e con le associazioni di settore, al fine di acquisire dati aggiornati sulle scorte disponibili e predisporre misure immediate di gestione dell'emergenza;

   nessuna indicazione risulta pervenuta su quello che il Ministro interrogato intende fare per la tutela dei diritti dei passeggeri in relazione ai rimborsi e alle compensazioni che potrebbero derivare dalla cancellazione dei voli –:

   quale sia la situazione reale, aggiornata e verificata degli aeroporti nazionali in relazione alle scorte di jet fuel e alla sicurezza degli approvvigionamenti e quali iniziative di competenza urgenti e concrete il Ministro interrogato intenda adottare, anche in coordinamento con le istituzioni europee, per garantire la continuità operativa del trasporto aereo e assicurare piena tutela a cittadini e imprese in caso di cancellazione dei voli.

 

Seduta del 29 aprile 2026

Illustrazione di Roberto Morassut, risposta del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, replica di Anthony Emanuele Barbagallo

 

ROBERTO MORASSUT,  Grazie, Presidente. In queste ultime settimane, tante compagnie aeree hanno lanciato un allarme sul rischio concreto di cancellare migliaia di voli a causa della progressiva riduzione delle scorte di carburante. Le scorte dovrebbero esaurirsi già nelle prossime settimane per alcune compagnie, mentre alcuni aeroporti avrebbero già preannunciato criticità nell'approvvigionamento, a partire dal mese di maggio. Questo scenario rischia di produrre effetti gravissimi sulla continuità del servizio di trasporto aereo, con conseguenze sui cittadini e sulle imprese.

Il 22 aprile 2026 la Commissione europea ha presentato il Piano Accelerate-EU richiamando, quindi, una responsabilità anche diretta degli Stati membri su questo tema. Nonostante la gravità del quadro, il Governo non ha fornito, però, alcuna informativa al Parlamento, né ha chiarito quali iniziative intenda assumere per prevenire o gestire la crisi, a fronte di un quadro che appare in rapido peggioramento. Non risulta, al momento, che vi siano iniziative di coordinamento con ENAV, con compagnie aeree e con i gestori aeroportuali da parte del Governo, e nessuna indicazione risulta pervenuta di quello che si intenda fare in relazione ai rimborsi, alle compensazioni, che potrebbero derivare dalla cancellazione di voli.

Noi chiediamo quale sia la reale situazione aggiornata e verificata degli aeroporti nazionali in relazione alle scorte di carburante e alla sicurezza degli approvvigionamenti e quali iniziative urgenti e concrete il Ministero intenda adottare per garantire la continuità operativa del trasporto aereo ed eventualmente per affrontare il tema delle compensazioni.

MATTEO SALVINIMinistro delle Infrastrutture e dei trasporti. Grazie, Presidente. Premetto che ci sono quattro domande più o meno simili, quindi con gli uffici abbiamo cercato di non dare quattro risposte uguali, altrimenti non faremmo cosa utile. Quindi, nei quattro question time cerco di dosare parti di risposte, per evitare di rispondere sempre la stessa cosa.

Le tensioni in aree strategiche per l'energia stanno creando evidentemente instabilità nei mercati. Il 50 per cento del carburante per aerei destinato agli aeroporti italiani transita attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre la restante metà è fornita da altri Paesi, tra cui Libia ed Egitto.

Innanzitutto, precisiamo che le riserve disponibili in Italia garantiscono l'operatività almeno fino a tutto il mese di maggio e la nostra posizione risulta più solida rispetto a quelle di gran parte degli Stati europei.

Detto questo, voglio essere molto chiaro: non siamo di fronte a un'emergenza che mette a rischio la sicurezza dei voli o la continuità del sistema. Il nostro Paese regge. Regge perché c'è un lavoro quotidiano coordinato tra il MIT, il MASE, l'ENAC, i gestori aeroportuali e tutta la filiera. Peraltro, abbiamo convocato, per la prossima settimana, il tavolo al Ministero per la presentazione del Piano nazionale degli aeroporti.

Il 20 aprile scorso, nell'ambito del Comitato per l'emergenza petrolifera, abbiamo fatto il punto sui temi da lei richiamati, sul costo del carburante. È emerso un dato che conosciamo bene: l'Italia ha capacità di raffinazione, ma dipende in modo significativo dall'estero. Questo significa essere esposti alle dinamiche dei mercati internazionali e i prezzi alle tensioni geopolitiche. Non nascondiamo la preoccupazione, ma la stiamo gestendo.

Il Governo sta lavorando su più livelli: un confronto costante con gli operatori del settore per evitare, quanto più possibile, fenomeni speculativi e contenere gli aumenti, che, peraltro, mi sono stati chiesti per la continuità territoriale e che per il momento siamo riusciti a evitare. Martedì scorso ho partecipato alla riunione straordinaria dei Ministri dei Trasporti sull'impatto della crisi in Iran, da cui è emersa la necessità di mantenere un approccio di vigilanza, evitando di alimentare un clima eccessivo di allarme per i viaggiatori. In quella stessa sede ho richiamato l'attenzione sulla debolezza della proposta della Commissione europea ad oggi, perché si occupa solo del medio e lungo periodo, mentre ricordavo che ci approcciamo a una stagione estiva che è alle porte.

La risposta alla crisi che abbiamo suggerito dovrebbe essere una sospensione dei vincoli imposti dal Green Deal, i cui numerosi regolamenti poggiano su condizioni non più attuali e che necessitano di un profondo e ben studiato processo di revisione. Penso alla tassazione ETS per il marittimo e l'aereo. Per quanto riguarda i cittadini, una deroga ai vincoli imposti dal Patto di stabilità potrebbe essere la soluzione per aiutare le compagnie aeree senza aumentare il costo dei biglietti.

A livello europeo si sta discutendo se situazioni estreme legate alla carenza di carburante possano essere considerate circostanze sufficientemente eccezionali per rafforzare le tutele per i viaggiatori previste. L'obiettivo è uno solo: garantire la sicurezza dei voli e la continuità dei collegamenti, senza gravare sulle tasche dei cittadini. Questa è la prima parte di quattro risposte che cercherò di diluire in quattro question time.

ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO, Grazie, Presidente. Ministro, il Governo, sulla vicenda che riguarda la carenza di carburante negli aeroporti, è chiamato ad utilizzare, in quest'Aula e fuori, parole di verità. Serve trasparenza e ci dispiace che siamo dovuti arrivare fino ad oggi, perchè abbiamo chiesto un mese fa un'informativa urgente del Governo, della sua persona e del Ministro Urso, per capire quali erano le misure da intraprendere di fronte a una crisi così evidente e così profonda.

Insomma, abbiamo chiesto di parlamentarizzare questo tema e trovare, insieme con le opposizioni, le misure più adeguate. Ci siamo invece ridotti a parlare di questo tema soltanto il 29 aprile, quando i buoi ormai sono scappati; quando è aumentato alle stelle il costo del carburante; quando il suo Governo non ha utilizzato, come doveva, il biocarburante, Ministro, che noi produciamo in Italia, biocarburante fatto da scarti vegetali, oli esausti, grassi animali, residui agricoli che produciamo a Gela e a Venezia.

Perché, in questo tempo, non sono state sentite le compagnie aeree, le società di gestione aeroportuale, le associazioni che rappresentano le società di gestione, per trovare, tutte insieme, le soluzioni? Ora, lei più volte, nel corso del suo mandato, ha fatto riferimento a riscontri pratici e alla vita delle persone. Dalla fine di maggio lo ha comunicato lei, oggi, per la prima volta a quest'Aula: la vita delle persone ordinarie è messa in discussione non soltanto per il turismo, ma anche per i viaggi, per la vita delle imprese e delle famiglie.

Servono parole di verità e servono misure adeguate; non certamente quelle che ha messo in campo il Governo finora. Serve uno scatto di reni e, su questo, continueremo a incalzarvi.